Cronaca

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato

La Fatro Spa continua a crescere. Non solo nella sua espansione territoriale, fresca dell’acquisto degli oltre 6 mila 800 metri quadrati in quel di Tolara di Sotto, ma anche come numero di dipendenti, che fanno dell’azienda una delle eccellenze industriali non solo del bolognese ma dell’intero Paese, dove il cuore degli affari sono i prodotti farmaceutici e i medicinali per animali, tra cui anche i vaccini. Non una goccia per l’uomo.

Fatro non è nuova ad acquisizioni monstre attorno alla propria sede di via Emilia. Lo scorso anno ha acquistato un tratto di via I Maggio per 930 mila euro per poter collegare comodamente e in sicurezza i vari capannoni sorti nel tempo, in particolare quelli che oggi formano il polo logistico. La Fatro è nata nel 1947, il nome è l’acronimo di Farmo-tecnica-romagnola. A Ozzano c’è dal 1963, quando Corrado Zaini, figlio del fondatore Gualtiero, spostò da Forlì la produzione e aprì lo stabilimento lungo la via Emilia.

Nel 2014, alla morte di Corrado, alla guida dell’azienda è subentrata la moglie, Silvana Dal Magro, che ha assunto la carica di presidente. Oggi nella sede ozzanese impiega 300 dipendenti in uno stabilimento che oggi copre i 100 mila metri quadrati. Nel resto del mondo ha altri sette impianti produttivi (in Spagna, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Uruguay, Argentina, India), più uno a Brescia destinato ai vaccini aviari. In tutto il globo impiega oltre 650 dipendenti, con un fatturato da 200 milioni l’anno, esporta in 92 Paesi e vanta 15 brevetti internazionali e prodotti esclusivi tra medicinali, vaccini e additivi per mangimi. Sono inclusi quelli per gli animali domestici e da compagnia non vendibili a banco, come il farmaco per prevenire la filariosi, pericolosa malattia parassitaria trasmessa dalle punture di zanzara, con conseguenze che possono essere letali. I materiali che compongo i farmaci per animali si attengono a protocolli di qualità che non hanno niente da invidiare a quelli per i farmaci umani.

Stesso discorso per la filiera delle forniture. Quando alcuni anni fa la Fatro fu accusata di utilizzare cartilagini di squalo provenienti dal mercato nero australiano, l’azienda rispose mostrando che le materie prime arrivavano da selezioni certificate e la polemica finì sul nascere.Colpisce il dato delle assunzioni. Dal 2011 i laboratori Fatro hanno aumentato il personale a tempo indeterminato di dieci – quindici unità ogni anno, quando altre realtà si trovavano nel periodo più duro della crisi economica. Il 63 per cento dei dipendenti sono donne, in gran parte si tratta di laureati e periti chimici. Per i figli dei dipendenti, l’azienda ha messo a disposizione una biblioteca e ha inserito in busta paga un bonus per l’acquisto di libri scolastici.

Stretto il rapporto con l’Università di Bologna, la cui facoltà di Medicina veterinaria, come noto, è proprio a Ozzano, in via Tolara di Sopra, a poche centinaia di metri in linea d’aria dagli uffici Fatro. A separarli c’è la via Emilia. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto un laboratorio di produzione Fatro

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