Cronaca

Cronaca 4 dicembre 2018

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli

Il progetto relativo alla ciclabile che collegherà la stazione ferroviaria di via dello Sport al centro abitato della frazione di Ponte Rizzoli ha ottenuto un finanziamento della Regione Emilia Romagna pari al 70 per cento dell’importo totale dei lavori. In termini economici, stiamo parlando di un intervento che avrà un costo complessivo di 450 mila euro, di cui solo 135 mila saranno a carico dell’Amministrazione comunale.

In verità, la realizzazione è ipotizzata su sei stralci in un tratto complessivo di 3,15 chilometri, ma solo quattro sono a carico dell’Amministrazione comunale mentre due sono stati inseriti in interventi già previsti. Il tratto a nord del sottopasso autostradale fino all’intersezione con gli Stradelli Guelfi, ad esempio, per un totale di circa 800 metri, è a carico dei lottizzanti che parteciperanno all’Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea) di Ponte Rizzoli, mentre quello che va dall’innesto degli Stradelli Guelfi con via Tolara di Sotto fino al centro abitato della frazione, per circa 330 metri, è stato inserito nelle opere compensative derivanti dalla realizzazione della quarta corsia dell’A14.

In capo al Comune, e al finanziamento regionale, rimane un tratto di circa 3 chilometri. «L’importo è molto contenuto non perché cercheremo di risparmiare sulla qualità dei materiali – ci tiene a sottolineare il sindaco Luca Lelli -, ma perché utilizzeremo in parte via Marconi, che sarà trasformata in ciclopedonale mantenendo l’accesso per i veicoli dei residenti e ai mezzi agricoli». Una volta completato anche questo tracciato, Ozzano raggiungerà «la dotazione di 1,5 metri di ciclopedonale per abitante previsto dal Piano aria integrato regionale per il 2020» conclude Lelli.

Nella foto il tracciato complessivo della ciclabile con i sei tratti evidenziati

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli
Cronaca 4 dicembre 2018

Ciclabili, lavori in corso in via Lume e sulla via San Francesco per unire Mordano alle frazioni

Paese che vai, ciclabile che trovi. A Mordano da qualche mese sono aperti due cantieri nel progetto denominato «collegamento ciclabile città-pianura» e riguardano sia il tratto di un chilometro che collegherà Bubano con la borgata di Chiavica, passando per via Lume e via Colombarone Canale, sia quello su via San Francesco (lato cimitero) che, unendosi con quella già esistente, porterà sempre dalla frazione fino al centro di Mordano. Entrambe le ciclopedonali vengono realizzate dalla cooperativa imolese Cti a fronte di 910 mila euro, comprensivi di Iva, espropri e spese tecniche. «Nel consiglio comunale del 21 novembre – esordisce il sindaco Stefano Golini – abbiamo destinato 165 mila euro dell’avanzo di bilancio per alcune aggiunte in tema di ciclabili, ovvero l’allargamento del marciapiede ciclopedonale di Bubano su via Lume nel lato del canale (dalla rotonda sulla Cavallazzi in direzione dell’abitato) e la sistemazione di quello in via Bacchilega a Mordano. Inoltre sarà rifatta la segnaletica orizzontale esistente».

L’obiettivo è completare le opere entro febbraio del prossimo anno, salvo ritardi dovuti alle condizioni meteo. Soffermandosi sulla ciclabile in direzione di Chiavica si può notare la presenza, come da progetto originario, di un tratto che sale leggermente sull’argine del canale che «dovrebbe avere una pendenza massima non superiore all’8 per cento» sottolinea Golini, che rimarca come la larghezza di via Lume «rimarrà identica». A sfatare il fatto che, a prima vista, si potrebbe pensare il contrario. In effetti la via Lume non è una strada ampia, anzi, spesso è considerata troppo stretta in proporzione al traffico che la interessa. Il sindaco assicura che la ciclopedonale non modificherà in alcun modo la carreggiata: «Le righe laterali bianche presenti rimarranno al loro posto. Non è in programma nemmeno una riasfaltatura, in quanto l’ultimo intervento risale a pochi anni fa».

Metro alla mano, la nuova ciclabile ha una larghezza media (cordoli esclusi) di 2,40 metri, «si restringe nei tratti in cui l’argine del canale è più stretto, però non scende mai sotto i due metri» dice Golini. Invece il piano carrabile all’interno delle due strisce laterali di margine è di 5,10 metri (troppo pochi, ad esempio, per prevedere una linea di mezzeria). Su quel pezzo di via Lume, quindi, si viaggerà su tre corsie quasi identiche: due a disposizione dei mezzi a motore e una per biciclette e pedoni. L’articolo 182 del Codice della strada dispone che, qualora esista una pista ciclabile questa debba essere utilizzata dai ciclisti, ma non sempre questo accade. Ma il timore è ritrovarsi le bici sulla strada nonostante l’ampia pista a loro disposizione. «Sarà difficile immaginare gruppi numerosi di cicloamatori percorrere la nuova ciclabile di via Lume, vista la brevità del tratto» commenta il primo cittadino. Su via San Francesco la situazione è diversa. I lavori sono partiti in un secondo tempo perché fanno parte di uno stralcio successivo. La nuova pista «sarà larga sempre 2 metri e mezzo, con 50 cm di cordolo e sarà caratterizzata da asfalto rosso, come su via Lume e sul tratto già esistente sulla San Francesco». La sede stradale, però, «sarà spostata dall’attuale tracciato di circa un metro e mezzo a nord – conclude il sindaco – dove ora c’è il marciapiede di autobloccanti, mentre sul lato sud sorgerà la ciclopedonale». (d.b.)

Nella foto (di Davide Benericetti): la pista ciclopedonale in costruzione su via Lume

Ciclabili, lavori in corso in via Lume e sulla via San Francesco per unire Mordano alle frazioni
Cronaca 4 dicembre 2018

Tentano furto in cartolibreria, ladri messi in fuga dall'arrivo dei carabinieri

Ladri in azione questa notte in pieno centro a Imola dove, stavolta, ad essere presa di mira è stata una cartolibreria in via Camillo Benso Conte di Cavour.

I malviventi hanno cercato di forzare la vetrina utilizzando una rastrelliera per biciclette come ariete, ma alla vista di una pattuglia dei carabinieri si sono dileguati per fortuna senza mettere a segno il «colpo». A dare l”allarme un residente della zona che, sentendo alcuni rumori sospetti provenire da sotto casa, ha chiamato subito il 112. Sul”accaduto indagano i carabinieri di Imola. (d.b.)

Foto concessa dai carabinieri di Imola

Tentano furto in cartolibreria, ladri messi in fuga dall'arrivo dei carabinieri
Cronaca 4 dicembre 2018

Dai semafori intelligenti ai tratti pericolosi, al vaglio del Comune e di Area Blu i nodi della viabilità cittadina

Alcune decine di segnalazioni arrivate dai cittadini a Comune, Area Blu oppure alla polizia municipale sotto forma di petizioni, lettere, email sulla pericolosità delle strade imolesi. Sono finite tutte sul tavolo di Maurizio Lelli, l’assessore alla Viabilità della Giunta Sangiorgi, che le ha portate all’attenzione dell’incontro mensile sul traffico tra Comune, Area Blu e municipale.

«Ce ne sono alcune da accantonare, ma su quelle su cui riteniamo di procedere avviamo una fase di studio incaricando Area Blu di mettere le piastre che rilevano quante auto transitano, a che ora e a quale velocità – spiega Lelli -. Poi torniamo in conferenza traffico con i risultati e organizziamo un incontro con i cittadini interessati per illustrare le ipotesi di soluzione». L’obiettivo è dare una risposta alle persone «che in generale lamentano la forte velocità dei mezzi in transito e chiedono di installare dei rallentatori» sintetizza Lelli.

Alcune problematiche si ripresentano da anni e sono di difficile soluzione, altre sono dovute all’aumento dei residenti in alcuni quartieri oppure a modifiche nelle abitudini della viabilità cittadina. Al momento Area Blu è impegnata su 4-5 punti, con l’impegno di portare i dati sul traffico alla conferenza sul traffico di metà dicembre. L’elenco parte con via Punta, dove una petizione con 150 firme è stata consegnata alla polizia municipale. «Il tratto è quello tra via Luxemburg e via Poggiolo – precisa Lelli -, la settimana scorsa Area Blu ha fatto i rilievi, faremo un incontro pubblico per presentarli insieme alle nostre proposte».

Una riunione analoga a quella già fatta per via Luzzi, dove si segnala soprattutto il traffico intenso. Un tema che si ripropone da anni, tanto che la strada è stata già risagomata con l’installazione di dissuasori per disincentivarne l’utilizzo. «Occorrerebbe impedire la svolta a sinistra di chi arriva dal centro – dice Lelli -, ma solo in via Luzzi non basta, ci sono anche le parallele via Odofredo e Croce. Poi c’è il “parcheggio selvaggio”, dovuto soprattutto al bar all’angolo. Abbiamo fatto un primo incontro nella sala dei Cappuccini al quale abbiamo invitato i residenti, c’erano circa 200 persone, ho ascoltato i problemi e prospettato la possibilità della chiusura della strada oppure solo della svolta a sinistra e alla fine li ho fatti votare per scegliere». Peccato che, come già accaduto in precedenza, non a tutti piaccia l’idea di impedire al svolta a chi arriva dal centro e ne è uscito un testa a testa non risolutivo.

Lelli ha deciso di ritornare dai cittadini dopo aver fatto fare i rilievi ad Area Blu. «Magari li rifarò votare. In questo caso si può fare, in altri ambiti no» ammette l’assessore. Per quanto riguarda la sosta, ad esempio, non ha dubbi: «In via Luzzi ridisegneremo le piazzole per i parcheggi, rimarranno gratuiti ma più ordinati». Altro punto dolente, segnalato sempre per la velocità dei veicoli in transito, è via Tiro a Segno verso il ponticino della Tosa. «Area Blu farà una rilevazione, poi decideremo se mettere dei rallentatori oppure no. Ci sono soluzioni diverse per costi e impatto, possono essere cordoli in plastica oppure in cemento. Certo non possiamo metterne per tutta la città – puntualizza Lelli -. Ad esempio, in via Bergullo è stato segnalato che le auto vanno molto forte nella parte urbanizzata, inoltre c’è spesso gente in bici di sera senza giubbottino giallo. Faremo un rilievo e vedremo a metà gennaio cosa si più fare».

Nel frattempo, Lelli sta lavorando su altri fronti. Da un lato per l’installazione di due «semafori intelligenti» all’incrocio viale Dante, via Pirandello, via Graziadei e tra via Pisacane e via Santerno, dall’altro alla ridefinizione della sosta attorno a viale Dante. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”assessore alla Viabilità Maurizio Lelli

Dai semafori intelligenti ai tratti pericolosi, al vaglio del Comune e di Area Blu i nodi della viabilità cittadina
Cronaca 4 dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi

Dunque Ezio Roi non è più l’assessore alla Legalità e alla Sicurezza del Comune di Imola. Dopo un weekend di voci, articoli di stampa, post social, la prima bufera attraversata dalla maggioranza imolese a 5 Stelle ha azzoppato la Giunta Sangiorgi, che ora si ritrova con un uomo in meno. Parliamo di prima vera bufera, anche se a dire la verità qualche turbamento si era già registrato: il repentino avvicendamento nella carica di capogruppo tra l’eletto della prima ora, Fabrizio Favilli (guarda caso il più fermo sostenitore di Roi) e l’attuale Valerio Giovetti, la nomina a capo di gabinetto di Nicoletta Folli in un primo momento annunciata ma poi tramontata, con la sindaca che rinuncia completamente alla figura del capo di gabinetto. Tutte partite gestite senza grossi strascichi, perlomeno pubblici.

Questa volta è andata diversamente. Le motivazione ufficiale viene dalle parole pronunciate da Roi nella conferenza stampa convocata, sempre in Comune, per annunciare le sue dimissioni: «Una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola sul tema sicurezza». Piuttosto fredda la replica della Sangiorgi con la rassicurazione sulla «totale comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio», che pare suffragare la versione di Roi.

Ma altri segnali fanno pensare ad una lettura diversa della vicenda e invitano a guardare alle pesanti critiche che da destra, dall’area Lega, da mesi vengono inviate all’indirizzo di Roi. In particolare il lungo monologo pubblicato sul proprio profilo Facebook dall’ex capogruppo Fabrizio Favilli, che pare invitare a guardare fuori dal Movimento 5 Stelle per trovare la genesi della vicenda. «Una parte della nostra giunta è sotto attacco costante dal punto di vista personale», scrive tra le altre cose Favilli. «Tra tutti, Ezio Roi è stato messo nel mirino per la sua delega alla sicurezza. Ezio – prosegue Favilli – sta toccando i nervi scoperti di un sistema che altri vorrebbero lasciare coperto. Un sistema che altri, compreso chi della sicurezza ne fa un cavallo di battaglia a livello nazionale (si, parlo del centro-destra), vogliono lasciare così com”è. Quello che l”assessore Ezio Roi ha fatto è stato innanzitutto di chiedere un tavolo di confronto con le forze dell”ordine: chiedere dati, chiedere numeri, e le motivazioni per cui i numeri a Imola sono così disastrosi in termini di reati, furti e danneggiamenti in primis. E da lì partire per trovare soluzioni congiunte. Magari si, chiedendo uno sforzo in più agli agenti… ma questo ora è necessario. Vi sembra qualcosa di sbagliato? Vi sembra che a Imola la situazione furti e danneggiamenti sia sotto controllo? È assurdo che la Lega si metta contro chi sta cercando di riportare la legalità e la sicurezza». Il giorno dopo, la condivisione dello stesso Roi sulla sua pagina, accompagnata da poche amare parole: «Per coloro che non sanno, invito alla lettura del commento di Fabrizio, assolutamente non suggerito da me in alcun modo. Credo che interpreti bene lo spirito del M5S a Imola e dei tempi nuovi».

Quasi un avallo all’ipotesi che dietro l’uscita di scena non ci sia altro che l’ingombrante presenza della Lega, alleata a Roma ma all’opposizione a Imola. Che la Lega non vedesse di buon occhio Roi lo dicono non solo le critiche piovute su di lui dai consiglieri del Carroccio nelle settimana scorse, ma anche la stessa dichiarazione a caldo post dimissioni del segretario imolese Marco Casalini: «Le tardive ma ormai necessarie dimissioni dell’ex assessore Roi aprono oggi le porte a nuovi scenari per la città di Imola». E ancora: «Quando Roi lamenta che la Lega doveva utilizzare gli strumenti istituzionali per porre delle domande, gli ricordo che quando è stato fatto sono arrivate sterili risposte che parevano più un contentino che una vera risposta». Ma stiamo parlando di una forza che, a Imola, sta all’opposizione e non è troppo tenera con chi siede tra i banchi della maggioranza e qui, invece, la si ritiene in grado di esercitare una certa influenza sulla prima cittadina e almeno su una parte della Giunta.

A questo punto sarà interessante capire come si risolverà il «vuoto» in Giunta, chi sarà il nuovo assessore e come saranno riassegnate le deleghe. Sarà un segnale per capire anche quali sono le posizioni dentro al Movimento e i rapporti di forza all’interno del gruppo consiliare. La vicenda Roi ha evidenziato forse un problema di tenuta nella maggioranza che governa la città?

Azzardata l’ipotesi che si stia preparando nella sostanza, se non formalmente, una riedizione del patto di governo romano giallo-verde (la Lega con i suoi voti ha portato alla vittoria i 5Stelle il 24 giugno a Imola ma senza apparentamento vero e proprio e finora si è sempre tenuta le mani libere su critiche e opposizione)? Forse non a caso Daniele Marchetti, consigliere comunale e regionale della Lega, si è affrettato ieri a comunicare di aver presentato un “suo pacchetto sicurezza” che porta “a livello locale i contenuti del Decreto Salvini, convertito recentemente in legge. Potenziamento della videosorveglianza, Daspo urbano, contrasto ai parcheggiatori abusivi e agli accattoni”. (l.a. m.t.)

Nella foto, da sinistra Ezio Roi e Manuela Sangiorgi nel momento dell”entrata in Giunta a luglio, a destra Daniele Marchetti (Lega Nord)

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi
Cronaca 4 dicembre 2018

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani

C’è chi a palazzo Dal Pero ci andava a bere una birra, quando nel piano sotterraneo si trovava lo storico pub Pampero, e chi invece ci andrà per segui-re le lezioni del proprio corso di laurea. Infatti, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, proprietaria dell’immobile da una decina di anni, il palazzo tra piazza Duomo e via Garibaldi diventa oggi sede universitaria come il vicino palazzo Vespignani, che proprio quest’anno festeggia dieci anni di università ad Imola.

L’inaugurazione del nuovo palazzo universitario si terrà il prossimo 5 dicembre all’interno dell’ormai consueto appuntamento di apertura dell’anno accademico imolese, in programma nell’aula magna di palazzo Vespignani dalle ore 10.30, alla presenza del rettore Francesco Ubertini e delle autorità locali politiche e religiose. «Con questa nuova dotazione la Fondazione non investe solo sulla presenza dell’università ad Imola – spiega il presidente Fabio Bacchilega – ma sul futuro della città». In verità, già nel 2012 parte degli spazi di palazzo Dal Pero erano stati adibiti a sale studio per un centinaio di studenti universitari, mentre altri locali del medesimo palazzo erano allora affittati ad attività private. Man mano svuotatosi e completamente ristruttu-rato negli ultimi 24 mesi, i piani alti dell’immobile vengono oggi interamente destinati alla sede imolese dell’Unibo (mentre resta al momento vuoto il piano terra): si tratta di tre nuove aule da 45 posti, una da 75, un laboratorio informatico da 40 postazioni ed un’aula multimediale di ultima generazione con dotazioni all’avanguardia che permettono perfino di scrivere sulle pareti.

Degli arredi e degli allestimenti si è occupata Unibo, mentre i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo, finanziati con 2 milioni di euro dalla Fondazione di palazzo Sersanti, hanno incluso l’installazione di un ascensore e della scala antincendio nel giardino interno, l’adeguamento sismico dell’antica struttura realizzato mediante un involucro esterno in fibra di carbonio e il rifacimento completo degli interni. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabatosera» del 29 novembre

Nella foto Patrizia Tassinari, responsabile del plesso universitario imolese e Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani
Cronaca 4 dicembre 2018

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti

Quella dell’Avis è una storia di valori civici, di solidarietà e volontà di spendersi per il bene della propria comunità. Ma è anche una storia di sport e sana competizione, presupposti fondamentali per una vita piena di salute che ben si sposano con lo «stile Avis». Ebbene, un capitolo importante di questa storia riguarda l’Avis Podismo Castel San Pietro, che in oltre quarant’anni di attività ha collezionato e continua a collezionare successi. E l’edizione 2018 della rassegna La Festa della storia gli ha reso tributo dedicandogli la serata «L’infinita maratona dell’Avis Castello», condotta da Sauro Dalfiume e che ha proposto testimonianze e ricordi dei fondatori, degli atleti e dei dirigenti presenti tra il pubblico del Centro Bertella, tra aneddoti, risate e storiche rivalità.

L’Avis Podismo nasce nel 1973 dall’iniziativa di Orazio e Marino Galloni e dall’entusiastico appoggio dell’allora presidente della sezione castellana dell’Avis, Venusto Bottazzi. «Mio padre – ha ricordato Giorgia Bottazzi – iniziò persino ad allenarsi nonostante l’età, perché diceva di non poter fare brutte figure».

Il gruppo iniziale era costituito da una trentina di persone, comprendendo tutte le fasce di età ed anche alcune donne, cosa non usuale in quegli anni. L’obiettivo era attirare i giovani nell’orbita Avis attraverso lo sport e fare sì che nel mondo sportivo si parlasse dell’associazione. E a tal proposito venne costituita una squadra senior e una squadra di giovanissimi, composta da bambini che fremevano di entusiasmo per la corsa.

«Tutte le domeniche andavamo a gareggiare portandoci dietro i ragazzini – ha ricordato Marino Galloni, ex presidente dell’Avis locale -. E vedendo che il gruppo si allargava abbiamo iniziato a organizzare gare a Castel San Pietro». Le gare castellane erano due, una in marzo e una in dicembre, e attiravano circa duemila persone. Il coinvolgimento era grande: partecipavano intere famiglie, oltre ad alcuni atleti di livello agonistico come il castellano Claudio Cava, che ha raccolto le prime vittorie proprio in riva al Sillaro prima di spostarsi a Bologna. «Ricordo la goliardia che si respirava in quel gruppo durante le trasferte – ha raccontato -; tutti facevano un tifo indiavolato, che ti faceva dimenticare le sconfitte».

Quando iniziò a correre a Bologna, il legame con l’Avis Podismo rimase comunque forte. «Per più di un anno – ha aggiunto Cava – ho allenato il gruppo dei più giovani, con cui abbiamo vinto diversi titoli provinciali sia nell’individuale che nella staffetta».

I colori della divisa attuale, il giallo e il rosso di Castel San Pietro insieme al blu Avis, sono rimasti pressoché invariati nel tempo. «Negli anni Settanta e Ottanta si correva con le canotte di lana e i tubolari al ginocchio anche d’estate», ha ricordato l’attuale presidente della società podistica Franco Manfredi. Canotte che caratterizzano le fotografie del tempo, la maggior parte delle quali scattate in piazza XX Settembre con lo sfondo della chiesa del Santissimo Crocifisso a vegliare paternamente sui visi sorridenti dei corridori. E il clima famigliare che si viveva all’interno del gruppo era testimoniato dagli innumerevoli premi che il presidente Bottazzi metteva in palio per le gare so-cietarie. «Voleva che ognuno si sentisse vincitore», ha spiegato la figlia.

Nel 1982 il podismo castellano esce di scena, per poi ricomparire nel 1994 grazie all’unione con la Bruman Sport di Imola. La rinata società poté valersi dell’adesione di diversi corridori castellani e imolesi che abbandonarono le rispettive squadre di Bologna per correre a Castel San Pietro. La storia recente dell’Asd Atletica Avis Castel San Pietro è costellata di partecipazioni eccellenti, come quella alla New York city marathon del 2003, che coinvolse membri storici della podistica e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, tra cui l’allora sindaco Graziano Prantoni. L’anello di congiunzione era l’assessore Libero Orsini, corridore Avis. «Il sindaco Prantoni venne addirittura chiamato sul podio poiché aveva stabilito il miglior tempo tra gli amministratori in corsa, battendo sindaci provenienti da tutto il mondo», ha ricordato. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto il gruppo delle origini dell”Avis Podismo

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti
Cronaca 3 dicembre 2018

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza

Una delegazione russa, composta dal direttore del Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma Oleg Osipov e dallo storico Michail Talalay, ha deposto oggi una corona al Cimitero del Piratello davanti alle lapidi dei tre partigiani ignoti russi morti durante la Lotta di Liberazione, poste nel sacrario dei caduti della Resistenza. Ad accompagnarli c”erano l”assessore al Bilancio e risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati e il presidente dell”Anpi di Imola Bruno Solaroli.

Il 3 dicembre in Russia si celebra ogni anno dal 2014 il Giorno del Milite Ignoto, in memoria di soldati russi e sovietici morti nei vari conflitti fuori e dentro il loro paese. La scelta è caduta su questo giorno perché il 3 dicembre del 1966, data del 25° anniversrio della sconfitta delle truppe tedesche vicino a Mosca, in una solenne cerimonia furono trasferite le ceneri di un soldato sconosciuto sepolto in una fossa comune al 41° chilometro dell”autostrada di Leningrado (in entrata nella città di Zelenograd) al muro del Cremlino, nel giardino Alexander.

La festività, come detto, è stata istituita per legge nel 2014, su iniziativa di un gruppo di parlamentari della Duma appartenenti a vari partiti. Il presidente Vladimir Putin vi appose la sua firma il 5 novembre di quell”anno. In questo giorno nella Federazione Russa si svolgono varie cerimonie a ricordo dei circa 2 milioni di cittadini sovietici e russi scomparsi nelle guerre e nei conflitti armati del XX e XXI secolo. Attraverso un accurato lavoro di ricerca svolo dal Ministero della Difesa, è stato possibile ricostruire il destino di circa 800.000 militari dichiarati dispersi e ogni anno decine di migliaia di persone, grazie all”aiuto del Memoriale “Banca dati generalizzata” (e-resource), trovano informazioni sui loro parenti e amici di cui si erano perse le notizie dai tempi della grande Guerra Patriottica, come viene definita in Russia la resistenza all”invasione nazista.

Nella foto la delegazione durante la cerimonia al Piratello

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza
Cronaca 3 dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca

«Se sono un intralcio, mi tolgo di mezzo». Con queste parole l’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Imola, Ezio Roi, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico affidatogli appena la scorsa estate dalla neoeletta sindaca Manuela Sangiorgi. Lo ha annunciato lui stesso, convocando questa mattina una conferenza stampa dopo che da tempo si rincorrevano rumors di attrito e divergenze politiche in Giunta.

«Recentemente è emersa, fra me e la sindaca, una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola – ha detto Roi -. Volevo dare il mio contributo per migliorare la qualità della vita dei cittadini imolesi, ma se non posso attuare la mia politica d’urto nei confronti dei problemi di microcriminalità diffusa che mi sono stati segnalati dai cittadini stessi, allora non posso più fare l’assessore, devo cambiare mestiere». Roi è tra gli uomini nella squadra Sangiorgi sin dall”inizio, ovvero da quando venne presentata la proposta di Giunta durante la campagna elettorale come costume del M5S.

La divergenza sarebbe nata, stando a quanto dice l”ormai ex assessore, da una lettera da lui inviata a tutte le forze dell’ordine imolesi per chiedere maggiori controlli notturni. «La sindaca aveva forse in mente una strategia più diplomatica e non ha apprezzato il mio gesto». Una decisione che avrebbe dunque, poco o nulla a che fare con le frequenti polemiche della Lega imolese nei confronti del lavoro ritenuto poco soddisfacente dell’assessore alla Sicurezza, tema fra i più cavalcati dalla compagine del segretario Salvini tanto a livello nazionale quanto locale.

Prontamente la sindaca ha affidato la sua replica ad una nota stampa nella quale, annunciando l”intenzione di assumere pro tempore le deleghe di Roi (oltre a Legalità e Sicurezza ci sono anche Immigrazione, Centro storico e Frazioni), ha assicurato che «le preventive dimissioni dell’assessore Roi non spostano minimamente la nostra costante attenzione al riguardo di una pianificazione di primaria importanza focalizzata, in primis, al contrasto della piaga della microcriminalità nella nostra città».

Sangiorgi ha concluso con una notazione che appare, in effetti, molto “diplomatica”, rimarcando come la «comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio è totale per l’applicazione di un percorso condiviso votato alla massima sicurezza e all’assoluta salvaguardia di ogni cittadino». (mi.mo.)

Nella foto l”ormai ex assessore Roi nella conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca
Cronaca 3 dicembre 2018

Dalla Regione Emilia-Romagna in arrivo più di 90 mila euro per lo sport imolese

Ancora una volta la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato d”avere a cuore lo sport e la sua pratica sul territorio. La Giunta regionale, infatti, nei giorni scorsi ha approvato la graduatoria di due bandi datati 2018, finanziando ben 206 domande per un totale di 2 milioni e 800 mila euro.

Nel territorio imolese, quindi, sono in arrivo 69.503 euro per gli eventi sportivi e 24.742 euro per i progetti di attività motoria. «La Regione continua a credere nella pratica motoria e nell’organizzazione di eventi sportivi sul territorio, come volano di sviluppo dell’intero sistema – spiegano i consiglieri Francesca Marchetti e Roberto Poli -. E lo dimostra aumentando le risorse di quasi il 60% rispetto al 2017».

Nello specifico saranno finanziati gli eventi del centro sportivo italiano – comitato di Imola «Dal parcheggio al mondo» (10.050 euro), del Comune di Imola «Imola Città di tappa 2018» (40.000), dell”Asd Ciclistica Santerno Imola «23° Gp Fabbi Imola – due giorni di ciclismo giovanile in autodromo Enzo e Dino Ferrari» (7.142), della diffusione sport Imola Apd «Babyvolley 2018» (12.311). Per quanto riguarda, invece, i progetti sportivi arriveranno risorse per la polisportiva Csi Clai Imola per «Storie sotto rete» (20.000) e per l’associazione Auser volontariato Imola «attività dinamiche: socializzare muovendosi» (4.742). (d.b.)

Nella foto: da sinistra i consiglieri Roberto Poli e Francesca Marchetti e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini

Dalla Regione Emilia-Romagna in arrivo più di 90 mila euro per lo sport imolese

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