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Economia 18 Settembre 2019

Al gruppo Mati il premio della Clai «100% italiano» che è stato consegnato dalla sindaca Manuela Sangiorgi

In occasione dell’evento “Sapori in villa”, svoltosi sabato sera 7 settembre nell’ambito della tradizionale Festa del contadino, la Clai ha consegnato il premio 100% italiano, riconoscimento attraverso il quale la cooperativa imolese, premiando personalità o imprese distintesi per l’impegno a favore della promozione della cultura e del lavoro, intende farsi portavoce della valorizzazione del patrimonio e delle tradizioni italiane. Tale riconoscimento, patrocinato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Nel 2016 il premio è stato assegnato a Judith Wade, fondatrice e amministratrice delegata della rete Grandi giardini italiani che raccoglie le meraviglie verdi d’Italia. Nel 2017 alcompianto Gino Girolomoni, precursore e padre dell’agricoltura biologica in Italia. E nel 2018 alla cooperativa sociale Giotto di Padova, che dà una possibilità di riscatto personale e di reinserimento ai detenuti del carcere. Quest’anno il premio (consegnato dalla sindaca Manuela Sangiorgi) è stato assegnato al gruppo Mati 1909 per l’impegno verso l’ambiente, il sociale e la valorizzazione del patrimonio culturale agricolo.

Il gruppo toscano, che nel 2019 compie i suoi 110 anni sotto la conduzione della quarta generazione, è oggi leader nella produzione di piante ornamentali, nella progettazione e realizzazione di giardini, nella promozione di una corretta cultura del verde e del food agrituristico. «La terra è l’unico futuro che abbiamo – hanno detto Andrea, Francesco e Paolo Mati, fratelli a capo del gruppo – e ricevere un premio nelle meravigliose terre di Romagna dalla cooperativa di lavoratori agricoli Clai, così fortemente legati al territorio e ai suoi valori, è quanto di meglio noi potevamo desiderare». Alla premiazione ha fatto seguito il galà lirico realizzato in collaborazione con Emilia Romagna Festival. (r.cr.)

Nella foto un momento della consegna

Al gruppo Mati il premio della Clai «100% italiano» che è stato consegnato dalla sindaca Manuela Sangiorgi
Cultura e Spettacoli 30 Agosto 2019

E' in partenza l'ottava edizione di Wiki Loves Monuments, 12 i siti da fotografare nel comune di Imola

Sono ben 12 i luoghi della città di Imola che partecipano a Wiki Loves Monuments 2019, il più grande concorso fotografico digitale del mondo. Dall”1 al 30 settembre chiunque potrà prendere parte all”ottava edizione del contest promosso da Wikipedia, fotografando monumenti, edifici storici, sculture, siti archeologici selezionati dagli enti proprietari, aventi un valore archeologico,oppure storico-artistico, estetico, etnografico o scientifico. Le foto realizzate dovranno poi essere caricate al link http://wikilovesmonuments.wikimedia.it/ e immediatamente diventeranno patrimonio condivisibile, comune e universale, in quanto condivise in rete con licenza di Creative Commons.

Questi i luoghi e monumenti selezionati dal Comune di Imola per l”edizione 2019 di Wiki Loves: Palazzo comunale, palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca, museo di San Domenico (Collezioni d’arte della Città e museo Scarabelli), es chiesa di San Francesco (biblioteca comunale), monumento ad Ayrton Senna, monumento ai caduti della prima guerra mondiale, monumento al II Corpo d”armata polacco, parco delle Acque minerali, piazza Ulivo (piazza Conciliazione), sculture di Germano Sartelli nella rotonda di viale d”Agostino e teatro comunale «Ebe Stignani».

Naturalmente, trattandosi di un concorso, ci saranno anche dei vincitori. A sceglierli sarà la giuria di qualità istituita da Wikipedia Italia, mentre la lista completa delle immagini partecipanti al concorso sarà consultabile sul sito già citato.

Per informazioni: Musei civici di Imola (tel. 0542-602609 – musei@comune.imola.bo.it – www.museiciviciimola.it). (r.c.)

E' in partenza l'ottava edizione di Wiki Loves Monuments, 12 i siti da fotografare nel comune di Imola
Cultura e Spettacoli 24 Luglio 2019

La loggia dei fogliami della Rocca di Dozza, un tesoro d'arte nascosto che è stato riportato alla luce

Un restauro conservativo degli apparati decorativi rinascimentali che ha ridato vita a pregevoli motivi a fogliami e ad ovuli, prima invisibili sotto gli strati accumulatisi nel tempo. Ad esserne oggetto è stata la loggia dei fogliami della Rocca di Dozza: eseguiti da Francesco Savoia e Marcello Pedocchi della BioRes, i lavori sono stati inaugurati venerdì 5 luglio e sono ora ammirabili da tutti i visitatori.

«Questi interventi permettono di rivalutare il nostro ricco patrimonio, riportando alla luce tesori d’arte nascosti – ha affermato il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi – rendendo ancora più attrattiva la nostra Rocca in questo momento di forte rilancio turistico e culturale per Dozza; si tratta di una progettualità ampia, di una perfetta sinergia tra pubblico e privato: la campagna di raccolta fondi “Adotta un metro quadro della Rocca’’, legata ai meccanismi di sgravi fiscali dell’Art Bonus, ha permesso ai mecenati privati di valorizzare uno dei monumenti simbolo della nostra comunità: rendiamo merito ai tanti che hanno contribuito, ricordati in tutte le occasioni anche sui canali istituzionali, ed in particolare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola».

La loggia dei fogliami si trova nel cortile della Rocca: passato il ponte, si entra nell’atrio-biglietteria, poi si volta a destra e si prosegue appunto fino al cortile. Qui, sulla sinistra, si può ammirare la loggia ora restaurata, detta «dei fogliami» perché caratterizzata da foglie, ulivi e querce decorate. «Lasciare più di quel che si trova è importante – ha commentato Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione Dozza città d’arte – per questo abbiamo sempre tenuto in modo particolare ai restauri, che abbiamo seguito oltre all’organizzazione di eventi in Rocca». (ste.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto la loggia dei fogliami della Rocca di Dozza

La loggia dei fogliami della Rocca di Dozza, un tesoro d'arte nascosto che è stato riportato alla luce
Cronaca 14 Giugno 2019

Quattro sculture restaurate nel parco di Sante Zennaro: oggi la presentazione durante la Fiera agricola

Le Paperelle, il Fungo, lo Scivolo ponte e il Teatrino dei burattini sono quattro delle nove installazioni artistiche presenti nel parco del complesso Sante Zennaro, realizzate nel 1970 dagli artisti Nello Brini e Alessandro Tagliolini. Fresche di restauro, verranno ripresentate al pubblico oggi, venerdì 14 giugno, alle ore 18.45, nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. A riportare alla loro originale bellezza queste opere, di rimando pop art, è stato il restauratore Maurizio Rambelli, che a Imola ha svolto negli anni numerosi interventi, come quello ad esempio sulla facciata del palazzo comunale e sulle statue del viale dei Cappuccini.

«In questo caso – ci spiega – per pulire le opere non ho utilizzato solventi ma semplice acqua e brusca (spazzola a setole dure, Ndr). Le strutture, in cemento armato, erano infatti annerite dai muschi e dallo sporco. Poi ho rivestito le superfici con una miscela di cemento e legante acrilico, mantenuta piuttosto liquida, in modo da mitigare gli aloni del tempo. Infine ho utilizzato un prodotto protettivo a spruzzo, specifico per le pietre e i materiali lapidei, che impermeabilizza senza lucidare. Questo dovrebbe aiutare a proteggere le opere per un po’ di anni. Sarebbe auspicabile d’ora in poi una fruizione meramente contemplativa, che eviti il contatto a utenze non rispettose. Anche perché, se all’inizio erano state pensate con una finalità anche ludica, oggi ormai non sono più a norma».

Per le Paperelle e il Fungo il restauratore ha anche ricostruito le parti mancanti, sulla base delle foto d’epoca. «Nel primo caso – aggiunge -, l’unica forma superstite era quella della paperella centrale, anche se ciò che ne restava la faceva assomigliare di più a un vomere. Grazie alle foto d’epoca ho potuto ricostruire tutte le sagome, con un impasto di cemento e polistirolo. Per il Fungo, che era ridotto davvero male, ho seguito l’armatura di ferro ricoprendola con una struttura in poliuretano». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto: le Paperelle

Quattro sculture restaurate nel parco di Sante Zennaro: oggi la presentazione durante la Fiera agricola
Cronaca 12 Marzo 2019

La prima volta di Castel San Pietro Terme alle Giornate di Primavera del Fai con spettacoli e visite guidate

Castel San Pietro per la prima volta parteciperà alle Giornate di Primavera del Fai, il Fondo ambiente italiano, con visite guidate e momenti di spettacolo in programma per sabato 23 e domenica 24 marzo. E’ la novità del calendario degli eventi turistici e delle manifestazioni che animeranno il 2019 sul Sillaro, tra capoluogo e frazioni. «Questo calendario nasce dal lavoro congiunto di più assessorati, uffici comunali e della Pro Loco, che ringrazio per l’impegno che dedicano ogni anno a una programmazione sempre più di qualità e diffusa nel territorio – afferma il sindaco Fausto Tinti –. Un calendario che non può e non vuole essere definitivo ed esaustivo, poiché non comprende le innumerevoli iniziative organizzate dalle associazioni e da tante altre realtà a carattere culturale, sportivo e sociale, di volta in volta patrocinate dal Comune».

Scorrendo le iniziative, quella principale della primavera sarà come sempre Very Slow Italy, la Fiera delle Cittaslow, dall’enogastronomia al vivere sostenibile, giunta alla quattordicesima edizione: sabato 13 e domenica 14 aprile nel centro storico arriveranno gli stand con le eccellenze enogastronomiche e artigianali delle Citta-slow e dei Consorzi dei prodotti tipici, e il Borgo dei Sapori con tante altre specialità alimentari italiane. Tornerà anche Very Wine, l’evento che vede protagoniste le cantine vinicole castellane, che aprirà i battenti dal venerdì sera, offrendo una serata in più rispetto alle precedenti edizioni. Al centro della festa anche la sostenibilità ambientale con iniziative dedicate alla mobilità alternativa, al riuso, al risparmio energetico (Bimbimbici si svolgerà sabato 13 aprile).

Altra importante occasione è il Giugno Castellano. Il cuore dell’evento saranno le tradizionali bancarelle del Naturalmiele nel centro storico (7, 8 e 14, 15 giugno), a cui si aggiungerà la terza edizione dello Street Food Festival nel borgo, con i food-truck e l’arte di strada. Sabato 15 tornerà la Notte Celeste delle Terme. A Osteria Grande, invece, la Festa della Birra dal 20 giugno all’1 luglio. Durante l’estate anche gli appuntamenti nelle frazioni del progetto itinerante Cinema in tour e gli spettacoli al Giardino degli Angeli. Appuntamento clou dell’anno, come sempre, il Settembre Castellano, e corollario il 30, 31 agosto e 1 settembre con Varignana di Notte, e la Corsa delle Carriole (sabato 31). Ma l’apice sarà domenica 8 con la tradizionale Sagra della Braciola e la Carrera, la gara fra macchinine a spinta, la mattina sul rettilineo di viale Terme e nel pomeriggio sul circuito cittadino castellano. Il Settembre si concluderà con la Fiera del Miele, dell’Agricoltura e dell’Enogastronomia, sabato 14 e domenica 15 e con la seconda edizione di Lago in Festa sabato 21 e domenica 22 a Osteria Grande. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 marzo

Nella foto la folla in piazza per il Settembre Castellano 2018

La prima volta di Castel San Pietro Terme alle Giornate di Primavera del Fai con spettacoli e visite guidate
Cronaca 25 Gennaio 2019

Trecento studenti partecipano al progetto «Altro-ve» dell'Istituto Comprensivo 7 per tutelare il patrimonio culturale

L’Istituto comprensivo 7 «Luigi Orsini» di Imola è capofila del progetto «Altro-ve: territori, patrimoni, tradizioni, uomini in movimento», finanziato nell’ambito della progettazione del Programma operativo nazionale (Pon) del ministero della Pubblica istruzione dal titolo «Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico». Il progetto è stato avviato a settembre 2018 ed è in corso di svolgimento. Le attività vengono proposte a circa 300 studenti imolesi delle scuole in rete con l’Ic7: l’Istituto tecnico agrario chimico «G. Scarabelli», l’Istituto di istruzione superiore «Paolini Cassiano», il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti. Al progetto collaborano attivamente anche i servizi culturali del Comune di Imola (archivi, musei e biblioteche) e l’associazione culturale per scuole e famiglie Arte.Na.

Il 2018 è stato l’anno europeo del Patrimonio culturale e la rete di scuole collegate vuole realizzare concretamente sul territorio l’educazione al patrimonio seguendo i dettami della Convenzione europea di Faro del 2005: la scuola come motore della «comunità di eredità» dove i ragazzi studiano e promuovono le tradizioni e le culture che si sono succedute e hanno formato nel tempo il patrimonio locale. L’idea progettuale nasce infatti dalla volontà di confrontare e valorizzare gli scambi e la mobilità degli uomini nel tempo, rileggere il passato alla luce del presente in vista dei bisogni e delle prospettive future. Le radici, l’eredità culturale, il patrimonio museale e archivistico sono il risultato di contaminazioni e apporti successivi attraverso i viaggi del passato di cittadini illustri, di comunità in movimento che si sono stabilite nel tempo nella città di Imola. Le attività prevedono quindi la scoperta delle tradizioni, dell’arte, della cultura, del paesaggio tipico del nostro territorio quale risultato ultimo di queste incursioni, la rivalutazione degli apporti esotici che ne sono diventati parte inte-grante. L’obiettivo è di rileggere il patrimonio locale nell’ottica di una continua relazione con culture altre per educare all’idea di tolleranza, al dialogo, alla responsabilità di ognuno, per favorire l’inclusione delle culture che i migranti odierni portano con sé.

Per l’anno scolastico 2018-2019 ai ragazzi sono offerte attività pomeridiane in cui si insegnano e mettono in pratica la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio locale. Alcune di queste attività sono già concluse o avviate, altre saranno completate nel secondo quadrimestre. In questo modo gli studenti imparano a conoscere e ad aver cura dei beni culturali locali. Sono i protagonisti nella realizzazione di un sito web di riferimento per favorire l’accessibilità di tutti al patrimonio, con particolare attenzione alle diverse abilità e gradi scolastici, al diverso background socio culturale dei possibili utenti. Realizzano pro-poste di turismo culturale, sociale e ambientale sostenibile per la nostra città e il suo territorio o formulano progetti di riqualificazione urbana di aree periferiche o marginali del centro cittadino.

I dati sono poi raccolti, analizzati e approfonditi dai ragazzi degli istituti scolastici in rete; in alcune attività gli allievi delle superiori o delle scuole secondarie di primo grado fanno da tutor ai piccoli della primaria. I risultati verranno poi restituiti alla comunità tramite la multimedialità e attraverso iniziative di pubblica promozione e libera fruizione da parte della cittadinanza: in queste occasioni i giovani illustreranno il patrimonio materiale (documenti d’archivio, reperti all’interno delle diverse collezioni imolesi e/o storiche di istituti scolastici, siti archeologici e storico-artistici della realtà imo-lese) e quello immateriale (racconti personali, testimonianze orali, canti delle diverse tradizioni). L’aspetto tecnico-scientifico-ambientale è curato dai ragazzi dell’ Itac Scarabelli, la valenza turistica dei percorsi dal professionale commerciale Cassiano, mentre la competenza tecnico-informatica è prerogativa dell’istituto tecnico Paolini.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nelle foto diversi momenti del progetto

Trecento studenti partecipano al progetto «Altro-ve» dell'Istituto Comprensivo 7 per tutelare il patrimonio culturale
Cultura e Spettacoli 29 Agosto 2018

A settembre torna Wiki Loves Monument, il Comune di Imola partecipa con 13 luoghi e monumenti da fotografare

Per chi ama la fotografia a qualsiasi livello torna la bella iniziativa Wiki Loves Monument, alla quale aderisce anche Imola. Si tratta del più grande concorso fotografico digitale del mondo, promosso da Wikipedia e coordinato da Wikimedia Italia, che si svolgerà dall’1 al 30 settembre ed è aperto a tutti, professionisti e amatori.  

Dai Musei Civici di Imola arriva in particolare l’invito a partecipare al concorso, immortalando 13 monumenti e luoghi della città. Questo l’elenco: Palazzo Comunale; Palazzo Tozzoni; Rocca Sforzesca; Museo di San Domenico; ex Chiesa di San Francesco – Biblioteca Comunale; Monumento ad Ayrton Senna; Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale; Monumento al II Corpo d”Armata Polacco; Parco delle Acque Minerali; Parco Tozzoni; Piazza Ulivo (Piazza della Conciliazione); Sculture di Germano Sartelli nella rotonda di viale d’Agostino; Teatro Comunale “Ebe Stignani”. 

Chi intende partecipare, può caricare le foto al link http://wikilovesmonuments.wikimedia.it. Tutte le immagini diventano patrimonio comune e universale, circolanti in rete con la licenza Creative Commons. Lo stesso sito conserverà la lista completa delle immagini in concorso, che saranno sempre consultabili. I vincitori del concorso saranno invece individuati dalla giuria di qualità di Wikipedia Italia. 

Da segnalare che dall’Emilia Romagna, nelle precedenti edizioni, sono state caricate 14.591 foto, conquistando 17 piazzamenti nazionali.

La lista completa dei monumenti da fotografare si può trovare al link https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Wiki_Loves_Monuments_2018/Monumenti 

Per informazioni su Imola: www.museiciviciimola.it

Nella foto la Rocca, uno dei monumenti in concorso

A settembre torna Wiki Loves Monument, il Comune di Imola partecipa con 13 luoghi e monumenti da fotografare

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