Cronaca

Ai medicinesi piace l'idea del «night bus» per tornare da Bologna

Ai medicinesi piace l'idea del «night bus» per tornare da Bologna

Medicina promuove il bus notturno (night bus) della linea 242 che, a partire dal 16 settembre 2017 (e almeno fino al 7 giugno), tutti i sabati sera collega Medicina (partenza da via Libertà e fermata anche a Villa Fontana) a Bologna (capolinea in piazza dei Martiri) passando per Molinella, Budrio e Castenaso.

Da Medicina le corse partono alle 20.15 (arrivo a Bologna alle 21.50) e alle 0.30 (arrivo all’1.05), da Bologna alle ore 23 (arrivo a 0.22) e all’1.15 (arrivo alle 2.38). «Finora ciascuna delle due corse del rientro è stata utilizzata da un minimo di 5 fino a un massimo di 15 passeggeri di Medicina» fanno sapere da Tper. In pratica, significa che ogni sabato sono da 10 a 30 i medicinesi che scelgono questo servizio, pensato per i giovani che non hanno ancora la patente o non hanno voglia di guidare, magari dopo aver bevuto. Forse il viaggio è più lungo rispetto a quello sulla propria auto, ma è anche un modo per conoscere nuove persone e rilassarsi dopo una serata passata nei locali, senza trasformare i propri genitori in autisti. «Il passaparola sta funzionando bene e pensiamo sia un servizio da portare avanti – commenta il vicesindaco Matteo Montanari –. Tra l’altro, rientriamo in un vecchio accordo che gli altri comuni avevano già con Tper, quindi per noi si tratta di una spesa davvero piccola, circa 2.500 euro all’anno».

Si presenta diverso, invece, il caso della linea 115 che da metà settembre, dal lunedì al sabato (tranne il mese di agosto), collega Medicina alla stazione ferroviaria di Castello. La linea, attivata in via sperimentale fino alla fine del 2018, è composta da 7 corse all’andata e altrettante al ritorno che impiegano 15 minuti a collegare via Libertà con la stazione dei treni castellana, passando per la via San Carlo. «Sono state fatte alcune correzioni sull’orario per calibrare meglio le coincidenze con i treni» aggiorna Montanari. I dati forniti da Tper parlano di «una media di 15 persone al giorno suddivise in tutte le corse che da Medicina vanno in stazione, con punte massime di 19 passeggeri», per lo più studenti che al mattino devono prendere il treno per Bologna o Faenza. «Sono numeri non soddisfacenti – non nasconde il vicesindaco –. Tuttavia, serve tempo per far decollare un servizio come questo, anche perché quando è stato attivato qualcuno magari aveva già acquistato l’abbonamento al bus. La nostra intenzione è comunque quella di finanziare e prorogare il servizio almeno fino alla fine del mandato nel 2019. Nel frattempo, avvieremo un confronto con Regione e Città metropolitana per capire se ci sono i margini per sostenere i costi all’interno del Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile) o per trovare sinergie con l’outlet di Poggio Piccolo».

gi.gi.

L”articolo completo su “sabato sera” dell”8 marzo

Nella foto: un autobus davanti alla stazione di Castel San Pietro

1 Comment

  • Fallimentare la linea 115 (stazione di CSPT), come volevasi dimostrare: in attesa dell’auspicabile ripristino della Budrio-Massa Lombarda, urge potenziare la Bologna-Portomaggiore per consentire lo scambio bus-treno a Castenaso per Bologna, deviando i bus nelle aree produttive metropolitane bolognesi (Ozzano, S.Lazzaro, Granarolo, Castel Maggiore, Centergross, S.Giorgio di Piano, ecc…): basta corriere dentro Bologna!

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