Posts by tag: sperimentazione

Cronaca 19 Settembre 2022

L’Alberghetti di Imola selezionato a livello nazionale per progetto formativo sperimentale di Biologia con curvatura biomedica

Riconoscimento nazionale per la formazione arriva all’Alberghetti. Il Liceo scientifico delle Scienze applicate imolesi è, infatti, stato scelto tra i 160 Licei Classici e Scientifici italiani individuati dal ministero dell’Istruzione per sperimentare, a partire dall’anno scolastico 2022-2023, il percorso di potenziamento e orientamento «Biologia con curvatura biomedica».

Questo ambito formativo e scolastico è unico in Italia nella struttura e nei contenuti, ed è reso possibile grazie alla collaborazione con la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, dei Chirurghi e degli Odontoiatri.
La sperimentazione, valevole come Pcto, è indirizzata agli studenti delle classi terze del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, ha una durata triennale (per un totale di 150 ore), con un monte ore annuale di 50 ore di cui 20 ore  tenute dai docenti di Scienze, 20 ore dai Medici indicati dagli Ordini provinciali, 10 ore sul campo, all’interno delle strutture sanitarie, ospedali, laboratori di analisi individuati dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’area metropolitana bologne. L’accertamento delle competenze acquisite avviene in itinere.
«La prospettiva – sottolineano soddisfatti dallo stesso Alberghetti – è quella di potenziare l’acquisizione di competenze in campo biologico, grazie anche all’adozione di pratiche didattiche attente alla dimensione laboratoriale, fornendo risposte concrete alle esigenze di orientamento  post-diploma delle studentesse e degli studenti, per facilitarne la prosecuzione degli studi verso la Facoltà di Medicina e facoltà in ambito sanitario e chimico-biologico». (r.cr.)

Nella foto di archivio l’istituto Alberghetti

L’Alberghetti di Imola selezionato a livello nazionale per progetto formativo sperimentale di Biologia con curvatura biomedica
Cronaca 6 Giugno 2021

Imola sperimenta una pavimentazione ciclo-pedonale urbana più sostenibile e sicura

Una pavimentazione ciclo-pedonale urbana più sostenibile e sicura. Per il momento è solo una sperimentazione, che ha portato alla realizzazione di un breve tratto di marciapiede in via Molino Vecchio, vicino alla scuola primaria «Campanella». Ieri mattina il sindaco Marco Panieri, assieme all’assessore ai Lavori pubblici, Pierangelo Raffini, al prof. ing. Cesare Sangiorgi del Dicam dell’Università di Bologna, alla ricercatrice francese del progetto, Christina Makoundou, alla dirigente scolastica dell’IC4, prof.ssa Laura Santoriello, ai vertici di Cti e di Cm srl ed ai tecnici di Area Blu, ha verificato di persona la nuova pavimentazione, testando il tratto sia con la bici sia camminandoci sopra.

La nuova pavimentazione ciclo-pedonale è costituita da uno strato di pochi centimetri di materiale in grado di assorbire gli impatti di eventuali cadute di ciclisti e pedoni, riducendo notevolmente il rischio di lesioni alla testa ed alle altre parti del corpo umano. È il frutto di una ricerca in corso al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (Dicam) dell’Università di Bologna che, grazie ai fondi Europei stanziati per il progetto Marie Curie Saferup (H2020), e all’impegno di Area Blu e di alcune aziende dell’imolese, ha portato alla realizzazione di un breve tratto sperimentale di marciapiede in Via Molino Vecchio a Imola.La realizzazione del tratto sperimentale ha consentito anche l’introduzione di un ulteriore valore aggiunto costituito da aggregati luminescenti in grado di incamerare energia dalla luce del sole e restituirla per diverse ore dopo il tramonto. (r.cr.)

Nella foto: il test della nuova pavimentazione ciclo-pedonale urbana in via Molino Vecchio

Imola sperimenta una pavimentazione ciclo-pedonale urbana più sostenibile e sicura
Economia 31 Maggio 2020

Tante richieste all'azienda imolese C-Led del gruppo Cefla per i Led ultravioletti che distruggono virus e batteri

Oggi che il Covid-19 ha reso ormai necessario sanificare qualsiasi superficie, torna più che mai d’attualità il tema del potere antimicrobico dei raggi ultravioletti che, se utilizzati a una lunghezza d’onda sufficientemente corta, sono in grado di distruggere il Dna di muffe, virus, batteri e spore. L’azienda imolese C-Led, parte integrante della divisione Lighting di Cefla, da qualche anno sta sperimentando applicazioni che impiegano tecnologia led Uv. Nelle ultime settimane, però, a causa dell’emergenza sanitaria, le richieste da parte di aziende italiane e straniere si sono impennate.

«Produciamo moduli led funzionanti anche con frequenze Uv – spiega Alessandro Pasini, direttore della business unit Lighting di Cefla -. È una tecnologia piuttosto recente e ancora in evoluzione. Fino a qualche anno fa, infatti, si utilizzavano solo tubi al mercurio a bassa pressione o tubi fluorescenti che producevano un mix di onde ultraviolette. Poi, come è successo nell’illuminazione standard, anche nel mondo led si è cominciato a produrre specifiche lunghezze d’onda nell’ambito dei raggi Uva Uvbe Uvc. Gli Uvc, in particolare, hanno un trend importante a livello di mercato. Ancora prima del Coronavirus si stimava che nel 2026 avrebbero comunque quintuplicato la presenza sul mercato per i loro tanti vantaggi e ci stanno arrivando moltissime richieste da parte di aziende che li vogliono integrare all’interno delle proprie attrezzature», aggiunge Pasini. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 maggio

Nella foto moduli led Uv prodotti dall’azienda imolese C-Led

Tante richieste all'azienda imolese C-Led del gruppo Cefla per i Led ultravioletti che distruggono virus e batteri
Cronaca 30 Gennaio 2020

La musica di Bach e Mozart al pollaio sociale di Toscanella per migliorare la produzione delle uova

Galline cullate dai brani di Johann Sebastian Bach e di Wolfgang Amadeus Mozart, per migliorare la produzione delle uova. Succederà presto anche alle circa settanta ospiti del pollaio sociale di Toscanella di Dozza, gestito dalla cooperativa sociale imolese Seacoop. «Molte sperimentazioni scientifiche hanno oramai attestato un miglioramento dei comportamenti e delle produzioni di alcuni animali (mucche e galline) e piante (bananeti e vigneti) in un ambiente in cui risuona la musica classica, in termini sia quantitativi che qualitativi» spiega Simona Landi, responsabile della comunicazione della cooperativa.

Già dieci anni fa, nel proprio blog, il fondatore (attualmente presidente onorario) del Wwf Fulco Pratesi pubblicava un intervento dal titolo più che mai eloquente: «Mozart fa bene non solo alle mucche». Sembra, infatti, che il compositore austriaco e il suo collega tedesco siano i due autori maggiormente apprezzati dagli animali e dalle piante «per la loro capacità di indurre rilassamento e benessere – aggiunge la Landi–. Negli animali in particolare portano a una diminuzione dei comportamenti aggressivi e, sia negli animali che nelle piante, a un miglioramento della produzione». Nel caso specifico delle galline, inoltre, «questo si traduce non soltanto in un maggior numero di uova – continua la responsabile comunicazione di Seacoop –, ma anche in maggiori dimensioni delle stesse». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 gennaio

La musica di Bach e Mozart al pollaio sociale di Toscanella per migliorare la produzione delle uova

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