Cronaca

Cronaca 10 luglio 2018

Ozzano, inaugurato un nuovo tratto della ciclabile lungo via Tolara di Sopra

Un nuovo tratto di pista ciclopedonale è stato inaugurato ad Ozzano lo scorso 5 luglio. Si tratta del tratto lungo via Tolara di Sopra, dall’incrocio con via Palazzo Bianchetti fino al tratto già esistente in via Nardi.

Complessivamente, è un”opera da circa 150 mila euro che comprende anche la realizzazione di un attraversamento pedonale illuminato nei pressi dell’incrocio con via Palazzo Bianchetti e l’illuminazione di tutto il percorso con lampioni a led (in via Palazzo Bianchetti ci sono però dei sensori per far sì che l’accensione avvenga soltanto al passaggio delle persone).

Il lavoro. A realizzare il nuovo tratto di ciclabile è stata la ditta Ages strade di Castenaso, che aveva avviato il cantiere lo scorso autunno. Per la ciclabile appena inaugurata è stata utilizzata una sorta di graniglia di colore grigio scuro che ben si accorda con il vicino manto stradale. Inoltre, l’illuminazione a led è stata abbinata all’utilizzo di una vernice particolare per le strisce pedonali disegnate su un dosso rialzato, in modo che l’attraversamento risulti molto più evidente nelle ore serali.

“E” un tratto di pista molto importante che arriva a congiungere il centro del capoluogo con la zona pedecollinare e molto utilizzato, oltre che dagli studenti della facoltà di Veterinaria, da tutti coloro che fanno jogging e da chi, in queste calde serate estive, vuole rilassarsi passeggiando nel fresco del tratto pedecollinare – ha commentato il sindaco ozzanese Luca Lelli -. Con questo e altri tratti in corso di realizzazione, vogliamo raggiungere la promozione di un elevato grado di mobilità sostenibile”.

Sono infatti partiti i lavori per realizzare ad Ozzano le ciclabili rese possibili dal finanziamento statale ottenuto all’interno del bando per riqualificare le periferie.

gi.gi.

Nella foto: il taglio del nastro con il sindaco

Ozzano, inaugurato un nuovo tratto della ciclabile lungo via Tolara di Sopra
Cronaca 10 luglio 2018

Futuro Pd, Roberto Poli tra critiche e una domanda per imprese, cooperative e sindacati: «Quali sono i vostri valori?»

Roberto Poli, consigliere regionale, è fra i tre imolesi Pd ad avere un incarico istituzionale dopo la sconfitta elettorale alle elezioni per il Comune. Al contrario del senatore Daniele Manca, che si trova all”opposizione, Poli condivide con Francesca Marchetti il fatto di essere seduto fra i banchi di una maggioranza.

Poli, come si ricostruisce il Partito democratico a Imola?
«Occorre mantenere il rapporto con le persone e discutere nelle sedi giuste: meno post su Facebook e più rapporti diretti. In autunno avremo il congresso e di fronte ad un quadro nazionale non ancora delineato, a noi corre l”obbligo di recuperare un rapporto con la nostra comunità che in questi mesi è stato critico».

Le sue critiche sul passato recente cosa riguardano?
«Chi governa ha la responsabilità di decidere, ma se quella decisione viene percepita come una imposizione, allora scatta l”accusa di essere arroganti».

Pensa che il Pd abbia avuto una zavorra in più nella valutazione del suo operato, come il calciatore forte che in pagella prende un voto più basso perché deve essere sempre il più bravo?
«Non mi meraviglio sia stato così, ma molti parlano di valori di riferimento e vedo anche lì un tema da sviluppare che riguarda i grandi soggetti di rappresentanza. Prima di fare una scelta e applaudire un interlocutore mi chiedo se non sia giusto farsi una domanda: ci sono lì i valori a cui faccio riferimento? Io la dichiarazione dei redditi la posso fare anche da un commercialista e a lui non chiedo la lettura valoriale del mondo come invece voglio sapere da un’associazione di rappresentanza. Per questo vorrei sapere cosa pensano le associazioni delle imprese, delle cooperative e i sindacati sulla chiusura dei porti alle navi dei migranti, o sull”impostazione della politica estera dell”Italia che riguarda anche l”export delle imprese e il tema dei dazi doganali. Sono questioni generali che però fanno parte dei valori che identificano l’azione di rappresentanza». (p.b.) 

L”intervista completa al consigliere regionale la trovate sul “sabato sera” in edicola da giovedì 12 luglio.  

Nella foto Roberto Poli 

Futuro Pd, Roberto Poli tra critiche e una domanda per imprese, cooperative e sindacati: «Quali sono i vostri valori?»
Cronaca 10 luglio 2018

Da Fontanelice alla riviera romagnola, la piadina rosa di Marta Zuffa

Notte rosa, piadine… Rosa! E” l”idea di Marta Zuffa, originaria di Fontanelice dove ha anche un laboratorio di piadine, per la coloratissima kermesse della riviera romagola andata in scena lo scorso fine settimana.

Il segreto è nell”ingrediente naturale e bio, come spiega la Zuffa, che è anche una componente dela giunta Donne Impresa di Confartigianato Emilia-Romagna: “Per ottenere il particolare colore – spiega – abbiamo aggiunto all”impasto un estratto di rapa rossa trattato in modo completamente naturale, così da offrire una bella tonalità di rosa senza provocare variazioni nel sapore della piadina. Con questa piada rosa abbiamo voluto festeggiare e arricchire con la creatività artigiana un evento che, negli anni, è cresciuto e ha saputo diventare uno dei punti di riferimento turistici per il territorio regionale“.

La piadina rosa made in Fontanelice è stata distribuita in diversi punti di ristorazione delle città della riviera; un”occasione al tempo stesso simpatica e golosa per festeggiare la tradizione romagnola… in rosa!

r.c.

Nelle foto: Marta Zuffa con le sue piadine rosa e le piade colorate in cottura

Da Fontanelice alla riviera romagnola, la piadina rosa di Marta Zuffa
Cronaca 10 luglio 2018

Verde pubblico, eliminati gli arbusti al centro dell'asse attrezzato e potati i tigli di viale Rivalta

Chi in questi ultimi giorni ha percorso l”asse attrezzato avrà sicuramente notato un cambiamento. Sono infatti spariti gli arbusti posizionati al centro della carreggiata, all”interno del guardrail, nel tratto compreso tra il ponte della via Emilia e quello che conduce al quartiere Zolino. Una serie di piante che, specie negli ultimi mesi, era cresciuta molto.

L”intervento, deciso da Area Blu già da alcuni mesi, è stato realizzato tra martedì 3 e mercoledì 4 luglio, riducendo la viabilità, man mano che procedeva il cantiere, da due a una corsia per senso di marcia. “In parte erano malmessi ma soprattutto difficili e onerosi da potare, vista la posizione – spiega Loris Pasotti, responsabile Unità operativa Verde di Area Blu -. Così facendo, ora c”è molta più visibilità“.

Sempre in tema di verde pubblico e potature, nei giorni scorsi sono stati  potati i tigli di viale Rivalta. “Si trattava di alberi vecchi e in cattive condizioni, tra i quali si sono già verificati schianti (ad esempio il primo della fila all”incrocio con via Mazzini, ndr) e caduta di rami in passato – dice Pasotti -. Abbiamo ridotto la chioma per motivi di sicurezza, in attesa di prevedere una sostituzione per blocchi di piante, come già fatto nel viale del Piratello. Abbiamo deciso di effettuare queste potature in estate, nel periodo di piena vegetazione, perchè così facendo la crescita delle piante si riduce molto”.

gi.gi.

Nelle foto: l”intervento sugli arbusti dell”asse attrezzato e la potatura dei tigli di viale Rivalta

Verde pubblico, eliminati gli arbusti al centro dell'asse attrezzato e potati i tigli di viale Rivalta
Cronaca 9 luglio 2018

Pedone investito mentre attraversa sulle strisce in via Resistenza

Grave incidente questa mattina nei pressi dell”incrocio tra via Resistenza e via Coraglia. Ad avere la peggio è stato un pedone che è stato centrato da un”auto mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Stando a quanto ricostruito dalla polizia municipale, sul posto per i rilievi, l”incidente si è verificato alle 7.35. A quell”ora un Fiat Doblò condotto da un imolese di 51 stava percorrendo via Resistenza in direzione di Bologna quando, giunto all”altezza delle strisce pedonali nei pressi dell”incrocio con via Coraglia, ha investito una 76enne di Imola che proprio in quel momento stava attraversando a piedi sul passaggio pedonale (non è chiaro in quale direzione).

Immediato l”intervento dell”ambulanza del 118. L”anziana è stata poi trasportata all”ospedale Maggiore di Bologna dove si trova tuttora in osservazione, ma la prognosi non è riservata e, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita.

gi.gi.

Pedone investito mentre attraversa sulle strisce in via Resistenza
Cronaca 9 luglio 2018

Dove svolgere attività fisica? Te lo dice la mappa regionale

Tra i tanti strumenti disponibili per i cittadini dalla Regione Emilia Romagna in tema di sanità c’è anche il sito www.positivoallasalute.it/saluteinmovimento. Si tratta di una vera e propria mappa della regione dove è possibile, cliccando sulla provincia di interesse, individuare tutte le opportunità per svolgere attività fisica, comprese quelle per i disabili. Inoltre, sono indicati i gruppi di persone con cui camminare insieme, o ancora, per gli sportivi è possibile mettersi in contatto con il centro regionale antidoping per avere informazioni direttamente dagli esperti.

Ad oggi vi sono censite oltre 150 occasioni di attività motoria gratuite, organizzate da volontari con il supporto delle aziende sanitarie e degli enti locali, ed altrettante iniziative rivolte a persone diversamente abili. La mappa rientra nel Piano di prevenzione della Regione Emilia Romagna, valido per il triennio 2015-2018, che di recente è stato prorogato di un anno. Si tratta dello strumento di riferimento per tutti gli interventi e i programmi che le aziende sanitarie mettono in campo per la tutela e la prevenzione della salute dei cittadini.

r.s.

Nella foto: la mappa

Dove svolgere attività fisica? Te lo dice la mappa regionale
Cronaca 9 luglio 2018

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce

Uno degli sport utilizzati dal Cisped per abbattere il muro della disabilità è certamente il gioco delle bocce. Sono molte le persone, infatti, che, nonostante le difficoltà, passano le loro giornate alla Bocciofila di Imola e che hanno trovato in questa disciplina una seconda vita oltre che una nuova giovinezza. E’ il caso, ad esempio, della coppia formata da Daniele Cignani e Vincenzo Spinoccia che di recente a Piacenza, al termine della quinta prova sulle quattro a cui hanno preso parte, si sono laureati campioni regionali di bocce speciali.

Daniele Cignani, sessantenne faentino, ha scoperto di avere il Parkinson circa un anno e mezzo fa e, dopo essersi messo in contatto con l’associazione Attività parkinsoniane imolesi, da qualche mese ha potuto toccare con mano e vedere con i propri occhi un centro organizzato che offre la possibilità agli iscritti di svolgere numerose attività come la ginnastica, il nordic walking o la logopedia. «A Faenza purtroppo un servizio simile non esiste – spiega Cignani –. Lo sport, infatti, è fondamentale per non perdere il tono muscolare e così ho iniziato con le bocce.  Devo dire che mi sono piaciute subito e ora mi diverto da matti». Cignani andrà in pensione a gennaio dopo che la sua azienda, a causa anche della crisi, l’ha messo in mobilità, ma la sua forza d’animo e una volontà invidiabile non è diminuita nemmeno con il presentarsi di questa malattia degenerativa. «Vengo a Imola due volte a settimana per fare esercizi di ginnastica al palaRuggi, mentre in estate ci spostiamo al parco delle Acque Minerali – racconta -. E’ un po’ problematico per me spostarmi perché sono di Faenza, ma il mercoledì e il sabato mattina finita l’ora di lezione, dalle 8 alle 9, passo alla Bocciofila per allenarmi un altro paio d’ore. Di solito io vado a punto e lui boccia. Sicuramente Vincenzo è migliore di me, per adesso…».

Vincenzo Spinoccia, 52enne nativo di Siracusa ma residente a Imola da diciotto anni, infatti, è stato vittima nel 2014 di un infortunio sul lavoro, mentre era in un cantiere edile nel quale lavorava come muratore. «Mi reputo fortunato perché poteva andarmi molto peggio – dice –. Il colpo ricevuto in testa da una lamiera mi ha fatto perdere completamente l’udito nell’orecchio destro, oltre a provocarmi altri seri problemi come un forte disorientamento che, ancora oggi, ogni tanto si ripresenta. Inoltre, avevo smesso di uscire di casa, mi ero chiuso in me stesso e avevo perso il lavoro. L’Inail si è sempre dimostrata premurosa nei miei confronti, ma l’angelo che mi ha aiutato più di tutti è stata l’assistente sociale Mirella Geremia». Grazie a lei ha potuto avvicinarsi allo sport e all’importanza di svolgere attività fisica come terapia per uscire dal tunnel in cui era entrato. «Mi aveva consigliato il nuoto – ricorda -, ma il rumore già a bordo vasca non era compatibile con i miei problemi di udito. Allora ho tentato con il ping pong, ma le difficoltà di rimanere in equilibrio e i movimenti bruschi mi hanno fatto desistere quasi subito. Alla fine ho scoperto le bocce». Quello che all’inizio era un semplice svago ora è divenuta una grande passione che gli ha permesso di trovare alla Bocciofila una vera e propria famiglia. «Qui riesco a sfogare tutto quello che ho dentro trovando la giusta serenità – conclude -. Frequento i campi da quasi due anni e tutti i giorni gioco circa 4-5 ore. Svolgo anche un tirocinio grazie all’Ausl alla Bocciofila che mi ha aiutato a reintegrarmi nella società. Con le bocce, comunque, sono rinato, ho molta più fiducia in me stesso, mi sento qualcuno e sono orgoglioso di ciò che sono diventato».

Vincenzo Spinoccia, intanto, lo scorso 16 giugno ha vinto, in singolo, un torneo di preselezione nazionale a Padova. Il test in terra veneta è stato certamente utile in vista di una sua possibile partecipazione ai Campionati italiani in programma a Perugia a settembre e, perché no, anche ad una futura convocazione in maglia azzurra. Il suo compagno Daniele Cignani, invece, non era presente perché non affiliato né alla Fib (Federazione italiana bocce) né al Cip (Comitato italiano paralimpico), in quanto i parkinsoniani non rientrano nella categoria paralimpica.

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: la premiazione di Vincenzo Spinoccia e Daniele Cignani, campioni regionali di bocce speciali

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce
Cronaca 9 luglio 2018

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped

«Li guardi come si divertono, vogliamo riuscire ad organizzare sempre più eventi per loro». Traspare grande soddisfazione dalle parole di Domenico Camaggi quando dall’alto del suo ufficio presso il centro sociale Asbid Bocciofila segue alcune fasi del torneo per disabili organizzato a fine maggio sui campi di viale Saffi. Camaggi di recente è diventato il presidente dell’associazione di promozione sociale Cisped, acronimo di Coordinamento imolese sport paralimpici e disabilità, che ha sede proprio all’interno della Bocciofila. «L’associazione è nata il 27 dicembre del 2017, mentre in gennaio è stata riconosciuta formalmente dal Comune di Imola – ricostruisce Camaggi -. Il nostro fine è quello di promuovere, diffondere e facilitare l’accesso alle attività motorie e sportive delle persone con ogni tipo di disabilità».

Camaggi lo scorso anno aveva lanciato l’idea di trasformare la Bocciofila in un centro di avviamento allo sport paralimpico (Casp), un percorso lungo e un risultato tutt’altro che scontato, dato che in Italia sono appena 21 quelli riconosciuti dal Comitato italiano paralimpico (Cip). «Quello è uno step successivo, prima vogliamo sviluppare l’attività con i ragazzi e le persone disabili» spiega Camaggi. A Imola, dunque, siamo lontani dal sviluppare atleti come la schermitrice Bebe Vio oppure il pilota Alex Zanardi. Da qui la scelta di partire con la creazione del Cisped. Alla Bocciofila, e non potrebbe essere diversamente, il settore fin qui più sviluppato è proprio quello delle bocce. «Siamo partiti nel 2012 con sei persone seguite dal Centro di salute mentale dell’Ausl – ricostruisce Camaggi -. Poi se ne sono aggiunte altre riconducibili al progetto di socializzazione Usciamo insieme, al Centro italiano paralimpico e all’associazione Iniziative parkinsoniane imolesi. Negli ultimi due mesi, inoltre, abbiamo insegnato il gioco delle bocce a una decina di ragazzi disabili dell’istituto Paolini Cassiano. Complessivamente, sono una quarantina i disabili che hanno giocato a bocce con noi».

In base alla gravità della propria patologia, c’è chi si limita a fare qualche tiro e sfrutta l’occasione per socializzare, ma anche chi riesce a stimolare la concentrazione e l’equilibrio e chi, infine, è pronto per delle competizioni sportive. Il prossimo passo, motivo per cui è nato il Cisped, sarà «coinvolgere altre realtà sportive del territorio che metteranno a disposizione le proprie strutture per organizzare corsi per disabili» spiega Camaggi. Al più, per le famiglie ci sarà da pagare soltanto l’istruttore anche se, ad esempio, il prossimo corso di bocce che partirà in ottobre sarà gratuito. Ma per praticare quali sport un disabile può far riferimento al Cisped? «Alla Bocciofila abbiamo anche campi da tennis e biliardi e c’è una palestra – dettaglia Camaggi -. Per il resto, abbiamo rimesso in funzione i campi da bocce presso l’ospedale di Montecatone. Inoltre, abbiamo già stretto accordi per ping pong, nuoto, volley, scherma, arti marziali e atletica, ma stiamo preparando collaborazioni con società sportive anche per praticare basket, calcio, calcetto, ciclismo e tiro con l’arco».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: un momento del torneo dedicato ai disabili che si e’ svolto alla bocciofila in maggio

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped
Cronaca 8 luglio 2018

Il ritorno del lupo, quattro nuove foto-trappole per il monitoraggio. “Al pascolo senza problemi con i cani maremmani'

Quattro nuove video-trappole per sostituire quelle rubate e quelle ormai obsolete utilizzate per il monitoraggio dei lupi nella vallata del Santerno. Un progetto portato avanti da alcuni esperti appassionati naturalisti che fanno capo al gruppo Enduro Motor Valley. L”acquisto è stato reso possibile grazie all’associazione Fiume DiVino, al Bar Cacciatori di Fontanelice e all”Enduro Motor Valley stesso. 

«I risultati sul campo ci hanno dato ragione, riusciamo a vedere il comportamento dei lupi sul territorio – commenta Marco Maccarelli che cura il settore video e fotografico del nucleo ambientale di Enduro Motor Valley –. Grazie alle segnalazioni degli allevatori abbiamo studiato le mosse dei lupi in prossimità di greggi e stalle. Ad esempio abbiamo seguito una coppia che faceva regolarmente visita ad una letamaia durante l’inverno, poi è sparita dalla zona». 

Matteo Papa, veterinario e responsabile scientifico del progetto aggiunge: “Il contributo della ricerca è anche a sostegno degli allevatori che sono a rischio di predazioni, abbiamo mostrato che, dove la prevenzione viene fatta adeguatamente, il lupo non arreca danni. Uno degli esempi, che abbiamo portato ad una recente conferenza organizzata dalla Ausl di Imola, è un gruppo famigliare di lupi che frequenta una zona boschiva sulla Vena del Gesso dove durante il giorno un centinaio di capre pascola allo stato brado senza subire alcun attacco essendo ben protette dai pastori maremmani che l’allevatore ha ricevuto dalla Regione».  

Nel comunicato inviato da Enduro Motor Valley, si precisa che, «oltre ai dati sui lupi si raccolgono immagini che sottolineano anche l’alto grado di biodiversità della nostra vallata con la presenza di praticamente tutte le specie animali tipiche della fascia appenninica, e la preziosa sorpresa di una famiglia di gatto selvatico. L’unico elemento fuori controllo è l’elevato numero di cinghiali, che rimane sproporzionato rispetto alla potenzialità del territorio». (r.c.)

Nella foto la consegna delle fototrappola (foto Enduro Motor Valley)

Il ritorno del lupo, quattro nuove foto-trappole per il monitoraggio. “Al pascolo senza problemi con i cani maremmani'
Cronaca 8 luglio 2018

Il ritorno del lupo, l’allevatore Turrini: «Bene la prevenzione, ma non basta»

In località Gesso, Astro Turrini, presidente di zona di Coldiretti, alleva bovini. La sua azienda agricola è stata visitata dal lupo undici volte negli ultimi tre anni. «Abbiamo avuto quattro attacchi nel 2016, sei l’anno scorso e uno quest’anno – spiega -. Abbiamo circa 180 capi, che da aprile fino a fine novembre stanno all’aperto e pascolano su circa 300 ettari. Cerchiamo di tenere nella stalla i soggetti più deboli, le vacche gravide e i vitelli, che per precauzione facciamo uscire solo quando hanno più di trenta giorni, anche se non è proprio l’ideale per il loro ambientamento». Ma non è sufficiente.

L’ultimo caso, infatti, ha riguardato un vitellino di 45 giorni. «In collaborazione con la Regione – prosegue – ho appena installato un recinto sperimentale con bandelle elettrificate e cosparse di una sostanza dissuasiva (nella foto). Servirà a proteggere i capi a rischio, su un’area di sei ettari, che comprende anche un laghetto. L’alternativa sarebbe una rete interrata e alta 2,25 metri, ma ha costi altissimi per appezzamenti non piccoli». Per Turrini «la prevenzione è senz’altro importante, ma non risolutiva». A volte, infatti, teoria e pratica non collimano. «E’ impossibile riuscire a recintare una estensione di parecchi ettari – dice -. Poi ci sono tante variabili, difficili da prevedere. Pochi giorni fa, ad esempio, una vacca ha partorito all’aperto, prima del termine previsto dal veterinario. Per fortuna me ne sono accorto in tempo. La presenza dei cani pastore è efficace più per le pecore, che per i bovini. E per un allevamento come il mio ne servirebbero almeno una decina, da addestrare, ambientare e alimentare. Un costo non da poco».

Gli allevatori che, tramite certificazione del veterinario dell’Ausl attestano la perdita di un animale a causa di un lupo, possono chiedere il risarcimento alla Regione. «In genere il rimborso arriva dopo circa un anno – conclude Turrini -. Ma copre solo il costo dell’animale, stimato in base alle quotazioni della Camera di commercio, e non il mancato guadagno. E rimborso a parte, per un allevatore trovare un animale morto non è per niente piacevole». (lo.mi.)

L”articolo sul “sabato sera” del 5 luglio.

Nella foto lupi nella zona dei Casoni di Romagna (foto di Gianni Neto)

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Il ritorno del lupo, l’allevatore Turrini: «Bene  la prevenzione, ma non basta»

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