Cronaca

Cronaca 20 gennaio 2018

Arriverà l’anno prossimo il nuovo centro sociale Giovannini del quartiere Marconi

Il sogno di un nuovo stabile per il centro sociale Giovannini del quartiere Marconi di Imola diventa realtà: sono infatti stati presentati il progetto preliminare e il primo rendering e, dopo dieci mesi di lavori che vedranno il via quest’anno non appena espletate tutte le procedure burocratiche per la gara pubblica, la nuova sede dovrebbe essere pronta per l’estate 2019.

A lavorare all’idea di una sede più adeguata e funzionale sono da tempo le associazioni e le realtà che fanno parte del coordinamento “Marconi in rete”, progetto che mira a riqualificare il quartiere abbattendo le differenze generazionali, tanto che da un paio di anni presso il Giovannini stesso non c’è più solo il centro anziani ma anche un centro giovanile. Anche per questo, lo stabile di via Scarabelli necessita una sede nuova e più spaziosa.

Quello attuale, infatti, altro non è che un prefabbricato riconvertito utilizzato dopo il terremoto del Friuli nel 1976. Ora invece il progetto preliminare, approvato sul finire del 2017 e che dovrebbe diventare esecutivo nel giro di un mese, prevede un nuovo fabbricato in legno di 300 metri quadri coperti cui se ne aggiungono 150 di porticato esterno che affaccia sull’area verde compresa fra le vie Marconi, Cenni, Bucci e Scarabelli. Si tratta, di fatto, di un aumento non da poco rispetto ai circa 180 metri quadri previsti in un primo momento, merito del fatto che anche la cifra accatastata dall’Amministrazione è aumentata a 700 mila euro complessivi. Il vecchio fabbricato sarà demolito una volta pronta la nuova sede per non interrompere le attività del centro sociale.

Nella foto: il rendering del nuovo stabile del centro sociale Giovannini

Arriverà l’anno prossimo il nuovo centro sociale Giovannini del quartiere Marconi
Cronaca 20 gennaio 2018

Ritrovata a Osteria Grande una Bmw rubata a Milano un anno fa

Una Bmw 335 di proprietà di un 45enne svizzero e risultata rubata circa un anno fa a Milano è stata ritrovata, sabato pomeriggio, dai Carabinieri di Castel San Pietro Terme, in via Mario Martelli ad Osteria Grande. L”auto, al momento del ritrovamento, era aperta con le chiavi inserite e presentava targhe italiane non originali risultate rubate e denunciate ai Carabinieri di Altedo la scorsa settimana.

Originalmente, infatti, la vettura era stata immatricolata in Svizzera, le targhe originali erano state rimosse e poi conservate a bordo, assieme a numerosi attrezzi professionali da scasso, quattro torce a pile, tre ricetrasmittenti e un dispositivo di rilevamento bug che solitamente viene utilizzato come rilevatore di frequenze. Tutto il materiale è stato sequestrato, l’auto affidata in custodia giudiziale a una ditta del luogo e ora i militari indagheranno per cercare di risalire agli autori del furto.

Ritrovata a Osteria Grande una Bmw rubata a Milano un anno fa
Cronaca 20 gennaio 2018

Carrera, il direttivo uscente lascia spazio ai giovani

Col finire del 2017, il direttivo dell’associazione Club Carrera del presidente Andrea Vallisi ha terminato il proprio mandato triennale cominciato nel 2015 e lascia la gestione dell’associazione che promuove ed organizza la storica corsa autopodistica castellana. L’intenzione del direttivo, formato, oltre che dal presidente Vallisi, dal vicepresidente Andrea Tozzi e da Simone Maglio, Sandro Tomba, Sabrina Forni, Marco Schiaffino e Claudio Camporesi, è quella di lasciare spazio a nuove facce e nuove forze. Il primo incontro del Club Carrera per votare nuovo direttivo e presidente si è svolto a metà dicembre, ma non si è presentato nessuno disposto a prendere le redini dell’associazione. Il prossimo incontro, dal quale dovranno necessariamente uscire un presidente ed una squadra in grado di lavorare sulla Carrera a partire dal prossimo appuntamento di maggio con la gara dei piccoli, sarà convocato entro il mese di gennaio. Nel frattempo, abbiamo chiesto al presidente uscente Vallisi un bilancio sui tre anni di mandato e sul futuro della competizione castellana.

Vallisi, lei e il suo direttivo non intendete ricandidarvi?

“Vogliamo farci da parte e lasciare spazio ad altri, magari fra i giovani. Bisogna considerare che tutti noi facciamo parte della Carrera per via di altri ruoli che ricopriamo con alcuni team, e dividersi non è facile né piacevole. Siamo tutti stanchi, abbiamo lavorato tanto in questi tre anni, sempre con passione”.

Quali sono stati i punti di forza di questo direttivo?

“Abbiamo curato ogni aspetto necessario per promuovere la Carrera, dalle questioni tecniche a quelle burocratiche, dal rapporto con e fra i team alla comunicazione. Inoltre, abbiamo scommesso sull’importanza del nuovo sistema di cronometraggio. Dopo la prima esperienza fallita due anni fa, che ci ha obbligato ad affidarci ancora e sempre al vecchio sistema del 1989 (aggiornato nel 2002 con le fotocellule, ndr), ora abbiamo un contratto di fornitura in essere con l’azienda Tag Heuer. Si tratta di un sistema con centraline ed antenne affidabile ed automatico, che non richiede l’impiego di una persona davanti ad ogni fotocellula. L’idea è quella di cronometrare la Carrera come la Formula Uno, con i tempi totali ma anche i parziali e i distacchi. Inoltre, richiede molto meno tempo per il montaggio. Abbiamo installato e provato il nuovo sistema tra novembre e dicembre e, indipendentemente dal fatto che non ci ricandideremo, l’intero direttivo ha firmato, su richiesta unanime dei team, l’impegno di seguire la questione del nuovo cronometraggio anche il prossimo anno, per dare continuità ad un progetto delicato cui teniamo molto. Ad esempio servono tre nuovi tabelloni…”.

L”intervista completa è su “sabato sera” dell”11 gennaio.

Nella foto: Andrea Vallisi a destra, seduto, con il team Ovette che allena

Carrera, il direttivo uscente lascia spazio ai giovani
Cronaca 20 gennaio 2018

Scavi archeologici in via Montericco dove deve sorgere la nuova ala dell’ospedale

Nessun cantiere fermo per problemi con le ditte impegnate nella costruzione della nuova ala dell’ospedale Santa Maria della Scaletta che dovrà accogliere la riabilitazione e il Cup. La terra accumulata in piccole collinette su via Montericco oramai da un paio d’anni è quella degli scavi archeologici propedeutici alla costruzione dell’edificio. Infatti – piega Alessandro Faiello, direttore del servizio Patrimonio e Tecnologie impiantistiche dell’Azienda Usl di Imola – “la normativa oggi prevede che si facciano le verifiche archeologiche man mano che procede la progettazione e solo alla fine si può dare il via alla gara d’appalto”.

Non solo. Qualora in cantiere siano previste attività di scavo di qualsiasi profondità e tipologia, la legge prevede anche la verifica preventiva del rischio di presenza di residuati bellici inesplosi. “Anche in questo caso – spiega ancora Faiello – siamo a buon punto: rimane da controllare solo una piccola porzione vicino all’ospedale. Finora non è stato trovato nulla e prevediamo di finire in primavera”.

Come detto, la verifica preventiva consente di accertare, prima di iniziare i lavori, la sussistenza di giacimenti archeologici ancora conservati nel sottosuolo e di evitarne la loro distruzione o il blocco del cantiere per lungo tempo. “Una volta cominciavi i lavori e poi, se trovavi qualcosa, interveniva la Soprintendenza e avevi i costi del fermo cantiere e le ditte andavano in difficoltà. Ora la legge 163 e la successiva modifica del 2016 richiedono come buona pratica che vengano fatte verifiche durante la progettazione preliminare, poi il progetto definitivo e completare gli scavi prima di partire con il progetto esecutivo, che stiamo completando. E’ una procedura sensata – conclude Faiello – anche perché nel caso in cui vi siano dei ritrovamenti importanti si può modificare il progetto senza costi aggiuntivi”.

Considerando che una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi decenni a Imola venne fatta proprio con le fondamenta dell’ospedale, la possibilità che potesse esserci qualcosa di interessante sotto il giardino prospiciente via Montericco lasciava pochi dubbi. Infatti, tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, durante la costruzione del nuovo nosocomio, lo scavo condotto dalla Soprintendenza archeologica portò alla luce una delle più importanti necropoli riferibili alle popolazione umbre che tra VI e V secolo avanti Cristo, tarda età del ferro, si insediarono nel territorio romagnolo; in tutto vennero ritrovate 77 tombe.

E dal terreno sul quale sarà costruita la nuova ala dell’ospedale ora è emerso un ulteriore capitolo di quella stessa storia: la tomba di un bambino e un’area di fornaci per la produzione di manufatti in terracotta, un insediamento produttivo con le tipiche buche ricolme di cocci e pozzi per l’acqua, stretto in un triangolo a ridosso dell’ospedale da una strada sterrata che tagliava in diagonale dalla base della collina verso l’odierna via Montericco. Anche in questo caso la datazione è tra IV e V secolo avanti Cristo. Se vogliamo, è la conferma che la vocazione per la ceramica del nostro territorio affonda le radici in un passato anche più lontano di quel che pensiamo di solito.

“L’incarico per l’analisi archeologica – precisa l’ingegner Andrea Neri del servizio Patrimonio e coordinatore dei lavori – è stato dato alla Pegaso Archeologia di Xabier Gonzalez Muro, con la supervisione di Valentina Manzelli, funzionario della Soprintendenza per i Beni culturali”. Chiaramente il costo rientra nel budget complessivo per i lavori. “Finora abbiamo speso circa 30 mila euro per gli archeologi e 10 mila di scavi; ne serviranno altri 5-10 mila per ultimare il tutto“.

Proprio l’ultimo sopralluogo con la Soprintendenza ha portato alla decisione di scendere di un altro metro rispetto ai quattro già sondati finora. “Non è coinvolta l’intera area delle fondamenta ma solo dove sono emersi ritrovamenti durante le verifiche preliminari, diciamo meno della metà”, informa Neri, che non nasconde la propria curiosità al riguardo (tra l’altro, è di Ozzano e portare fuori il cane per lui ogni tanto significa camminare lungo l’area archeologica di Claterna, la grande e antica città che sta emergendo lungo la via Emilia). Il materiale sin qui ritrovato è stato tutto raccolto e ora tocca agli archeologi deciderne esattamente l’importanza e la caratterizzazione. L’analisi è in corso e nei prossimi mesi se ne saprà di più.

Nel frattempo, comunque, i tecnici dell’Ausl proseguiranno con la progettazione esecutiva. A disposizione ci sono 7 milioni, di cui 3 e mezzo già finanziati dalla Regione, che ha già approvato anche il progetto definitivo. “Si tratta di 4.500 metri quadri formati da un piano interrato più due piani fuori terra – spiega ancora Neri -. Una piastra ad “elle” che si collegherà al pianterreno al corridoio centrale e sarà l’accesso per l’utenza, mentre al secondo piano verrà collegato al corridoio di accesso alle sale operatorie per il personale e in caso di emergenza. Il tetto sarà in piano e prevediamo il rivestimento esterno delle pareti con lastre di ceramica. Dal punto di vista energetico l’edificio sarà di classe A, sia per gli infissi che per la coibentazione, con le pareti ventilate”.

L’obiettivo di questa nuova ala è prima di tutto spostare in via Montericco tutti i servizi riabilitativi dell’Ausl che attualmente sono al Silvio Alvisi. Quindi vi saranno tre grandi palestre e poliambulatori. Poi vi verrà traslocato il Cup ospedaliero, oggi angusto, e il Punto accettazione unico. Le palestre serviranno sia per l’uso ospedaliero che territoriale; in questo modo le palestre al terzo piano potranno essere riutilizzate per migliorare il comfort del reparto. “Nel 2019 speriamo di poter partire con la gara per realizzarlo. Come si sa, il progetto prevede il “Silvio Alvisi” in permuta alla ditta aggiudicataria ma solo al collaudo – sottolinea Faiello -, quindi non dovremo liberare gli spazi o fare traslochi intermedi prima della fine. Il progetto è già inserito anche nel Psc-Poc”. Questo significa che anche l’Asp non dovrà trovare una nuova “casa” finché la nuova piastra non sarà completata. A questo punto la nota dolente sembrano proprio i tempi di realizzazione dei lavori. “Diciamo che se tutto andrà come preventivato nel giro di quattro anni avremo pronto l’edificio“.

Scavi archeologici in via Montericco dove deve sorgere la nuova ala dell’ospedale
Cronaca 20 gennaio 2018

Il giovane pianista Navelli in concerto gratis per gli under 20 e gli studenti

Il pianista Francesco Maria Navelli, quattordicenne di Caserta, si esibirà domani lunedì 15 gennaio, alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani, per la stagione di concerti curata dall’Accademia pianistica.

Francesco Maria inizia gli studi di pianoforte a 6 anni e diventa allievo dell’Accademia pianistica di Imola nel 2016, sotto la guida del maestro Leonid Margarius. Tra i premi vinti, si ricordano il 1° premio al concorso cnternazionale “Leopoldo Mugnone” città di Caserta, il 1° premio al concorso pianistico “Napolinova”, il 1° premio al  concorso “Bach” di Sestri Levante, il 1° premio assoluto sia nella sua categoria che in quella fino a 17 anni al Concorso internazionale di esecuzione musicale “Città do Airola”, il 1° premio assoluto e premio miglior esecutore al IV concorso europeo di esecuzione musicale “Jacopo Napoli” di Cava de’ Tirreni.

Per il pubblico imolese Navelli eseguirà musiche di Bach, Scarlatti, Mozart e Chopin. L’ingresso al concerto è tramite tessera associativa, che dà diritto alla partecipazione a tutti i concerti della stagione e che sarà possibile sottoscrivere anche la sera stessa prima del concerto. L’entrata è libera per gli under 20, per gli allievi e i docenti della Scuola Vassura Baroncini e per gli studenti di ogni ordine e grado.

Il giovane pianista Navelli in concerto gratis per gli under 20 e gli studenti
Cronaca 20 gennaio 2018

Hera verso la condivisione dei centri di raccolta, per permettere il conferimento dei rifiuti indipendentemente dal comune di residenza

Hera e le Amministrazioni comunali del territorio stanno lavorando per rendere finalmente possibile per tutti i cittadini il conferimento dei rifiuti in qualsiasi stazione ecologica del circondario, anche non del proprio comune di residenza.

Dal punto di vista tecnico l”operazione di condivisione dei centri di raccolta (ex stazioni ecologiche attrezzate), a costo zero per le casse pubbliche e della multiutility, sarà effettivamente possibile non appena tutti i comuni del circondario avranno approvato la relativa delibera. Un”azione che Imola e Castel San Pietro hanno già confermato.

Una volta approvata da tutte le Amministrazioni comprese nel bacino imolese, Hera  fa sapere che “metterà in rete tutte le stazioni ecologiche, come già succede nei quattro comuni della Vallata del Santerno“. Ogni cittadino del circondario potrà quindi utilizzare una qualsiasi delle stazioni ecologiche attive nei 10 comuni, indipendentemente dal proprio comune di residenza, rendendo più semplice e comodo il loro utilizzo.

I tempi di attesa per la realizzazione della proposta dipendono dai tempi delle approvazioni delle varie Amministrazioni.

Hera verso la condivisione dei centri di raccolta, per permettere il conferimento dei rifiuti indipendentemente dal comune di residenza
Cronaca 20 gennaio 2018

Trentamila euro alle Pro loco di sette comuni che si sono messe in rete

Poco meno di 30 mila euro, 29.952 per la precisione. A tanto ammonta il finanziamento che di recente la Regione Emilia Romagna ha concesso al raggruppamento di alcune Pro loco del nostro territorio, ossia Castel San Pietro, Medicina, Ozzano Emilia, Dozza, Castel del Rio, Castel Guelfo e Imola. Si tratta di fondi messi a disposizione dalla Giunta regionale e rivolti alla valorizzazione e animazione turistica e delle risorse naturali, ambientali, artistiche, storiche e culturali dell’Emilia Romagna. Complessivamente, sono stati distribuiti 350 mila euro a 18 associazioni di Pro loco.

La cifra intercettata dal nostro territorio è tra le più alte tra quelle distribuite dalla Regione alle associazioni. “La proposta presentata è intitolata Una rete di Pro loco tra tipicità ed eccellenze per un turismo storico-culturale, slow e l’escursionismo fra borghi appenninici e gastronomia – ha commentato la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti -. Il bando vuole sostenere queste importanti realtà del nostro tessuto sociale e ricreativo perchè le Pro loco garantiscono attività culturali, folcloristiche e gastronomiche che sono delle vere e proprie perle che impreziosiscono i nostri paesi e le attività, realizzate da volontari e appassionati, sono anche momenti di grande condivisione e messa in rete di competenze, capacità e creatività”.

In effetti, le attività sostenute riguardano la promozione di servizi e prodotti tipici turistici, del patrimonio storico locale ed eventi di valorizzazione del territorio. Anche per quanto ci riguarda da vicino, i fondi serviranno a questo scopo, come anticipa Raimonda Raggi, presidente della Pro loco di Castel San Pietro (comune capofila nella presentazione di questo progetto) e vicepresidente in quella di Ozzano. “L’idea è quella di creare una rete per l’accoglienza e la promozione nei territori minori – dice Raggi -. Innanzitutto, vogliamo creare una mappa, plastificata e tascabile, nella quale siano indicati i sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta che uniscono i territori rappresentati da queste Pro loco, penso ad esempio a percorsi legati ai fiumi o attraversando le colline. Vogliamo che sia leggibile anche dal punto di vista informatico, con QrCode che consentano di collegarsi ai siti internet per ulteriori approfondimenti”.

Nella foto: Castel San Pietro durante lo scorso “Giungo castellano” organizzato dalla Pro Loco cittadina in collaborazione con il Comune

Trentamila euro alle Pro loco di sette comuni che si sono messe in rete
Cronaca 20 gennaio 2018

“L’estranea di casa' chiude la rassegna teatrale di Trama di Terre

In chiusura della rassegna “…e se vent’anni vi sembran pochi…” l”associazione Trama di terre propone uno spettacolo teatrale a ingresso gratuito presso il teatro Osservanza, in scena domani sabato 13 gennaio alle 18.

Sul palco del teatro, in collaborazione con Cgil, Spi e Filcams Imola, andrà in scena il monologo per una badante dal titolo “L”estranea di casa”, presentato da presentato da Kubiza Teatro, per la regia e la drammaturgia di Raffaella Giancipoli.

Una donna, due vite: da un lato la Romania, dove suo marito si occupa dei figli; dall”altro l”Italia, dove lei si prende cura dei nostri anziani. Ma è anche la storia di Chella, un”anziana restia ad accettare un”estranea in casa; di Alexi, rimasto in Romania; di Mariangela, figlia dell”anziana donna che per la sua realizzazione paga un prezzo troppo alto; di Culin, un bambino cresciuto al telefono tra le storie della buonanotte e le promesse di ritorno.

“L’estranea di casa' chiude la rassegna teatrale di Trama di Terre
Cronaca 20 gennaio 2018

Torna la domenica ecologica, stop alla circolazione (con alcune eccezioni)

Dopo la pausa natalizia, quando il provvedimento era stato sospeso in favore delle festività, tornano in vigore le limitazioni antismog del piano “Liberiamo l”aria”.

Così domenica 14 gennaio sarà di nuovo una domenica ecologica, la prima del 2018, che prevede il divieto di circolazione nel centro abitato e nel centro storico dalle 8,30 alle 18,30.

Lo stop riguarda i veicoli con motore a benzina Euro 0 ed Euro 1, i diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 (compresi i veicoli commerciali categoria M2, M3, N1, N2, N3), i ciclomotori e motocicli Euro 0. Sono invece ammessi alla circolazione i veicoli elettrici e ibridi a metano e gpl e quelli con almeno tre persone a bordo (car pooling).

Gli stessi limiti saranno in vigore nelle domeniche 4 e 11 febbraio e 4 marzo. Secondo il piano regionale, le limitazioni riguardano i comuni di Imola, Bologna e i dieci comuni dell”agglomerato (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell”Emilia, Ozzano dell”Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Zola Predosa).

Torna la domenica ecologica, stop alla circolazione (con alcune eccezioni)
Cronaca 20 gennaio 2018

Ragazzo afghano con richiesta d’asilo trovato morto in A14 tra Imola e Castel San Pietro

Quasi certamente cercava e sognava una vita, lontano da guerra e patimenti. Ha trovato un viaggio lungo che si è interrotto sul ciglio di una strada, tra Imola e Castel San Pietro. E” la storia e la tragica fine che ieri è capitato a un ragazzo 26enne di nazionalità afghana il cui cadavere è stato scoperto la scorsa notte da un camionista straniero nel tratto autostradale tra i caselli dell”A14.

Il ragazzo era senza giubbotto o altri indumenti per ripararsi dal freddo, ma solo una t-shirt e pantaloni leggeri all”interno dei quali gli investigatori hanno trovato un foglio con una richiesta alle autorità greche per ottenere lo status di rifugiato. L”ipotesi principale è che il giovane, dopo essere stato in un campo profughi, possa aver viaggiato attaccato a un tir, diretto verso il Nord Europa, e che poi sia caduto rimanendo travolto.

Ragazzo afghano con richiesta d’asilo trovato morto in A14 tra Imola e Castel San Pietro

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast