Cronaca

Cronaca 8 luglio 2018

Il ritorno del lupo, una convivenza possibile. Gam, Ausl e naturalisti fanno il punto

E’ difficile e raro avvistarlo, ma c’è. Dall’inizio degli anni Duemila il lupo ha fatto ritorno anche sul nostro territorio, dopo decenni di assenza. Storicamente presente anche nelle nostre zone montane, già alla fine degli anni ’50 sull’Appennino tosco-emiliano era diventato raro incontrarlo. Negli anni ’70 ha rasentato addirittura l’estinzione, dato che in tutta Italia gli esemplari non superavano il centinaio. Nel 1976 il lupo è stato riconosciuto specie protetta e da questo momento in poi è iniziata la graduale ricolonizzazione anche della catena appenninica.

Il suo ritorno, positivo per l’ecosistema, ha però riproposto anche il tema della contiguità con gli animali da allevamento e le zone abitate dall’uomo, visto che negli ultimi anni è stato sporadicamente avvistato anche non lontano da centri nella bassa collina, come Dozza o Ponticelli, e in zone pianeggianti, lungo la via Emilia. In parallelo, anche nelle vallate del Santerno e del Sillaro si sono verificati casi di predazione su ovini e vitelli. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato a inizio giugno nell’imolese, alla fattoria Romagnola in località Bergullo. Quando la convivenza diventa conflittuale, il rischio è che si alimenti il fenomeno illegale del bracconaggio, con ripercussioni negative sull’equilibrio dell’ambiente.

Per fare chiarezza sull’argomento, il Corpo delle Guardie ambientali metropolitane (Gam) ha organizzato il 22 giugno il convegno dal titolo “Il lupo nell’imolese: problema o risorsa?”, invitando a intervenire Gabriella Martini, responsabile dell’unità operativa di Igiene veterinaria dell’Ausl di Imola, i biologi Mia Canestrini e Luigi Molinari del Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, il farmacista Alessandro Magnani, qui nella veste di appassionato naturalista, e Gianni Neto, guardia ambientale metropolitana e fotografo naturalista.  «Spesso si parla del lupo in modo approssimativo, mistificatorio e strumentale – ha esordito Ivano Cobalto delle Gam – per questo abbiamo voluto mettere a disposizione dei partecipanti dati aggiornati e informazioni su basi scientifiche oggi disponibili sul ritorno nelle nostre zone di questo grande predatore. Questo per la migliore comprensione della realtà e per fugare preconcetti attualmente molto in voga». 

Alessandro Magnani e Gianni Neto, dal 2001, in modo parallelo e in collaborazione con l’allora Provincia, hanno iniziato a censire le marcature dei lupi, dalle tracce agli escrementi. Anche per loro è difficile stabilire il numero esatto di esemplari presenti nel circondario imolese. «Si tratta solo di stime – sottolinea Neto – anche perché è possibile che uno stesso gruppo, spostandosi, venga avvistato in zone diverse, come il territorio della Valquaderna, che confina con il Parco dei Calanchi dell’Abbadessa». Le immagini catturate dalle videotrappole in dotazione alle Gam e al gruppo di ricerca di cui fa parte Magnani hanno individuato una ventina di esemplari. «Nel versante da Codrignano, a Monte Battaglia, Valmaggiore, fino al confine con la Toscana – dettaglia Magnani – abbiamo avvistato due famiglie di lupi, con 6-7 elementi. Va anche detto che non tutti i componenti di un branco sopravvivono e a mesi di distanza li abbiamo rivisti passare, ma in numero inferiore. Nel versante Valsellustra, Rio Mescola, Bordona, Sassoleone e Monte la Fine verso la Toscana abbiamo individuato un altro gruppo di 5-6 elementi. Le videotrappole hanno anche rilevato un gruppo di 5 lupi più verso la pianura».  

Per sapere invece quanti attacchi si sono verificati negli ultimi anni ci viene in aiuto Geremia Dosa, veterinario dirigente della Sanità animale all’Ausl di Imola. «Il picco – spiega – c’è stato nel 2014 con 33 episodi accertati di predazione da parte di lupi su capi di allevamento. Le modalità e i segni rilevati durante i nostri sopralluoghi non ci hanno mai dato modo di contestare che l’episodio in questione non fosse attribuibile al lupo. Negli anni seguenti il numero si è stabilizzato al di sotto dei venti casi all’anno, segno che si è creato un equilibrio tra predatori e numero di prede. Nel 2017 i casi sono stati 15; quest’anno, finora, una decina. In genere, in nove casi su dieci le prede sono ovicaprini, mentre l’attacco di vitelli al pascolo capita in media una o due volte all’anno. Gli episodi si verificano soprattutto in primavera, estate e autunno, spesso ad opera di un solo lupo e non di un branco».

C’è anche un altro aspetto che il veterinario sottolinea: «Non abbiamo mai avuto casi di aggressioni a persone. Il lupo sa distinguere una potenziale preda. Probabilmente ci incrocia più volte di quanto noi stessi ci accorgiamo di lui. E ci evita. In genere si sposta nelle ore serali e all’alba, quando c’è un minimo di oscurità a proteggerlo. Il nostro è un territorio per lui ideale, ci sono diverse aree di parco, con cinghiali e caprioli. Un bovino al pascolo, adulto e in buono stato di salute, non è una preda appetibile per un lupo».  

In questi anni l’Ausl di Imola ha svolto anche un lavoro capillare di informazione rivolta agli allevatori, per spiegare l’importanza della prevenzione, attraverso una serie di semplici accorgimenti: far coricare al coperto le greggi e i capi più vulnerabili; chiudere bene le stalle; non lasciare nelle immediate vicinanze animali morti in attesa di smaltimento, scarti di macellazione, le placente degli animali appena nati, resti di cibo; tenere custoditi cani e gatti di casa. Inoltre, l’uso di reti elettrificate, dissuasori luminosi e cani da guardiania, come i pastori maremmani abruzzesi, aiutano a evitare il peggio.  Come sottolineato al convegno dagli esperti Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano «la convivenza è possibile».

L’Emilia Romagna, oltre a risarcire dei danni gli aventi diritto, ha stanziato diversi milioni di euro per la protezione del bestiame domestico. «Là dove sono state messe in atto opere di prevenzione – concludono i biologi portando l’esempio delle zone di Parma e Reggio Emilia – i danni si sono azzerati». (lo.mi) 

L”articolo sul “sabato sera” del 5 luglio.

Nella foto lupi nella zona di monterenzio (foto di Gianni Neto)

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Il ritorno del lupo, una convivenza possibile. Gam, Ausl e naturalisti fanno il punto
Cronaca 7 luglio 2018

Lucarelli legge l'incipit di Turno di Notte

Mai vista una notte così bella.

Una luna da favola, un cielo da poesia.

L”aria bruna, dorata addirittura, appena fresca.

Unica nota stonata: il ricordo di quella voce.

Sottile, tagliente, feroce.

Una voce cattiva.

Appena un sussurro: “Buona fortuna”.

Questo è l”incipit che Carlo Lucarelli ha scritto per il concorso letterario Turno di Notte organizzato da Officine Wort in collaborazione, fra gli altri, con Bacchilega Editore. Il testo è stato reso noto alle 22 di sabato 7 luglio e 162 partecipanti si stanno cimentando nella scrittura di altrettanti racconti.

I concorrenti partecipano da sei differenti sedi tra Dozza, Riva del Garda, Raffa di Puegnago del Garda, Magenta, Castelvetro e Iglesias, ma anche da casa. Il termine per inviare il proprio racconto è fissato per le 5:00 dell”8 luglio.

Lucarelli legge l'incipit di Turno di Notte
Cronaca 7 luglio 2018

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito

Nei giorni scorsi, a metà pomeriggio, la polizia municipale è intervenuta su richiesta di un cittadino per il rilievo di un incidente appena verificatosi in via I Maggio. Giunti sul posto gli agenti hanno accertato che trattava di un tamponamento tra due veicoli, fortunatamente senza lesioni per gli occupanti delle auto coinvolte. Il conducente dell’auto che aveva tamponato, un uno di 42 anni, era evidentemente alticcio. Alla domanda se avesse bevuto prima di mettersi alla guida, ha risposto “Solo un’aranciata…”.

A quel punto è stato comunque sottoposto alla prova dell’etilometro, utilizzando l’apparecchiatura in dotazione alla pattuglia dei carabinieri, giunta nel frattempo sul posto. L’esito della prova ha confermato i sospetti degli agenti della municipale, non solo, l’uomo è risultato avere nel sangue un tasso alcolemico 5 volte oltre il valore consentito (che è di 0,50 grammi per litro di sangue).

Il 42enne è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza con ritiro della patente di guida. La pena prevista, avendo l’uomo causato un incidente stradale,  è una multa da 3.000 a 12.000 euro e l”arresto da un anno a due anni. Sarà il giudice a stabilirlo. (r.c.)

Foto d”archivio

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito
Cronaca 7 luglio 2018

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti

Hanno affrontato la prova di maturità assieme ai loro colleghi più giovani. Sono gli studenti «senior» del corso serale, che all’Istituto tecnico Alberghetti di Imola, consente anche agli adulti di ottenere il diploma di perito meccanico e meccatronico. Un percorso impegnativo, della durata di tre anni, che prevede una frequenza dal lunedì al venerdì dalle 18.20 alle 23. Tornare sui banchi di scuola, spesso a tanti anni dall’ultima volta e dopo una giornata di lavoro, dovendo in più conciliare lo studio con la famiglia, richiede forti motivazioni. I 17 studenti della 5ªAts hanno tutti alle spalle belle storie di tenacia e determinazione e a volte anche di volontà di riscatto. Perché, concordano tutti, «non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi e l’esperienza alla fine è gratificante, al di là dei sacrifici e dei voti finali». Prova ne è, che ancor prima degli esiti, stanno già arrivando proposte di colloqui di lavoro da parte di aziende e agenzie interinali in contatto con la scuola.

La quarta rivoluzione industriale, che sta già portando nelle imprese la digitalizzazione 4.0, costringerà sempre più persone a compiere percorsi di riqualificazione e a rimettersi in gioco anche in età matura. Abbiamo quindi scelto di raccontarvi le esperienze di alcuni di questi studenti modello.

Diplomarsi dopo i cinquant’anni.
Stefano Borsatti ha affrontato la prova di maturità a 52 anni. E’ lui il decano della classe. «Da ragazzo – racconta – avevo cominciato proprio l’Itis Alberghetti, ma ho abbandonato, scoraggiato dai voti e dalla (poca) voglia. Ho sempre fatto l’operaio e oggi sono capoturno alla Wienerberger di Bubano. Mi mancava però il diploma, per me era come un cerchio da chiudere».

L’ingegnere edile tornato alle superiori.
Nel curriculum del trentaduenne Davide Valente ci sono un diploma di maturità scientifica, una laurea in Ingegneria edile, esperienze presso uno studio di servizi per l’edilizia e un’impresa del bolognese, e oggi un lavoro nell’azienda meccanica di famiglia, che a Castel Bolognese produce cilindri oleodinamici. Qui si occupa di conformità prodotti e risorse umane. Nonostante questo, è tornato sui banchi di scuola per completare la sua formazione.

Geometra e meccanico dopo la libera professione.
Anche per il geometra François Bigarini, di 42 anni, la scelta di iscriversi al corso serale è conseguenza della crisi dell’edilizia. «Per anni ho svolto la libera professione con Partita Iva, ma specie negli ultimi tempi era diventato difficile proseguire su questa strada. Volevo specializzarmi nel disegno meccanico. Per me era impossibile accedere ai corsi di formazione professionale, giustamente riservati ai disoccupati, così, tre anni fa, ho deciso di intraprendere la strada più lunga e impegnativa e iscrivermi al corso serale».

Il percorso di chi voleva vivere di musica.
A esame orale concluso, Ubaldo Bolognesi, di 49 anni, esulta su Facebook: «Ho vinto una delle più grandi sfide della mia vita. Ora mi sento una persona migliore. E sono felice!». A caldo ci spiega che «avere un diploma nel cassetto è una grande soddisfazione personale». «La decisione di prendere il diploma è scattata quando mi sono reso conto che la mentalità che vige nell’ente pubblico è troppo burocratizzata, mentre dove lavoro adesso si dà finalmente valore alla meritocrazia».

L’ex pugile che spera di lasciare la fonderia.
Tra gli studenti più giovani c’è Riccardo Toschi, di 26 anni, che da ragazzo ha abbandonato gli studi all’Ipsia e all’Ecap. «Avevo altri interessi, facevo pugilato a livello agonistico – dice -. Ma col tempo si cambia e mi sono reso conto che il diploma nella vita serve». (lo. mi.)

Leggi le interviste complete sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto la 5aATS al completo davanti all”Istituto Alberghetti

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti
Cronaca 6 luglio 2018

Scende in strada con il tirapugni per fermare la ladra di biciclette armata di coltello

Se non fossero intervenuti i carabinieri, questa notte il furto di una bicicletta poteva degenerare in qualcosa di molto più grave. L”allarme è scattato nella centrale operativa del 112 poco dopo la mezzanotte. La segnalazione arrivata parlava di una lite tra via Milana e via Marzabotto. Quando la pattuglia è giunta, sul posto c”erano tre persone, una 19enne di origine cubana, un 22enne di origine marocchina e la convivente di quest”ultimo, una 28enne italiana.

Il ragazzo ha raccontato ai militari che qualche minuto prima era stato avvertito dalla sua compagna che, affacciatasi dal balcone di casa, aveva visto una donna rubarle la bicicletta. A quel punto, il 22enne ha preso un tirapugni dotato di una lama ed è sceso in strada, riuscendo a fermare la ladra, risultata la 19enne, poco distante dall’abitazione. La ragazza, però, ha reagito estraendo a sua volta un coltello a serramanico e minacciando il ragazzo di fantomatiche rappresaglie da parte di suoi compaesani se non si fosse tolto di mezzo. A quel punto è arrivata anche la 28enne che ha iniziato a inveire contro la ladra. La situazione stava degenerando quando sono arrivati i militari.

A quel punto la bicicletta è stata recuperata e restituita al 22enne che è stato comunque denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere. La 19enne, a sua volta, è stata denunciata per tentata rapina impropria, porto di armi o oggetti atti ad offendere, nonché per l”inottemperanza all’ordine del Questore che ad ottobre le aveva notificato un atto per lasciare il territorio italiano. Su entrambi pesano vari precedenti di polizia. Il tirapugni con lama e il coltello sono state sequestrate. 

Nella foto il tirapugni e il coltello sequestrati dai carabinieri

Scende in strada con il tirapugni per fermare la ladra di biciclette armata di coltello
Cronaca 6 luglio 2018

Progetto Medicina cardioprotetta, domani l'inaugurazione dei due nuovi defibrillatori

Sarà inaugurato domani il Totem multifunzione che comprende un defibrillatore, completo di armadietto allarmato e termoregolato, che una volta attivato allerta automaticamente i soccorsi. In parallelo verrà anche inaugurato il defibrillatore montato al centro ricreativo Medicivitas.

Si tratta dei primi due risultati tangibili del Progetto Medicina cardioprotetta, che intende posizionare defibrillatori in tutti i maggiori centri di aggregazione della città. Il totem, del costo di circa 8 mila euro, è stato acquistato grazie alle donazioni raccolte dalle associazioni di volontariato durante la festa d’Autunno 2017, con la vendita delle magliette «Cipolla… Mi», nel corso della Fiera di Luglio 2017 e alla donazione del Pd di Medicina. Il defibrillatore del Medicivitas, invece, è stato donato da Serena Marchi in memoria della madre, Venere Fava.

La cerimonia avverrà domani alle ore 10, presso la banca Bcc, piazza Garibaldi a Medicina

r.c.

Foto dal sito del Comune di Medicina

Progetto Medicina cardioprotetta, domani l'inaugurazione dei due nuovi defibrillatori
Cronaca 5 luglio 2018

Lavoro nero in agricoltura, multe salate per due aziende di Mordano

La stagione della frutta e dei lavori in campagna procede a pieno ritmo. Il periodo migliore per controllare che tutto funzioni regolarmente. I carabinieri da tempo organizzano delle verifiche periodiche presso le aziende. Recentemente una task force formata da militari dell”Arma (sia della Compagnia di Imola che colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bologna) insieme ai funzionari dell’Ispettorato territoriale del lavoro e dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), è stata impegnata in un servizio coordinato in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle aziende agricole di Mordano e Imola.

Sono state visitate cinque aziende, in tre diverse occasioni e in due di queste, entrambe del mordanese, è stato scoperto che avevano assunto dei braccianti agricoli in nero: cinque in una e uno nell”altra. Nei confronti della prima azienda è scattata una sanzione amministrativa di 15.000 euro e di 3.000 euro per l’altra. 

Da notare che il controllo era più generale e solo queste sono le irregolarità riscontrare sia nei confronti delle aziende che delle persone. I carabinieri hanno detto che questi controlli continueranno. (l.a.)

Foto d”archivio

Lavoro nero in agricoltura, multe salate per due aziende di Mordano
Cronaca 5 luglio 2018

A Fossatone coabitazione per famiglie in difficoltà. Oggi l'inaugurazione ufficiale

«C’è una fascia di persone che, in un certo momento della sua vita, non è in condizioni di accedere all’Edilizia residenziale pubblica né tantomeno agli alloggi in affitto a libero mercato. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere questa esperienza, per dare un sollievo temporaneo alle persone e alle famiglie in difficoltà». Con queste parole l’assessore alle Politiche sociali e abitative, Dilva Fava, descrive il progetto di cohousing (coabitazione) nato di recente al civico 5426 della via San Vitale a Fossatone, frazione di Medicina, nel fabbricato è quello delle ex scuole elementari.

L’inaugurazione ufficiale ci oggi, giovedì 5 luglio, alle ore 18.30, alla presenza del sindaco Onelio Rambaldi, dell’assessore alle Politiche sociali Dilva Fava e della direttrice dell’Asp Stefania Dazzani. In realtà, tuttavia, le persone hanno iniziato ad abitare nel fabbricato già dall’inizio di quest’anno. «Per il taglio del nastro abbiamo deciso di attendere l’allestimento dell’area esterna con i giochi per i bambini, che è avvenuta nelle scorse settimane» motiva Fava. Come dice la parola stessa, cohousing, si tratta di una coabitazione tra nuclei familiari diversi, che quindi possono beneficiare di una propria camera da letto, ma condividono servizi igienici, cucina e sala da pranzo. «Per il Comune di Medicina si tratta del primo progetto del genere – prosegue l’assessore -. In passato avevamo creato condizioni simili per anziani soli, ma non erano state esperienze particolarmente “virtuose”».

La convivenza forzata, si sa, non è sempre semplice. Venirsi incontro e far coesistere abitudini differenti può essere complesso. Per quanto riguarda Fossatone, l’immobile individuato è quello lungo la via San Vitale all’interno del quale, al piano terra, ha sede anche il centro sociale Nuova Vita (che, tra l’altro, offrirà un piccolo buffet in occasione dell’inaugurazione del progetto). Complessivamente, al primo piano sono state ricavate cinque camere da letto, quattro bagni, una cucina e una sala da pranzo, mentre a piano terra c’è il ripostiglio e il vano lavanderia. «E’ un progetto sovracomunale, quindi è possibile ospitare anche persone che provengono da altri comuni del circondario imolese – dettaglia Fava -. In questo momento ci sono tre nuclei familiari, dei quali due provenienti da Castel San Pietro e uno da Imola, più due persone singole, entrambe di Medicina, che occupano le camere più piccole. Complessivamente, ci sono 8 adulti e 6 bambini, tre nuclei sono di nazionalità italiana, mentre i restanti due sono stranieri».

I nuclei che vengono ospitati all’interno del cohousing «pagano una quota mensile molto contenuta da 50 a 123 euro per compartecipare alle spese – aggiunge Fava -. Al massimo, però, possono essere ospitati per un periodo di un anno, eventualmente prorogabile per altri sei mesi. Deve essere chiaro che si tratta di una sistemazione transitoria, per dare una mano in un momento di difficoltà. Appena le condizioni migliorano, ad esempio si trova un altro lavoro, l’Asp li dirotterà verso altre soluzioni».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: l’esterno del fabbricato di Fossatone che ospita il progetto cohousing

A Fossatone coabitazione per famiglie in difficoltà. Oggi l'inaugurazione ufficiale
Cronaca 5 luglio 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

A Imola la sindaca Manuela Sangiorgi presenta la nuova giunta. «Terremoto», intanto, nel Pd con le dimissioni del segretario Raccagna. Anche Area Blu è in fermento con Bertozzi che è pronto a lasciare la presidenza. Sport e disabilità: in città il binomio è possibile. Esuberi alla Coop. Ceramica? Per evitare i licenziamenti si riduce l”orario di lavoro.

A Ozzano il Comune promuove la mostra permamente di Claterna nel Palazzo della cultura. Gli assessori Roi e Minorchio da Medicina fino alla Giunta 5 Stelle di Imola. Trasporti: una corsa del bus in più di notte tra Ozzano e Bologna. A Castello è già tempo di Carrera con la novità dei tempi sul maxischermo.

Sport. Sarà un luglio caldo e decisivo per l”Imolese. Nel basket il nuovo sponsor dell”Andrea Costa potrebbe essere l”Eurovo. Ad Ozzano giocherà una squadra di B2, mentre sotto canestro i Flying iniziano a prendere forma e presentano il nuovo sponsor.

Su «sabato sera due» si attende l”inizio dell”Imola Summer Fest sull”area Lungofiume. I Tm Sky hanno vinto la finale di Gocce di Musica, mentre a Filarmonica Toscanini sarà alla Rocca di Imola. Pieno di risate a Castello con Maria Pia Timo a «Castello”s got talent». A Medicina, invece, non si piange ma parte il weekend al gusto di… cipolla.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 4 luglio 2018

Alle famiglie piace il nido di Medicina aperto anche ad agosto

Sconti sulle rette e apertura ampliata anche al mese di agosto. Sono queste le azioni decise dall’Amministrazione medicinese per quanto riguarda i nidi comunali, ossia il Girasoli di via Sillaro, il Coccinelle di via Gramsci e il Chiccodrillo della frazione di Sant’Antonio, frequentati complessivamente da circa 130 bimbi dai sei mesi ai tre anni di età.

In primavera, infatti, è arrivata la conferma dello stanziamento da parte del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) di risorse nell’ambito del decreto legislativo 65/2017 «Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai sei anni». Il provvedimento, in pratica, costituisce uno degli otto decreti attuativi della riforma del sistema di istruzione scolastica (meglio nota come «Buona Scuola») e valorizza l’esperienza educativa dalla nascita a sei anni. Per Medicina questo si traduce in risorse statali aggiuntive pari a 79.395 mila euro. Da qui l’idea di contenere, a partire dal prossimo anno scolastico la retta a carico delle famiglie. «Tutte le rette sono personalizzate in base all’Isee e possono oscillare da un minimo di 130 euro a un massimo di 550 euro nel caso in cui la famiglia non presenti l’Isee agli uffici comunali – spiega l’assessore alla Scuola, Dilva Fava -. Grazie a questo finanziamento statale, abbiamo decio di approvare una riduzione per le rette che, in base alle effettive iscrizioni che verranno perfezionte dalle famiglie entro fine luglio, potrà essere del 20% oppure del 25%. Crediamo possa essere una mano per abbattere i costi del bilancio familiare».

In aggiunta a questa riduzione tariffaria, della quale come detto beneficeranno tutti gli iscritti ai nidi comunali medicinesi, l’Amministrazione comunale ha anche deciso di sperimentare l’apertura delle proprie strutture nel mese di agosto. Normalmente, infatti, il nido terminerebbe il 30 giugno, ma nel mese di luglio viene attivato un «servizio indispensabile estivo, istituito per tutelare quelle famiglie nelle quali entrambi i genitori sono lavoratori – prosegue l’assessore -. Da quest’anno, invece, potranno accedere al nido nel mese di luglio anche i bimbi delle famiglie nelle quali uno solo dei due genitori lavora, basta essere in regola con i pagamenti dell’anno educativo in corso. Il servizio è attivato sia al Coccinelle che al Girasoli».

Non solo. Come detto, il nido aprirà i battenti anche in agosto, con un costo analogo alle tariffe degli altri mesi. «Abbiamo fatto un sondaggio e abbiamo visto che c’era interesse in questo senso e abbiamo deciso di attivare delle sezioni accorpando le richieste al nido Girasoli nelle prime due settimane di agosto – conferma la Fava -. In particolare, dal 30 luglio al 3 agosto avremo 30 bimbi suddivisi in due sezioni, mentre la settimana successiva (dal 6 al 10 agosto) ci sarà un’unica sezione da 15 bambini. Siamo molto soddisfatti perché crediamo possa essere un servizio utile soprattutto per tutte quelle famiglie che non hanno un appoggio parentale».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 28 giugno.

Nella foto: il parco del nido Girasoli

Alle famiglie piace il nido di Medicina aperto anche ad agosto

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