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Cronaca 19 Novembre 2019

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia

Sarà il duo Mosa-Ferro a guidare il secondo appuntamento della Stagione dei concerti 2019-2020 dell’Accademia pianistica di Imola. Emanuela Mosa, giovane violoncellista siciliana diplomata anche in pianoforte, sarà accompagnata dal pianista pluripremiato Alberto Ferro nelle musiche di Boccherini, Beethoven e Schubert.

Il concerto, che si terrà domani alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani a Imola, è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena per la kermesse imolese degli eventi artistici del Progetto Speciale Chigimola 2019.

L’ingresso è previo ritiro obbligatorio dell’invito presso l’Accademia (Rocca Sforzesca, entrata laterale, piazzale Giovanni dalle Bande Nere 12) dal lunedì al giovedì ore 9-19, il venerdì ore 9-17. L’intera Stagione è dedicata all’Osservanza: contestualmente al ritiro dell’invito sarà possibile donare un’offerta libera destinata al recupero del complesso conventuale. (r.cr.)

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia
Cultura e Spettacoli 11 Marzo 2019

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia

Riprende con due grandi artisti la stagione «Talenti e Grandi Interpreti» curata dall’Accademia pianistica di Imola: martedì 12 marzo alle ore 20.30, nella Sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, il violoncellista Mario Brunello si esibirà con il pianista Enrico Pace eseguendo la Sonata in mi minore op.38 di Johannes Brahms e la Sonata in fa maggiore op. 6 di Richard Strauss.

Mario Brunello nel 1986 è stato il primo artista italiano a vincere il Concorso Tchaikovsky di Mosca, vittoria che lo ha proiettato sulla scena internazionale: invitato dalle più prestigiose orchestre, dal 1994 si presenta anche nella doppia veste di direttore e solista. Attraverso un lavoro di ricerca si avvicina al pubblico con un’idea diversa e multiforme del far musica suonando il suo prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi. Enrico Pace ha studiato con il maestro Franco Scala all’Accademia di Imola dove ora è docente. Nel 1989 ha vinto il Primo Premio al Concorso internazionale «Franz Liszt» di Utrecht e da allora si esibisce regolarmente sia come solista collaborando con numerose orchestre sinfoniche, che in formazione cameristica con violinisti del calibro di Frank Peter Zimmermann e Leonidas Kavakos.

Per accedere ai concerti (tutti gratuiti) è necessario registrarsi e prenotarsi, ritirando la tessera. Per maggiori informazioni: 0542/30802.

Nella foto il violoncellista Mario Brunello che si esibirà il 12 marzo con Enrico Pace

Mario Brunello ed Enrico Pace in concerto domani per l'Accademia
Cultura e Spettacoli 13 Marzo 2018

Erf, sul palco dello Stignani il famoso violoncellista Giovanni Sollima

Una cascata di conoscenza, entusiasmo, talento, cultura: parlare con Giovanni Sollima, violoncellista di fama mondiale, è rinfrescare la mente. Immaginatevi ascoltarlo! L’occasione ci sarà domani sera alle ore 21 quando, con I Solisti Aquilani, sarà al teatro Stignani di Imola per un appuntamento della rassegna curata da Emilia Romagna Festival.

Nato a Palermo, Sollima è protagonista nelle più importanti rassegne internazionali e sui palchi di tutto il mondo, e ha collaborato, ad esempio, con Claudio Abbado, Philip Glass, dj Scanner o Patti Smith, giusto per dirne alcuni. Ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, ideato insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato e che continua tutt’ora: una «chiamata alle arti» dedicata alla musica con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione e tanti concerti. Attualmente insegna all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove è anche accademico effettivo, e alla Fondazione Romanini di Brescia.

Ma come si sceglie un programma per concerto? Per l’emozione che dà suonarlo? Per la sfida musicale? Per l’idea di stimolare il pubblico?

«C’è sempre una serie di connessioni, l’idea di di un racconto – risponde il violoncellista -. Anche dove sembra ci siano incongruenze, in realtà è un contrasto che dà una sorta di drammaturgia. Ci sono sempre collegamenti in un programma. Quello che propongo con i Solisti Aquilani è composto da concerti per violoncello e orchestra da camera. Rientra nella grande tradizione settecentesca, un’epoca in cui il virtuoso scriveva poco per se stesso, per le sue mani, perché curava l’interpretazione dei suoi brani direttamente sullo strumento, mentre scriveva molto per orchestra: Boccherini, ad esempio, pubblica poche sue sonate, che eseguiva soprattutto per uso privato, mentre pubblica tantissime sinfonie. Sin da bambino io sono stato educato al metodo settecentesco con una pratica improvvisativa sulla musica del ‘700, quindi tutto questo mi affascina. E poi fa bene alla salute sentire i segnali del passato, la storia: me li lancia direttamente lo strumento che suono».

Infine, due brani legati, in un certo senso.

«Suoneremo il Concerto n. 3 in sol maggiore per violoncello e archi G 480 di Luigi Boccherini, un musicista che io adoro. Il suo nome è una leggenda ma nessuno conosce veramente la sua musica. Da Lucca è partito e ha girato il mondo dell’epoca, poi si è stabilito in Spagna e questo si avverte: è stato il primo grande etnomusicologo della storia, ha esplorato la musica popolare. Ha inventato il gps del violoncellista, dando le direzioni per la navigazione più impervia. La sua musica è preclassica e folk. Concluderemo con un mio lavoro, L.B. files per violoncello, archi e sampler, dove L.B. è Boccherini, e quindi è un chiaro riferimento a lui. L’ho scritto per un festival in Germania nel 2006, in forma di concerto. Ha la forma del racconto in cui immagino Boccherini girare per il mondo. C’è un fandango all’interno, che esprime sensualità, con una voce campionata che in pochi secondi ci spiega il fandango, mentre noi suoniamo intorno. È un tracciato fitto tra epoche, stili e luoghi, con l’idea del viaggio e di cosa accade in Europa. Nel mondo si pratica l’improvvisazione sulla musica, sulla poesia e su diverse altre discipline: è una pratica straordinaria che non elude regole di architettura».

Musica significa ovviamente strumenti con cui farla. Qual è il rapporto che ha col suo violoncello?

«È un’estensione di me. Il violoncello poi è fisico, sta a contatto col corpo. C’è una parte che vibra nello spazio e un’altra che ti ritorna nel corpo». Ultima curiosità: è mai stato a Imola? «Una volta, mi è piaciuta e ho mangiato benissimo». E detto da un palermitano, è un complimento che vale moltissimo.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, per i ragazzi delle scuole imolesi fino a 19 anni 1 euro, gratuito sotto i 10 anni. Info: 0542/25747.

s.f.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo

Nella foto (di Gian Maria Musarra): Giovanni Sollima

Erf, sul palco dello Stignani il famoso violoncellista Giovanni Sollima

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