Posts by tag: polizia

Cronaca 3 Settembre 2021

Sgominata la banda delle aree di servizio in autostrada, arrestati tre giovani

Tra il 13 luglio ed il 12 agosto 2020 effettuarono sei rapine nelle aree di servizio in autostrada tra Emilia Romagna (Santerno in A14), Veneto (San Pelagio Ovest in A13) e Marche (Foglia Ovest e Metauro, sia nella carreggiata nord che sud, sempre in A14) ed in un B&B poco fuori dal casello di Faenza, per un totale di circa 12.000 euro. Un anno dopo la banda, composta da sei persone tutte residenti a Imola e nel circondario, è stata sgominata grazie ad un’operazione congiunta della polizia chiamata «Fast money», a cui hanno preso parte i commissariati di Bologna, Ancona e Imola.

In carcere, con l’accusa di rapina aggravata e su disposizione del pm della Procura di Ravenna Stefano Stargiotti, due uomini, un 31enne ed un 26enne, quest’ultimo già dietro alle sbarre a Forlì per rapine e furti. Ai domiciliari, invece, una 29enne, compagna del 31enne, in quanto il suo ruolo era solo quello di accompagnare in auto i malviventi durante i colpi. Sugli altri tre uomini della banda, invece, pesa una denuncia a piede libero.

Secondo la ricostruzione della polizia, la banda, utilizzando spesso veicoli rubati, entrava di notte nelle aree di servizio in autostrada dall’esterno. Ogni volta due o tre componenti, muniti di passamontagna ed una pistola una Bruni 8 mm finta ma fedele replica di un’arma in dotazione alle forze dell’ordine, minacciavano i dipendenti (o il personale alla reception nel caso del B&B Faenza) e poi fuggivano con il bottino di circa 2.000 euro a colpo. Dalle immagini delle telecamere di sicurezza gli inquirenti sono così riusciti a risalire agli autori delle rapine ed assicurarli alla giustizia. Durante le perquisizioni gli agenti hanno anche rinvenuto, oltre alla pistola ed i capi di abbigliamento utilizzati durante i crimini, anche parte della refurtiva. (da.be.)

Foto Isolapress

Sgominata la banda delle aree di servizio in autostrada, arrestati tre giovani
Cronaca 14 Agosto 2021

Chiama la polizia per un furto ma in casa gli trovano armi e ordigni illegali

Un imolese è stato denunciato dalla polizia per detenzione illegale di armi ed ordigni da guerra. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere Pedagna.

Tutto è iniziato quando gli agenti sono intervenuti a causa di un allarme di un’abitazione scattato intorno alle 23. Giunti sul posto hanno notato la portafinestra sul retro scassinata ed all’interno il passaggio ben visibile dei ladri. I proprietari, avvisati perché in quel momento fuori casa, hanno così iniziato a fare la conta dei danni. L’uomo a quel punto ha dichiarato ai poliziotti di possedere alcune armi, tutte regolarmente registrate e detenute come accertato dai controlli. 

Il proprietario ha poi ammesso di possederne altre, ovvero una carabina con caricatori e munizioni ed una pistola Beretta entrambe degli anni ’30, oltre a due pistole a tamburo degli anni ’20, considerate come armi da guerra e antiche. Gli agenti hanno così continuato l’ispezione, rinvenendo una bomba a mano della Seconda guerra mondiale, verosimilmente inglese, poi dichiarata dagli artificieri fortunatamente priva di esplosivo. L’uomo è stato così denunciato e le armi illegali sequestrate. (r.cr.)

Foto d’archivio

Chiama la polizia per un furto ma in casa gli trovano armi e ordigni illegali
Cronaca 30 Luglio 2021

Violenza sessuale sulla figlia minorenne, arrestato il padre

Un padre di famiglia, poco meno che trentenne e residente nel circondario, è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia minorenne. 

Tutto è iniziato il 15 gennaio scorso quando, dopo aver avuto un malore a scuola, la giovane di 12 anni, ma secondo gli esami ossei effettuati durante le indagini dovrebbe averne circa 15, si è recata al pronto soccorso di Imola scoprendo di essere incinta da alcune settimane. Accompagnata dal padre, dalle prime dichiarazioni dell’uomo e della ragazza veniva indicato come possibile responsabile un fantomatico cugino anche lui 15enne, poi risultato mai esistito, che era stato ospitato nella loro abitazione per qualche tempo.

Gli agenti del commissariato di Imola, però, non credendo a questa versione hanno approfondito le indagini per ricostruire con esattezza i fatti grazie anche a numerose testimonianze. Da un’audizione protetta con la minore, infatti, la giovane ha ammesso la responsabilità del padre e che le violenze andavano avanti da tempo. La famiglia dell’uomo, composta da moglie ed altri figli, è stata così immediatamente trasferita in una località sicura, mentre la Procura ne ha chiesto l’arresto. Inizialmente, però, il gip ha preferito predisporne l’allontanamento ed il divieto di avvicinarsi ai suoi familiari e così, dopo il ricorso della Procura, il tribunale del riesame ha fatto scattare le manette per il padre, in carcere alla Dozza dal 27 maggio scorso.

La notizia è stata divulgata solo oggi, però, perché gli agenti erano in attesa dell’esame del Dna che ha confermato come l’uomo sia davvero il padre della giovane vittima di violenza, la cui gravidanza, hanno fatto sapere dal commissariato di polizia, è stata interrotta nei giorni successivi alla scoperta. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): la conferenza stampa di oggi al commissariato di polizia di Imola presieduta dal dirigente Michele Pascarella

Violenza sessuale sulla figlia minorenne, arrestato il padre
Cronaca 29 Luglio 2021

Violenta e perseguita la compagna, in manette 32enne di Imola

Un 32enne residente a Imola è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale ed atti persecutori nei confronti della propria compagna. L’episodio è avvenuto ieri, quando gli agenti hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Bologna.

Provvedimento scaturito dalla denuncia presentata dalla donna nel maggio scorso dopo essersi presentata all’ospedale Maggiore riferendo di aver subito una violenza sessuale dall’uomo, a casa di quest’ultimo.  La vittima raccontava di avere intrapreso una relazione con il 32enne da inizio anno, ma che non aveva consumato con lui alcun rapporto sessuale, in quanto la propria religione le imponeva di arrivare illibata al matrimonio. Dinnanzi al rifiuto, l’uomo aveva così iniziato a minacciarla di mostrare alla famiglia della ragazza alcune foto che la ritraevano unitamente ad un altro uomo, le quali l’avrebbero messa in serie difficoltà nei confronti dei familiari. La ragazza, spaventata dalle minacce dell’uomo, non riusciva a chiudere la propria relazione sentimentale e veniva costretta a consumare, anche con la forza, un rapporto sessuale.

Atteggiamenti persecutori che sono andati avanti per settimane, tanto che l’11 giugno il 32enne è stato arrestato in flagranza vicino all’abitazione della ragazza. Successivamente all’udienza di convalida gli veniva applicata la misura degli arresti domiciliari. Nonostante ciò, alla giovane continuavano a giungere messaggi di minaccia da fonti sconosciute, e la casa di suoi parenti veniva colpita da raffiche di colpi d’arma fuoco nella notte fra il 17 ed il 18 luglio. 

Dalle indagini, culminate con una perquisizione domiciliare, personale ed informatica, il 23 luglio gli agenti hanno scoperto che l’uomo, nonostante gli arresti domiciliari, proseguiva nelle sue condotte persecutorie tramite l’utilizzo di un profilo social, nonché di un ulteriore telefono cellulare rinvenuto occultato all’interno della sua stanza ed intrattenendo telefonate con più soggetti, così contravvenendo alle prescrizioni impostegli dalla misura cautelare cui era sottoposto. Per questo motivo la Procura ha chiesto ed ottenuto un aggravamento della misura cautelare, ovvero il trasferimento in carcere avvenuto nella giornata di ieri. L’uomo, tra l’altro, non era nuovo a questo genere di comportamenti, visto che nel settembre 2020 si era reso responsabile di atti persecutori, minacce e violenza sessuale nei confronti della donna che frequentava in quel periodo. (r.cr.)

Foto d’archivio

Violenta e perseguita la compagna, in manette 32enne di Imola
Cronaca 23 Luglio 2021

Bomba in un cantiere di via Molino Rosso rimossa e fatta brillare dagli artificieri

Una bomba della Seconda guerra mondiale, lunga 40 centrimetri, perfettamente integra e contenente 2 kg di tritolo, è stata rinvenuta mercoledì scorso in via Molino Rosso, a Imola. A trovarla, in un terreno di proprietà dell’immobiliare Rest Srl, alcuni operai durante i lavori di urbanizzazione nella zona industriale. 

Allertato l’addetto alla sicurezza del cantiere, sul posto sono arrivati gli agenti della polizia che hanno immediatamente circoscritto la zona, chiuso la strada e lasciato l’ordigno dentro uno scavo per sicurezza. Dopo le verifiche del caso, e la chiusura al traffico di una parte dell’incrocio tra via Molino Rosso e via De Nicola, è stato attivato l’iter per la rimozione. Oggi, intorno alle 14, il Genio ferrovieri di Castel Maggiore ha prelevato la bomba ««per farla brillare in sicurezza sul posto e non nella cava di Zello come doveva essere in un primo momento» fa sapere Frascari, responsabile della sicurezza della Rest Srl. (da.be.)

Nella foto (di Stefano Manara): l’ordigno ritrovato nel cantiere in via Molino Rosso

Bomba in un cantiere di via Molino Rosso rimossa e fatta brillare dagli artificieri
Cronaca 20 Luglio 2021

Bombe a mano e proiettili in garage, 71enne patteggia 10 mesi di carcere

Lo scorso 2 febbraio era stato arrestato per detenzione di armi da guerra e munizioni per armi comuni da sparo, dopo che la polizia aveva rinvenuto nel suo garage un vero e proprio arsenale, tra bombe a mano, reperti della Seconda guerra mondiale e munizioni da caccia arrugginite, verosimilmente il risultato di ricerche accurate nelle campagne con il metal detector. Nei giorni scorsi, difeso dagli avvocati Alberto Padovani e Carlo Machirelli, il 71enne imolese, privo di una normale licenza per armi da fuoco, ha così patteggiato 10 mesi di carcere e 1.400 euro di multa. «Siamo soddisfatti ed essendo la pena sospesa – fa sapere Padovani – il mio assistito non dovrà scontare nemmeno un giorno di prigione o altra misura cautelare, tantomeno pagare alcuna somma di denaro. A patto, però, che per i prossimi cinque anni non compia lo stesso reato o della stessa specie».

Già, comunque, in sede di convalida il gip aveva creduto attendibile la versione dell’indagato, il quale aveva ammesso la leggerezza ma allo stesso tempo che non voleva fare del male a nessuno, tanto da rimetterlo in stato di libertà dopo un solo giorno di carcere perché «non c’era pericolo di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato» spiega il legale.  Gli agenti del commissariato di via Mazzini arrivarono al 71enne attraverso un’indagine parallela e scoprirono, nascosta in garage, anche una bomba a mano MK2 potenzialmente funzionalmente ma in cattivo stato di conservazione. In cantina, invece, i poliziotti rinvenirono un‘altra bomba M36 priva di materiale esplosivo, cartucce da caccia calibro 20, tre proiettili da guerra e diverse altre munizioni. Tutti oggetti che, per legge, non è possibile conservare nemmeno per un appassionato collezionista di materiale bellico. (da.be.)

Nella foto: il commissariato di polizia di Imola

Bombe a mano e proiettili in garage, 71enne patteggia 10 mesi di carcere
Cronaca 16 Luglio 2021

Importuna e minaccia ancora una barista, arrestato il noto «disturbatore» dei locali imolesi

A fine maggio era stato il primo destinatario di un Daspo urbano per un cittadino imolese, per aver importunato e minacciato più volte studenti, frequentatori della biblioteca, ma anche gestori e clienti dei bar del centro. Provvedimento che, per il 39enne residente in città, prevedeva il divieto di accesso negli esercizi pubblici e nei locali per la durata di due anni, oltre all’obbligo di presentarsi al commissariato di polizia pena la denuncia all’autorità giudiziaria. Disposizioni, però, alle quali l’uomo, a parte l’obbligo di firma che rispettava puntualmente, non ha mai prestato interesse, violandole sistematicamente.

Fino a mercoledì 14 luglio quando il 39enne prima era stato segnalato come autore di un furto in una farmacia comunale del centro da dove, dopo aver rubato una scatola di Moment, si era dileguato facendo perdere le proprie tracce. Gli agenti della polizia, intorno alle 22.30, sono poi dovuti intervenire al Bar Minimo dove il molestatore stava importunando la barista fino a minacciarla di morte, perché non gli voleva servire da bere. All’arrivo della volante della polizia, l’uomo ha dato in escandescenza reagendo anche quando gli agenti hanno cercato di trattenerlo ammanettandolo. Ne è nata così una colluttazione nella quale i due poliziotti sono rimasti feriti ad un polso ed ad un ginocchio. Per entrambi, prognosi di sette giorni. Il 39enne non contento ha poi danneggiato anche l’auto di ordinanza prendendola a calci.

L’uomo è stato così arrestato per resistenza aggravata, danneggiamenti e minacce a pubblico ufficiale. Processato per direttissima, con il rito abbreviato, è stato trasferito in carcere dove dovrà scontare un anno e due mesi di reclusione. (r.cr.)

Importuna e minaccia ancora una barista, arrestato il noto «disturbatore» dei locali imolesi
Cronaca 3 Giugno 2021

Ladri al nido Arcobaleno, rubati generi alimentari ed attrezzature da cucina

Ladri all’alba di oggi hanno fatto visita al nido Arcobaleno di via Rostagno, nel quartiere Pedagna a Imola. La struttura, gestita dalla cooperativa Solco Prossimo, accoglie 42 bambini (tra i 12 mesi e 3 anni) e, grazie alla cucina al suo interno, sforna pasti anche per il complesso Villa Clelia e Santa Caterina, per un totale di circa 170 bimbi. Tra il materiale rubato, derrate alimentari ed attrezzature da cucina come un’affettatrice, una impastatrice, una macchina per il sottovuoto ed una planetaria, oltre a computer e telefoni in uso alle educatrici. 

«Ad accorgersene questa mattina prima dell’apertura, intorno alle 7.15, il personale e le cuoche vedendo le porte d’ingresso divelte – fa sapere Alfredo Loreti, coordinatore gestionale del servizio nidi e scuole della coop Solco Prossimo -.  Doveva però essere successo un paio di ore prima al massimo visto che alcuni prodotti erano solo leggermente decongelati. Hanno portato via tutto, perfino 500 kg di parmigiano reggiano donatici da Confcooperative, poi devono essere stati disturbati da qualcosa o qualcuno e costretti a lasciare gli scatoloni nei corridoi. I danni si aggireranno sui 15 mila euro». Sull’accaduto dopo la denuncia indaga la polizia. «Siamo aperti dal 1996 ed è la prima volta che accade – prosegue Loreti -. Stamattina gli agenti hanno fatto un sopralluogo insieme alla scientifica per cercare anche il minimo indizio ed ascoltare eventuali testimoni. Purtroppo però la struttura non ha né telecamere né un sistema d’allarme».

Questa mattina, però, il nido Arcobaleno è riuscito, nonostante tutto, a non interrompere il servizio. «Il primo pensiero è stato quello di non creare disagio alle famiglie – ha concluso Loreti -, così abbiamo accolto i bimbi in giardino in attesa che le forze dell’ordine facessero i rilievi. Poi abbiamo pensato al pranzo, riuscendo a garantire lo stesso i pasti grazie al lavoro di tutti gli operatori. Ora i tecnici stanno sistemando vetri ed infissi e domani, con l’aiuto anche dei fornitori, torneremo a pieno regime. Voglio ringraziare tutti i genitori che continuano a scrivermi offrendo il loro aiuto o chiedendomi come fare per dare una mano». (da.be.)

Nella foto: l’esterno del nido Arcobaleno

Ladri al nido Arcobaleno, rubati generi alimentari ed attrezzature da cucina
Cronaca 29 Maggio 2021

Urla e minacce in bar e negozi della città, «Daspo urbano» per un 39enne imolese

Urla e minacce contro gestori e clienti di bar e negozi del territorio imolese tanto da essere già stato denunciato in numerose occasioni anche per danneggiamenti, molestie e disturbo della quiete pubblica. L’ultimo episodio risale al 16 aprile scorso quando il 39enne residente in città in preda all”alcol si è scagliato contro il titolare di un bar in via Emilia. 

Nei giorni scorsi, però, la Questura di Bologna gli ha notificato il «Daspo Urbano», ovvero una  misura di prevenzione introdotta nel 2017 (dal Decreto Minniti e recentemente modificata ad opera del D.L. nr. 130 del 2020) finalizzata a garantire la sicurezza dei pubblici esercizi e disporre l’allontanamento di soggetti pericolosi da quei luoghi. La violazione di tali disposizioni costituisce, per altro, un reato punibile con la reclusione e la multa.

In pratica, il provvedimento vieta al 39enne l’accesso in numerosi locali pubblici cittadini e lo stazionamento nelle loro immediate vicinanze per la durata di due anni, pena la denuncia all’autorità giudiziaria, con prescrizione dell’obbligo di presentazione all’Ufficio di polizia. (da.be.)

Foto Isolapress

Urla e minacce in bar e negozi della città, «Daspo urbano» per un 39enne imolese
Cronaca 27 Maggio 2021

Infortunio sul lavoro nel cantiere dell’ex Beccherucci, operaio 56enne trasportato al Maggiore

Infortunio sul lavoro, oggi, intorno alle 14 al cantiere dell’ex Beccherucci, l’edificio in ristrutturazione dove sorgerà la nuova sede Inps tra via della Resistenza. e via Selice. Dalle prime ricostruzioni della polizia, un operaio 56enne addetto alla gru sarebbe caduto da un’altezza di circa quattro metri, riportando un trauma cranico e toracico.

Sul posto i sanitari del 118, ma viste le serie ferite riportate l’uomo è stato trasportato in elisoccorso al Maggiore di Bologna dove risulta ricoverato in gravi condizioni. Per far luce sulla dinamica dell’incidente gli ispettori della Medicina del Lavoro. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): il cantiere dell’ex Beccherucci 

Infortunio sul lavoro nel cantiere dell’ex Beccherucci, operaio 56enne trasportato al Maggiore

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast