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Economia 23 Luglio 2018

Lattoneria imolese, nuova sede in via Faenza e un tetto innovativo progettato per l'Imolese Calcio

La Lattoneria imolese ha da poco realizzato le nuove coperture per le strutture dell’Imolese Calcio. Un cantiere in cui è stata utilizzata una particolare tecnica di rivestimento, valida sia per le pareti sia per le coperture, nota come «doppia graffatura». Una tecnica che richiede, per essere eseguita in modo corretto ed efficace, il conseguimento di uno speciale corso dedicato e un’estrema precisione durante l’esecuzione dei lavori. Il vantaggio che dà la doppia graffatura è che i tetti, o le pareti, vengono coperti interamente di lamiera senza che ci sia alcun tipo di fissaggio a vista, come ad esempio viti o rivetti, che sono punti deboli perché è lì che si formano le infiltrazioni d’acqua.

Una tecnica complessa, in cui i fissaggi sono  invisibili e dunque protetti. Il maggior tempo di esecuzione, che comporta un investimento superiore rispetto alle tecniche tradizionali, viene compensato da una durata più lunga nel tempo, poiché l’acqua scivola via, non infiltrandosi, e i fissaggi scorrevoli con cui vengono montate le singole lastre permettono alle dilatazioni naturali, provocate dal caldo e dal freddo, di non interferire sulla tenuta della copertura. Un lavoro che deve essere progettato ad hoc per ogni tipo di richiesta, come se fosse un vestito su misura. 

«La nostra è un’impresa in continua evoluzione, tanto che ci piace dire che il nuovo capannone è certamente un bel traguardo raggiunto ma vuole essere soprattutto un nuovo inizio». Sono le parole di Antonio Montaruli, co-fondatore insieme a Massimo Cavina, della Lattoneria imolese tetti e coperture che ha inaugurato nei giorni scorsi la sua nuova sede in via Faenza 4/a. Una cerimonia in grande stile alla presenza della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, del vescovo Tommaso Ghirelli, del tenente Paolo Gorla, della Guardia di finanza, e di Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, a cui l’azienda è associata.

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto: il tetto realizzato per l”Imolese Calcio

Lattoneria imolese, nuova sede in via Faenza e un tetto innovativo progettato per l'Imolese Calcio
Cronaca 5 Giugno 2018

Progetto «Torre arte graffiti», a Imola terminate quattro opere su otto

Saranno otto in tutto le cabine elettriche che entro l’anno verranno trasformate in altrettante opere d’arte nell’ambito di Tag, acronimo di Torre arte e graffiti, il progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio avviato ad inizio maggio a Imola. Progetto promosso da Inrete, la società del gruppo Hera che gestisce la distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia Romagna, in collaborazione con l’associazione culturale Noi Giovani, che ne cura la realizzazione.

Intanto le prime quattro sono state ultimate, ad iniziare dalla cabina di via Antonio Graziadei, posta in prossimità del parcheggio vicino alla rotonda Marinai d’Italia, di fronte alla pista ciclabile Diego Ronchini. Per lei l’artista piemontese Fabio Petani ha scelto come tema la natura, con l’intento di integrare concettualmente la cabina nel contesto in cui è inserita. Il titolo dell’opera è Germanium & Rubus Villosus. Il rubus villosus è il nome latino della pianta arbustiva che produce le more mentre – motiva l’artista – «alcuni composti del germanio hanno una tossicità bassa per i mammiferi ma molto alta per certi batteri, perciò sono stati creati medicinali basati su tali composti. Mi piace l’idea di usare un elemento che possa rappresentare una funzione positiva, nonostante il primo approccio sulla torre possa sembrare “tossico”. Allo stesso modo, un intervento artistico in un luogo non convenzionale può essere interpretato con sospetto, ma in realtà ha l’interesse di arricchire il contesto in cui la struttura è collocata».

Sempre in via Antonio Graziadei, sulla cabina elettrica posta a lato del ponte di viale Dante, si può ammirare l’opera portata a termine da Macs (nome d’arte di Antonello Piccinino). L’artista abruzzese, di fama mondiale, nelle sue opere mira sempre a rappresentare aspetti dell’animo umano. E a Imola, vista la prossimità della struttura all’autodromo, la scelta del tema è caduta sull’immaginario legato al mondo delle corse e delle competizioni motoristiche. Sui quattro lati della struttura Macs ha raffigurato un personaggio rappresentante l’appassionato di automobili, che può sentirsi un campione e amare questo mondo a prescindere dal mezzo che possiede. «Se puoi sognarlo puoi farlo» è la frase apposta non casualmente sulla cabina: a pronunciarla, infatti, fu Enzo Ferrari.

Iniziata giovedì 17 maggio, è terminata anche l’opera pittorica di Argonaut, artista imolese, sulla cabina elettrica situata in via Vico Garbesi. Per il suo dipinto, Argonaut si è ispirato direttamente ai colori dell’energia, come omaggio al gruppo Hera per aver reso fattibile il progetto Tag. Il soggetto raffigurato trae ispirazione dallo stile futurista e in particolare dal dipinto Il castello dei Pirenei di Magritte. L’enorme roccia che l’artista ha scelto di realizzare come elemento principale dell’opera vuole rappresentare la forza simbolica della musica e del suo impatto sulla città contemporanea.

Martedì 22 maggio era iniziato invece l’intervento sulla cabina di via Aurelio Saffi, per mano di Andrea Casciu, artista sardo attento interprete delle tradizioni legate alla sua terra, ma non solo. La cabina che Casciu ha dipinto si trova in un luogo molto caro agli imolesi: il lavatoio pubblico posto in prossimità del parcheggio della bocciofila. Elemento storicoarchitettonico che narra abitudini e tradizioni ormai lontane e legate alla presenza di canali, navigabili fino al secolo scorso. E proprio all’importanza dei canali, opere idrauliche utilizzate per l’alimentazione dei mulini, per l’irrigazione e per la navigazione, si è ispirato l’artista.

r.c.

Nelle foto: dall”alto in senso orario la cabina elettrica posta in via Graziadei, dipinta da Macs; la cabina posta nel parcheggio della Bocciofila, in viale Saffi, opera dell”artista Andrea Casciu; la cabina sempre in via Graziadei, in fondo al parcheggio posto a lato della Piscina Comunale, opera di Fabio Petani; la cabina posta in fondo a via Vico Garbesi, dipinta da Argonaut

Progetto «Torre arte graffiti», a Imola terminate quattro opere su otto
Cronaca 28 Maggio 2018

Presentato il progetto per il nuovo polo scolastico di Osteria Grande

Entra nel vivo la realizzazione del nuovo polo scolastico di Osteria Grande. La costruzione di nido e materna (3 milioni e 600 mila euro) è in capo all”Inail e lunedì 14 maggio nel centro civico di via Broccoli è stato presentato (presenti una quarantina di cittadini) il progetto di nido e materna, del quale si sta occupando lo studio di architettura Colucci&Partners di Pontedera. «E’ uno studio di fattiblità tecnicoeconomica, al quale seguiranno a breve le altre fasi di progettazione, da completare entro dicembre 2018 – spiega il dirigente dell’ufficio tecnico castellano, Angelo Premi -. Lo stesso studio, inoltre, si sta occupando del masterplan (il piano generale, ndr) di tutto il resto del polo scolastico».

A questo proposito, rispetto alla prima bozza del 2013, sono state invertite la posizione dell’auditorium e della primaria, che è stata spostata al centro. Il nuovo polo scolastico occuperà un’area di 25 mila metri quadri compresa tra via Broccoli e via Rodari, abbracciando il centro civico della frazione castellana. «La grande quercia presente all’interno dell’area verde è diventata il simbolo del nostro progetto e verrà mantenuta – racconta l’architetto Giuseppe Colucci -. Inoltre, ci saranno ampi scorci in direzione del torrente Quaderna».

L’area destinata a nido e materna, quella alle spalle del centro civico, sarà pari a circa 9 mila metri quadri. La materna, più vicina al centro civico, avrà una superificie di 1.150 metri quadri e sei sezioni (per 150 bambini in tutto) con una zona soggiorno e una zona dedicata al riposo dei bimbi che potrà essere usata anche come «spazio atelier», ossia per esporre i lavori realizzati. Inoltre, sono previsti servizi igienici, laboratori per la musica e attività psicomotorie e un’agorà, ossia «un’ampio spazio all’ingresso dedicato all’accoglienza» dice Colucci. Passando al nido, una struttura da 760 metri quadri, sono previste tre sezioni (per 73 bimbi) con zona soggiorno, riposo e bagni, più spazi per laboratori e l’agorà centrale. «Ogni sezione avrà un’ampiezza di almeno 50 metri quadri – precisa Colucci -. Inoltre, abbiamo pensato a delle pareti mobili per rendere la scuola modulare e far sì che la struttura possa essere adeguata alle esigenze per molti anni». Sia nido che materna avranno le fondazioni in cemento armato, mentre la struttura sarà in legno e gli infissi in alluminio. Inoltre, saranno dotate di impianto di climatizzazione, pannelli fotovoltaici e radianti per acqua calda sanitaria, riscaldamento a pavimento e pannelli fonoassorbenti sul suffitto. All’esterno, invece, verranno realizzate delle pensiline «con la duplice funzione di protezione dalla pioggia e schermatura dai raggi del sole» aggiunge Colucci.

L’accesso a entrambe le strutture sarà da via Rodari, «in fondo alla quale verrà realizzato un nuovo parcheggio con i soldi della lottizzazione Quaderna» dice il sindaco, Fausto Tinti. Inoltre, i due immobili che ospiteranno nido e materna, pensati come unico polo d’infanzia, «avranno un accesso unico, un’area accoglienza da 73 mila metri quadrati con le pareti vetrate con la funzione di cerniera» precisa l’architetto. Per accedere alla primaria, invece, è previsto un secondo ingresso da via Broccoli. Per l’Amministrazione castellana, che tanto si è spesa per il nuovo polo scolastico, si tratta di un lavoro impegnativo durato anni. «Come obiettivo di mandato ci siamo dati l’impegno di realizzare sia la parte in capo all’Inail che quella in capo al fondo immobiliare – conclude Tinti -. Nel 2019 partiranno entrambi i cantieri e contiamo di realizzare l’intero polo scolastico entro il 2020».

gi.gi.

Nella foto: il rendering delle nuove scuole

Presentato il progetto per il nuovo polo scolastico di Osteria Grande
Cronaca 22 Maggio 2018

Progetto di forestazione urbana, crescono a piccoli passi i 5000 alberi del «Bosco in città» a Imola

Sono ancora piccoli, in questo momento immersi tra i papaveri rossi, ma stanno già crescendo e svettano verdi verso il cielo. Sono i 5.000 alberi del progetto di forestazione urbana annunciato la scorsa estate dall’allora sindaco Daniele Manca e poi concretizzatosi nel corso dell’inverno. Il progetto si chiama «Bosco in città» ed è finanziato con 40 mila euro dalla Esco (Energy service company) AzzeroCO2, che ha come soci Legambiente e Kyoto Club, con la quale Area Blu Spa, la società in house che, dopo l’incorporazione di BeniComuni Srl, si occupa anche del patrimonio verde della città di Imola, ha stipulato una convenzione.

Gli alberi sono stati piantati a costo zero per l’ente locale perché generano crediti di emissione di anidride carbonica che vengono venduti sul mercato. In pratica, sono le aziende, non necessariamente del territorio, che vogliono compensare le loro emissioni inquinanti ad acquistare questi crediti e a finanziare gli interventi di forestazione. Le piante sono state inserite in tredici diverse aree verdi per un’estensione complessiva di 25 mila metri quadrati. Nel dettaglio, due aree sono in via Kolbe vicino alla zona sgambatura cani (764 alberi), quattro tra via Pio IX e via della Costituzione (583 alberi), tre tra via Rosa Luxemburg e via Montericco (1564 alberi), una tra il parco Tozzoni e via Montericco (1.103 alberi), una adiacente alla nuova ciclabile ricavata sul retro della nuova lottizzazione lungo via Montericco (462 alberi) e, infine, due nella frazione di San Prospero, vicino al Bosco dei bambini (524 alberi).

Undici le specie previste, autoctone, ovvero acero campestre, orniello, frassino angustifoglia, leccio, farnia, pero selvatico, roverella, carpino nero, bagolaro (anche noto come spaccasassi), ciliegio e melo selvatico. «Faremo un primo controllo dopo l’estate, in settembre – aggiornano il direttore generale di Area Blu Carmelo Bonaccorso e il responsabile dell’Unità operativa Verde, Loris Pasotti -. Le nevicate non hanno dato fastidio alle piante, anzi, hanno permesso di accumulare acqua».

Gli alberi sono stati piantati molto ravvicinati e non vengono annaffiati, proprio come in un bosco. Per questo, ci si aspetta una selezione naturale. «Ci aspettiamo un diradamento naturale del 10%, poi nel corso degli anni interverremo anche noi, magari creando radure e percorsi – aggiunge Pasotti -. Complessivamente, abbiamo previsto che su 5.000 nuove piante potremmo doverne togliere un migliaio circa. Questo diradamento sarà importante perché le piante che rimarranno, quelle più forti, cresceranno più che proporzionalmente rispetto a quelle tolte».

gi.gi.

Nella foto: l”area del «Bosco in città» vicino a via Onorio II

Progetto di forestazione urbana, crescono a piccoli passi i 5000 alberi del «Bosco in città» a Imola
Sport 15 Maggio 2018

L'ex pilota Loris Capirossi è il tester ufficiale per il progetto del Mondiale di moto elettriche

Quando Loris Capirossi cavalcava la ruggente Ducati MotoGp non pensava che una decina di anni dopo sarebbe diventato tester ufficiale della Dorna per il progetto MotoE, la nuova categoria riservata alle moto elettriche da competizione che faranno il loro esordio nel Motomondiale 2019. «E’ una sensazione strana sentire il rumore del ginocchio che sfrega sull’asfalto in piega – spiega Capirossi -. Dopo avere provato tre tipi di EgoGp, una progettata in America, un’altra in Belgio, alla fine la migliore mi è parsa quella costruita dall’azienda italiana. Con Energica la Dorna ha stretto un accordo per avere a disposizione 22 moto per il prossimo anno. Nel frattempo svolgerò altri 8 test in piste del Motomondiale, fra le quali anche Misano, con lo scopo di migliorare peso, guidabilità e autonomia».

Approfondiamo la conoscenza di questa moto.

«Energica ha le dimensioni di una Moto2, però pesa molto di più, circa 260 chili. Ma quando la guidi non si sentono tanto, perché è ben bilanciata. La maneggevolezza è più che discreta, grazie al fatto che la pesante batteria è collocata molto in basso. A livello di autonomia l’obiettivo è arrivare a disporre di almeno 20 kilowatt. Ora siamo a 13, pochi per percorrere la decina di giri che ci proponiamo per le gare. La misura della gomma al posteriore è quella di una MotoGp, mentre all’anteriore di una di Moto2». 

A che velocità arriva Energica?

«Per adesso è prudentemente limitata a 240 km orari. Ma senza il limitatore andrebbe più forte. L’erogazione è dolce e precisa. Non ha buchi di potenza e la coppia è eccezionale. E’ come guidare una moto a presa diretta. Devi pensare solo a dare gas e frenare. In questa fase, grazie al freno motore, la batteria si ricarica. E’ dal 2016 che guido queste EgoGp e mi sono sempre divertito molto».

Assomiglia più a una due o a una quattro tempi?

«A nessuna delle due. E’ diversa concettualmente, e serve tempo per adeguarsi. Non ha frizione, non ci sono le marce, è silenziosa e col gas si può giostrare a piacimento. Facendo però attenzione quando si è molto piegati, perché se apri troppo bruscamente è facile ritrovarsi per terra».

Quante gare prevede il primo mondiale di MotoE?

«Sei gare sprint da disputare la domenica fra il warm-up e la Moto3. Gli autodromi sono ancora tutti da decidere così come i piloti. Ma visto il peso di queste moto, serve gente esperta e soprattutto prudente. Quindi, almeno all’inizio, sconsiglio i giovani. Punterei su piloti tipo Kalio, Barberà, Pirro. E anche su qualche ex ancora in forma».

E’ elettrico il futuro del motociclismo?

«Per ora l’interesse è legato al messaggio che trasmettiamo, cioè quello legato all’energia pulita. Ma intorno al progetto noto anche una certa curiosità tecnica. Intanto cominciamo, poi si vedrà col tempo. Certi cambiamenti richiedono anni».

Le case motociclistiche che disputano il Motomondiale sembrano fredde nei confronti di questa iniziativa.

«Non mi pare. Qualcuna si era proposta per entrare subito. Ma per iniziare si è preferito optare per una moto uguale per tutti. Inoltre Energica è stata l’unica a garantire la fornitura di un numero di moto sufficienti per il campionato. Le case arriveranno nel 2022».

r.s. 

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: Capirossi in pista con Energica, la moto elettrica che esordirà nel 2019 nelle piste del motomondiale

L'ex pilota Loris Capirossi è il tester ufficiale per il progetto del Mondiale di moto elettriche
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2018

Più laboratori, workshop e spazio di produzione nel nuovo progetto per il teatro di Dozza

Il teatro Comunale di Dozza sarà sempre più uno spazio di produzione ed attività laboratoriale. A cominciare da… subito. È infatti alle porte il festival Carta d’identità, un nuovo progetto che riunisce la vocazione produttiva del teatro insieme a quella spettacolare e che animerà il borgo di Dozza dal 16 al 19 maggio e poi ancora il 7 e 14 giugno. Il festival si configura così come una sorta di momento zero del nuovo progetto che l’amministrazione comunale e la direzione artistica del teatro stanno lanciando.

Il 27 marzo il Consiglio comunale di Dozza ha approvato all’unanimità lo schema di convenzione per l’affidamento in gestione del teatro Comunale, gestione che avrà durata di tre anni e che punterà a far sì che lo spazio diventi un luogo dove soggetti appositamente selezionati progetteranno, attraverso workshop e laboratori, eventi teatrali e musicali da presentare al pubblico nel «Festival teatrale di Dozza» da realizzare nel periodo estivo sia in teatro che nel borgo. Verrà richiesta anche una programmazione cinematografica e «una particolare attenzione al prezzo dei biglietti, tale da consentire la fruizione delle iniziative e delle attività programmate  a una fascia di pubblico il più larga possibile, praticando – come già previsto per la Rocca e per il Centro Studi Tolkieniani – tariffe agevolate per anziani, studenti e residenti», fa sapere un comunicato stampa del Comune.

In attesa dell’espletamento della relativa gara è stato prorogato l’affidamento all’attuale gestore, la Compagnia teatrale della Luna Crescente, fino al mese di giugno. «Siamo convinti – commenta il sindaco Luca Albertazzi – che questa nuova formula di utilizzo del teatro Comunale rivesta una forte valenza culturale e attrattività dal punto di vista turistico. Al momento siamo in regime di proroga della gestione, in attesa di svolgere la gara di affidamento, e l’attuale gestore sta già sperimentando in parte questa nuova idea e in primavera/estate si svolgerà l’edizione “Zero” del festival. Questo consentirà di verificare anche eventuali aggiustamenti necessari per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi».

In questi primi mesi del 2018, infatti, il teatro non ha attuato una programmazione di prosa e musicale come negli scorsi anni, ma si è concentrato proprio sulla preparazione del festival, con un’anteprima consistente nei concerti di The Jazz Identity, rassegna tenutasi a metà marzo e rientrante anche nel cartellone di Crossroads. «Dopo diciotto anni di attività, abbiamo pensato insieme all’amministrazione comunale ad un nuovo modo di intendere questo spazio – spiega Corrado Gambi della Compagnia teatrale della Luna Crescente, direttore artistico del teatro -, che deve cambiare pelle, diventando un centro di produzione attraverso workshop e laboratori, più che solo uno spazio di programmazione. In questo senso l’edizione zero del festival mostrerà questo progetto: saranno presentati esiti di laboratorio, alcuni di livello nazionale e internazionale, altri prodotti del nostro territorio»

A maggio e giugno si potranno così sentire le note jazz di Silvia Bolognesi, o muoversi tra le poesie e i monologhi del progetto «ParoleNote» di Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato, e anche vivere suoni ed immagini della Romagna di ieri e di oggi con Dagmar Benghi e Michele Baldi (workshop gratuito il 12 e 13 maggio, concerto a 15 euro giovedì 17 a teatro, informazioni  347/5548522), assistere allo spettacolo del 18 maggio che racconta l’identità attraverso le valigie o al concerto del 19 che si muove sulla poetica di Dirk Hamilton (biglietto di ognuno: 15 euro). Ma anche ascoltare «Antichi fatti dozzesi mai raccontati» nell’incontro ad ingresso gratuito che Liliana Vivoli terrà al teatro il 16 maggio in apertura del festival.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile.

Nella foto: il palco del teatro di Dozza

Più laboratori, workshop e spazio di produzione nel nuovo progetto per il teatro di Dozza
Cronaca 11 Aprile 2018

«QR Tomb», il progetto ideato e presentato dagli studenti del Paolini. IL VIDEO

Finalisti progetti di impresa cooperativa: cӏ anche la tomba interattiva
I ragazzi della 5^G dell”Istituto Paolini di Imola hanno ideato, confezionato e presentato un progetto chiamato «QR Tomb» che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti. Curiosi di sapere di cosa si tratta?

In pratica si potrebbe definire una app che permette di mantenere vivo il ricordo di un amico, un familiare o un animale che non c”è più attraverso un codice QR, ovvero un codice a barre bidimensionale che viene letto da uno smartphone. Il codice, posto sulla lapide, permette appunto il collegamento a pagine univoche con informazioni e materiali multimediali che riassumono i momenti salienti della vita del defunto attraverso una narrazione fatta di video, parole e immagini.

r.c.

Nella foto: tre degli studenti ideatori del progetto, ovvero Gaia Russo, Giorgia Serafini e Tania Nestea

«QR Tomb», il progetto ideato e presentato dagli studenti del Paolini. IL VIDEO
Cronaca 10 Aprile 2018

Il rifugio Enpa di Dozza tra i beneficiari del progetto «Pappa per Tutti»

C”è anche il rifugio Enpa di Dozza tra i beneficiari dei pasti raccolti con l’iniziativa «Pappa  per Tutti» di  Purina Friskies, progetto realizzato dalla azienda produttrice di alimenti per cani e gatti in collaborazione appunto con l”Enpa (Ente  Nazionale  Protezione Animali). Il cibo è stato raccolto grazie alla solidarietà  delle  famiglie  italiane e distribuito equamente su tutto il territorio nazionale. In Emilia-Romagna ha interessato 12 rifugi delle province di Bologna, Ravenna, Modena, Ferrara, Forlì e Reggio Emilia.

L”Enpa da anni si occupa di curare e accogliere gli amici a quattro zampe abbandonati, maltrattati o con problemi clinici offrendo loro un tetto, cibo e le cure dei propri veterinari. Purina, invece, dal 2014, sostiene la causa donando fino a 500.000 pasti per cani e 500.000 per gatti e la loro collaborazione ha portato, per il quarto anno consecutivo, 1 milione di pasti in tutta Italia grazie all’iniziativa “Pappa per Tutti”. «Ci rende molto orgogliosi sapere che anche quest’anno abbiamo raggiunto l’obiettivo di 1 milione di pasti. Ci conferma che la strada intrapresa dalla nostra azienda è quella giusta e che con Enpa possiamo  dare concretizzazione ai nostri valori -afferma Thomas Agostini, Direttore Marketing  BU  Grocery  di  Purina. Il  benessere  dei  cani  e  dei  gatti  è  per  noi  una  priorità assoluta  ed  è  per  questo  che  la  collaborazione  con  Enpa  è  destinata  a  durare  ancora  per  molto tempo».

La  volontà  di  rendere  permanente  questo  sodalizio  è  confermata  anche  da  Marco  Bravi, Responsabile  Comunicazione  e  Sviluppo  di  Enpa. «Ogni anno cerchiamo di dare sempre il massimo per i nostri amici a quattro zampe, poiché crediamo che la vita accanto a loro possa solo migliorare. Friskies crede nei nostri stessi valori ed è grazie a loro che possiamo garantire sostegno ai nostri animali. Ecco perché siamo più che felici di dare continuità a questa collaborazione: lavorando insieme possiamo costruire un mondo migliore, anche e soprattutto per quelli meno fortunati e in attesa di adozione».

L”abbandono e il fenomeno del randagismo è ancora molto diffuso in Italia e i numeri lo testimoniano. Ogni anno vengono abbandonati più di 160.000 animali e a questi si aggiungono gli oltre 90.000  randagi che vivono su tutto il  territorio  italiano. Dati che aumentano durante la stagione estiva quando il picco aumenta del 30%.In  questo  contesto  Enpa  mette  a  disposizione  gli  oltre  130  ricoveri  di  cui  dispone  per accogliere gli animali in difficoltà che, solo nel 2017, sono stati più di 35.000.

r.c.

Il rifugio Enpa di Dozza tra i beneficiari del progetto «Pappa per Tutti»
Cultura e Spettacoli 2 Aprile 2018

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola

Domani sera, alle 20.30, presso la biblioteca comunale di Imola (Bim), in via Emilia 80, si terrà la presentazione del progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage», realizzato in occasione del trentasettesimo anniversario della strage della stazione di Bologna e promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e dall’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, e in collaborazione con Cidra e Università Aperta.

In occasione di questo anniversario della più grave strage terroristica avvenuta in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è stato presentato un progetto in ricordo delle 85 persone che hanno perso la vita sabato 2 agosto 1980 per lo scoppio di un ordigno nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Dalle testimonianze raccolte e dall’intervento di 85 narratori volontari sono nate 85 storie, una per ogni vittima, che sono state presentate nell”agosto scorso e poi portate in molte altre città. Le testimonianze sono state raccolte in un libro, Cantiere 2 agosto, 85 storie per 85 palcoscenici: le 85 storie delle vittime narrate dai cittadini (Bologna, Assemblea legislativa EmiliaRomagna, 2017), e in un documentario Cantiere 2 agosto: narrazione di una strage (Bologna, Assemblea legislativa Emilia Romagna, 2017).

Il progetto ha come fine il mantenimento del ricordo vivo delle vittime e del terribile evento che ha segnato profondamente la vita di numerose famiglie, della città di Bologna e dell’Italia intera. Intervengono all’incontro imolese la responsabile scientifica del progetto, Cinzia Venturoli, il regista, Matteo Belli, la rappresentante dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, Marina Gamberini, e tre narratori, Nadia Pasetti, Antonio Pastore e Nicoletta Pratella, che daranno con la loro voce testimonianza di alcune vittime del terribile attentato.

r.c.

Nella foto: immagine del progetto

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola
Cronaca 28 Marzo 2018

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

Mangiare in modo salutare ed equilibrato anche fuori casa? Ora si può. GinS Food, infatti, è un progetto regionale promosso dai Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione che ha lo scopo di facilitare le scelte alimentari anche quando non si è seduti nella propria tavola. Il progetto è stata avviato, in forma sperimentale, anche sul territorio imolese grazie all”adesione di alcune associazioni di categoria e alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (sede di Cesena) e ha portato alla formazione di una ventina di ristoratori locali che potranno così inserire, all’interno del menù del loro esercizio, piatti salutari e gustosi, oltre che dall”alta qualità nutrizionale.

Nell”unità operativa di Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl di Imola, se ne occupano una nutrizionista, la dottoressa Antonella Capucci ed una dietista, la dottoressa Chiara Cenni. «Da sempre il nostro servizio si occupa di sicurezza alimentare, di formazione degli alimentaristi e di supporto e validazione alla creazione dei menù delle mense scolastiche ed ospedaliere – spiega Gabriele Peroni, direttore della UOC Igiene e sanità pubblica dell’Ausl di Imola – e negli anni sono state numerose le iniziative di promozione di stili alimentari sani. Negli ultimi mesi, sulla scorta del progetto regionale e delle attività collegate alla realizzazione locale del piano per la prevenzione, abbiamo avviato questo nuovo progetto che, dopo una prima fase pilota, è oggi pronto per essere lanciato e disseminato. Non deve sfuggire la pluralità di obiettivi che ci si propone: da un lato la sensibilizzazione degli operatori della ristorazione rispetto alla possibilità di fare proposte che coniughino gusto ed equilibrio nutrizionale, dall’altro la finalità educativa e di orientamento ad uno stile di consumo corretto per la cittadinanza”.

Attenzione, però. Mangiare sano, infatti, non significa per forza rinunciare a qualcosa ma piuttosto seguire le innovazioni o rivisitare i piatti classici sempre tenendo un occhio ai principi fondamentali della salute. «Mangiare sano è una questione di equilibrio – spiega la dottoressa Antonella Capucci – Si può mangiare di tutto, ma in giusta quantità e in modo bilanciato nell’arco della giornata e della settimana. Questo progetto vuole dimostrare che anche chi è costretto o semplicemente preferisce mangiare fuori casa, può trovare piatti gustosi ed equilibrati e magari riproporli nel proprio menù domestico».

I ristoratori del territorio, una volta definito il «menù salutare» ed avere firmato un accordo con l’Ausl di Imola, potranno fregiare il proprio locale con la vetrofania «GinS food gusto in salute» che segnala la partecipazione al progetto.

r.c.

Nella foto: il logo del progetto

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

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