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Cronaca 5 Giugno 2021

Una nuova panchina rossa a Osteria Grande contro la violenza sulle donne

Una nuova panchina rossa, colore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, è stata installata nei giorni scorsi in viale Broccoli a Osteria Grande dall’Amministrazione Comunale di Castel San Pietro (un’altra è presenta dal 2019  sulla Walk of Care che costeggia il Boschetto DinAmico). Su un lato dello schienale, una targa con il logo del Comune riporta la frase «non è amore quello che distrugge il futuro che una donna sceglie» e il numero verde anti violenza e stalking 1522.

«Questa installazione è l’esito di un percorso condiviso – afferma Giulia Naldi, assessora alle politiche sociali ed educative, legalità e pari opportunità – che ha preso il via a seguito della presentazione in Consiglio Comunale da parte della maggioranza dell’ordine del giorno firmato dalla capogruppo Francesca Marchetti e dalla consigliera Elisabetta Carati in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre. Fra le iniziative programmate in attuazione di questo ordine del giorno, oltre agli eventi istituzionali, stiamo portando avanti percorsi di sensibilizzazione e approfondimento in collaborazione con le scuole presenti sul territorio e le associazioni di riferimento. Tramite i docenti, vengono coinvolti direttamente gli alunni che realizzano dei video sul tema, momenti di riflessione ed eventi pubblici». (r.cr.)

Nella foto: gli assessori Naldi e Giordani accanto alla panchina rossa di Osteria Grande

Una nuova panchina rossa a Osteria Grande contro la violenza sulle donne
Sport 2 Giugno 2018

Basket, coach Salieri cambia panchina e fa i complimenti ai Flying Ozzano per la promozione

L’ultimo viaggio è quello delle riflessioni, dei pensieri. Quei 214 chilometri tra Crema e il Cassero dopo avere consegnato le chiavi di casa, alla fine di una stagione importante, chiusa al quarto posto in stagione regolare e terminata definitivamente al secondo turno di play-off, contro Omegna, dopo avere eliminato Piombino. E che sia stata una annata da ricordare lo testimoniano gli interessi ricevuti (alle final-four di Montecatini sarà premiato come secondo miglior allenatore di tutta la serie B), mica solo le chiacchiere da bar. Ecco allora che Stefano Salieri ha scelto Orzinuovi, appena retrocessa dalla serie A2, preferendola a Lecco, Pavia e anche all’Assigeco Piacenza, terzultima nel girone dell’Andrea Costa. «Oltre che di me però vorrei anche parlare dei Flying Balls, che sono stati promossi in serie B. Ho fatto i complimenti al coach Federico Grandi e a Gabriele Torreggiani, ma bisogna estenderli a tutta la dirigenza, che ha raccolto il frutto di un lavoro portato avanti negli anni. Senza perdersi d’animo quando i risultati non sono arrivati, ogni stagione hanno migliorato la squadra nei punti deboli, indebolendo le dirette concorrenti come la Virtus Spes Vis».

Una politica stile Juventus…

«Corcelli, facendo le dovute proporzioni, è stato l’Higuain della situazione, in fin dei conti Nunzio era il cannoniere della stagione precedente. A Ozzano si è ricreato un grande entusiasmo ed è una cosa molto positiva».

Cosa li aspetta in serie B?

«Dovranno mantenere il più possibile la struttura vincente. Hanno giocatori come Dordei, Agusto e Corcelli che sono eccellenti anche al piano di sopra».

Una delle forze del coach è che è cresciuto di pari passo insieme al gruppo.

«E’ una persona che ha dato equilibrio e una identità alla squadra. E’ stato il mio vice tanti anni e ci sentiamo spesso. Penso sia maturato molto, ha dimostrato di essere un allenatore importante per la categoria e di saper gestire bene la situazione».

La promozione si è decisa negli scontri diretti con Fiorenzuola e Imola.

«Secondo me strutturalmente la Virtus Spes Vis era la squadra peggiore delle tre, anzi, vedevo addirittura la Salus sul podio finale. Fiorenzuola l’avevo affrontata in precampionato e dissi subito a Fede che sarebbero stati loro i veri rivali. Così come Lottici mi rivelò che considerava Ozzano e Salus le avversarie più competitive».

Cosa c’era a Imola che non andava per provare a vincere il campionato?

«Penso fosse troppo dipendente da Casadei. Lui ha fatto bene, ha tenuto in piedi la squadra, ma la struttura generale era più improvvisata delle altre, che erano state costruite nel tempo e con idee molto chiare».

Parliamo della tua nuova avventura a Orzinuovi.

«Lunedì ho avuto il primo briefing col presidente Zanotti e col direttore sportivo Muzio. La loro idea è di iniziare a preparare una squadra molto giovane, per poi ritornare competitivi nel giro di un paio d’anni, quando avranno il nuovo palasport. Il primo obiettivo della società è riconquistare un pubblico che hanno perso per strada a causa di una stagione assai negativa e dove erano costretti a giocare le partite casalinghe a Brescia, a 40 km di distanza».

p.z.

L”articolo completo su «sabato sera» del 31 maggio.

Nella foto: da sinistra Federico Grandi in trionfo e Stefano Salieri

Basket, coach Salieri cambia panchina e fa i complimenti ai Flying Ozzano per la promozione

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