Cronaca

Cronaca 14 Novembre 2019

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»

Tra le realtà che già da anni stanno lavorando allo sviluppo della tecnologia 5G c’è anche Teko Telecom, da non confondere con Telecom-Tim ma azienda del gruppo americano Jma Wireless, con sedi in via Meucci (ricerca e sviluppo), via Emilia ponente (stabilimento produttivo) e via Emilia levante (polo formativo, museo e foresteria). Teko Telecom sviluppa e realizza, ad esempio, gli apparati utilizzati dagli operatori telefonici per riprodurre il segnale delle reti radio-cellulari nelle zone meno coperte o in cui è necessaria una capacità maggiore, come metropolitane, stadi, grandi edifici.

Negli ultimi tre anni lo sviluppo del settore ha portato l’azienda a potenziare il proprio organico, prevedendo ben 260 unità in più, e a progettare una nuova sede che nel 2020 sorgerà sull’area dell’ex Piana cosmetici. Lo scorso luglio ha lanciato il prototipo del suo primo prodotto 5G, sviluppato nelle sedi di Castel San Pietro e Dallas e destinato al mercato italiano, europeo e statunitense: un prodotto studiato per consentire connessioni wireless ultraveloci, di qualità, pervasive e affidabili in ambienti chiusi e, in particolare, nelle imprese 4.0, dove tutte le informazioni sui processi produttivi correranno sempre più in rete. Abbiamo chiesto a Luca D’Antonio, direttore area Strategy and Innovation di Teko Telecom, e al collega Marco Della Mora, responsabile dell’ufficio legale, di spiegarci che cosa comporterà la rivoluzione del 5G dal punto d ivista operativo.

Partiamo dalle basi: che cos’è il 5G?
«Il 5G è uno standard definito dall’organismo mondiale 3GPP. Significa “quinta generazione” e si riferisce all’evoluzione del sistema di telecomunicazione mobile, nato nei primi anni ’90 con il Gsm».

A quali esigenze darà risposta?
«Finora ogni passaggio ha affrontato scenari diversi. Nel 1995 l’avvento del 2G permetteva ai telefoni cellulari di inviare anche messaggi di testo, il 3G-Umts ha reso possibile scambiare dati via mail ed effettuare videochiamate. Il 4G-Lte ha portato Internet sul telefono. L’evoluzione tecnologica segue e allo stesso tempo guida l’evoluzione sociologica. Il 5G risponderà a tre diverse esigenze, individuate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni(Itu), organismo dell’Onu. Ap artire dal 2020 le comunicazioni mobili dovranno essere ad alta velocità, consentire alle macchine di interagire in modo autonomo e massivo, essere affidabili e a bassa latenza, cioè con tempi di risposta istantanei. Questo soprattutto per consentire lo sviluppo dell’Industria 4.0, dei robot, ma anche delle auto a guida autonoma e della telemedicina, tanto per fare qualche esempio. Il 4G non era in grado di gestire così tanti usi diversi in contemporanea».

E’ vero che il 5G comporta la realizzazione di una rete più capillare con un numero superiore di antenne, ma meno potenti rispetto a quelle del 4G?
«Questo è uno degli elementi su cui verte la discussione attuale e alimenta giuste perplessità sull’impatto che questa tecnologia avrà sulla salute e sull’ambiente. Dietro a queste scelte tecniche, però, c isono stati comitati scientifici molto eterogenei che hanno cercato di approcciare la novità tenendo ben presente anche i risvolti sanitari e sociali. Il percorso per arrivare al 5G, infatti, è partito cinque anni fa e ha comportato centinaia di incontri periodici tra operatori telefonici, costruttori e ricercator iper arrivare a linee guida standard e condivise. Uno dei punti principali a sostegno della compatibilità di questa tecnologia è il fatto che cambia la modalità di trasmissione del segnale».

Quali sono i limiti di legge chela rete 5G deve rispettare?
«Non si può aumentare in maniera indiscriminata la potenza delle antenne esistenti. La legge italiana sulle emissioni elettromagnetiche è la più restrittiva in Europa, se non nel mondo. Il livello stabilito in Italia per un campo elettromagnetico è di 6 volt per metro. L’Icnirp, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, ha stabilito che il limite massimo per la protezione degli esseri umani dalle radiazion ielettromagnetiche è di 61 volt per metro. In Austria, ad esempio, così come in molti altri Paesi europei e mondiali, il limite fissato dalla legge nazionale è di 60 volt per metro. L’Italia è dieci volte sotto i limiti di sicurezza stabiliti dall’Icnirp. Per quanto riguarda la potenza, invece, il limite Icnirp corrisponde a 10 watt al metro quadro. Il nostro limite corrisponde invece a 0,1 watt al metro quadro. E’ bene quindi che i cittadini siano consapevoli del fatto che la nostra legge ci tutela. L’Arpa poi verifica che i valori di riferimento delle emissioni siano rispettati. Il problema quindi non è capire quante antenne in più saranno installate, anche perché il limite di 6 volt per metro si riferisce alla sommatoria dei campi emessi dagli apparati di tutti gli operatori presenti in uno stesso punto. Al di là che si aggiungano nuovi sistemi o stazioni radio, il livello di campo deve restare entro questo limite. La potenza a cui trasmette la “lampadina” è una scelta dell’operatore, che è però vincolato a un limite rigoroso e monitorato. E’ doveroso che ci siano dibattiti sul migliore uso della tecnologia 5G e sugli eventuali rischi, che possono essere evidenziati con studi scientifici. Sono gli esperti di salute pubblica a dover fare questo tipo di valutazioni. Ad oggi, l’Istituto superiore di sanità non ha riscontrato rischip er la salute connessi alle antenne 5G. La potenziale nocività di un apparato va poi calibrata con il suo effettivo utilizzo in campo. Già a una breve distanza dall’antenna il valore delle emissioni dimezzae così via». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto: da sinistra Luca D”Antonio e Marco della Mora nella sede «Teko Telecom-Jma Wireless» di Castel San Pietro Terme

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»
Cronaca 14 Novembre 2019

Le scelte differenti di Dozza e Ozzano in merito alle richieste di installazione di antenne 5G

«Non c’è nessun allarme in corso». Così dichiarava lo scorso 25 ottobre il sindaco Virginio Merola al termine dell’ufficio di presidenza della Conferenza metropolitana dei sindaci. Tema all’ordine del giorno: il 5G. «Gli allarmi li certifica l’Istituto superiore di sanità, non il singolo sindaco – motivava -. L’Istituto superiore di sanità ha appena completato uno studio che definisce come “non necessarie modifiche sostanziali agli standard internazionali di prevenzione”. Non possiamo creare disorientamento nei cittadini andando in ordine sparso su questi temi». E ancora: «Dal punto di vista normativo siamo ancora alla legge Gasparri del 2003 che riconosce le radiofrequenze come servizio pubblico. I Comuni non possono quindi interdire su tutto il territorio comunale l’esercizio di questa funzione (come affermato da numerose sentenze del Tar e Consiglio di Stato), se i limiti di legge vengono rispettati. Ci sono diversi studi scientifici che affrontano il tema e tutti concludono che non sono necessarie modifiche dei limiti previsti attualmente».

Nonostante la linea dettata dalla Città metropolitana, il 28 ottobre il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, ha emesso una apposita ordinanza che, al pari di quanto attuato dal Comune di San Lazzaro, vieta la sperimentazione e/o installazione della tecnologia 5G sul territorio comunale, «in attesa – spiega il Comune in una nota stampa – di risultanze scientifiche certe in merito agli effetti biologici della nuova tecnologia e all’impatto sulla salute pubblica». L’ordinanza, al momento valida per 180 giorni, «verrà revocata non appena vi saranno i necessari pronunciamenti da parte delle autorità nazionali preposte alla tutela della salute e dell’ambiente. Tra sei mesi verrà comunque valutato lo stato dell’arte dal punto di vista scientifico».

L’ordinanza del sindaco  di Dozza si basa, in sostanza, sul principio di precauzione. Ozzano invece ha fatto una scelta diversa. Il tema del 5G è stato trattato in Consiglio comunale lo scorso 6 novembre, dove all’ordine del giorno c’era anche la mozione del gruppo consiliare Progresso Ozzano che ha proposto una moratoria sulla sperimentazione della tecnologia 5G su tutto il territorio comunale e il monitoraggio ambientale per la tutela della salute pubblica. «La mozione è stata respinta – ci aggiorna il sindaco ozzanese, Luca Lelli – con il voto contrario del gruppo di maggioranza, l’astensione della minoranza e l’unico voto a favore di Progresso Ozzano. Abbiamo votato contro non perché non ci interessi il tema, ma perché un’ordinanza, per essere efficace, deve essere contingibile, urgente e temporanea. Requisiti che non sarebbero rispettati in una ordinanza senza scadenza certa, che sospende la sperimentazione fino a quando non si pronuncerà il mondo scientifico».

Intanto cominciano ad arrivare le richieste da parte degli operatori telefonici. «Per adesso – spiega Lelli- abbiamo ricevuto una richiesta di riconfigurare con tecnologia 5G tre antenne esistenti, tutte poste su un traliccio in via Tolara di Sotto, ma in posizioni diverse. Abbiamo deciso di portare questa richiesta al Tavolo permanente metropolitano, che la esaminerà. Intanto ci sono già arrivati i pareri, entrambi favorevoli, di Arpae e Ausl. Per Arpae, il limite di 6volt/metro è rispettato a diverse distanze dall’antenna e in tutti i punti esaminati. L’Ausl, invece, chiede il rispetto del tempo massimo di permanenza nei pressi delle antenne da parte dei lavoratori che si occupano della manutenzione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Le scelte differenti di Dozza e Ozzano in merito alle richieste di installazione di antenne 5G
Cronaca 14 Novembre 2019

Donna muore al pronto soccorso, i familiari sporgono denuncia. L'Ausl: «Rispettati i protocolli operativi»

Si era recata da sola al pronto soccorso dell’ospedale di Imola perché non si sentiva bene. Nell’attesa è andata in bagno e, pochi istanti dopo, è crollata a terra, priva di vita. E’ morta così, nella mattinata di venerdì 1° novembre, una imolese di 57 anni e ora i familiari cercano di fare luce sulla vicenda. «Da quanto è emerso dalla nostra ricostruzione dei fatti – dicono dall’Ausl -, la signora è giunta autonomamente in auto al pronto soccorso alle 8.25 del 1° novembre, è stata valutata dagli infermieri di triage alle 8.30, con assegnazione di un codice verde. E’ quindi stata visitata dal medico alle 9.13 minuti (48 minuti dopo il suo arrivo e non 100 come sostenuto dal legale dei familiari) e nel corso della presa in carico ha avuto necessità di recarsi alla toilette, dove è stata colta da arresto cardiocircolatorio. L’intervento immediato dei sanitari e le procedure di rianimazione cardio-polmonare messe in atto dai professionisti del pronto soccorso e dai rianimatori per oltre mezz’ora, non hanno purtroppo potuto evitare il decesso. Il medico che ha seguito la signora ha quindi richiesto l’autopsia (di cui si attende l’esito), come consigliato in caso di morte improvvisa».

La donna si era già recata altre due volte negli ultimi giorni al pronto soccorso (il 28 e il 30 ottobre, in quest’ultimo caso era stata portata in ambulanza dopo essere caduta per un malore nel parcheggio dell’ospedale), ma, precisano ancora dall’Ausl, «questi precedenti accessi si erano registrati per cause diverse da quelle che hanno portato al decesso». Il padre e il fratello della cinquantasettenne lunedì 11 novembre hanno presentato una denunciaesposto ai carabinieri ed è stato aperto un fascicolo in Procura. «I miei assistiti vogliono fare chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso – afferma l’avvocato Maria Beatrice Berti -. Per questo motivo, siamo alla ricerca di testimoni che quella mattina erano presenti al pronto soccorso e che possano aiutare a ricostruire cosa sia successo». «La Direzione aziendale desidera sottolineare la piena volontà di far luce sul drammatico evento e la totale disponibilità a rispondere ad ogni dubbio dei congiunti – replicano dall’Ausl -. Nel pieno rispetto delle verifiche che dovessero essere disposte nel merito di quanto accaduto, ad una prima analisi dei fatti pare emergere che i professionisti sanitari coinvolti nella vicenda abbiano operato nel pieno rispetto dei protocolli operativi». (gi.gi.)

Donna muore al pronto soccorso, i familiari sporgono denuncia. L'Ausl: «Rispettati i protocolli operativi»
Cronaca 14 Novembre 2019

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

POLITICA. Edilizia in ostaggio fino all”ultimo a Imola.COMUNICAZIONE. Telefonia, transizione verso il 5G. Parola agli esperti. CRONACA. La gestione della piscina Ruggi verso la privatizzazione. Cà Vaina riaprirà se non c”è il gestore?. BACCANALE. Olio d”oliva protagonista nel fine settimana. CIRCO. Le tigri non possono esibirsi a Medicina. 

SPORT. Calcio&Basket. Bella sinergia tra Imolese e Naturelle. Calcio. Il Fly Sant”Antonio sogna la 1^ Categoria. Carte. Sorelle Dalpozzo, regine del bridge italiano. Ciclismo. Villafontana senza Juniores.

SABATOSERA DUE. EventoTutti gli appuntamenti del Baccanale. Spettacolo. Mostra sullo scenografo imolese Pietro Zuffi.  Arte. Il Santuario dell”Osservanza risplende di nuovo. Musica. Duo violoncello-piano per i concerti dell”Accademia. L”Erf e Sofya Gulyak allo Stignani. Teatro. Maria Pia Timo in scena alla Sala del Suffragio. Il Magazzino Verde ed «I colori dell’acqua». Al via il programma del teatro di Dozza.

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 13 Novembre 2019

Frati: “Consiglio straordinario o Giunta entro lunedì per ritirare le linee di indirizzo sulla nuova gestione del Ruggi'

Dopo le polemiche scatenate dalle linee di indirizzo ad Area Blu per il nuovo bando per la gestione del complesso sportivo “Amedeo Ruggi” deliberate dall’Amministrazione nel pomeriggio di lunedì 28 ottobre, poche ore prima dell”annuncio delle dimissioni della prima cittadina, «siamo favorevoli all”indizione di un Consiglio comunale straordinario in cui revocare questo atto, voluto in maniera piuttosto curiosa – annuncia Claudio Frati, assessore al Bilancio –. Nel caso in cui non fosse possibile, chiederemo la revoca delle linee di indirizzo in Giunta».
Fra l”altro, «in Giunta era stata fatta un”informativa, e ci era stato risposto che questo problema sarebbe stato sanato, o che le linee di indirizzo sarebbero state riviste, in seguito – ripercorre Frati -. Il seguito, però, non ci sarà più. O almeno così sembra».

Durissimo l”intervento di Fabrizio Favilli del Movimento 5 stelle: «Dispiace parlare dei due assenti (la Sangiorgi e il capogruppo della Lega Simone Carapia, nda), ma  ci sono una serie di fatti che difficilmente si possono derubricare a casualità: si caccia l”ex assessore allo Sport, non si nomina il sostituto per sei mesi, si tiene per sé la delega, si dettano linee di indirizzo senza condividerle, e dopo poche ore ci si dimette. Il tutto condito da un conflitto di interessi abbastanza evidente, visto che il compagno della sindaca è il socio di un”azienda che gestisce piscine». (r.cr.)

Frati: “Consiglio straordinario o Giunta entro lunedì per ritirare le linee di indirizzo sulla nuova gestione del Ruggi'
Cronaca 13 Novembre 2019

In Consiglio solo comunicazioni urgenti su Rue e Ruggi. M5s non presenta la mozione di sfiducia alla sindaca

Saranno due comunicazioni urgenti richieste dai consiglieri comunali a portare in Aula (convocazione della seduta alle ore 17.30) la discussione sulle linee di indirizzo ad Area Blu per il nuovo bando per la gestione del complesso sportivo “Amedeo Ruggi e sulla Variante 3 al Rue.
Sul primo argomento hanno chiesto di intervenire sia Fabrizio Favilli del Movimento 5 stelle sia Marco Panieri del Partito democratico, e ha annunciato la sua presenza in Consiglio il presidente dell’Imolanuoto Mirco Piancastelli.
Sul secondo tema avvierà il confronto il capogruppo del Pd Roberto Visani, partendo dall’appello dell’Aite e dalla lettera che l’associazione ha scritto alla presidente del Consiglio Stefania Chiappe.

Non è assolutamente detto, però, che le comunicazioni urgenti sulle linee di indirizzo per la gestione del Ruggi già deliberate porteranno l’Amministrazione a ritirarle.
E, soprattutto, la mancanza della Variante 3 al Rue fra le delibere da discutere non cambierà la situazione denunciata a gran voce dall’Aite, dal Partito democratico e da tre assessori della Giunta.

Nessuna traccia, invece, della mozione di sfiducia alla prima cittadina annunciata dal Movimento 5 stelle, che risulta non presentata. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle

In Consiglio solo comunicazioni urgenti su Rue e Ruggi. M5s non presenta la mozione di sfiducia alla sindaca
Cronaca 13 Novembre 2019

Autocarro fuoristrada in A14. Cause ancora da chiarire. Lievi contusioni per il conducente

Cause ancora da chiarire per l”incidente stradale in A14, all’altezza del Km 61 direzione Sud, verificatosi questa mattina poco dopo le 6.30, quando un autoarticolato è finito fuoristrada.

La squadra dei i Vigili del fuoco del Distaccamento di Imola intervenuta sul posto ha messo in sicurezza il mezzo pesante che trasportava materiali vari, fra cui contenitore di una sostanza risultata esser tossica per la fauna ittica che è stato presa in carico da un ingegnere ambientale di Società Autostrade.

Sul posto anche il 118, che ha prestato le prime cure al conducente del mezzo che ha riportato lievi contusioni. (r.cr.)

Fotografia dei Vigili del fuoco

Autocarro fuoristrada in A14. Cause ancora da chiarire. Lievi contusioni per il conducente
Cronaca 13 Novembre 2019

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute

L’autunno è arrivato e con le intemperie, spesso, arrivano anche i malanni di stagione. Ecco allora che Rosa Cilio, medico di Medicina generale presso la sede del Nucleo cure primarie, in via Caterina Sforza ad Imola, ci dà alcuni consigli pratici da adottare per ridurre il rischio di raffreddori, tosse, mal di gola e influenza. «Con i primi freddi e le giornate più corte – precisa – aumenta il tempo trascorso al chiuso in presenza di altre persone e quindi, di conseguenza, aumenta il rischio di contagio». Feste, ambienti chiusi come cinema e teatri, ma anche aerei e treni sono ricettacoli di batteri e germi che vengono facilmente veicolati da una persona all’altra e, in mancanza di sufficienti fonti di aerazione, trovano terreno fertile su cui attecchire. Tenersi alla larga da luoghi iperaffollati potrebbe quindi essere il primo suggerimento per non ammalarsi, anche se, a ben vedere, non è «sano» neanche rinunciare a una vita sociale. Comunque – aggiunge la Cilio – «ammalarsi non è inevitabile. Importante è seguire alcune semplici regole». Intanto dormire a sufficienza. «Almeno sette ore a notte per gli adulti. La carenza di sonno, specie se cronica, porta con sé il serio abbassamento delle difese immunitarie». E poi seguire un’alimentazione sana e varia. «Bisogna arricchire la dieta con tutti quei nutrienti in grado di potenziare il sistema immunitario e proteggere dalle infezioni».

Spazio nelle nostre tavole, dunque, a frutta e verdura, legumi, cereali, riso, frutta secca, pesce. E’ bene scegliere cibi più leggeri, cucinati alla griglia o al forno, senza condimenti troppo elaborati e inserire nella dieta una dose maggiore di fibre per mantenere attivo e sano l’intestino. E poi non saltare mai la colazione, fare tre pasti completi, evitare bibite e cibi con troppo zucchero che rallentano la funzione immunitaria. Una corretta alimentazione che, inoltre, ci aiuta anche a non prendere peso, tipico di questo periodo. Una medicina naturale per prevenire e curare i malanni di stagione è la vitamina C, che permette all’organismo di difendersi al meglio. Possiamo bere spremute di arancia o mangiare tanti kiwi, un frutto che ne contiene in gran quantità. «Importare anche l’attività fisica – continua la Cilio -. Basta anche una camminata tutti i giorni. L’esercizio riattiva la circolazione del sangue, potenziando la funzione immunitaria». Per evitare contagi, poi, diventa rilevante il lavaggio delle mani. «Mai mangiare, mai toccarsi naso, occhi e bocca con le mani sporche. La prima azione al rientro a casa è senz’altro lavarsele». Potrà sembrare strano ma anche tenere a bada lo stress potrebbe aiutarci. «Se la vita è troppo piena di impegni e frenetica – prosegue la Cilio -, bisogna darsi un tempo per recuperare, in modo da evitare che lo stress vada fuori controllo». Infine, «non prendere freddo, perché un corpo ben riscaldato può prevenire il contagio di virus, quindi non girare sprovvisti di foulard e golfino in caso di temperature ballerine». Per quanto riguarda il riscaldamento casalingo è bene evitare di tenerlo troppo alto, in termini di gradi. La temperatura ideale è di 21-23°. Una temperatura eccessiva, infatti, rischia di disidratare le vie respiratorie, rendendole più sensibili a germi e batteri. Il tasso di umidità dovrebbe essere mantenuto intorno al 40-60%. E’ poi necessario arieggiare gli ambienti almeno due volte al giorno perché il ricambio d’aria allontana gli agenti infettivi. Per prevenire la diffusione dell’influenza, poi, è importante la vaccinazione antinfluenzale, che ci potrà essere consigliata dal nostro medico di famiglia. E, in ultimo, il suggerimento che forse ci piace di più e che non costa niente. «Tenere alto lo spirito, ridere e frequentare persone piacevoli. La socialità, infatti, aumenta le difese immunitarie». (al.gi.)

Nella foto: Rosa Cilio, medico di medicina generale presso la sede del nucleo cure primarie

«Rubrica salute»: è arrivata la brutta stagione, alcuni consigli pratici per mantenersi in salute
Cronaca 13 Novembre 2019

Avviato dall'Università di Bologna l'iter per omologare l'auto solare «Emilia 4», reduce dall'Australia e ora in Cina

L’Università di Bologna ha avviato l’iter per omologare Emilia 4 secondo la normativa italiana. Verosimilmente, dunque, la vettura che l’associazione Onda Solare ha portato in Australia per correre la World solar challenge prossimamente potrà essere testata anche sulle strade italiane. Al momento, però, la macchina si trova in Cina, richiesta dall’Università di Macao per una esposizione che durerà fino a fine anno. Nonostante in Australia sia andata ben diversamente dalle aspettative, con soli 775 chilometri percorsi sui 3 mila previsti, la vettura made in Italy ha destato curiosità ed apprezzamento da parte degli addetti ai lavori di Paesi diversi. Prima del cedimento di ruota e sospensione che ha costretto il team al ritiro per motivi di sicurezza, con due fuoristrada senza conseguenze per pilota e passeggeri, Emilia 4 aveva comunque percorso ben 775 chilometri a pieno carico (cioè con quattro persone a bordo), spinta esclusivamente dall’energia del Sole e mantenendo la media prevista dei 75 chilometri orari.

Un successo che al termine delle primissime tappe aveva proiettato il team in prima posizione con il doppio dei punti della rivale diretta, l’Olanda, e che avrebbe potuto significare la vittoria in terra australiana. Ma quella di Onda Solare non va considerata una sconfitta, come spiegano i protagonisti rientrati dalla trasferta. «Per partecipare alla gara le auto devono essere omologate dalla commissione australiana – ci racconta Mauro Sassatelli, patron dell’officina castellana Metal Tig dove l’avventura ha avuto inizio quindici anni fa -. Durante i test visivi e le prove pratiche Emilia 4 ha registrato ottime valutazioni dal punto di vista della costruzione del veicolo e della fattura delle componenti dell’auto. Hanno testato tutto, dal clacson alla retromarcia, quest’ultima ha preso un ottimo voto. Siamo stati deboli, invece, per quanto riguarda l’aspetto e le finiture dell’auto, che da regolamento deve somigliare il più possibile ad una vera auto, mentre noi siamo indietro di qualche generazione rispetto ad altri team che hanno iniziato anni prima di noi. Ma questo è proprio il nostro sogno nel cassetto: lavorare di più sull’estetica e il comfort della prossima vettura che -anticipa Sassatelli – vogliamo costruire da zero e gareggiare in Sudafrica o Giappone. Abbiamo già fatto i primi incontri insieme ai tecnici dell’università e siamo tutti entusiasti di ricominciare. Del resto il nostro scopo è quello di arrivare alla prima vera auto solare per le strade, o almeno contribuire a questo sviluppo. Personalmente sogno di andare su e giù per viale Terme con la mia auto solare, ecologica per il mondo e a costo zero per le mie tasche». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 novembre

Nella foto l”arrivo di «Emilia 4» ad Adelaide, pur ormai fuori gara per il guasto ad una sospensione 

Avviato dall'Università di Bologna l'iter per omologare l'auto solare «Emilia 4», reduce dall'Australia e ora in Cina
Cronaca 13 Novembre 2019

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta

L’ex sede della Camera di commercio di Bologna, parte del complesso liberty posto in viale Rivalta, è ufficialmente in vendita. E’ infatti uscito nei giorni scorsi il bando per la sua alienazione, in ottemperanza alla legge del 2016 con cui l’allora ministro Madia ha riordinato il sistema organizzativo delle Cciaa, obbligandole, tra le altre cose, a razionalizzare le sedi secondarie. Prezzo a base d’asta: 1.321.462 euro. Le offerte di acquisto dovranno pervenire all’ufficio tecnico della Camera di commercio di Bologna entro le ore 12 del 13 dicembre. L’esito del bando si saprà il 16 dicembre.

L’ex sede è collocata nell’ala est della palazzina di primo Novecento che in origine ospitava il Giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Lì gli uffici della Camera di commercio erano presenti dal 1982 (anche se è dal 1957 che l’ente aveva una propria delegazione a Imola). Nel febbraio 2005 era stata re-inaugurata dopo una corposa ristrutturazione .La chiusura degli uffici in viale Rivalta risale all’8 marzo 2018, in concomitanza con l’apertura di uno sportello dedicato alle imprese all’interno dei Servizi al cittadino presso la sala Miceti, che ha funzionato fino al 29 gennaio di quest’anno. Da inizio febbraio, le imprese possono usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. (r.cr.)

La Camera di Commercio di Bologna ha messo in vendita l'ex sede imolese di viale Rivalta

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