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Cronaca 19 Maggio 2020

Coronavirus, in arrivo rimborsi per i pendolari del trasporto pubblico locale

Rimborsi in arrivo per i pendolari dell’Emilia-Romagna che non hanno potuto usufruire dell’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico locale a causa del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus. «E’ una misura doverosa giustamente attesa da tanti cittadini e che come Regione abbiamo sollecitato – spiega Andrea Corsini, assessore alla Mobilità della Regione Emilia-Romagna –. Non appena saranno definite le modalità operative, sarà nostra cura fornire a tutti gli interessati le indicazioni utili per usufruire di tale opportunità».

Il risarcimento dei costi dell’abbonamento è reso possibile dai fondi stanziati dal Governo con il dl Rilancio, che a breve sarà convertito in legge. Dopo questo passaggio, sarà possibile definire le procedure per accedere ai rimborsi. Per questo motivo, la Regione invita i cittadini a non recarsi anzitempo agli sportelli delle aziende di trasporto, rischiando inutili affollamenti. (r.cr.)

Foto d’archivio

Coronavirus, in arrivo rimborsi per i pendolari del trasporto pubblico locale
Cronaca 15 Marzo 2019

Treni, introdotte novità positive per i pendolari. Ma per quelli di Varignana manca ancora qualcosa

Un paio di treni in più per il rientro dei pendolari da Bologna e uno per chi deve viaggiare in direzione contraria, tutti nel tardo pomeriggio. E’ uno degli ulteriori aggiustamenti introdotti da Trenitalia da lunedì 11 marzo, dopo l’avvio a dicembre del nuovo orario pensato, in accordo con la Regione, per accorciare i tempi di percorrenza per chi viaggia da Bologna a Ravenna e potenziare il Servizio ferroviario metropolitano (Sfm), la cosiddetta «metropolitana di superficie» tra capoluogo e Imola, ma che, alla prova dei fatti, aveva portato non pochi disagi ai pendolari. Da qui proteste, di cittadini e Comuni, e varie correzioni, sempre in accordo con la Regione.

Nella nostra zona i problemi si erano evidenziati soprattutto per i collegamenti con le stazioni minori, San Lazzaro, Ozzano, Varignana e Castel San Pietro. Da lunedì sono state aggiunte due nuove fermate a Castel San Pietro dei Regionali 2981 e 2983 da Bologna per Ravenna, il primo fermerà nella stazione castellana alle 18.05, il secondo alle 20.05. In direzione contraria, invece, un nuovo treno da Imola verso Bologna partirà alle ore 18.40, con fermate a Castel San Pietro, Varignana, Ozzano Emilia, San Lazzaro e Bologna San Vitale; circolerà nei giorni feriali, dal lunedì al sabato.

«C’è voluto del tempo, ma alcune delle nostre richieste fondamentali sono state accolte» commenta Stefania Scarale, che lavora a Imola e abita a San Lazzaro e fa parte del gruppo Pendolari Caselle. «E’ cosa rara e preziosa quando l’amministrazione pubblica riconosce l’errore e pone rimedio. Rimane il nodo dei nostri amici che ancora hanno difficoltà a tornare da San Lazzaro in Romagna, ma confidiamo che anche questo problema venga presto risolto».

Parzialmente soddisfatto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, che, insieme a Luca Lelli di Ozzano e alla collega di San Lazzaro, hanno incontrato più volte la Regione per sottolineare i problemi dei loro cittadini: «Rimane il problema di Varignana – dice Tinti -, vorremmo che fermasse un treno alla sera, alle 18.44, per i pendolari di ritorno da Bologna». (l.a.)

Treni, introdotte novità positive per i pendolari. Ma per quelli di Varignana manca ancora qualcosa
Cronaca 17 Gennaio 2019

Orari dei treni, due fermate in più a Ozzano Emilia, ancora nulla di fatto per Castel San Pietro e Varignana

Dopo le polemiche seguite all’avvio del nuovo orario dei treni, qualcosa si è mosso, ma non tutti sono soddisfatti, in particolare i castellani. Come si ricorderà, il 9 dicembre scorso Trenitalia ha introdotto, in accordo con la Regione, una serie di modifiche agli orari delle corse da Bologna verso la Romagna e viceversa, con il duplice obiettivo di accorciare i tempi di percorrenza per chi viaggia da Bologna a Ravenna e potenziare (inserendo corse cadenzate allo stesso minuto di ogni ora) il Servizio ferroviario metropolitano (Sfm), la cosiddetta «metropolitana di superficie» che collega il capoluogo con Imola facendo tutte le fermate.

Alla prova dei fatti, però, i nuovi orari hanno creato non pochi disagi ai pendolari delle stazioni minori del sistema Sfm, per restare al nostro territorio parlia-mo di quelle di Castel San Pietro, Varignana e Ozzano Emilia. La situazione ha innescato l’immediata mobilitazione dei pendolari, supportati dai loro sindaci, che si sono attivati con la Regione e Trenitalia per ottenere modifiche a favore dei propri concittadini.

Fausto Tinti, il sindaco di Castel San Pietro, e Luca Lelli di Ozzano, a metà dicembre hanno incontrato la Regione, insieme alla collega di San Lazzaro. E la protesta, come detto, ha già prodotto qualche risultato. A Ozzano, come rac-conta lo stesso sindaco Lelli sulla sua pagina Facebook, «Il regionale 2920 per Bologna ferma da oggi anche ad Ozzano (alle 7.16) per arrivare a Bologna alle 7.32. Questa è una novità assoluta, da tempo richiesta che va a colmare un “buco” tra le altre due corse del mattino (6.59 e 7.47) verso il capoluogo. Ripristinata invece la fermata del regionale veloce da Bologna (partenza alle 17.32) ad Ozzano alle 17.41. Questa modifica riduce il disagio indotto dalla cancellazione di 2 delle 4 fermate ad Ozzano nell’orario di punta del pomeriggio introdotto a dicembre».

Se i pendolari ozzanesi possono tirare un sospiro di sollievo, per quelli del territorio castellano, invece, la lotta non è ancora finita. Barbara Boninsegna, che ogni giorno parte da Castel San Pietro per raggiungere Lugo per lavoro, conferma: «Tra le modifiche apportate non c’è nulla per Castello…». Stesso discorso per Varignana, come precisa via social network lo stesso sindaco Tinti che annuncia l’intenzione di rivolgersi nuovamente all’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, per «segnalare questa insufficienza, chiedendo di risolvere questa criticità e altre ancora presenti». Nella stessa situazione, ad esempio, c’è ancora San Lazzaro dove, almeno per il momento, non si registrano novità.

L’agguerrito comitato dei pendolari costituitosi proprio in queste settimane (dopo la raccolta di firme avviata on-line a dicembre come «Pendolari Caselle») dice di avere ricevuto dal sindaco Isabella Conti «rassicurazioni in merito all’intenzione della Regione di accettare le richieste di modifica dell’orario». Ma in attesa che le promesse si traducano in fatti, i pendolari non stanno comunque a guardare e nei giorni scorsi hanno ribadito, in una lettera rivolta all’assessore Donini e postata sulla pagina Facebook «Comitato pendolari di Romagna RomBo», le cause del loro disagio. «Il nodo è la completa mancanza di collegamenti ragionevoli verso le stazioni “minori” tra le 17.49 e le 19.08 – spiega Stefania Scarale, che vive a San Lazzaro e lavora a Imola –. Vogliamo inoltre segnalare che dal 10 dicembre il ritorno verso la Romagna è da incubo». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 gennaio

Nella foto Barbara Boninsegna (a sinistra) e Stefania Scarale

Orari dei treni, due fermate in più a Ozzano Emilia, ancora nulla di fatto per Castel San Pietro e Varignana
Cronaca 20 Dicembre 2018

Il nuovo orario dei treni non piace ai pendolari delle stazioni più piccole. Anche i sindaci e la Regione in campo per cambiarlo

Il nuovo orario dei treni, in vigore da domenica 9 dicembre, sta creando qualche problema anche nella nostra zona, soprattutto ai pendolari che salgono e scendono nelle stazioni di Castel San Pietro, Varignana, Ozzano Emilia e San Lazzaro (Caselle) e a quelli diretti nel lughese. La piccola rivoluzione degli orari sulla tratta Bologna-Ravenna Rimini, messa in atto da Ferrovie dello Stato in accordo con la Regione, pare funzionare bene per i viaggiatori di Imola, che possono contare ogni giorno su un maggior numero di convogli diretti, ma penalizza le stazioni intermedie del Servizio ferroviario metropolitano (Sfm).

Dall’immediata e spontanea mobilitazione di pendolari nata sui social e in alcuni casi già sfociata in raccolte firme e gruppi organizzati, per quanto riguarda il nostro territorio le difficoltà maggiori sono legate, da un lato, alla modifica degli orari di alcuni convogli nelle fasce più affollate scuola-lavoro, dall’altro alla soppressione della fermata dei cosiddetti regionali veloci nelle stazioni più piccole, vale a dire le corse introdotte, su richiesta della Regione, per accorciare i tempi di percorrenza verso Ravenna. Nel primo caso, pochi minuti di scostamento hanno comportato per molti l’impossibilità di usufruire delle coincidenze con altri mezzi, treni o autobus; nel secondo, la scomparsa di treni proprio negli orari decisivi per i pendolari, in particolare tra le 18 e le 19. Il risultato? Tempi di viaggio allungati e gelide attese nelle stazioni.

Diversi sindaci si sono subito mobilitati per tutelare i propri cittadini. Sempre rimanendo nella nostra zona, Fausto Tinti, il sindaco di Castel San Pietro, e Luca Lelli di Ozzano, hanno già incontrato la Regione, insieme alla collega di San Lazzaro. Nel territorio castellano, la stazione della frazione di Varignana, che doveva essere tra le più avvantaggiate dal potenziamento delle corse del Servizio ferroviario metropolitano di cui è entrata a far parte a tutti gli effetti, risulta invece penalizzata, poiché i treni in più ci sono, ma non negli orari comodi per chi li utilizza ogni giorno per studio o lavoro. «Abbiamo chiesto di ripristinare almeno un treno nella fascia tra le 7 e le 8 con direzione Bologna – dice Tinti illustrando l’esito dell’incontro a Bologna – e uno tra le 17 e le 18 con direzione Rimini-Ravenna nelle stazioni con fermate solo Sfm».

La mobilitazione è partita da San Lazzaro ma si sta allargando alle altre stazioni Sfm di Ozzano, Castel San Pietro e Varignana. Non c’è ancora un comitato, ma un sito web di riferimento (che ha gia 210 firme raccolte): https://sites.google.com/view/pendolari-caselle/home.

Stefania Scarale parte dalla sua esperienza per spiegare cosa sta succedendo: «I treni in più ci sono, va detto – esordisce – ma in orari di scarsa utilità. Nella fascia oraria dalle 18 alle 19 sono stati tolti tutti. Per me, che sono di San Lazzaro ma lavoro a Imola, c’è solo un treno alle 18.34 che non fa fermate intermedie ma arriva a Bologna Centrale, poi sono costretta a prendere un altro mezzo per tornare a San Lazzaro».

Disagi importanti lamentano anche coloro che provengono dalle stazioni minori e si spostano verso il ravennate. Fabrizio Dondi, assessore a Castel San Pietro ma anche pendolare in quanto insegnante in una scuola di Lugo, ha affidato ad un commento su Facebook il racconto di cosa è cambiato per chi fa il suo stesso tragitto: «Fino a ieri al minuto 00 quasi ogni ora c”era un treno diretto che in 30 minuti riportava a casa; da oggi il treno parte ai 12 (12 minuti da aspettare in stazione) poi bisogna cambiare a Castel Bolognese, o a Imola secondo l”orario, e si arriva a Castel San Pietro ai 44 o addirittura agli 08 dell”ora successiva. Considerando anche i nuovi tempi di attesa in stazione a Lugo, sono 14 o 38minuti in più per tornare a casa e la scomodità del cambio. Su un viaggio che fino a ieri era di mezz”ora e diretto». 

Sulla stessa linea Barbara Boninsegna, che vive a Toscanella ma prende il treno a Castel San Pietro per raggiungere Lugo, dove lavora. «Il viaggio Castello-Lugo che era di 35 minuti è salito improvvisamente a 56. La mattina, a parte il diretto delle 7.04, poi si deve sempre cambiare, per i ragazzi delle scuole è un grande disagio perché se non hanno il permesso di entrare in classe un po’più tardi devono prendere il treno prima e stanno 30-40 minuti in giro, un problema anche di sicurezza. Per il ritorno non ci sono treni diretti che arrivano a Castel San Pietro e nelle altre stazioni minori né nella fascia oraria 13-15 per il ritorno da scuola, né in quella 17-19 per chi lavora. Io, che ero a casa alle 18.40, ora arrivo verso le 19.30».

Intanto la Regione, committente del nuovo orario e quindi chiamata direttamente in causa dalle proteste, una prima risposta l’ha già data. L’assessore alla Mobilità, Raffaele Donini, ha chiesto a Trenitalia di intervenire sui problemi. «Ho ottenuto – informa Donini con una nota – che si istituisse un coordinamento tecnico permanente fra Trenitalia, Regione e Comuni del territorio ravennate, ferrarese e Città metropolitana, aziende di trasporto pubblico, per valutare quali correttivi immediati apportare al nuovo orario. Confido nel lavoro tecnico che si sta facendo in queste ore e mi aspetto che si apportino le giuste correzioni all’orario in accordo con il territorio, per risolvere i problemi ancora rimasti, mantenendo però il più possibile i benefici di velocizzazione della linea. Ma la
Regione è anche disponibile a richiedere a Trenitalia l’immediata applicazione del vecchio orario». (m.t.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Il nuovo orario dei treni non piace ai pendolari delle stazioni più piccole. Anche i sindaci e la Regione in campo per cambiarlo

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