Posts by tag: storia

Cronaca 10 Marzo 2021

La città di Imola ricorda l’eccidio del Podere «La Rossa»

Questa mattina il sindaco di Imola, Marco Panieri e il vice sindaco di Riolo Terme, Francesca Merlini, alla presenza del presidente dell’Anpi Imola, Gabrio Salieri, hanno deposto una corona di alloro alla base del monumento «La Rossa» (lungo il viale del Piratello, sopra l’asse attrezzato), a ricordo degli otto partigiani caduti per mano dei nazifascisti il 10 marzo 1945, nell”eccidio del Podere «La Rossa».

La cerimonia, che ha visto esposto anche il gonfalone della Città di Imola, è stata aperta  dall’esecuzione de ‘Il silenzio’, eseguito dal trombettista Simone Conte della Filarmonica Imolese e si è svolta in forma ridotta, senza la presenza di cittadini, in ottemperanza alle normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus. L’iniziativa rientra nel programma di attività messo a punto dal Comune, insieme ad altri enti ed associazioni, a cominciare da Anpi, Cidra e dalle scuole, per celebrare il 76° anniversario della Liberazione. (r.cr.)

Nella foto: la commemorazione dell’eccidio del Podere «La Rossa» 

La città di Imola ricorda l’eccidio del Podere «La Rossa»
Cronaca 1 Marzo 2021

L’ultimo saluto a Mario Zanella, storico collaboratore di «sabato sera»

Questa mattina, rispettando le regole anti-Covid, amici e parenti hanno salutato per l’ultima volta Mario Zanella. Se n’è andato, lo scorso mercoledì 25 febbraio, nel tardo pomeriggio, all’età di 97 anni. “Di lui si può dire che abbia vissuto una vita piena, di impegno, lavoro e generosità verso gli altri, dimostrata in ogni momento della sua esistenza. Basti ricordare il suo comportamento durante il periodo più difficile della Seconda guerra mondiale” questo il ricordo di Fabrizio Tampieri, direttore di sabato sera, che più di ogni altro ha collaborato con lui. “Un mattino del 2015 venne da me e mi disse: «A vói fét d’avdé un quèl», in dialetto, come cosa di poco conto – ricorda ancora Tampieri -. Di poco conto non era, perché si trattava di un manoscritto di suo pugno (la calligrafia non era il suo forte, ma i contenuti sì) riguardante la sua esperienza di sminatore. Ci abbiamo lavorato assieme per alcuni mesi e ne è nata una pubblicazione per Bacchilega Editore: Storia di uno sminatore imolese”.

Un ultimo aneddoto a testimoniare la determinazione con la quale Zanella si è impegnato per mantenere viva la memoria degli episodi più difficili della nostra storia: riuscì a ottenere il permesso dalla sindaca Sangiorgi di apporre una targa esplicativa sul monumento agli sminatori che si trova nell’omonima via «altrimenti tra poco nessuno saprà più cosa rappresenta quel monumento» disse. La targa la fece realizzare a sue spese, nel 2019.

Sul “sabato sera” in edicola giovedì 4 marzo un ampio ricordo di Mario Zanella corredato da immagini

Nella foto Mario Zanella accanto al monumento agli sminatori in occasione dell”apposizione della targa nel 2019

L’ultimo saluto a Mario Zanella, storico collaboratore di «sabato sera»
Cronaca 10 Febbraio 2021

Alle scuole Sassatelli di Castello un deposito di reperti archeologici

Il passato di Castel San Pietro torna in città, grazie alla convenzione firmata da Amministrazione comunale e Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia. A partire da quest’anno, infatti, nascerà alle scuole elementari Sassatelli di via Machiavelli un deposito archeologico gestito dalla Soprintendenza, nel quale troveranno posto i reperti di varie epoche rinvenuti durante le molte campagne di scavi nel territorio castellano e oggi conservati in vari depositi in maniera non razionale.

Non solo. Oltre alla conservazione, la convenzione prevede da parte della Soprintendenza la catalogazione e lo studio dei reperti. «Si tratta del primo passo per capire finalmente di che reperti si tratta e da che epoche provengono – spiega l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi –. A partire dalle prime campagne di scavo negli anni Ottanta, l’interesse del nostro territorio per l’archeologia è sempre stato alto e ciò ha prodotto una notevole mole di reperti dalle epoche neolitica, romana e medievale, di cui però sappiamo poco. Grazie a questa convenzione, che arriva al termine di un lungo percorso, sarà finalmente possibile mettere ordine a tutto questo materiale conservato da tempo e portare a evidenza il lavoro svolto negli anni sul territorio dalla Soprintendenza stessa e dal Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali della valle del Sillaro». (mi.mo.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 4 febbraio.

Nella foto: piatto medioevale in terracotta che verrà collocato nel deposito alle Sassatelli e l’assessore Dondi

Alle scuole Sassatelli di Castello un deposito di reperti archeologici
Cronaca 28 Gennaio 2021

A Imola la Memoria non si spegne, il programma delle iniziative prosegue dopo il 27 gennaio

Dopo il nutrito programma di ieri, mercoledì mercoledì 27 gennaio, a Imola sono ancora in calendario numerose iniziative collegate alla Giornata della Memoria.

Si inizia oggi, giovedì 28 gennaio, alle ore 16.30, con Prigionie, laboratorio di teatro danza per ragazzi da 12 a 17 anni, che fa parte del progetto Agorà, in collaborazione con Il centro per le famiglie del Comune. A cura di Samanta Sonsini. Laboratorio di teatro, idee e pensieri on line al (il link qui). (r.cr.)

Tutte le altre iniziative in calendario su «sabato sera» del 28 gennaio.

Nella foto: abbigliamento per i nuovi arrivati nel campo di Gusen (1939-1944)

A Imola la Memoria non si spegne, il programma delle iniziative prosegue dopo il 27 gennaio
Cronaca 25 Gennaio 2021

Giornata della Memoria, tante le iniziative (anche online) a Imola e nel circondario

La Giornata della Memoria, che si celebra mercoledì 27 gennaio, prevede nel circondario numerose iniziative, soprattutto online, organizzate per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Imola. Da mercoledì 27 gennaio le biblioteche comunali propongono bibliografie sul tema, così come saranno disponibili online i lavori degli Istituti comprensivi Ic2 ed Ic 6. Alle ore 11, deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle persecuzioni razziali, posta in via Giudei. Iniziative non aperta al pubblico a cui parteciperà il sindaco Panieri. Alle 12, Il servizio Teatri e attività musicali, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo 7, vedrà impegnati alcuni studenti in La nostra sola arma, con letture e musiche dal vivo. Alle 16.30 è previsto il consiglio comunale straordinario, che sarà preceduto dall’ascolto dell’inno nazionale eseguito dalla banda della Città di Imola. Per l’occasione verrà data lettura della delibera di conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre. Fra le iniziative anche una mostra che sarà ospitata fino al 27 febbraio nella galleria del Centro Leonardo di Imola. La mostra, a pannelli, è stata promossa e realizzata dall’Aned (Associazione nazionale ex deportati politici) in collaborazione con l’Anpi ed i soci di Coop Alleanza 3.0. I pannelli, curati da Marco Orazi (Cidra) per la parte contenutistica e da Massimilia- no Renzi per quella grafica, accompagnano nel doloroso percorso dell’esperienza estrema del vivere, e morire, nel campo di Mauthausen.

Castel San Pietro. Tre video che saranno pubblicati nella pagina YouTube del Comune . Il primo andrà online domani, martedì 26 alle ore 20, ed è a cura dell’associazione culturale Terra Storia Memoria, con letture drammatizzate selezionate da Gianni Buonfiglioli e Lia Collina, dedicate principalmente alla vicenda di Enrica Calabresi, zoologa e docente di Entomologia agraria, di origine ebraica, vittima dell’Olocausto, a cura di Michelle Lamieri e Sabina Niceforo, precedute da un’introduzione del sindaco Fausto Tinti.

Medicina. Il Comune promuove due iniziative, interamente online, dal proprio canale YouTube. Mercoledì 27 gennaio andrà in onda lo spettacolo Voci con Dario Criserà e Gloria Varini, mentre sabato 30 gennaio alle ore 18.30 seguirà la presentazione del libro La deportazione politica e civile nel Terzo dall’archivio dell’Aned Imolese di Marco Orazi, pubblicato da Bacchilega Editore.

Dozza. Celebrazioni grazie alla sinergia tra la sezione Anpi di Dozza, l’Istituto comprensivo di Dozza-Castel Guelfo ed il Comune, che inoltre patrocinerà l’evento. Marco Orazi, storico del Cidra, si connetterà nella mattinata di mercoledì 27 con le classi seconde e terze medie del plesso A. Moro.

Castel del Rio. L’appuntamento è con il sindaco che, salvo variazioni del programma, racconterà, in collegamento remoto con la scuola, il rastrellamento del 31 maggio 1944, quando i giovani del paese e dei dintorni vennero convocati con un pretesto presso al sede podestarile e poi, dopo alcuni giorni, deportati a Mauthausen.

A Castel Guelfo il 27 ci sarà uno spettacolo di letture in musica per le classi terze della scuola media, a cura della biblioteca comunale, con Alfonso Cuccurullo, Federico Squassabia e Marco Carroli. (r.cr.)

Tutti gli appuntamenti su «sabato sera» del 21 gennaio.

Nella foto: il campo di concentramento di Mauthausen

Giornata della Memoria, tante le iniziative (anche online) a Imola e nel circondario
Cronaca 21 Gennaio 2021

Officine Re-Esistenti, prosegue la campagna di crowdfunding per la creazione di un museo a porte aperte nel centro di Imola

La cooperativa Officina Immaginata, il Cidra, l’Anpi e l’Ic7, insieme alla cooperativa Il Mosaico, alle associazioni Noi Giovani e Libera Contro le Mafie e con la partecipazione di Bacchilega Editore, propongono il progetto Officine Re-Esistenti, che da giorni è sostenuto tramite un’azione di crowdfunding lanciata attraverso il network di Banca Etica (per le donazioni clicca qui). L’obiettivo è la creazione di un museo a porte aperte nel cuore di Imola, diffuso tra strade, natura, case e piste ciclabili. Un percorso della Resistenza per rivivere i luoghi e storie di vita del passato, ma anche una mappa che disegna una rete con le tante associazioni giovanili e culturali imolesi, che condividono e vivono i valori della Resistenza e dell”Antifascismo.

Per la realizzazione del progetto Officina Immaginata e gli altri partner dell”iniziativa hanno avviato la campagna di raccolta fondi che ha l”obiettivo di raggiungere la cifra di 7.500 euro. Tutti possono partecipare. Le donazioni e gli altri contributi raccolti serviranno per la creazione del museo a porte aperte, delle infrastrutture e dei contenuti (produzioni grafiche, video, ricerche). Inoltre saranno usati per avviare la formazione degli studenti che diventeranno le guide del museo. Per i sostenitori del progetto sono previsti riconoscimenti a seconda della cifra donata. (r.cr.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 21 gennaio.

Nella foro: la locandina del progetto

Officine Re-Esistenti, prosegue la campagna di crowdfunding per la creazione di un museo a porte aperte nel centro di Imola
Cultura e Spettacoli 14 Gennaio 2021

Un museo della Resistenza nel centro di Imola, crowdfunding per sostenere il progetto Officine Re-Esistenti

La cooperativa Officina Immaginata, il Cidra, l’Anpi e l’Ic7, insieme a coop. Il Mosaico, le associazioni Noi Giovani, Libera contro le mafie e Bacchilega Editore, propongono il progetto Officine Re-Esistenti, che sarà sostenuto tramite un’azione di crowdfunding lanciata attraverso la rete e di interesse particolare per la nostra città. La campagna di finanziamento già attiva, il cui obiettivo è la raccolta di 7.500 euro, è diffusa anche, ma non solo, dalla piattaforma Produzioni Dal Basso (per la donazione clicca qui). Chi sosterrà finanziariamente il progetto riceverà un regalo a tema sulla Resistenza, proporzionato all’entità della donazione.

Il progetto ha l’obiettivo di rigenerare e riavvicinare la storia della Resistenza ai giovani, creando una rete che unisca il mondo della cultura al mondo del sociale come motori del coinvolgimento e della partecipazione giovanile con particolare attenzione alle categorie più fragili. Il tema della Resistenza è stato scelto perché porta con sé valori e principi rigeneranti importantissimi per i giovani, come la libertà, il collettivo, l’unione per obiettivi comuni e perché, per la città di Imola, l’identità dei suoi cittadini e del circondario ha un’importanza ed un valore speciale. Ed in tutto ciò il Cidra diviene la «casa» di questa storia e di questi valori, un luogo dove incontrarsi, intrecciarsi, progettare. Il Cidra però può anche essere «a porte aperte», un museo diffuso nella città ed in tutta la vallata del circondario imolese, che si districa tra borghi, case, natura, strade e piste ciclabili. Si può realizzare una mappa emotiva della Resistenza, per poi rivalutare luoghi e storie di vita del passato che ci appartengono ed ancora tanto ci insegnano e uniscono come società. Cuore pulsante sono i giovani che in questa rete trovano lo spazio esprimersi e per arricchirsi come individui e come collettivo. (r.c.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 14 gennaio.

Nella foto: allestimento nel museo del Cidra 

Un museo della Resistenza nel centro di Imola, crowdfunding per sostenere il progetto Officine Re-Esistenti
Cronaca 30 Dicembre 2020

Bambini del ’44, la storia dei fratelli Naldi finisce anche sul New York Times. Il racconto inedito del medicinese Andrea Brini

La storia ormai la conoscono tutti, nelle ultime settimane ha fatto il giro del web finendo anche su giornali, come il New York Times, radio e televisioni. Il 96enne Martin Adler desiderava rivedere tre bambini con i quali si era fatto una foto nel ’44, quando da soldato aveva combattuto lungo la Linea Gotica. Grazie alla figlia che aveva postato quella foto sui social e alle ricerche e al passaparola che ne sono scaturiti, Adler ha potuto rivedere in collegamento video Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, che oggi hanno rispettivamente 83, 82 e 79 anni e vivono proprio a Castel San Pietro Terme.

Per ben due volte nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha ospitato i tre castellani, che sono stati intervistati nella sala del Consiglio comunale per due diverse trasmissioni Rai, “Che succ3de?”con Geppi Cucciari e “I fatti vostri” con Giancarlo Magalli.

Ma c’è una parte della storia che non è stata ancora pubblicamente raccontata. Nei giorni scorsi Andrea Brini, medicinese appassionato di storia locale trasferitosi quest’anno a Bologna, ha contattato il Comune di Castel San Pietro sulla pagina facebook istituzionale, offrendo di spiegare come aveva contribuito a far ritrovare i tre fratelli castellani, riuscendo a datare e a localizzare correttamente la foto scattata 76 anni fa.  Dopo un attento studio dei ruolini di marcia e dei documenti, insieme al giornalista Matteo Incerti che gli aveva chiesto aiuto, è giunto alla soluzione grazie a un’informazione che gli aveva dato anni fa suo nonno materno. «Considerato che la foto era stata scattata fra fine settembre e ottobre ’44 – spiega Andrea Brini -, attraverso lo studio delle cartine e degli articoli abbiamo ricostruito tutta l’avanzata del Battaglione 339 che andava verso la Valle dell’Idice e, giunto a Monterenzio, avanzò fino a Monte Iano, Ca’ del Vento e Montecuccoli, dove c’è il Farneto. A fine ottobre ‘44 il Battaglione era dunque a Montecalderaro e vi rimase fino a novembre. Mio nonno, che accompagnavo sempre nei boschi alla ricerca di reperti della Seconda Guerra Mondiale, mi diceva sempre che i soldati americani arrivavano tutti infangati, invece nella foto Adler era pulito, quindi si doveva trovare molto prima di Monte Grande, fra Monterenzio e Montecalderaro, e la fotografia doveva essere stata scattata verso il 15 ottobre». (da.be.)

PER SAPERNE DI PIU”

Bambini del ’44, la storia dei fratelli Naldi finisce anche sul New York Times. Il racconto inedito del medicinese Andrea Brini
Cronaca 14 Dicembre 2020

Miracolo di Natale, il soldato americano Adler ha «riabbracciato» i bambini del 1944

E’ proprio il caso di parlare di miracolo di Natale. Oggi il 96enne ex soldato americano Martin Adler, dopo l’appello lanciato dalla figlia Rachelle nei giorni scorsi e raccolto dal giornalista reggiano Matteo Incerti, ha riabbracciato virtualmente con una videochiamata i tre bambini che trovò nell’autunno del 1944 a Monterenzio. I loro nomi sono Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, hanno 83, 81 e 79 anni e vivono tutti a Castel San Pietro. Adler, figlio di un immigrato ungherese di religione ebraica, originario di New York e ora residente a Boca Raton in Florida, insieme al compagno d’armi John Bronsky, soldato di Philadelphia morto qualche anno fa, in quegli periodo si trovava in Italia lungo la Linea Gotica durante la Seconda guerra mondiale. 

Un appello lanciato a più di 70 anni di distanza, per ritrovare e poter incontrare quei tre bambini spuntati fuori da una cesta, durante un giorno di guerra come tanti nell’appennino tosco-emiliano, tra le valli del Santerno, dell’Idice e del Sillaro con la 85th Infantry Division Custermen, di cui Adler era addetto all”armamento pesante della compagnia D del 339th Infantry Regiment. I due militari entrarono mitra Thompson in pugno nell’abitazione quando da un grande cestino di legno provenirono strani rumori, tanto che entrambi avevano già il dito sul grilletto pronti a sparare per paura ci fossero dei tedeschi. Poi un urlo e una donna che gli corse incontro, perché all’interno c’erano i suoi tre splendidi fanciulli, due bimbe e un bimbo. Pochi minuti dopo Martin e John scattarono due foto con quei bambini, una delle quali nelle ultime ore ha fatto il giro del web. Foto da cui è partita la ricerca ed il desiderio, o per meglio dire il sogno, di Adler di scoprire se fossero ancora vivi.

Protagonista di questa storia, come detto, anche il giornalista Matteo Incerti che ha affidato questa bellissima storia ad un post su Facebook. «Come in una favola di Natale. Anzi della notte di Santa Lucia. Ieri sera un messaggio arriva sul mio account, “Buongiorno signor Matteo c”e” un signore di 83 anni che ha bisogno di parlarle. E’ quello della fotografia..” . Ci siamo, penso mentre le emozioni scorrono forti. Un nuovo piccolo miracolo della vita si sta compiendo. Una nuova incredibile storia e’ pronta per essere raccontata. Penso alle tante storie scoperte e riunite in questi anni di ricerche e libri. Storie che in dieci anni ho riannodato e raccontato nei miei libri che mi hanno e hanno regalato emozioni. Faccio un grande respiro. Commosso chiamo il numero di telefono del signor Bruno Naldi, classe 1937. Emozionato mi dice di essersi riconosciuto nella foto e di ricordarsi di americani nella sua casa in una frazione di Monterenzio sull’appennino bolognese. E’ un susseguirsi di emozioni. Mi racconta delle sorelle Mafalda e Giuliana classe 1938 e 1941. Anche loro sono vive! Mafalda si è riconosciuta subito in quella foto rimbalzata dal Tg1, in rete e suoi quotidiani dopo il mio post. Vivono tutti a Castel San Pietro dove si trasferirono nel 1953. Giuliana si ricorda di quel grande cesto dove per gioco si nascondevano. Si ricordano della cioccolata che i soldati del 339th Reggimento della 85esima Divisione Usa gli donarono. Loro erano lì in un borgo di Monterenzio nell’autunno del 1944. Uno scatto di pace nell’inferno della Linea Gotica. Avvertiamo Martin e Rachelle, la tecnologia ci riunisce …Martin esclama: «Greaaaattttt! Poi, appena si connette con tutti noi da una parte all”altra dell”Oceano oltre il tempo e i confini:  li saluta per nome e rispolverando le poche parole imparate 76 anni fa …Ciao bambini! Vuoi cioccolata? Proprio come allora. E’ una favola. Una favola della vita nata nel buio della guerra. In questi momenti bui del nostro tempo ne abbiamo forse un po’ tutti bisogno per trovare calore umano e amore. Commosso e felice  con Martin e Rachelle e tutta la famiglia Naldi vorrei ringraziare le decine di migliaia di persone che da sabato si sono impegnate in questa bellissima caccia al tesoro. Come insegnano i miei amici nativi ojibwa e cree il segreto della vita e” condividere. Perché siamo tutti sull”orlo del tamburo. Questa notte prima di addormentarmi  inizia il primo capitolo del mio nuovo libro ..anzi e’ già iniziato. Grazie a tutti voi che avete sognato con Martin, Rachelle Shelley Adler Donley, Bruno, Giuliana e Mafalda». (da.be.)

Nella foto (dal profilo Facebook del giornalista Matteo Incerti): a sinistra Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi oggi, a destra i tre bambini nel 1944 insieme a Martin Adler 

 

Miracolo di Natale, il soldato americano Adler ha «riabbracciato» i bambini del 1944
Cronaca 4 Dicembre 2020

2 Agosto ’80, nel nuovo processo sulla strage nazifascista a Bologna si cerca la verità su mandanti e depistatori

Il 27 novembre è stata una giornata molto importante per l’Associazione fra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. È cominciato il processo, avviato dalla procura generale di Bologna, su mandanti, finanziatori o organizzatori della strage del 2 agosto 1980 costata la vita a 85 persone e il ferimento di oltre 200. Venerdì si è trattato di un’udienza preliminare, sostanzialmente la costituzione delle parti civili che ha visto oltre alla richiesta giunta dall’Associazione dei familiari, dal Comune di Bologna e dall’Avvocatura dello Stato, anche quella della Regione Emilia Romagna. «La decisione di costituirsi parte civile – ha comunicato la vicepresidente Elly Schlein – era stata presa da tempo dalla Regione e dal presidente e adesso viene avanzata nel rispetto delle procedure previste». Il magistrato ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile.

È bene ricordare che, per la strage alla stazione di Bologna, sono già stati condannati in via definitiva nel 1995 Francesca Mambro e Valerio Fioravanti come esecutori materiali, e nel 2007, sempre in via definitiva, Luigi Ciavardini. Infine, a gennaio di quest’anno, è stato condannato in primo grado, per concorso in strage, Gilberto Cavallini. Tutti e quattro appartenevano ai Nar (Nuclei armati rivoluzionari), organizzazione d’ispirazione neo-fascista. 

Quest’anno sono tante le iniziative nate in occasione della ricorrenza per preservare la memoria di quanto accadde 40 anni fa. Fra queste, vanno ricordate le iniziative organizzate anche nel nostro circondario, in collaborazione con l’Associazione dei familiari, come il libro per ragazzi «Davanti a quel muro» pubblicato da Bacchilega Junior e il documentario «Davanti a quel muro – La rabbia e la scelta» prodotto dalla Cooperativa Bacchilega. (f.g.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 3 dicembre.

2 Agosto ’80, nel nuovo processo sulla strage nazifascista a Bologna si cerca la verità su mandanti e depistatori

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