Cronaca

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»

«A causa del gioco la mia vita è stata letteralmente spezzata – racconta Alessandro, nome di fantasia di un sessantatreenne imolese che ha avuto gravi problemi di gioco d’azzardo -. Per i problemi e per la vergogna molti rapporti di lavoro e di amicizia si sono chiusi, ancora oggi non me la sento di frequentare certi luoghi che hanno a che fare con la mia vita prima dei problemi con il gioco. Per fortuna ho ancora la famiglia. Quando mi chiedono perché sono finito nel tunnel del gioco, la verità è che a me piace giocare, in senso ludico però. I giochi d’azzardo cosiddetti legali, che lo sono ma forse non dovrebbero esserlo, sono studiati apposta per appassionare e tenere “incollate” le persone. Io li ho fatti tutti tranne le macchinette, le slot machines. E oggi ne sono uscito solo in parte, il gioco “mi chiama” ancora ma non ho più potere finanziario (in sostanza non gestisce liberamente il denaro, ndr), togliermi questo “diritto” fa parte del mio percorso riabilitativo che continua ancora nonostante io non giochi più da otto anni, dopo averlo fatto per oltre dieci. Oltre ai problemi psicologici il gioco mi ha causato dei problemi fisici dovuti allo stress. Per questo, secondo me, il giocatore che gioca per piacere è inguaribile. Forse l’unica soluzione potrebbe essere la creazione di luoghi dove giocare senza azzardo, in sicurezza, dove sfogare le energie che altrimenti possono essere incanalate in strade pericolose e dannose, come quella che ho seguito io».

Stefano Gardenghi, del Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl, precisa: «l’astinenza da gioco dà stress e sbalzi emotivi che portano fino al suicidio». A questa problematica, vera e propria malattia, è stato dato il nome di ludopatia. «La dipendenza da gioco d’azzardo è quella con cui abbiamo più spesso a che fare e al tempo stesso quella che crea più vergogna nelle persone coinvolte», racconta Luca Gabbi, direttore della Caritas diocesana di Imola, che lo scorso anno ha assistito 27 persone per problemi di gioco e undici nuclei famigliari le cui economie erano state gravemente intaccate dalle conseguenze del gioco di un famigliare.

A Imola esistono anche due realtà di auto mutuo aiuto contro le dipendenze da gioco d’azzardo. Il primo è un gruppo di Giocatori anonimi a sostegno di chi vive il problema direttamente, l’altro è quello dei Famigliari dei giocatori anonimi che offre aiuto a chi subisce la ludo-patia (dipendenza patologica dal gioco) di qualcun altro. I gruppi di sostegno si ritrovano, in sale separate, al civico 51 di via Pambera ogni lunedì dalle ore 21 alle 23, ma per partecipare è necessario prima prendere contatto telefonicamente chiamando il cell. 3669767970 per i Giocatori anonimi, il cell. 3406594023 per i Famigliari giocatori anonimi. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nelle foto da sinistra: Stefano Gardenghi del Servizio dipendenze patologiche dell”Ausl e Luca Gabbi direttore della Caritas diocesana di Imola

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