Posts by tag: quarantena

Cronaca 15 Luglio 2020

Alberto Forchielli e Bacchilega editore devolvono i diritti d'autore del libro sul lockdown all'Azienda usl di Imola

Alberto Forchielli devolve i diritti d’autore del libro Che figata la quarantena, ma adesso sono cavoli nostri, scritto con Lorena Mirandola e Christian Fossi, e pubblicato da Bacchilega editore, all’Azienda usl di Imola.

«Un sincero ringraziamento da parte di tutti gli operatori dell’azienda sanitaria – commenta Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl cittadina –. E’ un libro che leggerò con molta attenzione e curiosità. Siamo molto onorati dagli attestati di fiducia che riceviamo e abbiamo ricevuto dai cittadini in questo periodo. Ci hanno aiutato a reagire e a combattere questa emergenza. Le donazioni come queste ci dimostrano come la solidarietà sia parte integrante e caratterizzante di tutto il nostro territorio». (r.cr.)

Nella foto: Alberto Forchielli insieme al direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi e i giornalisti Lorena Mirandola e Christian Fossi

Alberto Forchielli e Bacchilega editore devolvono i diritti d'autore del libro sul lockdown all'Azienda usl di Imola
Cronaca 11 Luglio 2020

Fuori tutti o chiusi in casa, le emozioni post-epidemia

Le prescrizioni ancora esistenti (distanziamento e mascherine nei luoghi chiusi) pesano sempre più, tra il caldo e il desiderio di ritornare ad una vita sempre più come prima dell’epidemia da Covid-19. Soprattutto a fronte di indicazioni ancora confuse sui contagi.
D’altra parte vi sono anche persone che continuano a preferire le quattro mura di casa invece di uscire e riprendere la vita sociale. E altre che hanno visto morire famigliari e amici.

(…) Oggi vediamo un’ambivalenza di comportamenti, tra chi non ne poteva più e vuole uscire di casa il più possibile e chi manifesta una certa resistenza a lasciare il rifugio sicuro. «Dopo un lungo periodo di grande distacco sociale, aver paura di esporsi e tornare alla normalità, così come un certo sentimento di sfiducia negli altri, sono reazioni emotive umane normali – commenta Vincenza Giannini, psichiatra responsabile del Centro di salute mentale dell’Ausl di Imola (al centro nella foto) –. Il Coronavirus ha cambiato le nostre abitudini, le relazioni, il modo di lavorare. Ne abbiamo assaporato anche alcuni aspetti positivi, ad esempio ci siamo goduti la famiglia senza lo stress di doverci metterci in macchina ogni mattina e correre di qua e di là. Le persone si erano adattate alla nuova modalità di vita e ora faticano a ritornare agli schemi precedenti, anche perchè la possibilità di contagio persiste. Ma se riconosciamo questa emozione come tale, a piccoli passi siamo capaci di riadattarci. Chi ha una personalità più sospettosa fatica maggiormente ad adattarsi ai cambiamenti e mostra la difficoltà con crisi di ansia, angoscia, dormire poco oppure troppo, cerca di mettere della distanza dalle attività di prima». (l.a.)  

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 2 luglio

Fuori tutti o chiusi in casa, le emozioni post-epidemia
Cultura e Spettacoli 8 Luglio 2020

Alberto Forchielli presenta il libro sul lockdown pubblicato da Bacchilega Editore

Gli scenari mutano velocemente, come il virus che ci ha colpito in questa prima metà di un anno bisesto, funesto come da tempo non si ricordava. E’ difficile fare un’analisi e provare a dare una lettura di prospettiva: l’incertezza e gli scenari cambiano a una velocità a cui neppure il mondo digitale e globalizzato era abituato.

Che figata la quarantena, ma adesso sono cavoli nostri, il libro scritto da Alberto Forchielli (in collaborazione con Lorena Mirandola e Christian Fossi) ed edito da Bacchilega Editore che verrà presentato questa sera al ristorante Gastarea di Castel San Pietro alla presenza del’autore, è stato dunque tutto una sfida, un work in progress, difficile da concludere visto che il rischio era quello di far la fine del quotidiano del giorno prima, buono solo per incartare il pesce.
Un punto, arbitrariamente, è stato messo alla vigilia degli Stati Generali; per fortuna la tecnologia aiuta e molto probabilmente la successiva versione ebook avrà degli aggiornamenti. Una sfida che solo Alberto Forchielli, imolese come la cooperativa Corso Bacchilega, che edita il volume, poteva accettare. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress – La copertina del libro

Alberto Forchielli presenta il libro sul lockdown pubblicato da Bacchilega Editore
Cronaca 29 Giugno 2020

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare

Più di 1 tonnellata di pasta, riso, farina e zucchero, quasi 400 litri di latte ed olio, e circa 3.700 confezioni di passate di pomodoro, tonno, cioccolate, merendine, grissini, biscotti, e prodotti per l’infanzia, per la persona e per l’igiene della casa, per un quantitativo complessivo di circa 4 tonnellate di beni.
Sono i numeri di Spesa solidale, l’iniziativa che l’associazione Bof di Imola ha lanciato durante il lockdown per aiutare l’Emporio “No sprechi” di via Lambertini.

E la raccolta fondi destinata al comitato di Imola della Croce rossa italiana, alla Caritas della Diocesi di Imola e alla fondazione Banco alimentare ha permesso di destinare a ciascuno di loro la somma di 400 euro, per un totale di 1.200 euro.

«Con l’impegno di tutti i nostri giovani volontari abbiamo ottenuto un buon risultato – commenta Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione Bof – e questo ci da la carica per poter promuove nuove iniziative e collaborazioni sul territorio col l’auspicio di un supporto anche da parte delle autorità locali». (r.cr.)

Nella foto: la consegna della somma donata

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare
Cronaca 24 Maggio 2020

Un musicista e la sua chitarra: i «Video Quarantine» di Fabio

Il legame tra un musicista e il suo strumento è innegabile e forte. Lo sa bene Fabio Mazzini, venticinquenne musicista imolese che, con la chitarra sempre con sé, ha trascorso le settimane di lockdown.
«Ho la chitarra in mano tutto il giorno – conferma – e suono continuamente. Scrivo brani per esprimere qualcosa attraverso le mie note. Ho deciso di pubblicarli e così sono nati i Video Quarantine, visibili su YouTube e tramite Facebook e Instagram. Scrivo la canzone, suono, mi filmo mentre la registro. Se l’idea è sviluppata, in un giorno la pubblico. Sono momenti, per stare bene o divertirsi, non è un disco o un brano complesso. Ho fatto anche dei video più brevi durante le giornate, corti di trenta secondi. E sto comunque anche lavorando a dischi nuovi». (ste.f.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 7 maggio

Nella foto: Fabio Mazzini

Un musicista e la sua chitarra: i «Video Quarantine» di Fabio
Cronaca 10 Aprile 2020

L'amministrazione comunale di Casalfiumanese fa compagnia ai cittadini con i video su Facebook

Mantenere quanto più possibile un contatto diretto con i propri cittadini, in un momento in cui non è possibile incontrarli di persona e parlare loro faccia a faccia, e la sola «piazza» a disposizione per farlo è quella virtuale. È con questo spirito che il Comune di Casalfiumanese, sbarcato su Facebook da poco più di due mesi (la pagina è on line dal 18 gennaio e attiva dal 25, ndr), ha deciso di spingere sull’acceleratore e di affiancare all’attività prettamente istituzionale la produzione e la condivisione di contenuti per tutte le fasce d’età e per tutti i gusti. «L’idea è nata in Giunta – spiega la sindaca Beatrice Poli –, partendo dalla lettura di uno dei primi decreti del Governo, in cui si raccomandava anche ai Comuni, nel caso di una sospensione delle attività culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative».

Da lì a fare gioco di squadra il passo è stato breve:«Abbiamo coinvolto anche i cittadini e le attività commerciali che hanno deciso di darci una mano – aggiunge la Poli –. I video non caricati direttamente ma semplicemente condivisi vogliono, appunto, dare risalto a chi li ha girati. Perché altre persone ed attività avevano già avuto la nostra stessa idea prima che gli facessimo la proposta». Anche l’Amministrazione comunale ha voluto contribuire in prima persona. A rompere il ghiaccio è stato l’assessore allo Sport Filippo Vega con la ginnastica «a distanza», seguito dall’assessore alla Cultura Anna Ortolani, coni suoi consigli per la lettura, dalla sindaca Poli, con la lettura del libro per bambini «Il mondo è tuo», dall’assessore all’Ambiente Silvano Casella,con le indicazioni per riciclare le bottiglie di plastica nella maniera più corretta, e dal vicesindaco Marino Angioli, impegnato nella costruzione di aeroplanini di carta. (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 aprile

Nella foto la sindaca Beatrice Poli legge un libro ai bambini

L'amministrazione comunale di Casalfiumanese fa compagnia ai cittadini con i video su Facebook
Cronaca 8 Aprile 2020

Come evitare i rischi di incidenti domestici in quarantena

La casa, a maggior ragione in questo periodo di quarantena forzata, è il luogo dove persone di tutte le età trascorrono la maggior parte del proprio tempo e, per questo, è considerata sicura e protetta. In realtà, gli incidenti domestici rappresentano il tipo di infortunio più diffuso, soprattutto per bambini e anziani.

Disattenzione e distrazione possono provocare piccoli, ma anche grandi incidenti domestici, ben più distruttivi di una caduta e capaci di compromettere le condizioni di vita di una famiglia come fughe di gas, scoppi e incendi.

Il gas
Il gas è la causa principale di incendio e scoppio e come misura di prevenzione è bene verificare sempre lo stato di guarnizioni e tubi del gas, chiuderne sempre i rubinetti la sera o prima di un’assenza prolungata, e cercare di collocare le bombole in uso all’esterno e di evitare di lasciare quelle vuote in luoghi chiusi. Un altro rischio importante è l’avvelenamento da monossido di carbonio, da prevenire installando opportune prese di ventilazione, non utilizzando la canna fumaria per più di un impianto e non installando stufe nelle camere da letto. Che fare poi quando si sente odore di gas? Aprire le finestre e non accendere fiamme, chiudere il rubinetto di gas o bombole, staccare l’interruttore della luce e, se l’odore persiste, chiamare i vigili del fuoco.

L’elettricità
Ogni anno un quinto degli infortuni domestici gravi è di origine elettrica. Il primo consiglio è quello di installare sempre un salvavita e di mantenere gli impianti in buono stato, quindi mai sovraccaricare le prese multiple, non usare elettrodomestici con le mani bagnate o in luoghi umidi e non eseguire manutenzioni con la spina inserita nella presa. Non nascondere cavi elettrici negli armadi o farli passare sotto i tappeti e non intervenire mai sull’impianto elettrico, anche solo per cambiare una lampadina, senza staccare l’interruttore principale. In caso di folgorazione non toccare una persona colpita da una scossa senza prima aver disattivato la corrente, oppure cercare di allontanarla dalla fonte usando oggetti di legno, plastica o altri materiali isolanti.

Il fuoco
Gli incendi sono quasi sempre dovuti a scarsa attenzione o a impianti elettrici realizzati da personale non specializzato. Molto pericolose risultano poi l’abitudine di fumare a letto, l’utilizzo di scaldini e termocoperte e la mancanza di protezioni davanti a fuochi e caminetti. Mai usare alcool per ravvivare le fiamme di un caminetto, mai spruzzare o posizionare bombolette spray vicino a fuochi o grandi fonti di calore. Attenzione alle candele lasciate incustodite e mai tenere in braccio i bambini mentre si cucina, preferendo abiti in fibre naturali. In caso di incendio infine, per spegnerlo utilizzare estintori o in alternativa coperte di lana e non quelle acriliche che si infiammano. Anche l’acqua va bene, ma staccando prima l’impianto elettrico. Chiudere la porta della stanza dove si è sviluppato il fuoco, chiudere il rubinetto del gas, uscire all’esterno e chiamare i vigili del fuoco avvisando se nell’appartamento ci sono bombole o sostanze chimiche e allertando gli inquilini. Inoltre mai usare gli ascensori. In caso di ustioni non rimuovere gli abiti e far scorrere sopra acqua fredda per almeno 10 minuti, proteggere l’ustione con garza sterile o un panno pulito e mai rompere le vesciche. (a.gi.)

Come evitare i rischi di incidenti domestici in quarantena
Cronaca 25 Marzo 2020

Logopedia e ginnastica a distanza, i Parkinsoniani si organizzano con video in pillole su WhatsApp

Esercizi di logopedia e ginnastica «somministrati» in ventun pillole video attraverso Whatsapp. Così l’associazione di volontariato Iniziative parkinsoniane imolesi cerca di stare vicino ai tanti iscritti (circa un centinaio) che durante l’anno frequentano le attività di riabilitazione fisica e mantenimento psicologico, indispensabili a rallentare il decorso del Parkinson.

«Ai nostri amici parkinsoniani diciamo sempre di non restare in casa, perché per loro l’attività motoria e sociale equivale a una medicina – spiega il vicepresidente dell’associazione Guido Laffi –. Ora, invece, a causa del Coronavirus, devono fare l’esatto contrario. Abbiamo quindi dovuto sospendere tutte le nostre attività. Pensando a come si è riorganizzata la scuola ci è venuta l’idea di stare comunque vicini ai nostri amici attraverso WhatsApp».

È stato così creato un gruppo con una cinquantina di partecipanti a cui i nostri esperti hanno spedito i video o i loro consigli. «Purtroppo – aggiunge Laffi – non siamo ancora riusciti a raggiungere tutti i nostri iscritti, la cui età va dai 55 agli 85 anni e non tutti hanno o sanno usare uno smartphone o un computer. Chiediamo quindi a tutti loro di farsi aiutare da qualche parente a scaricare WhatsApp oppure di contattarci al numero 328 1423313. Ci stiamo organizzando per mandare gli esercizi attraverso altri sistemi. L’invito – c­onclude – vale anche per i parkinsoniani che non ci conoscono ancora». (r.cr.)

Logopedia e ginnastica a distanza, i Parkinsoniani si organizzano con video in pillole su WhatsApp
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»

Il compito di prescrivere l’isolamento domiciliare fiduciario con sorveglianza attiva (quarantena) spetta agli operatori della Sanità pubblica dell’Ausl di residenza. Le indicazioni su come e quando disporlo sono specificate nel Dpcm firmato il 4 marzo dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riprese nel successivo dell’8 marzo e non modificato in quello di ieri del 9 marzo.

In particolare, chiunque, nei quattordici giorni precedenti la pubblicazione del decreto, abbia fatto ingresso in Italia o soggiornato in zone «a rischio» epidemiologico oppure è stato a «contatto stretto» con persone positive al virus, ha l”obbligo di comunicarlo al proprio medico o pediatra, ovvero chiamare l’Ausl che attiva il Dipartimento di prevenzione (Sanità pubblica).

I lavoratori non possono essere messi forzatamente a casa dalle aziende, è l’Ausl che ne valuta l’opportunità. Ed è sempre l’Ausl che contatta telefonicamente la persona per chiedere informazioni ai fini di una adeguata valutazione del rischio. Accertata la necessità della quarantena, se occorre la certificazione per l”assenza dal lavoro, l’operatore della Sanità pubblica rilascia una dichiarazione indirizzata all’Inps, al datore di lavoro e al medico in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica la persona è stata posta in quarantena, specificandone data di inizio e di fine; su questo tipo di certificazioni non vengono fatte visite fiscali.

Durante la quarantena c’è l’obbligo di mantenere l’isolamento per quattordici giorni, divieto di contatti sociali, spostamenti e viaggi, nonché di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza e misurarsi la temperatura corporea mattina e sera. Infatti, la persona viene quotidianamente contattata, in caso di comparsa di sintomatologia dovrà indossare la mascherina chirurgica che viene fornita all”avvio della procedura, per poi chiudersi in isolamento nella propria stanza, in attesa del trasferimento in ospedale, se necessario, che sarà valutato dai medici. E’ la Sanità pubblica che decide poi se applicare la quarantena ai contatti stretti di un caso confermato (cioè una persona con sintomi). Per «contatto stretto» si intende chi vive nella stessa casa o ha avuto un contatto fisico diretto (per esempio la stretta di mano) oppure si è trovata in un ambiente chiuso (un’aula, sala riunioni, sala d”attesa dell”ospedale) per almeno 15 minuti ad una distanza inferiore ai 2 metri. Viene considerato tale anche un operatore sanitario o chi assiste un caso positivo. E chi ha viaggiato in aereo nei due posti adiacenti ad un caso di Covid-19, le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio.

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast