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Cronaca 17 dicembre 2018

Dossi rallentatori, nuova ciclabile e resta il doppio senso di marcia: come cambia via Colombarina

Velocità massima 30 chilometri orari, un nuovo tratto di pista ciclopedonale e dossi rallentatori, «salvando» il doppio senso di marcia su via Colombarina. Queste le soluzioni finali al termine del percorso partecipato nato dalle segnalazioni dei residenti delle vie Colombarina e Grandi in merito all’eccessiva velocità delle auto e alle condizioni di pericolo per pedoni e ciclisti.

Un tratto di ciclabile è previsto infatti anche per via Grandi. Le strade in questione sono residenziali ma strategiche per chi vuole evitare il traffico, notevole soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio, in corrispondenza del semaforo tra le vie Scania e Marconi (dove la Giunta Tinti vorrebbe realizzare una rotatoria). A prendere in mano la questione due anni fa erano stati i consiglieri comunali di maggioranza Eugenio Pruni (Pd) e Silvia Serotti (Sinistra in comune), presentando un’interpellanza, in risposta alla quale la Giunta aveva preso l’impegno di agire entro la fine del mandato (che scade la prossima primavera).

Nello stesso periodo, tra l’altro, era giunta al sindaco Fausto Tinti anche una analoga raccolta firme firmata dai residenti che sollevavano il problema della sicurezza. A quel punto sono iniziati gli incontri. «Insieme all’assessore alla Mobilità Tomas Cenni – racconta Pruni – abbiamo cercato di renderci conto in prima persona delle problematiche lamentate. Ci abbiamo messo due anni – ammette – ma oggi possiamo dire di avere raggiunto l’obiettivo».

Pruni, che è presidente della Commissione lavori pubblici, ha portato il tema anche in due commissioni. La soluzione scelta prevede due nuovi tratti di ciclopedonale che unisca idealmente quella già esistente su via Scania fino a via Roma, all’altezza della Coop. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Dossi rallentatori, nuova ciclabile e resta il doppio senso di marcia: come cambia via Colombarina
Cronaca 14 dicembre 2018

Il comitato pro-bretella Strade future: “Abitiamo in Pedagna, siamo cittadini e chiediamo al Comune di ascoltarci'

Bretella… o bretellina? Così titolava il settimanale “sabato sera” del 4 ottobre di fronte all’intenzione ventilata dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Imola, Massimiliano Minorchio, di rimettere mano al completamento dell’asse attrezzato di attraversamento nord-sud della città, ridimensionandone costi e, conseguentemente, portata. Una domanda a cui “Strade future”, neocomitato presentatosi pubblicamente ieri ha riposto senza fraintendimenti: il progetto migliore è quello originale della bretella, così com’è già stato realizzato in parte dalle precedenti amministrazioni comunali. 

«Il nostro comitato si è costituito da poco – ha spiegato il portavoce Mirco Griguoli, geometra, abitante in Pedagna -. Per ora riuniamo una decina di persone, ma chiediamo l’appoggio di tutti coloro che sono d’accordo con noi. Faremo banchetti, saremo nelle piazze. E’ importante fare sentire la voce di noi cittadini e informare sui problemi prima che vengano prese delle decisioni».

Per farsi conoscere e raccogliere firme sono già previsti banchetti domenica 16 dicembre in via Emilia 121, dalle ore 14.30 fino alle 17-17.30, poi il 22 e il 29 dicembre e il 5 gennaio dalle ore 9-9.30 fino alle 13 sempre in via Emilia.  

Tutti i componenti del comitato vivono nell’area di maggior congestione di traffico a cavallo tra le due Pedagne, quella est e quella ovest. «La Pedagna deve sopportare un volume enorme di traffico sia locale che di attraversamento. La bretella – ha ricordato Griguoli – è fondamentale per spostarsi da una parte all’altra di Imola e col suo completamento si potrà attraversare la città fin alla zona industriale posta a nord dell’abitato». 

Essendovi già un progetto esecutivo pronto e approvato, si potrebbero chiedere i soldi già stanziati per avviare la realizzazione dell’opera viaria. «Ma da quello che si evince leggendo i giornali e dalle autonome comunicazioni dell’assessore c’è un ripensamento dell’attuale Amministrazione su come farla, per ridurne i costi di realizzazione. Certo, in tempi di scarsità di risorse, risparmiare è lodevole, ma non se il risparmio va a discapito della funzionalità e della qualità dell’opera».

Sì perché, ha tenuto a sottolineare Griguori, la bretellina, per come è stata pensata dall’Amministrazione attuale, riduce i costi ma anche l’efficacia dell’intervento. «Così concepita, la bretellina sarebbe null’altro che una Montanara bis, ma più inquinante, più rumorosa, meno sicura, creando una ulteriore separazione tra le due Pedagne. Noi siamo contenti se l’Amministrazione pubblica spende meno – ha ripetuto Griguori -, ma bisogna anche spendere bene. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di riflettere». (fu.an.) 

Nella foto alcuni componenti del comitato Strade future, al centro Mirco Griguoli

Il comitato pro-bretella Strade future: “Abitiamo in Pedagna, siamo cittadini e chiediamo al Comune di ascoltarci'
Cronaca 6 dicembre 2018

Per bypassare Bologna Confartigianato metropolitana propone una soluzione: la Trasversale di pianura

Utilizzare l’alternativa Trasversale di pianura per ridurre il traffico autostradale e decongestionare così il capoluogo regionale. Questa la proposta avanzata dalla Confartigianato metropolitana per uscire dall’impasse in cui è ricaduto il dibattito su come il traffico che si sposta lungo la direttrice nord-sud possa bypassare il collo di bottiglia costituito dallo snodo bolognese, sempre più a rischio di collasso (se il 7 agosto di quest’anno sull’A14 l’autocisterna fosse esplosa pochi chilometri più in là, all’intersezione con l’A1, invece che a Borgo Panigale, si sarebbe paralizzato l’intero Paese).

Un po’ di cronistoria. All’inizio doveva essere un passante autostradale, meglio noto come passante nord, opera strategica considerata di valenza nazionale, che avrebbe dovuto collegare l’A1 all’A13 e all’A14, consentendo di aggirare il nodo congestionato di Bologna. Si trattava di un corridoio a semianello di una quarantina di chilometri, tracciato nella pianura a nord del capoluogo regionale, a due corsie per senso di marcia più relative corsie di emergenza.

Ma il progetto in questione aveva sollevato contrarietà nelle Amministrazioni locali e nelle cittadinanze dei territori toccati dal tracciato. Obiezioni che la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha fatto proprie nel febbraio del 2016, abbandonando l’idea di costruire il passante nord (per evitare di «mangiare 41 chilometri di territorio vergine») in favore di un progetto che prevedeva l’allargamento in sede sia dell’autostrada che della tangenziale nel tratto da Borgo Panigale a San Lazzaro, il cosiddetto passante di mezzo. Le elezioni politiche del 4 marzo di quest’anno, vinte da Movimento5Stelle e Lega, con la nascita a Roma di un Governo giallo-verde, hanno però riportato tutto in alto mare.

Sulla situazione è intervenuta qualche giorno fa Confartigianato Bologna metropolitana. « La soluzione, a nostro parere, è quella di spostare il passaggio dei mezzi in transito fuori dall’area urbana – ha commentato il segretario, Amilcare Renzi -. Come Confartigianato proponiamo di utilizzare un’infrastruttura già esistente, la Trasversale di pianura, allargandola in modo adeguato e con uno sguardo verso un traffico del futuro che non potrà che aumentare».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto il segretario della Confartigianato metropolitana Amilcare Renzi

Per bypassare Bologna Confartigianato metropolitana propone una soluzione: la Trasversale di pianura
Cronaca 4 dicembre 2018

All'ex Beccherucci già effettuata la demolizione che consentirà di riaprire la strada a doppio senso

Sono entrati nel vivo i lavori all”ex Beccherucci, lo stabile di proprietà di ConAmi all”angolo tra via Selice, via della Resistenza e via Galvani a Imola. Come si vede dalla foto del cantiere è stata infatti effettuata la demolizione dello spigolo esterno dell”edificio, necessaria per consentire la riapertura del doppio senso di marcia sulla via Selice e il ripristino dell’immissione del traffico in uscita dalla via Selice stessa sulla rotatoria (al momento è possibile solo entrare dalla rotatoria in direzione centro).

I lavori, finanziati dal ConAmi, sono stati affidati a seguito di una procedura di gara alla ditta Br Demolizioni srl di Bra (Cuneo) in quanto l’impresa, tra le migliorie offerte in sede di gara, aveva proposto anche di attuare la demolizione con pinze demolitrici comandate a distanza dagli operatori. Questo metodo, a differenza della classica demolizione con martello pneumatico, è stato ritenuto preferibile in sede di gara perché limita fortemente gli impatti di rumore e vibrazioni, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli addetti al cantiere.

L”importo dell”intervento, il cui termine è previsto entro l”anno, è di poco inferiore ai 90.000 euro.

All'ex Beccherucci già effettuata la demolizione che consentirà di riaprire la strada a doppio senso
Cronaca 4 dicembre 2018

Il progetto della ciclabile di Villa Fontana ha ottenuto un contributo dalla Regione di 400 mila euro

Buone notizie per la frazione di Villa Fontana. Il progetto di 2,5 chilometri di ciclabile, presentato dal Comune di Medicina, è stato inserito tra i 29 finanziati dalla Regione (su 86 presentati). Per la precisione è risultato quindicesimo e ha ottenuto 400 mila euro di contributo su un totale di 800 mila.

Il bando, complessivamente, metteva a disposizione 9 milioni per il potenziamento della mobilità ciclopedonale regionale e Medicina si è aggiudicata l’importo massimo presentando una progettazione condivisa con il Consiglio comunale e soprattutto con la Consulta della frazione.

Il tracciato, che dovrà essere appaltato entro il 2019, parte dalla scuola elementare nuova di Villa Fontana e arriva fino a via del Piano. Questa ciclabile è pensata per integrarsi con le altre esistenti (come il tratto da via Bergianti fino a via Fava, recentemente riqualificato) o a quelle in via di realizzazione (come quella compresa nella riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria). In sostanza una ciclovia che arriverà fino a Ganzanigo passando per Medicina, già inserita nel Biciplan della Città Metropoli-tana come itinerario cicloturistico di valore regionale.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto lavori in corso per la ciclabile dietro l”ex stazione verso Ganzanigo

Il progetto della ciclabile di Villa Fontana ha ottenuto un contributo dalla Regione di 400 mila euro
Cronaca 4 dicembre 2018

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli

Il progetto relativo alla ciclabile che collegherà la stazione ferroviaria di via dello Sport al centro abitato della frazione di Ponte Rizzoli ha ottenuto un finanziamento della Regione Emilia Romagna pari al 70 per cento dell’importo totale dei lavori. In termini economici, stiamo parlando di un intervento che avrà un costo complessivo di 450 mila euro, di cui solo 135 mila saranno a carico dell’Amministrazione comunale.

In verità, la realizzazione è ipotizzata su sei stralci in un tratto complessivo di 3,15 chilometri, ma solo quattro sono a carico dell’Amministrazione comunale mentre due sono stati inseriti in interventi già previsti. Il tratto a nord del sottopasso autostradale fino all’intersezione con gli Stradelli Guelfi, ad esempio, per un totale di circa 800 metri, è a carico dei lottizzanti che parteciperanno all’Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea) di Ponte Rizzoli, mentre quello che va dall’innesto degli Stradelli Guelfi con via Tolara di Sotto fino al centro abitato della frazione, per circa 330 metri, è stato inserito nelle opere compensative derivanti dalla realizzazione della quarta corsia dell’A14.

In capo al Comune, e al finanziamento regionale, rimane un tratto di circa 3 chilometri. «L’importo è molto contenuto non perché cercheremo di risparmiare sulla qualità dei materiali – ci tiene a sottolineare il sindaco Luca Lelli -, ma perché utilizzeremo in parte via Marconi, che sarà trasformata in ciclopedonale mantenendo l’accesso per i veicoli dei residenti e ai mezzi agricoli». Una volta completato anche questo tracciato, Ozzano raggiungerà «la dotazione di 1,5 metri di ciclopedonale per abitante previsto dal Piano aria integrato regionale per il 2020» conclude Lelli.

Nella foto il tracciato complessivo della ciclabile con i sei tratti evidenziati

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli
Cronaca 4 dicembre 2018

Dai semafori intelligenti ai tratti pericolosi, al vaglio del Comune e di Area Blu i nodi della viabilità cittadina

Alcune decine di segnalazioni arrivate dai cittadini a Comune, Area Blu oppure alla polizia municipale sotto forma di petizioni, lettere, email sulla pericolosità delle strade imolesi. Sono finite tutte sul tavolo di Maurizio Lelli, l’assessore alla Viabilità della Giunta Sangiorgi, che le ha portate all’attenzione dell’incontro mensile sul traffico tra Comune, Area Blu e municipale.

«Ce ne sono alcune da accantonare, ma su quelle su cui riteniamo di procedere avviamo una fase di studio incaricando Area Blu di mettere le piastre che rilevano quante auto transitano, a che ora e a quale velocità – spiega Lelli -. Poi torniamo in conferenza traffico con i risultati e organizziamo un incontro con i cittadini interessati per illustrare le ipotesi di soluzione». L’obiettivo è dare una risposta alle persone «che in generale lamentano la forte velocità dei mezzi in transito e chiedono di installare dei rallentatori» sintetizza Lelli.

Alcune problematiche si ripresentano da anni e sono di difficile soluzione, altre sono dovute all’aumento dei residenti in alcuni quartieri oppure a modifiche nelle abitudini della viabilità cittadina. Al momento Area Blu è impegnata su 4-5 punti, con l’impegno di portare i dati sul traffico alla conferenza sul traffico di metà dicembre. L’elenco parte con via Punta, dove una petizione con 150 firme è stata consegnata alla polizia municipale. «Il tratto è quello tra via Luxemburg e via Poggiolo – precisa Lelli -, la settimana scorsa Area Blu ha fatto i rilievi, faremo un incontro pubblico per presentarli insieme alle nostre proposte».

Una riunione analoga a quella già fatta per via Luzzi, dove si segnala soprattutto il traffico intenso. Un tema che si ripropone da anni, tanto che la strada è stata già risagomata con l’installazione di dissuasori per disincentivarne l’utilizzo. «Occorrerebbe impedire la svolta a sinistra di chi arriva dal centro – dice Lelli -, ma solo in via Luzzi non basta, ci sono anche le parallele via Odofredo e Croce. Poi c’è il “parcheggio selvaggio”, dovuto soprattutto al bar all’angolo. Abbiamo fatto un primo incontro nella sala dei Cappuccini al quale abbiamo invitato i residenti, c’erano circa 200 persone, ho ascoltato i problemi e prospettato la possibilità della chiusura della strada oppure solo della svolta a sinistra e alla fine li ho fatti votare per scegliere». Peccato che, come già accaduto in precedenza, non a tutti piaccia l’idea di impedire al svolta a chi arriva dal centro e ne è uscito un testa a testa non risolutivo.

Lelli ha deciso di ritornare dai cittadini dopo aver fatto fare i rilievi ad Area Blu. «Magari li rifarò votare. In questo caso si può fare, in altri ambiti no» ammette l’assessore. Per quanto riguarda la sosta, ad esempio, non ha dubbi: «In via Luzzi ridisegneremo le piazzole per i parcheggi, rimarranno gratuiti ma più ordinati». Altro punto dolente, segnalato sempre per la velocità dei veicoli in transito, è via Tiro a Segno verso il ponticino della Tosa. «Area Blu farà una rilevazione, poi decideremo se mettere dei rallentatori oppure no. Ci sono soluzioni diverse per costi e impatto, possono essere cordoli in plastica oppure in cemento. Certo non possiamo metterne per tutta la città – puntualizza Lelli -. Ad esempio, in via Bergullo è stato segnalato che le auto vanno molto forte nella parte urbanizzata, inoltre c’è spesso gente in bici di sera senza giubbottino giallo. Faremo un rilievo e vedremo a metà gennaio cosa si più fare».

Nel frattempo, Lelli sta lavorando su altri fronti. Da un lato per l’installazione di due «semafori intelligenti» all’incrocio viale Dante, via Pirandello, via Graziadei e tra via Pisacane e via Santerno, dall’altro alla ridefinizione della sosta attorno a viale Dante. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”assessore alla Viabilità Maurizio Lelli

Dai semafori intelligenti ai tratti pericolosi, al vaglio del Comune e di Area Blu i nodi della viabilità cittadina
Cronaca 29 novembre 2018

Il Comune di Imola spinge per la «bretellina» con una sola corsia per ogni senso di marcia

La Giunta Sangiorgi va avanti con l’opzione «leggera» per il completamento dell’asse attrezzato da via Salvo D’Acquisto fino a via Punta, la cosiddetta bretellina. L’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, tirato per la giacca dalle opposizioni, Lega e Pd, in Commissione bilancio, sabato 24 novembre, ha assicurato che «la Regione ha accolto un nuovo cronoprogramma dei lavori, fino al 2023 non perderemo il loro finanziamento (circa 3 milioni, ndr), quindi abbiamo guadagnato il tempo necessario per poter fare un nuovo progetto, compresa la procedura di Valutazione di impatto ambientale che di regola richiede circa un anno».

Nel piano triennale delle opere pubbliche l’investimento è stato inserito al 2020 (la voce è il completamento asse nord-sud), accanto ai 100 mila euro per lo studio di fattibilità del nuovo ponte sul Santerno. Al completamento dell’asse attrezzato sono destinati 14 milioni di euro, 11 milioni (su 18 complessivi) di Autostrade Spa legati alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 tra San Lazzaro e il bivio con Ravenna, più altri 3 milioni derivanti dal Patto per Bologna, ma la nuova Amministrazione pentastellata ha detto sin da subito di voler mettere mano al progetto per ridimensionarlo e utilizzare le somme risparmiate per altri interventi (che dovranno riguardare comunque il collegamento nord-sud per l’A14).

«L’opera sarà realizzata in base alle reali necessità e sulle condizioni attuali del traffico» ha ribadito Minorchio. In concreto significa una sola corsia per senso di marcia (invece di due come nel resto dell’asse attrezzato) con una trincea profonda 2,5 metri invece dei 5 del progetto originale, posizionando sui bordi la terra scavata per creare due fasce sopraelevate di verde e «abbattere l’impatto ambientale». Inoltre sono previsti un paio di sovrappassi pedonali per collegare le due zone del quartiere.

«Pensiamo di risparmiare circa 5 milioni, ne spenderemo solo 8 e mezzo» ha affermato Minorchio, che non è preoccupato all’idea di creare all’altezza di via Salvo D’Acquisto un nuovo collo di bottiglia del tutto analogo a quello che troviamo oggi sotto il ponte della ferrovia. Anzi, «per risolvere quel problema stiamo studiando una s-luzione sperimentale ridefinendo la segnaletica orizzontale…» rilancia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”imbocco della bretella attuale

Il Comune di Imola spinge per la «bretellina» con una sola corsia per ogni senso di marcia
Cronaca 27 novembre 2018

Lavori alla stazione ferroviaria di Castello, in arrivo ascensori e altre migliorie

Si concluderanno tra la fine di dicembre e le prime settimane del 2019, meteo permettendo, i lavori in corso alla stazione ferroviaria castellana di viale Gramsci. L’intervento rientra nel pacchetto di investimenti programmati da Rete ferroviaria italiana (Rfi), la società partecipata di Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture ferroviarie, che a livello nazionale interessa complessivamente le 620 stazioni nelle quali si concentra la stragrande maggioranza del traffico ferroviario.

L’obiettivo è triplice: migliorare l’accessibilità, riqualificare gli ambienti e una maggior integrazione con le altre modalità di trasporto cittadine. Soprattutto verrà risolto l’annoso problema delle scale per raggiungere il secondo binario, che al momento presentano solo una ripida rampa a fianco degli scalini, davvero scomoda, ad esempio, per una mamma con un passeggino. Cominciato un anno fa, il progetto a livello nazionale dovrà essere completato in un decennio. Il circondario imolese non ha dovuto attendere molto: sul Santerno l’intervento si è svolto già nel 2017 e l’inaugurazione è avvenuta il 6 febbraio scorso, mentre sul Sillaro, come detto, i lavori sono in corso di realizzazione. L’importo dell’investimento è analogo per entrambe le stazioni: 4 milioni e mezzo di euro sono serviti per la riqualificazione della stazione di Imola, altrettanti ne serviranno per Castel San Pietro.

Venendo al dettaglio, nei mesi estivi è stato innalzato il marciapiede a servizio del binario 1 per portarlo a 55 centimetri, la misura standard stabilita a livello europeo per il servizio metropolitano al fine di agevolare anche ai portatori di handicap l’accesso ai treni, in particolar modo quelli più nuovi. Per quanto riguarda invece il marciapiede del binario 2, già alto a sufficienza, l’intervento prevede solo la ripavimentazione e l’aggiunta di nuovi servizi, come i percorsi tattili a terra per guidare le persone ipovedenti. Ma la vera novità è la realizzazione dei vani per i tanto attesi ascensori, che saranno tre per ovviare al problema delle scale per accedere al sottopassaggio: uno per permettere la discesa dal primo binario, uno per salire al secondo e un terzo sul lato opposto rispetto al fabbricato viaggiatori.

Proseguendo nell’elenco, il pacchetto di lavori prevede anche la ristrutturazione generale del sottopasso, delle pensiline a copertura dei marciapiedi di attesa e del fabbricato viaggiatori, con il rifacimento dei tetti, la ritinteggiatura delle facciate, nonché la risistemazione della sala d’attesa. In arrivo anche un nuovo impianto di illuminazione a led e il potenziamento dell’informazione al pubblico mediante l’installazione di più diffusori. Infine, serrà rifatto il marciapiede esterno sul lato della piazza. (mi.ta.)  

L”articolo completo su «sabato sera» del 22 novembre.

Nella foto (di Rebecca Conti): la porta di accesso al primo binario oggi chiusa

Lavori alla stazione ferroviaria di Castello, in arrivo ascensori e altre migliorie
Cronaca 25 novembre 2018

Via Gambellara chiusa al traffico i giorni feriali fino al 14 dicembre per i lavori sul canale nel tratto Molino Rosso-Lasie

Via Gambellara chiusa al traffico veicolare, nel tratto compreso tra l”incrocio con via Molino Rosso e la rotonda con via Lasie, dalle 8.30 alle 18.30 di tutti i giorni feriali nel periodo compreso tra lunedì 26 novembre e venerdì 14 dicembre. Lo ha deciso l”Amministrazione comunale di Imola per consentire i lavori di messa in sicurezza del canale Gambellara per il tratto interessato, che saranno svolti per conto del Consorzio di Bonifica della Romagna occidentale.

Oltre alle limitazioni suddette, con le stesse modalità viene istituito in via Molino Rosso un divieto di transito per i veicoli con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate. Il tratto interessato da questo divieto è quello compreso tra la via Selice provinciale e la via Gambellara.

Le limitazioni, che come precisato non valgono nei giorni festivi, non si applicano ai residenti e a tutti coloro che hanno titolo per circolare ugualmente: mezzi autorizzati, mezzi di polizia, veicoli di soccorso.

Nella foto analogo ripristino di alcuni smottamenti nel rio Gambellara fatto nel giugno scorso sempre dal Consorzio di bonifica della Romagna occidentale nel tratto verso 

Via Gambellara chiusa al traffico i giorni feriali fino al 14 dicembre per i lavori sul canale nel tratto Molino Rosso-Lasie

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