Posts by tag: Economia

Economia 16 Gennaio 2021

Agricoltura, danni da cimice asiatica: al via i pagamenti alle imprese per gli indennizzi 2020

A partire da ieri gli agricoltori dell’Emilia-Romagna hanno iniziato a ricevere, direttamente sul proprio conto corrente, gli indennizzi per i danni causati dalla cimice asiatica nel corso del 2019. Una vera e propria boccata di ossigeno per le imprese agricole, beneficiarie di 63 milioni di euro di contributi complessivi per il triennio 2020-2022, su un totale di 110 milioni di euro stanziati dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per tutte le regioni.

Si tratta quindi dell’importo più alto a livello nazionale che mira a coprire più del 57% delle perdite dichiarate dal comparto emiliano-romagnolo, e che sarà suddiviso in tre tranche di pagamento: oltre 40 milioni di euro per il 2020, 11 milioni e 500mila sul 2021 e 11 milioni 500mila euro sul 2022. Gli indennizzi 2020 sono pagati a 1.300 aziende delle 6 province della regione che sono state colpite dalla cimice asiatica: Bologna, Ferrara, Forlì- Cesena, Modena, Ravenna e Reggio Emilia. Il range di contributo a beneficiario, calcolato in base all’entità del danno subito, va da 200 euro a 900mila euro. (da.be.)

Nella foto: la cimice asiatica

Agricoltura, danni da cimice asiatica: al via i pagamenti alle imprese per gli indennizzi 2020
Economia 15 Gennaio 2021

Cisl di Imola, in via Volta apre lo Sportello lavoro per chi è alla ricerca di occupazione

Sportello lavoro è il nuovo servizio che la sede imolese della Cisl dedica a chi è alla ricerca di un’occupazione. Il servizio sarà attivo da martedì 19 gennaio in via Volta oppure on line attraverso l’indirizzo email sportellolavoro.imola@cisl.it e sarà operativo su appuntamento il martedì dalle ore 14.30 alle ore 18 (tel. 0542 691611).

Avviato in via sperimentale nei mesi scorsi e ora strutturato anche per il supporto on line, lo Sportello, gestito dalla Felsa, la categoria del sindacato che rappresenta e tutela i lavoratori somministrati, autonomi e atipici, si occupa di orientare le persone in cerca di occupazione e quindi di accompagnare nel mercato del lavoro i disoccupati, le persone in cerca di prima occupazione ma anche quelle che vogliono migliorare la propria posizione professionale.

Lo sportello firnirà informazioni sulle opportunità lavorative e formative sul territorio, sugli strumenti regionali e nazionali di politica attiva, orientamento e accompagnamento per la ricerca di lavoro con supporto nella stesura del curriculum vitae e con indirizzo sulle modalità più efficaci per ottenere e sostenere un colloquio, oltre al supporto sugli strumenti di sostegno al reddito in assenza di lavoro a cui è possibile accedere.

«In questo difficile momento – commenta il segretario generale Enrico Bassani – abbiamo voluto investire per rafforzare la rete Cisl sul territorio. Uno sportello che mette al primo posto la persona e che vuole essere un supporto prezioso per tutti coloro che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro o coloro che hanno perso l’occupazione e necessitano di un supporto per il reinserimento».«Ci rivolgiamo – dichiara Anna Morelli, segretaria Felsa Area metropolitana bolognese – a quella fascia di popolazione più debole e troppo spesso scoraggiata o spaesata nella ricerca di una nuova o di una diversa occupazione. Ci sono opportunità ed occasioni che spesso non vengono rintracciate, il nostro obiettivo è, avvalendoci delle nostre competenze e delle convenzioni con Agenzie per il lavoro, favorire proprio l’incrocio tra offerta e domanda di lavoro». (lo.mi.)

Nella foto: la sede della Cisl in via Volta a Imola

Cisl di Imola, in via Volta apre lo Sportello lavoro per chi è alla ricerca di occupazione
Cronaca 14 Gennaio 2021

Coronavirus, imprenditori di bar e ristoranti incontrano il sindaco di Imola Panieri

Una delegazione di imprenditori imolesi dei settori bar e ristorazione, su spinta di Confartigianato Bologna Metropolitana, ha incontrato nel tardo pomeriggio di ieri il sindaco di Imola, Marco Panieri, per esprimere il proprio disagio e il proprio atteggiamento di fronte alla situazione in atto e in previsione della definizione delle prossime misure per il contenimento della pandemia da Covid-19. «Ci sono settori che hanno visto azzerate le loro attività, altri che sono stati pesantemente penalizzati. Penso al mondo della ristorazione e dei bar che tra aperture e chiusure difficilmente potrà reggere a lungo – afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. Settori che in questi mesi, però, sono stati capaci di rimboccarsi le maniche. Dispiace apparire come gli untori di turno, quando, invece, anche la scienza dimostra che i focolai maggiori oggi si creano in famiglia e nei luoghi con maggiore assembramento. Un bar o un ristorante che rispetta le regole non è certo un rischio per la salute. Chiediamo al sindaco di Imola di farsi portavoce verso i livelli superiori, in particolare verso il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, di tutto il disagio di questi operatori e del rischio che se non vi saranno interventi efficaci si vada verso una deriva pericolosa per la tenuta sociale del Paese. Nelle prossime ore vi sarà un nuovo Dpcm con le misure per le future settimane, forse mesi. Ebbene chiediamo che questi operatori siano considerati alla stregua di tante altre attività che possono continuare ad operare, e in mancanza di ciò che i ristori siano veloci e commisurati al danno, gli strumenti per quantificare la perdita di fatturato ci sono».

Sono poi stati gli operatori a scendere nel dettaglio e ad esprimere tutta la loro preoccupazione per la situazione in essere. A cominciare dalle regole. «Noi condanniamo ogni fuga in avanti, ma in questi momenti è assolutamente necessario evitare qualsiasi forma di concorrenza sleale, se a noi chiedono precisi comportamenti per garantire la sicurezza non capisco perché lo stesso non debba essere fatto per qualsiasi altra attività che abbia un rapporto diretto con la clientela. La salute non guarda ai codici, non ci possono essere figli e figliastri. Le regole ci sono, è giusto tutelare la salute, ma queste regole devono valere per tutti. Siamo noi i primi a chiedere controlli più stringenti e puntuali». In merito alle azioni da mettere in campo gli operatori si augurano che «anche a livello comunale possano essere messe in atto iniziative per aiutare le attività. Ad aprile avremo la formula Uno, se la situazione sanitaria lo permetterà, ci piacerebbe essere messi anche noi in condizione di potere intercettare una parte di tifosi e addetti ai lavori che il Circus si porta dietro. Nello stesso tempo si potrebbe pensare di rendere stabili e, se possibile, ampliare i dehor per permettere di aumentare le sedute rispettando le regole di sicurezza». 

Infine, è arrivata la risposta del sindaco Panieri. «Il Comune è vicino alle attività economiche, ben consapevole che insieme all’emergenza sanitaria ce n’è un’altra economica e sociale. Si è scelta la strada del dialogo e del confronto, e da parte nostra c’è la massima disponibilità e vicinanza agli operatori economici nel fare un percorso comune per ricercare soluzioni e portare avanti le richieste anche a livello sovra comunale. Dall’incontro sono emersi tre punti fermi. Il primo è quello della coesione fra operatori ed istituzioni, il secondo è quello del rispetto delle regole con la richiesta di maggiori controlli contro i furbetti, e su questo ho confermato il massimo impegno da parte nostra, ed il terzo è rappresentato dal coinvolgimento degli interlocutori istituzionali di rango sovra comunale. A questo proposito ho espresso la disponibilità a farmi portavoce delle richieste, peraltro già note, di misure sempre più mirate ed adeguate per sostenere un settore che è fortemente in difficoltà. Da parte del Comune c’è la piena disponibilità ad estendere nel tempo tutte le misure di sostegno attualmente in atto, in materia di dehor, occupazione suolo pubblico, Tari e semplificazione burocratica». (da.be.)

Coronavirus, imprenditori di bar e ristoranti incontrano il sindaco di Imola Panieri
Economia 14 Gennaio 2021

La Regione Emilia-Romagna premia l’azienda ozzanese Arti Grafiche Reggiani per il primo packaging plastic free

Da tempo la Regione Emilia-Romagna investe sulla responsabilità sociale come fattore di innovazione e sviluppo delle imprese tanto da istituire un riconoscimento dal titolo «Premio Responsabilità sociale d”impresa- Innovatori Responsabili». Giunto ormai alla sesta edizione mira a dare un riconoscimento a quegli imprenditori e, di conseguenza a quelle imprese, che investono in un’economia inclusiva ed ecosostenibile puntando sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica includendo l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Quest’anno, fra le aziende premiate, c’è l’ozzanese Arti Grafiche Reggiani, azienda a conduzione familiare che è sul mercato da più di 50 anni. Fondata nel 1967 da Guido Fabbiani e Amedeo Reggiani, oggi viene gestita dalla seconda generazione, vale a dire dai fratelli Fabrizio, Fabia e Federico Fabbiani.

Proprio partendo da questi principi, Fabrizio Fabbiani ha ideato e brevettato «Eco-Logiko» un contenitore interamente realizzato in cartoncino, dotato di un sistema apri-chiudi antieffrazione applicato ad un astuccio macchinabile a livello industriale. Vale a dire che il prodotto col quale si intende riempirlo, sia esso di carattere alimentare o di altro genere, può essere inserito da un macchinario apposito, ma a differenza di tutti gli altri contenitori macchinabili eco-Logiko può essere successivamente aperto e richiuso dal consumatore mantenendo l’integrità del prodotto e del contenitore.  La realizzazione di un’apertura con antieffrazione e con possibilità di richiusura unita all”assenza di materiale plastico fanno di “eco-logiko” un packaging in grado di garantire un”ottima conservazione del prodotto, un risparmio di materia prima, una notevole facilitazione delle attività di riciclo, un”ottimizzazione della logistica unita ad una semplificazione del sistema di imballo e ottimizzazione dei sistemi produttivi. (da.be.)

Nella foto: i fratelli Fabbiani, da sinistra Federico,  Fabia e Fabrizio con l’assessore Garagnani e il sindaco Lelli presentano la targa ricevuta per il premio «Innovatori Responsabili»

La Regione Emilia-Romagna premia l’azienda ozzanese Arti Grafiche Reggiani per il primo packaging plastic free
Cronaca 13 Gennaio 2021

Il Ct Cassani consegna la Bianchi del Tour 2000 del «Pirata» comprata all’asta a Tonina Pantani

Lo scorso dicembre la vendita all’asta dei cimeli di Marco Pantani che facevano parte della collezione esposta nel centro direzionale Mercatone Uno a Imola. Il lotto più gettonato è stato il numero 35, la bici Bianchi del Tour de France 2000, venduta per 66 mila euro alla cordata guidata dalla Dc’s Friends del Ct della Nazionale azzurra di ciclismo, Davide Cassani.

Oggi, nel giorno del 51° compleanno del Pirata, come promesso la bici è stata regalata al Museo Pantani di Cesenatico e consegnata direttamente alla mamma Tonina.  «Ho messo insieme una cordata con diversi amici – spiegò il Ct a sabato sera – perché ho ritenuto che quei ricordi non potevano essere divisi dall’immagine di Marco. Un grosso aiuto l’ha dato l’ingegner Carlo Pesenti, amministratore delegato dell’Immobiliare Spa, amico del ciclismo. Il pezzo più pregiato era la bici con cui Marco ha corso il Tour del 2000, quello con la sfida sul Ventoux con Armstrong. Erano lotti appartenuti a Luciano Pezzi e Romano Cenni e cercare di ottenerli è stato anche un atto di rispetto e riconoscenza nei loro confronti, oltre all’affetto verso Marco». (r.cr.)

Nella foto (Isolapress): il Ct della Nazionale Cassani consegna della bici a Tonina Pantani

Il Ct Cassani consegna la Bianchi del Tour 2000 del «Pirata» comprata all’asta a Tonina Pantani
Cronaca 13 Gennaio 2021

«Calzature Barbieri» di Ozzano festeggia i 140 anni di attività

Forse il calzolaio Emilio Barbieri lavorava già nella sua bottega anche prima del 1880, ma ufficialmente l’inizio dell”attività viene fatta risalire al 1880, data certificata dalla Unioncamere che ha inserito «Calzature Barbieri» fra le imprese storiche d”Italia. «Il 2020 per la mia famiglia e” stato un anno importante in quanto abbiamo festeggiato i 140 anni di attività – racconta Maurizio Barbieri che gestisce ancora oggi, aiutato dalla moglie Tiziana, il negozio situato sulla via Emilia in pieno centro paese – Io rappresento la quarta generazione. L”attività inizia col mio  bisnonno Emilio verso la fine dell”800 e prosegue poi con mio nonno Adolfo e con mio padre Elio. Sono cresciuto con l”odore del cuoio, della pelle, della colla e di tutto ciò che serviva per realizzare le scarpe fatte a mano e su misura e per le riparazioni, attività che mio padre ha svolto fino ai primi anni ”90. Perche” e” cosi” che e” iniziata l”attività dei calzolai Barbieri. Fin verso gli anni ”40 i calzolai  andavano nelle case della grandi famiglie contadine a fare a mano e aggiustare le scarpe per tutta la famiglia. A volte rimanevano anche per una settimana intera, lavorando negli androni freschi in estate e in inverno nelle stalle dove faceva più caldo. Una volta ottenuto il diploma di scuola superiore,  ho iniziato la gestione della parte commerciale del negozio nel 1979. Sono tanti anni che vendo scarpe e mi dispiace pensare che quando io e mia moglie Tiziana smetteremo,  la nostra attività non avrà continuità in ambito famigliare e potrà proseguire solo se qualcuno vorrà rilevarla magari mantenendo lo stesso nome. Mio figlio, giustamente,  ha seguito le sue aspirazioni che non erano quelle di gestire un negozio».

«Conosco Maurizio Barbieri da una vita – conclude il sindaco Lelli – e so la passione e la professionalità che ci mette nel suo lavoro, che è la stessa che ci hanno messo i suoi nonni, il suo papà e la sua mamma Luciana che a tutt”oggi, alla bella età di 94 anni portati splendidamente, ogni tanto ama ancora farsi vedere in negozio. Sarebbe piaciuto a tutti festeggiare Maurizio e tutta la sua famiglia per questo importante traguardo,  purtroppo le restrizioni per la pandemia non ce lo consentono ancora, ma una pergamena ricordo dell”Amministrazione comunale era il minimo che potessimo fare. La consegna, ieri mattina, nelle mani della signora Luciana e di Maurizio è stato un momento di grande emozione per tutti. Penso davvero che non ci sia una famiglia ozzanese che, nella scarpiera di casa, non abbia almeno un paio di scarpe acquistate da Calzature Barbieri». (da.be.)

Nella foto: la consegna di una pergamena ricordo con, da sinistra, Maurizio Barbieri, la mamma Luciana, il sindaco Lelli e l’assessore Garagnani

«Calzature Barbieri» di Ozzano festeggia i 140 anni di attività
Economia 11 Gennaio 2021

Cooperazione sociale, dalla fusione tra Solco Imola e Solco Insieme Bologna nasce il colosso del welfare Solco Civitas

Solco Civitas è il nuovo gruppo cooperativo sociale dell’area metropolitana di Bologna, nato dalla fusione tra i consorzi Solco Imola e Solco Insieme Bologna: riunisce 9 cooperative sociali per un totale di 900 soci, oltre 1.200 dipendenti (di cui 80 svantaggiati) e un valore di produzione aggregato che supera i 35 milioni di euro.

Formalizzata il 3 dicembre scorso, la nascita di Solco Civitas (aderente a Confcooperative) arriva dopo 7 anni di stretta collaborazione tra i due soggetti fondatori e propone a Bologna un nuovo interlocutore di primo piano nell’ambito dei servizi alla persona e del welfare comunitario, forte di una presenza capillare su tutto il territorio metropolitano. Le 9 cooperative sociali aderenti al nuovo gruppo cooperativo sono Solco Salute, Solco Prossimo, Solco Talenti, Libertas Assistenza, Ida Poli, Dai Crocicchi, Welfare Bologna, Asscoop, It2.

«La nascita di Solco Civitas – commenta Luca Dal Pozzo, presidente di Solco Imola, nominato presidente e amministratore delegato di Solco Civitas – testimonia la volontà della cooperazione sociale bolognese di voler lavorare in rete, di puntare a crescere con una attenzione particolare ai territori».  

Solco Civitas aggrega cooperative sociali di tipo A e di tipo B. I settori di intervento delle cooperative sociali di tipo A coprono a 360 gradi i bisogni di welfare delle comunità. Si va dai servizi socio-sanitari per anziani e disabili residenziali e domiciliari, a quelli residenziali per la salute mentale, dai budget di salute, ai servizi educativi per l’infanzia con nidi, scuole d’infanzia e 0-6 privati convenzionati e/o in appalto. Le cooperative sociali di tipo A aderenti a Solco Civitas operano anche nell’ambito dell’integrazione scolastica per disabili e nei centri di aggregazione giovanile oltre a offrire servizi per le persone senza fissa dimora, housing first e garantiscono servizi di mediazione culturale e di alfabetizzazione scolastica, dopo scuola per Dsa (disturbi specifici di apprendimento), gestione di comunità per minori, madre/bambino e centri di accoglienza straordinaria per richiedenti protezione internazionale. I soci di Solco Civitas operano, inoltre, anche in laboratori occupazionali per persone disabili, servizi di prevenzione e cura del gioco d’azzardo, di prevenzione primaria e rischio addiction, servizi socio-educativi per minori della neuropsichiatria e socio-educativi per persone con disturbi dello spettro autistico, oltre a garantire la gestione di un poliambulatorio medico, offrire servizi “Dopo di noi”, e operare con politiche attive del lavoro e formazione professionale. 

Le cooperative sociali di tipo B per l’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati operano, invece, prevalentemente nei settori dei servizi ambientali, della cura del verde, delle manutenzioni, delle pulizie, della ristorazione e gestiscono il progetto Aristocani, albergo per cani nel territorio di Castel San Pietro. «Tutte le cooperative sociali di Solco Civitas sono organizzazioni multi-stakeholders – conclude Dal Pozzo – i soci non sono soltanto lavoratori, ma anche volontari, sovventori, soggetti della società civile che vogliono essere attori e protagonisti della progettazione e dello sviluppo di servizi di welfare comunitario». (lo.mi.)

Nella foto: Luca Dal Pozzo, presidente di Solco Imola, nominato presidente e amministratore delegato di Solco Civitas

Cooperazione sociale, dalla fusione tra Solco Imola e Solco Insieme Bologna nasce il colosso del welfare Solco Civitas
Economia 5 Gennaio 2021

Il gruppo Eurovo celebra i 60 anni di Maia

Il gruppo Eurovo, leader in Europa nella produzione di uova e ovoprodotti e con sede commerciale a Imola, festeggia il sessantesimo anniversario di Maia. La storica azienda, fondata nel 1961 dalla famiglia Ricci a Pieve di Soligo (Treviso) e acquisita da Eurovo nel 2002, è stata la prima in Italia a commercializzare uova in guscio a marchio proprio ed è statapioniera nell’industrializzazione del settore, avvalendosi già dagli anni Ottanta di impianti tecnologici all’avanguardia, come la più grande pulcinaia robotizzata d’Europa dalla capacità di 120 mila capi.  

Tra le prime realtà in Italia a sviluppare tecniche di allevamento alternative e rispettose del benessere animale, Maia oggi presidia sia il segmento consumer sia quello professional con uova di altissima qualità, 100% italiane di categoria A, provenienti esclusivamente da allevamenti a terra, dove le galline sono libere di razzolare in ambiente coperto e di deporre le uova nei nidi, e raccolte entro poche ore dalla deposizione. Nella filiera di Maia sono presenti, oltre agli allevamenti a terra che ospitano 900 mila galline ovaiole, un mangimificio di proprietà, dove un team dedicato lavora per garantire la migliore qualità dei mangimi, formulati in modo bilanciato in base alle età e alle esigenze nutrizionali delle galline, e un centro di imballaggio. 

«Maia rappresenta da sessant’anni una vera eccellenza nel settore delle uova e degli ovoprodotti – spiega Federico Lionello, direttore Marketing e Commerciale del gruppo Eurovo – e siamo orgogliosi di aver raggiunto un traguardo così importante. Un marchio che, nella sua storia, ha sempre rappresentato al meglio il concetto di innovazione, valore che da sempre contraddistingue Gruppo Eurovo, e anticipato i trend del mercato, sia dal punto di vista dei prodotti sia delle tecniche di allevamento. Oggi Maia continua a rappresentare uno dei brand più innovativi sul fronte consumer e professional e non vediamo l’ora di affrontare nuove e ambiziose sfide per il futuro». (lo.mi.)

Nella foto: la sede commerciale del gruppo Eurovo, in via Ugo La Malfa a Imola

Il gruppo Eurovo celebra i 60 anni di Maia
Economia 3 Gennaio 2021

A Imola e circondario cresce il numero dei Neet

Aumenta il numero dei giovani fra i 16 e i 25 anni di Imola e del circondario che non studiano e non lavorano. A lanciare l’allarme è l’associazione Primola, che nei giorni scorsi ha presentato la quinta edizione della Ricerca giovani del circondario imolese, curata dal proprio gruppo di ricerca e progettazione, guidato da Alessio Ferri, con la collaborazione dello studente in Economia e commercio Simone Sermenghi e con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Imola.

Su un campione di 201 giovani fra i 16 e i 25 anni, la percentuale dei cosiddetti Neet (Not in education, employment or training, cioè giovani che non studiano e non cercano lavoro) è salita, tra il 2018 e il 2020, dal 5 al 14%, e «questo dipinge una grave situazione per il benessere economico dei giovani in genere – è convinta l’associazione -. Riteniamo che si debba urgentemente invertire il trend». Anche perché, in parallelo e per effetto dell’emergenza sanitaria tuttora in corso, la percentuale dei lavoratori è scesa dal 34% al 29% e quella degli studenti lavoratori dal 17% al 12%. «La pandemia ha ridotto l’offerta di lavoro – osserva Primola -. E il blocco dei licenziamenti imposto dal governo non obbliga i datori di lavoro a rinnovare i contratti in scadenza. Molti giovani hanno contratti di lavoro precari e pertanto sono stati colpiti ugualmente». Insomma, «in complesso si può dire che la situazione è peggiorata», conclude amaramente l’associazione. (lu.ba.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» dl 24 dicembre.

A Imola e circondario cresce il numero dei Neet
Economia 31 Dicembre 2020

Oltre 1 miliardo di euro la spesa alimentare in Emilia-Romagna a dicembre

1,1 miliardi di euro di spesa alimentare delle famiglie emiliano-romagnole a dicembre 2020. 29 mila addetti nelle imprese artigiane della food economy, quasi 122 mila di addetti nelle Mpi. 1,8% peso dell’artigianato della food economy sull’economia territoriale in Emilia-Romagna vs. 1,6% media Italia. 7.799 imprese artigiane nella food economy, il 9,0% dell’artigianato nazionale. Questi sono alcuni dei numeri raccolti dal Centro Studi di Confartigianato Emilia-Romagna sull’artigianato alimentare in regione, un artigianato di qualità che vanta 398 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, il 7,6% del totale nazionale.

I prodotti del territorio si distinguono per l’alta qualità della produzione e delle materie prime che caratterizzano un’offerta enogastronomica di assoluta eccellenza. Sulla base degli ultimi dati del ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali l’Emilia-Romagna vanta 43 prodotti agroalimentari di qualità al 27 novembre 2020, posizionandosi al primo posto nella classifica nazionale, seguita da Veneto e Sicilia. Nel dettaglio si contano 18 Dop (Denominazione di origine protetta (41,9% del totale) e 25 Igp (Indicazione geografica protetta – il 58,1%). Il settore dell”artigianato alimentare si completa con la componente che coniuga produzione e servizio rappresentata dai Servizi di ristorazione e dei cibi per asporto, dove operano 3.448 imprese, pari al 44,2% del totale.

«L’Emilia-Romagna sta dimostrando ancora una volta di essere una realtà capace di produrre ed esportare qualità – aggiunge Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna -. Il valore artigiano è ciò che ci fa reggere anche in questi difficili momenti. Oggi più che mai c’è bisogno di una comunità coesa, una comunità che aiuta le persone che oggi sono in difficoltà. Ci auguriamo che durante queste festività prevalga in tutti noi questo spirito che ci può aiutare a vivere momenti di serenità e, nello stesso tempo, diventare un volano di solidarietà verso le tante attività, che sono le colonne portanti della nostra economia e oggi hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi». (da.be.)

Nella foto: Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna

Oltre 1 miliardo di euro la spesa alimentare in Emilia-Romagna a dicembre

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast