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Cronaca 30 Aprile 2020

Coronavirus, la Barilla dona 360 kg di pasta al Comune di Medicina grazie alla ditta Rambaldi Trasporti

Quando esiste la generosità la solidarietà non ha confini e può viaggiare anche tra Medicina e Parma. Grazie all’idea ed al cuore di Francesco Rambaldi della Rambaldi Trasporti intenzionato a donare alla comunità medicinese  una fornitura di pasta Barilla, l’azienda parmense ha deciso di contribuire alla realizzazione dell’iniziativa e con 360 kg di pasta donati all’amministrazione comunale di Medicina.

La ditta Rambaldi che trasporta dai magazzini della Cesac il grano del territorio di Medicina agli stabilimenti della Barilla, questa volta ha fatto un percorso inverso portando sul territorio questi importanti prodotti finiti. Fissato al pallet di pasta nella consegna di ieri i dipendenti Barilla dello stabilimento di Pedrignano hanno voluto lasciare un messaggio per gli «amici di Medicina».

L’assessore alle Politiche sociali Dilva Fava assieme a tutta l’amministrazione comunale ha così ringraziato Francesco Rambaldi per aver costruito questa importante catena di solidarietà. Questi prodotti saranno distribuiti alle famiglie che in questo momento presentano situazioni di fragilità. (da.be.)

Nella foto (concessa dal Comune di Medicina): il sindaco Matteo Montanari e l’amministrazione comunale al momento della consegna

Coronavirus, la Barilla dona 360 kg di pasta al Comune di Medicina grazie alla ditta Rambaldi Trasporti
Economia 18 Settembre 2019

Gli imbutini brevettati dall'ozzanese Flavia Valentini conquistano la grande distribuzione

E alla fine gli imbutini sono spuntati sugli scaffali della grande distribuzione. Il formato di pasta inventato e brevettato dall’ozzanese Flavia Valentini ce l’ha fatta. L’avevamo «lasciato» in uno stand gastronomico alla Fiera della Centonara, poi si era timidamente affacciato in un forno di Ozzano, ma da qualche giorno eccolo apparire in confezioni da 250 grammi nel banco frigo del Conad di via Mazzini, sempre in quel di Ozzano. Oltre la tipologia fatta con il normale impasto all’uovo (da galline allevate a terra), c’è anche la versione con l’ortica.

La favola dell’imbutino è partita con Flavia Valentini, 60 anni, di mestiere coordinatrice infermieristica con la passione per la cucina, che un giorno trova uno strano tagliapasta in un mercatino degli oggetti usati. All’improvviso l’idea: una semplice piega ed ecco che viene fuori un imbutino. Nessun ripieno ma un goloso spazio vuoto, che si presta ad ospitare qualsiasi sugo. Due anni fa Flavia viene messa in contatto con Luca Tommasi, progettista e titolare di uno studio tecnico ad Argelato, «Cad Project», che disegna e costruisce macchine automatiche. La sua invenzione culinaria l’entusiasma.

Fatta la macchina occorre un laboratorio che produca il nuovo formato di pasta in quantità. E qui veniamo all’oggi. «Mi sono rivolta alla Cna di Bologna per mettermi in contatto con delle aziende produttrici di pasta– racconta Flavia –. A Minerbio ho trovato il laboratorio L’arte della pasta Srl che ha adottatola nostra macchina inserendola nella propria linea di produzione».

Il modello degli imbutini è depositato presso la Uami, l’agenzia con sede ad Alicante, in Spagna, competente a livello europeo per la registrazione di marchi, disegni e modelli. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nelle foto: Flavia Valentini e un piatto di imbutini

Gli imbutini brevettati dall'ozzanese Flavia Valentini conquistano la grande distribuzione

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