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Cronaca 17 Gennaio 2019

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale

Il corso del torrente Sillaro ha subito una lieve rettifica a ridosso della strada comunale Destra Sillaro, a 1,7 chilometri da San Clemente, nel territorio del comune di Castel San Pietro Terme. Non si è trattato di un evento spontaneo, ma dell”esito di un intervento che la Regione Emilia-Romagna ha compiuto per allontanare il torrente dalla strada.

L”erosione della sponda destra del Sillaro, infatti, aveva determinato un pericoloso avvicinamento del corso d”acqua alla sede stradale, che si trovava a meno di 10 metri. I lavori si sono dunque resi necessari per tutelare la strada comunale. A tal fine l”alveo di magra del torrente (ossia la porzione che resta bagnata anche in condizioni di magra) è stato deviato verso una posizione più centrale rispetto alla sua sede demaniale, con il risultato che il punto più vicino alla strada ora dista 95 metri.

Non è escluso, viste le caratteristiche della zona, che in futuro si rendano necessari altri interventi da parte del Comune. In quel tratto infatti, come scrive l”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile-Servizio Area Reno e Po di Volano nella comunicazione di conclusione dei lavori, «il torrente Sillaro scorre in un normale e ampio alveo demaniale pedecollinare a morfologia instabile, con predisposizione alla ramificazione e tendenza al deposito del materiale più grossolano e a possibili erosioni spondali, generate dai filoni di corrente dei depositi alluvionali».

Intanto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, sottolinea l”importanza dell”intervento realizzato dalla Regione «grazie alle puntuali azioni messe in campo dai consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli». «Il territorio prosegue Tinti – va monitorato e curato con attenzione e noi in questi anni l”abbiamo fatto, utilizzando tutte le risorse e le opportunità disponibili».

Soddisfatta «della positiva sinergia e collaborazione» si definisce anche la consigliera regionale castellana Francesca Marchetti, che aggiunge: «Vista la particolare natura del territorio, sarà importante anche in futuro valutare le necessità e ciò non può prescindere da azioni di prevenzione. Sono certa che si manterrà questa proficua relazione tra Comune e Regione, riducendo i disagi per la popolazione». (r.cro.)

Nella foto il Sillaro prima e dopo l”intervento

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale
Cronaca 11 Gennaio 2019

Firmate misure condivise tra Regione, gestori d'impianti e associazioni d'impresa per smaltire i rifiuti speciali

L’Emilia Romagna da priorità alle esigenze di smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dalle proprie aziende, ormai impossibilitate a farvi fronte. E per dare una risposta organica e di sistema all’emergenza la Regione ha chiamato attorno ad un tavolo le imprese e i gestori degli impianti di smaltimento e trattamento per arrivare in tempi rapidi a «misure gestionali» e «capacità di trattamento» che rispondano in primo luogo «ai fabbisogni del territorio emiliano-romagnolo». Una collaborazione fra tutti i soggetti interessati che tenga insieme «la domanda proveniente dalle imprese del territorio e l’offerta» legata a smaltimento e trattamento presente nel territorio regionale stesso, «sostenendo lo sviluppo delle filiere dell’economia circolare».

E’ quanto si legge nel verbale d’intesa sottoscritto lo scorso 19 dicembre dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dai vertici regionali di Confservizi, Agci, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Copagri, Legacoop e Unci. «Si tratta di un’intesa molto importante, decisamente innovativa nei contenuti e negli impegni, che fa squadra tra gli attori e tiene in equilibrio economia e ambiente», ha commentato soddisfatto Bonaccini.

Prima ancora di queste misure, la Giunta regionale aveva già approvato una delibera tesa a velocizzare l’iter autorizzativo per l’incremento delle quantità di rifiuti che sarà possibile stoccare negli appositi siti in Emilia Romagna, fino ad un massimo del 3%. Atto per il quale Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale e l’energia, sarà chiamata a dare priorità alla valutazione delle richieste di incremento, peraltro sempre e solo con la piena garanzia delle condizioni di sicurezza e del rispetto della normativa ambientale.

«Stante l’attuale legislazione nazionale – ha aggiunto Bonaccini – i rifiuti prodotti dalle imprese sono a libero mercato e dunque non pianificabili. Le imprese ci hanno però lanciato un grido d’allarme perché il meccanismo si è inceppato: da un lato si sono chiusi alcuni mercati esteri che assorbivano i nostri rifiuti speciali, facendo schizzare i prezzi alle stelle; dall’altro lato c’è la cronica carenza di impianti del nostro Paese; infine il Governo, anziché correre ai ripari, si divide ideologicamente tra favorevoli e contrari agli impianti. Per questa ragione abbiamo dapprima autorizzato ampliamenti degli stoccaggi, mentre ora, per la prima volta, proviamo a meglio programmare la capacità dei nostri impianti e ad assicurare spazi aggiuntivi e prioritari per le imprese dell’Emilia Romagna. Contemporaneamente, lavoriamo tutti insieme per costruire o consolidare filiere che rafforzino la circolarità della nostra economia. Sono tutti passi avanti rispetto alla situazione attuale, nella speranza che prima o poi anche il Governo batta un colpo».

I firmatari dell’accordo regionale hanno poi deciso di costituire un «tavolo permanente per monitorare l’efficacia delle misure poste in essere», per verificare cioè – si legge sempre nel documento – se si soddisferanno «i fabbisogni regionali» e per intervenire, nel caso fosse necessario, con «eventuali adeguamenti o integrazioni». (r.cro.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto l”incontro tra Regione, gestori di impianti e associazioni d”impresa

Firmate misure condivise tra Regione, gestori d'impianti e associazioni d'impresa per smaltire i rifiuti speciali
Cronaca 28 Dicembre 2018

Misure antismog, già tante richieste di aziende per l'ecobonus sulla rottamazione dei veicoli commerciali

Il bando regionale scadrà il 15 ottobre 2019, ma intanto, a poco più di un mese dalla pubblicazione avvenuta il 15 novembre scorso, sono già state presentate 256 domande di contributo per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel leggeri fino all’euro 4, di cui 68 nella provincia di Bologna. Il cosiddetto «ecobonus», riservato a micro, piccole e medie imprese, è una delle misure previste dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare lo smog e le polveri sottili.

I fondi a disposizione ammontano in tutto a 3 milioni e 850 mila euro, 1,85 milioni messi a disposizione dalla Regione e 2 milioni dal Governo e gli incentivi alle aziende affinché rinnovino il loro parco mezzi commerciali con mezzi più moderni e meno impattanti sono compresi tra 4 e 10 mila euro, a seconda della massa a pieno carico del veicolo e fino a 12 tonnellate di peso (categorie N1 e N2).

Inoltre, verranno praticati sconti non inferiori al 15% sull’acquisto dei nuovi mezzi, grazie all’accordo tra Regione e associazioni Anfia, Unarae e Federauto. Per ciascuna impresa è possibile la presentazione di massimo due domande per la sostituzione dunque di due veicoli. Le domande varranno anche per veicoli già rottamati a partire dal primo gennaio 2018.

«La rottamazione dei veicoli commerciali ha registrato un ottimo avvio, merito del lavoro di concertazione svolto con i Comuni, le associazioni di categoria e del coinvolgimento delle case produttrici – ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo -. La misura continuerà nel 2019 e il bilancio del prossimo anno mette a disposizione 5 milioni di euro per estendere i contributi anche ai mezzi privati: continuerà con determinazione l’impegno per un’aria più pulita».

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Misure antismog, già tante richieste di aziende per l'ecobonus sulla rottamazione dei veicoli commerciali
Cronaca 17 Dicembre 2018

Il 18 dicembre al circolo Sersanti i direttori dei settimanali imolesi intervistano il presidente della Regione Bonaccini

Le associazioni culturali Centro Studi A. De Gasperi, Imprese e professioni, Centro Studi Luigi Einaudi hanno organizzato per martedì 18 dicembre, dalle ore 18 alle 20, presso il circolo Sersanti, in piazza Matteotti 8, un incontro-dibattito dal titolo «La nostra regione com’è oggi, come sarà domani», nel corso del quale Fulvio Andalò (direttore di «sabato sera») e Andrea Ferri (direttore del Nuovo diario messaggero) intervisteranno il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

L’argomento indicato nel tema dell’incontro vuole stimolare una riflessione sui dati presentati lo scorso luglio nel Rapporto 2018 dell’Osservatorio interregionale economia e territorio, costituito dalle Cna regionali dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto, confermati dal report della Banca d’Italia. Le risultanze (al netto delle incertezze del terzo trimestre 2018 che sembrano peggiorare nel quarto) indicano che l’Emilia Romagna si lascia alle spalle la crisi economica e torna ad avere lo stesso Pil del 2007, mentre il resto d’Italia è ancora in fase di recupero.

Rispetto al 2016, nel 2017 la crescita è stata dell’1,7% e dovrebbe arrivare all’1,8% nel 2018, contro una media nazionale che resterebbe ferma all’1,5%. Ad incidere positivamente sul dato sono stati gli investimenti delle aziende, +9,6%, e l’export, +6,7%. In Emilia Romagna le esportazioni sono guidate dalla meccanica (+73%), mentre il settore più in difficoltà è quello dell’edilizia, che ha subito una contrazione del 40%. Anche l’occupazione è in crescita e il numero di occupati risulta essere superiore rispetto ai livelli del 2007 (+2,9%).

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna

Il 18 dicembre al circolo Sersanti i direttori dei settimanali imolesi intervistano il presidente della Regione Bonaccini
Cronaca 13 Dicembre 2018

Dal 1° gennaio abolito il super-ticket per redditi sotto i 100.000 euro. E per chi ha almeno due figli stop al ticket base

La Giunta dell’Emilia Romagna conferma l’abolizione del super-ticket anche per i nuclei familiari con redditi fino a 100 mila euro a partire dal prossimo 1 gennaio 2019. E addio anche al ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche per le famiglie con almeno due figli a carico.

«Una misura di equità, giusta e virtuosa, di cui siamo orgogliosi, anche perché è l’unica di questo tipo e di questa portata fatta da una Regione, peraltro coperta da risorse interamente del nostro bilancio, senza oneri a carico dello Stato. Riduciamo i costi per l’acquisto di farmaci e l’accesso a prestazioni sanitarie inutili o inappropriate, senza scalfire minimamente l’alta qualità del nostro servizio sanitario, facendo risparmiare cittadini e famiglie» ha commentato il presidente Stefano Bonaccini. «Una decisione che avrà una ricaduta concreta e consistente per la stragrande maggioranza dei cittadini della nostra regione» ha aggiunto l’assessore alla Sanità, Sergio Venturi.

La manovra si stima interessi oltre un milione e 200 mila cittadini in tutta la regione, di cui 45.700 del circondario imolese, che si vanno ad aggiungere a coloro che erano stati già esentati in precedenza. Fatti due conti significa oltre 3 milioni di persone, più di 101 mila nel nostro circondario. In questo modo, in Emilia Romagna la quota aggiuntiva al ticket, introdotta nel 2011 a seguito della manovra estiva del Governo Berlusconi, rimane in vigore solo per i redditi più alti.

Una scelta, questa, voluta espressamente per poter finanziare con i proventi l’attivazione dell’ulteriore misura per le famiglie con almeno due figli a carico (330 mila quelle interessate). «Manovre come questa dimostrano come abbiamo saputo efficientare la spesa in maniera unica a livello nazionale – ha commentato la consigliera regionale castellana Francesca Marchetti – si qualifica la sanità e si garantisce un sostegno alle famiglie. La nostra Regione dimostra di rispondere ai bisogni delle persone con provvedimenti concreti».

Le novità non comporteranno, a livello burocratico, nessuna incombenza per i cittadini, assicurano dalla Regione.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto l”assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi e il presidente Stefano Bonaccini

Dal 1° gennaio abolito il super-ticket per redditi sotto i 100.000 euro. E per chi ha almeno due figli stop al ticket base
Cronaca 6 Dicembre 2018

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola

Poco più di un anno fa la Giunta dell’Emilia Romagna ha messo a punto un Piano per ridurre le liste d’attesa e i tempi relativi agli interventi chirurgici programmati chiedendo alle Aziende usl di adeguarsi, e ora mostra i risultati che sembrano decisamente positivi: l”85% delle operazioni sono garantite entro i tempi previsti con un aumento del +10% in appena un anno. Per molte patologie tumorali, quelle sulle quali l’attenzione è massima, il dato supera il 90%. Inoltre risulta essere stato smaltito anche l”80% delle liste d”attesa pregresse.

Anche l’Azienda usl di Imola è allineata al trend regionale e con una nota  precisa: “Il 98% delle patologie neoplastiche è operato entro 30gg (standard 90%). Nel dettaglio: tumore della mammella 100%; tumore del colon retto 100%; tumore utero 100%; tumore della prostata 91,2% entro la classe di priorità indicata”. Ad ogni intervento chirurgico, infatti, è assegnata una classe di priorità che esprime il limite temporale entro il quale è consigliabile effettuare l’intervento stesso: A entro 30 giorni; B entro 60 giorni; C entro 180 giorni; D entro 365 giorni. Da notare che durante tale periodo di tempo il paziente può anche chiedere delle sospensioni per motivi personali che, se opportunamente registrate, gli consentono di mantenere la prenotazione spostando magari più avanti l’intervento. 

“Il 96% degli interventi per protesi d’anca – continuano a dettagliare dall’Ausl – è effettuato entro 180 giorni”. In generale l’84% degli altri interventi monitorati (ovvero le casistiche previste dalla verifica regionale) sono effettuati entro la classe di priorità assegnata, cioè “angioplastica 84%; tonsillectomia 97,1%; biopsia del fegato 100%; emorroidectomia 81,6 %; riparazione di ernia inguinale 76,5%”. Questi i dati aggiornati ad ottobre.

L’obiettivo generale è del 90% degli interventi eseguiti entro i tempi assegnati e non il 100% perché occorre tener conto di una quota di pazienti che – per caratteristiche particolari legate alla loro patologia – necessitano, prima dell’intervento, di trattamenti o approfondimenti specifici che allungano il tempo d’attesa per il ricovero vero e proprio.

I dati sono stati resi noti martedì in Regione, durante la Commissione assembleare Politiche per la salute, dove l’assessorato ha fatto il punto con le Aziende sanitarie sui risultati raggiunti e su quanto rimane ancora da fare per migliorare ulteriormente. L”assessore Sergio Venturi ha commentato: “Abbiamo imboccato un percorso estremamente complesso e con obiettivi ambizioni consapevoli che è uno dei punti che qualificano maggioramente il servizio sanitario pubblico. Sicuramente c”è ancora da lavorare, ma la strada imboccata è quella giusta”.

Tra l’altro, entro il 2019 tramite il Fascicolo sanitario elettronico, chi è in attesa di un intervento potrà verificare la propria posizione. Una novità molto utile per chi si trova in lista per diverso tempo ed è l’unica Regione ad aver attivato il monitoraggio informatizzato delle liste d’attesa dei ricoveri tramite il Sigla (Sistema integrato di gestione delle liste di attesa).

Per riuscire nello scopo sono stati fatti anche consistenti investimenti mirati al reclutamento di professionisti (oltre 5.000, nell’ultimo biennio, le persone assunte in sanità a tempo indeterminato, di cui 1.450 precari stabilizzati, per un costo complessivo di 24 milioni di euro), la creazione, da parte di ogni Azienda sanitaria, del Responsabile unico aziendale, garante della corretta gestione delle liste di attesa; l’utilizzo delle sale operatorie, tramite l’integrazione delle procedure di prenotazione con quelle di programmazione delle attività chirurgiche; la gestione delle prenotazioni totalmente informatizzata con criteri di priorità per l’accesso definiti in modo chiaro e coerente; il ricorso anche a strutture private convenzionate.Un ulteriore sforzo dovrà essere compiuto, a livello nazionale, per rispondere alla persistente difficoltà di reperire figure chiave, a partire dagli anestesisti: esigenza che rende ancora più importante la richiesta da parte delle Regioni, Emilia-Romagna in testa, di aumentare il numero di posti nelle scuole di specializzazione.

I miglioramenti ottenuti seguono l’analogo intervento sui tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami (a fine novembre 2018 oltre il 98% è assicurato entro i termini previsti mentre era al 58% nel 2015). 

Ridotte le liste d'attesa degli Interventi programmati in tutta la Regione. I dati dell'Ausl di Imola
Cronaca 30 Ottobre 2018

Lavori prima dell'inverno per sistemare il guado di Carseggio, in attesa del nuovo ponte da costruire nel 2019

Il Comune di Casalfiumanese sta per affidare i lavori per sistemare il guado sul Santerno in via Macerato e la strada alternativa in vista dell’inverno. Il tutto in attesa della costruzione del nuovo ponte, per il quale la Regione ha aggiunto di recente ulteriori 915 mila euro allo stanziamento iniziale di 985 mila, una cifra che, secondo le previsioni, dovrebbe permetterne la realizzazione il prossimo anno.

Nel frattempo, le famiglie e l’allevamento avicolo della zona per raggiungere la via Montanara dovranno utilizzare ancora per un po’ il guado che da quattro anni consente di attraversare il fiume Santerno dopo che una disastrosa piena ha costretto all’abbattimento del vecchio ponte. In alternativa, possono percorrere l’impervia stradina che conduce alla via Maddalena. Da qui la richiesta fatta dal Comune alla Regione per ottenere una cifra da poter investire in alcune manutenzioni necessarie per renderli praticabili e meno disagevoli durante la prossima stagione invernale.

«Avevamo chiesto 56 mila euro e ce ne hanno accordati 50 mila – dice soddisfatta il sindaco di Casale, Gisella Rivola -. Si tratta di opere di somma urgenza, quindi contiamo di affidarle in tempi brevissimi ed effettuare gli interventi a novembre».

Quali sono gli interventi previsti? Per quanto riguarda il guado «è necessario inserire del calcestruzzo nelle rampe di accesso che si sono rovinate a causa delle abbondanti piogge dell’estate – dettaglia Rivola -. Inoltre, chiuderemo le buche che si sono create nella strada alternativa e taglieremo alcuni alberi che sono cresciuti troppo. Da ultimo, conserveremo una quota dei fondi per effettuare un servizio di trasporto scolastico dedicato, se le famiglie dovessero farne richiesta in vista dei mesi più rigidi». (r.c.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto il guado di via Macerato

Lavori prima dell'inverno per sistemare il guado di Carseggio, in attesa del nuovo ponte da costruire nel 2019
Cronaca 5 Ottobre 2018

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci

«Allattiamo insieme!» è il nome del flashmob per sostenere l”allattamento al seno, un appuntamento importante per le neomamme e per i loro bimbi.

L”iniziativa, promossa per il sesto anno consecutivo dalla Regione Emilia Romagna (assessorato Politiche per la salute e assessorato Politiche sociali) in collaborazione con le Ausl, si inserisce nell”ambito delle manifestazioni legate alla settimana mon-diale dell”Allattamento materno.

Appuntamento sabato 6 ottobre alle ore 10 in piazza Gramsci a Imola.

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci
Cronaca 1 Ottobre 2018

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti

Primo giorno di ottobre e come ogni anno entrano in vigore in Emilia Romagna le misure contro lo smog, che dureranno fino al 31 marzo 2019. Si tratta di misure di due tipi: quelle che limitano la circolazione per i veicoli più inquinanti al fine di ridurre le emissioni in atmosfera e quelle per incentivare la mobilità sostenibile.

Procedendo con ordine, da oggi e per i prossimi sei mesi, nei 30 comuni della regione che hanno aderito al Pair (Piano aria integrato regionale), non potranno circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e nelle domeniche ecologiche i mezzi a maggiore impatto ambientale: i ciclomotori pre-euro, i veicoli a benzina fino all’euro 1 e i diesel euro 1, 2, 3 e 4. I divieti si estenderanno anche alle altre domeniche in caso di superamento per più di quattro giorni dei livelli di pm10 nell’aria. Nel circondario le limitazioni riguardano Imola, nei territori limitrofi si applicano a Ozzano (insieme agli altri comuni dell’agglomerato di Bologna), Faenza e Lugo.

La normativa prevede comunque una serie di eccezioni per alcune categorie di persone che potranno muoversi con qualsiasi mezzo, senza limitazioni: i lavoratori turnisti, chi si muove per motivi di cura, assistenza ed emergenza, chi accompagna bambini a scuola e le persone con un Isee annuo fino a 14 mila euro. Nessun divieto anche per i veicoli che viaggiano con almeno tre persone a bordo, se omologati per quattro o più posti e con almeno due persone, se omologati per due o tre posti a sedere (car pooling), per quelli con alimentazione a metano, Gpl, elettrica e ibrida. Altre deroghe riguarderanno, ad esempio, le imprese.

Alla seconda categoria, quella delle misure per favorire la mobilità sostenibile, appartengono l’autobus gratis per i pendolari abbonati al treno, gli eco-bonus fino a 10 mila euro per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel fino a euro 4 e il contributo annuo di 191 euro per tre anni (in sostanza la spesa per il bollo) per chi compra un’auto ibrida.

Sono inoltre confermate le restrizioni, che hanno provocato qualche polemica nelle settimane scorse, all’uso dei camini aperti tradizionali (senza sportello di chiusura), delle stufe o delle caldaiette con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Sono tuttavia esclusi dal divieto i comuni montani, le abitazioni che non abbiano sistemi alternativi di riscaldamento, le attività commerciali come pizzerie e ristoranti.

Possono essere liberamente usati gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore, ovvero la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale.

In caso di emergenza, che scatterebbe nel caso si registrassero quattro giorni consecutivi di sforamenti dei limiti di pm10, i divieti si farebbero più stringenti e riguarderebbero anche i veicoli a benzina fino all”euro 4 e le stufe fino alla classe “2 stelle”, oltre all’obbligo di abbassare la temperatura nelle abitazioni a 19 gradi e nelle aziende a 17. Se i giorni di sforamento consecutivi salissero a 10, anche le stufe classe “3 stelle” sarebbero incluse nelle limitazioni.

Nell”immagine l”infografica della Regione sulle limitazioni alla circolazione dei veicoli

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti
Cronaca 22 Agosto 2018

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato la graduatoria per i contributi dei progetti presentati dai Comuni per contrastare il fenomeno della ludopatia e realizzare iniziative a supporto degli esercizi commerciali liberi da slot machine. 

Tra i 30 progetti presentati c”è anche quello del Comune di Medicina (al 12° posto e unico del circondario imolese) che riceverà così un contributo di 15mila euro per proseguire il percorso nella lotta alla al gioco d”azzardo attraverso l’organizzazione di eventi informativi e iniziative culturali come concerti, spettacoli, reading o eventi sportivi, in collaborazione con le associazioni del territorio, presso le attività commerciali aderenti al marchio «Slot free ER».

«Riteniamo di fondamentale importanza – commenta l’Assessore alla Cultura Valentina Baricordi – arginare con tutte le nostre forze il fenomeno della ludopatia e del gioco d”azzardo ma vogliamo farlo in modo concreto e razionale. In questi mesi abbiamo voluto incontrare i gestori degli esercizi commerciali di Medicina per capire le loro difficoltà e le loro esigenze. Non volevamo “calare un provvedimento dall”alto” ma comprendere ed insieme agire. Siamo infatti ben consapevoli che un”amministrazione comunale possiede poche armi per fronteggiare questi fenomeni ma sappiamo anche che, purtroppo, le entrate derivanti dall”utilizzo dello slot consentono a molti esercizi di sopravvivere. Dismettere le slot e aderire al circuito “Slot FreEr” è oggi una scelta non solo etica ma anche di grande coraggio. Siamo quindi estremamente orgogliosi di aver vinto il bando regionale che finanzia azioni a sostegno degli esercizi aderenti al marchio “Slot FreEr”. Nelle prossime settimane, sempre spinti dalla volontà di agire insieme, convocheremo tutti i commercianti e i centro sociali aderenti al circuito e studieremo con loro eventi ed iniziative culturali ed azioni di promozione e marketing. Concertazione e collaborazione saranno le nostre direttrici».

L”elenco dei locali di Medicina liberi da slot machine e aderenti al marchio Slot-FreeEr sono il Circolo MCL – Villa Maria circolo privato, A la Romana, Gasparotto Maria Pia tabaccheria, Tazza d”Oro, Bar Anna, Centro sociale Nuova Vita, Centro sociale S. Antonio, Centro sociale Fiorentina, Centro sociale Medicivitas, Sapori di Casa Max e Osteria di Medicina.

Nella foto (dal sito del Comune di Medicina): il marchio Slot free ER

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»

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