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Tennis, intervista a Massimiliano Narducci a pochi giorni dal via degli Internazionali di Imola

Tennis, intervista a Massimiliano Narducci a pochi giorni dal via degli Internazionali di Imola

Dove eravamo rimasti? Fine luglio 2017, nella classica intervista post-Internazionali Massimiliano Narducci, organizzatore del torneo al Tozzona Tennis Park, annunciava che l’edizione 2018 sarebbe stata a forte rischio, a causa di alcune situazioni insoddisfacenti e di un rapporto non proprio facilissimo con i partner organizzativi.

Undici mesi dopo la situazione è completamente cambiata, anche grazie ai lavori svolti sui campi (rifacimento delle superfici di gioco, di colore rosso e blu) e la macchina organizzativa degli Internazionali di Imola è ormai completamente avviata, in vista di un’edizione (dal 14 al 21 luglio) ancora più scoppiettante delle precedenti. «L’anno scorso non stavo vivendo una situazione idilliaca con il centro sociale Tozzona e l’Amministrazione comunale sul discorso strutture – conferma Narducci -. Si era creata un’atmosfera che non mi faceva vedere un futuro, sia per gli Internazionali, sia per il mio lavoro quotidiano di maestro. Credevo fossimo arrivati ad un bivio importantissimo: serviva cambiare le superfici, modificare le reti di protezione e fare altri lavori. E’ iniziata una trattativa, ma c’erano situazioni che disturbavano, alcuni fattori esterni che determinavano una non stima reciproca».

Poi cos’è successo?

«Io e i dirigenti del centro sociale ci siamo messi attorno ad un tavolo e dopo qualche riunione, anche piuttosto pesante, abbiamo trovato un accordo, grazie al quale ho ottenuto quello che volevo. L’investimento sulla rivalutazione dei campi e della struttura è stato a carico mio, ma posso dire che si è ricreato quel tipo di rapporto che mi ha tenuto qui per tutti questi anni. Dobbiamo ancora definire alcune cose, ma il mio futuro, e probabilmente quello del torneo, saranno ancora qui».

La novità principale della 15ª edizione degli Internazionali di Imola riguarderà le superfici dei campi, con la nuova colorazione.

«Esattamente. Non dimentichiamo mai che questo torneo si gioca su una superficie atipica. Guardate quello che fanno vedere le ragazze che passano da qui: dalla Ostapenko, vincitrice del Roland Garros, fino alla Dodin e alla vincitrice della passata edizione, Viktoria Kuzmova. Credo si sia sparsa la voce che chi fa vedere cose positive qui, poi spicca il volo. La nuova superficie in erba sintetica di ultima generazione sarà leggermente diversa rispetto agli ultimi anni: probabilmente sarà meno veloce. Per quanto riguarda la colorazione, così particolare in rosso e blu, l’ho voluta io: sia per creare un contrasto con il verde tutto intorno, sia per fare una sorta di regalo alla città, con i colori che la rappresentano. Credo di aver confezionato un piccolo gioiellino, anche per omaggiare il numeroso pubblico che ci segue ogni anno».

La formula del torneo, invece, rimarrà la stessa?

«Non ci saranno grossi cambiamenti. Contiamo già più di 300 iscrizioni, credo arriveranno a 400. Noi però, come al solito, accetteremo le solite 32 ragazze in qualificazione più altre 32 nel tabellone principale. Credo che, per il livello che ha raggiunto questo torneo, siamo una specie di Formula 1 per Imola. Al momento non mollo, anzi: tra i miei sogni c’è quello di realizzare anche il torneo maschile. Voglio anche aggiungere che il nostro torneo è la ciliegina sulla torta di quello che si fa a Imola a livello tennistico nei mesi estivi: è giusto fare un plauso ai circoli Cacciari e Asbi, in questo periodo Imola respira davvero il grande tennis».

an.cas.

L”articolo completo su «sabato sera» del 28 giugno.

Nella foto (Isolapress): Massimiliano Narducci

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