Cronaca

Cronaca 30 Giugno 2022

Coronavirus, la Regione proroga le Usca fino al 31 dicembre. Circolare a tutte le Ausl

Ultimo giorno di attività per le Usca. Anzi, no. Le Unità speciali di continuità assistenziale rimarranno almeno fino al 31 dicembre. In mattinata l’Ausl di Imola aveva informato con una nota che oggi sarebbe terminata l’attività delle Usca dato che la normativa non prevedeva ulteriori proroghe, poi nel pomeriggio il contrordine. La Regione con una circolare – inviata a tutte le Aziende sanitarie – ha comunicato la decisione di prorogare “in via eccezionale” fino al 31 dicembre 2022 le Usca, “in attesa della definizione di un nuovo  modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale”. 

Una decisione maturata in considerazione della nuova crescita dei contagi registrata nelle ultime settimane, “anche se la situazione dei ricoveri ospedalieri continua a non destare allarme, con numeri sotto controllo” sottolineano dalla Regione.

“L’Emilia Romagna – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – è stata tra le prime ad attivare le Unità speciali di continuità assistenziale. Una modalità di intervento – ha aggiunto – che può essere ancora utile in questa fase in cui il virus rialza la testa e che bene si innesta sull’idea di sanità territoriale che abbiamo in mente per il futuro. Un modello che punta a fare del domicilio il primo luogo di cura e assistenza ai malati”. 

Le Usca, sono un simbolo della pandemia, istituite dall”articolo 4-bis del Decreto Legge 18 del 24 aprile 2020 e poi di legge in legge prorogate fino al 30 giugno 2022. Dall’Ausl di Imola sono state istituite sugli ambiti territoriali di Imola-Vallata, Castel San Pietro e Medicina nel 24 marzo 2020. (r.cr.)

Coronavirus, la Regione proroga le Usca fino al 31 dicembre. Circolare a tutte le Ausl
Cronaca 30 Giugno 2022

Tanti costi e pochi team, ma c’è Carrera nell’aria. Il presidente Vallisi: «Entusiasmo e volontà non mancano»

La stagione 2022 per la Carrera è finalmente alle porte nonostante parecchie difficoltà economiche legate al Covid e non solo. Le prove libere della storica competizione castellana con le macchinine a spinta prenderanno il via domenica 3 luglio lungo viale Terme per poi proseguire da metà mese nel centro storico. Momento clou settembre, come da tradizione, con le prove ufficiali e le gare.  

«I team purtroppo sono soltanto dieci di cui due che si sdoppiano. In pratica quindi sono otto – ha annunciato il presidente del Club Carrera Andrea Vallisi -. Questo fa capire le enormi difficoltà che stiamo riscontrando anche economicamente». 

Tutta l”intervista completa con dettagli e informazioni su «Sabato Sera» di oggi in edicola. 

Nella foto: l’edizione 2021 della Coppa Terme e Andrea Vallisi

Tanti costi e pochi team, ma c’è Carrera nell’aria. Il presidente Vallisi: «Entusiasmo e volontà non mancano»
Cronaca 30 Giugno 2022

La Città metropolitana affida ad Area Blu la gestione dei servizi legati alla sicurezza stradale

La Città metropolitana affida ad Area blu la gestione dei servizi legati alla sicurezza stradale fino al 31 dicembre 2026, con un investimento di circa 3,4 milioni di euro per il triennio 2022-2024.
La società in house del Comune di Imola si occuperà dei servizi di gestione e supporto per la sicurezza stradale e le infrazioni al codice della strada, del supporto all’accertamento e riscossione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e della riscossione coattiva dei crediti di spettanza dell”Ente, e del pronto intervento e ripristino della sicurezza stradale e della viabilità a seguito di incidente.
«La scelta di affidamento dei servizi in house, che la Città metropolitana adotta da oltre 10 anni su questo tipo di servizi, è risultata ancora una volta essere la più adeguata a rispondere alle esigenze dell’Amministrazione – commenta Giampiero Veronesi, consigliere metropolitano delegato al Bilancio –. I vantaggi che consentono di preferire il sistema in house non possono essere ottenuti dal mercato, in quanto l’Ente pubblico affidante può mantenere una direzione strategica e un controllo stringente sui risultati della gestione e sui servizi affidati, autoproducendo servizi per compiere le proprie finalità istituzionali». (lu.ba.)

Immagine di archivio

La Città metropolitana affida ad Area Blu la gestione dei servizi legati alla sicurezza stradale
Cronaca 30 Giugno 2022

Il Sangiovese di Imola si beve nelle Rocche, il Consorzio vini di Romagna lancia un marchio europeo

Se vi siete mai chiesti che vino bevesse Caterina Sforza, la Leonessa di Romagna, nella sue Rocche di Imola e Dozza, la risposta è il Sangiovese. Ovviamente stiamo giocando con la storia e con l’enologia. Non ha giocato invece il Consorzio vini di Romagna che ha curato il progetto e il marchio collettivo europeo «Rocche di Romagna» allo scopo di valorizzare il patrimonio enologico a partire dal Sangiovese delle Sottozone.

Il Consorzio vini di Romagna, realtà che oggi riunisce 115 aziende vitivinicole di cui 7 cantine cooperative, 5 imbottigliatori e 103 produttori vinificatori, ha curato e lanciato il nuovo marchio collettivo europeo «Rocche di Romagna» con lo scopo di valorizzare il patrimonio enologico a partire dal Sangiovese delle Sottozone, ovvero il miglior prodotto per il rosso romagnolo. L’adesione all’uso del marchio è libera e aperta a tutti i produttori di Romagna Sangiovese Sottozona e Sottozona Riserva. Sono stati introdotti nuovi vini tra i quali il Romagna Bianco e Rosato e il Romagna Rosso. Inoltre, è stato allargato il sistema delle Sottozone, che da 12 passano a 16 con Imola, Verucchio, Coriano e San Clemente che si aggiungono alle altre. 

Articolo completo su «Sabato Sera» di oggi in edicola. 

Nella foto: Ruenza Santandrea, presidente del Consorzio vini di Romagna, Francesco Bordini, consigliere del Consorzio e nel Cda dell’Enoteca Regionale, e Filiberto Mazzanti, direttore del Consorzio; la mappa delle 16 sottozone; in alto il marchio «Rocche di Romagna» che identifica i Sangiovese Sottozona.

Il Sangiovese di Imola si beve nelle Rocche, il Consorzio vini di Romagna lancia un marchio europeo
Cronaca 30 Giugno 2022

Ius scholae, Castel San Pietro dalla parte dei diritti. Approvato l’ordine del giorno delle consigliere Francesca Marchetti e Sara Rouibi

«Non è più tempo di aspettare: il Parlamento deve approvare la nuova legge sulla cittadinanza. Chi nasce e/o cresce in Italia e frequenta la scuola è cittadino italiano». Da Castel San Pietro, la capogruppo del Partito democratico Francesca Marchetti e la consigliera comunale Sara Rouibi chiedono all’Amministrazione Tinti di attivarsi affinché l’iter di riforma della legge sulla cittadinanza si concluda positivamente entro la fine dell’attuale legislatura.

«L’ordine del giorno (approvato anche con il voto favorevole del Movimento 5 stelle, ndr) intende dar voce a tutte le ragazze e i ragazzi garantendo loro la cittadinanza italiana attraverso procedure più inclusive, certe e rapide rispetto a quelle attuali – spiega Rouibi –. Chiediamo al consiglio comunale e alla giunta di attivarsi per contribuire anche nel nostro territorio alla realizzazione di un percorso di consapevolezza sociale rivolto a tutti i minori stranieri residenti nel Comune e ai loro genitori, con l’obiettivo di diffondere tutte le informazioni utili al conseguimento della cittadinanza italiana ai 18 anni per coloro che ne hanno diritto, e al contempo informare i soggetti che non sono tutelati dalla normativa vigente su quelli che sono i loro diritti e doveri. Riteniamo opportuno promuovere una rassegna dedicata a tutta la cittadinanza, avente come promotori i cittadini di nuova generazione, il tessuto associativo e scolastico di Castel San Pietro Terme, riguardante l’importanza del diritto di cittadinanza». (lu.ba.)

Nella foto (dalla pagina Facebook di Sara Rouibi scattata prima della pandemia): da sinistra Sara Rouibi e Francesca Marchetti

Ius scholae, Castel San Pietro dalla parte dei diritti. Approvato l’ordine del giorno delle consigliere Francesca Marchetti e Sara Rouibi
Cronaca 30 Giugno 2022

Pos obbligatorio, da oggi via alle multe per chi non accetterà i pagamenti digitali

Da domani, come chiarisce l”Opi (Osservatorio professionale imolese), il Pos per i pagamenti con carte bancomat e carte di credito diventa un obbligo che interessa non solo i commercianti ed i prestatori di servizi, ma riguarda anche gli studi professionali. Il cliente può scegliere in autonomia se pagare in contanti o con il Pos.  Il decreto n. 36/2022 ha anticipato al 30 giugno (anziché al 1° gennaio 2023) le sanzioni per gli esercenti che rifiutano i pagamenti con il Pos: multe da 30 euro come somma fissa a cui si aggiunge una quota variabile pari al 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento elettronico. 

Qualsiasi cliente, quindi, resta libero di scegliere il mezzo di pagamento (contante o digitale) tramite il quale regolare una determinata transazione, seppure entro i limiti all’utilizzo del denaro contante. Sono presenti sostegni per commercianti e professionisti in relazione alle spese sostenute per l”acquisto, il noleggio o l’utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico. Verranno effettuati controlli sul posto dagli ufficiali e gli agenti di Polizia giudiziaria. La gestione della procedura sanzionatoria è attribuita al Prefetto territorialmente competente.

Tutti i dettagli su «sabato sera» oggi in edicola. 

Foto d’archivio

Pos obbligatorio, da oggi via alle multe per chi non accetterà i pagamenti digitali
Cronaca 30 Giugno 2022

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di «sabato sera»: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

PISCINE. Acqua, Covid, rincari: le piscine sono roventi. CONCERTO. Cesare Cremonini sabato all’autodromo. CARRERA. La Carrera riparte dalle prove in viale Terme. VINO. Sangiovese, marchio europeo e Sottozona Imola. PNRR. Fondi per San Cassiano, chiese e teatri. CRONACA. Canale dei Molini dalle cartiere ai gamberi. C. Per la Seacoop il futuro è… digitale. MUSICA. Ute Lemper incontra Piazzolla per aprire l”Erf. Summer Festival, l’Accademia torna protagonista. LIBRI. Lucarelli a Mordano per «Leon» e Turno di notte. MOTORI. Ducati, l’ingegner Taglioni e il motore Desmo nato a Imola. NUOTO. Ilaria Bianchi nuota in Algeria: «Buone sensazioni». CALCIO. Medifossa, Geraci non si nasconde: «Vogliamo salire». BASKET. G.P. Domenicali, Preti e Regazzi: tre punti di vista sulla pallacanestro imolese. SPORT. Medaglie di prestigio per Minguzzi, Morara e Conti. NUOTO. Cesare Casella Casella tra Cerasuolo e i Giochi del Mediterraneo. 

Nella foto: le prime pagine di «sabato sera»

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 29 Giugno 2022

Caldo e siccità, la Regione Emilia Romagna presenta al Governo la richiesta di stato di emergenza nazionale

Il perdurare del caldo e l’aggravarsi della crisi idrica ha costretto la Regione Emilia Romagna a presentare al Governo la richiesta dello Stato di emergenza nazionale. La richiesta ufficiale è stata firmata e inviata questa mattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. «Considerate le caratteristiche, la natura e l’estensione degli eventi, anche con prevedibili aggravamenti nei prossimi mesi, si richiede- scrive il presidente Bonaccini- la delibera dello stato di emergenza nazionale per la grave crisi idrica in atto sull’intero territorio della Regione Emilia-Romagna. Prendendo in considerazione le proposte di intervento arrivate anche nelle ultime ore, sale a 36 milioni e 700 mila euro la stima delle risorse necessarie per fronteggiare le criticità: una cifra comprensiva degli interventi più urgenti da mettere in campo con immediatezza e delle opere da attuare nel medio termine».

Nei giorni scorsi si è svolto un importante lavoro di coordinamento tra Regione, Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Atersir, gestori del servizio idrico integrato, Consorzi di bonifica e Anbi per censire tutte le azioni necessarie nell’immediato per affrontare l’emergenza. Come previsto dal Codice di protezione civile, si tratta delle misure di assistenza alla popolazione, ad esempio l’eventuale fornitura di acqua attraverso autobotti e gli interventi urgenti per ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle reti, per salvaguardare la riserva idropotabile e proteggere gli habitat, specie la fauna ittica. Dalla ricognizione, emerge un fabbisogno di oltre 36,7 milioni di euro per rispondere alle criticità, comprese le proposte di intervento formulate nelle ultime ore da Consorzi di Bonifica, Comuni e servizi tecnici regionali. Le opere più urgenti e le misure di assistenza alla popolazione, per quanto riguarda l’idropotabile, ammontano a 11 milioni, con più di 4 milioni e 200 mila euro di già in corso o di prossimo avvio tra fornitura di acqua con autobotti, scavo di pozzi, posa di nuove condotte e di sistemi di pompaggio. Altri 2 milioni e 700 mila euro circa afferiscono all’irriguo e, per oltre 1 milione, fanno riferimento a progettualità già in atto o in partenza: impianti di pompaggio, installazione di elettropompe e dragaggi della sezione di presa degli impianti, per fare qualche esempio. Va aggiunta poi una quota di quasi 23 milioni di euro – la maggior parte (16 milioni e mezzo) sull’idropotabile – per interventi di riduzione del rischio residuo, da attuare nel medio termine e dunque non finanziabili con la prima fase dello stato di emergenza. Si tratta comunque di opere non previste, a oggi, in altri percorsi di finanziamento attivi e strettamente legate alla risoluzione delle criticità. Lo scorso 21 giugno, il presidente Bonaccini aveva dichiarato lo stato di crisi regionale per la criticità idrica sull’intero territorio emiliano-romagnolo disponendo che gli enti competenti attuino gli interventi necessari a contenere e ridurre le conseguenze della crisi in atto, compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico.

Richiesta arrivata dopo qualche giorno dalle ordinanze emesse in primis dal Comune di Castello, poi anche da Imola, Medicina, Dozza, Casale, Borgo, Fontanelice, Castel del Rio e Ozzano per risparmiare l’acqua. (r.cr.)

Foto d’archivio

Caldo e siccità, la Regione Emilia Romagna presenta al Governo la richiesta di stato di emergenza nazionale
Cronaca 29 Giugno 2022

Operai al lavoro per realizzare l’atteso sottopasso di Pontesanto

Sono cominciati i tanto attesi lavori di realizzazione del sottopasso ciclopedonale in via della Cooperazione, alla rotonda con via Mazzanti e via Di Vittorio a Imola.

Progetto che sarà suddiviso in due stralci: il primo, dal costo di 630 mila euro, per il quale l’Amministrazione ha ricevuto un finanziamento da 442.500 mila euro dal ministero dell’Ambiente grazie al progetto «Imola bike friendly», a cui aggiungerà risorse comunali, per un tratto di 526 metri comprensivi della rampa ovest di accesso al sottopasso già esistente sotto la Bretella (lo scatolare in cemento armato realizzato quando è stata costruita l’opera) e della pista ciclabile tra le vie Ca’ di Guzzo/ via di Vittorio e via Ortignola. Il sottopasso collegherà la frazione di Pontesanto prima alla stessa via Di Vittorio e poi, grazie ad una nuova pista ciclabile, a via Ortignola. (r.cr.)

Foto Isolapress

Operai al lavoro per realizzare l’atteso sottopasso di Pontesanto
Cronaca 29 Giugno 2022

Il Pnrr «sistema» San Cassiano, chiese e teatri

Grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono stati finanziati nove interventi per la sicurezza e l’efficienza energetica di luoghi di culto, cinema e teatri a Imola e Mordano. Tra questi anche la cattedrale di San Cassiano e il teatro Stignani.

Approfondimenti e la tabella con gli interventi e l’importo dei finanziamenti su «sabato sera» in edicola da domani, giovedì 30 giugno.

Nella foto: la cattedrale di San Cassiano e il teatro Stignani

Il Pnrr «sistema» San Cassiano, chiese e teatri

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