Posts by tag: ristoranti

Cronaca 27 Maggio 2020

Le scelte dei ristoratori, tra chi riapre e chi aspetta

Qualcuno è già ripartito, qualcun altro sta alla finestra o attende la bella stagione per puntare tutto sugli spazi esterni. Il via libera del 18 maggio alla riapertura di bar e ristoranti non è stata uguale per tutti. Quattro ristoratori di altrettanti comuni del circondario imolese ci raccontano come si sono attrezzati per la «fase 2».

Da martedì 19 maggio ha riaperto i battenti, servendo pranzo e cena ai tavoli, il ristorante La Tavernetta, che si trova in centro storico a Imola e che nelle settimane di lockdown aveva continuato a lavorare sulle consegne a domicilio e poi anche sull’asporto. «Pensavo peggio – commenta il titolare, Mauro Paolini –, perdiamo soltanto un paio di tavoli fuori e due o tre dentro». E poi ci si è attrezzati con i presìdi, la colonnetta per il disinfettante all’ingresso, la barriera in plexiglass alla cassa, la cartellonistica, i dispositivi di protezione individuale. «I conti precisi non li abbiamo fatti, ma duemila euro ci vorranno».

Giovedì 21 maggio è stata invece la volta del ristorante dozzese Le Bistrot. Gli spazi nel ristorante sono ampi e consentono di rispettare agevolmente le distanze richieste. «Tra dentro e fuori riusciamo a far sedere 50-60 persone – spiega Daniele Sangiorgi, titolare con Angelo Costa –, non faremo i pienoni soliti del sabato, ma assicuriamo ai clienti più relax. Se abbiamo una prenotazione da quattro persone utilizziamo tavoli grandi e tondi, che permettono le distanze. Inoltre, quattro bagni, due al piano terra e due al primo, tolgono ogni problema anche nei momenti di grande affluenza».

Tra chi preferisce attendere ancora un po’ prima di riaprire c’è il ristorante Ca’ Borghetto di Ville Panazza a Mordano, che ha chiuso completamente l’attività con l’inizio della quarantena e ha messo tutto il personale in cassa integrazione.

Un altro che, per ora, procederà soltanto con le consegne a domicilio e il take away è l’Osteria di Medicina, che ha chiuso immediatamente i battenti all’epoca del primo decreto, quando ancora la città del Barbarossa non era «zona rossa», salvo poi riaprire il 4 aprile perché, ricorda uno dei titolari, Alessio Battaglioli, «la gente aveva bisogno di questo servizio». (mi.ta.)

Le interviste complete nel numero del Sabato sera del 21 maggio

Le scelte dei ristoratori, tra chi riapre e chi aspetta
Cronaca 26 Maggio 2020

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»

Sono soddisfatti gli acconciatori associati a Confartigianato Bologna metropolitana, a una settimana dalla riapertura dopo la quarantena provocata dalla pandemia di Coronavirus, sebbene rimanga forte l’incognita sul futuro.

«Estetisti e acconciatori hanno le agende piene di appuntamenti e i clienti rispettano con attenzione le misure di prevenzione, messe in atto all’interno e nelle prossimità dei saloni – spiega l’associazione di categoria –. Sono rimasti invariati i prezzi dei servizi ma si evidenzia il problema legato all’aumento dei costi per le imprese, sia dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) sia delle mantelline monouso, fra l’altro difficili da trovare sul mercato».
Stessa scelta di non aumentare i prezzi «anche per i ristoratori – aggiunge Confartigianato Bologna metropolitana –, che notano una maggiore affluenza all’apertura di mezzogiorno, quando si presentano nei locali le persone in giro per lavoro, mentre alla sera gli avventori sono pochi. Meglio è andato nel weekend del 23 e 24 maggio, soprattutto per i ristoranti che hanno potuto allargare i tavoli posizionandoli anche all’esterno. In generale si registra una sensazione di paura, che non invita a rilassarsi e a godersi il pranzo».

«La scelta di non aumentare i prezzi dei servizi è una grande dimostrazione di impegno verso la comunità – commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana –. Siamo davvero orgogliosi di rappresentare il mondo dell’artigianato e del commercio, capace di dare un segnale così forte in un momento tanto difficile per tutti». (r.cr.)

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»
Cronaca 14 Maggio 2020

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi

Il 18 maggio si avvicina e con esso anche la riapertura in Emilia-Romagna di molti esercizi pubblici ed attività commerciali. Per questo la Regione ha già diramato alcune linee guida (che troverete facilmente in questo articolo cliccando sui vari link) insieme a associazioni di categoria, sindacati e rappresentanti degli enti locali, per far sì che tutto ciò avvenga in completa sicurezza.

Per quanto riguarda ristoranti, bar, pizzerie e altri esercizi di alimenti e bevande (clicca qui per saperne di più) no all’assembramento dei clienti all’ingresso dei locali, promuovendo l’utilizzo di sistemi di prenotazione telefonica e digitale. Installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, anche in lingua inglese. Distribuzione dei tavoli in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone sedute, fatte salve le eccezioni alle regole sui distanziamenti previste dalle norme vigenti (stesso nucleo familiare, ecc.), dando la preferenza, se possibile, alla sistemazione all’aperto (dehors). E stop ai buffet a self-service. Il personale dovrà esser dotato di specifici dispositivi di protezione individuale, mascherine in primis. È poi necessaria una costante igiene delle mani mediante appositi prodotti, mentre mascherine, guanti monouso e disinfettanti per superfici dovrebbero essere messi a disposizione, anche a pagamento, agli ospiti che ne facciano richiesta. Nei ristoranti assolutamente sconsigliato l’uso di appendiabiti in comune. L’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti e per saldare il conto è preferibile usare sistemi di pagamento digitali (carte di credito, bancomat, ecc.). In ogni caso davanti alla cassa potranno essere collocate barriere di protezione in plexiglass. Nei bar tassativamente escluso il fai-da-te, i prodotti in vendita dovranno essere serviti dal personale, possibilmente con servizio ai tavoli che vanno puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente.

Per quanto riguarda, invece, i negozi al dettaglio, mercati e i centri commerciali (tutte le informazioni qui) si è pensato ad un numero di clienti limitato in base alle dimensioni del negozio per garantire la distanza di almeno un metro; percorsi differenziati di entrata e uscita dai locali; ingressi scaglionati per evitare assembramenti garantiti eventualmente anche dall’estensione dell’orario di apertura; ampia disponibilità di dispenser per disinfettare le mani soprattutto vicino a tastiere, touch screen e casse; obbligo di guanti e mascherine per addetti e clienti, ove non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale; pulizia e igienizzazione quotidiana degli ambienti e dei banchi di vendita; organizzazione degli spazi in negozi, centri commerciali e aree all’aperto per assicurare  il distanziamento tra le persone. E per la vendita di vestiti e calzature, per toccare gli articoli sono obbligatori i guanti “usa e getta” per i clienti. 

Infine, per gli alberghi e le strutture ricettive (per scoprire di più), a partire dall’arrivo, gli ospiti dovranno trovare depliants informativi o cartelloni con le indicazioni in italiano e in inglese. Il distanziamento interpersonale di almeno un metro va sempre garantito in tutte le fasi, dal check-in al check-out prevedendo anche modalità di prenotazione e pagamento online l’invio telematico delle informazioni necessarie per la registrazione prima dell’arrivo. Il tutto sempre per evitare code e assembramenti di ogni tipo. Distanziamento che vale, ovviamente, anche per il personale della reception e per tutti i lavoratori della struttura. La capienza degli ascensori negli alberghi deve essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale che può essere derogata in caso di persone che facciano parte dello stesso nucleo familiare o che condividano la camera.  Vietati happy hours, degustazioni, buffet e le consumazioni vanno fatte ai tavoli con menu preferibilmente digitali e su dispositivo del cliente o, in caso di menu cartacei, disinfettati dopo ogni uso. Vietati anche gli intrattenimenti danzanti e gli eventi musicali di qualsiasi genere, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale. (da.be.)

 

 

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi
Cronaca 12 Maggio 2020

A Imola esenzione dalla Cosap (suolo pubblico) per bar, ristoranti e mercati ambulanti

Comune di Imola in campo per sostenere la ripresa delle attività economiche. In attesa dei provvedimenti nazionali che definiranno le modalità di riapertura, il Commissario straordinario Nicola Izzo delibera nuove agevolazioni in fatto di occupazione suolo pubblico, con l’obiettivo di favorire le attività del commercio e della ristorazione.

Per quanto riguarda i mercati ambulanti, l’atto stabilisce, «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico (Cosap) per il periodo di sospensione dei mercati derivante dalle disposizioni di contenimento del contagio da Covid 19 e il periodo di sospensione non è da conteggiare come assenza delle singole imprese concessionarie».

Per bar e ristoranti, «l’esenzione prevista per le attività di somministrazione alimenti e bevande per superfici fino a 30 mq e di durata inferiore a 180 giorni situate in centro storico è estesa a tutte le attività (di somministrazione) del territorio comunale – aggiunge il documento – ed è, inoltre, prevista la possibilità di ampliamento ulteriore pari al 50 % della superficie in esenzione predetta, per attuare il distanziamento sociale prescritto dalle normative nazionali, fino al 31 ottobre 2020 e comunque fino a quando sarà cogente l’obbligo del distanziamento sociale».Inoltre, la delibera stabilisce che «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico per l’installazione di sistemi di gestione della fila e fornitura alla clientela di dispositivi per la prevenzione del contagio (es. gel mani e guanti monouso) fino al 31 ottobre 2020 – si legge ancora – e comunque fino a quando saranno necessarie misure di prevenzione del contagio». (r.cr.)

A Imola esenzione dalla Cosap (suolo pubblico) per bar, ristoranti e mercati ambulanti
Cronaca 26 Dicembre 2018

Massimiliano Mascia e il libro in cui racconta se stesso, il San Domenico, la sua idea di cucina

«Il San Domenico è la mia casa, mi ha coccolato e fatto innamorare fin da quando ero bambino, quando ancor prima di entrare, già dai giardini sentivo il profumo del pane che stava per essere sfornato»: così Massimiliano Mascia scrive nelle prime righe del libro «Massimiliano Mascia, il San Domenico di Imola. Piatti e sogni di un cuoco tra le stelle», edito da Minerva per la collana Ritratti di Gusto.  Un libro in cui lo chef del ristorante stellato imolese (due stelle Michelin) vuole raccontare, attraverso le sue ricette, la sua «idea di cucina che cerca di rispettare la materia prima, il territorio, le stagioni, i sapori e i colori senza alterarli ma, al contrario, esaltandoli grazie alla semplicità».

Presentato recentemente con un evento a palazzo Sersanti, il libro è diviso in quattro menù rigorosamente stagionali in cui si trovano le ricette cult del San Domenico, eredità dello zio Valentino Marcattilii, ma anche piatti nuovi e freschi che testimoniano il recupero della tradizione e la necessità di innovare. Ad intervallare le ricette ci sono souvenir e suggestioni per scoprire la cucina del San Domenico, come l’importanza della materia prima, attorno cui tutto ruota, fino alla ricerca della perfezione per garantire qualità a 360 gradi.

Lo chef condivide con i lettori i suoi consigli su come sfruttare al meglio ogni stagione e i suoi prodotti: l’inverno ad esempio è caratterizzato da ortaggi e frutti che sfidano il gelo, la primavera è invece definita «stagione perfetta» perché regala non solo il meglio della terra, ma testimonia anche la rinascita entusiasta della natura.

Tra le ricette, Massimiliano Mascia racconta il suo percorso, dalla scuola alberghiera alle diverse esperienze all’estero, con aneddoti di vita ed esperienza, ricordi, sogni e visioni: le prime volte al ristorante e la precisione ereditata dagli zii, la voglia di dialogare con il suo pubblico attraverso il meglio della tradizione regionale. Non solo l’abilità per una buona cucina, ma anche lo «sbuzzo», sintesi tutta romagnola di fantasia, estro, tecnica, intuito e manualità.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto di Nikoboi: da sinistra Valentino Marcattilii, il giornalista Mauro Bassini, Max Mascia ed Elisa Azzimondi, direttrice della collana Ritratti di Gusto delle Edizioni Minerva

Massimiliano Mascia e il libro in cui racconta se stesso, il San Domenico, la sua idea di cucina
Cronaca 29 Novembre 2018

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio

Per conquistarlo hanno puntato su un super classico: la pasta e fagioli. Se ci saranno o meno riusciti lo vedremo stasera, 29 novembre, dalle 21.15, quando su Dmax, canale numero 52 del digitale terrestre e 140 della piattaforma satellitare Sky, andrà in onda la puntata di «Camionisti in trattoria» tutta dedicata all”Emilia Romagna.

Loro sono lo staff della trattoria imolese Ca” del Pozzo, uno dei tre ristoranti in gara nella trasmissione di stasera e la persona da conquistare è Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, cuoco e conduttore televisivo che gira l”Italia a caccia di locali caratteristici in cui fermarsi a mangiare.

Come spiega bene il titolo del format (quest”anno alla seconda edizione dopo il successo avuto dalla prima serie), ad accompagnarlo sono sempre rappresentanti di quella categoria che, per diffusa convinzione, è infallibile nella scelta dei ristoranti in cui si mangia bene, possibilmente senza svenarsi. Al centro dell”attenzione, per intenderci, non ci sono locali stellati o ricercati, bensì le trattorie nelle quali si servono i piatti tipici del territorio in porzioni abbondanti e dove si può pranzare o cenare senza badare troppo alla forma.

In ogni puntata Chef Rubio passa in rassegna tre locali, vi pasteggia in ognuno insieme al camionista che glielo ha segnalato, poi commenta il cibo assaggiato e alla fine sceglie il ristorante vincitore. Non resta dunque che sintonizzarsi stasera su Dmax per vedere come andrà a finire. (m.t.)

Nella foto il volantino che pubblicizza la trasmissione

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio
Economia 20 Giugno 2018

Massimiliano Mascia del San Domenico cucina per beneficenza con Gordon Ramsay e Carlo Cracco

Lo chef Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola tra gli chef stellati protagonisti della serata “Gordon Ramsay & Friends” al Forte Village in Sardegna. Un evento giunto alla seconda edizione che ha lo scopo di raccogliere fondi per la Fondazione del celebre cuoco inglese e della moglie. Insieme a Mascia (2 stelle Michelin) e Ramsey (7 stelle Michelin complessive per 4 dei suoi 23 ristoranti) anche Giuseppe Mancino (2 stelle Michelin) e Carlo Cracco (1 stella Michelin), anche quest”ultimo ben noto volto dei format di cucina televisivi.

Un quartetto stellato per la prima volta in cucina insieme nel prestigioso resort per la Gordon & Tana Ramsay Foundation che sostiene la Great Ormond Street Hospital Children”s Charity.

Il “nostro” chef ha proposto per l’occasione un primo piatto: riso mantecato all’olio extra vergine di oliva con crema di piselli, spugnole e sugo di arrosto. Tra l”altro, Mascia a luglio e agosto si occuperà della Terrazza San Domenico proprio nel cuore del Forte Village. Affiancato da parte dello staff proveniente dalla cucina di Imola, proporrà agli ospiti alcuni grandi classici del San Domenico, come l’Uovo in Raviolo San Domenico con burro di malga Parmigiano dolce e tartufo di stagione. Senza dimenticare la classica piadina romagnola per portare un po” della passione e vitalità dell’Emilia Romagna in Sardegna.

Nella foto Massimiliano Mascia, Gordon Ramsay, Giuseppe Mancino e Carlo Cracco

Massimiliano Mascia del San Domenico cucina per beneficenza con Gordon Ramsay e Carlo Cracco
Economia 6 Giugno 2018

Tripadvisor, croce e delizia di ristoratori e albergatori, a Imola è nato lo sportello Sos Recensioni

A chi vi affidate quando dovete scegliere un ristorante nel quale andare a mangiare? Oppure un albergo ove alloggiare in una località turistica? Un tempo c’era il passaparola, metodo certamente ancora efficace e valido. Ma oggigiorno si può contare anche su Tripadvisor, il portale web che funge da «consulente per gli itinerari», come suggerisce il nome inglese. Al suo interno si possono trovare recensioni (già oltre 500 milioni) riguardanti qualsiasi tipo di struttura ricettiva, dagli alberghi ai ristoranti. Le recensioni concorrono poi a formare delle classifiche delle strutture inserite, suddivise per tipologia, che chiunque può consultare per organizzare il proprio viaggio o anche solo una serata fuori.

La forza, e al tempo stesso il limite di Tripadvisor, è presto detto: chiunque, previa iscrizione al portale, può contribuire con le proprie recensioni. Per poterlo fare è necessario dichiarare che la recensione inserita è esclusivamente frutto di un’esperienza personale, che non esiste alcun rapporto professionale o commerciale con il locale recensito e che non si è stati pagati per la recensione. Purtroppo non vi sono strumenti per evitare il fenomeno diffuso dei fake account (iscrizioni fasulle) mirati a favorire o sfavorire determinati locali pubblicando recensioni talvolta a loro volta fake, inventate. Altro limite è che i locali recensiti non possono scegliere se essere presenti o meno su Tripadvisor in quanto, essendo uno strumento fondato sull’universalità, è il singolo utente a decidere quale recensione pubblicarvi, inserendo automaticamente anche nome, indirizzo, recapiti, immagini e quant’altro della struttura.

Tripadvisor è un’opportunità per farsi conoscere, gratuitamente. Tuttavia per molti ristoratori è diventato uno strumento dal quale doversi difendere. Il fenomeno delle recensioni pilotate è diventato così diffuso che qualche anno fa l’Unione nazionale consumatori e Federalberghi hanno intentato un’azione legale contro il portale, poi annullata dal Tar. A livello locale è nato lo sportello Sos Recensioni, su iniziativa di Confcommercio Ascom Imola, per aiutare i ristoratori e gli albergatori associati a tutelare la propria immagine. «Grazie ad un accordo firmato tra Confcommercio-Fipe e Tripadvisor – spiega Maira Masi dell’associazione di viale Rivalta – è nata una linea diretta per denunciare agli uffici londinesi del sito le recensioni sospette o false segnalate dai recensiti». Un indirizzo di posta elettronica diretto ed un incaricato dedicato, allo scopo di aiutare chi non avesse trovato una risposta soddisfacente mediante la normale procedura. «Grazie a questo sportello – aggiunge Danilo Galassi, presidente di Confcommercio Ascom Imola – Tripadvisor gestirà il problema postosi in modo prioritario e personalizzato, ad un livello superiore e più qualificato dello staff che opera nella sede di Londra».Seppur nato da poco, lo Sportello Sos recensioni ha risolto un caso imolese, facendo cancellare una recensione non oggettiva ricevuta, o meglio dire subita, dal ristorante Molino Rosso.

«Si trattava di una recensione non veritiera e addirittura offensiva – racconta la direttrice del ristorante Mascia Galassi -. Non rispettava nemmeno la policy di Tripadvisor, per questo ci siamo rivolti allo sportello e ne abbiamo ottenuto la rimozione. Noi riconosciamo le recensioni non veritiere perché chiedo personalmente spiegazioni al personale, ci confrontiamo: c’è stato chi si è lamentato della nostra lentezza un sabato sera in cui c’erano solo pochi tavoli, chi ci ha accusati per un contro troppo salato ma poi ha omesso di dire quanti piatti aveva preso… E’ come se Tripadvisor fosse l’ennesimo luogo virtuale dove sfogare le frustrazioni, ma le recensioni scritte influiscono sul nostro punteggio e danno un’immagine falsata del nostro lavoro. Per fortuna sono più numerose le recensioni positive, ma non possiamo dirci soddisfatti dell’esistenza di questo strumento».«Bisogna considerare le piattaforme online come una straordinaria opportunità per avvicinare consumatori e imprese di ristorazione e ricettive – tiene e sottolineare Confcommercio Ascom Imola -. E’ quindi buona abitudine incoraggiare sempre i propri clienti a scrivere una recensione che rispecchi l’esperienza».

Ma come si usa correttamente Tripadvisor? Per i proprietari di una struttura, assumere il controllo della propria pagina è decisivo per poter avere accesso al centro gestione. Con le funzionalità di base si tratta di un’operazione gratuita, facile e sicura, ma il portale fornisce anche un servizio a pagamento con funzionalità aggiuntive come la gestione dei propri dati anagrafici, le statistiche relative alle visite alla pagina dedicata alla propria attività, spazi in evidenza per le recensioni preferite. (mi.mo.) 

Nel servizio su “sabato sera” del 31 maggio l’articolo completo, ulteriori informazioni e i commenti di altri tre ristoratori del territorio (Ambra Lenini dell’Osteria del Vicolo Nuovo, Danilo Martelli dell’Osteria del Teatro e Irdi Keci, dell’Artigiano di Sesto Imolese).

Tripadvisor, croce e delizia di ristoratori e albergatori, a Imola è nato lo sportello Sos Recensioni
Cronaca 28 Marzo 2018

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

Mangiare in modo salutare ed equilibrato anche fuori casa? Ora si può. GinS Food, infatti, è un progetto regionale promosso dai Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione che ha lo scopo di facilitare le scelte alimentari anche quando non si è seduti nella propria tavola. Il progetto è stata avviato, in forma sperimentale, anche sul territorio imolese grazie all”adesione di alcune associazioni di categoria e alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (sede di Cesena) e ha portato alla formazione di una ventina di ristoratori locali che potranno così inserire, all’interno del menù del loro esercizio, piatti salutari e gustosi, oltre che dall”alta qualità nutrizionale.

Nell”unità operativa di Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl di Imola, se ne occupano una nutrizionista, la dottoressa Antonella Capucci ed una dietista, la dottoressa Chiara Cenni. «Da sempre il nostro servizio si occupa di sicurezza alimentare, di formazione degli alimentaristi e di supporto e validazione alla creazione dei menù delle mense scolastiche ed ospedaliere – spiega Gabriele Peroni, direttore della UOC Igiene e sanità pubblica dell’Ausl di Imola – e negli anni sono state numerose le iniziative di promozione di stili alimentari sani. Negli ultimi mesi, sulla scorta del progetto regionale e delle attività collegate alla realizzazione locale del piano per la prevenzione, abbiamo avviato questo nuovo progetto che, dopo una prima fase pilota, è oggi pronto per essere lanciato e disseminato. Non deve sfuggire la pluralità di obiettivi che ci si propone: da un lato la sensibilizzazione degli operatori della ristorazione rispetto alla possibilità di fare proposte che coniughino gusto ed equilibrio nutrizionale, dall’altro la finalità educativa e di orientamento ad uno stile di consumo corretto per la cittadinanza”.

Attenzione, però. Mangiare sano, infatti, non significa per forza rinunciare a qualcosa ma piuttosto seguire le innovazioni o rivisitare i piatti classici sempre tenendo un occhio ai principi fondamentali della salute. «Mangiare sano è una questione di equilibrio – spiega la dottoressa Antonella Capucci – Si può mangiare di tutto, ma in giusta quantità e in modo bilanciato nell’arco della giornata e della settimana. Questo progetto vuole dimostrare che anche chi è costretto o semplicemente preferisce mangiare fuori casa, può trovare piatti gustosi ed equilibrati e magari riproporli nel proprio menù domestico».

I ristoratori del territorio, una volta definito il «menù salutare» ed avere firmato un accordo con l’Ausl di Imola, potranno fregiare il proprio locale con la vetrofania «GinS food gusto in salute» che segnala la partecipazione al progetto.

r.c.

Nella foto: il logo del progetto

GinS Food, gusto e salute anche al ristorante. Il commento dell'Ausl di Imola

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