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Economia 31 Maggio 2020

Tante richieste all'azienda imolese C-Led del gruppo Cefla per i Led ultravioletti che distruggono virus e batteri

Oggi che il Covid-19 ha reso ormai necessario sanificare qualsiasi superficie, torna più che mai d’attualità il tema del potere antimicrobico dei raggi ultravioletti che, se utilizzati a una lunghezza d’onda sufficientemente corta, sono in grado di distruggere il Dna di muffe, virus, batteri e spore. L’azienda imolese C-Led, parte integrante della divisione Lighting di Cefla, da qualche anno sta sperimentando applicazioni che impiegano tecnologia led Uv. Nelle ultime settimane, però, a causa dell’emergenza sanitaria, le richieste da parte di aziende italiane e straniere si sono impennate.

«Produciamo moduli led funzionanti anche con frequenze Uv – spiega Alessandro Pasini, direttore della business unit Lighting di Cefla -. È una tecnologia piuttosto recente e ancora in evoluzione. Fino a qualche anno fa, infatti, si utilizzavano solo tubi al mercurio a bassa pressione o tubi fluorescenti che producevano un mix di onde ultraviolette. Poi, come è successo nell’illuminazione standard, anche nel mondo led si è cominciato a produrre specifiche lunghezze d’onda nell’ambito dei raggi Uva Uvbe Uvc. Gli Uvc, in particolare, hanno un trend importante a livello di mercato. Ancora prima del Coronavirus si stimava che nel 2026 avrebbero comunque quintuplicato la presenza sul mercato per i loro tanti vantaggi e ci stanno arrivando moltissime richieste da parte di aziende che li vogliono integrare all’interno delle proprie attrezzature», aggiunge Pasini. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 maggio

Nella foto moduli led Uv prodotti dall’azienda imolese C-Led

Tante richieste all'azienda imolese C-Led del gruppo Cefla per i Led ultravioletti che distruggono virus e batteri
Cronaca 30 Gennaio 2020

La musica di Bach e Mozart al pollaio sociale di Toscanella per migliorare la produzione delle uova

Galline cullate dai brani di Johann Sebastian Bach e di Wolfgang Amadeus Mozart, per migliorare la produzione delle uova. Succederà presto anche alle circa settanta ospiti del pollaio sociale di Toscanella di Dozza, gestito dalla cooperativa sociale imolese Seacoop. «Molte sperimentazioni scientifiche hanno oramai attestato un miglioramento dei comportamenti e delle produzioni di alcuni animali (mucche e galline) e piante (bananeti e vigneti) in un ambiente in cui risuona la musica classica, in termini sia quantitativi che qualitativi» spiega Simona Landi, responsabile della comunicazione della cooperativa.

Già dieci anni fa, nel proprio blog, il fondatore (attualmente presidente onorario) del Wwf Fulco Pratesi pubblicava un intervento dal titolo più che mai eloquente: «Mozart fa bene non solo alle mucche». Sembra, infatti, che il compositore austriaco e il suo collega tedesco siano i due autori maggiormente apprezzati dagli animali e dalle piante «per la loro capacità di indurre rilassamento e benessere – aggiunge la Landi–. Negli animali in particolare portano a una diminuzione dei comportamenti aggressivi e, sia negli animali che nelle piante, a un miglioramento della produzione». Nel caso specifico delle galline, inoltre, «questo si traduce non soltanto in un maggior numero di uova – continua la responsabile comunicazione di Seacoop –, ma anche in maggiori dimensioni delle stesse». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 gennaio

La musica di Bach e Mozart al pollaio sociale di Toscanella per migliorare la produzione delle uova

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