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Cronaca 23 Dicembre 2019

Assegnate dal gruppo Imola Legno 12 borse di studio in memoria del co-fondatore Elio Poli

Sono 12 i vincitori delle borse di studio che il gruppo Imola Legno ha messo in palio per il settimo anno in memoria del co-fondatore, Elio Poli, scomparso nel 2011. L’edizione 2019, aperta a tutti gli studenti di Imola e Lugo dove ha sede l’azienda, aveva per tema «L’economia delle 4 R: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare». I bambini delle scuole elementari dovevano realizzare un disegno («Un mare di plastica… pesci e tartarughe in pericolo»), gli studenti più grandi dovevano produrre un tema («E’ possibile una vita senza prodotti “usa e getta”» per le scuole medie e «L’abbandono delle plastiche negli imballaggi: il ritorno all’acqua nelle bottiglie di vetro?» per le scuole superiori), mentre gli universitari dovevano presentare una tesina su «L’abbandono delle plastiche negli imballaggi: l’impatto per l’economia e l’ambiente».

Le borse di studio sono state assegnate sia in base al risultato della prova sia in base alla media scolastica. Lo scorso 16 dicembre gli amministratori delegati dell’azienda, Matteo e Silvia Poli, assieme alla figlia di Elio Poli, Francesca, hanno premiato Serena Faretina (3ª elementare), Marco Liverani (1ª elementare), Eleonora Lodovici (università), Sara Pierrotti (4ª elementare), Mauro Antonio Pisani (4ª elementare), Riccardo Piselli (1ª media), Sofia Piselli (3ª media), Lorenzo Solaroli (diplomato), Marco Trione (3ª media), Maya Zanotti (3ª media), Sharon Zanotti (3ª superiore) e Fabio Veroli (4ª superiore). (r.cr.)

Assegnate dal gruppo Imola Legno 12 borse di studio in memoria del co-fondatore Elio Poli
Cronaca 16 Dicembre 2019

Ca’ Malanca, concluso bene un anno molto importante

Lo scorso 29 ottobre, domenica, è terminata ufficialmente la stagione 2019 a Ca’ di Malanca. Nei mesi autunnali e invernali il Centro documentazione sulla Resistenza e sulla battaglia di Purocielo resterà chiuso al pubblico. Riaprirà ad aprile del prossimo anno. Saranno comunque possibili, tempo permettendo, le visite su appuntamento.
«L’associazione Ca’ di Malanca ringrazia calorosamente i trenta volontari che si sono alternati per tenere aperta la struttura nei giorni festivi e durante le visite delle scolaresche – afferma Franco Conti, presidente dell’associazione – oltre ai tantissimi volontari che hanno lavorato in occasione delle manifestazioni. In particolare, ringrazia il gruppo che ha curato la pulizia e la manutenzione del sito. Per queste attività nessuno riceve compensi o rimborsi a vario titolo».

Esaminando il bilancio di quest’anno si scopre che nel corso dei sette mesi di apertura sono stati organizzati cinque importanti eventi e in totale, compresi i visitatori domenicali, si sono registrate mille e ottocento presenze. A queste vanno aggiunti i circa duecento studenti di otto istituti scolastici provenienti da diverse città della Romagna che hanno visitato il Centro, superando quindi in totale le duemila presenze.
«E’ un risultato molto importante, considerando che il luogo non è facilmente raggiungibile – prosegue il presidente Conti -. Ancora di più se si tiene presente che molti lo hanno raggiunto a piedi lungo i sentieri. L’attività del Centro di documentazione, gestito dall’associazione Ca’ di Malanca, è sostenuta con le contribuzioni volontarie dei visitatori e con la partecipazione economica del Comune di Imola, del Comune di Faenza e dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina. Le iniziative, particolarmente quelle rivolte alle scuole, sono state inserite nel progetto che l’Anpi di Ravenna ha presentato alla Regione Emilia Romagna nell’ambito dei bandi previsti dalla Legge regionale “Memoria del ’900”, partecipando alla ripartizione dei contributi». (r.cr.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 12 dicembre

Ca’ Malanca, concluso bene un anno molto importante
Cronaca 15 Dicembre 2019

Al circolo Cappuccini i documentari su Imola realizzati dal gruppo «Liceali doc» dell'Istituto Valeriani

Al circolo cinematografico Cappuccini si accendono i riflettori su Imola, città dei matti. Come si gira un documentario nella no man’s land tra Emilia e Romagna? Perché parlare di Imola? Sono queste le due domande che il gruppo «Liceali Doc» del liceo scientifico Valeriani si è posto per raccontare una città e promuovere un territorio. Guidati da professori della scuola e tutor esterni dell’associazione Documentaristi Emilia Romagna, gli studenti hanno scritto, girato e montato due documentari che verranno proiettati domani, lunedì 16 dicembre, presso il circolo cinematografico Cappuccini, in via VillaClelia 12, dalle ore 18, durante una serata moderata da Giorgio Conti con la partecipazione del giovane poeta bolognese, molto seguito su Instagram, Luca Gamberini.

«E’ un progetto che vede i ragazzi impegnati su tantissimi fronti», afferma la referente di «Liceali Doc», Barbara Marabini, per definire questo percorso finalizzato all’acquisizione di esperienze relative al mondo del lavoro e all’uso di videocamere professionali, microfoni, piattaforme digitali, software per il montaggio non convenzionalmente presenti e adottati nelle scuole. Ma quali sono i temi toccati dai «Liceali Doc»? Le tre classi del liceo Scientifico Valeriani hanno scoperto che i confini sono luoghi di passaggio, non limitazioni.

La 4ª A si è occupata di Imola tra Emilia e Romagna e la discussione ha approfondito la conoscenza di Imola come simbolo di incontro tra culture. Uguale valore simbolico è rivestito dal cortometraggio sul manicomio dell’Osservanza, elaborato dalla 4ª B che ha intervistato ex infermieri e medici. A svolgere il ruolo di ufficio stampa e social media manager dell’intera iniziativa sono stati i ragazzi di 3ª A che in questo periodo hanno imparato l’importanza del lessico dei media e dei social network perla pubblicizzazione di un evento, con un’attenzione speciale per grafica e videoclip promozionali. Per continuare a conoscere l’inedito racconto della città dei «Liceali Doc» si possono seguire e commentare i loro canali social Instagram e Twitter: @Liceali Doc; Facebook: Liceali Doc Imola. (r.cr.)

Al circolo Cappuccini i documentari su Imola realizzati dal gruppo «Liceali doc» dell'Istituto Valeriani
Cultura e Spettacoli 14 Dicembre 2019

Torna in centro a Imola «Accadde a Betlemme», la rappresentazione natalizia delle scuole San Giovanni Bosco

Più di cinquecento bambini pronti a dar vita alla rappresentazione della Natività. Domenica 15 dicembre si svolgerà in centro a Imola la diciottesima edizione di «Accadde a Betlemme», organizzata dalle scuole San Giovanni Bosco. «Accadde a Betlemme è un regalo che le scuole paritarie San Giovanni Bosco fanno alla città e ringrazio tutti i protagonisti per l’impegno che mettono in questa iniziativa che oramai è una vera tradizione» ha commentato il sub commissario al Comune di Imola, Sandra Pellegrino. Da ottobre i cinquecentoquattordici alunni della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria delle San Giovanni Bosco, insieme agli insegnanti e ai genitori, stanno lavorando per allestire l’evento che, quest’anno, ha come sottotitolo «Chi sei Tue che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?».

«Accadde a Betlemme» comincia nel sagrato del duomo di Imola, alle ore 18.30 (al termine della Messa celebrata dal vescovo Mosciatti), dove avverrà la rappresentazione dell’Annunciazione. Poi il corteo percorrerà la via Emilia, animando il cammino con canti, e raggiungerà piazza Matteotti, dove a partire dalle ore 19 circa si svolgerà il momento finale riguardante la nascita di Gesù, con gli alunni sul palco costruito appositamente e con la presenza di due attori che rappresenteranno Giuseppe e Maria. In caso di maltempo, l’evento si terrà alle 18.30 nella cattedrale di San Cassiano. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 dicembre

Torna in centro a Imola «Accadde a Betlemme», la rappresentazione natalizia delle scuole San Giovanni Bosco
Cronaca 13 Dicembre 2019

Lavori a rilento alla scuola materna «Rodari», il Comune di Ozzano ricambia la ditta

Pare una storia infinita quella dell’intervento strutturale sulla scuola materna comunale Rodari di Ozzano Emilia. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune ha preso la decisione di arrivare alla risoluzione del contratto con la ditta, la seconda, alla quale era stato appaltato il cantiere. Un film già visto un annetto fa, quando l’ente locale rescisse il contratto anche con l’impresa vincitrice dell’appalto, la salernitana Edil Tors, per «grave inadempimento».

Ora la stessa motivazione è stata usata nei confronti della vicentina Ldp Costruzioni Generali e l’Amministrazione comunale dovrà individuare un’altra ditta, la terza, per completare l’opera. Nel dettaglio, si tratta di lavori necessari per il miglioramento sismico dell’edificio di via Galvani e prevedono, tra le altre cose, interventi sulle fondazioni e sui muri con fibre di carbonio e rinforzi, nonché sull’impianto fognario, il giardino e il marciapiede antistante. Un’opera che, tra progettazione, lavori e Iva ha un costo per le casse comunali di 600 mila euro, dei quali 320 mila (Iva esclusa) per l’intervento vero e proprio. Alla gara avevano partecipato ben 206 ditte e l’Edil Tors l’aveva spuntata con il ribasso maggiore (26,12%).

Nella foto: il cantiere alla materna «Rodari»

Lavori a rilento alla scuola materna «Rodari», il Comune di Ozzano ricambia la ditta
Cronaca 11 Dicembre 2019

Cresce l'orchestra da camera della scuola «Medardo Mascagni» di Medicina grazie ai corsi per le elementari

Un bel progetto («Un’orchestra a scuola») nato per insegnare la musica agli studenti delle scuole nel giro di qualche anno ha fatto crescere l’orchestra della scuola di musica «Medardo Mascagni» di Medicina. «L’orchestra è stata fondata nel 2015 da Giovanna Mascagni e oggi è formata da ben 17 violini, 6 violoncelli e 3 flauti, una vera e propria orchestra da camera come non ce ne sono tante sul territorio – dice orgogliosa Paola Del Verme, responsabile della scuola di musica Mascagni -. L’età dei musicisti che la compongono è molto varia, dai 12 ai 60 anni».

La maggior parte di loro, come detto, si è appassionato alla musica grazie ai corsi che dal 2014 vengono organizzati all’interno dell’Istituto comprensivo di Medicina. Un bel progetto che consente agli studenti di imparare uno strumento in modo totalmente gratuito durante l’orario scolastico e ogni allievo ha l’opportunità di esercitarsi su uno strumento (violino, violoncello oppure l’ocarina) che resta a sua disposizione per tutto il periodo. Sarà anche per questo che, anno dopo anno, l’interesse per la musica classica è cresciuto anche tra i più giovani.

«I corsi gratuiti a scuola hanno fatto conoscere gli archi ad un vasto numero di studenti e le classi interessate da questo progetto si sono esibite davanti alle altre classi» aggiunge la Del Verme. Da qui la crescita esponenziale dell’orchestra di musica, che porta avanti una tradizione di Medicina, città natale del liutaio Ansaldo Poggi, a cui è dedicata un’ala del museo civico, nella quale sono conservati anche due preziosi violini, uno realizzato da lui nel 1933 e uno costruito dal suo maestro, Giuseppe Fiorini, nel 1918. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto: l”esibizione durante le giornate del Fai nella chiesa del Crocifisso

Cresce l'orchestra da camera della scuola «Medardo Mascagni» di Medicina grazie ai corsi per le elementari
Ciucci (ri)belli 10 Dicembre 2019

A Imola, festa e mercatino di Santa Lucia

A Imola torna il Mercatino di Santa Lucia, che venerdì 13 dicembre 2019 si svolgerà sotto i portici del Sante Zennaro, in via Pirandello 12. A organizzarlo, l’Istituto comprensivo 5 in collaborazione con genitori, alunni e insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondaria Sante Zennaro e Rodari.

Dalle ore 16.30, ogni partecipante sarà accolto dal presepe e avvolto dal profumo di cioccolato, vin brulè, dolci, piadine, croccante, ottimi per la fredda temperatura serale, insieme a suoni, colori e musica. Sarà presente il coro dei ragazzi della scuola secondaria diretto dal maestro Francesco Costa (ore 17, in palestra). Passeggiando sotto i portici si troveranno le bancarelle con torte dolci e salate e postazioni decorate con oggetti realizzati dagli alunni delle scuole, supportati dagli insegnanti.

Mercatino di Santa Lucia (edizione 2018)

Di fronte alla palestra non mancherà la fortunata pesca Stella di Natale della scuola media, con la proposta di tanti premi realizzati dagli studenti durante i laboratori scolastici. Ci sarà anche il banchetto delle Associazioni dei genitori delle scuole Sante Zennaro e Rodari, che partecipano sempre a tutte le attività del nostro istituto, presso cui sarà possibile giocare e aderire all’associazione.

“La Festa di S. Lucia – spiegano dalla scuola – è uno dei principali eventi tra quelli proposti dall’istituto imolese. Questo momento dall’atmosfera colorata e festosa sarà un importante avvenimento per stare insieme, ma anche una grande occasione per raccogliere fondi per i numerosi progetti dell’istituto, senza dimenticare la solidarietà e l’aiuto verso chi ha bisogno”. Il ricavato, infatti, sarà in parte devoluto in beneficenza e in parte finanzierà i progetti dell’offerta formativa di tutto l’istituto.

Alla manifestazione è prevista la presenza anche del nuovo vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti.

Foto tratte dalla pagina Facebook dell’Associazione Sante Zennaro

A Imola, festa e mercatino di Santa Lucia
Cronaca 1 Dicembre 2019

L'Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro a Minsk come ambasciatore della cucina italiana

Per il terzo anno consecutivo l’Istituto alberghiero Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme ha partecipato a Minsk, capitale della Bielorussia, alla «Settimana della cucina italiana nel mondo», promossa dal ministero degli Esteri, organizzata dall’ambasciata italiana e sponsorizzata da «Insieme per un futuro migliore», l’associazione di Imola impegnata da anni col progetto Chernobyl.

La rappresentanza dell’istituto castellano era composta dai professori Davide Belletti e Loris Leonardi, accompagnati da quattro allievi: due di sala e due di cucina. Le dimostrazioni dal vivo e la serata finale svoltasi nella residenza dell’ambasciatore italiano hanno ottenuto un grande gradimento. Novità di questa edizione sono stati i laboratori proposti all’interno delle scuole alberghiere di Minsk, a cui hanno partecipato insegnanti e studenti locali, apprendendo le basi della cucina emiliano-romagnola. L’auspicio è che il contatto tra le scuole alberghiere sfoci in una futura collaborazione, considerando che tutto ciò che è italiano piace in Bielorussia. (r.cr.)

L'Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro a Minsk come ambasciatore della cucina italiana
Cronaca 30 Novembre 2019

Un contributo ministeriale di 286 mila euro per la mensa bio di Solaris, sconti alle famiglie di Castello e Ozzano

Un contributo per le mense biologiche è meglio non solo per la salute, ma anche per le tasche delle famiglie. Da anni Solaris, società in house che gestisce per i Comuni soci alcuni servizi fra cui la refezione scolastica, punta sugli alimenti bio. Per questo si è aggiudicata un contributo di 286 mila euro dal fondo ad hoc istituito dal ministero delle Politiche agricole in accordo con quello della Pubblica istruzione. Nel dettaglio, 181 mila euro sono destinati al Comune di Castel San Pietro e 105 mila a quello di Ozzano Emilia. Scopo del fondo ministeriale è quello di ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica (per l’80% del contributo) e, al tempo stesso, realizzare iniziative di informazione e promozione dell’alimentazione bio direttamente nelle scuole.

Solaris, iscrittasi nell’apposito albo che qualifica le mense quali biologiche, è risultata essere tra i 48 assegnatari di un contributo per l’anno scolastico 2019/2020. Entrambi i Comuni hanno deciso di inserire uno sconto perle rispettive tariffe della refezione scolastica. A Castello la Giunta sta decidendo in questi giorni l’entità dell’abbattimento. A Ozzano, invece, è esonerato dal pagamento della quota fissa chi ha un Isee compreso fra 0 e 10.632,93, mentre alle famiglie che hanno un Isee pari o superiore a 10.632,94 euro verrà applicato uno sconto del 25% sulla quota fissa mensile (ad esempio, la quota mensile su 5 giorni settimanali scende da 44 a 33 euro). I Comuni di Monterenzio e Dozza, diventati soci nella seconda metà del 2018, sono stati esclusi dal contributo perché l’iscrizione all’albo ministeriale, ergo l’aggiudicazione del contributo, è precedente.

Quanto alle iniziative di promozione previste dal contributo ministeriale, Solaris sta progettando un calendario in collaborazione con le scuole e i produttori bio locali. Ma quali sono i prodotti biologici su cui Solaris punta? «I più utilizzati sono pane, pasta, latte, yogurt, olio e succhi di frutta – elenca la direttrice della società in house, Elisabetta Manca -. A questi si aggiungono anche frutta e verdura biologiche, ma in misura variabile secondo la stagionalità e la disponibilità del mercato». (mi.mo.)

Nella foto tratta dal sito del Comune di Castel San Pietro Terme il centro di produzione pasti di Solaris

Un contributo ministeriale di 286 mila euro per la mensa bio di Solaris, sconti alle famiglie di Castello e Ozzano
Cronaca 25 Novembre 2019

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

«Nella riduzione delle rette abbiamo deciso di applicare un principio di equità e proporzionalità. Per questo motivo, chi ha maggiori possibilità economiche ha uno sconto inferiore rispetto a chi ne ha meno».
L’assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi, sintetizza così la scelta fatta dal Comune di Castel San Pietro per suddividere i 100 mila euro arrivati dalla Regione per abbassare le rette dei nidi (i comunali Girotondo di via Di Vittorio e Arcobaleno di Osteria Grande, più i privati convenzionati Don Luciano Sarti e La Casa di Mamma Oca).

Grazie a questi contributi, per le famiglie da 0 a 6 mila euro di Isee la retta sarà azzerata del tutto, per quelle da 6.001 a 11 mila lo sconto sarà del 70%, da 11.001 a 19 mila del 60% e da 19.001 a 26 mila del 40%. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, l’Amministrazione ha deciso di garantire con 9 mila euro di risorse proprie uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35 mila (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale) «per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26 mila euro» motiva Naldi.
Così come Medicina, questi sconti si sommano a quelli che il Comune sia l’anno scorso che quest’anno applica grazie ai finanziamenti statali della riforma cosiddetta «Buona Scuola» del Governo Renzi. La riduzione interessa 105 (74 ai comunali e 31 ai privati convenzionati) dei 155 bimbi iscritti (non c’è lista d’attesa). Tanto per fare qualche esempio, chi ha un Isee di 12 mila euro pagherà 86,19 euro mensili (anziché 253), mentre per chi ha un Isee di 25.800 euro la retta si riduce da 345 a 190 euro. Invece, chi ha un Isee di 28 mila euro pagherà 317 euro al posto dei 345 euro. La retta massima, senza sconti, è 425 euro.

«Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti – commenta ancora la Naldi –. Tuttavia, non credo nel nido totalmente gratuito per tutti (scelta che ha fatto ad esempio San Lazzaro, ndr). Non sarebbe un giusto segnale perché si rischierebbe di dare per scontato, sminuendone il valore, un servizio che in realtà è molto costoso. Per il nostro Comune parliamo di circa 800 euro al mese per ogni bambino. Per rendere questo servizio gratuito bisognerebbe fare un ragionamento più ampio, su scala nazionale, e continuativo, senza interventi “spot” ma sistematici». (gi. gi.)

Immagine di repertorio

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

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