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Cronaca 16 Aprile 2019

In attesa del via libera del Ministero alla quarta corsia, ecco le opere collegate previste per Imola e i relativi importi

La Regione Emilia Romagna, intervenendo sul nodo della viabilità a Imola e sulla bretella, ha fatto anche il riepilogo delle opere previste per la nostra città, con i relativi costi.

– Completamento in trincea dell’asse stradale nord-sud fino all’innesto tra via Montanara e via Punta, in corrispondenza del quartiere Pedagna comprensivo delle opere di attraversamento in sicurezza (tratto urbano): costo 14 milioni di euro.

– Riqualificazione per moderazione traffico veicolare su viale D’Agostino – via Montanara (da via Amendola a via Punta): 1 milione e 450 mila euro.

– Studio di fattibilità del nuovo ponte sul Santerno per collegamento tra via Emilia e via Lughese – Autostrada A14, finalizzato a definire il tracciato: 100 mila euro.

– Adeguamento e messa in sicurezza del tratto stradale di via Lasie, tra via Selice e via Lughese con nuova rotatoria all’incrocio con via Lughese: 2 milioni e 450 mila euro.

– Nuova rotatoria all’intersezione tra via Lughese e via San Prospero: 900 mila euro.

– Nuova rotatoria all’intersezione tra la via Emilia e via Zello: 2 milioni e 100 mila euro.- Nuovo sottopasso ciclopedonale nord Ferrovia in corrispondenza dell’ambito N8 (Ortignola): 1 milione e 500 mila euro, di cui 300 mila a carico del Comune di Imola.

– Asse ciclopedonale della Valle del Santerno tra i Comuni di Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio: 3 milioni e 500 mila euro, di cui 1.021.618 euro a carico del Comune di Imola e, pro quota, degli altri Comuni. (r.cr.)

Nella foto l”innesto attuale della bretella con via Salvo D”Acquisto

In attesa del via libera del Ministero alla quarta corsia, ecco le opere collegate previste per Imola e i relativi importi
Cronaca 15 Aprile 2019

Tempi certi per il completamento della Trasversale di pianura, entro ottobre il piano di fattibilità

Confermata la tabella di marcia per il completamento della Trasversale di pianura o provinciale 3 tra Budrio e Villa Fontana di Medicina. La Città metropolitana di Bologna nei giorni scorsi ha approvato lo schema di convenzione con la Regione Emilia Romagna, il cui obiettivo è arrivare ad un piano di fattibilità entro il mese di ottobre; hanno votato a favore Pd e Rete Civica, mentre Uniti per l’Alternativa e Movimento 5 Stelle si sono astenuti.

La convenzione prevede che la Regione copra la quasi totalità dei costi per la progettazione tecnico-economica e lo studio ambientale preliminare, ovvero 150 mila euro su 160 mila. La Città metropolitana opererà come soggetto attuatore con personale interno, per una quota di 10 mila euro. I tempi sono quelli annunciati da tempo: entro il 30 settembre la presentazione degli elaborati del progetto di fattibilità ed entro il 31 ottobre lo studio ambientale e consegna degli elaborati alla Regione. Si concretizza così l’impegno preso dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con Medicina e Budrio. Il tratto mancante sono 4-5 chilometri tra la frazione medicinese (rotonda di via Fasanina) e la località budriese Olmo, non a caso la strada in quel punto si chiama via dell’Olmo.

Soddisfatto Matteo Montanari, vicesindaco di Medicina, che rivendica il lavoro per ottenere questo risultato: «In questi anni i Comuni, in particolare Medicina, hanno pressato la Regione affinché quest’opera venisse inserita nella programmazione. Per noi si tratta di un collegamento fondamentale e lo si vede bene in questo periodo di blocco del passante di Bologna, in cui il traffico è aumentato notevolmente». Medicina ha chiesto che nel progetto di fattibilità sia compreso anche un collegamento tra la zona artigianale di Fossatone e la Trasversale che «come valore aggiunto e spostare traffico dalla San Vitale». La Trasversale, da un lato collega con Bologna e l’interporto e dall’altro con la Romagna, inoltre c’è il raccordo con la San Carlo nuova, che riporta verso lo svincolo con il casello dell’A14 di Castel San Pietro, una viabilità più rapida e adeguata ai mezzi pesanti. «Ci hanno garantito che nella progettazione verrà tenuto conto anche del collegamento con la nostra zona artigianale, poi si vedrà quanti soldi ci saranno a disposizione per l’inserimento nel piano delle opere – aggiunge pragmatico -. Spero che si possa lavorare per allargare l’esistente, vorrà dire risparmiare tempo, denaro e suolo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile 

Tempi certi per il completamento della Trasversale di pianura, entro ottobre il piano di fattibilità
Cronaca 12 Aprile 2019

La quarta corsia è ancora bloccata al Ministero, ma la Regione apre al confronto sul nuovo progetto di “bretella'

La Regione Emilia Romagna chiede al ministero dei Trasporti di sbloccare quanto prima il progetto di ampliamento alla quarta corsia dell’A14 e le opere connesse, fra cui la bretella di completamento dell’asse attrezzato nord-sud di Imola e le altre opere del nodo imolese. Propone inoltre una valutazione costi-benefici rispetto alla richiesta mossa dall’amministrazione imolese di rimodulazione del progetto. In un comunicato stampa diffuso lo scorso 5 aprile la Regione fa così il punto sulla bretella, su cui, spiega la nota, «il Comune intende procedere entro il 2023».

«L’intervento – puntualizza la Regione – è stato finanziato dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 (nell’ambito del Patto per la Città metropolitana di Bologna) per tre milioni di euro. Il Comune, da parte sua, è al lavoro a un progetto che consenta di ridurre i costi del completamento dell’asse attrezzato, destinando così i risparmi ad altre opere di collegamento al sistema autostradale, previa approvazione da parte del ministero dei Trasporti, della Regione e di Autostrade per l’Italia». La Regione conferma «la piena disponibilità a un tavolo di confronto con società Autostrade e Comune di Imola per valutare la proposta, ferma restando l’esigenza che ciò non comporti un rallentamento rispetto ai restanti impegni di Autostrade per l’Italia a favore del territorio e che tale revisione progettuale sia oggetto di confronto e analisi fra Regione, Autostrade per l’Italia e Comune di Imola, con un’analisi costi-benefici che valuti l’impatto sul territorio e l’efficacia trasportistica».

Il nodo e le opere complementari di viabilità legate all’ampliamento della quarta corsia sono stati condivisi nel 2017 con un accordo tra Comune di Imola, ministero dei Trasporti, società Autostrade e Regione. «La realizzazione delle opere, finanziate con 18 milioni di euro da parte di società Autostrade e tre milioni di euro da parte del Fondo sviluppo e coesione, è strettamente legata al progetto di ampliamento della quarta corsia dell’A14, tra ponte Rizzoli e la diramazione per Ravenna. Ad oggi, il progetto esecutivo della quarta corsia dell’A14 fra San Lazzaro e la diramazione per Ravenna, di cui la “bretella” è un’opera accessoria, è ancora in attesa del via libera da parte del ministero dei Trasporti. Attualmente senza il progetto esecutivo approvato, l’accordo firmato alla presenza dell’ex ministro Graziano Delrio nel 2017 non è operativo». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell’11 aprile   

La quarta corsia è ancora bloccata al Ministero, ma la Regione apre al confronto sul nuovo progetto di “bretella'
Cronaca 12 Aprile 2019

Il progetto della “bretellina' presentato alla Città metropolitana, ma mancano ancora i dati sul traffico

La bretella sarà completata? Se sì, quando e come? Che idee ha l’Amministrazione comunale? Se lo chiedono in molti, primi fra tutti i cittadini del comitato “Strade future” e le oltre 3 mila persone che hanno aderito alla loro raccolta firme, basata sulla richiesta di completamento in base al progetto originario. La consegna ufficiale delle firme alla sindaca Manuela Sangiorgi, nonostante i ripetuti tentativi, non è ancora avvenuta. Per il comitato è stato invece più semplice incontrare il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a cui il 2 aprile è stata portata copia delle firme. In questa occasione gli è stato anche chiesto a che punto sono gli accordi tra ministero delle Infrastrutture e Società Autostrade, che, lo ricordiamo, a margine del completamento della quarta corsia ha formalizzato lo stanziamento per Imola di 18 milioni di euro, 13 dei quali per il completamento della bretella e 5 per lavori di adeguamento viario su altre strade cittadine.

Il primo incontro tra il comitato e l’assessore allo Sviluppo sostenibile Massimiliano Minorchio è avvenuto il giorno seguente, 3 aprile, in occasione della Commissione consigliare sulla bretella, richiesta a inizio ottobre dai consiglieri comunali Pd e Imola guarda avanti. Al comitato è stato concesso di esporre le proprie istanze, senza però poter fare domande dirette. Un segnale di apertura che il portavoce, Mirco Griguoli, non ha mancato di apprezzare. Accompagnato da una ventina di persone del comitato, ha quindi colto l’occasione per sentire direttamente dall’assessore quali sono le intenzioni dell’Amministrazione comunale. E qualche novità, in effetti, è emersa. «Il completamento dell’asse nord-sud è necessario – ha esordito Minorchio -. Quest’opera non è mai stata messa in dubbio. Ma altra cosa è capire come deve essere realizzata».

C’è un progetto alternativo, presentato in via ufficiale in Città metropolitana nei giorni scorsi che nessuno, a parte assessore e tecnici del Comune, ha ancora avuto modo di vedere. Un progetto funzionale a ottenere il co-finanziamento, in aggiunta a quello ancora solo sulla carta di Società Autostrade, di 3 milioni di euro messo a disposizione proprio per la bretella dalla Città metropolitana e derivante dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, che ha inserito questo intervento tra le linee strategiche per la mobilità metropolitana. «Il quadro economico presentato in Città metropolitana nei giorni scorsi – ha anticipato Minorchio – prevede di realizzare l’ultimo tratto in due stralci. Il primo da 3 milioni di euro, il secondo da 6 milioni. Il primo stralcio prevede la realizzazione di due rotonde, una su via Salvo d’Acquisto e una su via Punta. Con il secondo stralcio, invece, si realizzerà la strada che le collega».

Strada che non sarà a raso, ma in trincea di 2 metri e mezzo, con due «montagne laterali» di due metri e mezzo ciascuna, realizzate con la terra di scavo. «Una soluzione che – ha spiegato l’assessore – eviterebbe il problema di portare via 160 mila tonnellate di materiale con 7.500 camion e che avrebbe anche la funzione di barriera acustica». La strada avrà inoltre una sola corsia per senso di marcia. Una bretellina, insomma, all’insegna del ridotto impatto ambientale e del risparmio, poiché il costo dell’opera scenderebbe in questo modo da 14 a 9 milioni di euro. Un’opera che, però, suscita perplessità sulla sua efficacia e che creerà una evidente frattura tra due zone dello stesso quartiere.

Nel corso della seduta sono emerse anche alcune incongruenze. Ad esempio, sui fondi di Società Autostrade: «Non sono disponibili al momento – ha dichiarato l’assessore Minorchio -. Dopo il crollo del ponte Morandi, il progetto esecutivo della quarta corsia è bloccato al ministero delle Infrastrutture e non è ancora stato approvato». I fondi, però, sono già stati inseriti nel bilancio comunale per il 2020. La valutazione di impatto ambientale (Via) collegata al progetto originario risale al 2003 e quindi non è più aggiornata. Quella valutazione conteneva anche delle prescrizioni: riduzione delle carreggiate e della capacità complessiva del tracciato, rotatorie a raso. Di quelle prescrizioni tiene conto il nuovo progetto presentato in Città metropolitana, ha affermato l’assessore. «Se la valutazione non è più aggiornata – ha commentato la consigliera di Imola guarda avanti, Carmen Cappello – anche le prescrizioni sono decadute. Perché allora vengono prese a riferimento per il nuovo progetto?».

Infine, il giallo dei dati sul traffico, utili a capire che tipo di infrastruttura serve alla città e indicativi, sostiene l’assessore, «per valutare una versione ancora più soft dell’opera» con, ad esempio, «una rotonda a raso in Pedagna». Nella prima intervista rilasciata da Minorchio a «sabato sera» lo scorso agosto, aveva affermato che i dati sarebbero arrivati entro ferragosto. Termine che a fine novembre era slittato a inizio gennaio, quando doveva essere pronto anche lo studio di fattibilità. In commissione, l’ennesimo rinvio: i dati saranno pronti «entro un mese». E ha invitato il comitato alla prossima commissione che verrà indetta con i dati alla mano.

Area Blu attende la relazione dal consulente esterno, Alfredo Drufuca. Il quale, interpellato da «sabato sera»  in merito al termine ultimo di presentazione dei dati ci ha rinviato ad Area Blu. «In realtà – ci ha detto – si tratta di aggiornare dati già esistenti e non di partire da zero». Come mai, quindi, questo continuo slittamento? (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» dell’11 aprile   

Nella foto l”assessore Minorchio e il portavoce del Comitato Griguoli durante la commissione consigliare

Il progetto della “bretellina' presentato alla Città metropolitana, ma mancano ancora i dati sul traffico
Cronaca 6 Aprile 2019

Bomba a Bubano, domani la maxi operazione di evacuazione. Le modifiche alla viabilità

Per far fronte alla maxi operazione di evacuazione il Corpo unico della polizia municipale di Imola, in collaborazione con i colleghi della Bassa Romagna e coordinati dalla Prefettura di Bologna, ha previsto varie modifiche alla viabilità ordinaria. Dalle ore 6 del mattino di domenica 7 aprile saranno così istituiti quattro punti di pre-chiusura al traffico lungo le tre strade della Città Metropolitana (ex provinciale) interessate: il primo è sulla via Selice (Sp 610) per chi proviene da Imola e procede in direzione di Massa Lombarda che verrà fatto deviare a destra su via Bicocca e potrà poi immettersi in fondo su via Lughese (Sp 54); il secondo punto di blocco sarà sempre sulla via Selice ma all’altezza della rotatoria vicino al ristorante Ponte Massa, qui i mezzi non potranno procedere verso Imola, ma saranno obbligati a convergere sulla San Vitale in direzione di Sesto Imolese o Massa Lombarda; il terzo si troverà al semaforo di Mordano, all’intersezione tra la via Lughese e la via Cavallazzi (Sp 53), quest’ultima sarà chiusa; l’ultimo, infine, nei pressi del semaforo del ristorante «La Sterlina», ovvero all’incrocio tra via Nuova e via Correcchio, con il traffico che sarà incanalato su quest’ultima sia verso Sesto Imolese che verso Imola (in sostanza non si potrà imboccare via Nuova). Solo i residenti, o coloro che avranno reali necessità potranno superare questi punti di pre-chiusura anche durante le fasi «calde» delle operazioni, con la possibilità di arrivare fino ai margini della «zona rossa», ovvero il cerchio con un raggio di 1,840 metri.

Su questo perimetro ci saranno gli sbarramenti della municipale e dei volontari che sarà impossibile superare per chiunque. Nello specifico, quindi, dalle ore 8 la via Selice verrà chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia dalla discoteca Cap Creus (incrocio via Cavallazzi/Fluno) fino al tratto che attraversa il Canale emiliano romagnolo. Sulla via Cavallazzi, invece, per chi proviene da Mordano, sarà consentito svoltare solo a sinistra su via Zaniolo, mentre sarà impossibile imboccare la Cavallazzi/Fluno dalla Selice in quanto chiusa già dall’incrocio, i veicoli provenienti da Imola saranno fatti deviare a sinistra su via Fluno. Per quanto riguarda la via Nuova, infine, stop per chi viene dal ristorante «La Sterlina» in direzione di Mordano all’intersezione con la via Gambellara, dove si potrà girare a destra o a sinistra su quest’ultima. Dalla parte opposta, invece, chiusura totale all’intersezione con via Buttacece. In ogni strada secondaria saranno presenti gli agenti della municipale e i volontari. Le strade saranno riaperte non appena verrà dichiarata conclusa l’emergenza. Per ulteriori informazioni consultate il sito e la pagina facebook del Comune di Mordano. (da.be.)

Nella foto: la mappa con la zona rossa interessata dall”evacuazione

Bomba a Bubano, domani la maxi operazione di evacuazione. Le modifiche alla viabilità
Cronaca 28 Marzo 2019

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci

«Siamo ancora in attesa, la valutazione è positiva ma, per quanto mi riguarda, e quindi per la complanare, aspetto a cantare di gioia». Il sindaco di Ozzano, Luca Lelli, fatica ad entusiasmarsi per il risultato ottenuto la scorsa settimana dall’incontro del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Virginio Merola, con il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. Sul tavolo c’era la richiesta di via libera per una serie opere di viabilità prioritarie per l’Emilia Romagna, a partire dal passante di Bologna, sulle quali proprio Regione e Città metropolitana hanno organizzato un paio di settimane fa una grande manifestazione, con il sostegno delle associazioni imprenditoriali e non solo.

Fausto Tinti, «collega» di Castel San Pietro di Lelli, è altrettanto cauto: «Siamo contenti però, di fatto, è ancora tutto nelle mani del ministro, non c’è stato un vero e proprio sblocco delle opere e soprattutto non capiamo di quali esattamente, a noi, come Castel San Pietro e circondario, interessa principalmente l’ampliamento dell’A14 e su questo non abbiamo visto la firma sul progetto della convenzione con Autostrade per l’Italia». In effetti, l’incontro al Mit con Toninelli ha permesso di fare un importante passo in avanti verso la realizzazione del passante di Bologna e della bretella Campogalliano-Sassuolo ma, come ha sottolineato Marco Monesi, consigliere metropolitano con delega a Pianificazione, Mobilità sostenibile, Viabilità, che era a Roma, «occorre continuare a mantenere alta l’attenzione sul complesso di opere che interessano il territorio».

In soldoni sono state ricevute rassicurazioni anche su alcune opere di adduzione al passante, cioè nodo di Funo, intermedia di Pianura, terzo lotto Lungosavena ma tutto tace sul fronte della quarta corsia dell’A14. Monesi l’ha fatto presente alla riunione ricordando che «abbiamo bisogno di accelerare anche sull’allargamento dell’A14, con la quarta corsia da San Lazzaro all’allacciamento con Ravenna, e dell’A13, con la terza corsia da Bologna a Ferrara» perché «con la realizzazione del passante e l’allargamento di queste due direttrici finalmente avremo risolto la congestione del nodo di Bologna. Poi basta nuove strade, come abbiamo scritto nel Piano urbano della mobilità sostenibile, tutte le risorse sul trasporto pubblico e la mobilità sostenibile» assicura a chi alza gli scudi contro l’invasione di asfalto. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto l”autostrada A14

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci
Sport 23 Marzo 2019

600 atleti pronti a darsi battaglia nella 2^ edizione del Duathlon Sprint di Imola. Previste modifiche alla viabilità

Cresce l’attesa per il Duathlon Sprint di Imola, l’evento giunto alla seconda edizione ed organizzato dall’Imola Triathlon che domani, domenica 24 marzo, metterà in palio il titolo di campione regionale assoluto e di categoria. Saranno 600 gli atleti (rispetto ai 280 dell’anno scorso), in rappresentanza di più di 100 società sportive e provenienti da 15 regioni per un totale di 46 province, che si daranno battaglia lungo l’autodromo Enzo e Dino Ferrari e all’interno del Parco delle Acque Minerali. Tra gli iscritti, 491 uomini e 109 donne, anche una trentina di imolesi. «Sono numeri stellari – ha spiegato Paolo Gaddoni, uno degli organizzatori dell’Imola Triathlon – e ben superiori a quelli dei campionati italiani di specialità dello scorso anno. Per il futuro, comunque, abbiamo in mente una gara di triathlon innovativa che, in estate, possa sfruttare anche la piscina comunale».

La gara, con il via delle donne previsto davanti ai box alle ore 11 (ovvero 10 minuti prima degli uomini), partirà subito con una prima frazione di corsa (5 km). Gli atleti percorreranno il circuito in senso orario, opposto quindi alle gare motoristiche, per poi uscire all’altezza della Tosa, immettersi su via Kennedy, entrare nel Parco delle Acque, costeggiare il monumento di Senna fin dietro al Galli, prendere il sottopasso di via Fratelli Rosselli ed arrivare nella «pit-lane» attraversando un box. Qui la zona cambio che farà scattare la frazione in bici di 20 km (4 giri dell’autodromo in senso antiorario). Al termine gli atleti entreranno nuovamente nella corsia box per gli ultimi 2,5 km di corsa. Usciranno dalla torre, prenderanno ancora via Fratelli Rosselli ed entreranno nel Parco dal viale Atleti Azzurri d’Italia, per poi affrontare nuovamente il tratto finale del primo settore di corsa fino al traguardo posto nel piazzale Ayrton Senna.Al termine «pasta party» per tutti e, a seguire, le premiazioni.

Per l’occasione, i parcheggi verranno allestiti nel paddock, mentre il servizio spogliatoi e docce sarà allo stadio «Romeo Galli». Inoltre, verrà creata una nuova area hospitality e non mancheranno l’area massaggi ed altre attività collaterali all’evento. Un centinaio anche gli addetti al percorso presenti tra volontari, boy-scout e personale della Croce Rossa e della Protezione civile. Sempre domani, a causa della manifestazione in programma all”autodromo e al Parco delle Acque Minerali, cono previste modifiche alla circolazione stradale nella zona. Dalle ore 9 alle ore 13 divieto di transito veicolare in via Kennedy, via Atleti Azzurri d’Italia, via F.lli Rosselli, piazza Ayrton Senna, via Romeo Galli, via Musso e viale Dante dall’incrocio semaforico con le vie Graziadei/Pirandello fino a via F.lli Rosselli. Si potrà, invece, circolare in bici ed a piedi. Inoltre, sempre nello stesso orario, sarà istituito il divieto di sosta/fermata con rimozione veicoli sulla via Romeo Galli sul lato ovest, da via Malsicura a via Atleti Azzurri d’Italia. Infine, allo scopo di non intasare la circolazione in prossimità delle aree chiuse al traffico, verranno attuate delle pre-chiusure agli incroci Musso/dei Colli e dei Colli/Malsicura. (d.b.)

Nella foto: l”edizione 2018 del Duathlon Sprint di Imola

600 atleti pronti a darsi battaglia nella 2^ edizione del Duathlon Sprint di Imola. Previste modifiche alla viabilità
Cronaca 20 Marzo 2019

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro

Terminati i lavori, da domani il voltone del Cassero su via Matteotti sarà nuovamente transitabile, ad annunciarlo è il Comune con una nota. “Ottimo risultato raggiunto nel rispetto dei tempi concordati – sottolinea il sindaco Fausto Tinti –, cosa importante sia per il commercio, sia per l’imminente weekend che vedrà la nostra città protagonista nelle Giornate Fai di Primavera”. 

Il Cassero è l’edificio simbolo di Castel San Pietro e il restauro del voltone è stato possibile grazie al contributo di 25mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nell’ambito del programma Art Bonus, che copre buona parte l’importo complessivo pari a 30mila euro. “Il voltone – precisano dal Comune – è composto da tre campate, due delle quali con volta a crociera e la restante con solaio ligneo, scandite da archi e da pilastri uscenti dal filo del paramento murario. La struttura è interamente in laterizio ed ha dimensioni di circa 18 m in lunghezza per 4 o 6 m circa in larghezza. La superficie presentava fessurazioni, erosioni, scagliature, depositi, patine, alterazioni cromatiche e altri elementi di degrado”. 

L”intervento ha riguardato la volta e le pareti del passaggio carrabile di accesso a via Matteotti, quindi, per tutta la durata, un mese circa dallo scorso 19 febbraio, è stato necessario chiudere il passaggio, deviando la circolazione su una corsia creata appositamente in piazza Galvani sul lato esterno del Cassero, con sbocco in via Matteotti. 

L”intervento fa parte di un progetto complessivo presentato alla Soprintendenza che riguarda tutto l’edificio del Cassero, in futuro sono previsti anche “la messa in sicurezza e il restauro conservativo del corpo scala esterno e delle merlature della terrazza” aggiungono dal Comune. (r.cr.)

Nelle foto il prima e dopo i lavori al voltone del Cassero (foto fornita dal Comune di Castel San Pietro)

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro
Cronaca 14 Marzo 2019

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani

Accordo raggiunto tra Comune e associazioni di categoria di commercianti e artigiani per la riqualificazione e revisione dei parcheggi e della viabilità nelle piazze Galvani e Martiri Partigiani. Un intervento che seguirà i lavori attualmente in corso sul voltone del Cassero, con l’obiettivo di riordinare e rendere più fluido il traffico in una zona all’ingresso del centro storico. Mettendo così la parola fine a vari tentativi, più o meno parziali, succedutisi negli ultimi sette anni.

Arrivare ad un risultato non è stato facile neppure questa volta, dato che la discussione sul progetto ha riaperto la faida castellana sulla pedonalizzazione del centro. In un primo momento, infatti, la Giunta del sindaco Fausto Tinti, da sempre favorevole alla chiusura di via Matteotti dal Cassero alla cosiddetta Montagnola (al sabato pomeriggio), aveva proposto di vietare del tutto al transito piazza Martiri Partigiani, quella adiacente l’ex stazione delle corriere. Però, dopo un confronto con Confesercenti, Ascom-Confcommercio, Cna e Confartigianato, è stato fatto un passo indietro. «Ci è stato chiesto di sospendere la pedonalizzazione di piazza Martiri Partigiani fino alla riqualificazione dell’ex autostazione. Ad oggi non sappiamo ancora quale destinazione avrà l’immobile e la richiesta ci è sembrata legittima» spiega il sindaco.

Nel frattempo, per le piazze Galvani e Martiri Partigiani sono previsti alcuni cambiamenti rispetto alla conformazione attuale. Innanzitutto, per quanto riguarda la viabilità, cambierà il senso di marcia nel breve tratto di collegamento con il parcheggio di via Oberdan, che diventerà solo in ingresso mentre oggi è, al contrario, solo in uscita. Poi verranno rivisti i parcheggi, i posteggi dei taxi traslocheranno nello spazio di fronte all’ex autostazione (saranno disegnati verso il giardino pubblico), sul lato opposto troveranno posto nuovi posteggi per le moto e uno spazio per il carico e scarico commerciale.

I parcheggi di piazza Galvani saranno ridisegnati perpendicolarmente e saranno separati dal Cassero da quattro metri di pavimentazione in porfido che darà profilo e continuità all’area. L’intervento prenderà il via fra aprile e maggio. (mi.mo.) 

Altri particolari nell’articolo completo sul “sabato sera” del 14 marzo. 

Nelle foto le piazze Galvani e Martiri Partigiani oggi

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani
Cronaca 14 Marzo 2019

Più di 3 mila firme a Imola e nella vallata del Santerno per completare la bretella

Obbiettivo raggiunto. Strade future, il comitato pro bretella costituitosi pochi mesi fa, ha raggiunto le 3 mila firme prefissate. Anzi, per essere precisi, ne ha raccolto 3.157. «Ci eravamo dati un obbiettivo ambizioso, che abbiamo addirittura superato – commenta Mirco Griguoli, portavoce del comitato -. Per questo voglio ringraziare per l’impegno tutti i volontari, tanti semplici cittadini, che nel corso di questi mesi hanno ascoltato e parlato con migliaia di altri cittadini». La raccolta delle firme è durata 4 mesi, durante i quali i volontari del comitato hanno organizzato 14 banchetti, dei quali 10 ad Imola e 4 nei comuni della vallata del Santerno. «I banchetti sono stati l’occasione per parlare con tantissime persone, che con noi hanno condiviso e rafforzato le motivazioni che ci hanno spinto ad impegnarci in prima persona – racconta Griguoli -. E siamo rimasti stupiti nel toccare con mano come il tema del traffico e del mancato completamento della “bretella” sia sentito non solo dagli imolesi ma anche da moltissimi residenti nella vallata, che non solo hanno firmato il nostro appello ma hanno dato il via ad una rete spontanea che ci ha permesso di raccogliere centinaia di firme, andando anche casa per casa, famiglia per famiglia. Una partecipazione – dice ancora Griguoli – che è sfociata anche in una affollata assemblea, tenutasi lo scorso 31 gennaio all’hotel Donatello. Questo ci rende orgogliosi perché conferma che l’impegno civile nel nostro territorio è ancora presente e per tematiche importanti, come quella della sicurezza stradale, i cittadini sono disposti a mobilitarsi in prima persona».

Come detto, il comitato chiede che l’asse di attraversamento nord-sud della città venga completato secondo il progetto originale, così come già realizzato in parte dalla precedente Amministrazione comunale. Opera viaria che, drenando il traffico di attraversamento, contribuirebbe a decongestionare il popoloso quartiere della Pedagna. E in questi mesi i volontari del comitato hanno anche testimoniato di persona la situazione difficile, a volte impossibile, del traffico che nelle ore mattutine blocca il quartiere Pedagna, in particolare le vie Puccini e Vivaldi, creando situazioni anche molto pericolose per i pedoni (questo inverno vi sono stati diversi incidenti, di cui uno mortale). Una rappresentanza del comitato, capitanata dallo stesso portavoce, martedì 5 marzo si è recata in municipio per consegnare alla sindaca Manuela Sangiorgi le firme allegate ad una lettera in cui si chiede il completamento dell’asse attrezzato di Imola e delle opere accessorie. Incontro che, però, non è avvenuto. «La segreteria ci ha prima avvisato che la sindaca era in ferie, rispondendoci che prima di prendere un appuntamento occorre sapere se la sindaca intenderà riceverci. Abbiamo così deciso di lasciare solo la copia della lettera indirizzata alla Sangiorgi – racconta Griguoli – mentre le firme, che rappresentano la voce di oltre 3 mila cittadini, le consegneremo alla sindaca quando ci riceverà». 

Il 12 marzo Griguoli ha chiesto di nuovo alla segreteria della sindaca la possibilità di fissare un appuntamento. «Siamo stati invitati invece – aggiunge il portavoce – alla commissione sulla bretella in programma il 3 aprile, occasione in cui, però, la prassi prevede che potremo soltanto ascoltare senza intervenire. Questa è la grande politica di trasparenza e confronto. Noi chiediamo alla sindaca un incontro in cui possiamo anche spiegare le nostre ragioni e ci rendiamo disponibili a farlo prima del 3 aprile». Nell’attesa, il comitato non se ne starà con le mani in mano. «Il nostro lavoro continuerà sino a quando l’Amministrazione comunale non avrà chiarito pubblicamente le ragioni per le quali non ha ancora dato seguito agli accordi presi dalla Giunta precedente. Chiediamo sin da ora a tutti i gruppi consiliari di organizzare un Consiglio comunale straordinario su questo argomento perché sarebbe assurdo che Imola perdesse i 21 milioni di euro scritti nero su bianco nel Protocollo infrastrutture sottoscritto a dicembre 2017 con Società Autostrade e Città metropolitana, che permetterebbero alla nostra città di realizzare un’opera così importante senza spendere un euro delle casse comunali. Attendere ancora sarebbe irresponsabile e mi auguro che, al di là delle rivalità politiche, si trovi il buon senso di non sprecare questa opportunità più unica che rara». (r.c.)

Nella foto: il primo tentativo (andato a vuoto) di consegnare le firme raccolte alla sindaca di Imola

Più di 3 mila firme a Imola e nella vallata del Santerno per completare la bretella

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