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Economia 22 Agosto 2020

Aziende emiliano-romagnole alla conquista degli Usa: fra le selezionate anche le “nostrane' Cams, Adler e Servizi Industriali

Castel San Pietro Terme e Ozzano alla conquista degli Usa. Fra le venti aziende selezionate dal progetto Upgrading Emilia-Romagna, sostenuto da Ice e Regione, ci sono anche tre realtà “nostrane”: Cams srl, Adler srl (entrambe di Castel San Pietro) e Servizi Industriali (di Ozzano Emilia).

Le venti aziende, selezionate tramite un bando svoltosi nei mesi scorsi, sono ora ammesse alla fase di formazione (da remoto) del progetto per il rilancio dell’export messo in campo da Agenzia ICE (Agenzia per la promozione all”estero e l”internazionalizzazione delle imprese italiane) e Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna. L’obiettivo è quello di supportare nello sviluppo di nuove e mirate strategie di internazionalizzazione le imprese manifatturiere a carattere innovativo con sede in Emilia-Romagna. Successivamente tra le prime aziende selezionate ne verranno scelte dodici che potranno usufruire di un percorso di consulenza personalizzato, servizi di affiancamento e di assistenza in loco.

“Gli Stati Uniti sono un mercato storicamente molto importante per le nostre aziende manifatturiere e ad oggi non conosciamo le condizioni in cui si troverà all’uscita dalla pandemia – è il commento di Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Formazione -. Per questo diventa fondamentale affiancare ai nostri imprenditori i migliori esperti e consulenti che possano accompagnarli verso una nuova internazionalizzazione, rinforzando in questo modo anche le rispettive filiere. Sono certo che il made in Emilia-Romagna, puntando come sempre sulla qualità e l’innovazione, saprà trovare nuovo spazio e attenzione nel mercato americano, rinnovando quella tradizione che ai nostri prodotti ha sempre riconosciuto unicità di stile, valore e alte prestazioni”.

Le aziende “nostrane” selezionate.

Cams srl: azienda che sviluppa e realizza impianti per il riciclaggio di materiali inerti, detiene un brevetto depositato negli Usa dove esporta già da tre anni anche grazie ad un partner in loco (in Georgia) dove punta ad aprire una filiale produttiva.

Adler srl: azienda che produce e commercializza tinte per la rifinizione del mobile, con un marchio registrato negli Usa e una quota di export del 65 percento.

Servizi Industriali srl: azienda che realizza macchinari per la produzione di centrifughe a dischi con un proprio marchio registrato negli Usa dagli anni Duemila al fine di creare una presenza stabile per investimenti esteri, con possibilità di joint venture.

(r.cr.)

Aziende emiliano-romagnole alla conquista degli Usa: fra le selezionate anche le “nostrane' Cams, Adler e Servizi Industriali
Economia 12 Agosto 2020

Il nuovo presidente della Cims Antonio Dongellini: «Pronti ad affrontare le nuove sfide»

E’ appena diventato presidente, ma proprio novellino non è Antonio Dongellini. Bastano due numeri per capire che chi guiderà la Cims nel prossimo triennio di esperienza ne ha da vendere: Dongellini è stato assunto infatti il 16 giugno 1982 e da una trentina d’anni fa parte del consiglio d’amministrazione della cooperativa. «Ho vissuto tutti i salti di qualità fatti da Cims in quasi 40 anni – conferma – e l’ho fatto grazie a questa azienda coraggiosa che credeva ciecamente nelle figure giovani. A quei tempi penso non ce ne fossero molte strutturate così, capaci di valorizzare i loro ragazzi e di responsabilizzarli come è stato fatto con me, che a 23 anni ero già in Cda».

Dongellini, nato il 15 luglio1967, è originario di Sassoleone. E’ sposato e padre di due figli, Alex di 10 anni e Letizia di 6. In origine entrò in Cims per occuparsi di lavori di forestazione, poi passò al settore Verde quando la cooperativa estese la propria operatività anche a quel ramo. Oggi ricopre il ruolo di responsabile della Gestione risorse, che comprende il personale e i mezzi ed è stato eletto da un Consiglio di amministrazione che ha un’età media di 41 anni. Nel futuro, Dongellini vede ancora opportunità di crescita. «È stata la nostra forza, è la nostra identità – dichiara convinto -. Qualsiasi possibilità per crescere deve essere valutata e portata a termine. Non significa azzerare i rischi, anche se chiaramente occorre considerare l’equilibrio dell’azienda. Però non ci gireremo dall’altra parte di fronte alle sfide». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 luglio

Nella foto il nuovo presidente di Cims Antonio Dongellini

Il nuovo presidente della Cims Antonio Dongellini: «Pronti ad affrontare le nuove sfide»
Economia 5 Agosto 2020

Gianni Poli lascia dopo 40 anni la presidenza di Cims e si racconta, dai primi passi all'estate «calda» del 2014

Il cambio è davvero di quelli storici: dopo 40 anni, Giovanni Poli (per tutti Gianni) ha lasciato la presidenza della Cims ad Antonio Dongellini. In pensione già da un anno, Poli ha portato a termine il suo ultimo mandato triennale ed ora, sottolinea, «resto a disposizione dell’azienda, ma senza ruoli ufficiali». La storia di Poli presidente,nato a Castel del Rio il 17 settembre 1954, è quasi sovrapponibile a quella della cooperativa che fu costituita nel 1975 da un’intuizione di Nadir Mazzanti, sindacalista e consigliere comunale Pci di Sassoleone, intenzionato a creare una realtà in grado di dare lavoro ai braccianti della zona (soprattutto alle donne), che faticavano a sommare un numero di giornate lavorative sufficienti per una pensione dignitosa.

Poli nella cooperativa entrò giovanissimo, appena finito il servizio militare. E non tardò molto a diventarne presidente, su richiesta del presidente di allora, Giuliano Bettini. Ma il suo ricordo va anche all’estate calda del 2014, quella della chiusura della Cesi quando, da un giorno all’altro, ai vertici di Cims si prospettò una sfida da far tremare i polsi: accettare o meno di assorbire buona parte delle commesse e del personale della grande cooperativa imolese, trovandosi quasi a raddoppiare le proprie dimensioni dalla sera alla mattina. (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 luglio

Nella foto l”ex presidente della Cims Gianni Poli

Gianni Poli lascia dopo 40 anni la presidenza di Cims e si racconta, dai primi passi all'estate «calda» del 2014
Cronaca 15 Maggio 2020

Novità dall'Accordo territoriale per gli ambiti produttivi del circondario anche per il comparto Fossatone

La modifica dell’Accordo territoriale per gli ambiti produttivi del circondario imolese riguarda anche il comparto medicinese di Fossatone, un’area di circa 39 ettari tagliata in due dalla San Vitale: la parte con più aziende è a nord della provinciale ed è compresa tra lo scolo Fossatone e il torrente Quaderna, mentre a sud comprende l’area «ex Agip». Nel comparto ora potranno insediarsi anche attività di logistica di dimensioni inferiori o uguali a 10 mila metri quadri. L’accordo specifica che i nuovi insediamenti dovranno avvenire all’interno di strutture esistenti, dovranno avere i requisiti di Aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea), per ridurre al minimo gli impatti sull’ambiente, e saranno condizionati alla «necessità imprescindibile di realizzare le dotazioni territoriali mancanti».

«Era importante che Fossatone fosse all’interno di questo accordo – commenta il sindaco, Matteo Montanari -. Sappiamo che ci sono alcune aziende interessate a questa area, anche se al momento siamo ancora alle fasi preliminari. La novità riguarda superfici limitate rispetto a quelle di zone industriali di altri comuni del circondario e soprattutto riguarda capannoni già esistenti. È quindi un tentativo di riconversione di immobili artigianali in questo momento sottoutilizzati. Sicuramente il comparto Fossatone ha bisogno di alcuni interventi. In questa fase non stiamo parlando di interventi importanti, come può essere la rotonda fuori dal casello dell’autostrada nel caso di Castel San Pietro. Per quanto riguarda Medicina si tratta di analisi che dovremo fare nel momento in cui si vedrà chi vuole insediarsi, quanti metri quadri di logistica vorrà fare. Dovremo capire assieme quali opere realizzare. In ogni caso, si tratta di interventi minimali». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

Nella foto una veduta aerea del comparto Fossatone a Medicina

Novità dall'Accordo territoriale per gli ambiti produttivi del circondario anche per il comparto Fossatone
Cronaca 15 Maggio 2020

Con le modifiche all'Accordo territoriale per gli ambiti produttivi grandi aziende di logistica anche a Imola e Castel San Pietro

Le grandi aziende di logistica, con superfici superiori a 10 mila metri quadri, potranno insediarsi anche a Imola e nel comparto San Carlo (tra Castel San Pietro e Castel Guelfo), non più soltanto all’Interporto di Bologna come finora. La novità fa seguito all’approvazione, avvenuta a fine aprile da parte della Città metropolitana e, a seguire, dal Circondario imolese, delle modifiche all’Accordo territoriale per gli ambiti produttivi del Circondario, in linea con il Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums). In particolare, il Pums identifica sull’intero territorio della città metropolitana, oltre all’Interporto, quattro ambiti produttivi sovracomunali (Martignone, Altedo, San Carlo e Imola) ritenuti adatti a ospitare grandi aziende di movimentazione merci, poiché situati in prossimità di un casello autostradale e di una stazione del servizio ferroviario metropolitano.

Questi insediamenti consentiranno ai Comuni di attuare una serie di opere di mitigazione, come, nel caso di Castel San Pietro, la tanto attesa rotonda all’uscita del casello autostradale. Abbiamo chiesto a Fausto Tinti, vicesindaco della Città metropolitana e sindaco di Castel San Pietro, di spiegarci meglio le opportunità introdotte dalle modifiche all’accordo territoriale. «L’accordo – premette – ha innanzitutto una portata di carattere metropolitano, con una visione politica di fondo. Finalmente la città di Bologna e l’area metropolitana lavorano insieme, adattandosi l’una all’altra. La logistica pesante si fermerà alle porte del capoluogo, mentre dai quattro nuovi poli una logistica leggera porterà il materiale alle varie destinazioni finali. Là dove c’è una facilitazione nel trasporto merci, c’è la possibilità che le aziende produttive si insedino più volentieri. Inoltre, è evidente che si potranno sviluppare nuove sinergie con le imprese già sul territorio. L’accordo dà quindi una energia ulteriore al settore produttivo e può tramutarsi anche in un importante volano di sviluppo economico, occupazionale e anche demografico per questo territorio, messo a dura prova da una crisi economico-sanitaria inedita quanto inaspettata». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

Nella foto l’area Ca’ Bianca 5 a Castel San Pietro, su cui si insedierà una azienda di logistica di circa 60 mila metri quadri

Con le modifiche all'Accordo territoriale per gli ambiti produttivi grandi aziende di logistica anche a Imola e Castel San Pietro
Economia 14 Maggio 2020

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»

La «fase 2» per Sacmi si chiama “LetsMoveForwardTogether” (tradotto: andiamo insieme avanti), dal nome del programma messo a punto dal gruppo imolese per affrontare il post-emergenza attraverso una nuova organizzazione e gestione dell”ambiente di lavoro, norme e comportamenti da osservare per affrontare la ripartenza. In particolare, Sacmi ha deciso di accelerare sulla «fase 2» avviando la formazione online per i dipendenti italiani del gruppo, 2.000 persone distribuite in dieci stabilimenti produttivi. A gestire il percorso è il team Hr, coordinato dal nuovo direttore Risorse umane Gianluca Nardone, in collaborazione con il servizio Prevenzione protezione e ambiente e il  servizio Qualità, sicurezza e gestione processi.

L”avvio di “LetsMoveForwardTogether” è stato preceduto, nei giorni prima della piena riapertura delle attività, dall’elaborazione e condivisione dei nuovi protocolli di sicurezza, in linea con le indicazioni di Governo, Regione ed autorità sanitarie, ad integrazione delle misure già applicate in azienda fin dall”inizio della pandemia. Nel dettaglio, già la scorsa settimana si è tenuto il primo ciclo di “webinar”, seminari interattivi che hanno introdotto, con il contributo della task force aziendale dedicata, il personale delle sedi italiane a comprendere il percorso i cui punti chiave sono smart working e digitale, turnazioni, trasferte, gestione degli ambienti comuni, cartellonistica dedicata, dispositivi di protezione individuale, accesso in azienda, gestione di eventuali casi di contagio.

«Puntiamo sull’efficacia e sulla rapidità della ripartenza – sottolinea il presidente Paolo Mongardi – e per farlo abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, la stessa dimostrata sin qui per consentire la continuità delle nostre attività anche nelle fasi più critiche. L”obiettivo dell”iniziativa è offrire risposta ad ogni domanda, attraverso linee guida chiare e condivise sui comportamenti da tenere in azienda, sui nuovi modelli organizzativi necessari, sulla gestione degli ambienti di lavoro e in particolare degli spazi comuni è l’obiettivo dell’iniziativa». Oltre all”hashtag #LetsMoveForwardTogether, il programma è contraddistinto anche da un logo che riproduce «le persone insieme stilizzate – spiega la nota aziendale -, con le braccia alzate, a simboleggiare la vittoria di squadra, in linea anche con il messaggio che abbiamo voluto trasmettere sin dalle prime fasi a tutte le nostre persone, dipendenti, clienti, partner: andiamo avanti, insieme». (r.cr.)

Sacmi lancia il programma “LetsMoveForwardTogether” per affrontare la «fase 2»
Cronaca 24 Aprile 2020

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti

Si avvicina la «fase 2» dell’emergenza Covid-19 e i fari sono puntati sulla ripartenza delle attività economiche. Il Dpcm del 10 aprile scorso ha prorogato fino al 3 maggio le misure restrittive mirate al contenimento dei contagi, ma da settimane la Regione Emilia Romagna si è attivata, partendo dal Tavolo regionale del Patto per il lavoro, con l’obiettivo di costruire un «governo della ripartenza», come è stato definito dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Un governo che prevede la costituzione di Tavoli per la sicurezza nei luoghi di lavoro in tutte le province, ai quali la Regione mette a disposizione una dotazione di 1,5 milioni di euro, oltre a 5 milioni per la messa in sicurezza sanitaria e la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Il primo a partire è stato il Tavolo promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna, presieduto dal vicesindaco metropolitano e sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, con la partecipazione di rappresentanti di Governo, Regione, Ausl, parlamentari locali, autorità di controllo del lavoro e organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Tra i compiti, la stesura di protocolli operativi di sicurezza per le principali filiere produttive, un argomento del quale si è discusso nella riunione in videoconferenza di lunedì 20, preceduta da un incontro con i parlamentari locali. Ma appare difficile, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ipotizzare ripartenze anticipate. «Le riaperture –ragiona Tinti – sono legate alla riduzione delle restrizioni personali, finché la gente non può uscire e non si riattivano i servizi dell’ecosistema, come si fa a pensare di aprire le aziende? Non ho mai messo in dubbio il 4 maggio come orizzonte unico. Questo però non vuol dire che non si debba correre, perché ce lo chiedono le imprese: non ci preoccupiamo se i primi protocolli dovremo tenerli chiusi in una scatola fino a quella data».

Tornando al Tavolo, quattro sono le filiere giudicate prioritarie in base ai criteri dell’internazionalizzazione, della competitività e della disponibilità di protocolli già implementati (è il caso dell’edilizia, nella quale l’Ance ha già fatto un notevole lavoro): manifattura e industria (in particolar modo i segmenti dell’automotive, dell’automazione e della moda), edilizia e cantieri, trasporto merci e logistica, mobilità delle persone, con l’inclusione degli hub funzionali (aeroporto, autostazione, Interporto eCentergross). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti
Cronaca 3 Aprile 2020

L'azienda vinicola Dalfiume Nobilvini a fianco della Regione nella raccolta fondi per l'emergenza Coronavirus

Un euro per ogni bottiglia di vino a marchio “Villa Poggiolo” venduta andrà a sostegno della raccolta fondi della Regione e della Protezione civile dell”Emilia Romagna per migliorare l”organizzazione sanitaria in tempo di Coronavirus. E” l”iniziativa lanciata in questi giorni dalla cantina Dalfiume Nobilvini di Castel San Pietro. “Villa Poggiolo” rappresenta il marchio top dell”azienda castellana e per questo è stato scelto come protagonista del progetto “Bere non ha mai fatto così bene!”, nato come gesto concreto di vicinanza al territorio, alla salute e al benessere sociale.

«Con questo progetto, pubblicizzato anche all’estero, vogliamo esprimere l’orgoglio di essere parte di un territorio, l’Emilia-Romagna, che guarda avanti con determinazione e coraggio nel rispetto di quella qualità e di quella tradizione che hanno reso grande e ineguagliabile il nostro Made in Italy», dichiara Davide Dalfiume, ceo della cantina. Gli ordini si possono effettuare tramite la chat della pagina Facebook di Villa Poggiolo (https://www.facebook.com/villa.poggiolo) oppure tramite la pagina di contatto del sito www.villapoggiolo.it/it/contatti. A disposizione anche il numero di telefono 051 941618 e la mail info@dalfiumenobilvini.it. L”azienda effettua consegne in tutta Italia e all’estero, nelle zone in cui la consegna è consentita dalle limitazioni da emergenza Covid-19. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito dell”azienda

L'azienda vinicola Dalfiume Nobilvini a fianco della Regione nella raccolta fondi per l'emergenza Coronavirus
Cronaca 20 Marzo 2020

Coronavirus, la Clai celebra i 58 anni con una donazione da 100 mila euro agli ospedali di Imola e Parma

La Clai compie 58 anni in piena emergenza Coronavirus e decide di celebrare la ricorrenza con una donazione di 100 mila euro, 50 mila per ciascuno, agli ospedali di Imola e Parma, città in cui si trovano i centri di produzione della cooperativa. La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione dell’azienda. «Il nostro compleanno – sottolinea il presidente della Clai, Giovanni Bettini – è soprattutto segno di un legame fortissimo con i territori in cui operiamo, è un “noi”, legato a quel contesto sociale da cui siamo partiti e che man mano abbiamo ampliato, per questo abbiamo deciso di effettuare la donazione agli ospedali di Imola e Parma». «Abbiamo anticipato i provvedimenti governativi dandoci regole ancora più severe – prosegue il presidente a proposito di come la cooperativa sta affrontando la situazione -. Smart work per tutte le funzioni aziendali che non richiedano una presenza fisica in azienda, sanificazione frequente, mobilità ridotta, stop alle visite esterne ed interne. La nostra cooperativa è una famiglia, ognuno di noi sta facendo la sua parte per assicurare un ambiente di lavoro sicuro e garantire la continuità produttiva». 

E non è tutto: malgrado il momento difficile, l’azienda di Sasso Morelli ha deciso di stabilizzare 14 persone trasformando i loro contratti in rapporti a tempo indeterminato. «Festeggiamo 58 anni di storia in una situazione di emergenza che, da un lato rende ancora più evidente come il lavoro sia un valore che rappresenta la dignità della persona – dice a questo proposito Pietro D’Angeli, direttore generale CLAI–, dall’altro rende più urgente la necessità di una nuova economia civile, più cooperativa, che introduca con forza all’interno delle imprese un nuovo concetto di responsabilità. Per noi in Clai questo si traduce nel prendersi cura degli altri e nell’adottare comportamenti socialmente responsabili bilanciando tra loro la ricerca del profitto, attraverso la qualità e la costanza della produzione e dei servizi, e la centralità della persona e della sua salvaguardia». 

La Clai quindi non si ferma, si legge nel comunicato stampa inviato dalla cooperativa, «garantendo alla distribuzione la continua fornitura dei prodotti e, nel rispetto dell”ultimo decreto del presidente del Consiglio, anche mantenendo aperti al pubblico i propri punti vendita, le “Macellerie del Contadino”». Infine, il presidente ringrazia lo chef del San Domenico, Massimiliano Mascia, che ha preparato per la cooperativa, in occasione del 58° compleanno, una torta fatta con le specialità delle tre aziende che compongono oggi il gruppo: la torta di pane con Ricotta Faggiola mantecata all’olio evo, rosa di Prosciutto Zuarina 24 mesi e petali di Salsiccia casareccia Maestri salumieri Clai.

Nelle foto: a sinistra la torta di pane dello chef Massimiliano Mascia e a destra il lavoro degli addetti alla legatura del salame

Coronavirus, la Clai celebra i 58 anni con una donazione da 100 mila euro agli ospedali di Imola e Parma
Economia 20 Marzo 2020

E' in vendita la Wegaplast di Toscanella, pubblicato il bando per la cessione del complesso aziendale

La Wegaplast di Toscanella è in vendita. A circa otto mesi dalla richiesta di concordato preventivo, il tribunale di Bologna ha pubblicato il bando per la cessione dell’intero complesso aziendale. Il pacchetto comprende macchinari, impianti, marchi, brevetti, personale e parco clienti, più l’intera partecipazione nella società polacca Wega Polska, anch’essa, come Wegaplast, appartenente al gruppo di società guidato dalla famiglia Ponzellini. Prezzo del lotto: 1 milione e 400 mila euro, a cui vanno aggiunti 1 milione e 600 mila euro per il magazzino (materie prime, semilavorati e prodotti finiti) e l’obbligo a partecipare fra quattro anni a un’ulteriore asta per l’acquisto anche dello stabilimento di via I Maggio, al prezzo base di 2 milioni di euro.

Quello che ha tutta l’aria di un epilogo per la società avviata nel 1952 e specializzata nello stampaggio di articoli in plastica, in realtà è un nuovo inizio, come ci spiega Paolo Finatti, l’amministratore che da poco più di un anno sta gestendo Wegaplast con l’obiettivo di arrivare alla ristrutturazione del debito, riuscendo nel contempo a mantenere la continuità produttiva e l’occupazione. «La cessione – puntualizza – riguarda tutto quello che fa parte dell’attività produttiva, che in questi mesi non si è mai fermata, senza però crediti e debiti pregressi: è cioè quella che si suol dire la “good company”». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 marzo

Una foto dello stabilimento Wegaplast di Toscanella

E' in vendita la Wegaplast di Toscanella, pubblicato il bando per la cessione del complesso aziendale

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