Cronaca

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

«Nella riduzione delle rette abbiamo deciso di applicare un principio di equità e proporzionalità. Per questo motivo, chi ha maggiori possibilità economiche ha uno sconto inferiore rispetto a chi ne ha meno».
L’assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi, sintetizza così la scelta fatta dal Comune di Castel San Pietro per suddividere i 100 mila euro arrivati dalla Regione per abbassare le rette dei nidi (i comunali Girotondo di via Di Vittorio e Arcobaleno di Osteria Grande, più i privati convenzionati Don Luciano Sarti e La Casa di Mamma Oca).

Grazie a questi contributi, per le famiglie da 0 a 6 mila euro di Isee la retta sarà azzerata del tutto, per quelle da 6.001 a 11 mila lo sconto sarà del 70%, da 11.001 a 19 mila del 60% e da 19.001 a 26 mila del 40%. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, l’Amministrazione ha deciso di garantire con 9 mila euro di risorse proprie uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35 mila (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale) «per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26 mila euro» motiva Naldi.
Così come Medicina, questi sconti si sommano a quelli che il Comune sia l’anno scorso che quest’anno applica grazie ai finanziamenti statali della riforma cosiddetta «Buona Scuola» del Governo Renzi. La riduzione interessa 105 (74 ai comunali e 31 ai privati convenzionati) dei 155 bimbi iscritti (non c’è lista d’attesa). Tanto per fare qualche esempio, chi ha un Isee di 12 mila euro pagherà 86,19 euro mensili (anziché 253), mentre per chi ha un Isee di 25.800 euro la retta si riduce da 345 a 190 euro. Invece, chi ha un Isee di 28 mila euro pagherà 317 euro al posto dei 345 euro. La retta massima, senza sconti, è 425 euro.

«Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti – commenta ancora la Naldi –. Tuttavia, non credo nel nido totalmente gratuito per tutti (scelta che ha fatto ad esempio San Lazzaro, ndr). Non sarebbe un giusto segnale perché si rischierebbe di dare per scontato, sminuendone il valore, un servizio che in realtà è molto costoso. Per il nostro Comune parliamo di circa 800 euro al mese per ogni bambino. Per rendere questo servizio gratuito bisognerebbe fare un ragionamento più ampio, su scala nazionale, e continuativo, senza interventi “spot” ma sistematici». (gi. gi.)

Immagine di repertorio

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