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Cronaca 14 Febbraio 2019

Nuovi autovelox e photored in arrivo a Imola, nel mirino Lughese, Montanara e gli incroci più trafficati

Traffico intensissimo, da grande arteria, con punte di velocità, sia di giorno che di notte, fino a 150 chilometri orari, dove il limite è invece di 70 chilometri orari. La fotografia della circolazione stradale lungo via Lughese, nel tratto interno al territorio comunale di Imola, lascia pochi dubbi sulla necessità di intervenire per tutelare la sicurezza di chi vi transita. In dettaglio, i rilievi effettuati da Area Blu, la società a cui è affidata la gestione del «sistema unificato di governo della mobilità», mostrano che il 57% dei veicoli che transitano sulla Lughese in direzione Lugo e il 54% dei veicoli che transitano in direzione Imola superano il limite di velocità, che è in quel tratto è di 70 km/h. Con circa il 3% che supera i 100 chilometri orari, fino a punte di 150 chilo-metri orari.

«Una situazione non accettabile e che ci spinge ad assumere tutte le misure necessarie a garantire una circolazione stradale con meno incidenti e meno vittime», spiega Andrea Longhi, assessore comunale a Legalità e Sicurezza, con delega alla Polizia municipale. Impegno esplicitato in un’apposita delibera, pubblicata nei giorni scorsi, ove l’Amministrazione comunale ha messo nero su bianco una serie di indirizzi e di direttive (destinataria appunto Area Blu) aventi lo scopo di incrementare la sicurezza stradale mediante l’implementazione di una serie di tecnologie. Nello specifico, l’acquisizione di un autovelox mobile, l’installazione di due autovelox fissi e l’installazione di un sistema di controllo automatico delle infrazioni, ” Il rosso ti vede”, negli incroci regolati da semaforo.

In verità, sia l’acquisto di un autovelox mobile sia l’installazione di sistemi di controllo automatico negli incroci regolati da semaforo erano scelte già individuate dalla precedente Amministrazione comunale. Scelte che ora vengono non solo confermate dall’attuale Amministrazione, ma rafforzate tramite l’acquisto di ulteriori due nuovi autovelox fissi. «Non ci interessa far cassa sulla velocità tramite gli autovelox ma far rispettare le regole al fine di avere una circolazione stradale più sicura, con meno incidenti e meno vittime, garantendo così la sicurezza delle persone», tiene a chiarire Longhi, in risposta alle accuse ricevute dalla Lega di voler potenziare il sistema di controllo per fare bilancio tramite le multe.

Ma vediamo uno per uno i nuovi interventi, ad iniziare dall’autovelox mobile. «Quello che nelle linee di indirizzo viene definito “velox mobile” è in realtà un dispositivo mobile che nelle nostre intenzioni deve essere in grado di rilevare se un’auto è assicurata, se è revisionata, se chi guida è al telefonino e se ha la cintura allacciata, oltre che misurare la velocità», dettaglia l’assessore. L’autovelox mobile supporterà gli agenti della Polizia locale nell’espletamento dei propri compiti di vigilanza sulle strade, assicurando rilevazioni in grado di costituire adeguate fonti di prova. Fra l’altro, tale dispositivo dovrà essere omologato dal ministero dei Trasporti e progettato per essere installato, in modo permanente, a bordo di qualunque tipologia di autoveicolo in uso al Corpo unico intercomunale di Polizia locale del Circondario imolese.

L’Amministrazione comunale ha poi confermato la scelta di installare il sistema “Il rosso ti vede” in altre intersezioni regolate da semaforo, ad iniziare dall’incrocio tra le vie Resistenza e Cartesio. Infine, saranno acquistati altri due autovelox fissi, da montare lungo le vie provinciali Lughese e Montanara.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto un autovelox mobile già installato sulla via Lughese, ma funzionante solo in presenza di agenti della Polizia municipale

Nuovi autovelox e photored in arrivo a Imola, nel mirino Lughese, Montanara e gli incroci più trafficati
Cronaca 4 Febbraio 2019

Tre corsie al posto di due per eliminare il collo di bottiglia del sottopasso sull'asse attrezzato

Le corsie di via della Cooperazione saranno ridisegnate per ricavarne due larghe 3 metri ciascuna per chi viaggia verso la zona industriale e una larga 3 metri e mezzo per chi viene dalla parte opposta. Questa, in estrema sintesi, è la proposta delineata da Area Blu, come richiesto dal Comune, per risolvere il collo di bottiglia del sottopasso ferroviario (e di via Pambera) e delle relative lunghe file che si formano negli orari di punta sull”asse attrezzato. In pratica una corsia viene sacrificata un po’ per allargare l’altra e dividerla in due.

Il tratto interessato è quello da via Marzabotto, all’incirca dove finisce lo spartitraffico, fino alla rotatoria con le vie Di Vittorio-Mazzanti. Un’idea anticipata già a novembre dall’assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Minorchio, alla quale la Giunta ha destinato 70 mila euro dell’avanzo sbloccato in autunno per gli investimenti. L’incarico per il progetto di fattibilità è arrivato ad Area blu la vigilia di Natale. «L’obiettivo è ricavare due corsie verso la zona industriale perché abbiamo i maggiori problemi di congestione del traffico li abbiamo la mattina, mentre gli orari di uscita dal lavoro sono più scaglionati – precisa Minorchio -. Vogliamo vedere se in questo modo si riesce a risolvere il problema con una modifica non molto costosa perché l’intervento sul sottopasso sappiamo che ha tempi e costi non immediatamente spendibili» aggiunge. In effetti l’impegno preso a gran voce durante la campagna elettorale dalla sindaca Sangiorgi era invece l’allargamento del sottopasso, definito una «priorità», ma, come ammesso in seguito dallo stesso Minorchio in Consiglio comunale, la faccenda si presenta, nei fatti, molto complessa (ad esempio, per fare i lavori occorrerà accordarsi con le Ferrovie per fermare i treni). Da qui l’idea di una soluzione a colpi di pennello modificando la segnaletica a terra e spostando alcune cordolature.

«Sicuramente sarà migliorativa, se sarà risolutiva lo vedremo» conclude l”assessore. A prima vista le corsie sembrano un po’ strette ma lo spazio è di appena 12 metri nel sottopasso ma tra banchine e spazio centrale tra le carreggiate i conti sono presto fatti.

Quanto dovremo aspettare? Ad Area Blu l’incarico è arrivato dalla Giunta come priorità, con progetto esecutivo a febbraio ed lavori entro giugno-luglio. «Vaglieremo progetti e cronoprogrammi» conclude senza sbilanciarsi troppo.

L”articolo completo sul “sabato sera” del 31 gennaio.

Nella foto traffico sull”asse attrezzato all”altezza del sottopasso ferroviario

Tre corsie al posto di due per eliminare il collo di bottiglia del sottopasso sull'asse attrezzato
Cronaca 31 Gennaio 2019

Il 31 gennaio al Donatello un incontro promosso dal comitato pro bretella, ma si parlerà anche di piste ciclabili e stadio

Dopo il debutto a metà dicembre e vari banchetti di raccolta firme in Pedagna, centro storico e vallata del Santerno, il comitato “Strade future” organizza un incontro pubblico per spiegare ai cittadini le ragioni alla base della mobilitazione pro bretella. L’iniziativa si terrà giovedì 31 gennaio, alle ore 20, presso l’hotel Donatello (sala Grand Prix), in via Rossini 25. Il comitato chiede all’Amministrazione comunale di portare a termine l’opera per collegare l’asse attrezzato alla rotonda di via Punta così come previsto in origine, intervento per il quale esiste già un progetto esecutivo e un accordo con Autostrade per l’Italia per lo stanziamento dei fondi necessari.

Il comitato è contrario all’ipotesi della «bretellina», ovvero una sola corsia per senso di marcia, avanzata nei mesi scorsi dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio. Nel corso della serata prenderanno la parola anche un rappresentante del nuovo gruppo cittadino “Iniziativa stadio”, che sta raccogliendo firme contro l’ampliamento dell’impianto sportivo Bacchilega in via Salvo d’Acquisto, e un portavoce del Comitato per il prolungamento della pista ciclabile in via Emilia Levante (dal Toys fino a via Gratusa), progetto inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2019/2021 dalla precedente Amministrazione e ora sospeso dalla Giunta pentastellata che ha dato la priorità ad altre opere.

«Contiamo di arrivare a breve a 3 mila firme – aggiorna il portavoce di “Strade future”, Mirco Griguoli -. Il 31 gennaio parleremo di bretella, ma anche di piste ciclabili e stadio, perché vogliamo sostenere gli altri comitati, i cittadini, ascoltarne motivazioni, perplessità e proposte. Oltre a me interverranno anche Mauro Becca per Via Pisacane e Francesca Dalmonte per “Iniziativa stadio”. Al termine, ci confronteremo con il pubblico».

Il 31 gennaio al Donatello un incontro promosso dal comitato pro bretella, ma si parlerà anche di piste ciclabili e stadio
Cronaca 27 Gennaio 2019

Scoperta a Imola dalla Polizia municipale un'auto con targa estera che aveva accumulato 432 multe mai pagate

Era stata multata ben 432 volte per avere sostato gratis nei parcheggi a pagamento imolesi, ma nessuna delle sanzioni era mai stata pagata. La scoperta è stata fatta dalla Polizia municipale di Imola nell’ambito dei normali controlli svolti per verificare la regolarità dei documenti degli automobilisti in circolazione e, da quando è in vigore il Decreto sicurezza, la regolarità delle auto con targhe straniere che circolano sulle strade del territorio comunale.

Proprio un controllo effettuato da una pattuglia su un’auto con targa estera, alla cui guida era una cittadina comunitaria residente in Italia, ha portato alla luce, in seguito ad un più approfondito controllo, l’esistenza delle 432 sanzioni insolute relative ad altrettante “soste abusive” dell’auto in questione dal 2013 ad oggi. Tali sanzioni non erano state pagate a causa dell’impossibilità di risalire al proprietario per potergli notificare il verbale: l’auto era infatti immatricolata all’estero (in un paese comunitario) e sulla violazione del Codice della Strada compiuta, la sosta irregolare, gli accordi internazionali tra i paesi non consentono scambi di informazioni.Una situazione completamente cambiata dopo le modifiche al Codice della Strada introdotte dal Decreto sicurezza, che considerano il conducente del mezzo ‘obbligato in solido’, ovvero tenuto a pagare le sanzioni al pari del proprietario, eliminando in questo modo possibilità di aggirare la legge.

Dopo il controllo, dunque, alla conducente saranno notificate 13 sanzioni, quelle accertate a carico del mezzo da lei guidato a partire dal 4 dicembre 2018, giorno della conversione in legge del Decreto sicurezza. Non solo: alla signora è stata contestata dalla Polizia municipale anche la violazione del nuovo articolo 132 del Codice della Strada, con l’applicazione di quanto previsto per chi circola da più di un anno sul territorio italiano con un veicolo immatricolato estero: 712 euro di sanzione pecuniaria e l’immediata sospensione dalla circolazione del veicolo, che è stato quindi trasportato, tramite carro appositamente attrezzato, in un luogo non soggetto a pubblico passaggio. Toccherà ora alla conducente, se vorrà evitare la confisca del mezzo, provvedere entro 180 giorni alla immatricolazione del veicolo in Italia o alla richiesta del foglio di via per condurlo oltre confine. 

I controlli della Pm hanno portato, inoltre, ad elevare la stessa sanzione ad altri tre cittadini comunitari, questa volta per la violazione dell’art. 93 del Codice della Strada, vale a dire per avere circolato alla guida di un veicolo immatricolato all’estero e con targa straniera, pur essendo residenti in Italia da più di 60 giorni. Anche in questi tre casi sono state comminate la sanzione pecuniaria di 712e euro e la sospensione dalla circolazione.

«Si tratta di una norma efficace, decisa dal governo per contrastare l’elusione delle sanzioni previste dal codice della strada, dovuta alla difficoltà di rintracciare il domicilio estero del proprietario dell’auto – sottolinea Andrea Longhi, assessore alla Legalità e Sicurezza con delega alla Polizia Municipale del Comune di  Imola – , ed in particolare per evitare la circolazione incontrollata di veicoli con targa straniera che sfuggono più facilmente agli accertamenti amministrativi consentendo ai proprietari di viaggiare spesso in spregio al codice della strada».

Per chi intende mettersi in regola, comunque, l’Amministrazione comunale informa che il Comando di Polizia municipale di Imola è a disposizione per fornire tutte le informazioni utili al fine di regolarizzare la propria posizione ed evitare quindi di incorrere nelle sanzioni previste. (r.cro.)

Scoperta a Imola dalla Polizia municipale un'auto con targa estera che aveva accumulato 432 multe mai pagate
Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cronaca 24 Gennaio 2019

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti

Chi attraversa ogni giorno il ponte di Filetto, che passa sopra il Santerno lungo la via Maddalena nei pressi di Fontanelice, può dormire sonni più tranquilli. La struttura non presenta, al momento, alcuna anomalia. Questo è quanto sta scritto nella relazione, finalmente completata e resa nota, avviata dopo la scoperta di alcuni problemi alla piccola diga che si trova alla sua base e il timore di eventuali dubbi anche sulla stabilità strutturale del ponte. Per il momento, però, l’ordinanza per le limitazioni al transito rimane in vigore.

Il ponte è sotto sorveglianza da quando, nel marzo del 2017, venne segnalato che la briglia non funzionava più a dovere. Si tratta di una piccola diga, realizzata anni fa, con l’obiettivo di rallentare la potenza del flusso in modo tale che i pilastri del ponte non fossero continuamente messi sotto sforzo dalla corrente del fiume. L’acqua, però, invece di passare sopra la briglia, come avrebbe dovuto fare, aveva iniziato a passarci sotto. Tutto faceva pensare che si fosse creato un foro, detto sifone, come in effetti è stato poi dimostrato da un controllo dei sommozzatori. A quel punto il Servizio Area Reno e Po di Volano, a cui competono le opere nell’alveo del fiume, ha ordinato di effettuare dei controlli e, nel contempo ridurre l’impatto sul ponte introducendo delle limitazioni al peso dei veicoli in transito.

L’esame a cui è stata sottoposta in questi mesi la struttura lo dettaglia il responsabile dell’Ufficio tecnico associato del Circondario, Carlo Arcangeli: «Abbiamo affidato all’ingegnere Maccaferri l’incarico di produrre una relazione attraverso una verifica strumentale della stabilità. Sono stati svolti vari tipi di analisi: alcune visive con un cestello particolare che permetteva di vedere al di sotto della struttura, inoltre sono state poste delle sonde controllate dal satellite per capire la movimentazione della struttura». L’ispezione «non ha evidenziato alcuna anomalia», il ponte è solido. «Tuttavia – aggiunge Arcangeli -, ora serve un piano da parte del Servizio Area Reno e Po di Volano perché si deve comunque intervenire nell’alveo per non rischiare che si scalzi il basamento del ponte. Occorre un tempestivo ripristino della briglia» conclude.(re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 gennaio

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti
Cronaca 20 Gennaio 2019

Smog, oggi è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano Emilia

Siamo alla quarta domenica ecologica. Oggi 20 gennaio nuovo appuntamento con la giornata off limits per i veicoli più inquinanti che riguardano Bologna e i dieci comuni dell”agglomerato (quindi compreso Ozzano Emilia) e Imola.

Le limitazioni alla circolazione sono quelle ormai note: fermi i veicoli benzina fino all”euro 1, i diesel fino all”euro 3 e i ciclomotori pre euro. Sono previste deroghe a tutela di particolari necessità quotidiane: esentati, fra gli altri, lavoratori turnisti, chi si sposta per cura e assistenza e i meno abbienti con Isee annuo fino a 14mila euro (qui tutte le deroghe previste ai limiti alla circolazione dei veicoli). 

Le prossime domeniche ecologiche, delle otto previste per la stagione 2018/2019, omogenee su tutto il territorio bolognese, saranno il 10 e 17 febbraio, 3 e 24 marzo.

Smog, oggi è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano Emilia
Cronaca 11 Gennaio 2019

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»

Lo stallo di Autostrade Spa col Governo e la revisione del passante di Bologna stanno facendo preoccupare tutti coloro che contavano sui fondi dell’accordo per la quarta corsia dell’A14 per la realizzazione di opere attese da tempo. Uno di questi è il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante, che a Imola ha raccolto negli anni circa 2.000 firme a sostegno dell’opera, ovvero un tratto di 800 metri che dal Toys Store arriva fino a via Gratusa.

La precedente Amministrazione Manca l’aveva inserito nel Piano degli investimenti insieme alla nuova rotatoria tra la via Emilia e via Zello per un totale di 2,1 milioni di euro. La Giunta Sangiorgi, nell’ultima modifica del Piano fatta a novembre, ha confermato la rotonda per il 2019, ma lo stop a Roma non rassicura il Comitato, che ora chiede garanzie al Comune in nome della sicurezza e della mobilità sostenibile.

Il 3 ottobre erano stati ricevuti dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, al quale avevano ripresentato le firme raccolte. «L’assessore è stato molto disponibile – sottolinea una dei portavoce del Comitato, Mara Carmonini, che abita proprio nella zona interessata -. In nostra presenza ha chiamato al telefono i tecnici di Area Blu per chiedere ragguagli sul progetto ed eventuali difficoltà». Su quel tratto, ad esempio, esiste un problema di competenza, perché oltre il cartello Imola (proprio all’altezza del Toys) la strada diventa statale e la responsabilità dell’Anas, la cui autorizzazione è necessaria per qualunque tipo di intervento. «Ci risulta che il Comune avesse già presentato, a suo tempo, la domanda per svolgere i lavori» dice Carmonini. Addirittura c’era in ballo un’ipotesi di passaggio di competenza di tutto quel tratto di statale al Comune, con i relativi oneri di manutenzione e lo spostamento del cartello Imola all’altezza di via Gratusa. Ma questo era legato all’intero progetto, rotatoria compresa.

In attesa che si definisca il destino di quarta corsia e relative opere connesse, il Comitato vorrebbe sapere dal Comune che intenzioni ha sulla ciclabile, per loro prioritaria. «Abbiamo avuto assicurazione che saremmo stati ricontattati – dettaglia Carmonini -, ma non ci ha richiamato nessuno. Ho telefonato invece io, più volte, alla segreteria di Minorchio che mi ha ribadito che la ciclabile, insieme alla rotatoria all’incrocio tra via Emilia e via Zello, è legata i lavori della quarta corsia dell’autostrada».

Ma è proprio questo che preoccupa e ha convinto il Comitato a prendere nuovamente carta e penna. Soprattutto in considerazione del fatto che, sempre nel Piano degli investimenti, il Comune ha inserito e finanziato la realizzazione di altre piste ciclabili, ad esempio su viale della Resistenza. «In quella zona ci sono alternative per ciclisti e pedoni, ma in via Emilia levante no – ragiona Mauro Becca, altro portavoce del Comitato -. Eppure per l’intervento su via della Resistenza sono stati trovati quasi 300.000 euro. Io lavoro a Forlì, in quelle zone la via Emilia è stata tutta ciclabilizzata. Piuttosto che costruire ciclabili poco utilizzate, come sulla via Selice, meglio farle dove sono davvero necessarie. Noi sono quindici anni che aspettiamo, prima non c’erano i soldi, poi si sono trovati, ora è tutto sospeso, eppure l’assessore Minorchio ci aveva detto che si sarebbe fatta quando gli abbiamo presentato le firme e il progetto».

«Mi sono rivolta anche alla Sangiorgi presentandomi durante l’orario di SindacAscolta – aggiunge Carmonini -. Dopo tre ore sono stata ricevuta dalla sindaca, che conosco bene dai tempi in cui lavorava per la Uil. Quel giorno ero abbastanza arrabbiata. La sindaca mi ha risposto come Minorchio, tra l’altro l’ha chiamato al telefono proprio davanti a me».

Nonostante la disponibilità manifestata, i dubbi e i timori permangono, dato che quegli 800 metri di ciclabile continuano ad essere vincolati a decisioni di altri, Autostrade Spa e del Governo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto i portavoce del Comitato: Matteo Masi, Mara Carmonini e Mauro Becca

Il Comitato per il prolungamento della ciclabile di via Emilia levante: «L'opera è necessaria e deve essere completata»
Cronaca 10 Gennaio 2019

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato

La raccolta firme del comitato «Strade future», nato lo scorso dicembre, procede spedita. Anche durante le feste i volontari sono scesi in strada con il loro banchetto per raccogliere il consenso di chi come loro pensa che la bretella vada completata secondo il progetto originario, ovvero aggiungendo il tratto di strada che colleghi in trincea l’asse attrezzato alla rotonda di via Punta. I fondi per realizzarla, circa 13 milioni di euro, sarebbero quelli del pacchetto che il Comune riceverebbe dalla società Autostrade per le opere infrastrutturali collegate alla realizzazione della quarta corsia autostradale.

La nuova Giunta pentastellata ha però rimesso in discussione l’opera, per la quale c’era già un progetto esecutivo approvato, e sta invece valutando l’ipotesi di un completamento in superficie e a una sola corsia per senso di marcia. «Soltanto durante i nostri primi tre banchetti abbiamo raccolto più di mille firme – ci aggiorna il portavoce del comitato, Mirco Griguoli -. Siamo molto contenti, la nostra proposta ha suscitato interesse ed entusiasmo in persone di ogni età. Tante firme stanno arrivando anche dalla vallata del Santerno, dove non pensavamo che il problema fosse così sentito. Invece, in tanti ci hanno raccontato le difficoltà che vivono ogni giorno quando devono raggiungere la zona industriale di Imola, dove lavorano. Ci hanno detto che impiegano anche più di un’ora e che è pericoloso, perché la gente ha sempre fretta e, pur di riuscire a timbrare il cartellino in orario, per strada fa di tutto».

La raccolta firme proseguirà in gennaio e febbraio, anche in vallata. Domani venerdì 11 gennaio il banchetto di «Strade future» sarà a Fontanelice in corso Europa (ore 9-11), mentre sabato 12 gennaio tornerà davanti al Conad di via Baruzzi, in Pedagna (ore 9.30-12). Altre date, in corso di definizione, tra cui quella di un incontro pubblico entro fine mese, saranno comunicate in tempo reale sulla pagina Facebook «Comitato Strade Future», dove nel frattempo è stato pubblicato anche un video a riprova di quello che i fondatori del comitato vanno ripetendo. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il banchetto organizzato lo scorso 5 gennaio

Oltre mille firme raccolte dal comitato per la bretella, anche la vallata si mobilita per sostenere il progetto già approvato
Cronaca 21 Dicembre 2018

Al via nel 2019 lavori di asfaltatura di strade a Castel San Pietro per oltre 900 mila euro. Li seguirà Area Blu

Lavori di asfaltatura in vista sulle strade di Castel San Pietro Terme, per una spesa di oltre 900 mila euro. Il progetto di affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Tinti e gli interventi saranno realizzati, a partire dal 2019, tramite l’accordo quadro firmato con Area Blu nell’ambito del bando complessivo per le asfaltature dei Comuni di Imola, Castel San Pietro Terme, Medicina e Città metropolitana. Tale accordo permetterà di operare per tutto il 2019 senza emettere altri bandi.

«La complessità procedurale di questa forma contrattuale che abbiamo scelto – dichiara il sindaco Fausto Tinti –  ha fatto slittare in avanti i lavori previsti in autunno 2018, ma darà modo a questa Amministrazione e a quella successiva di poter affidare senza ulteriori gare pubbliche i lavori di asfaltatura assolutamente necessari per elevare la qualità urbana della nostra città».

Una prima serie di lavori, 15 per la precisione, sono già stati finanziati e affidati nel 2018, per una spesa di 537 mila euro e saranno realizzati in primavera. Altri interventi sono previsti all’interno dell’accordo con Area Blu sempre per il 2019, per una previsione di spesa di altri 140 mila euro (e non è escluso che vengano implementati con altre risorse). Poi ci sono le asfaltature in programma per le zone di Poggio e Gaiana, 230 mila euro d’importo, che saranno realizzate tramite la convenzione con Bio-on. L’azienda eseguirà con propri fornitori interventi parziali di rifacimento dell’asfalto delle vie Legnana, Stradelli Guelfi (da via San Biagio alla trattoria Valentino), Cartara, S. Biagio, Rapezzi San Biagio (fino alla scuola e il dosso), Poggio, oltre a segnaletica orizzontale e un tratto di fognatura a Gaiana.

I cantieri partiranno appena le condizioni climatiche si faranno più favorevoli, dal momento che per le asfaltature servono temperature sopra gli 8-9 gradi. I primi interventi a partire saranno quelli di via Remo Tosi (in vista della realizzazione della pista ciclabile a raccordo del percorso proveniente dal retro del Giardino degli Angeli) e di via Di Vittorio. Interessate interamente o parzialmente interessate saranno inoltre: via Gramsci (l’ultimo tratto della pista ciclopedonale che conduce alla stazione ferroviaria), via San Pietro, via Picchio (tutta la parte destra), via Bassi, via Grassi, via Molise (diversi tratti), via San Giovanni (tutta la parte dopo il cavalcavia sull’A14), via Villalunga (da SS9 a via Magnani), via Scania (il tratto fra via Machiavelli e via Risorgimento), via Machiavelli, via Mori, via della Repubblica e via Cova (tratti), via Sant’Agostino.

Nella foto il sindaco Tinti con la mappa dei lavori

Al via nel 2019 lavori di asfaltatura di strade a Castel San Pietro per oltre 900 mila euro. Li seguirà Area Blu

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