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Cronaca 7 Gennaio 2020

40,7 chili di sigarette raccolti grazie alla campagna “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”

Conclusa la prima fase del progetto “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi” lanciato nel mese di novembre da La valle delle albicocche, azienda con poderi a Bagnacavallo e nella Valle del Santerno, in collaborazione con l’associazione Cambiavento di Imola.
Al 31 dicembre sono stati ritirati 40,7 kg di mozziconi di sigarette. Chi li ha consegnati ha ricevuto in cambio frutta e verdura. 104 persone hanno consegnato le cicche, dalla provincia di Firenze a quella di Rovigo, da Bologna a Ravenna fino a Ferrara e Rimini.

«Da un”operazione nata quasi per gioco potrebbe nascere un piccolo contributo per avere un mondo un poco più pulito e per dimostrare come le tre R (recupero, riciclaggio e riutilizzo) in una logica di economia circolare possono diventare realtà – commentano gli organizzatori del progetto –. Noi crediamo che qualsiasi tipo di impegno sia importante per mettere una pezza ai disastri ambientali che l’uomo produce, ma siamo altresì convinti che senza un concreto agire personale, che può anche partire dalle piccole cose, il cambiamento sia molto molto complesso». (r.cr.)

40,7 chili di sigarette raccolti grazie alla campagna “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”
Cronaca 23 Ottobre 2019

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'

La legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare non troverà piena attuazione se non si interverrà a sostegno della filiera dei rifiuti.

A dirlo è Confcooperative Emilia Romagna, sottolineando come la scarsa propensione del mercato industriale ad utilizzare le materie riciclate e il crollo dei prezzi dovuto al blocco delle importazioni attuato dalla Cina (con conseguente aumento dell’offerta sul mercato interno) possano essere causa di gravi ripercussioni in termini economici, ambientali e sociali.
Infatti, se non c’è chi acquista e impiega i nuovi prodotti ricavati dai rifiuti tramite il processo di end of waste (tradotto in italiano significa «cessazione della qualifica di rifiuto», si riferisce ad un processo di recupero eseguito su un rifiuto al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto) il ciclo dell’economia circolare non si chiude e ci si troverà con tonnellate di carta, cartone e plastica riciclata da smaltire.

L’appello dell’organizzazione regionale (1.600 cooperative associate, con oltre 80.000 occupati e 230.000 soci) è rivolto alle istituzioni di tutti i livelli, alle quali si chiedono interventi (compresi incentivi e agevolazioni) per aiutare le imprese a completare il ciclo dell’economia circolare, altrimenti destinato a bloccarsi, e continuare così a svolgere un servizio fondamentale a favore di tutta la collettività.
«Diversi impianti di smaltimento e riciclo presenti in regione sono a rischio saturazione – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza –. Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a non sapere come riutilizzarli, perché la materia riciclata non trova un mercato di riferimento. Non si riesce a generare un’adeguata filiera industriale tale da consentire alle imprese che recuperano rifiuti di avere sostenibilità economica. Ben venga l’obiettivo del 73 per cento di raccolta differenziata della Regione entro il 2020, ma questa è una precondizione per gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti: ma se non si trovano industrie disposte ad acquistare le materie riciclate e se i prezzi non si risollevano, soprattutto adesso che la Cina non importa più come prima questi prodotti, l’economia circolare dell’Emilia Romagna è destinata a bloccarsi, con pesanti conseguenze, e gli impianti di recupero non riusciranno più ad assolvere alla loro funzione di tutela ambientale». (r.cr.)

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'

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