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Cronaca 8 Novembre 2018

Deroga al Regolamento, a Imola via libera al circo con tigri ed animali esotici

Il circo Millennium potrà far esibire tutti i suoi animali, comprese le tigri. L’ha deciso il Consiglio comunale il 29 ottobre scorso approvando la delibera proposta dalla Giunta Sangiorgi che consente la deroga all’articolo 17 del Regolamento per la tutela e il benessere degli animali che vieta di utilizzare o di esporre in attività di spettacolo elefanti, grandi felini, orsi, lupi, primati, rinoceronti, ippopotami, giraffe, foche, otarie e leoni marini, cetacei e rettili. A favore ha votato la maggioranza 5Stelle, contrari Imola Guarda avanti e Pd, astenuti Lega e Patto per Imola.

A motivare la scelta il timore che, come paventato nella richiesta arrivata il 12 settembre, il circo potesse trascinare il Comune di fronte al Tar e al rischio di dover pagare eventuali spese come parte perdente. «Tutta la giurisprudenza amministrativa è allineata ad annullare i regolamenti che pongono questi divieti – ha spiegato Valeria Tarroni, del settore Ambiente, durante la presentazione alla Commissione consigliare – significa dover pagare le spese, e per fortuna finora sono state respinte le eventuali richieste di risarcimento danni per aver impedito l’attività imprenditoriale». Neppure l’aver escluso dal divieto alcune specie (zebre, bisonti ed altri bovidi, struzzi e camelidi) metterebbe al riparo dai guai. La logica dei Tar è che il divieto sarebbe in contrasto con la legge 377 del 1968 nella quale  «lo  Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante e ne incoraggia il consolidamento e lo sviluppo».

E’ ben vero che esistono le linee guida regionali, basate sulle indicazioni della Commissione scientifica Cites, che indicano «come indirizzo a cui tendere di smettere di utilizzare gli animali esotici ma non c’è un divieto esplicito o una data precisa per farlo», ha concluso Tarroni. Non solo è stata approvata la deroga, ma l’intenzione della Giunta è «riallineare» il regolamento comunale «all’attuale quadro normativo nazionale e regionale». Ergo, è probabile che i divieti scompariranno. Il legislatore appare attardato rispetto ad una sensibilità crescente dei cittadini su temi che, comunque, dividono. La scelta difensiva non convince Giacomo Gambi del Pd: «La sindaca da una parte dice che le dispiace di dover accettare il circo e dall’altra che le è imposto dalla legge, ma ciò non è vero. La precedente Amministrazione, ad esempio, ha continuato a combattere contro il gioco d’azzardo con regolamenti e ordinanze benché molti Tar annullassero analoghi atti di altri Comuni. Per fare l’amministratore ci vuole coraggio».

Comunque sia, è decisamente un passo indietro rispetto a sei anni fa quando, sull’onda delle proteste e dell’indignazione generale per la morte della giraffa Aleksandre del circo Martini, lo stesso Movimento5Stelle presentò una risoluzione per impegnare la Giunta regionale a contrastare l’utilizzo di varie specie animali nei circhi e nelle mostre viaggianti. Due mesi fa il tribunale di Bologna ha assolto in primo grado dall’accusa di maltrattamento di animali aggravato dall’averne provocato la morte sia Martini, sia il trasportatore romano che aveva portato in Italia la giraffa dallo zoo in cui era nata in Repubblica Ceca. La Lav, che si era costituita parte civile, ha annunciato di voler ricorrere in appello. Da ricordare che, da quando esiste il Regolamento restrittivo, Imola non ha mai concesso deroghe, perché non sono arrivate richieste di circhi o spettacoli con animali «vietati» oppure sono state poi ritirate. Quella del circo Millennium, che fa capo a Domenico Sole di Lugo, come detto, è arrivata a settembre, l’arrivo della carovana è previsto per il 13, gli spettacoli dal 16 al 26 novembre. (l.a. d.b.)   

Nella foto: la sedazione della giraffa Aleksandre bel settembre 2012

Deroga al Regolamento, a Imola via libera al circo con tigri ed animali esotici
Cronaca 29 Ottobre 2018

Castel San Pietro disciplina il gioco d'azzardo, presto anche orari comuni per le slot con Imola e Medicina

Il Consiglio comunale di Castel San Pietro la scorsa settimana ha approvato all’unanimità il regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo. Di fatto, dopo Imola e Medicina, anche Castel San Pietro sceglie di disciplinare il gioco legale di slot machine e videolottery (comunemente slot e vlt), anche se per il momento preferisce non sbilanciarsi nel definire degli orari di funzionamento per le cosiddette «macchinette», come invece hanno fatto a suo tempo i due vicini, rispettivamente nel 2014 e 2016.

Ma è solo questione di tempo ha assicurato l’assessore alla Legalità Fabrizio Dondi: «Approvare il regolamento che disciplina il gioco d’azzardo è un’azione importante per il contrasto alle ludopatie. Al regolamento seguirà, nei prossimi mesi, un’ordinanza del sindaco con gli orari di stop alle macchinette, ma prima vogliamo confrontarci con Imola e Medicina per creare un documento uniforme ed evitare che si crei un “turismo del gioco”».

Sia il gruppo di maggioranza sia le minoranze del Consiglio comunale castellano (Lega e 5Stelle) hanno chiesto con forza che il lavoro della Giunta giunga celermente ad un obiettivo concreto in tema di orari; già due anni fa, infatti, il gruppo consiliare 5Stelle aveva proposto di limitare l’utilizzo di slot e vlt alle fasce orarie dalle 10 alle 13.30 e dalle 17 alle 22.30 poi tutto si è fermato nella speranza di una condivisione territoriale.

L’ordinanza in vigore ad Imola, infatti, prevede che le vlt e slot non possano funzionare nella fascia notturna dall’1 alle 8 del mattino, quella medicinese, invece, ne permette il funzionamento solo tra le 10.30 e le 21.30. Ciò che si vorrebbe evitare, e sul quale è stato interessato da tempo il Circondario, è che per giocare le persone si spostino da un paese all’altro, perlomeno nei territori dei dieci comuni, e che questo finisca anche per danneggiare impropriamente le attività economiche, bar e locali.

Un tema, condiviso da tempo da tutte le forze politiche, che è tornato in auge a livello nazionale con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del «decreto dignità» che, oltre a voler combattere il lavoro precario, contiene alcune norme sul gioco d’azzardo, in particolare il divieto di nuovi contratti pubblicitari. Per il ministro Di Maio «un passo storico di grande valore culturale», che ricalca quanto fatto lo scorso anno dal Comune di Imola che nel nuovo regolamento comunale sulle pubblicità aveva dichiarato guerra alle pubblicità sessiste e relative al gioco d’azzardo. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera»  del 25 ottobre

Castel San Pietro disciplina il gioco d'azzardo, presto anche orari comuni per le slot con Imola e Medicina

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