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Economia 6 Febbraio 2019

Un nuovo reparto cosmetici con pochi conservanti e allergeni la novità in arrivo per la Packaging Imolese

«Un nuovo reparto cosmetici, che ridurrà drasticamente l’uso di conservanti e allergeni». E’ l’annuncio dato a fine dicembre dal nuovo direttore generale di Deco Industrie, Francesco Canè, riferendosi a Packaging Imolese, che dal 2016 fa parte del gruppo cooperativo di Bagnacavallo. Quello di via Turati, infatti, è uno dei cinque stabilimenti produttivi del gruppo, oltre a quelli nelle province di Ravenna, Forlì e Ferrara, per una gamma prodotti che spazia dal settore alimentare (piadine, biscotti e dolci da ricorrenza) a quello della detergenza.

A Imola, nell’azienda fondata nel 1992 da Cesarino Galassi, il business storico sono i prodotti per la pulizia della casa, che coprono circa il 75% del fatturato, e per la cura della persona, realizzati in conto terzi e a marchio proprio (Casachiara, Hgs, Risolvo), a cui negli anni si sono aggiunti i presidi medico chirurgici (igienizzanti mani) e gli insetticidi. La varietà del mondo Deco è ben rappresentata all’interno dello spaccio aziendale, avviato da qualche anno accanto alla sede imolese, attorno a cui aleggia sempre un buon profumo di pulito. Nel 2017, inoltre, Deco Industrie ha acquisito all’asta l’ex capannone 3elle di via Nenni, oggi polo logistico al servizio di tutti gli stabilimenti del gruppo.

«La strategia adottata da Deco negli ultimi anni – ci spiega Vito Di Chiaro, direttore della divisione detergenza di Deco Industrie – è stata quella di investire in nuove tecnologie e impianti, per anticipare l’accelerazione al cambiamento che il mercato richiede. In modo particolare nello stabilimento Packaging Imolese è partito nel 2018 un progetto da 3 milioni di euro di ampliamento e ammodernamento del reparto cosmetico, all’interno del quale vengono confezionati cosmetici da risciacquo come saponi mani, bagno schiuma, doccia schiuma e shampoo, anche per multi-nazionali leader di mercato. Il progetto – dettaglia – prevede l’implementazione delle pratiche di buona fabbricazione (Good manufacturing practices) normate dal regolamento cosmetico, per garantire la massima sicurezza di prodotto e il raddoppio della capacità produttiva».

Ma le novità non finiscono qui. «Nel corso del 2019 – aggiunge Di Chiaro – verrà avviato un processo di ulteriore innovazione, volto a creare maggior valore per consumatori finali, clienti e partner. Sarà messa a punto una nuova linea di prodotti che abbraccia a tutto tondo il concetto di sostenibilità, partendo dall’esigenza di allargare strategicamente l’offerta con prodotti ad elevato contenuto innovativo per entrare in nuovi segmenti di mercato dove svi-luppare un’offerta differenziata a complemento dell’attuale. Per essere competitivi in un mercato come quello del “personal care”, caratterizzato nel 2018 da una crescita sia a volume che a valore contenuta, è necessario investire nella direzione intrapresa da Deco Industrie». Le formulazioni dei nuovi cosmetici sono state studiate; l’entrata in produzione è prevista per la fine dell’anno. L’ampliamento della gamma non necessiterà di ulteriori spazi e avverrà all’interno dell’area di produzione attuale, di circa 19 mila metri quadri.

A Imola ad oggi lavorano circa 170 addetti, ma l’intero gruppo dà lavoro a oltre 500 persone, tra cui 220 soci, dipendenti e stagionali. Deco Industrie, che ogni anno vende in media 300 milioni di prodotti, ha chiuso il 2018 con un consistente incremento delle vendite: oltre il 12 per cento in più sull’anno precedente per un giro d’affari di circa 170 milioni di euro. «Sono risultati superiori alle attese – questo il commento dell’amministratore delegato Giorgio Dal Prato – che ripagano i soci e i lavoratori dei notevoli sforzi effettuati per soddisfare il consistente e a volte imprevisto incremento del volume di lavoro in tutti e cinque gli stabilimenti produttivi di Ravenna, Forlì, Imola e Ferrara. Gli incrementi sono avvenuti sia nell’alimentare sia nella cura della casa e della persona, così come nei marchi della grande distribuzione italiana per cui Deco realizza oltre 700 articoli, sia coi propri marchi Loriana, Scala, Giorgione sia con i prodotti realizzati per conto di grandi industrie leader di merca-to, in Italia e all’estero».

La corsa di Deco Industrie è desti-nata a proseguire anche nel 2019, con l’entrata in funzione di tre nuovi grandi reparti produttivi. Oltre a quello imolese, il gruppo sta investendo anche a Ravenna per la produzione di snack senza aggiunta di grassi, zuccheri, sale, uova, mentre a Forlì è previsto l’ampliamento dello stabilimento con nuove linee di produzione di piadine, incluse quelle senza glutine. tosi dell’ambiente» conclude il diret-tore generale, Francesco Cané. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto una veduta aerea dello stabilimento della Packaging Imolese, del gruppo Deco Industrie

Un nuovo reparto cosmetici con pochi conservanti e allergeni la novità in arrivo per la Packaging Imolese
Economia 28 Gennaio 2019

Piano nazionale Industria 4.0, la Sacmi protagonista del consorzio per l'innovazione Bi-Rex

Sacmi fa parte di Bi-Rex (Big data innovation & Research excellence), il consorzio che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese, primo “competence centre” del piano nazionale Industria 4.0. Cinque le università coinvolte, con capofila Bologna, che ha guidato la presentazione della proposta e la costituzione del centro. Quindi i 2 centri di ricerca nazionali Cnr e Infn, oltre a Istituto ortopedico Rizzoli, Aster, Bologna business school, Cineca, Fondazione Golinelli, che ospiterà il centro nella sua fase di avvio. Sono invece 45 le imprese partecipanti, tra cui i massimi protagonisti della manifattura e dei servizi regionali, con la cooperativa imolese chiamata ad esprimere la presidenza del consorzio.

«Bi-Rex sarà di servizio alle imprese di tutta Italia, garantendo loro formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie abilitanti sviluppate negli oltre 30 progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data», sottolinea l’ingegner Domenico Bambi di Sacmi, nella sua veste di presidente del consorzio.

Radicate in Emilia Romagna, le attività di Bi-Rex si estendono infatti all’intero Paese, a partire da connessioni che si svilupperanno con tutti gli altri 7 competence centre nazionali, oltre a quelli europei. Duplice la funzione del consorzio: agire come struttura di servizio alle imprese, garantendo formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di nuove tecnologie abilitanti; secondo, condividere e mettere a sistema le “best practices” sviluppate dai protagonisti, tra cui Sacmi (che ha chiuso il 2018 con ulteriori investimenti in risorse, competenze e strutture, su tutte, Sacmi innovation lab 4.0).Prossimi step, dopo la costituzione ufficiale di Bi-Rex, la finalizza-zione della richiesta di finanziamento al ministero dello Sviluppo economico (9,2 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 15 milioni di investimenti da parte dei partner privati).

La Regione Emilia Romagna metterà a disposizione del consorzio ulteriori spazi presso il tecnopolo di Bologna, frutto della riqualificazione dell’ex area manifattura tabacchi, consentendo a Bi-Rex di entrare in sinergia con il data centre del centro meteo europeo e i centri di supercalcolo e big data di Cineca e Infn. Il competence centre Bi-Rex realizzerà un articolato programma di attività finalizzato alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, di nuovi prodotti e processi (o al miglioramento di quelli esistenti) tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanza-te in ambito Industria 4.0.

«In questo modello – spiega ancora Bambi – anche le piccole-medie imprese hanno la possibilità di essere protagoniste, attingendo a tecnologia, ricerca, competenze messe a disposizione dalle università, dai centri di ricerca e dai grandi player, valorizzando le loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità attraverso modelli produttivi più vicini alle richieste dei nuovi mercati».

Piano nazionale Industria 4.0, la Sacmi protagonista del consorzio per l'innovazione Bi-Rex
Economia 28 Gennaio 2019

Dalla Sacmi in palio quattro borse di studio riservate ai diplomati del'Istituto Alberghetti

La cooperativa Sacmi mette a disposizione quattro borse di studio per premiare i giovani diplomati più meritevoli dell’Itis Alberghetti, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze tecniche tra gli studenti delle classi quinte dell’istituto. Il termine per la consegna degli elaborati è fissato per il prossimo 30 aprile.

Le borse di studio sono state istituite in memoria di Giorgio Sarani, prematuramente scomparso il 27 maggio 2015 dopo trent’anni di lavoro, spesi con dedizione e passione presso l’ufficio progetti della Divisione ceramica di Sacmi Imola, «Giorgio ci ha lasciato un compito non facile: migliorare le macchine che lui ha pensato e sviluppato – sottolinea il presidente Paolo Mongardi -. Ma non solo: oltre che punto di riferimento in azienda per le sue innegabili capacità professionali, Giorgio ha rappresentato per noi un esempio di vita spesa per gli altri, affiancando alla passione per il lavoro il forte impegno nel sociale, come le tantissime iniziative che lo hanno visto protagonista per aiutare le fasce più deboli di questo pianeta, ad esempio in Africa, offrendo loro un’opportunità di riscatto»

Dalla Sacmi in palio quattro borse di studio riservate ai diplomati del'Istituto Alberghetti
Economia 24 Gennaio 2019

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi

Favorire l’incontro tra laureati e aziende. Questo si propone il Career day, evento promosso da qualche anno dall’Alma Mater, la cui edizione 2019 si svolgerà nel capoluogo regionale martedì 26 febbraio, presso il padiglione 33 di Bologna Fiere (ingresso Aldo Moro). Durante la giornata (dalle ore 9.30 alle 17) le aziende avranno la possibilità di incontrare i laureandi e laureati dell’ateneo di Bologna, visionare i loro curricula, effettuare brevi colloqui presso gli stand, individuare i profili più interessanti e illustrare i propri percorsi di inserimento.

Diverse le aziende del nostro territorio che saranno presenti. Tra queste la Sacmi, dopo il successo della passata edizione (oltre 250 ragazzi e ragazze che hanno preso contatto, in buona parte ricontattati dallo staff human resources per valutarne l’inserimento in azienda). Una partecipazione, quella al Career day, che per la cooperativa imolese acquisisce un significato ulteriore rispetto alla semplice possibilità di raccogliere curricula e contatti. Già da tempo, infatti, il gruppo meccanico è in prima linea nell’offerta di opportunità specificamente pensate per i laureandi (come lo sviluppo d itesi specialistiche direttamente in azienda) o i laureati.

Sul portale Unibo tutte le informazioni sulla registrazione al Career day 2019 e l’inserimento del curriculum vitae.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto il padiglione di Bologna Fiere gremito di laureati e laureandi dell”Alma Mater

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi
Economia 17 Gennaio 2019

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ai lavoratori di Eurocoop Service. Lo comunica la Cgil di Imola in una nota, precisando che l”intesa è stata firmata il 15 gennaio tra l”Assessorato regionale, il commissario liquidatore dell”azienda che si trova in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ui, confederali e di categoria.

«Per salvaguardare 110 lavoratori – prosegue la nota – le organizzazioni sindacali hanno richiesto l”avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, stante la sussistenza dei requisiti inerenti i percorsi di politiche attive del lavoro per il personale in esubero ed in base alla delibera regionale 1653 del 11 ottobre 2018 con pagamento diretto da parte dell’Inps. Ora l’accordo dovrà essere perfezionato al Ministero del lavoro e preceduto da una accordo regionale con l”Agenzia per il Lavoro sul piano di gestione, volto alla salvaguardia occupazionale e alle politiche attive».

«Contestualmente, considerando la procedura di licenziamento collettivo aperta, l”unico criterio per la cessazione dei rapporti di lavoro e per usufruire della Cigs sarà quello della non opposizione al licenziamento da manifestarsi in modo certificato», aggiunge la nota della Cgil.

L”ultimo passaggio riguarda la Wegaplast di Toscanella, che nei giorni scorsi (leggi l”articolo del 14 gennaio) aveva deciso di sospendere il lavoro esterno in appalto a Eurocoop Service. «La Wegaplast sta affrontando una riorganizzazione aziendale ed ha appena sottoscritto un accordo di Cassa integrazione ordinaria – concludono dalla Cgil -. La stessa azienda si è resa disponibile a sottoscrivere, in caso di future assunzioni, un accordo di prelazione a favore dei dipendenti Eurocoop che operavano in appalto in Wegaplast». (r.eco.)

Nella foto la sede della Wegaplast

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service
Economia 15 Gennaio 2019

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea

La storia di una impresa di famiglia che si mischia con la storia di imprese, sportive, sempre di famiglia. La lotta, comune ad ogni imprenditore, la lotta sulla materassina che molte volte non ha avuto niente di comune, ma tanto di speciale, se a farla era qualcuno con il cognome Minguzzi. Una storia che va raccontata cominciando dal capostipite Antonio che iniziò a vendere trattori nella campagna fuori Imola, e che è continuata tanto che anche chi non ha mai comprato un trattore per il lavoro nei campi o una macchina per il giardinaggio, conosce la bottega Minguzzi.

Se all’inizio l’attività era in prevalenza legata alle macchine agricole, nel tempo si è modificata sempre più anche come ferramenta e punto vendita per attrezzature da giardinaggio, fornendo anche un importante servizio di assistenza e riparazione di macchine e attrezzi. Negli anni la bottega ha anche cambiato più sedi: dal vecchio Molino Rosso di via Selice a piazza Caduti per la Libertà in centro storico, da piazza Bianconcini al più recente capannone in via Serraglio 9. E’ qui, nella casa-bottega dell’attuale titolare Massimo Minguzzi, che l’azienda di famiglia ha trasferito l’intera attività come unica sede, lasciando, sul finire dell’anno 2018, il precedente punto vendita di piazza Bianconcini.

Scavando nella memoria di Massimo Minguzzi il ricordo va al padre Antonio. «Iniziò a vendere le prime macchine agricole all’inizio degli anni Sessanta al vecchio Molino Rosso, dove ora sorge il famoso hotel ristorante, che allora gestiva la mia famiglia che aveva anche un pastificio – racconta -. Il nostro numero di telefono era semplicemente 363 e il telefono, grande e nero, stava nel pianerottolo delle scale. Successivamente babbo ha aperto il proprio negozio specializzato in centro ad Imola, in piazza Caduti per la Libertà, dove vendeva trattori ed altre macchine per l’agricoltura e faceva assistenza. Aveva anche un deposito in viale Marconi. Dopo piazza Caduti ci siamo spostati in piazza Bianconcini, ma oggi non ci stiamo più, soprattutto per i problemi di carico e scarico dei mezzi che vendiamo».

Massimo Minguzzi, classe 1951, ha a lungo gestito l’attività di famiglia insieme al fratello maggiore Dino, mentre oggi ad aiutare ed imparare il mestiere c’è il figlio Luca, che di anni ne ha ventisei. L’attuale capannone, che sorge proprio accanto alla casa di famiglia, è stato comprato negli anni Ottanta come ricovero per i mezzi più grandi, trattori e rimorchi, sia quelli in vendita sia quelli a cui fare assistenza.

Massimo Minguzzi, e più in generale la famiglia Minguzzi, sono noti anche per la passione e i risultati nella lotta, libera o greco romana che sia. «Io sono stato il primo in famiglia ad iniziare la storia dei Minguzzi nella lotta – racconta Massimo, che ha vinto i primi campionati nazionali nel 1968 e 1969 ed ha anche vinto due bronzi alle Universiadi di Mosca del 1973, il proprio traguardo più alto -. Poi ho allenato tutti i miei figli: Andrea, Valentina, Luca, Mirco e Serena. Complessivamente abbiamo vinto una sessantina di titoli nazionali».

Per chiudere il quadro di famiglia va ricordata Celestina Becca, moglie e mamma di questa famiglia di campioni, con un passato da ottima pallavolista. Tanti successi da mettere in fila cominciando con Andrea che si è anche meritato il titolo di Commendatore dopo che, con il gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha trionfato alle Olimpiadi di Pechino; poi Valentina e Mirco dell’Unione Sportiva Imolese Lotta, che sono rispettivamente la campionessa nazionale in carica e uno degli atleti azzurri in lista per le Olimpiadi di Tokyo 2020. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la famiglia Minguzzi

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea
Economia 14 Gennaio 2019

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli

Anche quest’anno Imola Legno ha assegnato le borse di studio intitolate alla memoria di Elio Poli, co-fondatore dell’azienda scomparso nel 2011. La premiazione è avvenuta lo scorso 19 dicembre.

«Questa iniziativa, giunta alla sua sesta edizione – spiega l’amministratrice delegata, Silvia Poli – vuole commemorare la considerazione che Elio Poli aveva per il ruolo dell’educazione scolastica nello sviluppo della persona. Il concorso, inizialmente dedicato solo ai figli dei dipendenti, è stato aperto anche agli studenti delle scuole di Imola e Lugo e agli studenti universitari residenti nei due comuni».

Le 11 borse sono state assegnate in base alla media scolastica nell’anno scolastico 2017-18 e al risultato di una prova incentrata sul tema «La sostenibilità della terra e delle sue risorse», che a seconda del livello scolastico dei partecipanti doveva esser sviluppato in un disegno (scuole primarie), un tema (scuole medie e superiori) o una tesina (università).

Sono stati così premiati Riccardo Piselli (5ª elementare), Serena Faretina (2ª elementare), Sara Pierrotti (3ª elementare), Maya Zanotti (2ª media), Sofia Piselli (2ª media), Marco Trione (2ª media), Fabio Veroli (3ª superiore), Alessandro Patuelli (3ª superiore), Valentina Moreschini (5ª superiore), Silvia Malacarne (università) e Eleonora Lodovici (università).

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la premiazione

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli
Economia 14 Gennaio 2019

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»

Se il mercato dell’edilizia stenta a ripartire, c’è chi nel frattempo si è riorganizzato per affrontare nuove sfide. E’ il caso di Imola Legno, nata più di 40 anni fa come azienda importatrice di legname e oggi specializzata anche nell’offerta di semilavorati.

Il cambiamento più evidente è legato al punto vendita, Stil Legno. Dopo aver lasciato i locali in affitto in via Vighi, da poco più di un mese ha riaperto nella sede della casa madre in via Don Luigi Sturzo. «Ora gli orari sono legati a quelli dell’azienda – ci aggiorna l’amministratrice delegata, Silvia Poli – ma il servizio ai privati sarà anche migliore di prima, dato che ora abbiamo il nostro magazzino a pochi metri di distanza e possiamo garantire tempi di risposta più brevi. Abbiamo scelto di puntare sull’arredo da giardino e su misura, su porte e infissi in legno, mentre abbiamo abbandonato l’arredo per interni».

Gli anni della crisi hanno cambiato l’azienda imolese. «Abbiamo sofferto parecchio – ammette Poli – ma ci siamo riorganizzati. In quest’ultimo decennio è cambiata molto, ad esempio, la tipologia dei nostri prodotti. Il core business rimane quello dei pannelli in legno, che per primi abbiamo cominciato a importare in Italia. Ora puntiamo anche sui semilavorati e sui servizi di logistica, perché il mercato e l’indotto sono cambiati. Un settore che sta crescendo molto è quello delle costruzioni in legno per edilizia civile, industriale e pubblica. Tra l’altro siamo cofinanziatori del master in Costruzioni in legno che si svolge a Imola». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il cofondatore di Imola Legno Enzo Poli con i figli Matteo e Silvia

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»
Economia 21 Dicembre 2018

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio

Frena il settore ceramico e le aziende locali non fanno eccezione. Prova ne è la chiusura degli impianti per le festività natalizie, che quest’anno si allunga di una settimana rispetto agli anni precedenti. Dal 15 dicembre al 6 gennaio compresi resteranno chiusi sia gli stabilimenti di Cooperativa ceramica d’Imola in via Correcchio, a Borgo Tossignano e Faenza, sia la modenese Florim che produce anche a Mordano.

«Che vi sia una contrazione del mercato è risaputo – spiega Tiziana Roncassaglia Menghetti, segretaria generale della Filctem-Cgil di Imola -. Già a marzo abbiamo riscontrato una flessione, che nella seconda parte dell’anno è aumentata per tutto il settore a livello nazionale, rappresentato al 90 per cento dal distretto ceramico emiliano romagnolo. Nel 2017 le vendite erano ripartite e si sperava che anche in seguito il trend positivo sarebbe proseguito. Lo scorso anno, ad esempio, Florim ha chiuso il miglior bilancio della sua storia. Ma già a fine 2017 a livello nazionale è cominciata una flessione delle vendite. Dagli anni della grande crisi in poi tutte le aziende che sono rimaste sul mercato hanno fatto grandi investimenti tecnologici. Questo ha comportato un aumento dei volumi prodotti, che il mercato, però, non sta più riuscendo ad assorbire».

Va detto che la chiusura di tre settimane scelta dalle ceramiche del nostro circondario è in linea con quelle delle concorrenti del distretto modenese. «A Sassuolo – prosegue la sindacalista – ci sono aziende che fanno fermate anche molto più lunghe. Marazzi, ad esempio, tra i primi gruppi a livello europeo, chiude addirittura per sei settimane e questo dà una indicazione precisa dell’andamento del settore». Come riscontrato anche da Confindustria ceramica, quest’anno si è verificata «una flessione dell’ordine del 3 per cento sulle esportazioni e vendite»; ricominciano così le richieste di ammortizzatori sociali.

«Per quanto riguarda le nostre aziende – dettaglia Menghetti – in Coop. Ceramica  abbiamo a disposizione soltanto 13 settimane di solidarietà fino a settembre 2020. Dopodiché, avremo esaurito tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione. Il percorso dell’azienda fino ad ora ha visto susseguirsi accordi sull’incentivazione di uscite volontarie di personale. Nel 2009 l’azienda contava 1.945 dipendenti contro i 1.180 attuali, con una perdita di 765 posti di lavoro. Sono state utilizzate negli  anni tutte le forme di ammortizzatori sociali, dal contratto di solidarietà fino alla cassa in deroga, per arrivare all’estate di quest’anno, momento in cui l’azienda dichiarava ancora 100 esuberi. In virtù dell’accordo siglato lo scorso luglio, siamo arrivati  alla  riduzione  d’orario per 342 lavoratori su 813 addetti ai reparti produttivi, a fronte di un numero complessivo di circa 1.180 dipendenti. Per gli  operai alla cernita e alla smalteria si tratta di una riduzione d’orario del 30 per cento, mentre per i lavoratori dei servizi generali (pulizia e mensa) la riduzione arriva al 50 per cento. L’azienda  versa un’integrazione al reddito e una copertura dei contributi per la pensione, con un versamento straordinario al fondo di  settore. Il  lavoratore, comunque, si accorge della differenza in busta paga, con una perdita di potere d’acquisto non indifferente. Al momento, stiamo monitorando la situazione,  con  un  occhio  di  riguardo per i lavoratori dei servizi generali che, oltre ad essere i più penalizzati dal punto vista economico, sono anche i più deboli, non avendo molte possibilità di trovare nuove  collocazioni  lavorative  in  altre realtà produttive».

Nello stabilimento dell’ex Cerim a Mordano, già Maker e dal 1° gennaio 2017 Florim, la situazione è diversa. «Qui lavorano 354 addetti e ci  sono ancora a  disposizione  tutti  gli  ammortizzatori  sociali. Il  2017, con l’incorporazione nel  gruppo  modenese, è stato l’anno della svolta. La  famiglia Lucchese, grande  azionista del  gruppo, ha deciso di scommettere sullo  stabilimento di via Selice,  investendo oltre 80 milioni (su 103 milioni complessivi destinati agli investimenti) per realizzare un nuovo stabilimento 4.0 da 56 mila metri quadri, con nuove tecnologie prevalentemente Sacmi, dedicato alla produzione di grandi lastre. Il  prossimo anno sonoprevisti i lavori di ristrutturazione degli uffici lungo via Selice. Dalla primavera del 2017 a oggi, a Mordano sono state assunte 66 persone, con età media di 36 anni, il 10 per cento delle quali donne». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto bancali in attesa di spedizione allo stabilimento di Coop Ceramica di via Correcchio

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio
Economia 17 Dicembre 2018

Successo di pre-ordini per la microcar elettrica Microlino, la produzione passa dalla Tazzari ai tedeschi di Artega

Microlino ingrana la marcia e saluta Imola per la Germania. Non sarà più, infatti, il gruppo Tazzari a produrre per il mercato europeo la microcar elettrica ispirata alle «bubble cars» degli anni ’50, ma la tedesca Artega. La notizia è stata diffusa la scorsa settimana dai protagonisti della partnership che da un paio d’anni sta sviluppando il progetto, ovvero la società svizzera Micro, conosciuta a livello mondiale per i suoi monopattini elettrici, e Tazzari Ev, la divisione Veicoli elettrici del gruppo imolese.

In realtà, il cambio di rotta si è reso necessario per il boom di pre-ordini arrivati dopo la presentazione ufficiale al mercato. Boom che ha colto di sorpresa gli stessi ideatori di Microlino e ha portato una mole di lavoro inattesa per l’azienda imolese, che pure aveva già cominciato a strutturarsi per iniziare a produrre i primi 500 esemplari entro l’anno.

«Quando siamo partiti – ci aggiorna il presidente del gruppo, Erik Tazzari – c’erano circa 2 mila pre-ordini e l’idea target realistica era produrre mille-duemila Microlino all’anno. Poi, durante il percorso, il successo ha ecceduto e di molto le aspettative sul prodotto, quindi già oggi ci sono oltre 10 mila ordini e la stima è avere un mercato Europa di 10-20 mila veicoli all’anno, nel giro di due anni. Le condizioni attuali del mercato del lavoro in Italia minano le aziende in crescita, ingessandole oltremodo e quando ci hanno trovati i tedeschi, abbiamo concluso un buon accordo, sia per la mia azienda, considerando che avremo una royalty mondo per 10 anni e il mercato Italia in esclusiva, sia per lo sviluppo e soddisfazione delle richieste di mercato».

L’accordo con Artega segna anche l’apertura di un nuovo capitolo per il gruppo di via Selice, che dal 2006 è presente nel segmento dei veicoli elettrici con la citycar Zero, declinata in questi anni in più di una decina di modelli. «Artega – puntualizza Tazzari – ha acquisito le quote di Tecno Meccanica Imola, l’azienda del nostro gruppo che produce citycar. Inoltre, ha acquisito i brevetti e i diritti di produzione dei modelli Zero Em1, Em2, City, Junior. Non fanno parte della cessione i marchi (Tazzari Ev, Zero, Zz) e non rientra nell’accordo nemmeno l’area sviluppo e vendita della tecnologia Ev, che fa capo a Tazzari Gl Imola. Tutti gli ordini già ricevuti da Tecno Meccanica Imola verranno evasi da Tazzari Gl Imola. La gestione service e vendita ricambi afferente ai veicoli nati a Imola a brand Tazzari dal 2010 al 2018 saranno garantite sempre da Tazzari Gl Imola».

Il presidente guarda avanti. «L’accordo – commenta – apre nuove prospettive di collaborazione che potranno andare dalla fornitura di particolari e sottogruppi per i nuovi veicoli, al supporto allo sviluppo. Tazzari Ev sarà anche il distributore esclusivo per l’Italia dei veicoli che saranno sviluppati sulle piattaforme, tecnologie e concept oggetto dell’accordo, disponibili prossimamente presso il “flagship store” che abbiamo al circuito di Imola». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto da sinistra Marco Battilani ed Erik Tazzari (Tazzari Gl Imola), Klaus Frers (Artega), Wim Ouboter con i figli Oliver e Merlin (Micro Mobility Systems)

Successo di pre-ordini per la microcar elettrica Microlino, la produzione passa dalla Tazzari ai tedeschi di Artega

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