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Cronaca 31 Dicembre 2019

Arrivederci 2019, ecco alcuni degli avvenimenti più importanti di quest'anno

Tra poche ore saluteremo il 2019 per entrare ufficialmente nel 2020. Tempo di veglioni, brindisi e fuochi d’artificio, ma anche di bilanci e ricordi. E così proviamo a ripensare ad alcuni degli avvenimenti più importanti che quest’anno hanno caratterizzato Imola e tutto il Circondario imolese, fino ad Ozzano. L’elenco è assolutamente casuale e non in ordine di importanza e chiediamo scusa in anticipo se ne dimenticheremo qualcuno.

POLITICA. A Imola, ovviamente, la notizia più clamorosa dell’anno riguarda le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Sempre per rimanere in politica nel 2019 ci sono state le elezioni amministrative in quasi tutti i Comuni del Circondario fino ad Ozzano.

CRONACA. A Mordano, invece, ad aprile è andata in scena una maxi evacuazione per il disinnesco di una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Imola protagonista anche in campo religioso, con la nomina del nuovo vescovo Giovanni Mosciatti. Sul tema dei rifiuti, invece, nel centro storico sotto l’Orologio (tornato finalmente in funzione dopo anni) è arrivata la raccolta porta a porta. Senza dimenticare le fiumane del Santerno e degli altri corsi d’acqua del nostro territorio sia a febbraio che a novembre ed il restauro dell’Osservanza.

SPORT. A gennaio la dirigente dell’Imolese Fiorella Poggi è stata votata come «Sportivo dell’anno 2018». La stessa società rossoblù, poi, ha chiuso la stagione in serie C con un sorprendente terzo posto finale. Da segnalare anche le promozioni della Clai (pallavolo, B1), dell’Imolese Calcio a 5 (in A2) e dell’Imola Rugby (in serie B). Quest’anno, inoltre, il 23 dicembre è ricorso il 20° anniversario della morte del cestista imolese «Chicco Ravaglia». Castel San Pietro, come da tradizione, ha vissuto le emozioni della Carrera, con la Mora che si è dimostrata ancora una volta più forte della concorrenza ed il ritorno al successo, tra le donne, delle Ovette. Salendo di livello, impossibile dimenticare le medaglie dei nostri atleti ai Mondiali ed agli Europei di nuoto.

EVENTI. Annunciati per il 2020 i concerti di Vasco Rossi, Cesare Cremonini e dei Pearl Jam. Proprio per il ritorno in riva al Santerno del Blasco fu organizzato l’evento «Imola chiama Vasco» che, a quanto pare, è servito allo scopo. Celebrazioni anche per i 500 anni dalla morte di Leonardo e i 25 anni dalla morte di Ayrton Senna. Successo, infine, per le tappe mondiali all’autodromo della Superbike e del Motocross.

TEMI «CALDI». Argomenti spinosi, invece, le questioni riguardanti la piscina Ruggila discarica di Imola, Cà Vaina, il ConAmi, la ormai famosa Bretella e i lavori allo stadio Romeo Galli. 

Ora non ci resta che augurare «buona fine e buon principio» a tutti i lettori di «sabato sera» ed alle loro famiglie.

Nelle foto: in senso orario dall’alto a sinistra l’orologio di Imola, la bomba a Mordano, Chicco Ravaglia, la piena del Santerno, l”ex allenatore dell’Imolese Dionisi ed il presidente Spagnoli, il murales di Senna all’autodromo, il vescovo Mosciatti e la Mora alla Carrera 2019. Al centro l’ex sindaca di Imola Sangiorgi

Arrivederci 2019, ecco alcuni degli avvenimenti più importanti di quest'anno
Cronaca 26 Novembre 2019

La Regione al lavoro su un testo unico del commercio

L’Emilia Romagna sta lavorando a un nuovo codice del commercio. Regole chiare e trasparenti per negozi, colossi dell’e-commerce e outlet, nell’alveo di una sana e corretta concor renza. «C’è bisogno di maggiore trasparenza e di regole a tutela dei consumatori ed anche per rispondere alle esigenze dei negozianti, che negli ultimi anni hanno patito, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, i venti della crisi, insieme all’aumento della concorrenza degli outlet e dei giganti dell’online», motiva l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini.
«Vogliamo intervenire soprattutto nella regolamentazione della scontistica degli outlet, per ripristinare una parità di condizioni con gli esercizi di vicinato. E vogliamo mettere ordine alla giungla di sconti e vendite promozionali – prosegue l’assessore – attraverso regole semplici e codificate che difendano, in primo luogo, il potere d’acquisto dei cittadini e sostengano anche i piccoli dettaglianti».

Da inizio anno, la Regione Emilia Romagna ha stanziato 8 milioni di euro per sostenere botteghe storiche, i piccoli negozi, i bar e i pubblici esercizi.
«Proprio perché siamo convinti che siano un elemento fondamentale per l’attrattività dei nostri territori e per la vita delle comunità locali. E proprio per questo – chiude Corsini –,  per mantenere vitali i nostri paesi e le nostre città, il testo unico del commercio sarà uno dei primi atti che potrà essere posto alla valutazione dell’Aula nella prossima legislatura, in un percorso condiviso con gli enti locali, le associazioni di categoria, le imprese e i lavoratori». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 21 novembre

Immagine di repertorio

La Regione al lavoro su un testo unico del commercio
Cronaca 25 Novembre 2019

Produrre nocciole è una vera opportunità?

La coltivazione del nocciolo, albero da frutto appartenente alla famiglia delle Betulaceae e al genere Corylus, sta attirando l’interesse di sempre più agricoltori. I consumi di nocciole infatti sono in aumento, trainate dalla domanda dell’industria dolciaria. «C’è sicuramente spazio per la corilicoltura, ma occorre ragionare in base a quelle che sono le necessità e a quelle che sono le vere operatività», ha tenuto a rimarcare Claudio Sonnati di Agrion, la Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, invitato alla giornata di studi Nocciolo, esigente ma di reddito. Vera opportunità per l’agricoltura?, svoltasi a Imola lo scorso 9 novembre, promossa dall’Associazione ex allievi peritiagrari insieme all’Istituto agrario Scarabelli, dagli ordini professionali dei dottori agronomi e dei periti agrari delle province di Bologna e Ravenna e dalle organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Ugc-Cisl.

In Italia sta crescendo infatti l’interesse per questa coltura grazie anche all’aumento dei consumi di nocciole nel mondo. Nel nostro Paese è molto forte l’attività di trasformazione, per cui la richiesta di nocciole è parecchio più elevata rispetto alla produzione interna e, di converso, vengono esportati grandi quantitativi di prodotti lavorati ad alto valore aggiunto. La superficie coltivata a noccioleto è quindi in costante aumento.

Secondo l’Istat in Italia tra il 2010 e il 2018 le superfici coltivate a nocciolo sono cresciute di quasi il 20%, passando da 70.464 ettari a 84.306. E la produzione di nocciole è passata da 936.444 a 1.326.990 quintali (+41%), concentrata per oltre il 98% in quattro regioni: Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. (al. gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 21 novembre

Produrre nocciole è una vera opportunità?
Cronaca 19 Novembre 2019

Nel nord Italia crolla la produzione di olive

Mentre si prevede un calo mediamente del 9% della produzione di olio d’oliva in Europa, nel 2019 rispetto al 2018, in Italia si stima un raddoppio della produzione (da 175 mila tonnellate a 350 mila). Lo mette in evidenza il report sul comparto olivicolo del Centro studi di Confagricoltura, sulla base delle previsioni dell’Unione europea, presentate a Bruxelles.
Ottima la qualità per la Cia-Agricoltori italiani, il Consorzio nazionale Italia olivicola e per l’Associazione italiana frantoiani oleari (Aifo), che però mettono l’accento sui dati negativi relativi alla quantità dell’olio prodotto in Emilia Romagna (-50%) dovuti alla ciclicità che caratterizza la produzione olivicola e al ritardo della fioritura causata dalle basse temperature di inizio primavera.
Un segno ulteriormente peggiorativo se ci si limita poi al solo territorio coperto dalle nove aziende aderenti alla Rete olio extravergine felsineo. «Un meno 60, 70 per cento», quantifica Ermanno Rocca, produttore e presidente della rete di imprese che a breve cambierà il proprio nome in Rete olio extravergine olio di oliva Colli di Bologna.

Ma se la quantità è poca, almeno la qualità è elevata. Raccolta del prodotto a parte, questa è l’occasione per parlare di un olio territoriale dal sapore amaro e piccante, fruttato medio intenso, che raccoglie in particolare, in circa 170 ettari di terreno, le cultivar regionali Nostrana, Leccino, Correggiolo e Frantoio.
«Anche nelle colline bolognesi ci sono gli ulivi – ricorda Rocca – e danno un  ottimo prodotto». Anzi, le piante di ulivo ci sono sempre state e a documentarlo si possono consultare carte che risalgono al XIII secolo. Poi, la miniglaciazione di inizio Settecento ha fatto seccare gli alberi e si è passati ad altre coltivazioni. (al. gi.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 14 novembre

Nel nord Italia crolla la produzione di olive
Cronaca 13 Novembre 2019

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta

L’ex sede della Camera di commercio di Bologna, parte del complesso liberty posto in viale Rivalta, è ufficialmente in vendita. E’ infatti uscito nei giorni scorsi il bando per la sua alienazione, in ottemperanza alla legge del 2016 con cui l’allora ministro Madia ha riordinato il sistema organizzativo delle Cciaa, obbligandole, tra le altre cose, a razionalizzare le sedi secondarie. Prezzo a base d’asta: 1.321.462 euro. Le offerte di acquisto dovranno pervenire all’ufficio tecnico della Camera di commercio di Bologna entro le ore 12 del 13 dicembre. L’esito del bando si saprà il 16 dicembre.

L’ex sede è collocata nell’ala est della palazzina di primo Novecento che in origine ospitava il Giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Lì gli uffici della Camera di commercio erano presenti dal 1982 (anche se è dal 1957 che l’ente aveva una propria delegazione a Imola). Nel febbraio 2005 era stata re-inaugurata dopo una corposa ristrutturazione .La chiusura degli uffici in viale Rivalta risale all’8 marzo 2018, in concomitanza con l’apertura di uno sportello dedicato alle imprese all’interno dei Servizi al cittadino presso la sala Miceti, che ha funzionato fino al 29 gennaio di quest’anno. Da inizio febbraio, le imprese possono usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. (r.cr.)

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta
Cronaca 8 Novembre 2019

Cogne, per i francesi l’azienda rimarrà a Imola

Le preoccupazioni sul futuro di Cogne macchine tessili hanno lasciato il posto a un cauto ottimismo, dopo il Tavolometropolitano di salvaguardia che si è svolto a Bologna lo scorso 30 ottobre.
Bruno Ameline, presidente e direttore generale del gruppo francese Nsc, che entro fine novembre rileverà le quote dell’azienda imolese «figlia» della storica Cognetex, ha rassicurato sindacati e istituzioni confermando l’impegno a mantenere a Imola l’attività produttiva e l’attuale quadro occupazionale per almeno tre anni.
Non solo. Nel preliminare di acquisizione delle azioni sottoscritto dalle parti, infatti, questo aspetto è considerato «punto di partenza e garanzia per un rilancio a medio e lungo termine dell’azienda».

Durante l’incontro del 30 ottobre è stato sottoscritto un verbale nel quale il gruppo Nsc riconosce l’importanza delle professionalità, del prodotto e del marchio imolesi e pertanto conferma l’impegno a mettere in campo tutti gli sforzi necessari a mantenerli.
In particolare, Nsc si impegna a sviluppare il filatoio Idea, attualmente in produzione, il progetto dell’innovativo filatoio FibreSpin, messo a punto con fondi europei, e a proporre, attraverso la propria rete commerciale, il marchio Cogne sui mercati interno ed estero.

Le istituzioni hanno ritenuto positivo il confronto, visto come «un primo passo verso la presentazione delle linee del piano di sviluppo».
Hanno inoltre ritenuto opportuno proseguire il confronto al Tavolo, una volta perfezionata la cessione, per un monitoraggio dello stato di attuazione del piano industriale, anche con maggiori approfondimenti rispetto a quanto presentato il 30 ottobre. (lo. mi.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 7 novembre

Cogne, per i francesi l’azienda rimarrà a Imola
Cronaca 5 Novembre 2019

Confesercenti: «I nuovi insediamenti rischiano di danneggiare il centro»

I nuovi insediamenti commerciali previsti dal Poc di Imola rischiano di avere ripercussioni negative sulle attività commerciali del centro storico.
Lo sostiene Confesercenti, che ha condensato le proprie perplessità in una lettera, a firma del direttore Enzo Scardovi e della presidente Sabina Quarantini, inviata a fine settembre a sindaco, assessore all’Urbanistica, gruppi consiliari e stampa.

«Ribadiamo le nostre perplessità – scrivono – sull’insediamento del previsto centro commerciale in via Senarina della Coop. ceramica, malgrado la riduzione della superficie di vendita portata da 5 mila a 3.500 metri quadri, per la stretta adiacenza con il centro storico e gli effetti negativi che produrrebbe sullo stesso e per il significativo e obbligatorio intervento di modifica della viabilità da realizzare con il conseguente impatto ambientale e territoriale».
L’intervento, secondo l’associazione di imprese, rischia anche di far slittare la riqualificazione di viale Andrea Costa, prevista nella seconda metà del 2019 «in quanto – affermano – occorrerà attendere la presentazione del progetto immobiliare-commerciale e la costruzione del nuovo centro commerciale Coop. ceramica, affinché possa essere integrato nella proposta di riqualificazione urbana dell’area».

Per questo Confesercenti ha chiesto che parte dei proventi degli oneri di urbanizzazione legati ai nuovi insediamenti commerciali superiori a 1.500 metri quadri sia destinata a un fondo da utilizzare «per compensare gli effetti negativi generati nel contesto comunale in cui si insediano». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero di Sabato sera del 31 ottobre

Confesercenti: «I nuovi insediamenti rischiano di danneggiare il centro»
Cronaca 21 Ottobre 2019

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise

C’è anche il progetto Seneca-Systems ENabling Efficient Cognitive Automation della Ima di Ozzano Emilia fra gli undici Accordi di innovazione di cui il Ministero dello sviluppo economico ha firmato i decreti autorizzativi il 15 ottobre scorso.

Il progetto si concentra sull’implementazione delle pratiche di industria 4.0 per la produzione di macchine per il confezionamento, con un investimento di quasi 7 milioni di euro, fra cui 3 milioni e 700 euro di contributo pubblico (e di questi 208.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna).

«Solo negli ultimi due anni abbiamo messo in campo una trentina di accordi grazie alla particolare reattività del sistema regionale – commenta Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna –. Misure e interventi che si concentrano prevalentemente su infrastrutturazione e azioni dirette per le aziende e si inseriscono nella logica dell’ispessimento delle filiere e della competizione basata su ricerca, innovazione e qualità. Significative le ricadute sul territorio generate in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale e in modo particolare di incremento delle opportunità di occupazione qualificata».

«Questi progetti sono la conferma della dinamicità e la competitività delle nostre imprese – aggiunge Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna –. Si accompagnano alle politiche industriali che abbiamo attivato in questi anni per rendere attrattivo il nostro territorio e per guidare uno sviluppo basato su nuove tecnologie, ricerca e competenze, per generare posti di lavoro di qualità. Siamo di fronte a realtà imprenditoriali importanti che decidono di potenziare la propria presenza nella nostra regione. Aziende che proprio in Emilia-Romagna trovano le condizioni per crescere, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto, nei quali come Regione abbiamo investito puntando su formazione, ricerca e sviluppo, oltre a una rete regionale dei Tecnopoli basata sul forte collegamento fra i nostri atenei e il mondo produttivo». (r.cr.)

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise
Cronaca 16 Ottobre 2019

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno

«BeOpen Porte e finestre» è il principale evento italiano del settore del serramento. Venerdì 18 ottobre farà tappa per la prima volta a Imola, all’autodromo Enzo e Dino Ferrari (dalle ore 9), per tutti gli operatori della filiera ovvero serramentisti, rivenditori, installatori, imprese edili e progettisti. A organizzare l’iniziativa è Legnolegno, il Consorzio nazionale dei serramentisti, nato nel 1987 dalla Cna di Reggio Emilia e che raggruppa a livello nazionale circa 950 imprese. Da circa un anno, il presidente di Legnolegno è l’imprenditore imolese Fabio Ragazzini. «Per me è una grande soddisfazione – ci spiega – essere riuscito a portare a Imola questa che per Legnolegno è la manifestazione più importante dell’anno, perché si tiene in Emilia Romagna, regione dove ha sede il Consorzio».

Il programma della giornata prevede interventi istituzionali e workshop tenuti da esperti, consulenze gratuite per le imprese e una area expo con le novità di oltre 30 aziende partner. Si parlerà, ad esempio, di innovazione, normative, marketing e strategie digitali. L’argomento, però, più dibattuto in questo momento dagli operatori del settore è quello della detrazione in fattura, consentita dall’articolo 10 del Decreto crescita, in vigore dal 1° agosto, e che permette ai clienti di scontare in fattura una grossa percentuale dell’importo dovuto alle aziende (dal 50 al 75%), le quali saranno rimborsate dallo Stato nell’arco di 5 anni.

«Le aziende più strutturate – sottolinea Ragazzini -, come le grandi catene con crediti di imposta elevati, propongono già questo tipo di sconti ai loro clienti. Ma le piccole imprese non possono permettersi di applicare questa modalità di pagamento e vengono in questo modo messe in ginocchio. Cna ha già presentato un ricorso al Tar contro l’Agenzia delle entrate, chiedendo l’annullamento del provvedimento, e ha avviato una petizione, che ha già raccolto l’adesione di oltre 5 mila aziende del settore». La partecipazione all’evento è solo su invito. I lettori di «sabato sera» possono richiedere l’ingresso omaggio, compilando il modulo che si trova al link http://bit.ly/BeOpen_BO19_Press, e presentandolo all’entrata. (r.cr.)

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno
Cronaca 10 Ottobre 2019

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»

«Ormai di professione sono un predicatore, che va in giro per l’Italia e in tv per dire che ognuno può fare qualcosa per cambiare l’Italia». Così si definisce oggi, in tono scherzoso, Carlo Cottarelli, volto noto agli italiani soprattutto per essere stato, tra il 2013 e il 2014, commissario per la revisione della Spesa pubblica durante il Governo Letta, ruoloche gli è valso l’epiteto di «Mister forbici», affibbiato da parte della stampa.

Davvero in tanti lo scorso 2 ottobre sono andati ad ascoltarlo a palazzo Sersanti, dove il Centro studi Luigi Einaudi, incollaborazione con l’associazione Giovanni Codronchi Argeli e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, lo aveva invitato a parlare dei «sette peccati capitali dell’economia italiana», titolo e tema del libro da lui pubblicato nel 2018.

Cottarelli, quali sono i sette peccati capitali dell’economia italiana di cui parla nel suo libro?
«Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nello sviluppo tra nord e sud del Paese, difficoltà di convivenza con l’euro. Quella dell’euro è una grossa polemica. Io continuo a pensare che l’Italia debba rimanere nell’euro, che può crescere nell’euro, ma abbiamo avuto qualche difficoltà di adattamento, non perché siamo geneticamente incompatibili con la moneta unica europea, ma perché, dopo l’entrata nell’euro, per alcuni anni abbiamo seguito delle politiche economiche sbagliate».

Quali le strade per risolvere alcuni dei problemi che ha citato?
«Il problema principale che dobbiamo risolvere è quello di tornare a crescere. Sono vent’anni che non cresciamo, abbiamo lo stesso reddito pro capite che avevamo vent’anni fa, in termini di potere di acquisto. Come si fa a risolverequesta situazione? Io credo che ci vogliano le “famose” riforme strutturali (e qui si lascia sfuggire un sorriso, Ndr). Ma quali devono essere queste riforme? Io ne indicherei tre, che sono poi quelle che indicano gli imprenditori, perché, se si facessero, loro investirebbero di più. Primo: abbassare la pressione fiscale, però con fonti di finanziamento stabili, non prendendo soldi a prestito. Tagliare le tasse finanziandole a debito è sbagliato. Occorre trovare fonti di finanziamento permanenti che possono derivare dalla riduzione dell’evasione fiscale, che è ancora tanta, oppure da risparmi sul fronte della spesa. Secondo: la riduzione della burocrazia, che è un peso tremendo per l’intera  economia italiana. Terzo: ridurre i ritardi nella giustizia civile, renderla più veloce, ci vogliono ancora otto anni per concludere un processo civile che arriva al terzo grado di giudizio».

Se oggi avesse pieni poteri, dove interverrebbe in primis?
«Partirei dalla burocrazia. Occorre ridurre tutte queste regole e queste carte, che tra l’altro costano moltissimo alle Piccole e medie imprese: circa 33 miliardi all’anno, spesi per compilare moduli, senza contare i tempi di attesa e i progetti che non si riescono a realizzare proprio perché la burocrazia intralcia. Quello sarebbe il punto da cui partire.Non una delle tante cose da fare, ma “La priorità”». Come mai in Italia non riusciamo ad affrontare questi problemi?«E’ impopolare affrontare questi problemi seriamente. Ad esempio, tutti dicono di voler ridurre la burocrazia, ma non è mai stata vista come una priorità da chi sta al Governo. E’ più facile vincere le elezioni mandando in pensione tre anni prima o dando un reddito anche senza lavorare. Si preferisce fare questo, invece di affrontare i problemi più difficili,che però sono quelli che a lungo termine farebbero crescere l’economia italiana». (lo. mi.)

L”intervista completa sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»

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