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Cronaca 7 agosto 2018

Raccolta differenziata 2017, i dati nel nostro territorio premiano Imola, Castel Guelfo e Medicina. Ultima Ozzano

Va sempre più a gonfie vele la raccolta differenziata in Emilia-Romagna, con dati che la collocano ai primi posti in Italia. Nel 2017 ha toccato quota 64,3%, facendo registrare un incremento del +2.5% rispetto all”anno precedente.

In pratica si tratta di 1 milione e 861 mila tonnellate, pari a 417 kg. per abitante, ovvero cinque in più a testa rispetto al 2016. Negli ultimi quindici anni il trend quindi è in continua crescita, con valori più che raddoppiati se pensiamo al 28% del 2002. Un andamento che a breve potrebbe avvicinare l’obiettivo del 73% di raccolta differenziata fissato dal Piano regionale dei rifiuti al 2020 e già tagliato da 107 Comuni sui 331 della Regione.

La raccolta differenziata nel 2017, secondo i dati della Regione, ha oltrepassato abbondantemente il 50% in tutte le province e sul territorio bolognese il dato è salito al 59,5% (+ 2,8% rispetto al 2016). Sono 19 i Comuni che l”anno scorso hanno già raggiunto o superato la famosa «quota 73%» di raccolta differenziata, ma nessuno fa parte del circondario imolese. Imola, infatti, guida la personale classifica del Comuni del nostro territorio (65,1), seguita da Castel Guelfo (65,1), Medicina (63,6), Mordano (62,7), Castel del Rio (59,6), Dozza (55,2), Casalfiumanese (52,8), Castel San Pietro Terme (52,5), Fontanelice (51,6) e Borgo Tossignano (51,3), con Ozzano che chiude la graduatoria (47,8%).

Dati che, comunque, nei primi mesi del 2018 stanno subendo un notevole incremento grazie alla nuova modalità di raccolta differenziata adottata da molti Comuni del circondario.

r.c.

Nella foto: la raccolta rifiuti a Castel San Pietro

Raccolta differenziata 2017, i dati nel nostro territorio premiano Imola, Castel Guelfo e Medicina. Ultima Ozzano
Cronaca 18 luglio 2018

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni

La nuova Amministrazione comunale di Imola si muove contro Atersir per recuperare i maggiori costi che, a parere di sindaco e assessori, il Comune ha sostenuto dal 2013 al 2016 (per il 2017 ancora manca il rendiconto) per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Tre le azioni che sono state decise dalla Giunta comunale in una apposita delibera. Per quanto riguarda il 2018, il Comune impugnerà la delibera Atersir n. 19 del 19 marzo scorso, che attribuirebbe (ovviamente secondo l”Amministrazione), costi superiori rispetto alla cifra effettivamente dovuta a Hera per il servizio. Per rientrare invece del sovrapprezzo sostenuto negli anni dal 2013 al 2016, in attesa di conoscere gli importi relativi al 2017, sono state previste due mosse: innanzitutto un tentativo di composizione transattiva, quindi di accordo, con Atersir e con Hera, al fine di concordare un piano di rientro. In caso di insuccesso, la nuova amministrazione si riserva di individuare altre forme di azione legale per ottenere la restituzione delle somme dovute.

Per comprendere la ragione di queste scelte, occorre fare un passo indietro, chiarendo anche ruoli e compiti di tutti gli attori della complessa vicenda. Vicenda che, lo ricordiamo, è legata al tema dei maggiori costi che diversi Comuni, Imola compresa, avrebbero pagato in questi anni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Atersir è l”agenzia pubblica regionale competente alla regolazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Ad essa spetta dunque il compito di approvare il piano economico-finanziario che determina il costo pagato annualmente dal Comune ad Hera, la multiutility alla quale attualmente è in capo la gestione di entrambi i servizi. Tale costo viene poi recuperato dal Comune mediante la Tari, pagata da famiglie e imprese.

All”origine della querelle, ci sono gli scostamenti riscontrati negli anni 2013-2016 tra i piani finanziari approvati da Atersir e i rendiconti compilati da Hera (cioè il costo del servizio di raccolta e smaltimento) e trasmessi al Comune da Atersir, che sarebbero di quasi 1,5 milioni di euro, ovviamente pagati dai cittadini attraverso le bollette.

Sul tema si discute da tempo. E già la precedente Amministrazione nel 2017 aveva valutato l”ipotesi del ricorso al Tar per impugnare il piano economico di quell”anno, ma poi aveva deciso di soprassedere. Pure nell”anno in corso il commissario straordinario prefettizio, pur approvando la Tari 2018, aveva espresso riserva sul Pef 2018 nella delibera n. 34 del 29/3/2018, assunta con i poteri del consiglio comunale. Poi non aveva proceduto con un eventuale ricorso entro i termini di legge (18 maggio).

Da qui la decisione della Giunta imolese di intraprendere la strada del ricorso straordinario al Capo dello Stato, al fine di  «assumere tutte le misure necessarie a salvaguardia dei diritti della nostra comunità per assicurare la miglior tutela dell’interesse comunale e dei cittadini è uno degli elementi fondamentali sui quali si baserà sempre l’operatività di questa Amministrazione», nelle parole della sindaca Manuela Sangiorgi.

Diversamente da Imola, il vicino Comune di Castel Guelfo ha deciso di impugnare davanti al Tar dell”Emilia Romagna la delibera Atersir 2018. La motivazione, a suo tempo comunicata dal sindaco Cristina Carpeggiani, era l”assenza nel piano 2018 di qualsiasi traccia di compensazione o restituzione delle somme pagate in eccesso dal Comune negli anni dal 2013 al 2015 (in tutto circa 580.000 euro).

In effetti il tema della trasparenza delle scelte di Atersir è complicato e si sta trascinando da tempo, sin dal 2013, con varie contestazioni da parte dei Comuni, in particolare Castel Guelfo, Castel San Pietro e Imola. Il tema è diventato pregnante in particolare da quando l”imposta sui rifiuti è diventata tassa (Tari) e il cittadino non può pagare di più di quanto gli costa il servizio. Soprattutto se non c”è massima trasparenza sui criteri, ad esempio di eventuali perequazioni adottate. (r.c.)

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni
Cronaca 23 giugno 2018

Rifiuti abbandonati in strada a Ozzano, scattano le prime sanzioni delle Gev. Dito puntato sui “vicini'

L’abbandono dei rifiuti sta diventando un tema «caldo» in molti comuni del nostro territorio, sia in quelli che hanno già modificato il sistema di raccolta (i dieci comuni del circondario imolese, in diversi scaglioni temporali), sia in quelli che stanno ancora valutando come muoversi, come Ozzano. Proprio in quest’ultimo, si sta registrando un aumento esponenziale di cassonetti strapieni e conseguente abbandono di sacchetti, in particolare dell’indifferenziato, in strada. Uno spettacolo non certo edificante e che mostra il malcostume di molti. «Ci sono arrivate segnalazioni da parte dei cittadini e dal personale di Hera che si occupa dello svuotamento dei contenitori» conferma l’assessore ozzanese all’Ambiente, Mariangela Corrado.

Il sospetto, che è quasi una certezza, è che questo incremento di sacchetti in strada sia legato alla recente introduzione del nuovo sistema di raccolta nel vicino comune di Castel San Pietro e relative frazioni. Qui i vecchi cassonetti sono stati sostituiti con isole ecologiche di base composte da un cassonetto per i rifiuti indifferenziati con calotta, più contenitori per carta e cartone, plastica e lattine, sfalci e potature e una campana per il vetro. Inoltre, c’è un cassonetto a pedale per l’organico. Da fine maggio, passato il primo periodo per abituarsi al nuovo sistema, sono stati chiusi e per conferire i rifiuti è necessario utilizzare l’apposita tessera fornita da Hera a tutte le utenze. «Abbiamo notato un aumento degli abbandoni dei rifiuti nel nostro territorio proprio in concomitanza con la chiusura dei nuovi cassonetti a Castel San Pietro – prosegue la Corrado -. Pensiamo che in buona parte possa dipendere da cittadini della frazione di Osteria Grande e dintorni, che confinano con Ozzano. Succede in particolare per i sacchi grandi dell’indifferenziata che, con l’introduzione del riduttore a calotta, non entrano più nei nuovi contenitori posizionati a Castello (il massimo è un sacchetto da 30 litri, ndr)».

Il dito puntato contro i «vicini» di Osteria Grande è giustificato da una semplice constatazione. «Oltre al fatto che gli abbandoni si sono intensificati dopo la chiusura dei cassonetti – prosegue l’assessore -, le postazioni più critiche sono proprio quelle al confine con Castel San Pietro. Avevamo già avuto un problema analogo anni fa quando a Budrio fu introdotto il sistema porta a porta e ancora oggi registriamo abbandoni dovuti a questo in via Pedagna a Ponte Rizzoli».

Per quanto riguarda le criticità attuali, invece, i cassonetti «di confine» attorno ai quali ci sono più sacchetti sono «all’incrocio tra via Frate Giovanni e via di Varignana, all’altezza del civico 4 di via San Pietro, all’intersezione tra via San Pietro e via Panzacchi e sugli Stradelli Guelfi a Ponte Rizzoli, dietro l’edicola – snocciola la Corrado -. A nostro parere il fenomeno “migratorio” è evidente».

Come fare, allora? Già l’anno scorso il Comune di Ozzano aveva chiesto alla Gev (guardie ecologiche volontarie) di Bologna, con le quali ha una convenzione, di intensificare i controlli sui rifiuti. «La polizia municipale e le Gev stanno collaborando per monitorare la situazione e segnalare a Hera se e dove c’è bisogno di svuotare i cassonetti più spesso, ma possono anche sanzionare se risalgono all’identità dei trasgressori» afferma l’assessore. In sostanza, possono aprire i sacchetti trovati in strada e se trovano elementi riconducibili a una persona in particolare (può essere sufficiente una busta con l’indirizzo) scatta la multa.

La municipale applica il regolamento Atersir che prevede una sanzione da 52 a 312 euro; nello specifico, viene applicata una sanzione da 104 euro (il doppio del minimo). «Quest’anno ne abbiamo già notificate 24, delle quali le ultime 2 sono state rilevate a Ponte Rizzoli e riguardano entrambe residenti di Castel San Pietro – dice la Corrado -. Inoltre, useremo a questo scopo anche un paio di telecamere mobili, posizionandole in corrispondenza delle postazioni più critiche».Intanto, il Comune di Ozzano prosegue il percorso per arrivare a definire la nuova modalità di raccolta differenziata nella quale sono stati coinvolti i cittadini attraverso un percorso partecipato promosso dall’Unione dei comuni Savena-Idice (oltre a Ozzano, ci sono Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro).

Negli incontri organizzati finora sono stati portati ad esempio i sistemi attivati nei comuni limitrofi che, in sostanza, applicano la raccolta porta a porta o, in alternativa, la tessera personale per aprire i cassonetti e le calotte per limitare la grandezza dei sacchetti. «Stiamo valutando – dice l’assessore -. In ogni caso, per evitare ulteriori disagi, ci piacerebbe introdurre un sistema uguale tra territori vicini».Nel frattempo, continua la possibilità di conferire rifiuti sia nei cassonetti della differenziata in strada, sia presso la stazione ecologica di via dello Sport. In quest’ultimo caso, sono previsti sconti sulla bolletta della Tari in base a quanto conferito (ogni oggetto conferito consente di accumulare un certo numero di punti; gli sconti partono al raggiungimento dei 170 punti per le utenze domestiche e dei 600 per le non domestiche).

«Sono 650 gli utenti che troveranno nella cartella della Tari l’applicazione di uno sconto sulla tassa rifiuti dovuto ai conferimenti del 2017 per un totale di 11.151 euro, in linea con quanto versato nel 2016 e in crescita rispetto ai circa 9.000 euro degli anni precedenti» conclude Corrado. (gi.gi. ) 

Nella foto i sacchetti abbandonati fuori da cassonetti a Ponte Rizzoli

Rifiuti abbandonati in strada a Ozzano, scattano le prime sanzioni delle Gev. Dito puntato sui “vicini'
Cronaca 11 giugno 2018

La missione quotidiana delle Guardie ambientali, fra rifiuti e tutela del territorio

Il mattino ha l’oro in bocca, ma anche l’immondizia. Per accorgersi di quanto sia diffuso il malcostume di abbandonare i rifiuti bisogna infatti uscire di primo mattino, quando né i camion degli operatori ecologici né gli addetti alla pulitura delle isole ecologiche di base hanno ancora iniziato la propria giornata lavorativa. Ed essere mattinieri è proprio quello che normalmente fanno le Gam, il corpo delle Guardie ambientali metropolitane impegnato nella tutela dell’ambiente, per vigilare e indagare, è proprio il caso di dirlo, anche sull’abbandono dei rifiuti.

Quello dei rifiuti, manco a dirlo, è attualmente il settore che impegna maggiormente le Gam. «Si possono trovare sacchetti abbandonati in ogni isola ecologica – ci anticipa Aldo Gardi, presidente delle Gam della Città metropolitana di Bologna -. Perché ciò avviene? C’è chi dimentica la tessera, chi tenta di introdurre nel cassonetto un sacchetto troppo grande, chi trova il meccanismo del cassonetto inceppato… Però – aggiunge – l’esperienza quotidiana ci dice che ci sono postazioni dove l’abbandono è più frequente, e quindi probabile, e che quindi controlliamo ad ogni uscita».

Armato di guanti e gel disinfettante, Gardi non ha paura di ispezionare il contenuto dei sacchi abbandonati fuori dai cassonetti. E se trova qualcosa che permetta di individuarne la provenienza, quindi l’autore dell’infrazione, scatta la sanzione. «E’ un’eventualità alla quale non vorremmo ricorrere – commenta la Gam -, ma ci sono circostanze sulle quali non si può transigere perché il servizio di raccolta dei rifiuti c’è e va rispettato. La salvaguardia dell’ambiente è responsabilità di tutti. Purtroppo rifiuto chiama rifiuto, per questo è importante il controllo di tutti affinché tutti conferiscano i rifiuti correttamente. Un’altra soluzione potrebbe essere l’uso di telecamere mobili, itineranti, perché i furbetti dei rifiuti si spostano dove non ci sono telecamere fisse».

Chi sono le Gam. Quello delle Gam è un corpo nato quattro anni fa da una scissione dalle Gev, le Guardie ecologiche volontarie, allo scopo di creare un nucleo operativo in maniera specifica sul territorio della ex provincia. Il corpo delle Gam ggi conta un centinaio di soci, di cui 57 volontari per il territorio del circondario imolese fra guardie (ecologiche e zoofile) ed assistenti collaboratori. Cinquantadue soci operano invece a Bologna e nei vicini comuni di pianura. Fra i loro compiti le Gam non vigilano solo sull”abbandono dei rifiuti ma monitorano la salute dell”ambiente, vigilano i parchi naturali, controllano il corretto comportamento di cani e padroni e molte altre attività legate all”ambiente.

Il prossimo corso per diventare guardia ambientale metropolitana si terrà il prossimo ottobre. Ma perché diventare una guardia volontaria? «Alle generazioni future vogliamo lasciare un mondo migliore, per cui l’ambiente va rispettato e tutelato. Ma c’è ancora chi non sa farlo oppure non vuole farlo. Ecco perché è importante intervenire», rispondono alcuni volontari. (mi.mo.)

Nella foto: Gam ispezionano sacchetti di rifiuti abbandonati

La missione quotidiana delle Guardie ambientali, fra rifiuti e tutela del territorio
Cronaca 1 giugno 2018

La discarica rimane chiusa, il Consiglio di Stato nega la sospensiva per la riapertura

Il Consiglio di Stato ha negato la sospensiva alla Regione contro la sentenza del Tar, risalente a gennaio, che bocciava l’ampliamento «volumetrico in sopraelevazione» della discarica di Imola. In sostanza l’autorizzazione della Regione stessa che aumentava la capienza della Tre Monti per ulteriori 375 mila tonnellate. Quindi tutto per il momento rimane com’è, la discarica esaurita e chiusa, viene usata solo una fossa per smistare i rifiuti indifferenziati urbani dei comuni che fanno capo a ConAmim che arrivano coi campattatori e sono poi ricaricati su camion per spedirli ai termovalorizzatori e in altri impianti per lo smaltimento.

Ora si dovrà attendere la sentenza nel merito ma la decisione dei magistrati del Consiglio di Stato ha chiaramente fatto gioire per primi Wwf, Panda Imola e Legambiente Imola e Medicina, i firmatari dell”appello presentato al Tar, che da tempo si battono per la chiusura definitiva della discatica imolese. 

Una linea sulla quale concorda il Movimento 5 Stelle e la candidata sindaco a Imola, Manuela Sangiogi: “Grande risultato, ottenuto anche grazie all”azione del Movimento 5 stelle, che da sempre chiede lo stop alla discarica e la sua bonifica”.

Stessi toni da parte anche di un altro candidato sindaco, Filippo Samachini: “Come Sinistra Unita Imola siamo sempre stati a favore della chiusura della discarica, contrari alla sopraelevazione e all”ampliamento”.

Per il Popolo della Famiglia ha commentato Mirko De Carli capogruppo a Riolo Terme che condivide l”area della discarica con Imola “La magistratura dimostra di sapere tenere ferma la posizione del buon senso”.

E per la coalizione di centrodestra e il candidato sindaco Giuseppe Palazzolo: “Imola non voleva il raddoppio della discarica, chi ha amministrato non ha saputo ascoltare il territorio. Ora noi abbiamo il dovere di dare ascolto a queste istanze”.

Nella foto d”archivio la discarica Tre Monti

La discarica rimane chiusa, il Consiglio di Stato nega la sospensiva per la riapertura
Cronaca 30 maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti, i cassonetti non si aprono… la colpa è della tessera col buco

Tutte le novità necessitano di rodaggio e pure di un po’ di attenzione per metterle in pratica. A Castel San Pietro, ad esempio, qualcuno aveva bucato la Carta Smeraldo per infilarci un cordoncino e queste non funzionavano. I nuovi cassonetti dei rifiuti non si aprivano dato che era stato danneggiato il chip interno che permette al meccanismo di scattare.

Da ieri, infatti, martedì 29 maggio, in tutto il territorio castellano è necessario utilizzare la tessera nominale, distribuita in questi mesi da Hera, che gestisce la raccolta per il Comune, per aprire i contenitori stradali per la raccolta differenziata dei rifiuti. Ma, come fanno presente dal Comune con una nota, le tessere “non devono essere assolutamente forate, piegate o altro”. Chi aveva bucato la sua tessera si è dovuto recare a sostituirla.

Tra l’altro, domani è prevista l’ultima giornata apertura straordinaria di giovedì (dalle ore 15 alle 19) dello sportello al primo piano del municipio in piazza XX Settembre per ritirare le tessere nominali. Nel mese di giugno lo sportello sarà aperto in municipio a Castello solo il mercoledì (ore 9-13 e ore 15-19), mente al centro civico di Osteria Grande il martedì (ore 15-20).La tessera Carta Smeraldo può essere utilizzata in tutti i cassonetti installati nell’intero territorio comunale. (r.c.)

Nuova raccolta dei rifiuti, i cassonetti non si aprono… la colpa è della tessera col buco
Cronaca 22 maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti, a Castello cassonetti chiusi da lunedì, ultimi giorni per ritirare la tessera

Cassonetti apribili senza tessera fino al 28 maggio a Castel San Pietro. Nonostante si sia deciso di prorogare l”apertura libera dei cassonetti (in origine prevista solo fino al 7 maggio), si avvicina anche per i castellani la data fatidica in cui diventerà operativa la nuova modalità di racconta con la tessera nominale. Per aprire i contenitori stradali dell”immondizia da lunedì prossimo occorrerà utilizzare, la cosiddetta Carta Smeraldo.

Per facilitare gli utenti che devono ancora ritirare la tessera sono previste altre due aperture straordinarie degli sportelli dedicati nelle giornate di giovedì 24 maggio dalle ore 15 alle 19 in municipio a Castel San Pietro e venerdì 25 maggio dalle ore 15 alle 20 nel centro civico di Osteria Grande. In parallelo, proseguono le tradizionali giornate di apertura ma con orario ampliato: al centro civico di Osteria Grande il martedì dalle ore 15 alle 20 e in municipio il mercoledì dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Occorre ricordarsi di portare i riferimenti del contratto o una bolletta Tari di recente emissione.

Nella foto un informatore ambientale ad Osteria Grande

Nuova raccolta dei rifiuti, a Castello cassonetti chiusi da lunedì, ultimi giorni per ritirare la tessera
Cronaca 7 maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa

E” partita la campagna di comunicazione casa per casa per informare i cittadini sulle nuove modalità per effettuare la raccolta differenziata a Castel Guelfo. Gli informatori ambientali, che nelle prossime quattro settimane busseranno alle porte, sono cinque. Il loro compito sarà quello di spiegare le nuove modalità di raccolta, distribuire l’opuscolo informativo e il kit necessario, ossia due tessere elettroniche per aprire i cassonetti (cosiddetta carta smeraldo), la pattumiera per l’organico con una scorta di sacchi compostabili e un rotolo di sacchetti da 30 litri per l’indifferenziato, della dimensione giusta per l’imboccatura degli appositi contenitori.

Come riconoscere gli informatori? Ciascuno indosserà una pettorina gialla con la dicitura «assistente smeraldo» e un cartellino di riconoscimento fornito da Hera. In nessun caso possono accettare denaro e la consegna dei materiali può essere effettuata sulla soglia di casa, senza necessità di entrare all’interno. Se ci sono dubbi, è comunque possibile chiamare e chiedere conferma al servizio clienti gratuito Hera (800999500), attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18, che dispone dell’elenco completo dei nominativi, a disposizione anche delle forze dell’ordine.

Le immagini degli informatori ambientali sono anche sul sito di Hera (www.gruppohera.it, sezione clienti, nella pagina dedicata ai servizi ambientali di Castel Guelfo). Dopo alcuni passaggi senza trovare nessuno in casa, gli informatori lasceranno un avviso con le indicazioni per ritirare direttamente il materiale.A questo proposito, verrà organizzato uno sportello temporaneo per il ritiro diretto dei materiali da parte delle utenze non trovate in casa e, a partire dal 9 giugno, sarà attivo uno sportello permanente a Castel Guelfo a cui rivolgersi per le tessere in caso di smarrimento, furto, mancato funzionamento, nuova attivazione, cessazione.La distribuzione interesserà complessivamente circa 2.370 utenze, di cui circa un sesto sono attività produttive.

I nuovi contenitori saranno posizionati a partire da giugno e per le prime settimane, fino al 30 luglio compreso, rimarranno comunque aperti per favorire un passaggio graduale al nuovo servizio. Dal giorno seguente, invece, sarà necessario utilizzare le tessere nominative per aprirli.Il sistema sarà molto simile a quello appena introdotto a Castel San Pietro e a Dozza e che, a breve, interesserà anche Mordano. In pratica, gli attuali contenitori saranno sostituiti da cassonetti per l’indifferenziato con calotta, cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, si apriranno solo con la tessera nominativa. La nuova raccolta toccherà tutto il territorio di Castel Guelfo, frazioni e campagne comprese. Per le attività produttive che hanno grandi quantitativi di rifiuti sarà comunque possibile richiedere ulteriori contenitori in base al fabbisogno. (gi.gi.) 

Nelle foto gli informatori ambientali di Hera

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa
Cronaca 2 maggio 2018

Sacchetti fuori dai cassonetti, a Castel Guelfo controlli e sanzioni delle Cgam

A Castel Guelfo è aumentato il fenomeno degli abbandoni dei rifiuti fuori dai cassonetti. «Abbiamo avuto un incremento di sacchetti lasciati all’esterno dall’estate del 2017, quando i nuovi contenitori della raccolta differenziata sono stati posizionati anche a Sesto Imolese e a Sasso Morelli perché persone residenti in quella zona utilizzavano i nostri ancora aperti – dice Federico Cenni del Corpo Guardie ambientali metropolitane (Cgam), che effettuano i controlli in convenzione con il Comune -. Le situazioni più critiche sono a Casa Bettola, ossia via di Dozza e dintorni e in via Fantuzza. In quest’ultima, per un periodo abbiamo anche posizionato una telecamera, che è servita più che altro come deterrente».

Individuare i responsabili, però, non è semplice. «E’ successo in due o tre casi e solo uno era di Castel Guelfo – prosegue Cenni -. La sanzione è stata di 60 euro. Ora speriamo che con l’introduzione dei nuovi cassonetti dal mese di giugno la situazione migliori». Le postazioni caleranno da 51 a 31, i contenitori saliranno da 127 a 186. Il Comune per il nuovo sistema di raccolta pagherà «12.779 euro all’anno per i primi cinque anni per l’investimento iniziale più 11.764 euro all’anno in più come costo di gestione del servizio» dettaglia il sindaco, Cristina Carpeggiani. L’ente locale, a differenza di Dozza, non sembra intenzionato a introdurre da subito la tariffa puntuale, con la quale si paga (anche, ma non solo) in base all’indifferenziato conferito. «Servono 6-8 mesi di verifica prima di decidere quale tariffa applicare, deciderà l’Amministrazione che verrà dopo di noi nel 2019» conclude Carpeggiani.

gi.gi.

Nella foto: la situazione a Casa Bettola in via di Dozza e dintorni

Sacchetti fuori dai cassonetti, a Castel Guelfo controlli e sanzioni delle Cgam
Ciucci (ri)belli 30 aprile 2018

Scarpe da ginnastica e infradito… per un nuovo parco giochi

Avete scarpe da ginnastica che non usate più? Oppure delle vecchie infradito di gomma? Ecco cosa farne.

Dal 2 al 31 maggio 2018 anche a Imola si terrà l’iniziativa Le tue scarpe al Centro.

In che cosa consiste?

Il riciclo di questi materiali consentirà di ricavare una nuova pavimentazione antitrauma per le aree giochi dei bambini, da donare al Comune di Amandola (provincia di Fermo), colpito dal sisma nel 2016.

Il Comune di Crevalcore, particolarmente colpito dal sisma del 2012 in Emilia, metterà a disposizione ulteriori risorse per assicurare la posa in opera del materiale ottenuto dalla lavorazione della gomma  per realizzare la pavimentazione antitrauma nei parchi giochi che saranno allestiti nel comune marchigiano.

Dove portare scarpe e ciabatte?

Sono 28 i punti di raccolta coordinati dal Ceas Imolese nei Comuni di Imola, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice e Mordano, istituiti presso scuole, palestre e Municipi. L’elenco è riportato qui sotto.

L’iniziativa fa parte di un progetto educativo e dimostrativo per la promozione dell’economia circolare, sostenuto dall’Area Educazione alla sostenibilità di Arpae Emilia Romagna in sinergia con i Ceas (Centri di educazione alla sostenibilità dell’Emilia-Romagna) – capofila del progetto il Ceas “La Raganella” dell’Unione area nord modenese – e i gestori dei rifiuti dei rispettivi territori.

Il Ceas (Centro di Educazione Alla Sostenibilità) Imolese, parte attiva, assieme alle Amministrazioni comunali coinvolte, di questo progetto, si occupa, per gli otto Comuni del Circondario aderenti, di approfondire temi inerenti la sostenibilità ambientale e la conoscenza e  tutela dell’ambiente e del territorio, mediante un’offerta formativa diversificata alle scuole di ogni ordine e grado  e alla cittadinanza.

Il progetto  coinvolge le strutture di Arpae e della Regione, 14 Centri di educazione alla sostenibilità dell’intero territorio regionale che afferiscono a 49 Comuni e 7 gestori dei rifiuti che servono i medesimi territori (Iren, Aimag, Geovest, Sabar, Hera, Clara, Soelia), ed Eso Società benefit arl di Opera (Mi).

La raccolta verrà ripetuta il prossimo 3 giugno a Imola in occasione dell’Edizione 2018 di Sport al Centro.

Per info:

http://ceasimolese.comune.imola.bo.it/news/tue-scarpe-centro-dal-020518-310518

https://www.regione.emilia-romagna.it/infeas/documenti/progetti/educazione-alleconomia-circolare/le-tue-scarpe-al-centro

I 28 punti di raccolta a Imola e circondario

IMOLA

  • CENTRO SOCIALE CAMPANELLA, via Curiel, 16
  • CENTRO SOCIALE TOZZONA, via Punta , 24
  • CENTRO SOCIALE ZOLINO, via Tinti, 1
  • CENTRO SOCIALE LA STALLA, via Serraglio, 20/b
  • PALARUGGI, via Oriani, 2/4
  • CENTRO  Tecnico Scherma a ginnastica Artistica, via Ercolani 16
  • PALESTRA CAVINA, via Boccaccio, 8
  • PALESTRA RAVAGLIA, via Kolbe, 3
  • PALESTRA RUSCELLO, via Volta,11
  • BOCCIOFILA, viale Saffi, 50
  • ROMEO GALLI, via Romeo Galli, 3
  • CEAS IMOLESE, via Pirandello, 12

MORDANO

  • SCUOLA ELEMENTARE/MEDIA, via Lughese sud 124

BUBANO

  • SCUOLA ELEMENTARE, via Lume, 2352

    La locandina dell’iniziativa

CASTEL GUELFO

  • PALESTRA SCOLASTICA, Via Basoli, 29 A

DOZZA

  • MUNICIPIO, via XX Settembre, 37
  • DELEGAZIONE COMUNALE, Piazza della Libertà, 3 – Toscanella di Dozza
  • PALESTRA COMUNALE, Piazza della Loggia,  2 – Toscanella di Dozza
  • CAMPO SPORTIVO, Via Nenni, 3 -Toscanella di Dozza
  • BOCCIOFILA, Via Amendola, 3 – Toscanella di Dozza

CASALFIUMANESE

  • SCUOLA MEDIA, Viale A. Costa,  27
  • BOCCIOFILA, via Matteotti, 23

BORGO TOSSIGNANO

  • SCUOLA MEDIA, Via della Resistenza, 17
  • BIBLIOTECA COMUNALE, Via Giovanni XXIII, 11

FONTANELICE

  • CAMPO SPORTIVO, Via VIII Dicembre, 40
  • PALESTRA COMUNALE, Corso Europa, 24

CASTEL DEL RIO

  • SCUOLA, Via IV Novembre, 1
  • MUNICIPIO, Via Montanara, 1
Scarpe da ginnastica e infradito… per un nuovo parco giochi

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