Posts by tag: scultura

Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2020

Alla galleria Pontevecchio di Imola le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani

Due personali che abbracciano sia il campo della pittura che della scultura. Il 18 gennaio nei locali della galleria Pontevecchio in via Pisacane31/a a Imola sono state inaugurate le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani. Anna Giargoni, imolese,«predilige in modo particolare realizzare la scultura in ceramica e bronzo eseguita con precisa tecnica, in modo classico e con delicate espressioni, rivolte soprattutto a rappresentare il mondo femminile e umano», si legge nelle note alla mostra. Si dedica alla propria attività artistica dal 2000, «con una vita trascorsa all’interno di scuole artistiche a Faenza, Pisa e Ravenna che le hanno permesso di acquisire esperienze nel campo della ceramica, del vetro e del mosaico». Dal 2011 possiede e gestisce una propria galleria d’arte in città, la galleria Pontevecchio, che è anche sede dell’associazione artistica «Arte&Arte in Imola».

Giampaolo Stefani dipinge fin dall’adolescenza: allievo di Walter Dall’Oppio e Giovanni Cappelli, dai quali ha tratto molte espressioni della sua attuale arte, rappresenta preferibilmente paesaggi montani e lacustri tramite colori vivi, intensi. «La ricerca nella tecnica espressiva è continua – si legge nelle note stampa alla mostra -, la sperimentazione pittorica è graduale e la si nota osservando attentamente la sequenza delle sue opere. Nell’ultima produzione emerge l’uso dei toni di colore meno forti e più sfumati di quelli usati negli anni precedenti, pur rappresentando sempre il mondo naturale del paesaggio lacustre». Numerose sono le sue partecipazioni a mostre collettive e personali. Le personali di Stefani e Giargoni resteranno aperte al pubblico sino al 2 febbraio con ingresso libero dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 19. (r.c.)

Alla galleria Pontevecchio di Imola le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani
Cultura e Spettacoli 27 Agosto 2019

Le opere dell'artista bolognese Gino Gamberini in mostra nel loggiato della Rocca di Dozza

E” visitabile fino al 15 settembre, nel loggiato della Rocca di Dozza, la mostra “Nuove trame – Identità di vecchi pluviali”, un percorso alla scoperta dell”arte scultorea e delle tecniche pittoriche dell”artista bolognese Gino Gamberini. L”esposizione si inserisce fra le attività collaterali della XXVII Biennale del Muro dipinto di Dozza.

In mostra si possono ammirare realizzazioni suggestive che vedono la trasformazione di materiale di recupero, in particolare vecchie grondaie, in sculture che evocano soggetti umani e animali, oggetti ed emozioni. Inoltre, è presente una sezione dedicata alle opere realizzate con l”utilizzo di una una tecnica pittorica unica: “Informale materica astratta” ospita infatti realizzazioni dove il polistirene, materiale alternativo alla classica tela, viene “aggredito” dalla fiamma per mano dell’artista che, seguendo la propria ispirazione, modifica la natura della materia, trasformandola in opere di stile e forza espressiva, esaltata dall”applicazione del colore.

«Il desiderio insito in ognuno di noi di esprimere i propri sentimenti – sottolinea lo stesso Gamberini -, ha nell”artista il privilegio di manifestarsi nell”opera compiuta, che è l”espressione del proprio stato d”animo; il comunicare in concreto la bellezza, l”amore, la felicità, il dolore, la tristezza».

Il percorso professionale di Gino Gamberini, modenese di nascita ma bolognese “nella vita e nel profondo dell”animo”, secondo le parole stesse dell”artista, si realizza presso la “Castelli”, azienda leader nel manufacturing e nel design. Intrapresa poi la libera professione, in qualità di designer, ottiene diversi riconoscimenti prestigiosi in Italia e all’estero. Successivamente comincia il periodo di arte pura: dalla scultura, valorizzando reperti industriali per poi dedicarsi alla trasformazione di vecchi pluviali in rame, alla pittura dove è caratterizzato da grande ricerca e sperimentazione. Fondamentale, nel suo percorso, è l’incontro con la prestigiosa Galleria Farini Concept Arte Contemporanea di Bologna, con la quale inizia una lunga collaborazione tuttora in corso. (r.c.)

Nelle foto due opere di Gino Gamberini

Le opere dell'artista bolognese Gino Gamberini in mostra nel loggiato della Rocca di Dozza
Cronaca 3 Giugno 2019

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola

Al parco del Sante Zennaro procedono i lavori di restauro delle sculture realizzate nel 1970 dagli artisti Nello Bini e Alessandro Tagliolini. Già lo scorso novembre erano state inaugurate la barca e l’astronave/sottomarino, ovvero due delle nove che a poco a poco il restauratore Maurizio Rambelli sta riportando a nuova vita. Ora i lavori si stanno concentrando su altre quattro opere: le Paperelle (ricostruite come da foto dell’epoca), lo Scivolo ponte, il Fungo e il Teatrino dei burattini.

L’iniziativa rientra nel progetto “Sante Zennaro, Bene comune!”, avviato nel 2018 in occasione dei 45 anni trascorsi dalla chiusura dell’Istituto medico psico-pedagogico che al Sante Zennaro accoglieva bambini con disagio mentale. Il progetto vede coinvolti numerosi enti e associa-zioni, tra cui la Fondazione Cassa di risparmio di Imola, il ConAmi, l’Istituto comprensivo 5 e Bacchilega editore, che attraverso la pubblicazione del libro Storia di vitea cura di Amedea Morsiani, hanno contribuito a finanziare il restauro delle opere.

L’inaugurazione delle prossime sculture rinnovate è prevista per venerdì 14 giugno (ore 18.45), nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. Sabato 15 e domenica 16 giugno (ore 17), dopo oltre 45 anni di oblio, il teatrino dei burattini tornerà ad animarsi con la narrazione “Un viaggio fantastico nella scultura”, a cura dell’associazione Ippogrifo Imola-Vivere la scrittura. (r.cr.)

Nella foto il Teatro dei burattini

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola
Cronaca 16 Dicembre 2018

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

L’associazione PerLeDonne, che ha collaborato alla pubblicazione del libro «Storia di vite – Sante Zennaro Imola Bene comune», ha annunciato che proseguirà il sostegno al ripristino delle sculture-gioco del parco del Sante Zennaro destinando il ricavato dalla vendita del libro stesso, in accordo con l’autrice Amedea Morsiani, al restauro della quinta scultura, denominata «Ponte – scivolo».

L’opera presenta un annerimento evidente e diffuso, con crettatura della superficie, ossia una rete di sottili fratture minori che genera un effetto visivo di screpolatura, solitamente dovuta all’invecchiamento oppure all’impiego di materiali non idonei. Inoltre, in alcune parti dell’opera ci sono alcune piccole mancanze di materia, non gravi.

L’intervento che l’associazione PerLeDonne intende finanziare prevede lo sradicamento di un piccolo bagolaro (normalmente noto come spaccasassi) che è attecchito spontaneamente e si sta sviluppando sotto la scultura. Una volta sistemato il terreno circostante si procederà alla pulizia, alla ricostruzione delle parti mancanti e all’applicazione di sostanze protettive sulla superficie. La spesa stimata per l’intero intervento ammonta a 1100 euro, ai quali va aggiunta l’Iva.

Per sostenere questa iniziativa si può acquistare il libro presso l’associazione, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 11 (tel. 331 2748696), oppure presso il mercatino dell’associazione, in via Emilia 185, fino al 24 dicembre.

Nella foto il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

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