Cronaca

Cronaca 19 Marzo 2019

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti

Solitamente vengono raccontate le storie dei migranti, si cerca di dare un volto e una voce ai disperati che cercano di raggiungere le spiagge italiane e l’Europa. La giornalista Francesca Mannocchi ha scelto invece la voce in prima persona di Khaled, un trafficante d’uomini. Una figura scomoda, sgradevole, che non si sente un criminale perché in Libia non sembrano esserci alternative a corruzione e violenza. Un giovane di poco piú di trent’anni, che nove anni fa ha partecipato alla rivoluzione che ha rovesciato Gheddafi, voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo. Oggi organizza barconi e smista donne, uomini e bambini, «la merce», dai confini del Sud fino ai centri legali e illegali della Libia, dove i trafficanti li rinchiudono, torturano, stuprano, ricattano le famiglie. Un mondo raccontato nelle pagine di «Io Khaled vendo uomini e sono innocente» (Einaudi editore), che sarà presentato mercoledì 20 marzo, alle ore 20.30 presso la Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Un evento promosso da CooperAttivaMente, progetto di Coop. Bacchilega e del Consiglio di zona soci del Circondario di Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Librerie.coop, Libera e CulTurMedia.

Mannocchi collabora con varie testate italiane ed internazionali, a partire da l’Espresso; ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Siria, Egitto, Afghanistan. «Khaled esiste davvero – dice – ma è anche un espediente letterario, attraverso il quale ho potuto raccontare tutte le voci collaterali».

Quello che si legge nel libro è tutto vero?
«Sì. Certi dettagli crudi o violentissimi non avrei mai potuto pensarli senza il racconto e l’ascolto come la donna eritrea che, al confine col Sudan, capisce che sta per essere stuprata e si lega i capelli nel tentativo di sembrare meno bella…».

Nel libro racconta come sono trattati i migranti in Libia: rinchiusi, affamati, torturati. La situazione è così drammatica?
«Assolutamente sì. In più negli ultimi due anni e mezzo il lavoro degli osservatori internazionali e dei giornalisti è sottoposto a minacce e ricatti come nell’epoca gheddafiana. Il giornalista straniero è obbligato a comunicare ogni spostamento e ad essere seguito da un uomo dei servizi segreti. Gli accordi tra Europa e Libia ci hanno fatto raccontare la favola dell’aiuto nei centri di detenzione libici, ma è una fandonia. L’ultimo report dell’Unhcr, pubblicato un mese fa, ha confermato che riportare i migranti in Libia significa destinarli ad essere rinchiusi senza sapere fino a quanto, reinseriti in un circolo vizioso di rapimento, ricatti e violenze». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 marzo 

Nella foto Francesca Mannocchi

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti
Cronaca 19 Marzo 2019

“Fridays For Future', le più belle immagini da Imola e Medicina. IL VIDEO

Anche alcuni ragazzi delle scuole di Imola e Medicina hanno aderito a «Fridays For Future» (venerdì per il futuro), la manifestazione internazionale nata con lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile e sensibilizzare sui cambiamenti climatici.

In tutto il mondo, nella giornata di venerdì 15 marzo, migliaia di ragazzi si sono così riversati in piazza e nelle strade delle principali città per chiedere ai potenti di dare priorità alle questioni ambientali. Oltre, come detto, a Imola e Medicina anche altri ragazzi si sono spostati fino a Faenza e Bologna per dare voce alla protesta. (d.b.)

Nella foto: la performance della 3E della secondaria Orsini

“Fridays For Future', le più belle immagini da Imola e Medicina. IL VIDEO
Cronaca 19 Marzo 2019

A San Prospero è nato il “Parco dell'Amicizia', il 30 marzo il laboratorio per realizzare i totem con le regole per l'utilizzo

Da pochi giorni si chiama ufficialmente “Parco dell”Amicizia” l”area verde che si trova in via Masrati a San Prospero. Alla cerimonia di intitolazione, svoltasi la scorsa settimana in una bella mattina soleggiata, era presente la sindaca Manuela Sangiorgi, insieme agli alunni della locale scuola dell’infanzia, che hanno scelto il nome nell”ambito di un progetto di partecipazione curato dallo staff di ImolaRipartecipa del Comune di Imola, al quale hanno partecipato anche la Consulta delle frazioni e il Centro sociale di San Prospero. 

«E’ per me un piacere presenziare al cerimoniale di intitolazione di questa splendida area verde di San Prospero che, grazie all’impegno ed allo spirito di iniziativa dei bambini della scuola dell’Infanzia della frazione, omaggia uno dei valori più puri e genuini della nostra vita: l’amicizia», ha commentato la prima cittadina nel suo saluto. «Il progetto partecipativo “Frazioni al centro. Officine di partecipazione” – sottolinea ancora la Sangiorgi – che va ad incrementare la vivibilità delle frazioni attraverso strumenti di progettazione e gestione partecipata di spazi pubblici, è un elemento di primaria importanza: la proficua sinergia tra l’attivismo diretto della cittadinanza, istituzioni e realtà territoriali è una delle finalità di qualsiasi corso amministrativo perché sinonimo di una buona politica».

Il progetto di partecipazione, messo a punto dal Servizio Politiche sociali del Comune, ha ottenuto un contributo di 15 mila euro dalla Regione, partecipando nel 2017 (ovviamente con in carica l”Amministrazione precedente) al Bando regionale LR 3/2010 a sostegno dei Progetti partecipativi. La cura del parco pubblico di San Prospero rappresentava una parte di questo progetto, avente l”obiettivo di renderlo un luogo in grado di esprimere a pieno le proprie potenzialità di bene comune vissuto e apprezzato dalla comunità, dove le opportunità d’incontro (spontaneo e organizzato) sono favorite dalla presenza e dal buono stato di arredi e attrezzature. 

Tra le azioni compiute ricordiamo: la giornata di pulizia nel parco, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente il 5 giugno; il galateo del verde (un testo redatto in più lingue con contenuti che integrano le norme vigenti con ciò che hanno espresso i bambini e le bambine della frazione in termini di rispetto e cura di uno spazio per loro importante); scelta del nome del parco. Queste invece le azioni ancora da compiere: sabato 30 marzo dalle 9.30 alle 12.30, al Centro sociale San Prospero (via San Prospero 59), si svolgerà il “Laboratorio di progettazione partecipata della segnaletica del parco”, per progettare e realizzare con materiali il più possibile naturali e/o riciclati dei totem con le buone regole di utilizzo del parco. Il laboratorio, è aperto a tutti i cittadini, è gratuito e curato da Bruno Fronteddu dell’Associazione Baba Jaga. (r.cr.)

A San Prospero è nato il “Parco dell'Amicizia', il 30 marzo il laboratorio per realizzare i totem con le regole per l'utilizzo
Cronaca 18 Marzo 2019

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori

La lavorazione del compost rimane in via Ca’ Fornacetta, ma sarà pressoché dimezzata. Per contenere la puzza interverrà anche un cannone che «spara» sui cumuli un prodotto in grado di neutralizzare le principali sostanze che vengono percepite come maleodoranti; prodotto analogo viene nebulizzato tramite augelli posti a 4 metri di altezza per tutto il perimetro lungo un tubo. A controllare se gli effluvi superano il livello di guardia ci pensano tre «nasi elettronici», due di Herambiente posizionati all’interno dell’impianto nelle principali direzioni dei venti, e un terzo di Arpae installato presso un privato.

Questo è il quadro illustrato a metà febbraio all’Amministrazione locale durante un sopralluogo nell’impianto di proprietà della multiutility aperto anche ai cittadini, con la presenza anche dei tecnici Arpae. «Per quanto mi riguarda sono parzialmente soddisfatto – commenta il sindaco Luca Lelli – gli impatti complessivi e gli odori così diminuiscono. Però, e lo riscontro direttamente, dato che – racconta Lelli – ho preso l’abitudine di abbassare il finestrino dell’auto quando passo da quella zona, il cattivo odore continua ad esserci. Apprezzo gli sforzi ma sono parziali. Vedremo con i dati dei “nasi elettronici” se chiedere un ulteriore impegno ad Hera» conclude.

La vicenda si trascina da tempo, l’impianto per il compost è uno dei primi in zona, risale a qualche decennio fa (con l’allora Geovis). Gli effluvi prodotti dalla lavorazione sono stati più volte oggetto di segnalazioni e denunce, nel luglio di quattro anni fa l’odore destò un vero e proprio allarme arrivando fin nel centro di Bologna. Da qui una serie di prescrizioni e la ricerca di soluzioni. A fine 2017 sono stati realizzati degli interventi strutturali che permettono di effettuare la prima fase accelerata del compostaggio in un ambiente chiuso, dotato di aspirazione dell’aria, poi convogliata in un biofiltro. «Il suo utilizzo ha permesso di ridurre la quantità di rifiuto in maturazione nelle aree aperte dell’impianto» rivendica Herambiente con una nota.

Poi, nell’estate di due anni fa, la stessa Herambiente annunciò l’intenzione di trasferire la lavorazione del compost a Sant’Agata Bolognese, dove stava costruendo un impianto per la produzione industriale di biometano da rifiuti organici, l’idea era trasformare Ca’ Fornacetta in un centro di recupero e smaltimento per rifiuti urbani e speciali. Nonché per la trinciatura degli sfalci prima dell’invio per la macerazione sempre a Sant’Agata, anche per ovviare allo spazio che si sarebbe perso, in vista di Passante e quarta corsia dell’A14, nell’isola ecologica e stoccaggio Hera di San Lazzaro sugli Stradelli Guelfi. A Ozzano sarebbero aumentate decisamente le quantità di materiali trattate e il traffico dei camion, ma con meno puzza.

Ora le carte sono cambiate di nuovo. Il deposito di San Lazzaro non sarà interessato dai nuovi tracciati della viabilità (salvo sorprese, vista la situazione di stallo e controproposte del Governo) ed Hera ha rivisto i suoi progetti. La nuova pratica autorizzativa in dirittura d’arrivo per Ca’ Fornacetta prevede un massimo 13 mila tonnellate per la trinciatura di verde e potature, da inviare sempre a Sant’Agata (per l’impianto a biometano inaugurato nell’autunno scorso) e altre 15 mila tonnellate per la produzione di compostaggio. Oggi la cubatura complessiva autorizzata è la stessa, ma tutta dedicata al compost. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 marzo

Nella foto l”impianto di via Ca” Fornacetta

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori
Cronaca 18 Marzo 2019

Nessun problema grave nelle strutture per anziani del territorio, a buon punto i controlli dell'Azienda usl

Tutte le case famiglia e pressoché metà delle strutture socio-assistenziali autorizzate sono state controllate. Quest’anno si procederà con le rimanenti. Questo il punto sulla verifica a tappeto avviata l’anno scorso dall’Ausl di Imola in quello che è un servizio e un business davvero in espansione visto il numero di anziani crescente (nel circondario gli over 65 sfiorano il 24 per cento su una popolazione di 133.533 abitanti). Nel luglio scorso le case famiglia erano appena 8 nei nostri dieci comuni, oggi sono già 11 (sono tutte a Imola a parte una che è a Castel del Rio, l’ultima è stata aperta il 14 febbraio), invece le strutture pubbliche o private per anziani (le «vecchie» case di riposo o cra) sono 24.

In generale, «non abbiamo riscontrato violazioni o problemi gravi durante i controlli» rassicurano Cristina Bortolotti e Stefano Giuntini. Nelle case famiglia, dove oggi le indicazioni normative sono pressoché inesistenti, «abbiamo dato qualche consiglio – raccontano -. In un caso tenevano i farmaci in frigorifero, meglio fare un contenitore separato. In un altro abbiamo detto di scrivere almeno la scadenza sul ragù conservato nel congelatore. Ma qui da noi le case famiglia rispondono abbastanza alla motivazione per cui sono nate». Situazione tranquilla anche nelle cra: «L’irregolarità maggiormente diffusa è trovare uno o due ospiti in più rispetto a quelli autorizzati, cosa che comporta una sanzione, anche se, va detto, le condizioni igieniche e lo spazio erano sempre adeguati. A volte – aggiungono – occorrerebbe un po’ più di formazione per il personale, ma nel tempo abbiamo comunque visto una crescita della qualità».

Bortolotti e Giuntini sono coordinatrice infermieristica e tecnico della prevenzione, fanno parte delle task force che, durante i controlli a sorpresa, per circa quattro ore aprono frigoriferi, valutano igiene, pulizia o impianti, chiacchierano con personale e ospiti, verificano le qualifiche degli addetti e la correttezza delle terapie somministrate. L’assistenza residenziale per gli anziani è un sistema complesso e fondamentale, rivolto ad un’utenza fragile, che richiede attenzione e tutele per evitare abusi. Ogni volta che vengono scoperte situazioni come quella recente di San Benedetto Val di Sambro, dove gli anziani subivano maltrattamenti di ogni genere, montano rabbia e timori. Da qui la decisione dell’Emilia Romagna di puntare i riflettori sul settore, in particolare sulle case famiglia, quelle con massimo 6 posti letto. Strutture private non soggette ad esami preventivi, basta avere una casa con stanze sufficienti e una Scia al Comune per aprirne una.

L’anno scorso la Regione ha individuato delle Linee guida con dei requisiti minimi e chiesto alle Aziende sanitarie la ricognizione sull’esistente, con l’intenzione di proporre una vera e propria legge in merito se il Governo non prenderà un’iniziativa. Nei mesi scorsi la Conferenza sociosanitaria metropolitana (Ctssm) ha rilanciato chiedendo ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl di Bologna e Imola di predisporre un regolamento, sempre sulle case famiglia, mutuato per l’appunto dalle Linee guida. «Il testo definitivo – spiega Gabriele Peroni direttore del dipartimento Sanità pubblica – è stato presentato il 25 febbraio alla Ctssm, ora occorre che venga proposto ai Comuni e che questi lo recepiscano. Così avremo una “legge locale” cogente che permetterà, se un gestore non ottempera, di proporre ordinanze e sanzioni».

Il regolamento consentirebbe di agire subito in attesa della nuova norma regionale o nazionale. «Il fatto che sia di area vasta, metropolitano, permette di evitare la “migrazione delle strutture” oltre i confini comunali, come accaduto da altre parti per sfuggire» sottolinea Giuntini. Se gli enti locali dell’area bolognese l’approvassero rapidamente potrebbero fare da apripista per un immediato giro di vite sulle nuove aperture. Cosa prevede? «Bagni attrezzati per i disabili, ad esempio, e ospiti autosufficienti o con un lieve grado di non autosufficienza – elenca Peroni -. Qualora la persona perda l’autosufficienza è prevista una finestra di tre mesi durante la quale il personale dovrà essere incrementato per fornire un’assistenza adeguata e la famiglia organizzarsi per trovare un’altra collocazione».(l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 marzo 

Nella foto Cristina Bortolotti, Stefano Giuntini e Gabriele Peroni

Nessun problema grave nelle strutture per anziani del territorio, a buon punto i controlli dell'Azienda usl
Cronaca 16 Marzo 2019

Peste americana in un alveare di api a Imola, ordinanza per l’abbattimento

Il servizio veterinario dell’Azienda usl di Imola ha segnalato la presenza di un focolaio di peste americana in un apiario in via Montecatone. La patologia è stata confermata dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna – sezione di Bologna. Il Comune, quindi, ovvero la sindaca Manuela Sangiorgi, come prevedono le norme, ha disposto un’ordinanza urgente che intima l’abbattimento delle api.

Si tratta solo di una delle disposizioni di polizia veterinaria previste con lo scopo di impedire il diffondersi della malattia. Il proprietario degli alveari, infatti, oltre ad eliminare la famiglia infetta, dovrà anche distruggere tutto il materiale contaminato (api, favi, miele e arnie). Inoltre, non potrà rimuovere, vendere o occultare neppure cera, arnie, attrezzi e materiale dell’apiario infetto, né rinnovare o immettere nuove famiglie nell’apiario prima che i relativi impianti siano stati disinfettati. Il tutto seguendo le modalità previste dalle norme e sotto la vigilanza del servizio veterinario dell’Ausl ed della polizia metropolitana (ex polizia provinciale), ognuno per le proprie competenze.

Infine, è vietata l’introduzione di api nel raggio di almeno 3 chilometri dall’alveare infetto, a meno che non siano scortate da un attestato sanitario, rilasciato dal veterinario competente per territorio, comprovante che le api stesse provengono da apiari sottoposti con esito favorevole ad un controllo diagnostico nei confronti della peste americana delle api.

Foto d”archivio

Peste americana in un alveare di api a Imola, ordinanza per l’abbattimento
Cronaca 16 Marzo 2019

Lieve scossa di terremoto questa mattina con epicentro a Dozza

Questa mattina, alle 7.10, i sismografi dell”Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno registrato una lieve scossa di terremoto di magnitudo 3.0 a circa due km a nord-ovest di Dozza, ad una profondita di 35 km. 

Secondo quanto riportato dall”Ansa Emilia Romagna non sono segnalati danni a persone o cose. «Al momento non sono arrivate chiamate – ha riferito all”Ansa la polizia municipale di Dozza -, e nemmeno ai carabinieri ed ai vigili del fuoco». (d.b.)

Nella foto: la mappa dell”epicentro dal sito dell”Ingv
Lieve scossa di terremoto questa mattina con epicentro a Dozza
Cronaca 15 Marzo 2019

Treni, introdotte novità positive per i pendolari. Ma per quelli di Varignana manca ancora qualcosa

Un paio di treni in più per il rientro dei pendolari da Bologna e uno per chi deve viaggiare in direzione contraria, tutti nel tardo pomeriggio. E’ uno degli ulteriori aggiustamenti introdotti da Trenitalia da lunedì 11 marzo, dopo l’avvio a dicembre del nuovo orario pensato, in accordo con la Regione, per accorciare i tempi di percorrenza per chi viaggia da Bologna a Ravenna e potenziare il Servizio ferroviario metropolitano (Sfm), la cosiddetta «metropolitana di superficie» tra capoluogo e Imola, ma che, alla prova dei fatti, aveva portato non pochi disagi ai pendolari. Da qui proteste, di cittadini e Comuni, e varie correzioni, sempre in accordo con la Regione.

Nella nostra zona i problemi si erano evidenziati soprattutto per i collegamenti con le stazioni minori, San Lazzaro, Ozzano, Varignana e Castel San Pietro. Da lunedì sono state aggiunte due nuove fermate a Castel San Pietro dei Regionali 2981 e 2983 da Bologna per Ravenna, il primo fermerà nella stazione castellana alle 18.05, il secondo alle 20.05. In direzione contraria, invece, un nuovo treno da Imola verso Bologna partirà alle ore 18.40, con fermate a Castel San Pietro, Varignana, Ozzano Emilia, San Lazzaro e Bologna San Vitale; circolerà nei giorni feriali, dal lunedì al sabato.

«C’è voluto del tempo, ma alcune delle nostre richieste fondamentali sono state accolte» commenta Stefania Scarale, che lavora a Imola e abita a San Lazzaro e fa parte del gruppo Pendolari Caselle. «E’ cosa rara e preziosa quando l’amministrazione pubblica riconosce l’errore e pone rimedio. Rimane il nodo dei nostri amici che ancora hanno difficoltà a tornare da San Lazzaro in Romagna, ma confidiamo che anche questo problema venga presto risolto».

Parzialmente soddisfatto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, che, insieme a Luca Lelli di Ozzano e alla collega di San Lazzaro, hanno incontrato più volte la Regione per sottolineare i problemi dei loro cittadini: «Rimane il problema di Varignana – dice Tinti -, vorremmo che fermasse un treno alla sera, alle 18.44, per i pendolari di ritorno da Bologna». (l.a.)

Treni, introdotte novità positive per i pendolari. Ma per quelli di Varignana manca ancora qualcosa
Cronaca 15 Marzo 2019

“Truffa dello specchietto' a Imola sventata da un carabiniere fuori servizio

Una «truffa dello specchietto» è stata sventata a Imola da un carabiniere fuori servizio. Il militare mercoledì si trovava in via Benedetto Croce, quando ha notato che un’auto condotta da un anziano, un imolese di 77 anni, veniva avvicinata da un’altra auto con al volante un giovane, visibilmente agitato. Al termine di un dialogo concitato il più anziano è sceso dall’auto e si è diretto con 50 euro in mano verso il giovane. A quel punto il carabiniere, insospettito, si è avvicinato e si è qualificato. Il giovane ha messo in moto e si è allontanato velocemente.

Il 77enne ha detto che l’altro l’aveva apostrofato dicendo che gli aveva causato un danno alla carrozzeria per il quale gli aveva chiesto 250 euro, l’altro si era offerto di dargliene 50. La vicenda, quindi, rientra nelle famose truffe messe in atto fingendo danni a specchietti o carrozzeria. «A breve denunceremo il giovane in questione – fanno sapere dalla caserma di via Morelli -, e invitiamo i cittadini a non dare mai soldi sul posto a nessuno e soprattutto a chiamare le forze dell’ordine in casi del genere. Di solito i truffatori hanno già specchietti rotti e “righe” sulle auto». (l.a.)

Foto d”archivio

“Truffa dello specchietto' a Imola sventata da un carabiniere fuori servizio
Cronaca 15 Marzo 2019

I volontari dell'Enduro Motor Valley hanno liberato il sentiero di Monte Fune da alberi e tronchi crollati

Un altro intervento da segnalare per i volontari dell”Enduro Motor Valley. Nei giorni scorsi il gruppo ha portato a termine un lavoro di disostruzione del sentiero che da Monte Fune, nel comune di Castel Del Rio, conduce fino oltre il confine con la Toscana. Il sentiero era infatti chiuso da tempo per via di vari alberi crollati nel bosco, ma soprattutto per via di enormi castagni di un castagneto abbandonato da anni.

La sezione alidosiana dell”associazione ha perciò organizzato una missione per renderlo nuovamente percorribile, secondo le modalità descritte dal veterano dell”Emv, Riccardo Quercia: «“Già raggiungere la zona operativa con tutta l’attrezzatura è davvero impegnativo. Per di più sapevamo che ci saremmo trovati davanti a dei veri e propri muri di tronchi crollati sul sentiero. Cinquant”anni fa questi problemi non esistevano, queste zone erano curate dagli abitanti di Monte Fune dove addirittura c’era un bar alimentari presso il quale alla sera ci si trovava a giocare a carte. Ora le case sono disabitate, molte sono crollate, noi cerchiamo di mantenere almeno i sentieri più importanti».

Il racconto è portato avanti da un altro volontario, William Berti:  «Temevamo di non riuscire con un solo intervento a ripristinare il sentiero quindi abbiamo lavorato a testa bassa senza fermarci per diverse ore.  È sicuramente uno degli interventi più impegnativi a cui io abbia partecipato, con anche porzioni di sentiero franate da ripristinare, ma la zona è di una bellezza unica e mantenerla fruibile è fondamentale».

Nell”intervento, precisano i volontari, si è rivelata molto utile la moto Beta messa a disposizione del gruppo da Trioschi, che è stata utilizzata da Roberto Russo, coordinatore di tutta l”operazione.

I volontari dell'Enduro Motor Valley hanno liberato il sentiero di Monte Fune da alberi e tronchi crollati

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