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Cronaca 5 Giugno 2021

Una nuova panchina rossa a Osteria Grande contro la violenza sulle donne

Una nuova panchina rossa, colore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, è stata installata nei giorni scorsi in viale Broccoli a Osteria Grande dall’Amministrazione Comunale di Castel San Pietro (un’altra è presenta dal 2019  sulla Walk of Care che costeggia il Boschetto DinAmico). Su un lato dello schienale, una targa con il logo del Comune riporta la frase «non è amore quello che distrugge il futuro che una donna sceglie» e il numero verde anti violenza e stalking 1522.

«Questa installazione è l’esito di un percorso condiviso – afferma Giulia Naldi, assessora alle politiche sociali ed educative, legalità e pari opportunità – che ha preso il via a seguito della presentazione in Consiglio Comunale da parte della maggioranza dell’ordine del giorno firmato dalla capogruppo Francesca Marchetti e dalla consigliera Elisabetta Carati in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre. Fra le iniziative programmate in attuazione di questo ordine del giorno, oltre agli eventi istituzionali, stiamo portando avanti percorsi di sensibilizzazione e approfondimento in collaborazione con le scuole presenti sul territorio e le associazioni di riferimento. Tramite i docenti, vengono coinvolti direttamente gli alunni che realizzano dei video sul tema, momenti di riflessione ed eventi pubblici». (r.cr.)

Nella foto: gli assessori Naldi e Giordani accanto alla panchina rossa di Osteria Grande

Una nuova panchina rossa a Osteria Grande contro la violenza sulle donne
Cultura e Spettacoli 13 Luglio 2019

La cipolla, in festa a Medicina: bianca per le frittate, dorata per il ragù, rossa per i contorni

La cipolla di Medicina, disciplinare di produzione registrato all’inizio degli anni Duemila dal Consorzio della cipolla di Medicina, include tre famiglie di cipolle: la bianca, la dorata e la rossa. A loro è dedicata la festa attualmente in corso in città, l”Antica fiera di luglio – Medicipolla. Tutte e tre le varietà di cipolla sono caratterizzate dalla «colorazione intensa e brillante dei bulbi – spiega il presidente del Consorzio Giuseppe Pasquali – ma differiscono per gli usi: la cipolla rossa è indicata per l’uso fresco, per condimenti e contorni; quella dorata è ideale per il ragù, i risotti e in generale i soffritti; la bianca è ottima per le preparazioni al forno, i minestroni e le frittate. Altra caratteristica della cipolla di Medicina è la resistenza alla pre-germogliazione, che permette l’immagazzinamento per lunghi periodi. Le raccolte sono due: una a maggio a seguito della semina invernale ed una a luglio dopo la semina primaverile. Quest’ultima è quella che conta la maggiore produzione e che si può vedere – ed annusare – proprio in questi giorni nei campi caratterizzati dai filari in essiccazione che sembrano dei quadri».

Il marchio registrato Cipolla di Medicina è presidio del Consorzio, che conta un’ottantina di produttori iscritti. Ma come prodotto tipico la cipolla di Medicina è in realtà coltivata in una più vasta area geografica che comprende i vicini comuni di Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza ed Imola. «La produzione dell’intera area si aggira sui 450 quintali annui – afferma Pasquali -. Per l’economia del territorio si tratta di oltre un centinaio di lavoratori se contiamo gli agricoltori, gli addetti alla raccolta stagionale e quelli al confezionamento. Si tratta a tutti gli effetti di un importante segmento dell’agricoltura locale che nel tempo si è guadagnato una importante fetta di mercato a livello nazionale, che oggi il Consorzio cerca di tutelare e promuovere anche a livello di comunicazione, per il beneficio dei giovani agricoltori che sono il futuro».

Perché, allora, cipolla di Medicina? «La connotazione risale al tempo in cui proprio a Medicina si teneva l’antica borsa che determinava i prezzi delle cipolle che i produttori vendevano direttamente in piazza – spiega ancora Pasquali -. Quello di Medicina era un mercato di riferimento, da qui il nome che oggi contraddistingue le varietà prodotte in zona. E, sempre da qui, il nome Medicipolla che dai primi anni Duemila affianca quello dell’Antica fiera». Un nome dovuto proprio all’attuale presidente del Consorzio, che al tempo guidava la Pro Loco medicinese. Consorzio che promuove l’uso della cipolla di Medicina non solo per il suo gusto ma anche per le proprietà benefiche: fra questi, la cipolla combatterebbe l’invecchiamento e faciliterebbe il riposo. (mi.mo.)

Nell’immagine un particolare di una foto tratta dalla pagina Facebook della Pro Loco di Medicina

La cipolla, in festa a Medicina: bianca per le frittate, dorata per il ragù, rossa per i contorni

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