Cronaca

Cronaca 16 ottobre 2018

Tutti i Consiglieri comunali di Ozzano (o quasi) devolvono il gettone di presenza alla scuola

I Consiglieri comunali di Ozzano hanno donato il compenso dei loro gettoni di presenza all”Istituto comprensivo della cittadina. Lo comunica il Comune in occasione della tradizionale cerimonia di premiazione degli alunni meritevoli avvenuta venerdì scorso.

“E” stato uno dei primi temi a cui mi sono dedicato subito dopo la mia nomina – ricorda il sindaco Luca Lelli -. In uno dei primi Consigli comunali approvammo un ordine del  giorno proposto congiuntamente da tutti i gruppi consiliari, con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle, dove si proponeva di devolvere l”importo dei gettoni di presenza alle sedute consiliari a favore di una giusta causa strettamente legata al nostro territorio”. La delibera consiliare risale al settembre del 2014. A Ozzano l”importo del gettone di presenza è di 21,98 euro a seduta che, moltiplicato per tutti i consiglieri che hanno aderito e per le sedute annue del Consiglio, mediamente una al mese, porta “ad una cifra che supera i 3500 euro l”anno” precisano dal Comune.

“Decidemmo di devolvere il  compenso all”Istituto comprensivo di Ozzano che lo avrebbe utilizzato per premiare giovani studenti meritevoli, residenti nel nostro comune, che avevano ottenuto risultati scolastici di rilievo (10 e 10 e lode all”esame di Stato della terza media) ed anche per altre attività di corredo alla didattica come l”abbattimento dei costi per il sostenimento dell”esame in lingua inglese Ket e la partecipazione ai costi dei viaggi di istruzione a favore di famiglie disagiate” precisa Lelli.  

“Sono orgoglioso che la maggior parte dei consiglieri di questo mandato continuino ad aderire a questa iniziativa rinunciando al compenso derivante dai gettoni di presenza – conclude Lelli – ai nostri ragazzi. Per noi consiglieri si tratta di una piccola ma significativa rinuncia ma per i nostri ragazzi rappresenta uno stimolo importante a fare bene, studiare con profitto e migliorarsi.”

Nella foto la premiazione degli alunni meritevoli con gli insegnanti e i consiglieri Riccardo Beatrice e Claudio Garagnani

Tutti i Consiglieri comunali di Ozzano (o quasi) devolvono il gettone di presenza alla scuola
Cronaca 16 ottobre 2018

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni

Sara Rouibi, classe 1991, laureata in Giurisprudenza (attualmente frequenta un master sul diritto delle migrazioni), è la più giovane consigliera comunale di Castel San Pietro. E’ stata eletta con il Partito democratico quando ancora non aveva compiuto 23 anni, facendosi portavoce delle istanze delle fasce più giovani.

La storia della sua famiglia affonda le radici nella travagliata situazione sociale e politica dell’Algeria, paese di origine dei genitori, dei primi anni Novanta: il padre si trasferì a Castel San Pietro a fine anni Ottanta, raggiungendo il fratello che svolgeva gli studi nel bolognese. Poi, nel 1990, arrivò anche la moglie, esattamente un anno prima dello scoppio della guerra civile in Algeria, un terribile conflitto fratricida che si sarebbe prolungato fino al 2002.

Sara è nata a Castello, vivendo i primi anni della sua vita tra la realtà pacifica dell’Italia e quella violenta e precaria che i suoi parenti tratteggiavano nelle lunghe telefonate dall’Algeria. La passione per la politica deriva sicuramente dall’avere sperimentato le insicurezze e le difficoltà con cui gli immigrati di seconda generazione convivono ogni giorno. Da giugno cura una rubrica sul blog www.strisciarossa.it, nato dalla volontà di alcuni giornalisti appartenenti alla sinistra italiana. Si chiama «Diario di un’italiana» e raccoglie le storie di giovani figli di immigrati, una prospettiva differente per guardare al fenomeno delle migrazioni.

Quanto hanno influito le origini della sua famiglia e la sua formazione sulla scelta dell’area politica di appartenenza?
«Ho imparato molto presto a conoscere il valore della democrazia, soprattutto perché avevo la possibilità di raffrontare la situazione di uno stato libero e democratico come l’Italia a quella dell’Algeria, devastata dalla guerra. Questa consapevolezza, unita all’interesse per i diritti dell’uomo, mi ha indirizzato sia verso gli studi di Giurisprudenza che verso l’area politica di centrosinistra».

Come ha vissuto la sua condizione di italiana figlia di stranieri?
«Ho acquisito la cittadinanza italiana solo a sedici anni, ma non mi sono mai considerata differente dagli altri ragazzi. Ho lottato molto con le mie radici algerine, le vedevo come qualcosa di negativo che mi impediva di essere accettata. E’ stato solo maturando e studiando, in particolare la storia italiana e quella algerina, che ho imparato a conoscermi veramente e a considerare le due identità che convivono in me come una ricchezza».

Ha mai vissuto situazioni discriminatorie o episodi di razzismo?
«Episodi razzisti non ne ho mai vissuti e da questo punto di vista Castello è un luogo in cui i valori dell’accoglienza e della solidarietà sono tuttora centrali. Di certo ho sempre avvertito una certa differenza, come se dovessi colmare un gap tra me e gli altri, ma non ho mai riscontrato atteggiamenti ostili verso di me. Forse negli anni dell’adolescenza in cui ho portato il velo sono stata guardata con un po’ più di sospetto. Poi, diventando maggiorenne, ho scelto di toglierlo». (ri.ra.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 ottobre

La storia di Sara Rouibi, giovane consigliera comunale di origini algerine che studia diritto delle migrazioni
Cronaca 16 ottobre 2018

Al circolo Sersanti il 17 ottobre ci sarà il direttore di Limes Lucio Caracciolo sul tema della geopolitica

Università Aperta, in collaborazione con il circolo Sersanti, organizza per domani, mercoledì 17 ottobre, alle 20.45, nella sala grande del circolo (Imola, piazza Matteotti), un incontro con il direttore della rivista geopolitica Limes, Lucio Caracciolo, dal titolo «Stati profondi, gli abissi del potere – Geopolitica del mondo senza centro».

La conferenza è organizzata a integrazione del corso n. 36 di Geopolitica.

Al circolo Sersanti il 17 ottobre ci sarà il direttore di Limes Lucio Caracciolo sul tema della geopolitica
Cronaca 16 ottobre 2018

Municipio di Imola, nel 2019 i lavori di consolidamento sismico al palazzo nuovo che si affaccia su via Appia

Mentre prosegue per gradi lo smontaggio delle impalcature legate ai lavori di consolidamento statico dei voltoni del palazzo comunale (di recente è stato riaperto anche il portico dal lato dell’ex bar Colonne, non più percorribile da tempo), l’ente locale si prepara ad appaltare il prossimo intervento, ovvero quello previsto sul cosiddetto palazzo nuovo, prospiciente via Appia.

Si tratta di un intervento corposo, che ha un costo di circa 3,2 milioni di euro, dei quali 220 mila relativi alla progettazione e i restanti ai lavori veri e propri. Se nel piano triennale delle opere approvato dal Consiglio comunale nel mese di luglio la scelta dell’Amministrazione pentastellata era stata quella di spalmare l’importo previsto per i lavori su più annualità fino al 2020, con le modifiche apportate in aula il 27 settembre l’intervento sembrava proprio sparito.

«In realtà abbiamo deciso di inserire tutte le risorse previste nel 2018 perché l’intervento è già interamente finanziato» spiega l’inversione di tendenza l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio. In effetti, si tratta di un’opera in programma già da diversi anni, uno dei tanti tasselli della ristrutturazione del municipio imolese. Nel caso specifico, l’intervento consiste in lavori di restauro e miglioramento sismico, ovvero l’inserimento di strutture di rinforzo in acciaio, catene e tiranti, opere non molto visibili dall’esterno, ma finalizzate a rendere più sicuro l’immobile. Proprio per questo motivo, già da tempo ha ottenuto anche un corposo cofinanziamento regionale per interventi di prevenzione del rischio sismico da ben 1,6 milioni di euro. La restante parte, invece, è stata possibile finanziarla grazie alla recente cessione della quota pari all’11,15% di partecipazione in Osservanza Srl del Comune di Imola al Conami, che ora controlla al 100% la società che gestisce il patrimonio del complesso dell’Osservanza.

L’operazione, pensata dalla precedente Giunta Manca già nel 2016 all’interno del piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e concretizzatasi nel 2017 con il conferimento a Osservanza Srl dei padiglioni di proprietà del Comune (i numeri 2, 4 e 14) fino alla recente cessione delle quote di partecipazione al Conami, ha portato nelle casse comunali circa 1,4 milioni di euro, dei quali oltre 1,3 destinati proprio a coprire i costi dell’intervento sul palazzo nuovo. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Municipio di Imola, nel 2019 i lavori di consolidamento sismico al palazzo nuovo che si affaccia su via Appia
Cronaca 16 ottobre 2018

Avviata anche a Imola la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti all’amianto

L’amianto è un materiale molto comune, dalla consistenza fibrosa, ampiamente usato in passato per via della sua resistenza al calore. Ma è anche molto nocivo per la salute (tant’è che la sua produzione, lavorazione e vendita è oggi vietata in molte nazioni, Italia compresa) e le conseguenze per chi ne abbia subito l’esposizione (tumori all’apparto respiratorio) possono evidenziarsi anche dopo molti anni. Ecco perché la Regione Emilia Romagna ha attivato uno specifico Protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all’amianto, che prevede l’attivazione in tutte le aziende sanitarie di un ambulatorio dedicato all’informazione e alla sorveglianza sullo stato di salute di chi, appunto, in passato abbia lavorato a contatto con l’amianto.

E’ infatti fondamentale che tutti coloro che hanno lavorato a contatto con le polveri di amianto ed i loro familiari ricevano una corretta informazione sui possibili rischi per la salute, sugli aspetti previdenziali e sulle procedure amministrative per ottenere il riconoscimento del danno subito e, al contempo, valutare il grado di esposizione avvenuta in passato attraverso un percorso di sorveglianza sanitaria, con accesso diretto e gratuito a controlli ed esami. Ebbene, sarà compito di ambulatori dedicati e strutturati prendere in carico i lavoratori venuti a contatto l’amianto, fornire loro tutte le informazioni, definire e gestire il percorso più opportuno di assistenza sanitaria per prevenire e contenere le possibili patologie correlate alla pregressa esposizione lavorativa all’amianto. Le prestazioni erogate saranno completamente gratuite per il richiedente e non necessiteranno della richiesta del medico curante né del pagamento del ticket.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Imola, l’ambulatorio per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto è attivo dall’1 ottobre. Tale ambulatorio si trova all’interno dell’ospedale vecchio ed è gestito dal Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro guidato dal dottor Paolo Galli (nella foto). Per chiedere un appuntamento è necessario chiamare il front office del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Imola allo 0542/604950, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio dalle ore 14.30 alle 17.

r.c.

Nella foto: il dottor Paolo Galli

Avviata anche a Imola la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti all’amianto
Cronaca 16 ottobre 2018

Il nuovo centro sociale di Sesto Imolese è già pronto per far festa

Tecnicamente il nuovo centro sociale si è spostato di una decina di metri rispetto alla collocazione precedente, giusto lo spazio lasciato dal vecchio prefabbricato di 300 metri quadri (risalente al terremoto del Friuli del 1976) che da trentuno anni era utilizzato, nella frazione imolese, come luogo di incontro e socialità. Ora quella vecchia struttura non c’è più, demolita dalla stessa azienda che si è occupata di erigere la nuova grazie ad un finanziamento di circa 650 mila euro messo a disposizione dalla precedente Amministrazione comunale.

Ad inaugurarla sarà invece la nuova Giunta a 5Stelle, come già accaduto lo scorso 22 settembre con il centro sociale di Sasso Morelli, anch’esso tirato su ex novo grazie all’impegno dei vecchi amministratori pubblici. I due centri sociali di frazione, Sesto Imolese e Sasso Morelli, si somigliano anche nell’aspetto e nella conformazione: una grande sala polivalente, con soffitto in legno ed ampie vetrate, per i corsi e le feste; un bar con sala per i biliardini (nella vecchia ala in muratura annessa al prefabbricato); un laboratorio che sarà utilizzato per la pasticceria (che è la passione della giovane gestione che ha vinto la gara un anno fa); una grande cucina attrezzata per mettere a tavola grandi numeri di avventori; più servizi igienici, uffici ed una sala incontri a disposizione delle associazioni della frazione (anche questa ricavata nella vecchia ala in muratura).

«Siamo soddisfatti del nuovo stabile anche se mancano alcune rifiniture ed accorgimenti – racconta la presidente del centro sociale, Laura Bertozzi -. Di alcuni lavori ci siamo fatti carico in prima persona, per altre opere attendiamo l’intervento di Area Blu. Nell’ultimo anno abbiamo lavorato a basso regime per permettere i lavori, trasferendoci dal vecchio al nuovo stabile un po’ alla volta. Ed anche se oggi il nuovo centro sociale è già attivo, aspettiamo che sia del tutto completo prima di inaugurarlo ufficialmente. Più che una inaugurazione sarà una grande festa a conclusione di un percorso lungo e difficile anche per via della resistenza di una parte di popolazione che era affezionata al vecchio centro sociale e che avrebbe preferito conservare il vecchio piuttosto che accogliere il nuovo, ma credo che il risultato, alla fine, soddisfi tutti o quasi. Proprio per ottenere il miglior risultato finale abbiamo speso i risparmi di 15 anni di feste, cene e corsi, per finanziare di tasca nostra la passerella che porta sul retro della struttura, dove c’è la zona barbecue, l’illuminazione esterna e parte delle attrezzature della nuova cucina, per un totale di circa 27 mila euro».

Il gruppo di volontari della festa della birra, altresì detto beer team, ha poi finanziato i nuovi giochi da esterno per i più piccoli e lancerà, i prossimi 26 27 e 28 ottobre, la prima vera iniziativa del nuovo centro sociale: l’Oktobersest con arrosticini abruzzesi e, ovviamente, birra a fiumi. Per i frequentatori del centro sociale la problematica del nuovo stabile che salta subito all’occhio, e che si vorrebbe migliorare, è il colore «troppo grigio» delle pareti esterne. C’è chi propone di risolvere «con quei bei graffiti che oggi si vedono sempre più spesso in giro». Qualcun altro invece fa notare un possibile problema di acustica nel salone polifunzionale, «sprovvisto di pannelli per l’assorbimento del suono, con il conseguente rischio di non sentirci un tubo se si sta in molti insieme».

mi.mo.

L”articolo completo su «sabato sera» dell”11 ottobre.

Nella foto: il bar del nuovo centro sociale di Sesto Imolese

Il nuovo centro sociale di Sesto Imolese è già pronto per far festa
Cronaca 15 ottobre 2018

A piedi per un mese sulle Ande: l'esperienza di Enrico Dolla che ha sfidato in Perù i disagi dell'altitudine

Un mese di escursione in Perù, tra le montagne e i piccoli paesini che profumano di tradizione antica. Questo è quello che ha vissuto Enrico Dolla, 46enne imolese che lavora come responsabile della sicurezza presso il Consorzio Solco, ma nel cui sangue scorre la passione per l’avventura, i viaggi e la natura. «Faccio arrampicate da quando avevo 15 anni e trekking sia in solitaria che in gruppo da quando ne avevo 20. La prima meta è stata la Lapponia, da cui sono rimasto affascinato – racconta Dolla -. Sono di origini piemontesi, dunque ho una passione per la montagna. Mi piace viaggiare in qualsiasi parte del mondo, perché in questo modo ci si mette in discussione e si può riflettere sulle diversità tra le culture, traendone insegnamenti che aiutano a crescere».

L’imolese ha trascorso una vacanza alternativa, partendo con l’organizzazione «Avventure nel Mondo», la quale propone viaggi legati all’escursionismo, ma anche comode vacanze per famiglie alle Maldive, ad esempio. L’avventura è iniziata il 4 agosto all’aeroporto di Milano, dove un gruppo di 10 persone che non si conoscevano è partito alla volta della Cordigliera delle Ande, per tornare a fine mese con un pieno di esperienza e ricchezza culturale. «La cordigliera è denominata nera dal lato del Pacifico e bianca dal lato dell’entroterra – spiega Dolla -. Da una parte cime bianchissime, dall’altra massicci neri come la pece. Siamo atterrati a Lima, facendo prima scalo a Houston e New York, arrivando infine in bus a Huaraz, dal lato della cordigliera Nera. Il paese è situato a 3.000 metri di altitudine e ci siamo fermati lì un giorno per l’acclimatamento, ovvero abituarsi all’aria rarefatta, prima di procedere con il trekking sulla cordigliera».

Durante la notte il fisico subisce di più l’influenza dell’altitudine, la quale può causare anche insonnia. In Perù inoltre in quel periodo è inverno, dunque nelle ore buie la temperatura può scendere anche sotto lo zero. Mercoledì 8 agosto è iniziata poi l’avventura vera e propria, che prevedeva un percorso ad anello della durata di 14 giorni intorno alle montagne peruviane più importanti, trascorrendo le notti in tenda, dal momento che in quella zona non ci sono paesi. «Ci siamo attrezzati con uno zaino da 15 kg ciascuno che conteneva vestiti e un sacco a pelo. Poi le guide con i loro muli hanno portato quotidianamente per noi le tende e il cibo, visto che anche solo camminare a 4.000 metri d’altezza causa le stesse sensazioni della febbre, in quanto c’è poco ossigeno disponibile. Questa è la difficoltà più grande da affrontare durante il trekking – spiega Dolla -. I primi tre giorni sono i più faticosi e un altro grande problema è che ad alta quota non si percepisce la sete, ma è fondamentale bere almeno 3 litri di acqua al giorno».

Il gruppo ha percorso un totale di 120 km a piedi ad un’altitudine compresa tra i 4.000 e i 5.000 metri. Gli escursionisti hanno camminato sull’Alpamayo, considerata la montagna più bella del mondo, e sul Huascarán, quella più alta del Perù, che si eleva per 6.768 metri. Il terzultimo giorno di trekking un membro ha preso una forte distorsione e in quest’occasione si è visto lo spirito di gruppo. «Ci siamo fermati e l’abbiamo portato a turno in spalla – racconta Dolla -. In seguito, mentre scendevamo verso valle, abbiamo intercettato un peruviano in automobile e il nostro sfortunato collega è stato portato all’ospedale». (se.zu.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto Enrico Dolla durante il viaggio in Perù

A piedi per un mese sulle Ande: l'esperienza di Enrico Dolla che ha sfidato in Perù i disagi dell'altitudine
Cronaca 15 ottobre 2018

Argento e primo degli italiani: l'exploit di Mattia Biavati del tecnologico Alberghetti alle Olimpiadi di biologia

L’albo delle prestazioni eccellenti degli studenti del liceo scientifico delle scienze applicate Alberghetti si accresce con il successo di Mattia Biavati, che ha conquistato la medaglia d’argento alle Ibo, le Olimpiadi internazionali di biologia. Una bella soddisfazione, condivisa con la sua insegnante di scienze, Sonia Manaresi, oltre che, naturalmente, con la dirigente scolastica Vanna Maria Monducci, e gli altri docenti della scuola, che si complimentano con lui e gli augurano di poter realizzare i propri sogni.

Infatti, Mattia, durante l’estate appena trascorsa, dopo aver ottenuto la lode all’esame di maturità, ha affrontato il primo passo verso il futuro, cimentandosi con i test d’ingresso della prestigiosa scuola Normale di Pisa, ottenendo un risultato molto soddisfacente, poiché ha superato sia le prove per il corso di laurea in Scienze biologiche sia quelle per Medicina; posto di fronte alla scelta, ha deciso per quest’ultima facoltà.

Per quanto riguarda la gara, dopo essere giunto terzo in Italia alle Olimpiadi della biologia, organizzate dall’Associazione nazionale insegnanti di Scienze naturali (Anisn) e aver ottenuto anche la lode all’esame di maturità, è partito per Teheran insieme ad altri tre studenti liceali connazionali: Matilde Callegarin dal Friuli, Alessandro Rosa dal Veneto e Michele Russo dalla Puglia, per partecipare alle International biology olympiad.

Insieme ai migliori studenti di oltre 60 Paesi ha affrontato due prove teoriche con quesiti a scelta multipla e quattro prove pratiche di laboratorio, al termine delle quali è risultato vincitore della medaglia d’argento, il miglior piazzamento degli italiani.«L’esperienza in Iran è stata estremamente positiva ed interessante e potervi partecipare è stata una gioia ed un onore – racconta Mattia – ho potuto conoscere e stringere amicizie con ragazzi di tutto il mondo con una passione comune per le Scienze della vita. Le prove sono state decisamente intense ma altrettanto stimolanti, spingono gli studenti a ragionare e cercare soluzioni a situazioni reali più o meno complesse, avvalendosi anche delle competenze di laboratorio. Oltre alle prove in sé e alla soddisfazione per la medaglia, l’incontro con coetanei provenienti letteralmente da ogni angolo del globo mi ha molto arricchito. Abbiamo potuto visitare alcuni dei luoghi più significativi ed emblematici della cultura iraniana come la moschea e il bazaar a Teheran».

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto Mattia Biavati (primo da destra) con il resto della squadra italiana

Argento e primo degli italiani: l'exploit di Mattia Biavati del tecnologico Alberghetti alle Olimpiadi di biologia
Cronaca 15 ottobre 2018

Da oggi e fino al 15 aprile 2019 è consentita l'accensione dei termosifoni in tutto il circondario di Imola

E’ in vigore da oggi, 15 ottobre, a Imola, negli altri comuni del circondario e a Ozzano, l’accensione ordinaria degli impianti di riscaldamento che durerà, salvo proroghe, fino al 15 aprile 2019. In materia si applica la legge 10 del 1991, che prevede – per la fascia climatica E, alla quale appartengono tutti i Comuni del circondario e anche Ozzano – l’attivazione dei termosifoni per i sei mesi indicati e per un massimo di 14 ore giornaliere, comprese tra le 5 e le 23.

Al di fuori di questo periodo, che essendo regolato dalla legge non necessita di ordinanze da parte dei sindaci, gli impianti possono essere attivati soltanto in presenza di situazioni climatiche che giustifichino anticipi o proroghe, per un tempo comunque non superiore alla metà di quello consentito a pieno regime (7 ore). In questo caso, però, l’accensione anticipata o l’autorizzazione a spegnere in ritardo gli impianti devono essere disposti tramite ordinanza.

Oltre al periodo e alle ore di accensione, la normativa fissa anche dei limiti alla media delle temperature che si possono raggiungere negli ambienti: per gli edifici di categoria E.8 (attività industriali, artigianali e assimilabili) 18°C più 2 gradi di tolleranza, per tutti gli altri 20°C più 2 gradi di tolleranza.A queste disposizioni si applicano, tuttavia, diverse deroghe.

Sono esclusi dai limiti di periodo e durata giornaliera: ospedali, cliniche, ricoveri per minori e anziani, strutture protette per assistenza e recupero tossicodipendenti e assimilabili; sedi di rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali non situate in condomini; scuole materne e asili nido; piscine, saune e assimilabili; edifici artigianali o industriali per i quali esistano particolari esigenze tecnologiche o di produzione.

Da non dimenticare, infine, che per chi viola le disposizioni legate all’uso, alla manutenzione e al controllo delle caldaie e degli impianti termici in generale sono previste sanzioni specifiche.  

Da oggi e fino al 15 aprile 2019 è consentita l'accensione dei termosifoni in tutto il circondario di Imola
Cronaca 15 ottobre 2018

Medicina, parte dalla sagrestia l'opera di recupero dell'ex chiesa del Carmine che risale a fine Seicento

Trasformare l’inutilizzata sagrestia in un luogo per conferenze, concerti, prove e presentazione di libri. E’ questo il primo passo per la ristrutturazione dell’ex chiesa del Carmine, l’imponente edificio di via Libertà, di proprietà della parrocchia di San Mamante, ma utilizzato da Comune e Pro loco per organizzare mostre, concerti ed eventi.

Costruito alla fine del Seicento, per i medicinesi è un fabbricato caratteristico che negli ultimi anni si è trasformato in contenitore di attività culturali, ma presenta tutti i segni del tempo che passa e necessita di importanti lavori di ristrutturazione. Da qui la decisione, ventilata da tempo dal Comune, di allungare sensibilmente la durata della convenzione con la parrocchia a 30 anni e di realizzare un vero e proprio progetto di recupero, che partirà dalla riqualificazione della sagrestia, ovvero la porzione che affaccia sulla laterale via Canedi. A esclusione di un primo blocco usato dalla Caritas, il resto, ossia sagrestia e anti-sagrestia, non vengono più utilizzate da oltre dieci anni.

«Non hanno problemi strutturali, ma serve un recupero complessivo per poterle usare diversamente» spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari. Tra gli interventi da realizzare ci sono «la sistemazione degli intonaci e di un’infiltrazione dal tetto, l’installazione dell’impianto elettrico e del riscaldamento – elenca Montanari -. Inoltre, lungo via Canedi verrà posizionata una rampa con scivolo per i disabili, che consentirà di accedere a tutto il Carmine. L’obiettivo è fare i lavori nel 2019 e iniziare ad usare la sagrestia nella seconda metà del 2020».Complessivamente, si tratta di un progetto da 153 mila euro. Per raggiungere questa cifra, l’Amministrazione comunale ha partecipato al bando della Fondazione Carisbo «Rigenerazione urbana» chiedendo un contributo da 100 mila euro.

«Siamo passati alla seconda fase e sono rimasti in gara una decina di progetti – aggiunge il vicesindaco -. Complessivamente, la Fondazione mette a disposizione 500 mila euro e speriamo di ottenere almeno una parte di quanto richiesto». Per il resto, l’ente locale potrà contare sia su risorse proprie, sia su risorse messe a disposizione dalle tre associazioni che hanno partecipato alla coprogettazione dell’intervento e che all’interno della sagrestia realizzeranno la maggior parte delle iniziative.

Nello specifico, si tratta de I Portici (che contribuirà con 10 mila euro), che gestisce il mercatino mensile dell’antiquariato e che sfrutterebbe questo spazio per creare un punto promozionale, della Corale Quadrivium (5 mila euro), che userebbe le sale per prove e concerti, e della Pro loco (ulteriori 5 mila euro), che organizza da sempre mostre ed eventi all’interno del Carmine. (gi.gi.) 

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Nella foto la sagrestia dell”ex chiesa di Medicina

Medicina, parte dalla sagrestia l'opera di recupero dell'ex chiesa del Carmine che risale a fine Seicento

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