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Cronaca 9 Luglio 2020

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra

Cefla taglia la produzione e il personale nella sede di Verona? La risposta dei sindacati Fim Fiom Uilm Territoriali Imola e Rsu Cefla Imola Verona Pesaro non si è fatta attendere. «Apprendiamo con assoluto sconcerto che la Cefla, al pari di una multinazionale, sta procedendo al taglio di un sito produttivo e di personale della sede di Verona – si legge nel comunicato. Nei recenti incontri sindacali sul territorio veronese è stato chiaramente specificato che una parte della produzione verrà trasferita ad Imola, insieme ad una parte del personale, per poi nel 2021 procedere al totale spostamento della produzione.È chiaramente un progetto di risparmio di costi tipico di una azienda che persegue il solo fine utilitaristico del bilancio.Le relazioni sindacali in Cefla hanno da tempo assunto rapporti sempre peggiorativi rispetto al passato e la mancata comunicazione delle azioni messe in atto sul sito di Verona, né la presentazione di un appropriato piano industriale, lo dimostrano. Come organizzazioni territoriali abbiamo deciso di porre un deciso punto fermo a questo stato di cose.Di tutto questo parleremo con tutto il personale nelle assemblee programmate per giovedì 16 luglio, chiedendo il mandato a sostenere il plesso di Verona.Sosteniamo la battaglia iniziata a Verona ben consci che queste problematiche potrebbero espandersi anche su altri plessi.A seguito dell’assemblea sindacale, secondo il mandato ricevuto, non ci precludiamo la possibilità di mettere in campo anche forme di protesta.Se davvero questo è accaduto, auspichiamo una inversione di rotta, ma se la posizione della Cooperativa rimarrà tale anche nell’immediato futuro ne dovremo necessariamente prenderne atto ed adeguarci anche nei nostri modi di relazionarci». (da.be.)

Nella foto: uno degli stabilimenti Cefla a Imola

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra
Cronaca 9 Luglio 2020

Cefla chiede la proroga della cassa integrazione Covid. Niente accordo però su ferie, permessi e tredicesima

«Per la prima volta sul nostro territorio non siamo riusciti a firmare un accordo sindacale con Cefla, la seconda più grande cooperativa metalmeccanica a livello mondiale». Così i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno commentato quanto accaduto al momento della richiesta di apertura di cinque settimane di cassa integrazione Covid-19. «L’azienda – affermano i sindacati con ramma- rico – non ha accettato di fare maturare i ratei di ferie, permessi e tredicesima ai propri lavoratori. Ha rinunciato all’importantissimo ruolo cooperativo di mutualità che l’ha sempre contraddistinta».

L’azienda, respingendo le accuse dei sindacati, replica: «La maturazione dei ratei, pur non obbligatoria per legge, è stata concessa nelle prime nove settimane di cassa integrazione con il tacito accordo che, per eventuali ulteriori estensioni della cassa, sarebbe stata valutata alla luce della situazione economica globale e delle previsioni del gruppo. La tutela dei nostri dipendenti è stato e rimane il nostro massimo interesse». A conferma di questo, nel mese di giugno Cefla erogherà a tutti i dipendenti un premio di produzione lordo di 1.800 euro. (lo.mi.)

Nella foto: lo stabilimento della Cefla

Cefla chiede la proroga della cassa integrazione Covid. Niente accordo però su ferie, permessi e tredicesima
Economia 1 Luglio 2020

Crisi Dentix: obiettivo della società riaprire le cliniche, curare i pazienti e ristrutturare il debito

Nuovo capitolo della telenovela riguardante la crisi della Dentix, Dentix, la catena di centri odontoiatrici low cost. La Dentix Italia, infatti, ha reso noto che ha presentato presso il Tribunale di Milano la richiesta di concordato preventivo in continuità. L’obiettivo, infatti, è di arrivare alla riapertura delle cliniche incondizioni di sicurezza, prestare le cure necessarie ai pazienti,ristrutturare il debito finanziario, tutelare i creditori, i dipendenti ecollaboratori.

Le cliniche Dentix Italia hanno interrotto la loro attività a causa della pandemia legata alla diffusione del Covid-19 e al conseguente lockdown a cui è stato sottoposto il Paese per diversi mesi. Una situazione eccezionale e del tutto imprevista che ha acuito in maniera improvvisa alcune difficoltà finanziarie già esistenti. La crisi dell’impresa Dentix Italia, già palesatasi nell’imminenza del lockdown, si è estremamente aggravata a causa della chiusura imposta dalle norme per il contenimento dell’epidemia di Covid-19. «Abbiamo lavorato e riflettuto su diverse ipotesi per tornare all’operatività in Italia nel miglior modo possibile, senza venire meno agli impegni che ci siamo assunti. Quella del concordato preventivo incontinuità è la scelta migliore per tutelare gli interessi di tutti: in primis i nostri pazienti, i dipendenti, i creditori e la società»  ha dichiarato Angel Lorenzo Muriel, fondatore e presidente di Dentix».

In seguito al deposito della domanda di concordato preventivo incontinuità, Dentix Italia presenterà nel termine che sarà assegnato dal Tribunale, e comunque entro un massimo di 120 giorni, un piano di ristrutturazione del debito e di rilancio della società che consenta di riaprire le cliniche con il primario obiettivo di completare i trattamenti odontoiatrici dovuti ai pazienti e, allo stesso tempo, trovare gli accordi nel miglior interesse di tutti. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): l’ambulatorio Dentix a Imola

Crisi Dentix: obiettivo della società riaprire le cliniche, curare i pazienti e ristrutturare il debito
Economia 30 Giugno 2020

Le proposte di Alleanza delle cooperative italiane agli Stati generali

Un grande piano nazionale per la transizione ecologica ed energetica, un pacchetto con 100 proposte di semplificazione normativa, la richiesta di interventi per sostenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale delle imprese e nuovo patto sociale che defiscalizzi gli incrementi di produttività.
Queste, in sintesi, le principali proposte che l’Alleanza delle Cooperative ha presentato al Governo nel corso degli Stati generali.

«Dl rilancio e Dl liquidità – ha spiegato il presidente Mauro Lusetti, anche a nome dei copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone – hanno pensato soprattutto alla finanza, ma non al rafforzamento patrimoniale. Noi abbiamo invece avanzato diverse proposte che vanno proprio in questa direzione: Ace, fiscalità agevolata dei ristorni portati a capitale; favorire la rivalutazione dei beni di impresa. E ancora equity anziché debito per sostenere le Pmi; sostegno ai workers buy out non solo per imprese in crisi, ma anche per successione generazionale e interventi nel capitale delle imprese da parte dei Fondi di previdenza integrativa». (r.cr.)

Le proposte di Alleanza delle cooperative italiane agli Stati generali
Economia 29 Giugno 2020

Approvato il bilancio 2019 di Area Blu, l’utile supera i 250 mila euro

Il 26 giugno scorso l’Assemblea dei Soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2019 di Area Blu che evidenzia un utile di euro 267.084, rispetto all’utile dell’esercizio precedente di euro 127.753. Si tratta quindi di un risultato positivo raddoppiato rispetto al 2018, che aumenta in progressione geometrica anno per anno, con cui Area Blu rafforza la propria situazione patrimoniale e finanziaria.

Un risultato soddisfacente conseguito nonostante le note traversie politiche e di governance. Il risultato del 2019, infatti, aiuterà sicuramente Area Blu anche nel delicato evolversi del 2020, che appare complicato ed incerto, e che ad oggi ha comportato numerosi sacrifici sia per la società che per i dipendenti. Area Blu si conferma, quindi, una essenziale risorsa del territorio Metropolitano di Bologna, sia per gli Enti soci che per i cittadini e le imprese locali. (da.be.)

Nella foto (da Google Maps): la sede di Area Blu a Imola

Approvato il bilancio 2019 di Area Blu, l’utile supera i 250 mila euro
Economia 25 Giugno 2020

Approvato il bilancio 2019 della Bcc: utile di 20 milioni di euro e crescita pari al 36%

Si è svolta oggi, giovedì 25 giugno presso la Sede della Banca, l’Assemblea ordinaria della BCC Credito Cooperativo ravennate forlivese e imolese, che si è tenuta quest’anno con la modalità del Rappresentante designato. A causa delle restrizioni imposte dall’emergenza da Covid – 19 i Soci, pur non presenti di persona, hanno potuto delegare il Rappresentante designato, il notaio Massimo Gargiulo di Faenza ed esprimere le loro indicazioni di voto in merito ai punti all’ordine del giorno.Oltre 600 Soci, accedendo all’area riservata hanno consultato la documentazione e conferito delega al notaio Gargiulo. A loro il presidente Secondo Ricci ha rivolto il ringraziamento del Consiglio di Amministrazione, sottolineando come, anche in questa particolare occasione, si avverta lo spirito di partecipazione e condivisione proprio della base sociale della cooperativa.

All’ordine del giorno in primis l’approvazione del Bilancio di esercizio 2019, che si è chiuso registrando un utile a 20,4 milioni di euro, con una crescita del 36% rispetto al risultato molto positivo dello scorso anno. Il direttore generale Gianluca Ceroni ha evidenziato come tutti gli indicatori siano confermati nei loro valori positivi. Il patrimonio, a seguito dell’approvazione del bilancio è ulteriormente rafforzato, superando i 360 milioni di euro con coefficienti di solidità patrimoniale estremamente positivi (CET1 pari al 15,62% e Total Capital Ratio pari al 15,75%) di gran lunga superiori a quelli previsti dalla normativa. Il Prodotto Bancario Lordo (dato dalla somma di raccolta e impieghi) supera i 7,5 miliardi di euro, di cui oltre 2,5 miliardi sono rappresentati da impieghi alla clientela.L’utile è stato destinato in prevalenza al rafforzamento patrimoniale, in ottemperanza anche alle indicazioni fornite alle banche dall’Autorità di Vigilanza; al Fondo beneficenza e mutualità è stato destinato 1 milione di euro. Al riguardo la Banca ha già sostenuto, in questi primi mesi del 2020, le aziende sanitarie locali e gli enti assistenziali del territorio con erogazioni liberali per oltre 200.000 euro destinati all’acquisto di strumentazione sanitaria e al sostegno delle categorie fragili.

L’Assemblea è stata preceduta nella giornata di mercoledì 24 giugno 2020 dalla premiazione dei vincitori delle Borse di Studio e di Ricerca riservate ai Soci, figli di Soci e giovani del territorio finanziate dalla Banca in collaborazione con la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche. Quest’anno la premiazione si è svolta in forma digitale con una diretta streaming sui social, che ha coinvolto i ragazzi in un dialogo aperto con i membri del Comitato Giovani Soci della Banca sui temi della sostenibilità, responsabilità sociale e cooperazione. Complessivamente sono stati premiati 37 giovani per un importo di oltre 45.000 euro. Sono stati inoltre assegnati i premi del CRAL Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori de LA BCC per ulteriori 10.000 euro (Premio per la Scuola, Premio per la Bontà e Premio per lo Sport). (da.be.)

Nella foto: l’assemblea tenutasi con la formula del Rappresentante designato

Approvato il bilancio 2019 della Bcc: utile di 20 milioni di euro e crescita pari al 36%
Economia 25 Giugno 2020

Il presidente della Sacmi Paolo Mongardi alla guida di Acimac

Paolo Mongardi, presidente di Sacmi, da luglio sarà alla guida di Acimac per due anni. L’Associazione costruttori italiani macchine e attrezzature per ceramica riunisce la maggioranza delle aziende italiane del settore, da quelle di medio-piccole dimensioni a quelle di dimensioni maggiori. (r.e.)

Nella foto: Paolo Mongardi

Il presidente della Sacmi Paolo Mongardi alla guida di Acimac
Economia 19 Giugno 2020

Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole organizzato dal Gruppo Caviro

L’edizione 2020 del Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole ha fatto il punto sulla situazione globale, ovvero sul mercato del vino e le sfide economiche, sociali e ambientali del prossimo futuro. Ad organizzare e presiedere l’evento in videoconferenza è stato il Gruppo Caviro e nello specifico il presidente Carlo Dalmonte. L’incontro ha visto la partecipazione straordinaria di Pau Roca, Direttore Generale Oiv (Organisation internationale de la vigne et du vin) e di Luca Rigotti (Coordinatore di ACI settore vitivinicolo) e i principali protagonisti del mondo vinicolo cooperativo internazionale di Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

Un’occasione di confronto, per dibattere gli effetti della pandemia sul mercato mondiale del vino e individuare le possibili strategie di risposta. «Questo Forum doveva tenersi presso la nostra sede in Italia e invece si svolge in videoconferenza – ha spiegato Dalmonte -, una modalità nuova ma che ormai ci è familiare. La pandemia ha infatti modificato molte abitudini e si ripercuote profondamente anche sul business in cui operiamo. Di conseguenza, sono almeno tre le dimensioni su cui riflettere: gli effetti contingenti, quelli permanenti e le azioni migliorative che possiamo mettere in campo».

Tra gli effetti immediati, è emerso chiaramente che il comune denominatore su tutti i territori è il blocco del canale Horeca, ora in lenta ripresa, a fronte di una crescita di acquisti nei supermercati o con delivery ed e-commerce. Ciò ha comportato non tanto un calo quanto un cambiamento nel consumo del vino, legato a un uso domestico e da pasto, più che a momenti di tempo libero o conviviali. Dato preoccupante infatti è la flessione generale del fatturato più che dei volumi, una situazione che si sta ripercuotendo sui segmenti premium, spingendo i consumi verso prodotti a prezzi minori. C’è preoccupazione generale per la crisi economica all’orizzonte: «Compariranno più disuguaglianze sociali e la globalizzazione ridurrà la sua portata – ha proseguito Dalmonte –. È uno scenario in cui il mondo cooperativo può dire e fare molto, perché è radicato sui territori e portatore di un modello di sviluppo più equo e sostenibile, capace di tradurre le difficoltà in opportunità. Per esempio, potrebbe essere il momento giusto per puntare ad una qualità migliore e togliere ovunque lo zucchero esogeno dal prodotto, per far sì che in bottiglia ci sia solamente il frutto della pianta della vite».

Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative Italiane ha, invece, aggiunto che «il settore vitivinicolo è in grande difficoltà e non è il solo. Il cambio di abitudini di consumo a danno del settore HoReCa fa prevedere un calo fra il 20 -25% del fatturato (quantificabile in circa 2 mld). Alla politica, sia nazionale che europea, abbiamo chiesto di prendere in considerazione le nostre proposte e di mostrare più dinamicità nelle misure di promozione verso paesi terzi. Stiamo lavorando in sede Europea per ottenere provvedimenti tempestivi ed omogenei. Attualmente siamo costretti a lavorare in ottica di distillazione, che pur non essendo una destinazione primaria del prodotto, ci consente di smaltire i quantitativi in eccesso. Per il futuro, dovremo attrezzarci per ragionare ad ampio spettro, sostenendo insieme un’economia agricola che è fondamentale a livello globale ma che purtroppo in questo momento, come molti altri settori economici, deve affrontare nuove difficoltà». (da.be.)

Nella foto: la sede della Caviro

Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole organizzato dal Gruppo Caviro
Economia 19 Giugno 2020

Crisi Dentix, i racconti degli ex clienti della clinica imolese. L’assessore regionale Colla: «Necessario un tavolo ministeriale per la continuità lavorativa»

Equipe di professionisti qualificati, trattamenti accessibili, tecnologia all’avanguardia. Questo prometteva Dentix anche attraverso il proprio sito internet. E tanti, almeno oltre un centinaio secondo le stime delle associazioni di consumatori, sono i clienti che si sono affidati alla clinica odontoiatrica che la catena spagnola aveva aperto a Imola nel febbraio 2016 (all’epoca era la seconda in Emilia Romagna dopo quella di Forlì) e che, loro malgrado, sono rimasti senza risposte, senza soldi e, soprattutto, senza cure. «Ho iniziato un lavoro costoso circa un anno fa – ci racconta una di loro, imolese, che preferisce non rendere pubblico il proprio nome – sottoscrivendo un finanziamento di 15 mila euro a interessi zero per cinque anni, proposto da loro sulla base del preventivo. Ho firmato il contratto, ho mandato la busta paga e mi hanno accordato il finanziamento. Ho già pagato 3.250 euro e tuttora sto continuando a pagare rate mensili da 250 euro, per non andare in mora con la finanziaria. In questo arco di tempo ho fatto l’igiene, ho curato due carie, ho tolto sei denti e inserito due montature provvisorie, in attesa del reimpianto dei singoli denti mediante perni. Tra l’altro le montature, non essendo fisse, si staccano in continuazione e questo mi crea non pochi problemi quando sono tra la gente».

Sull’argomento è intervenuto anche l”assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla che, attraverso una lettera indirizzata ai Ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico) e Nunzia Catalfo (Lavoro), ha voluto dare voce alle preoccupazioni delle Organizzazioni sindacali per l”imminente scadenza, al 21 giugno, della Cassa integrazione in deroga per i lavoratori degli studi dentistici. «Attivare ogni iniziativa necessaria e un tavolo ministeriale per consentire la continuità lavorativa del gruppo Dentix» si legge. (r.e.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 18 giugno.

Immagine tratta dall’account Twitter di Dentix Espana

Crisi Dentix, i racconti degli ex clienti della clinica imolese. L’assessore regionale Colla: «Necessario un tavolo ministeriale per la continuità lavorativa»
Cronaca 17 Giugno 2020

Allarme Confartigianato: crolla il fatturato di micro, piccole e medie imprese in regione

8,5 miliardi di euro, oltre il 10% del fatturato annuo, è la stima delle perdite per le micro e piccole imprese emiliano-romagnole durante il bimestre marzo-aprile 2020, presentata in una ricerca di sintesi dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna. Un conto salato provocato dalla quarantena, che presenta conseguenze gravi per numerosi settori dell’artigianato in regione.

«La crisi provocata dal Coronavirus è evidente e chiaramente preoccupa – commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna e vice presidente vicario nazionale di Confartigianato Imprese –, perché colpisce in modo indiscriminato tutti i settori dell’economia. Il nostro compito è quello di proseguire nel dialogo con le Istituzioni, spingendo per migliorare ancora di più l’accesso alla burocrazia online che permette di guadagnare tempo e velocizzare le pratiche, e con le banche, che devono tornare a redistribuire il credito permettendo alle imprese di investire e guardare in prospettiva futura».
Alcuni dati della ricerca «mostrano la grande capacità delle micro e piccole imprese del nostro territorio di adattarsi ai cambiamenti – ossserva Granelli –. Si rileva un’intensificazione da parte delle Mpi emiliano-romagnole dell”uso di strumenti digitali, sia per lo smart working sia per attivare l’e-commerce. Queste sono soluzioni su cui Confartigianato spinge da tempo, mettendo a disposizione, nei territori, strumenti e persone capaci di dare impulso a una nuova economia». (r.cr.)

Immagine di repertorio

Allarme Confartigianato: crolla il fatturato di micro, piccole e medie imprese in regione

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