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Cronaca 19 Gennaio 2021

Buoni spesa a Imola, domande al via dal 25 gennaio in collaborazione con Asp, No Sprechi e Banco Alimentare

Il Comune di Imola e l’Asp hanno definito i criteri di presentazione delle domande per poter usufruire dei buoni spesa per generi alimentari e beni di prima necessità messi a disposizione nel decreto legge «Ristori ter».

Complessivamente, si tratta di 370 mila euro e l’Amministrazione comunale ha deciso di avvalersi della collaborazione dell’Asp (a cui andranno 200 mila euro), dell’associazione No sprechi (70 mila euro) e della Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna (100 mila euro).

Le persone interessate dovranno presentare domanda dal 25 gennaio al 5 febbraio direttamente all’Asp indicando la composizione del nucleo familiare, il modello Isee 2021 (che non dovrà superare i 17 mila euro), la situazione lavorativa ed economica. A breve il modulo sarà scaricabile dal sito www.aspcircondarioimolese.bo.it oppure si potrà ritirare dal totem all’esterno dell’Asp (viale D’Agostino 2/a, tel. 0542/606720), dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30.

Gli interessati dovranno scegliere tra un aiuto temporaneo (sostegno al pagamento dell’utenza o fornitura di generi alimentari e beni di prima necessità, il cosiddetto «pacco spesa») oppure prolungato concordato con i servizi sociali. Quando un cittadino chiede il «pacco spesa», l’Asp lo dirotta su No Sprechi, che gli consegnerà il pacco contenente sia i generi di prima necessità, forniti dall’associazione stessa, sia i generi alimentari, forniti dal Banco Alimentare. (gi.gi.)

L”etichetta del «pacco spesa»

Buoni spesa a Imola, domande al via dal 25 gennaio in collaborazione con Asp, No Sprechi e Banco Alimentare
Cronaca 19 Dicembre 2020

«Ristoro ter», al Comune di Imola 370 mila euro dal Governo per le famiglie in difficoltà

La giunta comunale ha stabilito la modalità di distribuzione delle nuove risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare, ovvero i buoni spesa per generi alimentari e beni di prima necessità. Si tratta del fondo di 370.038,57 euro che il governo ha stanziato per il Comune di Imola, all’interno del cosiddetto «Ristoro ter».

A beneficiare di queste risorse, sotto forma di generi alimentari e beni di prima necessità, ma non solo, saranno i nuclei familiari residenti in Imola, più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico. Allo scopo di soddisfare il maggior numero di utenti possibile, anche attraverso una ragionata differenziazione delle forme di sostegno, l’Amministrazione comunale si avvarrà della collaborazione dell’Asp Circondario Imolese, dell’Associazione No sprechi e della Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna Onlus

Nello specifico, all’Asp Circondario Imolese il Comune trasferirà 200 mila euro, allo scopo, da un lato di fornire sostegno al pagamento delle utenze, dall’altro aiuto nell’acquisto di generi alimentari e di prima necessità, attraverso la fornitura di tessere anonime prepagate da utilizzare negli esercizi della media e grande distribuzione. Attraverso l’Associazione No Sprechi, a cui il Comune assegna 70 mila euro, verranno distribuiti i generi di prima necessità, quali ad esempio materiali di igiene e pulizia, pannolini per bambini, detergenti, detersivi, materiale scolastico, abbigliamento intimo, ecc, alla rete di associazioni ad essa collegate. Alla Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna proseguirà la distribuzione di generi alimentari, con la stessa modalità attuata a partire dai mesi scorsi, per l’utilizzo delle risorse residue che il governo ha trasferito al Comune di Imola, nel marzo scorso, sempre per la ‘solidarietà alimentare’. In questo caso, il Comune destina 100 mila euro.

Infine, per quanto riguarda i circa 98 mila euro ancora a disposizione del Comune, sui 370.038,57 euro del primo trasferimento effettuato dal Dipartimento della Protezione civile nel marzo scorso, l’idea è quella di creare un fondo finalizzato ad incentivare i consumi nelle attività dell’economia diffusa del territorio, come ad esempio bar e ristoranti, che hanno subito un duro colpo dalle chiusure legate alla pandemia. In questo modo, si aiuterebbero da un lato le famiglie, incentivate negli acquisti e consumi, dall’altro le attività dell’economia diffusa presenti nel nostro territorio. Questo fondo potrebbe anche essere integrato da realtà private, che volessero così collaborare con l’Amministrazione comunale nel dare sostegno a chi è più in difficoltà. «Se sommiamo gli attuali 370 mila euro del recente trasferimento ai 98 mila euro ancora disponibili dal precedente, il Comune riesce a mettere a disposizione delle fasce deboli della popolazione, a partire da chi ha visto pesantemente ridotto il proprio reddito a causa della pandemia, quasi mezzo milione di euro. Una cifra importante, in un momento difficile, che vuole dare una mano concreta a chi ha più bisogno, lanciando anche un segnale di speranza e fiducia nel futuro» sottolinea Marco Panieri, sindaco di Imola. (da.be.)

Nella foto: il Comune di Imola

 

«Ristoro ter», al Comune di Imola 370 mila euro dal Governo per le famiglie in difficoltà

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