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Cronaca 30 Novembre 2020

«Mettiamo radici per il futuro», anche Dozza aderisce al progetto regionale

Dallo scorso ottobre è partito il progetto della Regione Emilia Romagna «Mettiamo radici per il futuro», con l’obiettivo di porre a dimora, nei prossimi cinque anni, circa 4,5 milioni di alberi nel territorio regionale, uno per ogni abitante. Le piante sono fornite gratuitamente dalla Regione a tutti i soggetti interessati, siano essi Enti, Associazioni, singoli cittadini, aziende possono aderire, ritirando le piante presso il vivaio accreditato più vicino al proprio Comune (l’elenco qui).

Dopo Imola e Ozzano anche il Comune di Dozza, con la collaborazione dei volontari dell’albo comunale, intende dare seguito all’operazione promossa dalla Regione in modo innovativo e coinvolgente. I volontari procederanno con la piantumazione degli alberi nelle aree verdi del Comune individuate e successivamente si occuperanno anche del mantenimento e dell’innaffiatura dei singoli alberi. Saranno quindi messi a dimora una settantina di alberi nei parchi Madre Teresa di Calcutta e  Ruggi, nonché nelle aree verdi di via Falcone, di via Pertini a Toscanella e nel parco delle Mimose a Dozza.  «Invito tutti i cittadini, associazioni, privati e aziende – commenta il sindaco Luca Albertazzi – a cogliere questa opportunità,  che consentirà di aumentare la qualità della vita del nostro paese, rendendolo più bello e più verde. Si tratta di un’operazione virtuosa che ci consente di unire l’aspetto sociale quale l’attività dei nostri volontari, con la sostenibilità ambientale che da sempre è uno dei nostri punti programmatici più rilevanti. Voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutti i volontari per la disponibilità e per l’impegno che ci permetteranno di concretizzare questa azione, altrimenti difficilmente attuabile, in maniera originale e innovativa».

Per maggiori informazioni o per partecipare all’iniziativa del Comune contattare il volontario coordinatore Sig. Loris Salmi al numero 347-7418116. (da.be.)

Foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Dozza

«Mettiamo radici per il futuro», anche Dozza aderisce al progetto regionale
Cronaca 29 Novembre 2020

Andare a vivere in montagna, raddoppiano i fondi per giovani coppie e famiglie. Interventi finanziati anche a Castel del Rio

In un piccolo borgo ricco di storia e tradizioni. O nella natura ancora incontaminata, tra parchi e crinali. Andare a vivere in Appennino: un’opportunità che per 341 giovani coppie o famiglie è diventata realtà, grazie anche all’aiuto della Regione per comprare o ristrutturare una casa. Di 28.500 euro l’importo medio assegnato a fondo perduto, a beneficio di nuclei con figli nell’80% dei casi, per un’età media di 32,5 anni. Ad usufruirne sono giovani nuclei famigliari (80%, quasi tutte con figli), nuclei monoparentali (genitore con figli, 14%) e single (6%).

E’ la prima tranche di domande finanziate grazie al Bando Montagna, uscito il 15 settembre scorso: 10 milioni di euro le risorse stanziate dalla Giunta regionale per contributi a coppie e famiglie che hanno deciso di risiedere stabilmente in uno dei 119 comuni appenninici dell’Emilia-Romagna. Un finanziamento che potrà mobilitare investimenti per almeno altri 10 milioni di euro: dunque, anche un’iniezione significativa di risorse a beneficio dell’economia dei territori montani, grazie ai cantieri che si apriranno per gli interventi necessari, nel 93% dei casi realizzati da imprese locali. E in questa prima fase, sono stati premiati i nuclei che hanno deciso di insediarsi nei comuni più svantaggiati. Ma altri 10 milioni di euro sono già previsti per il 2021, inseriti nel Bilancio di previsione varato nei giorni scorsi dall’esecutivo regionale. L’obiettivo: dare risposta ad un”altra fetta cospicua delle tante domande arrivate: 2.310 in totale quelle ammissibili. Numeri che confermano il forte interesse in atto per l’Appennino.

Su 341 interventi al momento finanziati 25 sono nei comuni del Bolognese per 738 mila euro. Tra questi rientra Castel del Rio, per un importo pari a 30 mila euro. In totale bengono finanziati 166 interventi di acquisto (il 49% del totale), 66 di ristrutturazione (18%), e 122 che prevedono un mix acquisto e di recupero (33%). Nell’80% dei casi interventi su immobili di valore storico, nel 93% lavori realizzati da imprese locali. Il bando prevede che l’intervento sia concluso entro 9 mesi (in caso di acquisto dell’immobile) o di 24 mesi (in caso di recupero, con fine dei lavori).  Già alla fine di gennaio si aprirà la fase di rendicontazione e di successiva liquidazione dei contributi.

Per saperne di più consultate il sito della Regione. (da.be.)

Andare a vivere in montagna, raddoppiano i fondi per giovani coppie e famiglie. Interventi finanziati anche a Castel del Rio
Cronaca 27 Novembre 2020

Coronavirus, la Regione rivede le misure: nella nuova ordinanza novità per le attività commerciali

In attesa del 3 dicembre, giorno in cui scadrà l’attuale Dpcm, la regione Emilia-Romagna «allenta» alcune misure prevista dall’ordinanza regionale del 12 novembre scorso e si allinea con le norme previste dal Governo per le aree in «zona arancione». Il nuovo provvedimento entrerà in vigore domani, sabato 28 novembre, fino appunto a giovedì prossimo a conferma dell’efficacia delle azioni intraprese nelle scorse settimane per limitare il diffondersi del virus, con l’indice Rt di trasmissibilità che è sceso fino all’1,07. Proprio in funzione di questi dati è probabile che la prossima settimana l’Emilia-Romagna passi in «zona gialla».

In pratica, le grandi strutture di vendita continueranno a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, così come i centri e i parchi commerciali, a differenza di quelle medie, di superficie fino a 2.500 metri quadrati nei comuni con più di 10mila abitanti e fino a 1.500 metri quadrati in quelli con meno di 10 mila abitanti, che potranno riaprire nei fine settimana. Lo stesso avverrà per i negozi più piccoli, che tornano aperti anche la domenica. Come previsto dal Dpcm, nei giorni festivi e prefestivi, gli esercizi commerciali insediati nell’ambito di centri commerciali, di aree commerciali integrate e di poli funzionali restano chiusi al pubblico, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole. A queste, in base all’ordinanza di Bonaccini, si aggiungono le grandi strutture di vendita non insediate all’interno di centri commerciali, aree commerciali integrate e poli funzionali: restano anch’esse chiuse al pubblico nei festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, prodotti per la cura e l’igiene della persona e per l’igiene della casa, degli articoli di cartoleria e cancelleria, tabacchi e edicole. Rimane sempre consentita, e anzi fortemente raccomandata, la vendita con consegna a domicilio.

L’esercizio su aree pubbliche o private delle attività di commercio al dettaglio nell’ambito dei mercati, nonché di attività di vendita nei mercati contadini, sarà consentita solo lì dove siano adottate le misure di mitigazione del rischio Covid previste nel protocollo regionale sugli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche. E in ogni caso, resta raccomandata l’adozione di un apposito piano di controllo da parte del Comune. In ogni caso, è vietato lo svolgimento di sagre e fiere di qualunque genere e di altri analoghi eventi. Inoltre, rimane vietato lo svolgimento dei mercatini degli hobbisti e dei mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo e similari. Confermato anche l’obbligo sempre dell’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione, con eccezione dei bambini con età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l”uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si trovino nella stessa incompatibilità. Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una distanza minima di un metro.

Come già prevedeva l’ordinanza precedente, è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, e in ogni caso al di fuori delle strade e delle piazze del centro storico della città, nonché delle aree solitamente affollate. Così come l’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari resta consentito ad una sola persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni. In merito alle scuole restano sospese le lezioni di educazione fisica al chiuso, mentre da domani si potranno tenere invece all’aperto. Sospensione confermata per le lezioni di canto e per quelle di strumenti a fiato. Confermato anche il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico. Infine, la corsistica di ogni tipo, organizzata da soggetti sia pubblici che privati: da domani sarà possibile tornare a svolgerla in presenza ma solo in forma individuale, mentre per quella collettiva permane unicamente la possibilità di ricorrere alla modalità a distanza. (da.be.)

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Foto scattata prima dell’emergenza Coronavirus

Coronavirus, la Regione rivede le misure: nella nuova ordinanza novità per le attività commerciali
Cronaca 27 Novembre 2020

Il Comune di Imola «taglia» le rette dei nidi del 40%

La Regione ha assegnato al Comune di Imola un finanziamento pari a 355.208,69 euro per abbattere le rette scolastiche dei nidi d’infanzia per l’anno scolastico 2020/2021, che rimborsano la riduzione del 40% già applicata, a partire da settembre, dal Comune di Imola a circa il 70% delle famiglie che hanno i bambini e le bambine iscritti al nido. Più precisamente, si tratta di 406 fra bambini e bambine, utenti dei nidi comunali e di quelli privati convenzionati con il Comune. Per poter beneficiare della riduzione delle rette, le famiglie devono avere una dichiarazione Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che misura la ricchezza famigliare) non superiore ai 26.000 euro.

Il finanziamento fa parte della misura di sostegno economico alle famiglie da parte della Regione denominata “Al nido con la Regione”, attivata per il secondo anno consecutivo. «E’ un’ottima notizia per le famiglie imolesi e rappresenta una spinta importante per la futura crescita del servizio nido d’infanzia» sottolinea Fabrizio Castellari, vice sindaco con delega alla Scuola -. Il nido è un servizio già apprezzato dalle famiglie imolesi, che lo richiedono per circa il 50% dei bambini in età. Un’offerta così agevolata è destinata a incentivare la domanda delle famiglie. Questo è un fatto molto positivo, perché cresce e si diffonde la fiducia verso questo servizio educativo fondamentale, che è sempre più considerato il primo segmento del percorso formativo di ogni bambino e bambina».

Oggi l’offerta del servizio nido può contare su 650 posti fra quelli comunali e quelli privati convenzionati o autorizzati. Per la cronaca, dei circa 355 mila euro trasferiti dalla Regione, il Comune metterà oltre 136 mila euro nel bilancio 2020, poiché coprono il periodo settembre/dicembre 2020, mentre quasi 219.000 euro saranno messi nel bilancio 2021, in quanto relativi al periodo gennaio/giungo 2021. (da.be.)

Per saperne di più consultate il sito del Comune di Imola

Foto d’archivio

Il Comune di Imola «taglia» le rette dei nidi del 40%
Cronaca 14 Novembre 2020

Divario digitale, dalla Regione voucher da 500 euro alle famiglie della vallata per connessione e pc

Un buono (voucher) da 500 euro per ottenere una connessione internet e un pc o un tablet. In questo modo, con uno stanziamento da oltre 4 milioni di euro, la Regione intende combattere il divario digitale.

Da lunedì 9 novembre possono chiederlo i cittadini che risiedono nei comuni montani (tra cui quelli di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio) con un reddito Isee inferiore ai 20 mila euro, rivolgendosi agli operatori di telecomunicazioni che hanno deciso di aderire all’iniziativa, il cui elenco costantemente aggiornato è disponibile sui siti del Ministero dello sviluppo economico e di Infratel Italia. (r.cr.)

Divario digitale, dalla Regione voucher da 500 euro alle famiglie della vallata per connessione e pc
Cronaca 12 Novembre 2020

Coronavirus, nuova ordinanza del presidente Bonaccini: tutte le misure più restrittive previste

Come anticipato nelle scorse ore, oggi il presidente Bonaccini ha firmato una nuova ordinanza (il testo qui) che impone misure ulteriormente restrittive per evitare assembramenti e situazioni a rischio e cercare di non far entrare anche l’Emilia-Romagna in «zona arancione». Il provvedimento entrerà in vigore sabato 14 novembre fino al prossimo 3 dicembre ed è stato preso in accordo con i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, d’intesa con il ministro alla Salute, Roberto Speranza. «Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia- afferma il presidente Bonaccini-. E’ la priorità. E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico. Servono unità e condivisione, recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola».

Nel dettaglio, ecco di seguito le misure previste:

Mascherine obbligatorie sempre non appena fuori di casa: fuori dall’abitazione, l’uso della mascherina è sempre obbligatorio. Fanno eccezione i bambini con età inferiore a sei anni, i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e quelli con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina stessa, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si ritrovino nella stessa incompatibilità. Nel caso poi di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere rispettata la distanza minima di un metro, salvo quanto disposto da protocolli o specifiche previsioni maggiormente restrittive

Attività sportiva nelle aree verdi, no nei centri storici e nelle aree affollate: è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, rispettando però sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. In ogni caso, non sono possibili tali attività nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate

Consumazione alimenti e bevande: dalle 15 alle 18, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande può essere svolta esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, in posti regolarmente collocati. La consumazione di alimenti e bevande è poi vietata su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che, come al punto precedente, seduti in posti regolarmente collocati sia all’interno che all’esterno dei locali

Negozi ed esercizi di vendita: negli esercizi di vendita l’accesso è consentito ad una sola persona per nucleo familiare (solo negli esercizi di vendita di generi alimentari non negli altri), fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni

Stop ai mercati in assenza di regole precise fissate dai Comuni: vietata l’attività di commercio nella forma del mercato all”aperto su area pubblica o privata se non nei Comuni nei quali sia stato adottato dai sindaci un piano apposito piano, consegnato ai commercianti

Grandi e medie strutture di vendita e complessi commerciali: nei giorni prefestivi e festivi, le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, ivi compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari. Rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dal Dpcm in vigore.

Consegne a domicilio: sempre consentita e fortemente raccomandata

Scuole: negli istituti del primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) sono sospese educazione fisica, lezioni di canto e lezioni di strumenti a fiato

Nella foto (dalla pagina Facebook personale): Stefano Bonaccini

Coronavirus, nuova ordinanza del presidente Bonaccini: tutte le misure più restrittive previste
Cronaca 8 Novembre 2020

La Regione al fianco del volontariato, al Circondario 79 mila euro per i costi durante l’emergenza

La Regione non abbandona il mondo del volontariato, a maggior ragione in questo periodo di emergenza sanitaria. «L’associazionismo e il volontariato sociale sono da sempre risorse preziose e fondamentali delle nostre comunità e lo hanno dimostrato anche nella gestione della pandemia, specie per il sostegno ai più fragili, alle persone anziane e con disabilità. – dice la consigliera regionale Francesca Marchetti –. Se da un lato queste associazioni sono state colonne portanti per tutti noi, dall’altro il terzo settore è stato duramente colpito dalle misure ristrettive per il Covid-19 ed è proprio per sostenerlo che la Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione oltre 3 milioni di euro. Con il bando indetto lo scorso luglio abbiamo voluto dare una boccata d’ossigeno a queste realtà ed essere al loro fianco per coprire i costi dei progetti realizzati nei mesi di maggiore criticità per la diffusione del Coronavirus e fronteggiare le spese legate all’emergenza sanitaria».

Nello specifico, per quanto riguarda il territorio imolese complessivamente arriveranno 78,980.83 euro a 18 realtà del mondo dell’associazionismo. In particolare: Croce Rossa Italiana Comitato Di Imola (5 mila), Auser Volontariato Imola (5 mila), Primola Aps (3.965,90), Anteas Imola (3.086,39), Associazione Giorgio Rambaldi Per L”impegno Sociale Aps Dozza (3.441,01), Centro Sociale Campanella Imola (5 mila), Centro Sociale Orti Bel Poggio Imola (5 mila), Aps Pro Loco Medicina (5 mila), Associazione Interparrocchiale Croce Coperta Imola (5 mila), Associazione Medicivitas Medicina (5 mila), Centro Sociale Val Quaderna Castel San Pietro Terme (3.532,14), Associazione La Strada Odv Medicina (4.553,55), Centro Sociale Anziani Tiro A Segno Imola Aps Imola (5 mila), Associazione Volontariato Di Servizio Odv Castel San Pietro Terme (3.484,87), Felix Associazione Medicinese Per Protezione Del Gatto Randagio Medicina (5 mila), Centro Sociale Zolino Aps Imola (4.426,53), Associazione Musicale Dozzese (4.380,41) e Centro Sociale Bertella Aps Castel San Pietro Terme (3.110,03). (da.be.).

Nella foto: il Medicivitas 

 

La Regione al fianco del volontariato, al Circondario 79 mila euro per i costi durante l’emergenza
Cronaca 6 Novembre 2020

Progetto «A scuola di Legalità», dalla Regione 20 mila euro per Castel San Pietro

Anche il Comune di Castel San Pietro ha aderito al progetto «A scuola di Legalità» indetto dalla Regione. «Pieno sostegno ai progetti che diffondono la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile – ha detto la presidente della Commissione regionale Legalità, Francesca Marchetti -. Si tratta di iniziative, rivolte soprattutto ai giovani che confermano l’obiettivo della Regione Emilia-Romagna di sensibilizzare  in alleanza con i territori una cultura di contrasto di tutte le mafie».

Nello specifico, «sono 39 i progetti presentati da enti locali e università, sostenuti dalla Regione con un contributo di quasi un milione di euro nell’ambito delle proprie politiche per la legalità e la prevenzione del crimine organizzato. – spiega Marchetti –. Il Comune di Castel San Pietro Terme punta all’educazione alla legalità rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado del comune. Il progetto, dal costo di 35 mila euro e sostenuto con il contributo della Regione di 20mila euro, prevede una serie di attività formative e informative nelle scuole sui temi della legalità, le regole e la cittadinanza attiva rivolte sia agli alunni che al personale docente e alle altre figure educative. Il progetto mira soprattutto a promuovere tra gli alunni la conoscenza della Costituzione attraverso il progetto “Dizionario Costituzionale – La Trama”, un progetto di voci di dizionario dedicate alla Costituzione italiana realizzate da un gruppo di giuristi ed esperti in comunicazione che verrà diffuso in rete e con altri strumenti multimediali». (da.be.)

Nella foto: Francesca Marchetti

 

Progetto «A scuola di Legalità», dalla Regione 20 mila euro per Castel San Pietro
Cronaca 5 Novembre 2020

L’Emilia-Romagna investe 4 milioni di euro per promuovere e valorizzare i centri storici, a Imola più di 55 mila euro

La spesa in città, in centri storici più vivi e belli, con adeguati arredi urbani e aree dedicate al mercato e al commercio più funzionali e attrattive in tutto il territorio regionale. Sono questi i temi al centro dei 36 progetti che hanno partecipato, con esito positivo, al bando previsto dalla legge regionale «Interventi nel settore del commercio per la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva» sul triennio 2020-2022.

Approvati con delibera della Giunta, i contributi complessivi ammontano a 4 milioni euro, di cui 1 milione destinato ai progetti di promozione – marketing del territorio e attivazione di centri commerciali naturali e 3 milioni per azioni di valorizzazione e riqualificazione di aree commerciali e mercatali. A Bologna e provincia sono andati 116 mila euro per progetti di promozione e marketing e 400 mila euro per la valorizzazione la riqualificazione delle aree di commercio e mercato. Nello specifico a Imola sono andati 57.845,26 euro per il progetto «Il centro rifiorisce». (da.be.)

Nella foto: il centro di Imola

L’Emilia-Romagna investe 4 milioni di euro per promuovere e valorizzare i centri storici, a Imola più di 55 mila euro
Cronaca 3 Settembre 2020

Editoria, dalla Regione oltre 650mila euro per imprese e testate giornalistiche

Contributi straordinari per oltre 650mila euro saranno concessi dalla Regione a 74 imprese editoriali operanti in Emilia-Romagna ed a sostegno di 123 testate giornalistiche. Di quest’ultime, 18 sono emittenti televisive, 27 radiofoniche, 34 della carta stampata (5 quotidiani, 14 settimanali, 11 mensili e 4 con altra periodicità), 43 testate web e una agenzia di stampa. Già nei prossimi giorni è prevista l’erogazione dei fondi.

E’ questo l’esito del bando voluto dalla Regione Emilia-Romagna per dare un aiuto concreto alle imprese dell’informazione locale alle prese con l’emergenza sanitaria causata dal Covid. Bando che è stato aperto anche alle testate gestite da cooperative di giornalisti e da enti senza fini di lucro. Ad un mese e mezzo dalla chiusura del termine per la presentazione delle domande, il 15 luglio scorso, la procedura tutta informatizzata è stata completata, con la definizione delle testate ammesse (solo quattro quelle escluse per mancanza dei requisiti richiesti) e la pubblicazione degli atti con l’elenco delle imprese beneficiarie. (da.be.)

Editoria, dalla Regione oltre 650mila euro per imprese e testate giornalistiche

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