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Cronaca 4 Marzo 2020

Coronavirus, rette scolastiche scontate a tutte le famiglie della città metropolitana

In questo periodo di scuole chiuse, causa emergenza Coronavirus, il tema che più attanaglia i genitori è  l’esenzione o meno delle rette scolastiche, riguardanti quindi nidi, mense, servizi pre e post scuola e trasporti.

La proposta, avanzata dalla Città metropolitana e condivisa dai sindaci, di sconti rivolti a tutte le famiglie della area metropolitana per non creare cittadini di serie A e di serie B a seconda del Comune di residenza, è stata approvata questa mattina durante l’incontro di coordinamento a Palazzo Malvezzi a cui hanno partecipato i primi cittadini del territorio, il consigliere delegato alla Scuola Daniele Ruscigno, il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti e i tecnici di Settore.

Sul territorio questa decisione porterà a un mancato gettito per i Comuni stimato in 1,5 milioni di euro solo per queste due settimane di chiusura e sospensione dei servizi. Per questo partirà immediatamente una nota indirizzata alla Regione perché si trovi la copertura per queste mancate entrate nell’ambito delle misure economiche emergenziali che si stanno predisponendo in queste ore. «L”intento è la gratuità per tutte le tariffe dei servizi a domanda individuale nelle settimane di chiusura – ha commentato il sindaco di Ozzano Luca Lelli -. Per adesso ci esponiamo noi come Comuni della Città metropolitana senza garanzia che saremo rimborsati da Stato o Regione con risorse straordinarie. Complessivamente è una mancata entrata di 700/800 mila a settimana. Ogni comune dovrà approvare in Giunta la modifica nelle prossime settimane». (da.be.)

Foto d’archivio

Coronavirus, rette scolastiche scontate a tutte le famiglie della città metropolitana
Cronaca 25 Novembre 2019

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

«Nella riduzione delle rette abbiamo deciso di applicare un principio di equità e proporzionalità. Per questo motivo, chi ha maggiori possibilità economiche ha uno sconto inferiore rispetto a chi ne ha meno».
L’assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi, sintetizza così la scelta fatta dal Comune di Castel San Pietro per suddividere i 100 mila euro arrivati dalla Regione per abbassare le rette dei nidi (i comunali Girotondo di via Di Vittorio e Arcobaleno di Osteria Grande, più i privati convenzionati Don Luciano Sarti e La Casa di Mamma Oca).

Grazie a questi contributi, per le famiglie da 0 a 6 mila euro di Isee la retta sarà azzerata del tutto, per quelle da 6.001 a 11 mila lo sconto sarà del 70%, da 11.001 a 19 mila del 60% e da 19.001 a 26 mila del 40%. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, l’Amministrazione ha deciso di garantire con 9 mila euro di risorse proprie uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35 mila (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale) «per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26 mila euro» motiva Naldi.
Così come Medicina, questi sconti si sommano a quelli che il Comune sia l’anno scorso che quest’anno applica grazie ai finanziamenti statali della riforma cosiddetta «Buona Scuola» del Governo Renzi. La riduzione interessa 105 (74 ai comunali e 31 ai privati convenzionati) dei 155 bimbi iscritti (non c’è lista d’attesa). Tanto per fare qualche esempio, chi ha un Isee di 12 mila euro pagherà 86,19 euro mensili (anziché 253), mentre per chi ha un Isee di 25.800 euro la retta si riduce da 345 a 190 euro. Invece, chi ha un Isee di 28 mila euro pagherà 317 euro al posto dei 345 euro. La retta massima, senza sconti, è 425 euro.

«Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti – commenta ancora la Naldi –. Tuttavia, non credo nel nido totalmente gratuito per tutti (scelta che ha fatto ad esempio San Lazzaro, ndr). Non sarebbe un giusto segnale perché si rischierebbe di dare per scontato, sminuendone il valore, un servizio che in realtà è molto costoso. Per il nostro Comune parliamo di circa 800 euro al mese per ogni bambino. Per rendere questo servizio gratuito bisognerebbe fare un ragionamento più ampio, su scala nazionale, e continuativo, senza interventi “spot” ma sistematici». (gi. gi.)

Immagine di repertorio

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità
Cronaca 21 Novembre 2019

Fondi comunali aggiunti a quelli regionali, così Ozzano aumenta il numero delle famiglie che avranno uno sconto per il nido

«Abbiamo deciso di differenziare lo sconto in base alla fascia di Isee. Chi ha un Isee più basso avrà uno sconto più alto, che può arrivare fino al 40%. E’ una riduzione che pensiamo incentiverà anche quelle famiglie che, ad oggi, non potrebbero proprio permettersi di mandare il proprio figlio all’asilo». Marco Esposito, assessore alle Politiche educative e scolastiche, motiva così la scelta dir ipartizione fatta per suddividere i 79 mila euro ricevuti dall’iniziativa« Al nido con la Regione».

Nel dettaglio, le famiglie con un Isee tra 0 e 6.250 euro beneficeranno di uno sconto del 40%, con Isee tra 6.250,01 e 10 mila euro del 38%, con Isee tra 10.000,01 e 15 mila del 35%, con Isee tra 15.000,01 e 20 mila del 30% e con Isee tra 20.000,01 e 25.999,99 del 25%. «Crediamo molto nell’aiuto alle famiglie e nel fatto che i nidi e le scuole d’infanzia non siano posti dove “parcheggiare” i bambini, bensì luoghi di formazione ed educazione – aggiunge Esposito -. Per questo motivo, abbiamo deciso di investire anche 8 mila euro di risorse comunali e prevedere uno sconto del 10% anche per chi ha un Isee tra 26 e 35 mila euro, ossia quelle famiglie con un reddito medio che spesso vengono escluse da questo tipo di misure».

Attualmente, ad Ozzano ci sono 137 bimbi iscritti al nido tra La Culla, Fresu e Albero del riccio a Mercatale (quest’ultimo in convenzione con un privato). Di questi, «circa l’80% delle famiglie beneficerà della riduzione tariffaria» precisa l’assessore. Qualche esempio? Con un’Isee di 14.800 euro la retta mensile sarà di 106 euro anziché 163, chi ha un Isee di 34.400 euro, invece, pagherà 476 euro anziché 529. (gi.gi.)

Nella foto Marco Esposito, assessore alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Ozzano Emilia (foto tratta dal sito del Comune)

Fondi comunali aggiunti a quelli regionali, così Ozzano aumenta il numero delle famiglie che avranno uno sconto per il nido
Cronaca 21 Novembre 2019

A Imola asilo meno caro per 416 bambini grazie ai 380 mila euro dell'iniziativa «Al nido con la Regione»

Per l’anno scolastico 2019/2020, e forse anche oltre, le famiglie potranno contare su rette del nido decisamente più leggere. In questi giorni si sta concretizzando l’impegno preso dal premier Giuseppe Conte e, come confermato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, nella legge di Bilancio ci sarà spazio per il rafforzamento del bonus per gli asili nido che, tradotto, consentirà «la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane» già a partire, sembra, da gennaio 2020. Chi potrà usufruirne e con quali criteri, però, non è ancora dato di sapere (si parla di un potenziamento del bonus nido in base all’Isee).

Ciò che è già certezza, invece, è lo stanziamento di 18,25 milioni di euro da parte della Regione che, per quest’anno, tramite l’iniziativa «Al nido con la Regione», consentirà a tutti i 220 comuni dell’Emilia Romagna di abbattere (o azzerare, come fatto ad esempio da San Lazzaro) sensibilmente le rette degli asili nido, pubblici o privati convenzionati, per le famiglie con un Isee (acronimo di indicatore della situazione economica equivalente, che include il reddito ma anche conti correnti,titoli, azioni, auto, immobili ed eventuali mutui) inferiore a 26 mila euro. Una bella boccata di ossigeno per tante famiglie che, stimano da viale Aldo Moro, potranno risparmiare in media mille euro l’anno per ogni bambino iscritto.

Da comune a comune, tuttavia, sono state decise strategie diverse per ripartire lo «sconto». C’è chi ha privilegiato un taglio percentualmente uguale per tutti (ad esempio Imola, Medicina e la vallata) e chi, al contrario, ha preferito variare la percentuale in relazione all’Isee (vedi Castel San Pietro, Ozzano Emilia e Dozza). In ogni caso, l’abbattimento varia da un minimo del 10% (Dozza) fino all’azzeramento completo per i redditi più bassi (Castel San Pietro). Il Comune nel quale sono interessati più bambini è, per ovvie ragioni demografiche, Imola. In effetti, la riduzione interessa ben 416 bimbi (dei quali 233 dei nidi comunali e 183 dei privati convenzionati) dei 587 iscritti, ossia il 71%. L’ente di piazza Matteotti ha ricevuto dalla Regione 380 mila euro grazie ai quali ha deciso (la delibera di Giunta è datata 31 ottobre) di applicare una riduzione del 40% delle rette che, lo ricordiamo, sono suddivise pe fasce in base all’Isee. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 novembre

Nella foto: bimbi al nido nel manifesto dell”iniziativa «Al nido con la Regione»

A Imola asilo meno caro per 416 bambini grazie ai 380 mila euro dell'iniziativa «Al nido con la Regione»
Cronaca 12 Novembre 2019

Sconti significativi per le rette degli asili nido di Castel San Pietro e Medicina

Buone notizie per le famiglie di Medicina che hanno bambini che frequentano gli asili nido: «Anche per l’anno 2019 è stato possibile riconoscere a tutte le famiglie la rilevante riduzione del 25% sulla retta personalizzata – spiega l’Amministrazione – Ciò è stato possibile grazie alle risorse trasferite ai Comuni, per il secondo anno, con il “Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai 6 anni” istituito dal D.lgs. 65/2017 (cd. della Buona scuola)».
Ma non finisce qua: «Nella seduta della Giunta comunale del 21 ottobre è stata deliberata, per l’anno educativo 2019-20, con decorrenza dal mese di settembre 2019, l’ulteriore riduzione del 30% sulla retta personalizzata per le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio nido comunale con attestazione Isee non superiore a 26.000 euro – annuncia l’Amministrazione –. Questa riduzione è stata possibile grazie alle risorse trasferite ai Comuni dalla Regione Emilia-Romagna che ha approvato la misura denominata  “Al nido con la Regione”».
Numerose saranno le famiglie che usufruiranno dell’ulteriore riduzione: il numero dei bambini frequentanti i nidi comunali è di 108, di cui 82 si avvalgono della riduzione applicata grazie al contributo della Regione.

Ma possono gioire anche le famiglie di Castel San Pietro: grazie ai contributi del decreto attuativo della riforma “Buona scuola”, «per le famiglie da 0 a 6.000 euro di Isee la retta sarà azzerata, per quelle da 6.001 a 11.000 lo sconto sarà del 70%, da 11.000 a 19.000 del 60% e da 19.000 a 26.000 del 40% – spiega l’Amministrazione Tinti –. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, abbiano deciso di garantire uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35.000 (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale). In questo modo potrà usufruire di questi sconti sulle rette circa il 60% delle 160 famiglie che oggi accedono al servizio del nidi d’infanzia comunali e convenzionati».
«Grazie alla Regione Emilia Romagna abbiamo avuto la possibilità di apportare un importante abbattimento alle rette dei nidi che abbiamo deciso di realizzare secondo i principi dell’equità e della proporzionalità, distribuendo la scontistica in modo di agevolare il più possibile  le fasce più bisognose – commenta Giulia Naldi, assessore alle Politiche educative –. Sono anche molto orgogliosa che siamo riusciti ad applicare, con fondi comunali, uno sconto ulteriore per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26mila euro. Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti». (r.cr.)

Fotografia del Comune di Castel San Pietro

Sconti significativi per le rette degli asili nido di Castel San Pietro e Medicina
Cronaca 10 Settembre 2019

«Al nido con la Regione», 100 mila euro a Castel San Pietro e 90 mila a Medicina per ridurre le tariffe degli asili

Anche i Comuni di Castel San Pietro Terme e Medicina, come Imola, hanno aderito alla nuova misura di sostegno alle famiglie per l’abbattimento delle rette degli asili nell’anno 2019-2020 denominata «Al nido con la Regione». Nel riparto dei 18 milioni di euro messi a disposizione dei Comuni dell’Emilia Romagna, a Castel San Pietro e Medicina ne spetteranno rispettivamente 100 mila e 90 mila euro. Si tratta di risorse vincolate esclusivamente all’obiettivo: ridurre o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi per l’infanzia, sia pubblici che privati convenzionati. L’agevolazione si aggiunge a quelle già in essere, applicate nel nostro territorio grazie ai finanziamenti statali legati ai decreti attuativi della cosiddetta riforma della “Buona scuola” dei Governi Renzi e Gentiloni.

Per quanto riguarda Medicina, l’assessore alla Scuola, Dilva Fava, sottolinea che sono in corso i nuovi conteggi sulla base dei nuovi finanziamenti in arrivo dalla Regione. «Grazie al finanziamento statale le rette sono già state tagliate del 25% – spiega -. Ora, grazie a questa nuova opportunità regionale, riusciremo a rendere le rette ancora più leggere. Siamo estremamente contenti che l’Amministrazione della nostra Regione si dimostri attenta alle esigenze delle famiglie con provvedimenti concreti, come questo, che sono sicuramente molto utili per abbattere i costi del bilancio familiare». Dal Comune aggiungono, inoltre, che a chi non ha ancora presentato l”Isee (le iscrizioni a Medicina si basano sull”anno solare e quindi la maggioranza delle famiglie l”ha già presentata) sarà dato un tempo limite per produrre la dichiarazione. 

In riva al Sillaro, invece, c”è tempo fino al 30 settembre per presentare la domanda di agevolazione tariffaria, che dovrà basarsi su una dichiarazione Isee inferiore a 26 mila euro per avere diritto all”agevolazione. «Intendiamo distribuire alle famiglie l’intera somma disponibile, mantenendo le stesse fasce Isee adottate per il contributo statale – dice il sindaco Fausto Tinti -. L’entità dello sconto sulla retta sarà quindi definita in base alle domande che saranno presentate». Il Comune di Castel San Pietro invita ad acquisire prima possibile la necessaria attestazione Isee da trasmettere all’Unità operativa Infanzia e sostegno alla Genitorialità. Per informazioni e chiarimenti: Ufficio Scuola – Piazza Venti Settembre 3 – tel. 051 6954122-126 dal lunedì al sabato ore 8,30-12,30 e il giovedì anche ore 15-17,45. (r.cr.)

«Al nido con la Regione», 100 mila euro a Castel San Pietro e 90 mila a Medicina per ridurre le tariffe degli asili
Cronaca 22 Luglio 2019

Dalla Regione 18 milioni di euro per abbattere o azzerare le rette degli asili nido

Abbattimento o azzeramento delle rette di iscrizione ai nidi (compresi micronidi e sezioni primavera per bambini dai 24 a 36 mesi di età) e a tutti i servizi integrativi per la prima infanzia, pubblici e privati convenzionati con i Comuni, per i bimbi da 0 a 3 anni. Questo l”obiettivo della Regione Emilia Romagna. Per riuscirci ha destinato 18 milioni e 250.000 euro ai 220 Comuni sede di servizi educativi per la prima infanzia, che avranno il vincolo di utilizzarle esclusivamente per abbattere o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi, sia pubblici che privati convenzionati.

Si tratta di una realtà che in Emilia Romagna interessa una platea di oltre 28.400 bambini (0-3 anni), quelli appunto iscritti, da Piacenza a Rimini, ai nidi e ai servizi integrativi per la prima infanzia. L”intenzione della Ragione è ripetere lo stanziamento anche per i due anni scolastici successivi, 2020-2021 e 2021-2022, in sede di predisposizione del prossimo bilancio pluriennale.

Nella fotografia, la conferenza stampa di presentazione del provvedimento

Dalla Regione 18 milioni di euro per abbattere o azzerare le rette degli asili nido
Cronaca 17 Settembre 2018

Asili nido, tariffe ridotte e posti in più a Castello, Medicina e Dozza con i finanziamenti della “Buona scuola'

Dopo l’apertura straordinaria nel mese di agosto, arrivano la riduzione delle rette e l’aumento dei posti. Due provvedimenti sicuramente molto apprezzati dai genitori dei bimbi che frequentano i nidi comunali a Castel San Pietro, Medicina e Dozza.

In primavera, infatti, era arrivata la conferma dello stanziamento da parte del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) di risorse nell’ambito del decreto legislativo 65/2017 «Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai sei anni». Il provvedimento, in pratica, costituisce uno degli otto decreti attuativi della riforma del sistema di istruzione scolastica (meglio nota come «Buona Scuola») e valorizza l’esperienza educativa dalla nascita a sei anni.

La Regione Emilia Romagna, che ha deliberato, tra le altre, l’ammissione di Castel San Pietro, Medicina e Dozza al finanziamento statale, ha individuato le azioni prioritarie per il consolidamento della rete dei servizi educativi per l’infanzia. Primo, sostenere adeguate politiche tariffarie per contenere le rette. Secondo, sostenere azioni volte alla progressiva riduzione delle liste d’attesa. Terzo, perseguire il progressivo rafforzamento del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai 6 anni, promuovendo azioni di raccordo e continuità tra i servizi educativi e le scuole dell’infanzia. In quest’ambito si sono poi mossi gli enti locali proponendo una serie di azioni.

Sul Sillaro per l’anno scolastico 2018/19 sono arrivate risorse statali aggiuntive pari a 105 mila euro da utilizzare per i bimbi che frequentano i due nidi comunali, ossia 66 al Girotondo di via Di Vittorio e 42 all’Arcobaleno di via Serotti a Osteria Grande. Innanzitutto, è confermata l’intenzione già annunciata dall’Amministrazione comunale di aggiungere 12 posti. Inoltre, sono stati definiti gli sconti da applicare sulle rette mensili in base all’Isee.

Diversa la scelta di Medicina, che dal Miur ha ottenuto 80 mila euro. La Giunta, infatti, ha deciso un taglio del 25% sulla tariffa di tutti i 110 bimbi che frequentano i nidi comunali (ossia il Girasoli di via Sillaro, il Coccinelle di via Gramsci e il Chiccodrillo della frazione di Sant’Antonio).

Dozza, invece, ha ottenuto una cifra inferiore, 30.300 euro con i quali, innanzitutto, investendo 12.500 euro ha aumentato i posti da 42 a 49 «esaurendo così la graduatoria», dice soddisfatta l’assessore al Bilancio, Barbara Pezzi. (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto il nido Arcobaleno a Osteria Grande

Asili nido, tariffe ridotte e posti in più a Castello, Medicina e Dozza con i finanziamenti della “Buona scuola'

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