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Cronaca 11 Marzo 2020

Autoriciclaggio, in manette imprenditore imolese. Sequestro di beni per 3 milioni e mezzo di euro

Attraverso una rete di società di comodo, tutte con sede fittizia nella capitale, trasferiva guadagni provenienti da attività illecite all’estero. Poi, per “ripulirli” e poterli prelevare in contanti, li faceva transitare attraverso altre società non operative in Croazia, in Slovenia e in Ucraina, grazie a false triangolazioni commerciali.
In manette, con l’accusa di autoriciclaggio in concorso, l’imprenditore imolese Cristian Marocchi, a cui i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno anche sequestrato beni per un valore complessivo di 3 milioni e 594.423 euro, pari al profitto derivato dall’attività di autoriciglaggio.
Le Fiamme Gialle hanno inoltre denunciato a piede libero cinque persone che collaboravano con l’imprenditore, quattro italiane e una straniera, tutte sui 40 anni e residenti nelle province di Bologna e di Modena.

A colpire sia gli inquirenti sia il Giudice per le indagini preliminari è stata «la pervicace e callida azione criminale [del soggetto] – si legge nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare richiesta dal Pubblico ministero Rossella Poggioli – che, nonostante sia stato sottoposto a procedimento penale in merito a delitti fiscali che costituiscono reati presupposto dell’autoriciclaggio, ha, di fatto, continuato in modo imperterrito a compiere le medesime azioni finalizzate al trasferimento del denaro di provenienza delittuosa per ulteriori scopi illeciti».

Figlio di un pilota di motociclismo e pilota a sua volta (carriera interrotta nel 2005 a seguito di un incidente nel campionato del mondo Superbike, ndr), Marocchi è molto conosciuto nel mondo delle due ruote, ma non solo. (r.cr.)

Autoriciclaggio, in manette imprenditore imolese. Sequestro di beni per 3 milioni e mezzo di euro
Cronaca 10 Agosto 2019

Sponsorizzazioni del basket locale false e gonfiate, nuovo sequestro di 2 milioni di euro

Nuovo sviluppo nell’inchiesta della Guardia di Finanza che nel settembre dello scorso anno aveva portato alla scoperta di un giro internazionale di fatture gonfiate e false per più di 75 milioni di euro nell’ambito delle sponsorizzazioni della pallacanestro che coinvolgeva anche una famosa società di Imola.

A seguito di ulteriori approfondimenti, la Compagnia cittadina delle Fiamme gialle ha ricostruito la reale situazione finanziaria e contabile di una fra le società interessate dal precedente sequestro di beni mobili e immobili, autovetture, conti correnti, polizze assicurative e quote societarie per circa 25 milioni di euro.

Il proseguimento delle indagini ha consentito di scoprire che un imprenditore bolognese vantava dei crediti nei confronti della società interessata, che venivano utilizzati per pagare il canone di locazione di una villa del valore di quasi 2 milioni di euro che gli era stata affittata dalla società debitrice. E sono stati proprio questi crediti l’oggetto del nuovo provvedimento di sequestro. (r. cr.)

Immagine di repertorio

Sponsorizzazioni del basket locale false e gonfiate, nuovo sequestro di 2 milioni di euro
Cronaca 12 Ottobre 2018

Contabilità irregolare per una cantina vinicola imolese, sequestrati 20 mila ettolitri di vino

Circa 20 mila ettolitri di prodotti vinosi sequestrati e una sanzione che sfiora i 2 milioni di euro. Sono questi i numeri scaturiti dai controlli congiunti da parte della guardia di finanza di Bologna e dell’ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole effettuati nei giorni scorsi presso lo stabilimento di una casa vinicola operante in Imola. Complessivamente, le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro 10.000 ettolitri di vino rosso e altrettanti di vino rosato, già pronti per essere imbottigliati e destinati alla vendita al dettaglio, la cui presenza in cantina non trovava giustificazione nella contabilità aziendale superando in quantità largamente superiori le eccedenze consentite.

Oltre al sequestro del vino, il cui valore commerciale ammonta a circa 750 mila euro, i finanzieri e gli ispettori ministeriali hanno applicato una sanzione amministrativa di circa 1.800.000 euro. Una cifra davvero notevole. “Si tratta della multa prevista dal Testo unico del vino del 2016, che prevede una sanzione pari a 90 euro per ogni ettolitro di prodotto trovato in eccedenza – precisano dalla finanza -. Queste eccedenze potrebbero essere destinate al mercato nero e l’obiettivo di questi controllo è tutelare il mercato del vino e la genuinità del prodotto”. Ovviamente, l’azienda potrà presentare istanza per il dissequestro.

Alla divulgazione della notizia tramite un comunicato stampa congiunto della guardia di finanza e dell’ispettorato del ministero, ha fatto seguito una nota della Casa vinicola Poletti tramite la quale l’azienda vuole precisare “l’assoluta estraneità sia ai fatti sia alle indagini in corso. La precisazione – continua la nota – è opportuna data la genericità della formula riportata (sequestro presso una “casa vinicola operante a Imola”), una formula che, pur ricalcando in parte la nostra ragione sociale, ci vede assolutamente estranei alla faccenda. Detto questo, attendiamo con fiducia gli sviluppi dell’indagine, a tutela della reputazione e delle eccellenze vitivinicole del nostro territorio”.

gi.gi.

Foto d”archivio

Contabilità irregolare per una cantina vinicola imolese, sequestrati 20 mila ettolitri di vino

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