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Cronaca 30 Marzo 2020

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»

La Pasqua di quest’anno sarà senza fedeli nelle chiese, senza la Messa crismale della mattina del Giovedì santo, e senza la lavanda dei piedi che caratterizza la Messa in coena domini.
A fronte della proroga delle misure restrittive per il contenimento della diffusione del coronavirus che inevitabilmente ci si aspetta dopo il 3 aprile, la Santa Sede e la Conferenza episcopale italiana hanno diffuso alcune disposizioni pratiche, annunciate da monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo della diocesi di Imola.

«Le solenni celebrazioni liturgiche previste per la Domenica delle palme e il Triduo pasquale dovranno svolgersi a porte chiuse – spiega monsignor Mosciatti –. Tutti i fedeli sono invitati a collegarsi alle celebrazioni del Vescovo o della propria comunità, che verranno trasmesse attraverso la televisione o gli altri mezzi di comunicazione».
Inoltre, «a tutti si raccomanda di avere maggior cura dei momenti di preghiera personale e familiare – aggiunge il vescovo –. A questo scopo saranno predisposti sussidi specifici a cura dell’Ufficio liturgico diocesano, resi disponibili nel sito della Diocesi».

Monsignor Mosciatti presiederà la messa della Domenica delle palme (5 aprile) alle ore 16, la Messa in coena domini (giovedì 9) alle ore 20, la celebrazione della Passione del Signore (venerdì 10) alle ore 15, la veglia pasquale e la Messa della Resurrezione (sabato 11) alle ore 20, e la Messa di Pasqua (domenica 12) alle ore 16, tutte trasmesse in streaming sulla pagina Facebook della Diocesi. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»
Cronaca 9 Marzo 2020

Coronavirus: messe e funerali con i fedeli sospesi fino al 3 aprile compreso

Messe feriali/festive e funerali alla presenza dei fedeli sospesi fino a venerdì 3 aprile compreso. Anche la Diocesi di Imola si adegua alle disposizioni del nuovo decreto del Governo Conte sulle misure per il contenimento della diffusione del coronarvirus.

«Si invitano i fedeli alla preghiera personale e in famiglia, utilizzando i sussidi proposti dagli organismi pastorali e seguendo le celebrazioni trasmesse via streaming, alla radio e alla televisione», scrive monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola, che ieri ha celebrato la messa in diretta sui canali del settimanale diocesano.
Alcune parrocchie lo hanno addirittura preceduto, come quella di San Francesco, che aveva già trasmesso in streaming la messa delle Ceneri.

Inoltre, «per i funerali sono consentite esclusivamente la Preghiera alla chiusura della bara e quella Al sepolcro», aggiunge monsignor Mosciatti.
Dunque, nessuna celebrazione in chiesa, neanche in forma privata. (r.cr.)

Coronavirus: messe e funerali con i fedeli sospesi fino al 3 aprile compreso
Cronaca 24 Febbraio 2020

Il coronavirus ferma anche le attività della Chiesa: messe e benedizioni pasquali sospese fino al 1° marzo

Anche la Diocesi di Imola si adegua all”ordinanza emessa dal Ministero della Salute, d”intesa con il presidente della Regione, sull”emergenza coronavirus. Fino a domenica 1° marzo sono infatti sospese tutte le celebrazioni e le benedizioni pasquali. In un comunicato firmato dal vescovo Giovanni Mosciatti si chiede ai sacerdoti di celebrare la messa quotidiana a porte chiuse e, in caso di funerali, optare per il rito nella forma più breve in caso di presenza di molti partecipanti, omettere il segno della pace e distribuire la Comunione soltanto sulla mano. Nelle chiese, inoltre, si raccomanda di togliere l”acqua benedetta dalle acquasantiere. 

La direttiva non prevede eccezioni e tocca dunque anche un giorno molto significativo del calendario liturgico cattolico, il Mercoledì delle Ceneri, che cade quest”anno il 26 febbraio ed è il giorno di inizio della Quaresima. Anche per quella giornata sono sospese le celebrazioni, come sono sospesi – sempre fino a domenica prossima – incontri di catechismo e gruppi parrocchiali, doposcuola, attività di oratorio, sportive, teatrali, cinematografiche ed ogni genere di aggregazione. 

Altre particolari disposizioni riguardano i Centri d”ascolto della Caritas diocesana e parrocchiale, che continueranno il loro servizio ma facendo entrare una persona alla volta, facendo igienizzare le mani di chi si presenta, mentre gli operatori dell’accoglienza dovranno indossare guanti monouso e, in caso di difese immunitarie fragili comprovate, anche la mascherina. Sono sospese le distribuzioni di vestiti e quelle alimentari devono avvenire per appuntamento singolo. Quanto alle mense parrocchiali, devono predisporre la fornitura di pasti in porzioni singole e da asporto.

«Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione, senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune – sottolinea il documento a firma del vescovo Mosciatti -. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi. Molte riunioni sono state cancellate. Questo ci aiuterà a comprenderne il valore con maggiore profondità e ad avere più tempo per la riflessione e la preghiera personale». (r.cr.)

Il coronavirus ferma anche le attività della Chiesa: messe e benedizioni pasquali sospese fino al 1° marzo
Cronaca 6 Gennaio 2020

Tante religioni insieme per la Marcia della pace di Imola – IL VIDEO

Il nuovo anno di Imola si è aperto con la cinquantatreesima edizione della Marcia della pace, organizzata dalla consulta delle aggregazioni laicali della Diocesi di Imola.
All”evento hanno partecipato il vescovo Giovanni Mosciatti, la Chiesa evangelica rumena “Il fiume del risveglio”, la parrocchia ortodossa rumena di Imola, la Casa della cultura islamica e Arte migrante.

Fotografie di Marco Isola/Isolapress

Tante religioni insieme per la Marcia della pace di Imola – IL VIDEO
Cronaca 24 Dicembre 2019

Il vescovo Giovanni Mosciatti: «Imola? Una ricchezza di partecipazione e volontariato che mi ha stupito»

L’ordinazione e l’ingresso in città risalgono al 13 luglio. A cinque mesi da quella data incontriamo il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, originario della diocesi marchigiana di Fabriano e Matelica. Iniziamo l’intervista col chiedergli un primo bilancio, ma lui se la cava con una battuta: «Quando si fanno i bilanci esce sempre qualcosa che non entra, lasciamoli fare agli altri».

Quali sono state allora le prime impressioni sulla diocesi di Imola?
«Ho visto una realtà grandissima e più che positiva – risponde pronto-. C’è una ricchezza incredibile, che mi ha colpito fin dall’inizio, forse perché vengo da una realtà dove c’è meno partecipazione, da una diocesi più piccola, dell’entroterra, con grandissime difficoltà anche di tipo economico. Qui c’è una ricchezza di partecipazione e volontariato che fa veramente impressione. Ho avuto un’accoglienza grande, mi ha davvero stupito».

Una delle domande che avevamo pensato di farle è proprio questa: come ha trovato il tessuto sociale e culturale, le iniziative, l’associazionismo?
«Impressionante. Anzi, credo che dobbiate riscoprirlo anche voi. Tante volte lo date per scontato, ma ad uno che viene da fuori fa impressione. Dopo cinque mesi ancora devo finire il giro delle associazioni, delle realtà di tipo culturale e sportivo. Ricevo tutti e vado da tutti. Ovviamente quando mi invitano in quattro contemporaneamente devo fare delle scelte, ma cerco di andare dappertutto e spero di poter dare l’aiuto che serve».

Facciamo un passo indietro: lei non ha mai nascosto di avere accolto la sua nomina con grande stupore. Da quali esperienze veniva nella sua diocesi?
«Avevo una parrocchia, insegnavo e poi seguivo gli studenti universitaria Perugia da trent’anni, un’occasione per condividere la loro esperienza di studio e di vita. Adesso ho a che fare con una realtà complessa, con piani diversi, a tutti i livelli: questioni burocratiche, difficoltà delle persone, decisioni sulle cose da fare, su come dare prospettive alle opere. Ci sono tante opere che hanno origine da una santità grande, come Santa Caterina, le opere del Carmine, tutto quello che c’è a Lugo, la realtà della bassa. E ancora non ho finito di incontrare tutti». (mi.ta.)

L”intervista integrale è su «sabato sera» del 19 dicembre

Il vescovo Giovanni Mosciatti: «Imola? Una ricchezza di partecipazione e volontariato che mi ha stupito»
Cronaca 2 Dicembre 2019

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole

Sarà un “Natale zero pare” ancora più solidale quello immaginato dall’associazione “App&Down” per quest’anno. La sera del 24 dicembre, infatti, si svolgerà una cena solidale gratuita dedicata alle persone in condizioni di difficoltà economica o sole. Un’dea che è subito piaciuta a monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola, che ha assicurato la propria presenza durante la serata.

«Pensiamo che Natale sia una bella occasione per passare del tempo con i propri cari, ma può diventare un momento difficile per chi rimane solo – spiega Giuseppe Bianco, presidente dell’associazione –. Per questo motivo abbiamo pensato ad una serata da passare tutti assieme».

Alla cena si potrà partecipare esclusivamente ritirando un ticket presso Caritas, comitato di Imola della Croce rossa e fondazione Santa Caterina, che collaborano all’organizzazione e alla realizzazione della serata. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i rappresentanti dell”associazione, della Caritas diocesana, del comitato cittadino della Croce rossa e della fondazione Santa Caterina ricevuti dal vescovo

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole
Cronaca 2 Dicembre 2019

Accensione dell'albero di Natale e delle luminarie in piazza Matteotti – IL VIDEO

E” stata la musica della Banda musicale “Città di Imola” ad accompagnare l”accensione dell”albero di Natale e delle luminarie in piazza Matteotti, sabato pomeriggio.
A salutare i presenti sono stati monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo della diocesi di Imola, e Nicola Izzo, commissario straordinario del Comune di Imola.

Fotografie di Marco Isola/Isolapress

Accensione dell'albero di Natale e delle luminarie in piazza Matteotti – IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 19 Ottobre 2019

In mostra al Museo diocesano fino all'1 dicembre la tavola del cardinale Gregorio Chiaramonti

Dopo «La porpora e la tiara» del 2010, il Museo diocesano torna a raccontare con una mostra il vescovo di Imola Gregorio Chiaramonti (poi Papa Pio VII), con un angolo di osservazione insolito, quello dell’arredo della tavola. «Alla tavola di Sua Eminenza. Il cardinale Chiaramonti, vescovo d’Imola» è la mostra che sarà allestita dal 19 ottobre all’1 dicembre all’interno della prima sala dell’appartamento cardinalizio del palazzo vescovile dove abitò, dal 1785 al 1799, proprio Chiaramonti. Qui verrà ricostruita una sontuosa apparecchiatura per otto commensali, realizzata con materiali attualmente di proprietà degli eredi del Chiaramonti.

Tra questi, piatti e zuppiere del servizio «alla rosa» (prodotto nell’ultimo quarto del ‘700 dalla manifattura bolognese Rolandi e Fink), le posate d’argento con stemma del cardinale Chiaramonti (realizzate tra il 1785 e il 1787 dal celebre orafo romano Vincenzo Belli) e una parte consistente del grande servizio in vetro di Murano (post 1785), recante su ogni pezzo lo stemma del cardinale Chiaramonti dipinto a smalto policromo. «Il filetto d’oro dei bicchieri in condizioni pressoché perfette e la quasi totale assenza di mancanze nel servizio fanno pensare che non sia stato molto usato – spiega Marco Violi, vicedirettore del museo e curatore della mostra insieme a Michele Pagani – e quindi è arrivato in condizioni ottimali».

Protagonista della tavola sarà un surtout de table – un fastoso centrotavola realizzato con architetture, colonne e busti – di circa 2,5 metri di lunghezza (anch’esso di proprietà degli eredi di Pio VII), realizzato in marmi policromi ,bronzo e legno dorati, sottoposto a restauro conservativo effettuato da Michele Pagani di Etra restauri e promosso dal museo appositamente per questa esposizione. Ritornerà ad Imola per la mostra inoltre, dopo oltre duecento anni, anche il ritratto del cardinale, eseguito nei primi anni del suo episcopato imolese. Saranno poi esposti alcuni altri arredi. L’inaugurazione è fissata per sabato 19 ottobre alle ore 17.30. Mostra allestita fino all’1 dicembre. Orari di apertura: martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato ore 10-13 e 15.30-18.30 (tutti i sabati visita guidata alle ore 17), domenica ore 15.30-18.30. (r.c.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 17 ottobre

In mostra al Museo diocesano fino all'1 dicembre la tavola del cardinale Gregorio Chiaramonti

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