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Ciclismo, un 2018 da incorniciare per l'imolese Alessia Patuelli

Ciclismo, un 2018 da incorniciare per l'imolese Alessia Patuelli

Il 2018 di Alessia Patuelli è stato speciale. L’imolese, 16 anni da compiere la vigilia di Natale, ha chiuso la stagione ciclistica con un titolo italiano su pista (inseguimento a squadre), cinque campionati regionali (uno su strada, quattro su pista) e ben 11 vittorie su strada in sei diverse regioni, oltre ad altri 8 podi, tra cui il terzo posto ai Tricolori su strada.

Alessia, avevi già vinto tanto da Esordiente, ma ti aspettavi questi risultati anche nel 2018?

«Ci speravo, ma è stata una sorpresa anche per me riuscire a vincere già a inizio stagione e continuare fino a settembre».

Un momento particolarmente emozionante?

«Sicuramente il successo alla Coppa Rosa (con oltre 160 partenti, nda): per me era un sogno. Sono stata contenta anche del Tricolore su pista e del podio agli Italiani su strada, ma la Coppa Rosa a Borgo Valsugana ha un significato speciale».

Hai corso alla Ciclistica Santerno Fabbi Imola da G4 a Esordiente di primo anno, mentre nelle ultime tre stagioni eri alla Re Artù Factory Team di Forlì. Il prossimo anno?

«Sarò Juniores al Team Breganze, diretto dall’ex professionista Davide Casarotto. Abbiamo scelto questa squadra perché dovrebbe permettermi di crescere gradualmente, con serenità. Poi ovviamente spero in qualche bel risultato, sfruttando il mio spunto veloce e cercando di difendermi anche in salita. Punterò soprattutto alle gare su strada e il calendario già a inizio stagione prevede appuntamenti importanti come la prova di Coppa delle Nazioni di Cittiglio e il Giro di Campania».

Passare a una squadra veneta è compatibile con gli impegni scolastici?

«Già quest’anno mi allenavo spesso con mio babbo, pur seguendo le indicazioni del diesse Mauro Orlati e degli altri tecnici, che mi hanno sempre seguita con grande disponibilità. Anche nel 2019 sarà così, quindi cercherò di conciliare bene i vari impegni».

Perché una ragazza oggi dovrebbe dedicarsi al ciclismo?

«Perché in bici ci si sente liberi. Perché è alternativo ai classici sport che praticano tutti. E’ gratificante, ti fa faticare, è uno sport completo in cui conta il fisico, ma anche e soprattutto la testa. E’ al tempo stesso uno sport individuale e di squadra. Non è solo prendo la bici e pedalo, come pensano in tanti: sarebbe bello farlo conoscere a più persone. E poi, in tutti gli sport che si praticano al chiuso o in un impianto sportivo, il panorama lo vedi solo dopo l’allenamento: in bici ce l’hai sempre davanti». (Massimo Marani)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 novembre.

Nella foto: Alessia Patuelli con la maglia tricolore dopo aver vinto i campionati italiani su pista (inseguimento a squadre)

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