Posts by tag: Economia

Cronaca 21 Ottobre 2019

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise

C’è anche il progetto Seneca-Systems ENabling Efficient Cognitive Automation della Ima di Ozzano Emilia fra gli undici Accordi di innovazione di cui il Ministero dello sviluppo economico ha firmato i decreti autorizzativi il 15 ottobre scorso.

Il progetto si concentra sull’implementazione delle pratiche di industria 4.0 per la produzione di macchine per il confezionamento, con un investimento di quasi 7 milioni di euro, fra cui 3 milioni e 700 euro di contributo pubblico (e di questi 208.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna).

«Solo negli ultimi due anni abbiamo messo in campo una trentina di accordi grazie alla particolare reattività del sistema regionale – commenta Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna –. Misure e interventi che si concentrano prevalentemente su infrastrutturazione e azioni dirette per le aziende e si inseriscono nella logica dell’ispessimento delle filiere e della competizione basata su ricerca, innovazione e qualità. Significative le ricadute sul territorio generate in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale e in modo particolare di incremento delle opportunità di occupazione qualificata».

«Questi progetti sono la conferma della dinamicità e la competitività delle nostre imprese – aggiunge Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna –. Si accompagnano alle politiche industriali che abbiamo attivato in questi anni per rendere attrattivo il nostro territorio e per guidare uno sviluppo basato su nuove tecnologie, ricerca e competenze, per generare posti di lavoro di qualità. Siamo di fronte a realtà imprenditoriali importanti che decidono di potenziare la propria presenza nella nostra regione. Aziende che proprio in Emilia-Romagna trovano le condizioni per crescere, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto, nei quali come Regione abbiamo investito puntando su formazione, ricerca e sviluppo, oltre a una rete regionale dei Tecnopoli basata sul forte collegamento fra i nostri atenei e il mondo produttivo». (r.cr.)

Il progetto “Seneca' di Ima fra gli undici accordi di innovazione approvati dal Mise
Cronaca 16 Ottobre 2019

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno

«BeOpen Porte e finestre» è il principale evento italiano del settore del serramento. Venerdì 18 ottobre farà tappa per la prima volta a Imola, all’autodromo Enzo e Dino Ferrari (dalle ore 9), per tutti gli operatori della filiera ovvero serramentisti, rivenditori, installatori, imprese edili e progettisti. A organizzare l’iniziativa è Legnolegno, il Consorzio nazionale dei serramentisti, nato nel 1987 dalla Cna di Reggio Emilia e che raggruppa a livello nazionale circa 950 imprese. Da circa un anno, il presidente di Legnolegno è l’imprenditore imolese Fabio Ragazzini. «Per me è una grande soddisfazione – ci spiega – essere riuscito a portare a Imola questa che per Legnolegno è la manifestazione più importante dell’anno, perché si tiene in Emilia Romagna, regione dove ha sede il Consorzio».

Il programma della giornata prevede interventi istituzionali e workshop tenuti da esperti, consulenze gratuite per le imprese e una area expo con le novità di oltre 30 aziende partner. Si parlerà, ad esempio, di innovazione, normative, marketing e strategie digitali. L’argomento, però, più dibattuto in questo momento dagli operatori del settore è quello della detrazione in fattura, consentita dall’articolo 10 del Decreto crescita, in vigore dal 1° agosto, e che permette ai clienti di scontare in fattura una grossa percentuale dell’importo dovuto alle aziende (dal 50 al 75%), le quali saranno rimborsate dallo Stato nell’arco di 5 anni.

«Le aziende più strutturate – sottolinea Ragazzini -, come le grandi catene con crediti di imposta elevati, propongono già questo tipo di sconti ai loro clienti. Ma le piccole imprese non possono permettersi di applicare questa modalità di pagamento e vengono in questo modo messe in ginocchio. Cna ha già presentato un ricorso al Tar contro l’Agenzia delle entrate, chiedendo l’annullamento del provvedimento, e ha avviato una petizione, che ha già raccolto l’adesione di oltre 5 mila aziende del settore». La partecipazione all’evento è solo su invito. I lettori di «sabato sera» possono richiedere l’ingresso omaggio, compilando il modulo che si trova al link http://bit.ly/BeOpen_BO19_Press, e presentandolo all’entrata. (r.cr.)

Fa tappa all'autodromo di Imola la fiera dei serramenti organizzata dal Consorzio Legnolegno
Cronaca 10 Ottobre 2019

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»

«Ormai di professione sono un predicatore, che va in giro per l’Italia e in tv per dire che ognuno può fare qualcosa per cambiare l’Italia». Così si definisce oggi, in tono scherzoso, Carlo Cottarelli, volto noto agli italiani soprattutto per essere stato, tra il 2013 e il 2014, commissario per la revisione della Spesa pubblica durante il Governo Letta, ruoloche gli è valso l’epiteto di «Mister forbici», affibbiato da parte della stampa.

Davvero in tanti lo scorso 2 ottobre sono andati ad ascoltarlo a palazzo Sersanti, dove il Centro studi Luigi Einaudi, incollaborazione con l’associazione Giovanni Codronchi Argeli e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, lo aveva invitato a parlare dei «sette peccati capitali dell’economia italiana», titolo e tema del libro da lui pubblicato nel 2018.

Cottarelli, quali sono i sette peccati capitali dell’economia italiana di cui parla nel suo libro?
«Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nello sviluppo tra nord e sud del Paese, difficoltà di convivenza con l’euro. Quella dell’euro è una grossa polemica. Io continuo a pensare che l’Italia debba rimanere nell’euro, che può crescere nell’euro, ma abbiamo avuto qualche difficoltà di adattamento, non perché siamo geneticamente incompatibili con la moneta unica europea, ma perché, dopo l’entrata nell’euro, per alcuni anni abbiamo seguito delle politiche economiche sbagliate».

Quali le strade per risolvere alcuni dei problemi che ha citato?
«Il problema principale che dobbiamo risolvere è quello di tornare a crescere. Sono vent’anni che non cresciamo, abbiamo lo stesso reddito pro capite che avevamo vent’anni fa, in termini di potere di acquisto. Come si fa a risolverequesta situazione? Io credo che ci vogliano le “famose” riforme strutturali (e qui si lascia sfuggire un sorriso, Ndr). Ma quali devono essere queste riforme? Io ne indicherei tre, che sono poi quelle che indicano gli imprenditori, perché, se si facessero, loro investirebbero di più. Primo: abbassare la pressione fiscale, però con fonti di finanziamento stabili, non prendendo soldi a prestito. Tagliare le tasse finanziandole a debito è sbagliato. Occorre trovare fonti di finanziamento permanenti che possono derivare dalla riduzione dell’evasione fiscale, che è ancora tanta, oppure da risparmi sul fronte della spesa. Secondo: la riduzione della burocrazia, che è un peso tremendo per l’intera  economia italiana. Terzo: ridurre i ritardi nella giustizia civile, renderla più veloce, ci vogliono ancora otto anni per concludere un processo civile che arriva al terzo grado di giudizio».

Se oggi avesse pieni poteri, dove interverrebbe in primis?
«Partirei dalla burocrazia. Occorre ridurre tutte queste regole e queste carte, che tra l’altro costano moltissimo alle Piccole e medie imprese: circa 33 miliardi all’anno, spesi per compilare moduli, senza contare i tempi di attesa e i progetti che non si riescono a realizzare proprio perché la burocrazia intralcia. Quello sarebbe il punto da cui partire.Non una delle tante cose da fare, ma “La priorità”». Come mai in Italia non riusciamo ad affrontare questi problemi?«E’ impopolare affrontare questi problemi seriamente. Ad esempio, tutti dicono di voler ridurre la burocrazia, ma non è mai stata vista come una priorità da chi sta al Governo. E’ più facile vincere le elezioni mandando in pensione tre anni prima o dando un reddito anche senza lavorare. Si preferisce fare questo, invece di affrontare i problemi più difficili,che però sono quelli che a lungo termine farebbero crescere l’economia italiana». (lo. mi.)

L”intervista completa sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»
Cronaca 8 Ottobre 2019

Istat, Emilia-Romagna prima in Italia per la percentuale di occupazione

In Emilia-Romagna continua a crescere il numero degli occupati. A dirlo, le stime diffuse nei giorni scorsi dall’Istat.

Nel secondo trimestre del 2019 sono arrivati a 2 milioni e 57 mila, più 1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il tasso di occupazione raggiunge così il valore più alto tra tutte le regioni italiane, con un miglioramento che interessa sia uomini sia donne: nel secondo trimestre 2018 era al 70,5%, oggi è al 71,3%.

«Sono dati unici in Italia – commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Quanto fatto insieme a tutte le parti sociali nel Patto per il lavoro, dai sindacati alle imprese, dagli enti locali alle università, dai professionisti alle associazioni del no profit, si conferma una efficace politica industriale. Non possiamo però sottovalutare la congiuntura, le situazioni di crisi aziendali aperte, il fatto che permangono problemi di precarietà e sottoccupazione. E’ quindi indispensabile che il nuovo Governo punti come noi su lavoro, investimenti e formazione. I risultati raggiunti ci confortano, ma ci spronano ancor di più a concentrare gli sforzi sull’occupazione giovanile e sulle aree più svantaggiate. E’ necessario estendere i diritti contrastando il precariato, così come è indispensabile sostenere il potere d’acquisto dei salari e assicurare maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro» (r.cr.)

Istat, Emilia-Romagna prima in Italia per la percentuale di occupazione
Cronaca 1 Ottobre 2019

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti

Il quadro politico nazionale, il nuovo governo, la difficile situazione economica del Paese, il rapporto con l’Europa. Tutti temi di massima attualità che saranno al centro di un incontro pubblico con Carlo Cottarelli che si svolgerà a Palazzo Sersanti (piazza Matteotti 8, a Imola), domani pomeriggio, alle 18.30, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’iniziativa, dal titolo I sette peccati capitali dell’economia italiana, è organizzata dal Centro studi Lugi Einaudi di Imola, e giunge quanto mai puntuale per fare il punto sulla nuova fase politica nazionale e cercare di analizzare i contenuti dell’agenda di governo.

«Il Centro studi Luigi Einaudi ha l’obiettivo di proporre temi legati all’economia, alle imprese e alla società, con uno spirito di approfondimento culturale che rispetti il pensiero liberale che ci ispira da sempre – afferma il coordinatore Pierangelo Raffini -. Per il 2019 abbiamo scelto di invitare Carlo Cottarelli, un economista stimato e serio che ha ricoperto incarichi anche internazionali di rilievo e che negli ultimi tempi ha riscosso una grande notorietà. Scrittore di testi di economia e finanza comprensibili a tutti, ci è sembrata la persona perfetta da invitare in questo momento per parlare dei peccati capitali dell’economia italiana e dei motivi per cui nel nostro Paese la crescita è stata così bassa negli ultimi venti anni. Cottarelli ha da tempo indicato gli ostacoli e anche i metodi per rimuoverli proponendo soluzioni a volte scomode politicamente e che non portano voti. Pensiamo che sia anche in grado di tracciare una strada per il futuro con realismo e con una consapevole fiducia».

«Gualtieri dice di scorporare gli investimenti verdi dal deficit – dichiara Carlo Cottarelli -. Gli investimenti pubblici (verdi e non) servono. Ma si è aumentata già la spesa corrente, la si vuole aumentare ulteriormente e si vogliono pure tagliare le tasse. Speriamo di non restare al verde». (r.cr.)

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti
Cronaca 9 Settembre 2019

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto in redazione una lettera in cui si esponeva il caso di un grande gruppo italiano intenzionato a costruire un nuovo stabilimento a Imola, creando così decine di posti di lavoro, e che si è visto bocciare il progetto dall’Amministrazione comunale in virtù del principio del consumo di suolo zero. «Il sindaco di Castel San Pietro, molto acuto – puntualizza la lettera – ha preso la palla al balzo e, udite udite, ha invitato l’azienda a costruire a Poggio. Terribile perdita per Imola». Dopo aver appurato che quanto sostenuto dal nostro lettore corrisponde al vero (ma i diretti interessati preferiscono non intervenire in merito), ci siamo trovati ancora una volta di fronte alla questione dell’effettiva attrattività del territorio imolese per le imprese che intendono insediarsi o ampliarsi qui.

Proprio per cercare di arginare il problema, l’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini nel maggio 2016 aveva dato avvio al progetto Manufacturing zone restart, che metteva in campo una serie di facilitazioni per gli investitori. In questo modo una decina di imprese hanno scelto di puntare su Imola: Teapak, Medi-Care Solutions e Label-Aire, per citare le principali. Abbiamo incontrato Raffini, che oggi si occupa di sviluppo del business per la società di innovazione tecnologica Antreem, nella torre direzionale verde-nera Top code,da cui con lo sguardo si abbraccia tutta la zona industriale imolese.

Raffini, è possibile conciliare lo sviluppo economico-produttivo di un territorio con il principio del consumo zero di suolo?
«A mio parere, non bisogna basarsi sul preconcetto del consumo di suolo zero. Imola è già di per sé una città molto verde. Un conto è chiedere di utilizzare 20 mila metri quadri di terreno per farci un piazzale dove parcheggiare dei camion. In questo caso anch’io sono contrario, perché un investimento di questo tipo non porta sviluppo economico, ma solo svantaggi dal punto di vista ambientale. Quando però ci sono imprese che vogliono espandersi, a fronte di un piano industriale che prevede l’assunzione di decine di persone, bisogna essere realisti. Occorre valutare caso per caso. In un momento come questo, non ci si può permettere il lusso di dire dei no a priori. Io sono il primo a non volere consumo di suolo; da assessore avevo anche la delega all’Agricoltura, vengo da quel mondo, è importante che una parte del territorio rimanga agricola, ma in queste situazioni bisognerebbe usare il bilancino. “Cum grano salis”, come dicevano gli antichi. Magari si possono siglare degli accordi “do ut des”, che impegnino l’azienda a rendere verde un’altra zona».

L’utilità del progetto Manufacturing zone è stata riconosciuta anche dall’attuale Amministrazione, che ha scelto di mantenerlo, nonostante la tendenza a dare un taglio netto a tutto quanto fatto dai predecessori…
«Con l’attuale assessore Patrik Cavina il confronto è stato sempre onesto. Non voglio dare consigli a chi oggi amministra, non voglio fare il solone né insegnare agli altri. Racconto solo la mia visione personale,frutto della mia esperienzadi impresa». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 5 settembre

Nella foto l”assessore della Giunta Manca allo Sviluppo del territorio Pierangelo Raffini

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»
Cronaca 6 Agosto 2019

Continuano a crescere le presenze turistiche nel circondario imolese, +4,3% nei primi sei mesi del 2019

Dopo un triennio di grande incremento, continuano a crescere le presenze turistiche in tutto il territorio di If Imola Faenza, dove le due aree (il circondario imolese e la Romagna faentina) registrano percentuali simili di aumento, intorno al 4,3%. Questo è quanto dicono i numeri (ancora provvisori) della Regione Emilia Romagna a proposito dei dati turistici nei primi sei mesi del 2019. Per restare alla nostra zona, il circondario imolese ha fatto registrare nel semestre considerato 156.197 presenze (che sono, lo ricordiamo, i pernottamenti), pari appunto al 4,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Meno positivo, invece, il dato degli arrivi, che ha fatto segnare un incremento lievissimo, appena lo 0,1%, per un dato assoluto di 76.663 registrazioni. Da notare che la percentuale di crescita delle presenze è superiore sia alla media della provincia (+2,1%), sia a Bologna città (+3%).

Come detto, il segno più resta anche se l”ultimo triennio, il 2016-2018, aveva già evidenziato nell”area If un grande aumento sia degli arrivi (+23,65%) sia delle presenze (+21,1%), ben superiori rispetto all”obiettivo del 3% in più anno su anno indicato dalla Regione. Un “giro” di visitatori che ha una rilevanza economica consistente. Come evidenziato dalla ricerca che la società Jfc ha condotto per conto di If (leggi qui), infatti, il turismo ha prodotto nel 2018 nel circondario imolese un fatturato di oltre 29 milioni di euro (+5% sul 2017), oltre 52 milioni se si considera anche l”area faentina.

Tra i comuni che hanno registrato gli aumenti maggiori va citato Castel San Pietro Terme (+15% di presenze), mentre anche Dozza, penalizzata dalla chiusura di Monte del Re, ha ricominciato a crescere seppur di poco sul semestre (0,1%), molto di più guardando al solo mese di giugno (+28,5%). Tra i motivi della performance castellana, dalla società If fanno notare il rilancio dell”Hotel Terme, che l”Anusca (proprietaria delle Terme) ora gestisce direttamente. Quasi stabile, invece, il dato delle presenze di Imola, con un +0,4% (97.346 il dato numerico), mentre gli arrivi calano di quasi 7 punti percentuali. In questo caso, If segnala tra le cause l”aumento del sommerso. «Un’indagine condotta da Federalberghi e presentata nel settembre 2018 da Confcommercio – sottolinea la nota inviata da If Imola Faenza – ha evidenziato la presenza di oltre 71 strutture extra alberghiere che vendono camere tramite la piattaforma internet Air bnb, ma molte di esse non comunicano le presenze all’Istat».

«I dati, pur ancora provvisori, ci confermano nella strada che stiamo percorrendo per valorizzare e promuovere un’offerta turistica ricca e completa. Ci attendiamo molto anche da una bella seconda parte dell’anno, caratterizzata da un calendario in grado di intercettare tante tipologie di visitatori. Penso al calendario dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari con il mondiale motocross, la mostra scambio del Crame e la tappa del Ferrari Challenge, alle proposte dell”entroterra legate al leisure, all’enogastronomia con il Baccanale a Imola e il Settembre castellano», commenta il direttore di If Erik Lanzoni -.  Per quanto riguarda il fenomeno del sommerso, penso ci si debba muovere per contrastarlo per diverse ragioni. Conoscere il dato reale delle presenze nel nostro territorio ci aiuterebbe a rendere sempre più mirate ed efficaci le nostre strategie di promo-commercializzazione, ma è importante anche per evitare fenomeni di concorrenza sleale e per motivi di sicurezza».  (r.cr.)

Nella foto Davide Cassani, presidente di Apt Emilia Romagna e ct della Nazionale italiana di ciclismo insieme a Erik Lanzoni nell”hub turistico di If all”autodromo Enzo e Dino Ferrari

Continuano a crescere le presenze turistiche nel circondario imolese, +4,3% nei primi sei mesi del 2019
Cronaca 29 Luglio 2019

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami

MyAppFree ha mosso i primi passi all’interno di Innovami, incubatore di imprese e centro per l’innovazione presente a Imola dal 2005. Promosso da ConAmi per creare occupazione sul territorio dei 23 comuni consorziati, dal 2009 opera come associazione e dal 2011 è ente accreditato dalla Regione per il trasferimento tecnologico oltre a far parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna. In 14 anni di attività, Innovami ha incubato 26 imprese, di cui 22 tuttora operative, per un totale di circa 180 persone impiegate e un fatturato aggregato di circa 12 milioni di euro. Alcune di queste, in particolare, sono ormai delle realtà affermate nei rispettivi settori.

Optit, con sedi a Cesena e Bologna, conta oggi 30 dipendenti. Fondata nel 2007, si occupa di big data, mettendo a disposizione un mix di risorse per lo sviluppo di progetti integrati di supporto al business, erogati sotto forma di fornitura di soluzioni, consulenza o software. Social Cities, invece, è una agenzia web imolese nata nel 2014 che dà lavoro a 12 addetti. Oltre ad «accompagnare i clienti verso nuove destinazioni digitali», si legge nel sito aziendale, offre servizi di marketing e design. In Giunko, con sede a Bologna, lavorano invece 10 persone. Loro gli ideatori dell’applicazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, Junker, attorno a cui Hera ha poi sviluppato il Rifiutologo, che, attraverso la lettura ottica del codice a barre di un prodotto mediante uno smartphone o un tablet, ne indica il corretto smaltimento. Remembrane, con 4 addetti, si occupa a Imola di tecnologia delle colture cellulari, produce proteine e virus ricombinati, studia la terapia cellulare ovvero la creazione artificiale di organi. Citiamo inoltre Sonne Film, casa di produzione indipendente fondata nel 2010, che realizza documentari, serie tv e format televisivi e che ha di recente conquistato il premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna. Lo studio imolese di progettazione Alba Progetti, cooperativa di servizi fondata nel 2007, a Imola ha firmato, ad esempio, il nido interaziendale Cornelia, gli uffici comunali alla sala Miceti e il centro direzionale di Confartigianato Assimprese. Oggi Innovami sta vivendo una fase di transizione, verso un nuovo modello operativo più adeguato al futuro.

Non a caso, a fine 2018, è stato avviato il progetto dell’«incubatore diffuso», che consente a chi ha un’idea imprenditoriale innovativa di lavorare in spazi dedicati all’interno di aziende che fanno parte della rete di Innovami. «Imola non è paragonabile a Milano, Roma o Bologna – spiega il presidente, Davide Baroncini -. Il modello dell’incubatore per start-up “residenti” rischia di non essere più attuale rispetto alle nostre esigenze. Non significa che Innovami non avrà più una sede, dobbiamo avere spazi per riunioni, eventi e comitati scientifici. Ma per essere attrattivi, dobbiamo cercare di essere molto vicini al territorio che rappresentiamo, coinvolgendo in primis le imprese. Serve una nuova configurazione, una progettualità più ampia e una sinergia auspicabile con la pubblica amministrazione, le fondazioni e l’università. Stiamo lavorando su questo». (lo.mi.)

Nella foto: il team di MyAppFree

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami
Sport 24 Giugno 2019

L'economista imolese Alberto Forchielli e l'amore per la bicicletta: «Pedalavo con Prodi, mi è tornata la passione»

«Oh ragazzi, se ’sta roba arriva nelle mani di Maurizio Crozza, la prossima volta che fa la mia imitazione si veste da ciclista!». Alberto Forchielli, infatti, recentemente ha ricominciato a pedalare. «Si ritorna sempre ai vecchi amori… E quello per la bici, oltre ad essere vecchio, è anche un grande amore!». Ha scritto così sul suo profilo Facebook venerdì 14 giugno il famoso imolese che può essere definito in tanti modi: imprenditore, giornalista, esperto di economia, opinionista, oppure come lo definirebbe il comico genovese: «Il nuovo profeta dei talk-show, un incrocio tra Bill Gates, Nostradamus e un salumiere romagnolo». Tra l’Asia e Boston, dove è spesso impegnato per lavoro, Forchielli non disdegna qualche sosta a Imola, la città delle sue origini. Ed è qui che lo si può incontrare pedalando in questi giorni.

Sembra proprio avere preso alla lettera il suo precedente scritto: «Muovete il culo!».

«E’ proprio vero, ho ricominciato a pedalare dopo tanto tempo. Quando andavo in bicicletta con Romano Prodi avevo comprato anche l’Atala (non una sola bici, l’intera azienda…, nda), poi sono rimasto inattivo per più di 10 anni».

Com’è rinato l’amore?

«Volevo una bici da usare a Boston in estate, allora ho comprato una gravel della Pinarello, adatta per pedalare anche su terreni non asfaltati. Quando l’ho provata me ne sono innamorato all’istante, quindi ne ho comprata subito un’altra, così ne tengo una in America e una a Imola». (p.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 20 giugno.

Nella foto: Alberto Forchielli nella sua casa di Imola in sella della nuovissima Pinarello «gravel»

L'economista imolese Alberto Forchielli e l'amore per la bicicletta: «Pedalavo con Prodi, mi è tornata la passione»
Cronaca 28 Maggio 2019

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

La vespa cinese sta tornando a infestare i castagneti della vallata del Santerno, dopo alcuni anni di quiete dovuti all’attività del Torymus sinensis, l’insetto suo antagonista naturale, immesso nell’ambiente nel 2012 in occasione dell’infestazione massiccia che azzerò la produzione.

L’allarme ora arriva dal presidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio, Giuliano Monti. «Sapevamo che la vespa non era scomparsa per sempre, ma la presenza anche dell’antagonista manteneva la situazione sotto controllo. Ora è in atto una recrudescenza – conferma -. Sono evidenti molte galle sulle piante selvatiche, già belle rosse, e anche sulla varietà domestica, meno visibili perché ancora verdi. All’interno delle galle al momento vi si trova solo la larva della vespa. Quest’anno il torymus è in ritardo, forse a causa del freddo di queste ultime settimane».

«Probabilmente nei prossimi giorni, sperando che venga più caldo, arriverà a parassitizzare la vespa. Questo nella migliore delle ipotesi. L’anno scorso, ad esempio, il torymus era presente nel 98 per cento delle galle. In questa fase – conclude Monti – stiamo quindi chiedendo ai castanicoltori di tenere monitorata la situazione e di vedere come evolverà nell’arco dei prossimi venti giorni». (r.cr.)

Nella foto sono visibili le galle, dove sono racchiuse le larve di vespa cinese

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

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