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Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Proseguono nel mese di maggio le iniziative a distanza dei Musei Civici di Imola per tutte le età

In attesa della riapertura, fissata per il 18 maggio, continuano gli appuntamenti virtuali offerti dai Musei Civici di Imola su sito e canali social a persone di ogni fascia d”età. La tecnologia digitale permette infatti ai visitatori di passeggiare a distanza sugli spalti della Rocca Sforzesca, entrare nelle stanze di palazzo Tozzoni e ammirare fossili, conchiglie e dipinti esposti nel Museo di San Domenico, nell”ambito delle iniziative «Ad Arte: incontri e visite virtuali», «Giocamuseo a domicilio» e «Museo Replay», in programma tutte le domeniche di maggio. 

Si parte domenica 3 maggio con «Birdwatching: al museo e attorno a noi», un appuntamento di Giocamuseo, che prevede la visita virtuale alle collezioni ornitologiche dello Scarabelli, per poi passare all”osservazione, ovviamente sempre stando a casa, della natura e degli uccelli in primavera. Con i semplici materiali disponibili in tutte le case si potrà realizzare insieme una mangiatoia per i piccoli volatili che si trovano intorno alle abitazioni.

Domenica 10 maggio invece, questa volta per «Ad arte: incontri e visite virtuali», l”appuntamento è con «Le Rocche di Caterina: Caterina giovane sposa», per ripercorrere il viaggio di una giovanissima Caterina Sforza da Milano a Roma, per raggiungere il suo sposo. Nel corso del tragitto, nel maggio 1477, la nobildonna soggiornò a Imola, sede della sua signoria, dove il corteo di nobili e cavalieri, armi e mercanzie, venne accolto con tutti gli onori dai sudditi. Il racconto e la visita si svolgerà all’interno della Rocca, dove si potranno ripercorrere le tappe di questo lungo e importante viaggio. 

Giocamuseo, la rassegna pensata per avvicinare i bambini all”arte, alla storia e alla cultura del territorio in modo giocoso, torna invece domenica 17 maggio. L”appuntamento è con «Wedding planner alla corte di Caterina» ed è un divertente laboratorio per coinvolgere i visitatori virtuali nell”allestimento del matrimonio tra Caterina Sforza e Girolamo Riario. La versione a domicilio di Giocamuseo offre alcuni video sul canale YouTube e sui social dei Musei Civici, ma anche l”invito alle famiglie a mandare foto dei lavori realizzati dai bambini a musei@comune.imola.bo.it, con il nome e l’età del bambino, con l”obiettivo di raccogliere le immagini da pubblicare in una galleria virtuale sulle pagine social. 

Infine, nel mese di maggio continua «Museoreplay», la playlist dei Musei civici di Imola sul sito www.museiciviciimola.it, che contiene un elenco dei video delle attività svolte dai Musei stessi, con i link al canale YouTube dedicato. In particolare si segnala la novità di poter rivedere in un’unica sequenza i video del percorso in realtà aumentata presente alla Rocca Sforzesca, «Leonardo racconta la Rocca 3.0», ideato nel 2019 in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Per informazioni: Musei civici di Imola (Via Sacchi 4 – 0542 602670) (r.c.)

Proseguono nel mese di maggio le iniziative a distanza dei Musei Civici di Imola per tutte le età
Cronaca 25 Aprile 2020

«Il partigiano Sole», diario di Elio Gollini tra storia e vita pubblicato da Bacchilega Editore. IL VIDEO

Pubblicato da Bacchilega Editore in collaborazione con l’Anpi, il libro Il partigiano Sole (240 pagine, 14 euro) contiene per la prima volta la versione integrale del diario di Elio Gollini, scritto dall’inizio del 1943 all’aprile 1945. Elio Gollini ha lasciato una traccia profonda a Imola, la sua città, a iniziare dal Cidra, un grande patrimonio a disposizione di tutti, nato soprattutto per la sua ferrea determinazione. (r.cr.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 23 aprile.

Nella foto: la copertina del libro

«Il partigiano Sole», diario di Elio Gollini tra storia e vita pubblicato da Bacchilega Editore. IL VIDEO
Cronaca 25 Aprile 2020

L'associazione Aned propone un corso online per chi vuole saperne di più sulle deportazioni nei lager nazisti

Annullati i viaggi a Mauthausen e tutte le celebrazioni per il 75° anniversario della liberazione dei campi nazifascisti per l’emergenza Coronavirus, l’Aned propone un corso online per chi voglia approfondire le proprie conoscenze sull’argomento. L’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), nata su iniziativa dei sopravvissuti allo sterminio nazista, ha fra i suoi aderenti anche i familiari dei deportati e coloro che intendono studiare e divulgare, soprattutto tra i giovani, la storia del fascismo, della Resistenza e delle deportazioni nei Lager. Oltre alla sede nazionale a Milano dove si trova anche la Fondazione Memoria della Deportazione, Aned conta una trentina di sezioni in diverse città italiane.

La sezione di Imola fondata nel 1962 ha avuto come primo presidente Vero Vannini, partigiano deportato a Mauthausen. A lui succedette Vittoriano Zaccherini, partigiano deportato a Mauthausen, che ne è stato il presidente fino alla sua scomparsa nel 2015 quando ha raccolto il testimone Virginia Manaresi, a sua volta partigiana deportata a Bolzano, fondatrice della sezione Udi di Imola, che tuttora porta la sua testimonianza nelle scuole, e che dal 2017 ne è presidente onorario. Il suo incarico è stato assunto da Roberta Dall’Osso, figlia di Augusto, anch’egli partigiano e deportato a Mauthausen con il fratello Franco. (an.ma.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto sulla destra si riconosce Vittoriano Zaccherini

L'associazione Aned propone un corso online per chi vuole saperne di più sulle deportazioni nei lager nazisti
Cronaca 24 Aprile 2020

Alla senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria del Comune di Imola

Nella giornata di ieri il commissario straordinario Nicola Izzo, con i poteri del consiglio comunale, ha deciso di di conferire alla senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria del Comune di Imola.

Le motivazioni riguardano la sua storia personale, quale monito per la nostra Città, e per il suo impegno e la sua testimonianza nel mantenimento e nella promozione della memoria della Shoah, di cui fu vittima; il l valore collettivo di tale impegno e testimonianza nella lotta all’odio e all’indifferenza, che oggi come allora minano i diritti umani; la sua volontà di perseverare nell”impegno, sempre alla ricerca del dialogo ispirato ai principi di libertà, democrazia e rispetto reciproco; l’alto valore civile, sociale e culturale della sua storia, della sua testimonianza e del suo impegno, che la rendono pienamente rappresentativa e rappresentante dei valori storici, presenti e futuri, sui quali si fonda la comunità delle persone che fanno parte della Città di Imola. (da.be.)

IL VERBALE DI DELIBERAZIONE

Nella foto: la senatrice a vita Liliana Segre

Alla senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria del Comune di Imola
Cultura e Spettacoli 12 Aprile 2020

Da Valentino a Max Mascia, dopo i primi 50 anni la storia del ristorante San Domenico continua…

La seconda puntata sul San Domenico (la prima è pubblicata sul «sabato sera» del 2 aprile) è rivolta al presente e al futuro. Se le parole di Valentino rappresentavano 50 anni favolosi di attività, quelle di Massimiliano «Max» Mascia si rivolgono all’attualità, perché uno chef giovane, di soli 37 anni (quasi), deve guardare oltre il romanticismo, diventare imprenditore e far quadrare i conti, rivolgendosi anche alle ultime generazioni e ai loro mezzi di informazione, soprattutto ai social network.

Come sono stati i tuoi inizi?
«Da piccoli si è influenzati molto dagli esempi dei genitori o dei parenti. Durante l’infanzia entravo spesso al San Domenico per salutare gli zii, ma anche solamente per giocare nei giardini pubblici adiacenti al ristorante».

Ed è stato amore a prima vista?
«Ricordo soprattutto gli odori e i sapori. Ma anche gli altri sensi erano all’erta, vedendo il pane sfornato, i biscotti e tutti quei signori vestiti di bianco che si muovevano come a ritmo di musica. Quella è stata l’impronta mentale che ho ricevuto, che poi con gli anni si è trasformata in studio e in lavoro, sempre con una grande passione che mi spingeva ad andare avanti e migliorarmi».

Eravamo a cavallo fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.
«Esattamente. Tra l’altro nel periodo in cui Valentino era impegnato anche nel ristorante di New York. E forse anche quello ha influito, cioè il fatto di avere uno zio così importante, quasi mitico, che tornava coi regali da un mondo che si vedeva solamente attraverso i film. Non vedevo l’ora di diventare come lui».

I tuoi genitori ti hanno appoggiato in questa scelta?
«Assolutamente sì. E gliene sono grato. Mi hanno sempre fatto capire che potevo scegliere qualsiasi strada, a patto di affrontarla con decisione e serietà». (pa.za.)

Leggi tutta l”intervista a Massimiliano Mascia su «sabato sera» del 9 aprile

Nelle foto: Max Mascia in cucina e insieme allo zio Valentino Marcattilii e a Piero Lardi Ferrari

Da Valentino a Max Mascia, dopo i primi 50 anni la storia del ristorante San Domenico continua…
Cronaca 2 Marzo 2020

Archeologia, i nostri antenati imolesi (quasi) etruschi

Alle radici dell’albero genealogico degli imolesi ci sono anche antenati (quasi) etruschi. Si tratta delle popolazioni dette «villanoviane», che vivevano nella nostra zona tra l’VIII e il VII secolo avanti Cristo, durante quella che gli storici chiamano «prima età del ferro».

L’aggettivo deriva da Villanova di Castenaso, dove nel 1853 il conte archeologo bolognese Giovanni Gozzadini scoprì e identificò le tracce della fase più antica della civiltà etrusca, sviluppatasi a partire dal I millennio avanti Cristo, sino allora sconosciuta in Italia, e che lo stesso Gozzadini volle associare al nome del luogo della scoperta. I nostri lontani progenitori vivevano in villaggi isolati, le cui tracce sono emerse, ad esempio, nel bolognese, ma anche a Verucchio in Romagna, e più vicino a noi, a Castel San Pietro, nella cava di Orto Granara, dove sul finire degli anni ’90 sono stati portati alla luce un villaggio e una necropoli, così come a Borgo Tossignano, dove nel 1956 sono state recuperate due tombe ancora integre nel podere Belgrado.

E a Imola. Qui nel 1977, nello scavo di Montericco per la realizzazione dell’ospedale nuovo, sono state scoperte otto tombe villanoviane, accanto a un insediamento umbro di epoca successiva. Nella frazione di Fabbrica, invece, già nel 1894 era stato rinvenuto un gruppo di oggetti in bronzo risalenti al periodo villanoviano (una porzione di falcetto, fram- menti di asce e una cuspide di lancia), forse messi da parte per essere rifusi in un secondo tempo. (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 27 febbraio.

Nella foto: a sinistra il Museo della civiltà villanoviana a Villanova di Castenaso, con la ricostruzione di una tipica capanna

Archeologia, i nostri antenati imolesi (quasi) etruschi
Cronaca 29 Febbraio 2020

Archeologia, sotto la sede della Coop. trasporti Imola un villaggio di capanne e una necropoli

Là dove oggi ci sono la sede e il parcheggio della Cti, in via Ca’ di Guzzo, nel 1999 è stato scoperto un villaggio villanoviano. In origine comprendeva capanne circolari, che in un secondo tempo hanno lasciato il posto a un grande edificio porticato a forma di elle, segno di un progressivo arricchimento dell’abitato. E’ stata inoltre trovata una necropoli a nord e a ovest del sito, composta da dieci tombe (quattro femminili e sei maschili), la maggior parte con ricchi corredi all’interno, a indicare un certo livello di agiatezza delle persone ivi sepolte. Si trattava di casse di legno, all’interno delle quali erano presenti l’urna con le ceneri derivanti dalla cremazione del corpo e numerosi oggetti: vasellame, oggetti di ornamento personale, armi o utensili.

La tomba numero 4, in particolare, è stata attribuita a un uomo per la presenza di una lancia, di uno scudo miniaturizzato, un rasoio e spilloni. Il rito funebre villanoviano prevedeva an- che l’aggiunta nella cassa di legno contenente le ceneri di tazze, coppe e boccali per le bevande, così come di piatti contenenti cibi. A differenza delle altre tombe, però, qui mancavano le ceneri, cosa che ha fatto supporre agli archeologi una morte in battaglia lontano dal luogo di origine o un particolare rito funebre, legato a una distinzione di ruolo o di rango.

Secondo gli studiosi, il nucleo di Pontesanto si inserisce in un più ampio panorama di numerosi villaggi agricoli documentati, tra l’VIII e il VII secolo avanti Cristo, in un’area irregolare compresa tra Carpi, Rubiera e Imola. «La ricchezza delle tombe imolesi – aggiunge la Mazzini – testimonia la presenza in loco di una aristocrazia, con un elevato potenziale economico e una autorità politico-militare sul territorio da questa controllato».

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 27 febbraio.

Nella foto: reperti villanoviani in mostra al museo di San Domenico a Imola

L’articolo completo su «sabato sera» del 27 febbraio.

Nella foto:

Archeologia, sotto la sede della Coop. trasporti Imola un villaggio di capanne e una necropoli
Cronaca 24 Febbraio 2020

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni

Ha curato e visto crescere due generazioni di bambini imolesi fino ai quattordici anni di età. Non solo: ha educato e supportato migliaia di famiglie nella crescita dei propri figli, consigliando sempre lo sport e la dieta mediterranea. Qualche giorno fa, dopo avere compiuto settant’anni nel giorno di San Valentino, il dottor Antonios Thanos è andato in pensione. Secondo la norma, infatti, i camici bianchi possono restare in servizio non oltre il compimento dei settant’anni di età.

Originario della Grecia, per la precisione della città di Volos, la moderna Iolco che secondo la mitologia avrebbe dato i natali a Giasone capo degli Argonauti, Thanos è venuto in Italia cinquant’anni fa per studiare medicina ed è poi rimasto a Imola, dove ha lavorato per quarant’anni tra gli ambulatori di Zolino e Imola centro e dove vive tutt’ora. Parla italiano perfettamente, la sua velocità di parola nasconde un accento lievemente straniero. È ancora emozionato quando ci incontriamo in un bar del centro al termine del suo ultimo giorno di lavoro presso la Pediatria di gruppo di Imola centro, dove ha prestato servizio negli ultimi vent’anni. Le colleghe dell’ambulatorio lo hanno appena salutato con una festa di addio a sorpresa. «Sono giorni che ricevo telefonate di saluto e di ringraziamento da colleghi e famiglie e biglietti e disegni dai miei bambini – elenca -. Non potevo nemmeno immaginare tanta stima e tanto affetto nei miei confronti. Quello del pediatra è un lavoro a tratti difficili perché si ha a che fare con pazienti che spesso non parlano e ci si deve affidare all’intuito per non sbagliare. Ma è anche una professione meravigliosa che ho praticato con passione e coscienza».

E adesso, dopo una vita al servizio della salute dei più piccoli e quindi, in un certo senso, curando la salute del futuro del mondo?

«Adesso spero di godermi un po’ di più il tempo libero, dando maggiore spazio alla mia passione per la bici. Come sanno i miei pazienti, che spesso mi hanno incontrato in giro sulle due ruote, la bicicletta è il mio mezzo di locomozione preferito per gli spostamenti, ma con un po’ più di tempo mi piacerebbe anche fare giri più lunghi di quelli in città e magari viaggiare». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: Antonios Thanos con i figli gemelli Nicolas e Patric

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni
Cultura e Spettacoli 21 Febbraio 2020

«Insieme per Caterina», l’idea di Imola Experience chiama idee e progetti

Il 1° maggio 1477 è una delle date più importanti nella storia di Caterina Sforza, perché rappresenta il giorno del suo ingresso trionfale ad Imola. Cinquecentoquaran- tatré anni dopo, l’associazione turistica e culturale Imola Experience ha pensato, coinvolgendo anche la Pro Loco e i Musei Civici di Imola, di mettere in piedi un evento celebrativo dal titolo Caterina’s Day (I giorni di Caterina) che si terrà in centro storico nel weekend del 2 e 3 maggio. «L’idea è quella di ricordare in due giornate una figura illustre della nostra città che affascina diverse generazioni e piace molto agli imolesi – ha spiegato Laura Sangiorgi Cellini, presidente di Imola Experience -, con l’intento, perché no?, di creare un brand attorno al nome di Caterina Sforza. If Imola Faenza Tourism Company ha già inserito l’evento nel suo programma e si oc- cuperà della promozione su tutto il territorio».

In quest’ottica, nel frattempo, è partito un progetto collettivo denominato Insieme per Caterina che permetterà a chi vorrà di essere parte integrante della manifestazione in calendario appunto il primo fine settimana di maggio. Associazioni, aziende, attività commerciali del territorio imolese e non solo, ma anche privati cittadini, infatti, potranno presentare un’idea o una particolare iniziativa rigorosamente riguardante il tema di Caterina Sforza.

Per partecipare al progetto, invece, è necessario inviare, entro il 29 febbraio, una dimostrazione di interesse agli indirizzi e-mail liciadicecca76@gmail.com oppure franco.capra@libero.it. Non oltre il 15 marzo, bisogna poi presentare un progetto scritto che verrà valutato da una commissione entro il 31 marzo. Informazioni: 333 7081701 o 335 5856303. (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: la Rocca sfornisca di Imola

«Insieme per Caterina», l’idea di Imola Experience chiama idee e progetti

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