Posts by tag: Economia

Cronaca 1 Aprile 2020

Un magazzino Despar vicino al casello dell’A14 a Castel San Pietro

A Castel San Pietro, più precisamente nella zona industriale a ridosso del casello dell’autostrada, prosegue l’arrivo di nuove aziende. La catena di supermercati Despar, infatti, si insedierà con un nuovo e grande magazzino per la logistica a fianco di quello di Decathlon in via Henry Ford, inaugurato nell’autunno del 2018.

Più precisamente, sarà Fap Investments Srl, società bresciana d’investimento attiva nel campo immobiliare (detenuta al 50% da Fernova Srl, riconducibile alla famiglia Ferrari, e per  il restante 50% dalla società Arcese Immobiliare Srl, appartenente alla famiglia Arcese) a costruire il centro logistico in un appezzamento di terreno di sua proprietà tra via Henry Ford e via Madonnina. (gi.gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 26 marzo

Un magazzino Despar vicino al casello dell’A14 a Castel San Pietro
Cronaca 1 Aprile 2020

Al posto degli ex capannoni della Ceramica sorgerà un Interspar

Lo spazio lasciato vuoto dopo l’abbattimento degli ex capannoni ormai vuoti della Cooperativa ceramica d’Imola tra viale Marconi e i binari del treno verrà riempito da un grande supermercato del gruppo Aspiag Service Srl, concessionaria del marchio Despar Nordest. Un iter che sta procedendo anche in piena emergenza Coronavirus. «È in corso la demolizione dei capannoni e stiamo predisponendo le planimetrie per presentare il progetto e la richiesta di permesso di costruire al Comune – conferma Alessandro Urban, coordinatore Emilia Romagna di Aspiag Service –. In questo momento, teniamo i contatti tramite teleconferenze».

Nell’area liberata da 22 mila metri quadri complessivi, troverà spazio un grande supermercato a insegna Interspar. «Complessivamente, avrà una superficie di vendita di 2.500 metri quadri più mille di magazzino e servizi – dettaglia Urban –. Inoltre, è prevista anche una struttura attigua più piccola che potrà ospitare un punto per bar e ristorazione a servizio soprattutto dei pendolari e un esercizio commerciale non alimentare. Il supermercato sarà un negozio green, in classe energetica A4 e con grandi vetrate luminose». (gi.gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 26 marzo

Fotografia di Marco Isola(Isolapress)

Al posto degli ex capannoni della Ceramica sorgerà un Interspar
Cronaca 1 Aprile 2020

Coronavirus, Alberto Forchielli: «Aziende chiuse? Provvedimento devastante»

Con il Coronavirus che imperversa ormai in ogni parte del mondo, Alberto Forchielli, abituato a vivere tra Stati Uniti, Cina e Thailandia, ha scelto la sua Imola. Stavolta, infatti, l’economista ci risponde dal suo buen retiro sulle colline appena fuori città.
«Anch’io sto facendo la quarantena – dice con una battuta -. Non posso più andare al ristorante a mangiare il castrato…».

Gli chiediamo cosa ne pensa di quello che sta accadendo in Italia e nel mondo.
Il Governo è arrivato a far chiudere le attività non essenziali, un provvedimento senza precedenti. Cosa significa questo per l’economia italiana?
«La chiusura delle attività produttive è devastante. Le nostre imprese perderanno mercato e non riusciranno a riaprire per mancanza di liquidità. Mai provvedimento fu più deleterio, questa è la fine del sistema industriale italiano».
Una visione quasi apocalittica…
«E’ apocalittico per il settore privato e per quello pubblico. A oggi, con le manovre annunciate, l’Italia farà un deficit del 5 per cento, quindi avremo un fabbisogno di circa 345 miliardi, che però per i due terzi sarà garantito dal recente intervento della Bce».
Quindi, dal punto di vista dei conti pubblici, possiamo stare tranquilli?
«In teoria abbiamo scongiurato il default. Sono però molto preoccupato per la tenuta del settore produttivo, perché le imprese hanno di fronte mesi in cui non fattureranno, pur avendo lo stesso dei costi. E non c’è impresa, per quanto buona, che sia in grado di sopravvivere in condizioni simili. Il rischio è di trovarci alla fine dell’anno con milioni di cassintegrati, senza aziende che li possano accogliere. Uno scenario da tempi di guerra. (lo.mi.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 26 marzo

Coronavirus, Alberto Forchielli: «Aziende chiuse? Provvedimento devastante»
Cronaca 30 Marzo 2020

Le originali idee anti Coronavirus di Tazzari e Lesepidado

Molti hanno paragonato gli effetti del Coronavirus a quelli di una guerra. E come in tempi di guerra le aziende convertivano la loro produzione per rispondere alle esigenze dell’industria bellica, anche oggi, con le dovute proporzioni, ci sono aziende che a fronte dell’emergenza adattano la propria filiera produttiva per andare incontro a nuove necessità, utilizzando materiali e competenze che hanno già «in casa».

A Imola il gruppo Tazzari sta lanciando un nuovo prodotto, che ha serbatoio, pedale e una struttura in acciaio, ma non è un veicolo. Si chiama ZeroRisk ed è un dispenser monodose alto 109 centimetri, in grado di contenere due litri di liquido igienizzante.

L’idea del gruppo Tazzari si sposa con quella di un’altra azienda in questo caso di Osteria Grande, Lesepidado, che sta aggiungendo al suo core business, ovvero stampanti e inchiostri alimentari per il settore della pasticceria e del cake design, anche gel igienizzanti per le mani. (lo.mi.)

Le interviste alle aziende nel numero di Sabato sera del 26 marzo

Le originali idee anti Coronavirus di Tazzari e Lesepidado
Cronaca 24 Marzo 2020

Coronavirus, Vacchi (Ima): «In base agli ordini acquisiti nessun segnale negativo»

Anche Ima, il colosso ozzanese del packaging, rendendo noti i dati del bilancio 2019, ha fatto il punto sulle eventuali ripercussioni che l’emergenza Coronavirus potrebbe avere sul proprio andamento.
«In questa fase di emergenza imprevista – questo il commento di Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – ci stiamo impegnando con tutti gli strumenti possibili per rispondere alle richieste dei nostri clienti in tutto il mondo. Le nostre attività produttive e di servizio in Italia proseguono nel pieno rispetto delle normative e prescrizioni che sono state emanate per prevenire il contagio. Le nostre aziende in Europa sono tutte in piena attività: abbiamo applicato, rinforzandole, tutte le raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali ed europee, per ridurre le possibilità di contagio. Al momento, alla luce della piuttosto recente crescita della diffusione in Italia, non è possibile quantificare le eventuali ripercussioni sul business e sui risultati aziendali, anche perché il gruppo Ima ha la capacità di recuperare nel corso dell’anno eventuali rallentamenti nell’acquisizione degli ordini o della prestazione dei servizi che si potrebbero verificare nelle prossime settimane in caso di ulteriori restrizioni imposte dalle autorità che comunque, come più volte manifestato, intendono salvaguardare le attività produttive ed industriali del Paese. Nella situazione attuale, alla luce del portafoglio ordini esistente a fine 2019 e sulla base degli ordini acquisiti nei primi due mesi del corrente anno, non abbiamo segnali negativi da evidenziare o elementi che potrebbero impattare in maniera rilevante sui risultati aziendali, non avendo al momento la piena visibilità sull’anno in corso e sull’evolversi del 2020». (r.cr.)

Coronavirus, Vacchi (Ima): «In base agli ordini acquisiti nessun segnale negativo»
Cronaca 23 Marzo 2020

Coronavirus, l'imprenditrice Roberta Casetti: «Ci aspettano tre mesi durissimi»

Dopo le pagine che Sabato sera ha dedicato ai primi effetti del Coronavirus sull’economia locale (numero del 5 marzo), nei giorni scorsi ha scritto alla nostra redazione Roberta Casetti, titolare dell’agenzia imolese Evolution Events e componente del Consiglio centrale di Confindustria Giovani.
Nella sua lettera, che proponiamo nel numero del 19 marzo, ci racconta l’impatto che il Covid-19 ha prodotto indirettamente sulla sua attività.

«Viviamo di eventi fieristici – ci spiega poi al telefono – per i quali forniamo modelle, hostess, promoter e interpreti. In media ogni anno partecipiamo a un’ottantina di fiere, concerti, convention dei settori più disparati, anche all’estero. Alla fine del 2019 abbiamo aperto una filiale in Germania, a Dusseldorf, che ora, per forza di cose, è chiusa». Lo scorso anno Evolution Events ha anche debuttato sul mercato coreano, cinese e giapponese, aggiungendo un 20% cento in più al proprio fatturato.
Oggi l’agenzia imolese conta 4 dipendenti e un migliaio di collaboratori. «Mi sono attivata subito – aggiunge – per richiedere la cassa integrazione in deroga prevista dalla Regione Emilia Romagna e dal 1° marzo i miei dipendenti usufruiscono dell’ammortizzatore sociale».
Uno strumento utile, ma che non basterà ad arginare l’impatto negativo a medio e lungo termine, come lei stessa ci racconta nella cronaca delle prime settimane vissute faccia a faccia con l’emergenza e nell’analisi di ciò che tutto questo comporterà per i mesi a seguire. (r.cr.)

La lettera nel numero del Sabato sera del 19 marzo

Immagine tratta dalla pagina Facebook Evolution Events

Coronavirus, l'imprenditrice Roberta Casetti: «Ci aspettano tre mesi durissimi»
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media

Un altro settore su cui l’effetto Coronavirus si sta facendo sentire è quello vinicolo ed enogastronomico.

Terre Cevico è il primo esportatore italiano di vino in Cina, mercato che sul fatturato del consorzio cooperativo lughese incide per circa 3 milioni e mezzo di euro, su un totale di 167 milioni realizzati nella gestione 2018-2019.
«Il Coronavirus, ovviamente, sta generando diminuzioni e rallentamenti delle esportazioni in Cina – spiega il presidente, Marco Nannetti –. Bisogna però considerare che per noi, pur rappresentando un Paese importante, aver diversificato molto in questi anni (siamo in oltre 60 Paesi nel mondo) significa potersi concentrare su altri mercati per lo sviluppo, in attesa che in Cina la questione si risolva. Il tema vero, per noi, è cogliere l’importanza di queste situazioni che, sempre più frequentemente siamo costretti ad affrontare. Crisi geopolitiche, economiche e sanitarie sono anche il frutto di un pianeta in forte crescita e come impresa dovremo abituarci ad affrontare questi scenari con grande capacità organizzativa basata su “reazione e adattamento”». (lo.mi.)

I pareri dei produttori locali nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, Sacmi non ferma la produzione

«Andiamo avanti. Insieme!». E’ il messaggio della Sacmi alla città di Imola, dopo le nuove misure per il contenimento della diffusione del coronavirus disposte dal Governo.

«Resta nostra ferma determinazione dare continuità alle nostre attività produttive – spiega Paolo Mongardi, presidente della cooperativa –. Continuità, fiducia e responsabilità crediamo siano le parole chiave per gestire, insieme, questo difficile momento».
Guardando al passato, «da sempre il principio di partnership contraddistingue l’approccio Sacmi al mercato – sottolinea Mongardi –. Come azienda internazionale, abbiamo già attuato quanto necessario, sin dalle prime fasi dell’emergenza, per limitare al massimo le occasioni di contagio e, quindi, l’impatto sul sistema sanitario e sui soggetti più deboli delle nostre comunità».
Nonostante il “giro di vite”, «Sacmi non si ferma – aggiunge il presidente –, pertanto tutto il personale continuerà a lavorare, in smartworking o nelle sedi aziendali. Restano sempre ammesse le trasferte nei cantieri, ovunque situati, sempre nel rispetto delle disposizioni normative e sanitarie».
Questo perché «dare continuità all’attività produttiva è, oggi, condizione indispensabile per consentire alle nostre aziende di disporre delle necessarie risorse per rialzarsi dopo l’emergenza – è convinto Mongardi –. Un futuro che costruiremo insieme ai nostri clienti, in coerenza con la nostra storia e capacità di superare con successo fasi altrettanto complesse della vita economica e sociale dell’Italia». (r.cr.)

Coronavirus, Sacmi non ferma la produzione
Cronaca 9 Marzo 2020

Emergenza coronavirus, Regione e sindacati firmano un Patto per il lavoro

Rafforzamento degli ammortizzatori sociali, per ridurre gli impatti negativi su lavoratori e imprese in seguito ai provvedimenti nazionali effettuati in risposta all’emergenza epidemiologica da coronavirus. E’ la prima delle misure economiche previste nell’accordo fra la Regione Emilia-Romagna, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria firmatarie del Patto per il lavoro, il primo di questo genere siglato nel nostro Paese.

Secondo l’accordo, per il quale vengono messi a disposizione in Emilia-Romagna 38 milioni euro, la cassa in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio, ha la durata di un mese e possono accedervi in deroga i datori di lavoro del settore privato e le unità produttive o operative situate in Emilia-Romagna, a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte o a cui sia stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze. Questo vale anche per le imprese con unità produttive esterne all’Emilia-Romagna, ma con lavoratori subordinati residenti o domiciliati in regione, che abbiano subito restrizioni di carattere sanitario.

Il commento della Regione
«La firma con le organizzazioni sindacali ed economiche dimostra ancora una volta la capacità di fare squadra di questa regione, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà – commenta Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro -. E’ un accordo omnibus, che permetterà l’utilizzo della cassa integrazione in ogni situazione di necessità per tutte le tipologie di imprese e i lavoratori del nostro territorio. Si tratta di una prima risposta concreta a tutela dei lavoratori e delle imprese chiamate a una particolare situazione di resilienza e a cui vogliamo mostrare la nostra vicinanza».
«E’ un primo importante segnale, cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci, con misure condivise con tutte le parti sociali, a dimostrazione di una grande unità – aggiunge Stefano Bonaccini, presidente della Regione,  Nei prossimi giorni prenderemo misure sia sul versante delle famiglie che per lavoro e investimenti, oltre ad accelerare i pagamenti».

Il commento dei sindacati
«Si tratta di un accordo assolutamente necessario, una prima boccata di ossigeno per le lavoratrici e per i lavoratori della regione – commentano Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna –. Un buon risultato di squadra, quindi, ma che necessita di correzioni e miglioramenti.   A partire dalla durata della copertura di un solo mese che come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere insufficiente, così come le risorse messe a disposizione per la presumibile durata della crisi». (r.cr.)

Emergenza coronavirus, Regione e sindacati firmano un Patto per il lavoro
Economia 28 Febbraio 2020

Le spese che si possono ancora pagare in contanti e i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile

Detto dell’ultima legge di bilancio e della novità in sede di denuncia dei redditi, quali sono le spese che si possono ancora pagare in contanti? Prestazioni sanitarie, rese dalle strutture pubbliche o dalle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Medicinali acquistati in farmacia con scontrino «parlante». Dispositivi medici, ad esempio: occhiali da vista; lenti a contatto e soluzioni per lenti a contatto; apparecchi acustici; cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate; siringhe; test di gravidanza; termo- metri; apparecchi per aerosol; apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa; pannoloni per incontinenza; prodotti ortopedici (ad esempio tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la deambulazione in generale); ausili per disabili (ad esempio cateteri); prodotti per dentiere (ad esempio creme adesive, compresse disinfettanti); materassi ortopedici e materassi antidecubito; igienizzanti e mascherine, purché riconosciuti dal ministero della Salute. «Per essere deducibile – sottolinea Gilberta Camorani – il costo deve risultare da uno scontrino fiscale “parlante” o da una fattura, con indicati la tipologia del prodotto e il codice fiscale dell’acquirente. Oltre al documento di spesa, per i dispositivi medici è necessario conservare anche la documentazione relativa alla marcatura CE, ossia la dichiarazione o certificazione di conformità, stampata sulla confezione».

Al contrario, invece, quali sono i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile? In base a quanto previsto dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), forniamo qui di seguito alcuni esempi: prestazioni rese da medici o professionisti privati non accreditati al Servizio sanitario nazionale; spese scolastiche per frequenza asili/scuola/università (tasse di iscrizione, trasporto scolastico, mensa, gite); spese per minori con certificato di disturbo specifico dell’apprendimento; affitto per studenti universitari fuori sede; attività sportive dei figli minorenni (limite di detrazione 210 euro); cure termali; spese veterinarie (limite di detrazione 500 euro annui); abbona- menti (mensili o annuali) ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale, interregionale; interessi passivi mutui prima casa (comprese spese notarili); intermediazioni immobiliari per abitazione principale; visite di rinnovo patente; spese per la badante; spese funebri; erogazioni liberali; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; previdenza complementare; spese bonifiche consortili. (r.e.)

Le spese che si possono ancora pagare in contanti e i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile

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