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Cultura e Spettacoli 14 Settembre 2019

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival

La stagione dei bagni e delle passeggiate in montagna è ormai finita ma non c’è motivo di preoccuparsi perché, a tenerci compagnia durante i mesi invernali, ci sarà la stagione musicale e operistica dell’Emilia Romagna Festival organizzata in collaborazione con il Comune di Imola. Quest’anno Imola ospiterà ben undici concerti di virtuosi provenienti da tutto il mondo e quattro opere della tradizione lirica italiana trasmesse in diretta dai grandi teatri al Ridotto dell’Ebe Stignani. «Un programma di livello internazionale» afferma il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli. «Ci siamo impegnati per prendere al volo i migliori solisti e complessi – continua – cercando di offrire una programmazione che copra tutta la storia della musica: dal Rinascimento ai giorni nostri».

I concerti cominceranno venerdì 25 ottobre con un grande pianista, Arcadi Volodos, d’origine russa ma spagnolo d’adozione, che suonerà brani di Liszt e Schumann. Il 6 novembre il violino di Sergej Krilov, cremonese a dispetto del nome, incontrerà il pianoforte di Rotislav Krimer per un programma di grandi classici come Brahms. Mercoledì 20 novembre sarà nuovamente il pianoforte a essere protagonista con Sofya Gulyac, prima donna a vincere il concorso pianistico di Leeds nel 2009 e che da lì ha continuato con una brillante carriera. La Gulyac a Imola eseguirà musiche di Bach, Chopin, Rachmaninov e altri. L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena verrà invece ospitata allo Stignani l’8 dicembre con Stefan Milenkovich come violino solista.

Poco prima di Natale, martedì 17 dicembre, sarà la musica antica a distinguersi con un repertorio barocco eseguito dal sopranista Paolo Lopez accompagnato dall’Accademia Hermans. Seguirà il pianista ceco Martin Kasìk, reduce da numerosi premi internazionali, che presenterà brani della sua tradizione nazionale e di Musorgskij l’11 gennaio. Mercoledì 22 gennaio sarà la volta di un mito della chitarra: Manuel Barrueco che suonerà con i Solisti Aquilani un programma impostato sulla musica iberica. Il duo composto dal violoncellista David Geringas e dal pianista Paver Kaspar si esibirà il 6 febbraio. Gli Hirundo Maris, ensemble specializzato in musica antica, si esibiranno il 18 febbraio, mentre I Virtuosi Italiani saranno sul palco con il soprano Roberta Invernizzi il 25 marzo.I concerti dal vivo saranno intervallati da «L’Opera nel ridotto», quattro proiezioni di opere a ingresso gratuito presentate dal direttore artistico del teatro, Luca Rebeggiani (18 ottobre, 8 novembre, 21 febbraio e 20 marzo). (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto da sinistra: Luca Rebeggiani, la sindaca Manuela Sangiorgi e Massimo Mercelli

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2019

Il teatro al Cassero si sdoppia, comicità e prosa nella stagione 2019-2020 curata da «La bottega del buonumore»

Tutto pronto per il via della stagione 2019/2020 al teatro Comunale Cassero di Castel San Pietro che, curata da «La bottega del buonumore», propone un cartellone ricco di nomi interessanti. In questa edizione, infatti, sono ben ventuno gli spettacoli in calendario, dei quali dodici comici, tre di prosa e sei dedicati al teatro dei ragazzi. «L’amministrazione comunale – dichiara l’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi – ha voluto confermare le proposte di teatro comico, prosa e teatro ragazzi, che si sono consolidate negli anni e che hanno caratterizzato le stagioni teatrali al Cassero, raggiungendo numeri importanti in termini di spettatori, soprattutto per quanto riguarda il teatro comico grazie alla competente direzione di Davide Dalfiume. La stagione teatrale al Cassero presenta ogni anno spettacoli comici di grande qualità, sempre molto apprezzati, e proposte di prosa che hanno affrontato in questi anni tematiche sociali molto importanti come la violenza di genere, il gioco d’azzardo e il bullismo, arricchiti da un dibattito pubblico e dall’organizzazione di incontri con le scuole e la cittadinanza. Per questo ringrazio tutti i volontari della Bottega del Buonumore».

Tante le novità, come la possibilità di scegliere una nuova tipologia di abbonamento B denominato «Il Teatro è per tutti». La proposta culturale, in pratica, permetterà allo spettatore di assistere a tre spettacoli di prosa ai quali ne sono abbinati altrettanti comici. L’abbonamento A, invece, dedicato al cartellone «Risate al Cassero», comprende sette spettacoli tutti da ridere e scatterà il 26 ottobre con il Duo Idea in «Quando il gioco si fa Duo». I due cantabarettisti bolognesi di Zelig inaugureranno così la stagione con il loro mix di musica, battute e gag spiazzanti che divertiranno gli spettatori di tutte le età. Il 9 novembre, invece, sarà l’occasione per rivedere Gigi e Andrea, autentici rappresentanti della vecchia guardia del cabaret bolognese, in «Di nuovo insieme». (r.c.)

Tutte le informazioni nell”articolo su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto l”assessore alla Cultura di Castel San Pietro Fabrizio Dondi e Davide Dalfiume

Il teatro al Cassero si sdoppia, comicità e prosa nella stagione 2019-2020 curata da «La bottega del buonumore»
Cronaca 31 Luglio 2019

Addio a Raffaele Pisu, comico e personaggio televisivo imolese di adozione

Ricoverato da tempo nell’hospice di Castel San Pietro a causa di una malattia, Raffaele Pisu si è spento questa mattina all’età di 94 anni.
Il popolare attore comico e personaggio televisivo, nato a Bologna il 24 maggio del 1925, era oramai diventato un imolese doc, avendo deciso di trasferirsi nella nostra città.
E proprio per questo era stato invitato fra gli ospiti d’onore della serata di re-inaugurazione del teatro “Ebe Stignani”, il 6 aprile del 2010.

Visto recentemente sul grande schermo nel film Nobili bugie diretto dal figlio Antonio, due anni fa, Pisu era stato protagonista dello spettacolo Raffaele Pisu story dedicato ai suoi settant’anni di carriera sul palco del teatro “Duse” di Bologna il 28 maggio del 2015.
Al suo fianco, in quell’occasione, un altro imolese: il cantautore Emil Spada, per un omaggio a Lucio Dalla.

«Oggi piango la scomparsa di un amico e di un grandissimo interprete col quale ho avuto l’onore di lavorare – ha commentato Luca Barbareschi, attore, regista e direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma –. Artista eclettico e multiforme, Raffaele Pisu infatti fu anche il memorabile Senatore a vita nel mio film Il trasformista. Quel ruolo in un primo momento fu pensato per Cossiga, il quale per ragioni di salute dovette rinunciare. E fu mirabilmente interpretato da Pisu. Mi stringo alla famiglia e agli amici in questo giorno di lutto».

«Raffaele Pisu è stato un’artista totale. Dal teatro, al cinema, alla radio e alla televisione – aggiungono Matteo Lepore, assessore del Comune di Bologna, e Virginio Merola, primo cittadino del capoluogo e metropolitano –. Un uomo che ha attraversato la storia del Novecento e i suoi aspetti più tragici con il coraggio delle sue idee. Alcuni mesi fa gli abbiamo consegnato con orgoglio la Turrita d’Oro, simbolo del riconoscimento che la sua città ha avuto per lui. Il nostro più sentito cordoglio a tutti i suoi familiari».

«Rendo omaggio all’attore di successo, interprete di tanti ruoli e personaggi, un artista che ha lasciato un segno importante nella storia della televisione, della radio e del cinema italiano – continua Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna –. Ma voglio rendere omaggio anche al partigiano, che ha conosciuto la sofferenza in un campo di concentramento nazista nel corso della Seconda guerra mondiale. Alla famiglia porgo il mio personale cordoglio, quello della Giunta regionale e dell’intera comunità emiliano-romagnola». (lu. ba.)

Addio a Raffaele Pisu, comico e personaggio televisivo imolese di adozione
Cultura e Spettacoli 17 Giugno 2019

Torna ad Ozzano il festival teatrale «La torre e la luna»

Il luogo è un piccolo angolo magico nella natura. L’organizzazione ha il marchio dell’attenzione sempre proposta da Ote Le Saracinesche. Ritorna così con la sua quattordicesima edizione «La torre e la luna», il festival che si tiene per quattro lunedì nel parco archeologico di San Pietro, in via San Pietro 35 a Ozzano Emilia. Si comincia, stasera, lunedì 17 giugno alle 21.30 con la C&C Company in Beast without Beauty, una creazione originale di Carlo Massari, che sarà anche in scena insieme a Emanuele Rosa e Giuseppina Randi. Si tratta di un lavoro di teatro danza che narra la morte della bellezza attraverso suggestivi rimandi alla nostra storia recente: il progetto ha vinto i Premi Prospettiva Danza 2017 e Direzioni Altre 2018, con il sostegno di MiBact e di Siae (nell’ambito dell’iniziativa Sillumina), il Festival Oriente Occidente e Teatri di Vita (Progetto Cura 2018). Inoltre ha recentemente conquistato l’Act festival a Bilbao e Barakaldo e, nel giugno 2020, sarà in tournée in Corea e in vari festival europei. (r.c.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 13 giugno.

Nella foto: la locandina dell”evento

Torna ad Ozzano il festival teatrale «La torre e la luna»
Cultura e Spettacoli 26 Aprile 2019

Gabriele Cirilli e «La famiglia Addams» arrivano allo Stignani. Domani il via alla prevendita

Gabriele Cirilli sarà a Imola, al Teatro Ebe Stignani, dall”1 al 5 maggio con «La famiglia Addams», commedia musicale diretta da Claudio Insegno. Intanto da domani, sabato 27 aprile, la biglietteria del teatro, in via Verdi 1/3 sarà aperta per la prevendita, dalle ore 16 alle 19. Dalle ore 20 dello stesso giorno partirà la vendita online dei biglietti ancora disponibili sul sito del Teatro Stignani, oppure sul circuito Vivaticket. (d.b.)

Nella foto (di Sebastiano Maccarone): uno scatto dello spettacolo

Gabriele Cirilli e «La famiglia Addams» arrivano allo Stignani. Domani il via alla prevendita
Cultura e Spettacoli 15 Aprile 2019

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni

La diciassettesima edizione di «Imola Crossroads», la rassegna inserita nel qualificato festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», presenterà quest’anno due importanti appuntamenti, in programma al teatro Stignani. Mercoledì 17 aprile avremo la Trilok Gurtu Band, mentre venerdì 26 aprile ci sarà uno degli appuntamenti più attesi di Crossroads, il progetto «Pensieri e Parole», un omaggio jazz a Lucio Battisti proposto da una all stars del jazz italiano che vede coinvolti la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso, Mattia Barbieri alla batteria e il grande Peppe Servillo alla voce. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola e organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club: la sindaca Manuela Sangiorgi, durante la presentazione alla stampa, ha rivendicato l’importanza della manifestazione nel palinsesto culturale musicale cittadino invitando  «cittadinanza e appassionati di musica a non perdere l’opportunità di partecipare a questa bella festa dedicata al jazz, patrimonio dell’umanità e forma d’arte tra le più creative, in una location intima e suggestiva come lo Stignani».

Ad aprire Imola Crossroads, come detto, sarà il grande percussionista indiano Trilok Gurtu con relativa band che a Imola, sempre presentato dal Combo Jazz Club, si è già esibito in tre occasioni: nel 1989 al Cap Creus per la rassegna «Concerto Jazz» sia con il gruppo degli Oregon che nella formazione del grande chitarrista John McLaughlin, e nel 2003 al Crossover Jazz Festival in Rocca.Nato a Bombay nel 1951, figlio d’arte (sua madre Shoba è una delle più famose cantanti di thumri, uno degli stili della musica classica indiana), Gurtu inizia la sua carriera giovanissimo in India come suonatore di tablas (una coppia di tamburi della tradizione indiana, di differente forma e misura, Ndr),  per poi approdare al jazz appena ventenne. Perfettamente a suo agio con tablas, percussioni e batteria (per cui ha elaborato un personalissimo set), che suona con virtuosa maestria e creatività, negli anni ’70 si trasferisce prima in Europa, vivendo anche in Italia tra Firenze, Pistoia e Milano, e successivamente a New York nel 1976.  Risalgono a quegli anni le collaborazioni con Charlie Mariano, Don Cherry, Archie Sheep e Lee Konitz. Alla scomparsa del percussionista Collin Walcott, suo amico, lo sostituisce nel celebre gruppo degli Oregon; proprio con questo gruppo statunitense Gurtu farà conoscere il suo personalissimo stile etno jazz e si guadagnerà la fama internazionale che ancora oggi lo accompagna. Nella sua gratificante carriera non vanno dimenticate ad esempio le collaborazioni con John Mc Laughlin in trio, con Joe Zawinul, Jan Garbarek e Pat Metheny. A titolo di curiosità si può ricordare inoltre che in Italia ha suonato in tour con Pino Daniele nel 1984, e con Ivano Fossati nel cd Lindberg. Da diversi anni, si è dedicato alla carriera solistica prima con la sua formazione dei Crazy Saints e poi con altri progetti lavorando, sempre più convinto, alla ricerca di un «suono globale», dove coesistano jazz e afro, elettronica e tradizione indiana, sonorità senza confini né di genere né di aree geografiche.  La formazione che lo accompagnerà in questo tour è composta oltre che da Trilok alle percussioni e alla voce, da Frederik Koster alla tromba, da Tulug Tirpan al pianoforte e alle tastiere e da Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso. (f.r.)

I concerti  inizieranno  alle ore 21.15. Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Informazioni: 0542/602600 e 0544/405666.

Nella foto, di Barka Fabianova (tratta dal sito di Crossroads), Trilok Gurtu alle percussioni

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni
Cultura e Spettacoli 27 Marzo 2019

«La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi da stasera allo Stignani

Due coppie di amici si incontrano a una cena dopo molto tempo e avvertono un grande disagio tra loro. Paolo e Alice, Lorenza e Michele credono di vivere in un sistema di valori condivisi che si possono facilmente trasgredire: l’adulterio sembra essere l’unico orizzonte della vita coniugale. «La menzogna» di Florian Zeller, diretto da Piero Maccarinelli, è lo spettacolo che arriva al teatro Stignani di Imola da stasera, mercoledì 27 (ore 21), al 31 marzo. Interpretato da Serena Autieri e Paolo Calabresi, con Totò Onnis ed Eleonora Vanni, è «una partita divertente ma crudele – così si legge nel comunicato stampa -, che confonde i confini fra la menzogna e la verità, tra il reale e l’immaginario».

Attore e personaggio televisivo, Paolo Calabresi inizia la propria carriera in teatro, dove raccoglie i primi meritati successi portando sulle scene Euripide, Pirandello, Puskin, Strindberg, Shakespeare, Molière, Sofocle, Gogol, Brecht, Brusati, Goldoni e Goethe, sotto la direzione di alcuni dei più grandi registi teatrali italiani: Giorgio Strehler, Giorgio Albertazzi, Luca Ronconi e Massimo Castri. A Imola lo ricordiamo nella stagione di prosa 2014/2015 nei panni dell’uomo di cui si innamora Lella Costa nella commedia di Lidia Ravera Nuda proprietà, e nel 2015/2016 con Nudi e Crudi di Alan Bennett al fianco di Maria Amelia Monti. Nel corso degli anni l’attore ha preso parte a fiction televisive come Nati ieri, Ris – Delitti imperfetti, Distretto di polizia, La squadra e ai film tv Don Bosco, Padre Pio e Maigret. Dal 2007 è lo scorbutico elettricista Augusto Biascica nella serie italiana Boris. Dal 2008 è entrato a far parte del cast del programma Le Iene su Italia 1, arrivando a condurlo nel 2016.

Serena Autieri è un’attrice e cantante italiana. Tra i suoi lavori più noti, possiamo citare L’onore e il rispetto e Vento di ponente in tv, i film Notte prima degli esami – Oggi e Femmine contro maschi, entrambi diretti da Fausto Brizzi, Un fantastico via vai con Leonardo Pieraccioni, Sapore di te di Carlo Vanzina e Se mi lasci non vale di Vincenzo Salemme, i lavori teatrali Bulli & Pupe e Vacanze romane. Ha inoltro condotto il Festival di Sanremo accanto a Pippo Baudo ed ha partecipato a Tale e Quale Show nel 2012 e a Celebrity MasterChef nel 2018.

Biglietto da 30 a 15 euro, ridotto da 25 a 12, fino a 20 anni 11 euro. Info: 0542/602600. (r.c.)

Nella foto: Serena Autieri

«La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi da stasera allo Stignani
Cultura e Spettacoli 22 Marzo 2019

Allo Stignani arriva «La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi. Domani botteghino aperto per la prevendita

Serena Autieri e Paolo Calabresi sono i principali protagonisti dello spettacolo «La menzogna» di Florian Zeller e diretto da Piero Maccarinelli che dal 27 al 31 marzo sarà in scena al Teatro Ebe Stignani di Imola. 

Da domani, sabato 23 marzo, intanto, la biglietteria del teatro, in via Verdi 1/3 sarà aperta per la prevendita, dalle ore 16 alle 19. Dalle ore 20 dello stesso giorno partirà la vendita online dei biglietti ancora disponibili sul sito del Teatro Stignani, oppure sul circuito Vivaticket. (d.b.)

Allo Stignani arriva «La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi. Domani botteghino aperto per la prevendita
Cultura e Spettacoli 15 Marzo 2019

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina

Sono sempre  avvincenti gli appuntamenti al Magazzino Verde di Medicina, lo spazio nel cuore del parco delle Mondine dedicato al teatro per bambine, bambini, famiglie e scuole. Domani, domenica 17 alle 16.30, va in scena Ricordi?, spettacolo di Teatro dell’Argine consigliato dai 6 ai 10 anni. «Caro papà, ti scrivo perché mi dicevi sempre che lo scritto rimane. Caro papà, voglio fare un gioco: voglio vedere il mondo come lo vedi tu, voglio fare le stesse cose che fai tu adesso, voglio viaggiare con la mente come viaggi tu. Voglio starti vicino. E voglio anche accompagnarti in viaggi che una volta abbiamo fatto insieme… ricordi? Insieme possiamo farlo. Firmato… tua figlia»: Ricordi? racconta la storia di Marta e del suo papà, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che Marta gli riserva, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che il papà le riservava quando lei era piccola. Dei ricordi di una vita. Dei legami che i ricordi sono capaci di creare e dei legami ancora più forti che si creano quando i ricordi, lentamente, svaniscono.

«Perché il papà di Marta ha un problema: fatica a ricordare le cose – si legge nel comunicato stampa -. Quelle più lontane nel tempo, ma anche quelle più vicine. Marta compie vere e proprie acrobazie per aiutare il suo papà a ricordare; perché anche da lì, dalla possibilità di fissare per sempre nella memoria momenti importanti della vita, passa la forza dei sentimenti. Ecco allora come il circo si carica di senso: la fatica degli acrobati parla del contatto fisico e mentale e la giocoleria racconta la confusione del malato. Uno spettacolo su un tema difficile, doloroso, potenzialmente a rischio di retorica, come quello della perdita progressiva di memoria, attraverso il linguaggio del teatro-circo; un linguaggio che è in grado di rendere evidente la fatica della relazione, ma che insieme può donare leggerezza a un argomento apparentemente ostico e spiacevole». (r.c.)

Biglietto: intero 6 euro, ridotto 5 euro (under 14, soci Coop Reno). È possibile acquistare i biglietti online su www.medicinateatro.it. In caso di esaurimento dei posti disponibili online, un’ultima quota dei biglietti sarà disponibile per l’acquisto solo a teatro, immediatamente prima dello spettacolo.

Nella foto un momento dello spettacolo «Ricordi?»

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina
Cultura e Spettacoli 13 Marzo 2019

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»

Al cinema, ne Il nome del figlio diretto da Francesca Archibugi, a scegliere un nome storicamente «pesante» per il figlio in arrivo, è Alessandro Gassman. Ma anche Patrick Bruel, nel film francese Cena tra amici uscito qualche anno prima. Entrambi sono adattamenti cinematografici di Le prénom, pièce teatrale scritta da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte che poi diressero anche il film francese. E che ora è anche sui palcoscenici italiani in una produzione del Teatro Stabile di Verona, che arriva al teatro Stignani di Imola dal 13 al 17 marzo.

Diretto da Antonio Zavatteri e con la versione italiana firmata da Fausto Paravidino, Le prénom ha per protagonisti Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino e Gisella Szaniszlò. La storia è ambientata durante una serata conviviale a casa di due professori dichiaratamente di sinistra, che ospitano tre amici quarantenni come loro: il fratello della padrona di casa, che fa l’agente immobiliare, la sua compagna in ritardo a causa di un impegno di lavoro con dei giapponesi, e un amico single trombonista in un’orchestra sinfonica. Il fratello comunica alla compagnia che diventerà padre e, dopo le felicitazioni di rito, scatta la classica domanda sul nome. La risposta genererà sconcerto, perché il nome «evoca imbarazzanti memorie storiche. Il dubbio è che si tratti di uno scherzo – si legge nel comunicato stampa -, ma la discussione degenera ben presto investendo valori e scelte personali. Tra offese reciproche che non mancano di ferire tutti (nessuno escluso), nasce così il ritratto di una generazione allo sbando, dove tutti hanno qualche segreto da nascondere o da rinfacciarsi».

Nella foto (di Bepi Caroli) un momento dello spettacolo

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»

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