Cronaca

Cronaca 3 Aprile 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Sapore di mare

Venerdì 3 aprile, Medicina «zona rossa». Come sta la vostra mascherina? Siete tra i fortunati che hanno potuta sostituirla? O tra quelli che la lavano? Ve lo domando perché la mia fa lo stesso odore che sale dalla darsena di Marina di Ravenna quando ci sono 40 gradi e si è verificata una moria di pesci. Eppure, sarò uscito una decina di volte, poco più, e ancora non sputacchio, ho tutti i denti. Chissà… 

Ho fatto due passi sotto ai portici, i vari cartelli che annunciano la chiusura per Coronavirus si stanno lacerando, comincia ad essere tanto il tempo trascorso in questa situazione. È stato caldo, poi freddo, è tornato il caldo e c’è stata un’altra ondata di gelo. È piovuto ed è caduto pure qualche timido fiocco di neve. È passato anche l’1 aprile, appena una manciata di scherzi, c’è ormai poca voglia di ridere. Girava questa foto con Conte che annunciava: siete liberi! «L’uomo che non stava in casa» l’ha guardata e ha sorriso: dovevi ordinarmi il contrario, se volevi farmi uno scherzo. Ma ormai, anche «L’uomo che non stava in casa» ha perso verve. 

Mi resta poco da scrivere ormai, non succede più nulla, è un letargo nel letargo. Ho chiesto ad amici e conoscenti di combinare qualcosa, così da darmi spunti, ma nulla. Soltanto un gruppo di amici ha tentato di farsi arrestare organizzando una partita a calcetto nel giardino di casa, con tanto di casacche e arbitro. I carabinieri sono andati e li hanno sciolti per assembramento. Per il resto è routine. (Corrado Peli)

Scatto da Medicina

Medicina «zona rossa» contro il virus – Sapore di mare
Cronaca 3 Aprile 2020

Coronavirus, 15 positivi in più nel circondario. Procede l'attività casa per casa: terapia con i farmaci per oltre 80 persone

Sono 15 più di ieri le persone risultate positive al Coronavirus: 8 residenti a Imola, 2 a Medicina, 2 a Castel San Pietro, 2 a Dozza, 1 Castelguelfo. Oggi si registrano anche due buone notizie: una guarigione a Medicina e nessun decesso.

Salgono quindi a 298 i casi positivi refertati nel Circondario Imolese (compresi 7 guariti con doppio tampone negativo, 2 guariti clinicamente e 27 decessi così suddivisi: 21 a Medicina, 3 a Imola, 2 a Castel San Pietro e 1 a Dozza)Sono 180 gli uomini e 118 le donne; 151 residenti a Medicina, 89 a Imola, 29 a Castel San Pietro Terme, 6 a Dozza, 5 a Castel Guelfo, 4 a Mordano, 3 a Casalfiumanese, 3 a Borgo Tossignano e 8 persone residenti fuori dal Circondario.

Tra i positivi 22 hanno 85 e più anni, 67 tra i 75 e gli 84 anni, 65 tra 65 e i 74 anni, 144 tra i 14 e i 64 anni (e più precisamente, analizzando ulteriormente il dato con le linee che utilizza solitamente il Ministero della Salute: 37 nella classe d’età 14-39 e 107 tra i 40 e i 64). Soprattutto sta procedendo l’attività delle équipe (Usca) per visitare a domicilio e fornire la terapia farmacologica sperimentale alle persone sintomatiche del circondario di Imola.

“La situazione in ospedale è sotto controllo, aumentano le dimissioni e rallentano i ricoveri, anche grazie agli ottimi risultati delle équipe territoriali” dichiara l’Ausl di Imola in una nota. In poco meno di una settimana le équipe hanno contattato telefonicamente 396 persone, ne hanno visitate 139 e consegnato 80 kit con i farmaci. Da lunedì ad oggi sono stati sottoposti alla successiva visita presso l”ambulatorio infettivologico 44 pazienti in terapia. Questo escludendo l’area di Medicina dove era stata già attivata la terapia per 18 persone su oltre 200 controllate. (r.cr)

Nella foto operatori della Sanità pubblica di Imola che fanno le telefonate alle persone in isolamento domiciliare (dalla Pagina Facebook dell”Azienda usl di Imola)

Coronavirus, 15 positivi in più nel circondario. Procede l'attività casa per casa: terapia con i farmaci per oltre 80 persone
Cronaca 3 Aprile 2020

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio esce dal carcere ed è agli arresti domiciliari

Dopo quasi tre mesi è uscito dal carcere e da ieri sera, giovedì 2 aprile, si trova agli arresti domiciliari. Si tratta di Vincenzo Iorio, 43 anni, accusato di omicidio volontario (senza l’aggravante dei futili motivi) per aver investito nella serata del 5 gennaio in via Mameli con la Jeep, di proposito, Mohamed Amine El Fatine, 24 anni.

La misura dei domiciliari, tra l’altro, arriva a stretto giro dal primo detenuto della Dozza deceduto dopo essere stato trovato positivo al Coronavirus. All’origine di tutta la vicenda ci sarebbe la rapina di un iPhone subita dal figlio 17enne di Iorio pochi giorni prima che, stando a quanto denunciato da padre e figlio alla polizia, sarebbe stata messa in atto proprio da El Fatine con la minaccia di un cacciavite (fatto rigettato dai legali della famiglia di El Fatine). Un episodio al quale è seguita, il 3 gennaio, una violenta lite in via Appia nel corso della quale il 43enne e il 24enne sono arrivati pesantemente alle mani (il giovane ne era uscito con una prognosi di 10 giorni per ferite medicate in pronto soccorso, mentre Iorio era stato denunciato per lesioni dalla polizia). «Abbiamo presentato un’istanza per un alleggerimento della misura cautelare e siamo soddisfatti di quanto deciso dal gip – commenta il legale di Iorio, Luca Sebastiani –. Ora ci concentreremo sul processo. Il mio assistito è più sereno». 

Le indagini, coordinate dalla pm felsinea Anna Maria Cecilia Sessa, però, sono ancora in corso perché vi sono diversi punti da chiarire. Iorio ha sempre sostenuto che, in quel vicolo del centro storico, non aveva intenzione di uccidere El Fatine, bensì di volerlo solo bloccare per dirgli di lasciare in pace il figlio, perché, a suo dire, avrebbe continuato a minacciare il figlio. Nella concitazione del momento, però, ha sbagliato la manovra, centrando il giovane con la Jeep. Sulla dinamica dell’investimento è stata disposta anche una perizia cinematica. «Siamo ancora in attesa dell’esito della perizia e di quello dell’autopsia» conclude l’avvocato. (gi.gi.)

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio esce dal carcere ed è agli arresti domiciliari
Cronaca 3 Aprile 2020

Coronavirus, a Imola prorogate fino al 13 aprile le ordinanze su sosta gratis e divieto di giochi con vincite in denaro

Il Comune di Imola ha deciso di prorogare fino al 13 aprile l’ordinanza, in scadenza domani (3 aprile), che dispone su tutto il proprio territorio l’esenzione del pagamento per la sosta, negli stalli a pagamento, sia su strada sia nei parcheggi a sbarre e la sosta senza limitazione temporale per quanto riguarda i posti auto a disco orario (compresi gli stalli destinati al carico e scarico delle merci).

Allo stesso modo, il Comune ha deciso di prorogare fino alla stessa data anche l’ordinanza, in scadenza sempre il 3 aprile, che sospende tutte le tipologie di giochi leciti che prevedono vincite in denaro (a titolo esemplificativo e non esaustivo: new slot, gratta e vinci, 10 e lotto), nelle tabaccherie ed edicole e più in generale in tutte le attività commerciali che sono autorizzate a rimanere aperte ai sensi del Dpcm dello scorso 11 marzo. (da.be.)

Coronavirus, a Imola prorogate fino al 13 aprile le ordinanze su sosta gratis e divieto di giochi con vincite in denaro
Cronaca 3 Aprile 2020

L'azienda vinicola Dalfiume Nobilvini a fianco della Regione nella raccolta fondi per l'emergenza Coronavirus

Un euro per ogni bottiglia di vino a marchio “Villa Poggiolo” venduta andrà a sostegno della raccolta fondi della Regione e della Protezione civile dell”Emilia Romagna per migliorare l”organizzazione sanitaria in tempo di Coronavirus. E” l”iniziativa lanciata in questi giorni dalla cantina Dalfiume Nobilvini di Castel San Pietro. “Villa Poggiolo” rappresenta il marchio top dell”azienda castellana e per questo è stato scelto come protagonista del progetto “Bere non ha mai fatto così bene!”, nato come gesto concreto di vicinanza al territorio, alla salute e al benessere sociale.

«Con questo progetto, pubblicizzato anche all’estero, vogliamo esprimere l’orgoglio di essere parte di un territorio, l’Emilia-Romagna, che guarda avanti con determinazione e coraggio nel rispetto di quella qualità e di quella tradizione che hanno reso grande e ineguagliabile il nostro Made in Italy», dichiara Davide Dalfiume, ceo della cantina. Gli ordini si possono effettuare tramite la chat della pagina Facebook di Villa Poggiolo (https://www.facebook.com/villa.poggiolo) oppure tramite la pagina di contatto del sito www.villapoggiolo.it/it/contatti. A disposizione anche il numero di telefono 051 941618 e la mail info@dalfiumenobilvini.it. L”azienda effettua consegne in tutta Italia e all’estero, nelle zone in cui la consegna è consentita dalle limitazioni da emergenza Covid-19. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito dell”azienda

L'azienda vinicola Dalfiume Nobilvini a fianco della Regione nella raccolta fondi per l'emergenza Coronavirus
Cronaca 3 Aprile 2020

Provoca un incidente, nella lite estrae un coltello e poi tenta di mordere i carabinieri, denunciata 39enne

Un’automobilista imolese di trentanove anni è stata denunciata dai carabinieri per porto di armi od oggetti atti ad offendere e resistenza a un pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio davanti al teatro comunale «Ebe Stignani» di Imola.

La chiamata al 112 è arrivata da un automobilista che era rimasto coinvolto in un incidente stradale, il quale affermava come la donna che lo aveva tamponato era «intrattabile e armata di coltello». I militari della stazione di Dozza sono così intervenuti sul posto per disarmare la donna e chiarire la situazione scaturita da un banalissimo tamponamento stradale avvenuto a una velocità ridotta, praticamente a passo d’uomo.

Nonostante tutto, la donna era talmente nervosa che invece di compilare la constatazione amichevole e tornare a casa, ha tentato di mordere uno dei due carabinieri, facendo così scattare, oltre alla denuncia per porto di armi od oggetti atti ad offendere, anche la resistenza a un pubblico ufficiale. (da.be.)

Foto concessa dai carabinieri

Provoca un incidente, nella lite estrae un coltello e poi tenta di mordere i carabinieri, denunciata 39enne
Cronaca 3 Aprile 2020

«Un salto in edicola» per conoscere «Il Graffio», in piena «zona rossa» a Medicina

Non lontano dal centro di Medicina, esiste un quartiere residenziale di relativa recente costruzione denominato Corte Argentesi, grazie alla particolare forma della piazzetta e alla via principale dell’agglomerato urbano, via Orlando Argentesi, che fu il primo sindaco democraticamente eletto a Medicina. L’edicola «Il graffio», gestita da Linda Pirazzini, è una delle attività che animano e offrono servizi agli abitanti del quartiere. Linda e il marito sono stati per lungo tempo gestori del pub ristorante «I 3 bicchieri» a Medicina, poi nel 2015 hanno deciso di cambiare vita e di dedicarsi all’edicola, che era stata acquistata già nel 2007 e data in gestione. «Non tornerei indietro – racconta Linda -, il lavoro in edicola è stancante perché si devono fare tante ore, ma comunque lo preferisco e poi è anche più compatibile con la nostra età, fare le 3 di notte tutte le sere non faceva più per noi».

Che cosa offre l’edicola ai suoi clienti?
«Bisogna tenere presente che abbiamo una clientela per lo più formata da anziani e giovani coppie con bambini, gli abitanti di Corte Argentesi. Non siamo un’edicola “di passaggio”, quindi, oltre ai quotidiani e ai giornali, abbiamo implementato la gamma dei servizi con il Punto Sisal, dove i clienti possono pagare le bollette, i bolli dell’auto, gli abbonamenti e tanto altro. Inoltre, prenotiamo i libri che ci vengono richiesti e, grazie a un fornitore, ogni mese predisponiamo un cestone con libri a pochi euro. Il guadagno è molto limitato, ma è una cosa che i clienti apprezzano molto. Infine, cosa di cui vado fiera, siamo un Bologna Point, cioè siamo autorizzati a vendere il merchandising ufficiale del Bologna Football Club: berrette, zainetti, palloni, cappellini. Ci tengo a sottolineare che non teniamo nessun tipo di Gratta e vinci o altro che induca a giocare o scommettere». (mo.or.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 aprile

«Un salto in edicola» per conoscere «Il Graffio», in piena «zona rossa» a Medicina
Cronaca 3 Aprile 2020

Coronavirus, il sistema di allerta dei Comuni telefona ai cittadini: “Avete sintomi? Chiamate il medico!'. Come funziona la terapia

Molti si sono preoccupati pensando ad un”allerta meteo oppure ad uno scherzo quando hanno ricevuto una telefonata che invita chi ha dei sintomi compatibili con il Covid-19 a chiamare il proprio medico di famiglia. Invece è la nuova e ulteriore modalità individuata dall”Azienda usl di Imola per informare quanta più gente possibile e individuare così i potenziali casi e ammalati del territorio: ha chiesto ai dieci Comuni del circondario di Imola di utilizzare il sistema di allerta telefonico per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Quindi da ieri sera a tutti coloro che hanno chiesto di essere inseriti negli elenchi dell”Alert meteo ed emergenza dei Comuni sta arrivando una telefonata. Qualcuno addirittura ha capito, in questi momenti concitati e complicati, che veniva distribuita la terapia a tutti (e la Lega Nord ci ha già preparato un”interrogazione in merito in Regione). Ovviamente non è così.

Nell”alert viene detto che se si presentano dei sintomi come febbre a più di 38, tosse, grande stanchezza, alterazioni del gusto e dell’olfatto, occorre prima possibile chiamare telefonicamente il proprio medico di famiglia (dal lunedì al venerdì  dalle ore 8 alle 20) oppure la guardia medica (nelle ore notturne, il sabato e la domenica al numero verde 800040050). Sono loro, valutato il caso, ad allertare l”équipe (Usca) dell”Ausl per la visita medica a domicilio. Ed è poi l”équipe che, durante la visita, effettua il tampone e fornisce il kit con la terapia sperimentale da fare. I farmaci, tra l”altro, vengono somministrati solo agli adulti, a titolo gratuito e dopo il loro consenso.

Il commissario all”Emergenza Sergio Venturi nei giorni scorsi ha parlato di “contrattacco al virus casa per casa” sul territorio ed è quello che sta facendo l”Azienda sanitaria nella speranza di riuscire a bloccare definitivamente il contagio e soprattutto a curare prima possibile chi presenta dei sintomi anche lievi per scongiurare un eventuale aggravamento.

“La terapia non si trova in farmacia e nessuno può presentarsi al domicilio delle persone richiedendo una qualsiasi forma di pagamento per fornirla” ci tiene a precisare l”Ausl con una nota per congiurare eventuali raggiri. (l.a.)

Coronavirus, il sistema di allerta dei Comuni telefona ai cittadini: “Avete sintomi? Chiamate il medico!'. Come funziona la terapia
Cronaca 3 Aprile 2020

Coronavirus, i consigli dell'oncologo Antonio Maestri: «No al fa-da-te con i farmaci»

L’oncologo Antonio Maestri è il direttore del dipartimento Medico compresi i relativi reparti Covid.

Siamo arrivati al famoso picco?
«Secondo me sì, però nei prossimi giorni ci aspettiamo qualche ricovero in più perché ora andiamo a scovare anche quelle persone che stanno a casa con sintomi lievi. Stiamo cercando tutti i malati. Nell’ambulatorio infettivologico (istituito lunedì 30) abbiamo già visto 5 persone e per una deciso il ricovero. Ma questo eviterà condizioni più gravi».

Il cocktail di farmaci cosa comprende?
«Un kit per una settimana con clorochina, azitromicina più antivirale, togliamo l’antivirale se si sono già superati i 7 giorni dall’esordio, perché l’attacco virale è più forte nella prima settimana mentre nella seconda aumenta il danno dato dalla risposta immunitaria».

Ha senso la clorochina come prevenzione?
«È fortemente sconsigliata l’autosomministrazione o il fai-da-te, occorre conoscere bene il dosaggio e ha effetti collaterali». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 2 aprile

Coronavirus, i consigli dell'oncologo Antonio Maestri: «No al fa-da-te con i farmaci»
Cronaca 3 Aprile 2020

Un arcobaleno sopra il suo paese, l’immagine e l’augurio dell’artista medicinese Enrico Montalbani (3Ko)

Si chiama Enrico Montalbani, ha 45 anni e il suo lavoro è il teatro, ma la passione è il disegno. È sua l’immagine che accompagna la sottoscrizione #sostengoMedicina lanciata dal Comune per dare una mano a chi, da giorni, sta continuando a garantire i servizi essenziali, cibo e medicinali per gli anziani, chi è solo o in quarantena.

Meglio conosciuto come 3Ko (Triko) si definisce «un medicinese che abita a Bologna per questioni familiari e lavorative (collabora con La Baracca) ma ho ancora gli amici in paese, la banca è lì, conduco un laboratorio teatrale ogni lunedì per Medicina teatro». Quando ha saputo della sottoscrizione si è subito reso disponibile per dare una mano. «Io ho sempre abitato in via Sillaro quindi ho negli occhi quel profilo di Medicina, forse è un disegno po’ banale ma immediato, poi ho aggiunto l’arcobaleno perché ho una figlia di 6 anni, e speriamo che tutto finisca presto, ma dire che #andràtuttobene quando un mio amico ha perso suo padre e un altro è in ospedale era troppo difficile. Le immagini sono il mio mondo, ombre, luci, colori, poi le parole vengono da sole anche quando scrivo un testo per il teatro o per i fumetti».

Regista, attore, drammaturgo, scenografo, illustratore, disegna anche le locandine per il teatro. «In generale racconto storie, ma in teatro poi fai di tutto, diciamo che so fare male tante cose, che di questi tempi è quasi meglio…» conclude con una punta di ironia. (l.a.)

Per informazioni su come donare cliccate qui.

Nella foto: il disegno che accompagna la sottoscrizione #sostengoMedicina

Un arcobaleno sopra il suo paese, l’immagine e l’augurio dell’artista medicinese Enrico Montalbani (3Ko)

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