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Cronaca 27 Settembre 2019

Più di settecento bambini e ragazzi in piazza per il clima. “Protestiamo per il diritto di vivere'

“Ci avete rotto il clima”, “Error 404-Future not found”, “Il nostro futuro sta morendo” e “Non abbiamo un pianeta B”. Sono solamente alcuni fra gli striscioni portati in corteo dagli oltre settecento bambini, giovani, famiglie, lavoratori e pensionati che hanno partecipato al terzo Sciopero globale per il clima a Imola, questa mattina.

Alla mobilitazione, organizzata dal comitato cittadino del movimento “Fridays for future”, che riunisce una sessantina di imolesi, hanno aderito anche la Cgil (presente la segretaria generale Mirella Collina), Banca etica, l’azienda Teapak e la cooperativa sociale Officina immaginata.

«Stiamo protestando per il diritto di vivere – afferma Micaela Fratangelo, dal palco in piazza Matteotti –. Siamo umani, abitanti di questo unico pianeta. E siamo determinati a salvaguardarlo. Per noi, per chi verrà dopo di noi, per le altre specie che lo abitano».

Dopo gli interventi della prima cittadina Manuela Sangiorgi e di alcuni fra i partecipanti, una parte del corteo ha proseguito la propria marcia in direzione delle Acque minerali, dove era in programma la pulizia del parco. (lu. ba.)

Fotografie di Marco Isola/Isolapress

Più di settecento bambini e ragazzi in piazza per il clima. “Protestiamo per il diritto di vivere'
Cronaca 17 Novembre 2018

Studenti in piazza anche a Imola, protestano per le politiche scolastiche ma anche per problemi locali, come i trasporti

Gli studenti sono tornati in piazza anche a Imola così come in una settantina di città italiane per chiedere un cambiamento delle politiche scolastiche e in particolare più investimenti per l”istruzione. Ieri mattina erano circa un centinaio in corteo, studenti del liceo scientifico Rambaldi, dell’istituto tecnico agrario chimico Scarabelli-Ghini e dell’Alberghetti. Forse non tanti ma era da diversi anni che a Imola non si vedevano manifestazioni del genere.

La giornata di mobilitazione era stata lanciata dalla Rete degli Studenti Medi, associazione studentesca presente su tutto il territorio nazionale. Il corteo, partito alle 8.30 dal piazzale Giovanni dalle Bande Nere, ha attraversato parte del centro storico sostando davanti alla sede di alcuni istituti superiori: il liceo Rambaldi, il professionale Alberghetti di viale Dante, l’istituto tecnico Cassiano, il liceo scientifico Valeriani.

Gli studenti hanno sfilato ordinatamente gridando di volere “un vero cambiamento”, sventolando bandiere della pace, della Rete degli Studenti e magliette dell’associazione “Libera”. “La mancanza di investimenti nella scuola, nell’università e nella ricerca”, dicono gli studenti, “dimostra che il futuro di questo paese non interessa alla nostra classe politica”. Ma le rivendicazioni a Imola si sono concentrate soprattutto su problemi concreti e locali.

Il coordinamento imolese della Rete degli studenti medi ha illustrato i temi più urgenti: “C’è un problema di edilizia scolastica, soprattutto in alcune scuole. Una delle situazioni più gravi sembra quella del Ghini (da cui provengono almeno una quindicina degli studenti del corteo, ndr). C’è chi ha parlato di classi-pollaio di 28 studenti e che si è costretti a dividersi per fare lezione nei laboratori, non abbastanza grandi per ospitare tutti”. Altro argomento “caldo” sono i trasporti. Non solo i collegamenti con le frazioni, “ma all’interno della stessa città di Imola, molti autobus scolastici sono sovraffollati”.

La Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) Cgil di Imola, ha aderito alla manifestazione e la segretaria Alessandra Loreti, ha sottolineato la condivisione con le rivendicazioni degli studenti.

Alle 10.30 il corteo si è disperso, qualcuno è rientrato a scuola per non mancare un compito in classe, altri sono tornati a casa. Dalla Rete degli studenti si dicono soddisfatti: “Era importantissimo esserci, non solo nelle grandi città, ma anche qui a Imola. La manifestazione e la partecipazione dimostrano che ci siamo e che vogliamo un cambiamento vero delle nostre scuole”. (re.co.)

Nelle foto (Isolapress e Rebecca Conti) la manifestazione

Studenti in piazza anche a Imola, protestano per le politiche scolastiche ma anche per problemi locali, come i trasporti
Cronaca 25 Giugno 2018

E' stato revocato lo sciopero di 24 ore dei benzinai in programma da stasera

Le sigle che rappresentano i gestori degli impianti di carburanti hanno deciso, secondo quanto si apprende dall”Ansa, di revocare lo sciopero di 24 ore che sarebbe dovuto scattare stasera alle 22. «Lo strumento della fattura elettronica e” uno strumento valido, che dovrà partire quando le categorie saranno pronte – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio -. Per noi il primo gennaio 2019 e” una data ragionevole. Abbiamo assicurato ai benzinai che rinvieremo questa data e quindi anche per loro partira” come per tutti gli altri».

Il ministro ha poi spiegato nel dettaglio. «Oggi abbiamo incontrato i rappresentanti dei benzinai, una categoria cavia della fatturazione elettronica, categorie che secondo me non devono più esistere. Se oggi vogliamo andare verso la fatturazione elettronica, strumento nel quale noi crediamo, dobbiamo mettere professionisti e imprese in grado di affrontare la sfida della digitalizzazione. In queste ore al ministero dell”Economia si sta scrivendo la norma per il rinvio dell”obbligo di fatturazione elettronica per i benzinai al primo gennaio 2019, che entrerà nel decreto dignità, che sarà portato in Consiglio dei Ministri questa settimana.

r.c.

Foto tratta da Ansa.it

E' stato revocato lo sciopero di 24 ore dei benzinai in programma da stasera
Economia 17 Aprile 2018

Cims in difficoltà riduce gli stipendi a soci e dipendenti, i sindacati contrari: “Sciopero'

Stato di agitazione e un pacchetto di otto ore di sciopero contro la decisione della Cims di Borgo Tossignano di ridurre gli stipendi di dipendenti e soci lavoratori, in tutto 280 persone.

Questo il succo del comunicato, siglato da Fillea, Filcams e Flai Cgil Emilia Romagna e Imola insieme a Filca Cisl Area metropolitana, con il quale oggi hanno reso nota la loro contrarietà alla decisione della Cooperativa intersettoriale montana Sassoleone di “procedere unilateralmente all”applicazione” della delibera presentata all’assemblea dei soci lo scorso 29 gennaio. Delibera contenente, per l”appunto, la decurtazione degli stipendi e questo “nonostante lo sforzo da parte sindacale di trovare soluzioni che rispondessero allo stato di difficoltà della cooperativa”. Secondo i sindacati la scelta della coop. “oltre a far pagare lo stato di crisi in modo non equo, rischia di compromettere anche gli appalti in essere per i quali la committenza deve garantire l’inderogabilità della contrattazione”.

Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione e otto ore di sciopero, inoltre i sindacati confederali, da parte loro, hanno richiesto con urgenza un incontro al presidente del Circondario imolese (in questo momento Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina) e a tutti i sindaci del territorio per informarli della situazione.

Detto ciò, forse qualche spiraglio per ricomporre la frattura rimane. “Si ribadisce la disponibilità a verificare la possibilità di trovare soluzioni che non prevedano la deroga agli elementi retributivi della contrattazione, così come già proposto – rilanciano i sindacati di categoria – e una rimodulazione degli interventi volti ad una minor incidenza sui redditi medio-bassi ed una maggior incidenza sui redditi medio-alti”.

La Cims negli ultimi anni ha differenziato molto le attività passando dall”edilizia al verde alla gestione dei servizi cimiteriali, inserendo attività di progettazione, costruzione e manutenzione edile e impiantistica, sia per privati che per il pubblico. E sembra sia stato quest”ultimo settore, quello degli appalti, ad aver rallentato provocando problemi alla coop., che avrebbe così deciso di ricorrere allo stato di crisi riducendo gli stipendi.

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola da giovedì 19. (r.c.)

Cims in difficoltà riduce gli stipendi a soci e dipendenti, i sindacati contrari: “Sciopero'
Economia 29 Marzo 2018

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola

Sciopero di otto ore domani, venerdì, 30 marzo, nel punto vendita Mediaworld nel Centro Leonardo. Lo comunica la Filcams-Cgil di Imola: “Il punto vendita imolese – precisa Veruska Grementieri  – nel 2015 è stato interessato da una riorganizzazione, che ha determinato una riduzione del personale di circa dieci dipendenti, che attualmente sono una ventina. Lo sciopero interessa tutti i punti vendita, anche quello del nostro territorio, contro la decisione unilaterale dell”azienda (gruppo Mediamarket) di trasferire le lavoratrici e i lavoratori dei negozi in chiusura di Grosseto e Milano centrale e delle aree interessate dal contratto di solidarietà. Non possiamo avere la certezza che la stessa sorte non tocchi anche ai dipendenti imolesi, che non vorrebbero essere informati dall”oggi al domani della chiusura del loro punto vendita come accaduto ai colleghi che attualmente stanno subendo le decisioni dell”azienda”.

La mobilitazione dei dipendenti dei negozi Mediaworld italiani, compreso quello di Imola, era stata resa nota già qualche giorno fa. Uno sciopero proclamato dai lavoratori con il sostegno di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna. In regione ci sono oltre 350 lavoratori e dieci punti vendita che fanno capo a Mediamarket, che sta attraversando una crisi e una riorganizzazione aziendale con chiusure e contratti di solidarietà su tutto il territorio nazionale.

r.c.

Nella foto il negozio Mediaworld di Imola

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola
Economia 28 Marzo 2018

Mobilitazione dei lavoratori Mediaworld per la riorganizzazione aziendale

Oltre ai lavoratori dei centri commerciali e dei supermercati mobilitati contro le aperture festive, nei prossimi giorni potrebbero incrociare le braccia anche i dipendenti dei negozi Mediaworld, compreso quello di Imola.

Otto ore di sciopero in modo articolato e improvviso sono state proclamate dai lavoratori con il sostegno di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna «contro la decisione unilaterale dell”azienda (Mediamarket) di trasferire i dipendenti dei punti vendita in chiusura e delle aree interessate da contratto di solidarietà». 

In Emilia Romagna ci sono oltre 350 lavoratori e dieci punti vendita che fanno capo a Mediamarket, che sta attraversando una crisi e una riorganizzazione aziendale con chiusure e contratti di solidarietà su tutto il territorio nazionale. Il Mediaworld imolese, in verità, «al momento non è coinvolto ma solo perché ha già subito la ristrutturazione con il dimezzamento dello spazio vendita e una diminuzione del personale» precisano dalla Cgil imolese. 

Mediamarket da tre anni ha annunciato «di voler unificare la rete vendita e l’online attraverso l’omnicanalità, ma abbiamo assistito solo alla confusione organizzativa e al peggioramento delle condizioni di lavoro e, conseguentemente, al peggioramento del servizio – spiegano i sindacati regionali -. Il conto degli errori fatti viene impropriamente presentato ai lavoratori».

La lista dei problemi secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs parte dallo «spostamento improvviso della sede, l’annuncio della fine del contratto di solidarietà, la chiusura improvvisa di Grosseto e di Milano Centrale, le minacce di trasferimento, la mancanza di informazioni sul bilancio e su quali siano gli altri negozi che non hanno la sostenibilità economica, la riduzione delle maggiorazioni domenicali insieme all’eliminazione del bonus».

r.c.

Nella foto il negozio Mediaworld di Imola

Mobilitazione dei lavoratori Mediaworld per la riorganizzazione aziendale
Economia 28 Marzo 2018

Sciopero contro supermercati e centri commerciali aperti a Pasqua e Pasquetta

Continua la battaglia dei sindacati contro le aperture di supermercati e centri commerciali durante le giornate festive. In occasione di Pasqua e Pasquetta, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell’Emilia Romagna hanno proclamato uno sciopero per domenica 1 e l’astensione dal lavoro per lunedì 2 aprile, invitando «i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad aderire».

Nel nostro circondario non si hanno notizie di attività che rimarranno aperte il giorno di Pasqua, mentre a Pasquetta operativi Famila, Obi, Lidl e Pam a Imola e il Mercatone a Toscanella di Dozza.

«La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori – precisano i sindacati -. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l”eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo».

Questa la posizione portata avanti sin dalla liberalizzazione degli orari del commercio introdotta nel 2011 con il decreto «Salva Italia». Nell’ultima legislatura una proposta era stata presentata in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, ma si ipotizzava «la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveva  il problema».

«Le liberalizzazioni sono sbagliate – concludono i sindacati -, non aiutano la crescita economica, non creano nuova occupazione, producono dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari ben poco concilianti con le necessità di riposo».

Allo sciopero ha dato il suo sostegno anche il Partito comunista italiano di Bologna per la dignità del lavoro e invitano i “consumatori a disertare i centri commerciali nelle giornate dell”1 e 2 aprile”.

r.c.

Sciopero contro supermercati e centri commerciali aperti a Pasqua e Pasquetta

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