Cronaca

Cronaca 14 Maggio 2019

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola

L’1 maggio si è conclusa la sperimentazione interaziendale metropolitana in ambito urologico. Emilio Emili è ritornato ad essere il direttore del «solo» Dipartimento di Chirurgia dell’Ausl di Imola e del relativo reparto di Urologia. La notizia ufficiale è arrivata dall’Azienda sanitaria, ma già a metà marzo il direttore generale Andrea Rossi l’aveva anticipato davanti ai consiglieri comunali imolesi e ai cittadini in occasione della Commissione sulla situazione socio-sanitaria e gli scenari futuri. Sul tema non era mancato neppure il pressing della politica (la sindaca Sangiorgi aveva chiesto esplicitamente di «lasciare le soluzioni interaziendali» proprio in occasione della Commissione di marzo).

La sperimentazione dell’unità operativa complessa interaziendale di Urologia tra l’Ausl di Bologna e quella di Imola è nata l’1 luglio 2017, venne attivata come convenzione triennale per sperimentare il nuovo progetto riorganizzativo che prevedeva la conduzione unificata in forma interaziendale delle attività di Urologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, dell’ospedale Maggiore di Bologna e dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme e Bazzano.

Rossi dettaglia così le motivazioni che hanno portato a ritornare alla situazione iniziale senza neppure aspettare la fine del triennio: «In questi due anni il dottor Emili ha garantito positivamente la funzione direzionale sui cinque reparti. Sono stati raggiunti alcuni degli obiettivi che ci si era prefissati e che restano importanti punti fermi; tra gli altri: la valutazione multidisciplinare dei casi complessi di urologia oncologica, la mappatura delle competenze dei professionisti e l’avvio di programmi formativi mirati, la riorganizzazione del lavoro dei reparti di degenza ed il governo delle prestazioni ambulatoriali. D’altro lato non sono mancate criticità, dovute soprattutto alla complessità organizzativa e a vincoli tecnico-giuridici, che hanno determinato un insufficiente controllo dei tempi di attesa per ricoveri programmati sul versante bolognese, un importante obietti-o che la Regione Emilia Romagna ha dato a tutte le Aziende». Da qui la decisione presa dalle direzioni generali e della Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana (dove siede come vicepresidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi) di «ridefinire consensualmente la sperimentazione – ragguaglia Rossi – e riportare sia i risultati positivi che le criticità, rilevate all’interno dei lavori programmatori di area metropolitana avviati in queste settimane». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nelle foto il direttore dell”Urologia di Imola Emilio Emili e il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola
Cronaca 14 Maggio 2019

Dal 15 maggio al via i cantieri di Hera per la sostituzione di tubature dell'acqua in via Comezzano e in via Pediano

Hera darà il via da domani, mercoledì 15 maggio, a due cantieri per la posa di nuove tubature della rete idrica dell”acquedotto a Imola, in via Comezzano (tra il civico 16 e via Suore) e in via Pediano (tra il civico 6/a e il civico 13). In tutto il tratto di nuova installazione sarà lungo 1.600 metri, di cui 1.000 in via Comezzano e il resto in via Pediano.

Il duplice intervento, dell”importo complessivo di 110.000 euro, comprenderà anche il rifacimento degli allacciamenti degli utenti. La scelta di procedere è stata fatta da Hera in considerazione del fatto che i due tratti interessati sono vetusti e quindi a maggior rischio di rotture. L”intervento di completa sostituzione, che rientra nel programma di rinnovo delle reti pianificato in base alla criticità rilevate nel sistema, dovrà pertanto prevenire questa eventualità e i conseguenti disagi per i residenti. 

Per quanto riguarda tempi e modalità, i lavori proseguiranno fino alla fine di giugno e richiederanno una regolamentazione del traffico in zona mediante un semaforo provvisorio, al fine di garantire comunque sempre il passaggio. Ovviamente un”apposita segnaletica avviserà della presenza del cantiere, che sarà gestito, assicura Hera, «con la massima attenzione per arrecare il minor disagio possibile». (r.cr.)

Dal 15 maggio al via i cantieri di Hera per la sostituzione di tubature dell'acqua in via Comezzano e in via Pediano
Cronaca 14 Maggio 2019

Maltempo, l'assessore Longhi alla Regione: «Si facciano al più presto gli interventi per mettere in sicurezza il Sillaro»

«Da tempo sono stati chiesti interventi per la messa in sicurezza del Sillaro». L”esondazione del torrente Sillaro, avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 maggio e nella mattina del 13 nelle vicinanze di Sesto Imolese e a Giardino, ha suscitato la reazione decisa dell”assessore all”Ambiente del Comune di Imola, Andrea Longhi. 

«C”è un profondo senso di frustrazione nel constatare l’esondazione del Sillaro nel territorio del Comune di Imola, pensando che da tempo l’Amministrazione comunale ha chiesto alla Regione Emilia Romagna di mettere in sicurezza il torrente Sillaro, a cominciare dalla pulizia dell’alveo e delle sponde, mentre ad oggi siamo ancora in attesa degli interventi – dichiara Longhi -. Alcune settimana fa, ho fatto anche un incontro di persona in Regione, per chiedere a che punto erano i lavori e la settimana scorsa ho inviato una lettera di sollecito alla Regione stessa, temendo il rischio di esondazioni, in conseguenza dei cambiamenti climatici che caratterizzano anche il nostro territorio».

Riferendo la situazione degli agricoltori alle prese con i campi allagati e le abitazioni lambite dall’acqua, l”assessore afferma di apprezzare «il tempestivo intervento dei tecnici della Regione per la messa in sicurezza delle zone colpite e delle famiglie che vi abitano». «Ma auspichiamo – conclude – che avvengano in tempi brevissimi quei necessari lavori di sistemazione idraulica in grado di mettere in sicurezza il torrente e riportare serenità a tutte le persone che vivono accanto al Sillaro». (r.cr.)

Nella foto il Sillaro esondato e, nel riquadro, l”assessore Andrea Longhi

Maltempo, l'assessore Longhi alla Regione: «Si facciano al più presto gli interventi per mettere in sicurezza il Sillaro»
Cronaca 14 Maggio 2019

Il freddo non dà tregua e il Comune di Imola concede l'ennesima proroga: riscaldamenti accesi fino al 18 maggio

Il copione è sempre lo stesso, cambiano soltanto le date. L”Amministrazione comunale di Imola ha deciso di concedere l”ennesima proroga all”accensione degli impianti di riscaldamento in considerazione del “protrarsi della rigidità del clima” e delle “segnalazioni giunte”, oltre che per “tutelare la salute delle fasce più deboli della cittadinanza quali anziani, bambini piccoli e persone in condizioni precarie di salute”. Il nuovo termine è sabato 18 maggio compreso.

Vale sempre, è precisato nell”ordinanza, il limite delle sette ore giornaliere di attivazione, comprese tra le 5 del mattino e le 23 di ciascun giorno, che possono essere anche frazionate. Resta inoltre valido anche l”obbligo di non superare i 18°C per gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali e i 20°C per tutti gli altri tipi di edifici. (r.cr.)

Il freddo non dà tregua e il Comune di Imola concede l'ennesima proroga: riscaldamenti accesi fino al 18 maggio
Cronaca 13 Maggio 2019

In tanti al flash mob antifascista hanno cantato “Bella ciao' davanti al banchetto di Forza Nuova

Si sono riuniti in una sorta di flash mob per esprimere il loro dissenso. Una cinquantina di imolesi, giovani e meno giovani, sabato scorso hanno cantato «Bella ciao», a braccia incrociate, davanti al banchetto di Forza Nuova in via Emilia, in pieno centro storico all’altezza dell’incrocio con via Morelli. A ricordare a tutti, non solo ai 5-6 militanti di FN calati in città per fare volantinaggio, l’animo profondamente antifascista di Imola e quella Medaglia d’oro al valor militare ricevuta dalla città per la lotta partigiana contro i nazifascisti durante la Seconda guerra mondiale. Tra i tanti presenti il presidente dell’Anpi di Imola, Gabrio Salieri, e l’ex Bruno Solaroli, la segretaria della Cgil Mirella Collina e il consigliere comunale 5Stelle Stefano Buscaroli, le donne di Trama di terre con Tiziana Dal Prà, esponenti di ImolAntifascista, qualche politico del Pd e di altri partiti di sinistra.

Attorno al banchetto si è ben presto creato un cordone di polizia e carabinieri ad evitare ogni possibile contatto, ma la situazione è stata sempre tranquilla, a parte slogan e sfottò da ambo le parti (compreso qualche saluto romano). Tra la curiosità dei commercianti e dei passanti ignari del sabato pomeriggio.

Dopo un paio d’ore, intorno alle 18, il banchetto è stato chiuso e se ne sono andati scortati dalle forze dell’ordine. Andò diversamente tre anni fa quando polizia e carabinieri in assetto antisommossa dovettero intervenire per fermare una quarantina di militanti di Forza Nuova che, armati di bandiere, fumogeni e uno striscione con scritto “Nessuna censura ci fermerà”, cercarono di marciare da porta Faenza fino in piazza Matteotti. (l.a.)

In tanti al flash mob antifascista hanno cantato “Bella ciao' davanti al banchetto di Forza Nuova
Cronaca 13 Maggio 2019

Maltempo, i danni della pioggia, il Sillaro rompe gli argini a Giardino, il Santerno a Casalfiumanese – LE FOTO

Il maltempo, così come una settimana fa (leggi la news), sta ancora una volta flagellando la nostra regione ed il nostro territorio. Piove, infatti, più o meno incessantemente da sabato scorso e per questo motivo fossi e corsi d”acqua sono ai massimi storici e cominciano a tracimare.

In particolare il Santerno che questa notte a Casalfiumanese ha esondato in un”area golenale. A quanto pare, come spiegato dai vigili del fuoco, non ha interessato una zona abitata e non sarebbe stata necessaria l”evacuazione di alcuna persona. La piena, poi, pare passata senza causare particolari danni, con il livello dell”acqua che col trascorrere delle ore è mano a mano calata. 

Invece, durante la notte, tra l”1 e le 6 era stato chiuso in via precauzionale il ponte sul Sillaro in località Bettola a Imola, temendo l”ondata di piena. E questa mattina, intorno alle 7.15, i vigili del fuoco di Bologna sono intervenuti a Giardino, piccola frazione poco lontano, a causa ancora dell”esondazione del Sillaro in corrispondenza delle vie Ladello e Case Nuove, dove l”acqua ha invaso la campagna circostante. I pompieri, grazie all”ausilio di un elicottero, hanno potuto sorvolare la zona non rilevando, per fortuna, situazioni di particolare criticità. Sul posto anche carabinieri, personale dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e della Protezione civile di Imola. 

Problemi maggiori, invece, si stanno registrando in Emilia e soprattutto nella vicina Romagna, dove a Cesena l”esondazione del Savio ha portato all”interruzione a fini precauzionali della circolazione dei treni tra Faenza e Cesena (qui la notizia).

Tra l”altro, l”allerta rossa dell”Arpa prosegue fino alla mezzanotte di domani (come comunicato sul sito della protezione civile dell”Emilia-Romagna), da Parma fino a Rimini per il passaggio nelle prossime ore delle piene dei fiumi Secchia, Panaro, Reno e per quelli romagnoli come il Senio ed il Ronco. Questo pazzo mese di maggio continua a sembrare più un lungo autunno piuttosto che l”anticipo dell”estate. (d.b.)

Nelle foto: l”esondazione del Sillaro a Giardino

Maltempo, i danni della pioggia, il Sillaro rompe gli argini a Giardino, il Santerno a Casalfiumanese – LE FOTO
Cronaca 13 Maggio 2019

Maltempo, esonda il Savio, treni fermi tra Faenza e Cesena, ritardi e problemi sulla linea Bologna-Rimini

Ritardi o modifiche negli orari per chi deve viaggiare sulla linea Bologna-Rimini. Il Savio è esondato e altri torrenti sono a rischio, da qui la decisione di bloccare la circolazione dei treni  nel tratto che va da Faenza a Cesena. «I convogli a lunga percorrenza e alcuni regionali sono stati fatti deviare su percorsi alternativi, via Ravenna, e le persone sono invitate ad utilizzare questi per muoversi, è chiaro che si allungano i tempi – confermano da Ferrovie dello Stato -. Abbiamo potenziato il personale nelle stazioni interessate per fornire assistenza ai viaggiatori ma la situazione è in continuo cambiamento. Al momento stiamo riorganizzando l’offerta».

Alle ore 13 quindi, tra Faenza e Cesena sono stati attivati dei servizi sostitutivi con dei bus; per ritornare a Imola da Bologna sono previsti ritardi, così come da Faenza è più conveniente il bus; qualche problema in più per chi deve andare o tornare da Rimini. Ma la situazione può cambiare. «Il consiglio è controllare gli aggiornamenti sul nostro sito nell’area delle informazioni sulla viabilità oppure chiamando il numero verde 800892021 attivato per questa emergenza» dicono sempre da Ferrovie dello Stato.

«L’infrastruttura non ha alcun problema ma è una scelta precauzionale per un’eventuale esondazione, stiamo monitorando costantemente la situazione e anche i tratti interessate possono cambiare nelle prossime ore». Ovviamente la speranza è che tutto torni alla normalità nel più breve tempo possibile. (l.a.)

Foto d”archivio

Maltempo, esonda il Savio, treni fermi tra Faenza e Cesena, ritardi e problemi sulla linea Bologna-Rimini
Cronaca 13 Maggio 2019

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»

Bastano un paio di numeri per inquadrare il Montecatone Rehabilitation Institute Spa in un’azienda di medie dimensioni, realtà economica seppur impegnata in sanità. Per prima cosa il numero dei dipendenti, 390 di cui 352 a tempo indeterminato, che devono occuparsi di 158 posti letto sempre pieni (tasso di occupazione media del 102 per cento), l’anno scorso sono stati trattati 773 pazienti (e va ricordato che mediamente i ricoveri durano sei-sette mesi). Un’eccellenza che vanta l’unità spinale più grande d’Italia, polo di riferimento regionale per la riabilitazione intensiva delle persone colpite da lesioni midollari e uno dei tre per le lesioni cerebrali, senza dimenticare che più della metà dei pazienti provengono da altre regioni a dimostrazione della valenza nazionale.

Ritornando al paragone iniziale, il direttore generale Mario Tubertini conferma: «Oggi Montecatone è una grande opportunità lavorativa a cui si accompagnano ricadute economiche importanti per il territorio». Per dimostrarlo ricorda che «nel solo 2018, dei 10 milioni e 400 mila euro che abbiamo speso per l’acquisto di beni e servizi ne sono andati circa 600 mila euro all’Ausl di Imola e altri 800 mila a fornitori esterni sempre di Imola, circa 4,7 milioni, cioè il 45 per cento del fatturato, sono rimasti in provincia di Bologna, circondario imolese compreso». Soldi che significano lavoro per altre aziende, ad esempio i circa 8 milioni investiti negli ultimi cinque anni per ristrutturare e ampliare l’ospedale.

Tubertini è arrivato nell’autunno scorso e presenta ai soci il primo bilancio consuntivo: «Chiudiamo in linea con gli altri anni, con 3-400 mila euro di utile su un valore della produzione di circa 30 milioni. E stiamo pensando insieme all’Azienda Usl di presentare alla Regione la richiesta per acquistare una macchina per risonanza magnetica e tac, un’apparecchiatura che non abbiamo a Montecatone, farebbe sempre capo alla Radiologia imolese, e sarebbe utile sia per evitare spostamenti ai nostri pazienti sia per le esigenze dell’Ausl, ad esempio per le liste d’attesa. Il costo stimato è 1,5 milioni».

Si parla spesso di Irccs, l’acronimo indica gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. «E’ una scelta possibile che va condivisa con la Regione – abbozza il direttore generale -, caratteristiche Montecatone ne ha». Ovviamente la ricerca ha un peso notevole nel valutare un Ircss. «Abbiamo previsto – conclude Tubertini – di dedicare 250 mila euro del nostro bilancio ogni anno per i prossimi tre anni per stimolare progetti e attività di ricerca con professionisti interni e non solo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Mario Tubertini

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»
Cronaca 12 Maggio 2019

Incendio in via Punta, due appartamenti inagibili, in ospedale anche un carabiniere per il fumo

Un incendio oggi pomeriggio ha portato quattro persone in ospedale, tra cui un carabiniere. L”allarme ai vigili del fuoco è arrivato intorno alle 16.30. Mentre fuori pioveva a dirotto, all”interno di un condominio, in un appartamento al primo piano  del civico 24/s di via Punta, scoppiava l”inferno. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri e i vigili del fuoco, coadiuvati da una pattuglia del commissariato.

In via precauzionale, per permettere ai pompieri di spegnere le fiamme, sono stati evacuati una decina di appartamenti delle due palazzine adiacenti.Un denso fumo nero ha invaso il quartiere spingendosi fin verso la via Montanara, con le fiamme che si vedevano uscire dalle finestre. Per permettere l”intervento dei pompieri quel tratto di via Punta è stato chiuso al transito per un paio d”ore.

Domate le fiamme i residenti sono ritornati nelle loro abitazioni a parte la donna che abita nell”appartamento da cui sono scaturite le fiamme, ricoverata in codice rosso ma non in pericolo di vita, e coloro che abitano sopra di lei, dato che entrambi gli alloggi sono stati dichiarati inagibili.

Al pronto soccorso è finito anche un carabiniere, tra i primi ad intervenire sul posto e un paio di persone, residenti sempre nella palazzina, tutti per accertamenti, dato che hanno inalato molto fumo. Al momento pare che le cause dell”incendio siano accidentali, escluso il dolo, anche se i carabinieri aspettano il responso degli accertamenti sull”appartamento. (l.a.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell”incendio

Incendio in via Punta, due appartamenti inagibili, in ospedale anche un carabiniere per il fumo
Cronaca 11 Maggio 2019

Temperature ancora sotto la media, a Castello proroga fino al 14 maggio per l'accensione del riscaldamento

Via libera all”accensione dei termosifoni fino al 14 maggio a Castel San Pietro Terme. Lo ha deciso con un”ordinanza l”Amministrazione comunale, concedendo l”ennesima proroga per mantenere in funzione gli impianti nelle case e nei luoghi di lavoro,al fine di far fronte alle temperature inferiori alla media stagionale.

Con la nuova proroga si arriverà dunque un mese oltre il termine ordinario del 15 aprile fissato dalla legge per il nostro territorio. (r.cr.)

Temperature ancora sotto la media, a Castello proroga fino al 14 maggio per l'accensione del riscaldamento

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast