Posts by tag: povertà

Cronaca 8 Luglio 2020

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione

Durante la pandemia, in Emilia-Romagna le richieste di cibo sono aumentate «tra il 20 e il 40%, a seconda delle zone». A rendere noto il dato è Stefano Dalmonte, presidente della fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna, prevendo anche che «che questo dato potrebbe salire nei prossimi mesi».

Insomma, «anche in Emilia Romagna, l’epidemia Covid-19 ha colpito duramente – commenta Dalmonte –. Lo staff del Banco ed i cento volontari hanno proseguito l’attività pur tra tante difficoltà, per rispondere il più possibile alle richieste di aiuto, nuove e pregresse. Per far fronte alle aumentante richieste di aiuti alimentari, abbiamo incrementato il recupero delle eccedenze». (r.cr.)

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione
Cronaca 14 Aprile 2020

Coronavirus, anche l’associazione imolese Bof in campo a favore dei più bisognosi

Anche l’associazione Bof eventi, organizzatrice del festival Imola Street Food, scende in campo con un’iniziativa solidale: «Ci siamo mossi per promuovere una raccolta fondi da destinare a tutte quelle persone che non riescono più ad assicurare a sé ed alla propria famiglia neanche i beni di prima necessità – spiega Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione –. L’obiettivo è quello di devolvere interamente le somme alla Croce rossa italiana, alla Caritas e al Banco alimentare, al fine di contribuire all’acquisto del “kit spesa” e aiutando chi in questo momento ha bisogno di un sostentamento».
Per aderire bisogna effettuare un versamento sul conto corrente intestato all’associazione Bof: IT04F0846267530000005032659, indicando nella causale “Spesa solidale” o “Medicina del territorio”.

Inoltre, «abbiamo contattato molti dei supermercati locali, chiedendo loro di aderire alla Spesa solidale, che consiste in un carrello posizionato all’uscita dove chi desidera può lasciare beni di prima necessità non deperibili – aggiunge Bottiglieri – che vengono poi raccolti dai nostri volontari ogni sera e consegnati all’emporio “No sprechi” di via Lambertini, gestito dai volontari di Croce rossa e Caritas».
I supermercati che hanno risposto positivamente alla richiesta sono DPiù, Eccomi, Ecu San Francesco di Peppi & Coatti, Famila, Ipercoop (Centro Leonardo), Lidl di via Pola e via Selice, MD, e Sigma di via Ortignola e via Punta. (r.cr.)

Coronavirus, anche l’associazione imolese Bof in campo a favore dei più bisognosi
Cronaca 13 Aprile 2020

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

C’è un dramma nel dramma che si manifesta in conseguenza non tanto dell’emergenza sanitaria, quanto delle misure decise dalle autorità per arginare il contagio: l’aumento delle persone e dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà. Le attività costrette a chiudere e gli impieghi precari hanno tolto infatti la fonte di sostentamento a tante persone.

A fotografare la situazione sono le associazioni che operano per aiutare chi ha bisogno, a cominciare dalla Caritas diocesana, che non ha smesso di tenere aperto il suo centro di ascolto, nonostante la fatica per il minor numero di volontari a disposizione e l’obbligo di rispettare le prescrizioni anti-Coronavirus.
«Vediamo famiglie sempre più disperate – conferma il direttore, Luca Gabbi –. A volte le stesse, più disperate di prima, ma anche diverse nuove. Riceviamo moltissime telefonate e richieste di delucidazioni, non occorre essere profeti per capire che si prospettano momenti a dir poco delicati. I lavoratori precari, a chiamata e in nero sono tutti a casa e c’è una richiesta maggiore di viveri che arriva a No Sprechi. La ripresa economica degli ultimi tempi aveva aiutato molte fasce deboli che, ora che è tornata la secca, sono rimaste a piedi. Non parlo solo di chi lavorava in ristoranti e pizzerie, ma anche di alcuni commercianti e artigiani edili ora fermi».
Poiché la mensa è chiusa, la Caritas consegna i cestini con i pasti preparati dalla mensa Acli per il pranzo di mezzogiorno. Pasti che sono «quasi raddoppiati», aggiunge Gabbi. (mi.ta.)

Tutte le interviste sul numero del Sabato sera del 6 aprile

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il lavoro alla sede dell”associazione No sprechi

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri
Cronaca 31 Marzo 2020

Coronavirus, Comune di Imola al lavoro per definire i criteri di fruizione dei “buoni spesa'

Il Comune di Imola si è subito attivato per stabilire le modalità di fruizione dei 370.000 euro messi a disposizione per le famiglie in difficoltà, sotto forma di buoni spesa destinati alle famiglie stesse, da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali, o per l’acquisto diretto di generi alimentari o prodotti di prima necessità da distribuire poi alle famiglie.

«Il Comune lavora per rendere operativa la distribuzione dei buoni spesa a partire dai prossimi giorni – spiegano da via Mazzini –, in modo da dare nei tempi più rapidi possibile risposta ai bisogni di quelle famiglie che sono state più colpite dalla situazione creatasi a seguito della diffusione del Coronavirus. In questa fase, l’attenzione deve essere massima nei confronti delle famiglie maggiormente in difficoltà, nell’ottica di una coesione sociale che deve essere sempre al primo posto».

Nell”attesa, il Comune mette a disposizione il proprio sito internet e la propria pagina per tutte le attività commerciali e attività agricole di vendita diretta che effettuano gratuitamente la consegna della spesa.
Le attività commerciali interessate possono inviare la comunicazione dell”avvio di questo servizio e i riferimenti necessari per essere poi contattate dai cittadini (insegna dell”attività, numero di telefono, indirizzo e-mail, sito internet) a suap@comune.imola.bo.it. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Coronavirus, Comune di Imola al lavoro per definire i criteri di fruizione dei “buoni spesa'
Cronaca 24 Dicembre 2019

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà

Asp del circondario imolese, Caritas della diocesi di Imola, comitato di Imola della Croce rossa italiana e gruppo cooperativo Sol.Co in rete per combattere situazioni di grave marginalità e povertà estrema.
Ad unirli in uno sforzo comune è un finanziamento di poco più di 80.000 euro che il Nuovo circondario imolese ha ricevuto nell’ambito del Piano nazionale di contrasto alla povertà 2018/2020, che ha spinto l’ente di via Boccaccio a coordinare le diverse realtà che operano sul nostro territorio per migliorare i servizi di presa in carico e sostegno all’uscita dalla povertà delle persone bisognose.

In quest’ottica, salgono a tre le uscite serali dell’unità di strada del comitato di Imola della Croce rossa italiana per la distribuzione di coperte, sacchi a pelo, generi alimentari -paste dolci e salate donate da pasticcerie cittadine- e acqua/bevande calde, e per indirizzare le persone incontrate verso un’accoglienza notturna adeguata, ancora di più in periodo di emergenza freddo.
A questo scopo, il Comitato di Imola della Croce rossa italiana, la Caritas della diocesi di Imola e l’associazione Santa Maria della carità (di cui la Caritas è il “braccio operativo”, ndr) collaborano alla gestione de “Il rifugio di Sofia”, un appartamento predisposto per l’accoglienza di quattro donne e di dodici uomini, e hanno incrementato gli orari di apertura dei propri centri di ascolto.
Con l’obiettivo successivo  di avviare le persone accolte a percorsi di graduale autonomia, il gruppo cooperativo Sol.Co ha avviato due progetti di housing first ed housing led a “Casa Santa Chiara”, un appartamento arredato che ospiterà quattro donne senza fissa dimora, e in un altro appartamento individuato dal Comune di Imola e da Area Blu destinato a soli uomini. (r.cr.)

Tutti gli approfondimenti nel numero di Sabato sera che uscirà dopo le festività natalizie

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapess, la conferenza stampa di presentazione del progetto

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà
Cronaca 21 Ottobre 2019

Quattro incontri sulle migrazioni per fare chiarezza sull’argomento

Le migrazioni, generate da situazioni economiche, da cambiamenti demografici e climatici, da conflitti e persecuzioni politiche, secondo alcuni studiosi saranno una delle caratteristiche principali di questo secolo. Oggi sono una materia sulla quale il vento della propaganda soffia molto forte. Il cambiamento climatico e i mutamenti demografici conoscono sviluppi diversi in alcuni continenti. Mentre l’Europa invecchia, l’Africa raddoppierà la propria popolazione nei prossimi decenni. Ma in alcune regioni africane non è possibile raggiungere nessuna fonte di acqua nell’arco di un giorno. Qual è la differenza tra migrazioni economiche ed il fenomeno dei profughi e richiedenti asilo? E’ possibile accogliere tutti? E’ possibile non accogliere nessuno?

A tale fine si terranno a Imola quattro incontri aperti al pubblico sul tema delle migrazioni, organizzati dal Centro studi De Gasperi, dall’associazione Imprese e Professioni e da Università Aperta.
Il primo incontro Un mondo in movimento: le migrazioni ieri, oggi…e domani; le migrazioni e il declino dell’Italia si terrà questa sera, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni, via Emilia 25; i relatori saranno Andrea Stuppini (La Voce Info, già responsabile tecnico nazionale delle Regioni) ed Emanuele Felice (professore di economia dell’Università di Pescara).

Il secondo incontro avrà luogo giovedì 14 novembre, alle ore 20.30, sempre alla sala delle Stagioni, in via Emilia 25, e avrà come tema Quanto ci costano e quanto ci rendono gli immigrati. Economia, stato sociale, lavoro, tasse, ecc. al quale prenderanno parte Pier Giorgio Ardeni (professore dell’Università di Bologna e presidente dell’Istituto Cattaneo), Chiara Tronchin (ricercatrice della fondazione Leone Moressa, Voce info Bocconi, Il Mulino).

Il terzo incontro si svolgerà giovedì 12 dicembre, alle ore 20.30, per l’ultima volta alla sala delle Stagioni, in via Emilia 25; il tema di questo incontro sarà Di razza ce n’è una sola. Accoglienza, integrazione… e razzismo, che vedrà la partecipazione di Guido Barbujani (professore dell’Università di Ferrara).

Il quarto e ultimo incontro è in programma per martedì 21 gennaio 2020, presso la biblioteca comunale, in via Emilia 80; il tema sarà Vecchia Europa e giovane Africa, come finirà? Demografia… e le migrazioni, con il demografo Massimo Livi Bacci (docente all’Università di Firenze). (r.cr.)

Quattro incontri sulle migrazioni per fare chiarezza sull’argomento
Cronaca 17 Giugno 2019

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello

La Fondazione Banco Alimentare Onlus compie 30 anni. La storia racconta infatti che era il 1989 quando il fondatore della Star, cavalier Danilo Fossati e monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, decisero insieme di portare in Italia l’esperienza della Fondacion Banco de Alimentos di Barcellona, dando il via ad una rete che oggi è presente in tutte le regioni italiane con 21 organizzazioni, la cui attività è coordinata dalla Fondazione nazionale. Negli ultimi 10 anni, il Banco Alimentare ha raddoppiato la quantità di cibo recuperato, passando dalle 18.000 tonnellate del 2008 alle 36.000 del 2018. A questi alimenti (le cosiddette eccedenze della filiera agroalimentare costituita da aziende agricole, industrie alimentari, ristorazione e distribuzione), si aggiungono quelli provenienti dai piani di intervento sociale dell’Unione Europea e dello Stato e quelli raccolti durante la Colletta Alimentare di novembre.

Alla crescita della Fondazione nazionale ha contribuito in questi anni il lavoro del Banco Emilia Romagna, che ha sede a Imola in via San Pier Grisologo e la principale sede logistica nel magazzino di via Zello. Nata 28 anni fa, l’organizzazione regionale ha chiuso il 2018 con questi numeri: 791 strutture caritative convenzionate, 128.314 persone raggiunte attraverso di esse mediante la distribuzione di 9.170 tonnellate di cibo distribuite. Un deciso aumento rispetto al 2008 quando furono distribuite poco meno di 6.000 tonnellate di alimenti a 101.386 persone, assistite da 729 strutture caritative. «Un’immensa gratitudine ci invita a festeggiare i trent’anni della Rete Banco Alimentare – commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – nel cui alveo esiste da 28 anni anche la nostra rete territoriale. In questo percorso sono stati tanti e diversi gli incontri che ci hanno permesso di crescere e diventare un’opera che oggi è speranza per molti».

A Imola si svolgerà domani, 18 giugno, a partire dalle 18.30, il secondo dei tre appuntamenti previsti i regione per celebrare i 30 anni della Fondazione nazionale. Al Centro logistico di via Zello è in programma infatti «Che serata da noi!», evento con cena, musica e spettacolo di cabaret. L”ingresso è a offerta libera su prenotazione (eventi@emiliaromagna.bancoalimentare.it – tel. 366 7217111). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto due volontari al lavoro

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello
Cronaca 7 Maggio 2019

La collaborazione tra Banco Alimentare e associazione “No Sprechi' per distribuire cibo alle famiglie bisognose

C’è chi dona e chi riceve. In mezzo, a fare da “trait d’union”, c’è la “Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna onlus”, la cui attività quotidiana permette di recuperare a beneficio delle famiglie più bisognose una grande quantità di alimenti che, senza questa preziosa opera di intermediazione andrebbero buttati. Particolarmente significativa per capire come si sviluppa questo circolo virtuoso è l’esperienza dell’associazione “No Sprechi” onlus, costituita a Imola nel 2014 per iniziativa di sette soci fondatori: Caritas diocesana, Auser, Anteas, Croce Rossa italiana sezione di Imola, Fondazione Santa Caterina, Trama di Terre e San Vincenzo de’ Paoli.

L’associazione distribuisce gli alimenti raccolti in due sedi: l’emporio «No Sprechi» in via Lambertini e la «Bottega del cotto» in via Garibaldi. Dal Banco Alimentare, «No Sprechi» riceve il 66% dei generi che ridistribuisce alle persone che assiste. Un 66% che diventa 87% se si contano anche le eccedenze che l’associazione raccoglie dal Lidl di Imola (prima solo quello di via Pola, al quale di recente si è aggiunto il nuovo negozio di via Selice) in qualità di struttura carita-tiva delegata da Banco Alimentare. Lo schema dei diversi canali di raccolta che avvengono tramite il Banco è sintetizzato così dal presidente Sergio Suzzi: «Abbiamo una fornitura diretta attraverso il magazzino di via Zello che avviene una volta la settimana e riguarda sia i prodotti Agea (quelli confezionati direttamente su bandi dell’Unione Europea), sia di altre provenienze. Stesso canale di distribuzione per gli alimenti raccolti attraverso la Colletta alimentare di novembre. Poi ci sono le forniture mediate, nel senso che il Banco fa da tramite e stipula gli accordi, ma noi ritiriamo direttamente i generi alimentari, con il Lidl e con le mense aziendali che ci forniscono i pasti pronti. Infine, ci sono i prodotti raccolti attraverso collette promosse da singole attività. Solo per fare qualche esempio: recentemente il gruppo dei rugbisti imolesi ci ha donato circa mille chilogrammi di alimenti, la palestra qui vicina a noi 1.519 chili. Il meccanismo funziona così: chi desidera fare una colletta contatta il Banco che, in base alla localizzazione del donatore, individua la struttura più vicina e idonea a ricevere gli alimenti donati».

Per dare un’idea della quantità di cibo che «No Sprechi» riceve e redistribuisce basta guardare i dati degli ultimi 16 mesi, nei quali si è superato il limite delle cento tonnellate: 105 per la precisione quelle arrivate attraverso il Banco Alimentare, alle quali ne vanno aggiunte intorno al 20-30%, per un totale di circa 120-130 tonnellate. Attualmente l’associazione assiste, secondo i dati di fine 2018, 395 famiglie, per un totale di 1.253 persone. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto lo staff dell”associazione No Sprechi onlus: da sinistra Bruna Bertozzi, Giorgia Piatesi, Sergio Suzzi e Fulvia Felini

La collaborazione tra Banco Alimentare e associazione “No Sprechi' per distribuire cibo alle famiglie bisognose
Economia 21 Febbraio 2019

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione

Chi è senza esperienza o chi è disoccupato di lunga durata, chi si trova in situazione di fragilità sociale e non riesce a trovare una occupazione ha da ora uno strumento in più, oltre ai canali tradizionali, per cercare di accedere o riaccedere al mondo del lavoro. Si tratta del progetto “Insieme per il lavoro”, avviato nel maggio 2017 nel bolognese e che ora arriva anche nel nostro circondario, coprendo in questo modo tutto il territorio della Città metropolitana. L’iniziativa, nata per volontà del sindaco metropolitano Virginio Merola e dell’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, vede la collaborazione di numerose associazioni di categoria e imprese. Si avvale di 10 milioni di risorse comunali e metropolitane, provenienti da fondi europei, e di 4 milioni messi a disposizione dalla Diocesi di Bologna, derivanti dagli utili dell’azienda Faac.

Grazie a un accordo di tipo finanziario tra le Diocesi di Bologna e Imola è stato possibile estendere il progetto anche nell’imolese. Sul nostro territorio collaborano Circondario, Asp e Caritas (attraverso l’associazione Santa Maria della Carità), le associazioni di categoria, ma non i sindacati, che nei giorni scorsi hanno sottolineato con rammarico il mancato coinvolgimento. Il ruolo fondamentale di Asp, in particolare, permetterà di coordinare le attività con quelle già normalmente messe in campo dell’Asp stessa per le persone particolarmente fragili. Questo per evitare di sovrapporre gli interventi. «La collaborazione tra enti pubblici e privati è un valore» ha sottolineato il vescovo Tommaso Ghirelli.

Una rete virtuosa che ha raccolto il plauso anche della sindaca Sangiorgi. «Si dà risposta alle fragilità che emergono sempre più nel nostro territorio, al fine di portare concretezza alla politica di oggi, che è quello che si aspettano i cittadini» ha commentato. Le ha fatto eco il sindaco metropolitano Merola, forse alludendo ai burrascosi rapporti del Comune di Imola con gli altri enti del territorio: «Ci sono troppe polemiche e discussioni – ha detto -. Senza entrare nel merito, qui siamo davanti a un’esperienza concreta, che dice che se lo facciamo insieme, lo facciamo meglio». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Nella foto la presentazione in vescovado a Imola del progetto “Insieme per il lavoro”

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione
Cronaca 16 Febbraio 2019

La Croce Rossa di Imola ha attivato l'unità di strada per soccorrere i clochard nelle gelide notti invernali

Mentre l’Italia continua ad essere sferzata dal gelo, prosegue senza sosta il lavoro dei volontari della Croce rossa italiana in aiuto dei senzatetto costretti a vivere all’addiaccio. Migliaia le persone raggiunte ogni sera dalle unità di strada che, grazie alla capillarità della rete di assistenza, riescono a essere presenti in ogni scenario di vulnerabilità. Imola compresa. «In tutta Italia la Croce rossa è in prima linea di fronte all’emergenza freddo. Per cui quest’anno abbiamo deciso di mettere in campo le unità di strada anche nella nostra città», racconta Fabrizia Fiumi, presidente del comitato di Imola della Cri.

Del resto, gli ultimi rapporti della Caritas imolese erano stati inequivocabili: dopo anni di crisi feroce, la povertà è avanzata anche nel nostro territorio ed anche tra gli italiani stessi. E’ così cresciuto il numero di persone bisognose di aiuto, sia esso un pasto caldo, una coperta, un tetto (per la notte e non solo). Così, approssimandosi la brutta stagione e preannunciandosi un drastico calo delle temperature, Comune di Imola, Diocesi, Caritas e Croce rossa, coordinate dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, hanno prima concertato e poi dato il via ad una operazione di sostegno alle persone senza fissa dimora, eseguita dalla Croce rossa stessa.

Come in altre parti d’Italia, anche ad Imola è stata attivata una unità di strada, formata da operatori appositamente formati e integrata da operatori sociali, operatori sanitari e da infermiere volontarie (a cominciare dall’ispettrice, sorella Agnese Ricci), allo scopo di fornire coperte e vivande appunto a chi si trova in strada, senza un riparo, garantendo inoltre assistenza medica e supporto psicologico.

In dicembre si sono svolte le ricognizioni per circoscrivere le zone in cui si concentrano i bisognosi di assistenza. Poi sono state calendarizzate le uscite vere e proprie, due per settimana (il lunedì e il giovedì). (r.cro.)

Maggiori particolari sul «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto: i volontari dell”unità di strada della Cri di Imola durante un”uscita serale (Isolapress)

La Croce Rossa di Imola ha attivato l'unità di strada per soccorrere i clochard nelle gelide notti invernali

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