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Cronaca 15 Luglio 2019

Torna “Glucasia Runbynight', con la gara podistica e tanti altri eventi per richiamare l'attenzione sul diabete

Tutto pronto per il terzo appuntamento con «Glucasia Runbynight», evento sportivo che ha un aspetto sociale e vuole richiamare attenzione su una malattia difficile come il diabete. La manifestazione, cui lo scorso anno hanno partecipato circa 600 persone, è organizzata dall’Atletica Imola Sacmi Avis in collaborazione con Glucasia, associazione diabetici comprensorio imolese.

Si tratta di una suggestiva gara podistica competitiva e di una camminata ludico motoria di 5,5 km aperta a tutti (grandi e piccoli) che si svolgerà giovedì 18 luglio in notturna dalle 21.30 all’interno del parco delle Acque Minerali e del circuito Enzo e Dino Ferrari. L’evento principale sarà preceduto, sin dalle ore 18, da attività per bimbi e adulti all’interno della pista di atletica dello stadio «Romeo Galli». L’iniziativa è a scopo benefico e vuole mettere in evidenza l’importanza dello sport nella gestione del diabete; i fondi raccolti serviranno per attività dedicate ai bambini e adulti diabetici del nostro territorio.

Novità di questa edizione l’importante appuntamento che si terrà il pomeriggio dalle ore 18 alle 19 presso i locali del campo sportivo, dove verranno illustrate le impor-tanti differenze di forme di diabete nell’adulto e nei bambini, quando e come fare prevenzione, l’importanza di riconoscerne i sintomi precocemente in età pediatrica, le ultime tecnologie per la cura. C’è bisogno di chiarire tanti aspetti del diabete e di ribadire quanto sia importante diagnosticare la malattia tempestivamente, soprattutto in età pediatrica, al fine di salvare vite e questa diventa una buona occasione per diffondere la sintomatologia e distribuire i poster illustrativi realizzati dalla Regione in collaborazione con Feder (Federazione Diabete Emilia Romagna) con l’intento di ridurre la disinformazione e dare coraggio a tutti coloro che si approcciano in qualche modo a questa malattia.Dalle 18 ci saranno anche truccabimbi, varie attività sportive per i bimbi grazie alla collaborazione degli istruttori del Csi, poi la consueta «baby dance» del gruppo di ballo Club the Stars alle ore 19.30. Dalle 20.30 il riscaldamento e stretching a ritmo di musica con gli istruttori della Uisp.

Durante l’evento sarà allestito un buffet per tutti i partecipanti. Possibilità di effettuare la prova glicemica pre e post gara/camminata da parte di personale infermieristico del Servizio Diabetologico Asl di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nella foto l”edizione 2018 di «Glucasia Runbynight»

Torna “Glucasia Runbynight', con la gara podistica e tanti altri eventi per richiamare l'attenzione sul diabete
Cronaca 28 Giugno 2019

Una notte al prato della Rocca per manifestare solidarietà all'equipaggio e ai passeggeri della Sea Watch 3

Anche Imola manifesta la sua solidarietà all”equipaggio e ai passeggeri della Sea Watch 3, ancora bloccata in acque internazionali poco lontano dall”isola di Lampedusa senza poter entrare in porto. Mentre i cittadini di Lampedusa «dormono ogni notte sul sagrato della chiesa di San Gerlando finché non sarà consentito ai naufraghi di scendere a terra in un porto sicuro – scrivono gli organizzatori nel volantino diffuso via social – aderiamo a questo gesto di solidarietà nei confronti di persone che stanno soffrendo inutilmente. Trascorreremo la notte anche noi sul prato della Rocca di Imola riparati dalle coperte dorate come i migranti in attesa nel Mediterraneo».

L”appuntamento è per stasera, venerdì 28 giugno, a partire dalle 19 nel prato davanti alla Rocca Sforzesca di Imola. «Mettiamo simbolicamente in gioco i nostri corpi nel tentativo di dare visibilità e voce agli ultimi della terra, nostri fratelli e sorelle, nostri simili. Rivolgiamo ai passeggeri e all”equipaggio della Sea Watch 3 un abbraccio e un messaggio: “Siamo con voi””». (r.cr.)

La foto è tratta dal volantino diffuso via social

Una notte al prato della Rocca per manifestare solidarietà all'equipaggio e ai passeggeri della Sea Watch 3
Cronaca 25 Giugno 2019

Il bilancio dell'attività del progetto di sostegno ai senza dimora dell'unità di strada della Croce Rossa di Imola

Quando a metà aprile la sezione imolese della Lega ha portato a gran voce all’attenzione pubblica la presenza di alcuni senzatetto accampati in stazione, non si trattava di una novità per la Croce rossa. Per tutto l’inverno la Cri di Imola ha effettuato regolari interventi di «emergenza freddo» e sostegno proprio per le persone che, in effetti, hanno eletto come giaciglio la vecchia pensilina ferroviaria dell’ex scalo merci accanto al binario ovest, nascosta alla vista solo dalla rete che separa il parcheggio delle biciclette. Sui giornali il segretario locale del Carroccio Marco Casalini si domandava se forze dell’ordine e Governo della città fossero al corrente della situazione. In realtà, dall’autunno scorso Comune di Imola, Diocesi, Caritas e Croce rossa, insieme a Fondazione Cassa di risparmio di Imola, hanno concertato e avviato un’operazione di sostegno alle persone senza fissa dimora, eseguita dalla stessa Cri che ad Imola, come in altre parti d’Italia, ha attivato l’unità di strada dedicata.

Gli interventi sono cominciati a ridosso dell’inverno scorso perché, come testimoniano i rapporti della Caritas imolese, la povertà è avanzata anche nel nostro territorio ed anche tra gli italiani ci sono persone bisognose, che spesso arrivano a non avere neppure un tetto sopra la testa. Alcune volte non lo chiedono né lo vogliono ma questo non significa che non abbiamo bisogno di aiuto. «Nel corso dei mesi abbiamo incontrato una trentina di persone con l’unità di strada – spiega Fabrizia Fiumi, presidente della sezione imolese della Cri -. Sono per lo più stranieri, alcuni in possesso di documenti regolari ed altri no, ma ci sono anche alcuni italiani».

La maggior parte dei senzatetto presenti in città gravitano nella zona della stazione ferroviaria. «Circa la metà delle persone incontrate sono stanziali a Imola» precisa Monica Agnoli, volontaria dal 2008 nonché responsabile dell’Unità di strada della Cri di Imola e dallo scorso anno responsabile della Cri Emilia Romagna per il sociale. «Durante i nostri interventi settimanali svolti in inverno, sempre concordati con le forze dell’ordine locali e il servizio Unità di strada regionale, abbiamo aiutato i senzatetto distribuendo i sacchi a pelo forniti dalla Fondazione Cassa di Risparmio, coperte, vestiti, tè e pasti caldi, gettoni per la lavanderia automatica. Inoltre abbiamo fornito assistenza sanitaria e informazioni per poter usufruire degli altri servizi presenti sul territorio come il nostro sportello sociale oppure le docce e l’asilo notturno offerti dalla Caritas».

Nel 2018 proprio la Caritas imolese ha ospitato trentaquattro persone, sei ospitate presso terzi e le rimanenti nell’asilo notturno attivato da qualche anno nella sede di via XI Febbraio dove l’attività non è quella di un semplice ostello per passare la notte, ma accoglie i senza fissa dimora disposti ad iniziare un vero e proprio percorso per rimettersi in gioco a partire dal lavoro. Sempre lo scorso anno, inoltre, sono state oltre 650 le docce erogate a chi ne ha fatto richiesta. «Nonostante quello che possono credere o dire alcuni quello dei senzatetto che stanziano ad Imola è un bisogno del territorio, non si tratta di “pendolari dei servizi” che vengono a Imola perché trovano la possibilità di un aiuto» su questo punto concordano sia la presidente Fiumi che il direttore della Caritas Luca Gabbi. «Si tratta infatti di persone che hanno vissuto o lavorato a Imola e che ora per un motivo o per l’altro sono in difficoltà – spiegano -. E la nostra missione è aiutare le persone con situazioni di vulnerabilità». (mi.mo.)

L”articolo completo e altri approfondimenti sono su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto l”unità di strada della Croce Rossa davanti all”ingresso della stazione di Imola

Il bilancio dell'attività del progetto di sostegno ai senza dimora dell'unità di strada della Croce Rossa di Imola
Cronaca 18 Giugno 2019

Libri di testo gratis per le primarie e materiale scolastico scontato, accordo rinnovato tra Comune e commercianti

E’ stato rinnovato nei giorni scorsi il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale imolese e le associazioni di categoria Confcommercio Ascom, Confesercenti e Cna di Imola per la fornitura dei libri di testo agli alunni delle scuole primarie per gli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022. Il protocollo, che dà continuità alla collaborazione avviata nel 2016 dalla precedente Amministrazione, regolamenta il sistema di distribuzione delle cedole e della fornitura dei libri per i bambini delle classi elementari, di cui usufruiscono gratuitamente ogni anno oltre 3.200 alunni, per una spesa a carico del Comune di circa 110.000 euro. L’intesa promuove inoltre un’azione a sostegno delle piccole realtà commerciali: sono infatti ben 16 gli esercizi che vendono libri nel nostro territorio e sono interessati all’applicazione del protocollo.   

La stessa delibera conferma inoltre l’iniziativa “Equo scuola”, questa volta per tutti gli studenti di ogni ordine e grado. Grazie a questo progetto, le famiglie hanno la possibilità di acquistare, nelle cartolibrerie che aderiscono al protocollo, materiale scolastico a prezzi particolarmente scontati.  Per sapere quali siano queste rivendite, nei prossimi giorni un depliant contenente l’elenco sarà distribuito nelle scuole e nei punti informativi della città, mentre gli stessi negozi potranno esporre una vetrofania con il logo dell’iniziativa in modo che i cittadini possano individuarli facilmente.

Queste le cartolibrerie imolesi che aderiscono ad “Equo scuola”, iniziativa che durerà per l’intero periodo di apertura delle scuole: C. Arcangeli (via Emilia, 148); F.lli  Arcangeli (via Emilia, 156/158); Blu Notte (via Cavour, 20); Carta e Penna (Via San Francesco d’Assisi, 36); Edicola Montericco (via Zaccherini, 32/B); Galeati srl (via Romagnoli, 3); Giotto (via Pisacane, 70); Il Globo (via Rossini, 21); Imola Ufficio srl (via Puccini, 42); Libreria Mondadori Store (via Emilia, 71); Lo Scoiattolo (via B. Croce, 26); Marondoli (via Emilia, 90); Pambera (via Pambera, 59/A); Pigreco (via Pacinotti, 10); Snoopy (viale Carducci, 107/A).

Per informazioni su queste ed altre iniziative comunali per aiutare le famiglie a sostenere i costi scolastici dei figli (buoni libro, agevolazioni tariffarie): Comune di Imola, Servizio Diritto allo Studio (Via Pirandello, 12 – Tel. 0542 602181); dirittostudio@comune.imola.bo.it (r.cr.)

Libri di testo gratis per le primarie e materiale scolastico scontato, accordo rinnovato tra Comune e commercianti
Cronaca 17 Giugno 2019

La Sacmi a fianco del Banco Alimentare: centomila pasti in dono per celebrare il centenario della cooperativa

Sacmi è main partner dell’evento che si terrà il 18 giugno al magazzino di via Zello in occasione del trentennale del Banco Alimentare: i motivi di questa collaborazione?
«Il concetto di mutualità esterna fa parte del Dna di Sacmi fin dalla fondazione – dice il presidente della Sacmi Paolo Mongardi -, costituisce parte integrante ed essenziale della nostra mission di azienda cooperativa. Per questo sosteniamo con continuità iniziative a favore della comunità per la sanità, l’istruzione, la cultura. A tali progetti, declinati anche a livello internazionale per intervenire laddove le condizioni sociali non consentono il rispetto dei diritti essenziali di formazione e cura della persona, si è affiancata non da oggi una rinnovata attenzione per i diversi tipi di fragilità che, purtroppo, coinvolgono in misura crescente anche il nostro territorio. Nasce in questo contesto la scelta di sostenere il Banco Alimentare, a partire da indicatori che riteniamo allarmanti, come la sempre maggiore diffusione della povertà assoluta in Italia, un incremento che colpisce in modo particolare le famiglie con figli minori».

La mensa Sacmi gestita da Camst è tra quelle che ogni giorno dona i pasti pronti ec-cedenti al Banco. Come è nata questa iniziativa?
«Già da alcuni anni abbiamo aderito a diverse campagne pro-mosse sul territorio e finalizzate al recupero dei pasti pronti da distribuire alle persone in difficoltà. La collaborazione con il Banco Alimentare si inserisce in questo percorso. Va detto poi che il 2019 non rappresenta per Sacmi un anno qualsiasi, ma coincide con il nostro primo centenario di storia aziendale. Onorare questi 100 anni di storia con la donazione di 100mila pasti al Banco Alimentare ci è sembrato un modo concreto, tangibile, per riaffermare la no-stra volontà di operare al fianco della nostra comunità. Nel caso specifico, poi, parliamo di povertà assoluta, non si tratta quindi solo di offrire un pasto, ma di contribuire a restituire dignità alla persona, un concetto che riteniamo a fondamento di ogni società civile». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto il presidente della Sacmi Paolo Mongardi

La Sacmi a fianco del Banco Alimentare: centomila pasti in dono per celebrare il centenario della cooperativa
Cronaca 17 Giugno 2019

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello

La Fondazione Banco Alimentare Onlus compie 30 anni. La storia racconta infatti che era il 1989 quando il fondatore della Star, cavalier Danilo Fossati e monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, decisero insieme di portare in Italia l’esperienza della Fondacion Banco de Alimentos di Barcellona, dando il via ad una rete che oggi è presente in tutte le regioni italiane con 21 organizzazioni, la cui attività è coordinata dalla Fondazione nazionale. Negli ultimi 10 anni, il Banco Alimentare ha raddoppiato la quantità di cibo recuperato, passando dalle 18.000 tonnellate del 2008 alle 36.000 del 2018. A questi alimenti (le cosiddette eccedenze della filiera agroalimentare costituita da aziende agricole, industrie alimentari, ristorazione e distribuzione), si aggiungono quelli provenienti dai piani di intervento sociale dell’Unione Europea e dello Stato e quelli raccolti durante la Colletta Alimentare di novembre.

Alla crescita della Fondazione nazionale ha contribuito in questi anni il lavoro del Banco Emilia Romagna, che ha sede a Imola in via San Pier Grisologo e la principale sede logistica nel magazzino di via Zello. Nata 28 anni fa, l’organizzazione regionale ha chiuso il 2018 con questi numeri: 791 strutture caritative convenzionate, 128.314 persone raggiunte attraverso di esse mediante la distribuzione di 9.170 tonnellate di cibo distribuite. Un deciso aumento rispetto al 2008 quando furono distribuite poco meno di 6.000 tonnellate di alimenti a 101.386 persone, assistite da 729 strutture caritative. «Un’immensa gratitudine ci invita a festeggiare i trent’anni della Rete Banco Alimentare – commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – nel cui alveo esiste da 28 anni anche la nostra rete territoriale. In questo percorso sono stati tanti e diversi gli incontri che ci hanno permesso di crescere e diventare un’opera che oggi è speranza per molti».

A Imola si svolgerà domani, 18 giugno, a partire dalle 18.30, il secondo dei tre appuntamenti previsti i regione per celebrare i 30 anni della Fondazione nazionale. Al Centro logistico di via Zello è in programma infatti «Che serata da noi!», evento con cena, musica e spettacolo di cabaret. L”ingresso è a offerta libera su prenotazione (eventi@emiliaromagna.bancoalimentare.it – tel. 366 7217111). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto due volontari al lavoro

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello
Cronaca 5 Giugno 2019

La Seacoop conferma la presidente Roberta Tattini e si prepara alle sfide di un welfare in trasformazione

La Seacoop guarda al futuro e punta ancora su Roberta Tattini, riconfermata presidente e su Francesca Assente, che resterà vice presidente per un altro mandato. Questo è il responso della votazione dell”assemblea dei soci della cooperativa sociale imolese, che si è svolta nei giorni scorsi. Il consiglio d”amministrazione è completato da Aura Careri, Nizia Martino, Stefania Costa, Valeriano Palermo e dalla nuova entrata Monica Cavina.

«Voglio anzitutto ringraziare i molti soci e socie presenti all”assemblea e i dodici candidati al Consiglio d”amministrazione, che hanno dato un segnale di grande partecipazione alla vita sociale – ha commentato Tattini -. Il compito che l”assemblea dei soci ha assegnato al Cda è quello di coniugare la storia e l”esperienza della cooperativa con uno sguardo capace di cogliere il momento di grande cambiamento e innovazione che stiamo vivendo».

«Il welfare negli ultimi tempi ha subito grandi trasformazioni: sorgono nuove forme di assistenza, nuovi bisogni a cui dare risposte e nuovi spunti da cogliere per essere pronti alle richieste della collettività e del territorio – ha proseguito la presidente -. Lo sguardo di Seacoop è sempre stato lungimirante e per questo è la cooperativa è stata capace, negli oltre trent”anni di vita, di intercettare le istanze e i bisogni nascenti. Da questo partiamo, consapevoli delle nostre capacità e delle sfide che abbiamo di fronte». (r.cr.)

Nella foto da sinistra a destra: Roberta Tattini (presidente), Nizia Martino, Francesca Assente (vice), Aura Careri, Monica Cavina, Valeriano Palermo e Stefania Costa

“.Nella foto, da sinistra a destra: Roberta Tattini (presidente), Nizia Martino, Francesca Assente (vice presidente), Aura Careri, Monica Cavina, Valeriano Palermo e Costa Stefania

La Seacoop conferma la presidente Roberta Tattini e si prepara alle sfide di un welfare in trasformazione
Cronaca 31 Maggio 2019

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»

«A causa del gioco la mia vita è stata letteralmente spezzata – racconta Alessandro, nome di fantasia di un sessantatreenne imolese che ha avuto gravi problemi di gioco d’azzardo -. Per i problemi e per la vergogna molti rapporti di lavoro e di amicizia si sono chiusi, ancora oggi non me la sento di frequentare certi luoghi che hanno a che fare con la mia vita prima dei problemi con il gioco. Per fortuna ho ancora la famiglia. Quando mi chiedono perché sono finito nel tunnel del gioco, la verità è che a me piace giocare, in senso ludico però. I giochi d’azzardo cosiddetti legali, che lo sono ma forse non dovrebbero esserlo, sono studiati apposta per appassionare e tenere “incollate” le persone. Io li ho fatti tutti tranne le macchinette, le slot machines. E oggi ne sono uscito solo in parte, il gioco “mi chiama” ancora ma non ho più potere finanziario (in sostanza non gestisce liberamente il denaro, ndr), togliermi questo “diritto” fa parte del mio percorso riabilitativo che continua ancora nonostante io non giochi più da otto anni, dopo averlo fatto per oltre dieci. Oltre ai problemi psicologici il gioco mi ha causato dei problemi fisici dovuti allo stress. Per questo, secondo me, il giocatore che gioca per piacere è inguaribile. Forse l’unica soluzione potrebbe essere la creazione di luoghi dove giocare senza azzardo, in sicurezza, dove sfogare le energie che altrimenti possono essere incanalate in strade pericolose e dannose, come quella che ho seguito io».

Stefano Gardenghi, del Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl, precisa: «l’astinenza da gioco dà stress e sbalzi emotivi che portano fino al suicidio». A questa problematica, vera e propria malattia, è stato dato il nome di ludopatia. «La dipendenza da gioco d’azzardo è quella con cui abbiamo più spesso a che fare e al tempo stesso quella che crea più vergogna nelle persone coinvolte», racconta Luca Gabbi, direttore della Caritas diocesana di Imola, che lo scorso anno ha assistito 27 persone per problemi di gioco e undici nuclei famigliari le cui economie erano state gravemente intaccate dalle conseguenze del gioco di un famigliare.

A Imola esistono anche due realtà di auto mutuo aiuto contro le dipendenze da gioco d’azzardo. Il primo è un gruppo di Giocatori anonimi a sostegno di chi vive il problema direttamente, l’altro è quello dei Famigliari dei giocatori anonimi che offre aiuto a chi subisce la ludo-patia (dipendenza patologica dal gioco) di qualcun altro. I gruppi di sostegno si ritrovano, in sale separate, al civico 51 di via Pambera ogni lunedì dalle ore 21 alle 23, ma per partecipare è necessario prima prendere contatto telefonicamente chiamando il cell. 3669767970 per i Giocatori anonimi, il cell. 3406594023 per i Famigliari giocatori anonimi. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nelle foto da sinistra: Stefano Gardenghi del Servizio dipendenze patologiche dell”Ausl e Luca Gabbi direttore della Caritas diocesana di Imola

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»
Cronaca 30 Maggio 2019

Venerdì 31 maggio torna la Festa dei vicini, il decalogo del Comune per organizzare un evento perfetto

Riscoprire l’importanza delle relazioni di buon vicinato, costruire una rete di amicizia e solidarietà con chi abita nella stessa strada o nello stesso palazzo, individuare nel proprio quartiere punti di riferimento per sentirsi più sicuri in casa propria e chiedere aiuto in caso di bisogno, ritrovare il piacere di divertirsi in compagnia: in poche parole riscoprire le relazioni di prossimità, che a volte si affievoliscono in questo mondo troppo veloce. Questi sono solo alcuni degli obiettivi per i quali è nata la Giornata europea dei vicini di casa, in programma venerdì 31 maggio, una festa che nella nostra città ha negli anni riscosso un grande successo: nel 2018 sono state organizzate 53 feste che hanno coinvolto quasi 3.500 persone e oltre 1.200 famiglie.

Il Comune di Imola invita gli imolesi a cogliere questa occasione per fare festa nei cortili e negli spazi condominiali all’insegna dell’amicizia, del rispetto reciproco e dell’inclusione, a patto che si osservino alcune regole fondamentali, alla base del rispetto tra le persone, della convivenza civile e del rispetto dell’ambiente e dei luoghi appartenenti a ogni genere di collettività. Il Comune ha diffuso un pratico decalogo per una festa perfetta. 1) Parlatene con i vostri vicini e coinvolgeteli nell’organizzazione: questo consiglio è il più importante di tutti, la preparazione è già parte della festa! 2) Preparate una locandina e affiggetela nel vostro palazzo o nelle vicinanze della vostra casa. 3) Trovate un luogo adatto, come ad esempio le parti comuni degli edifici: giardini, pianerottoli, cortili, strade private e prevedete una soluzione alternativa in caso di brutto tempo. 4) Pensate al materiale che vi serve: tavoli, sedie, panche, ecc. 5) Pensate anche al cibo e alle bevande, suddividendo i compiti par l’acquisto e la preparazione. 6) Non dimenticate i bambini: preparate anche cibo e bevande adatte a loro, palloncini o altri giochi. 7) Non esitate a fare conoscenza degli altri. 8) Non siate spettatori ma attori della festa. 9) Decorate il luogo di festa. 10) Non è che il primo passo: la festa dei vicini rappresenta solo l’inizio per vivere in modo solidale il proprio vicinato. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto una festa dei vicini del 2018

Venerdì 31 maggio torna la Festa dei vicini, il decalogo del Comune per organizzare un evento perfetto
Cronaca 20 Maggio 2019

Il 21 maggio con il comitato “Pace e Diritti' un incontro sull'esperienza dei volontari sulla nave “Mare Jonio'

L’arrivo della bella stagione e lo stato di guerra latente in Libia (e la crisi economica in Tunisia) favoriscono le partenze di migranti. E’ un fatto, al di là di balletti di numeri o valutazioni morali. La scorsa settimana la «Mare Jonio», nave battente bandiera italiana gestita dalla ong Mediterranea Saving Humans, è stata sequestrata nel porto di Lampedusa per aver salvato 30 persone a 40 miglia dalle coste della Libia. I migranti sono stati fatti sbarcare (con scintille politiche in salsa elettorale tra i due vicepremier e il presidente Conte) ma per la nave c’è l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, così come avvenuto per il salvataggio del marzo scorso, accusa poi decaduta. Contemporaneamente al largo della Tunisia affondava un’imbarcazione con 60 persone a bordo, che nessuno ha potuto salvare.

Per capire qualcosa di più l’occasione è l’incontro organizzato dal Comitato territoriale Pace e Diritti, martedì 21 maggio, alle ore 20.45, presso il cinema Cappuccini, via Villa Clelia 10. Sarà presente Giulia Sezzi, che fa parte dell’equipaggio della «Mare Jonio» e di Ya Basta, associazione bolognese tra i soggetti promotori di Mediterranea Saving Humans. L’evento fa parte della rassegna «Territori accoglienti», promossa dal Comitato Pace e Diritti; in collaborazione con il Comitato São Bernardo Onlus (ingresso ad offerta libera fino ad esaurimento dei posti).

L’intento è quello di «svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione in cui si trovano i migranti che in assenza di soccorsi tentano di raggiungere le coste italiane dalla Libia», spiega Francesca Zanoni di Ya Basta. Originaria di Trento, 26 anni, si è trasferita a Bologna per studiare ed è rimasta a lavorare come avvocato praticante specializzato nei diritti dell’immigrazione. E’ stata sulla «Mare Jonio» per tre settimane da metà aprile all’inizio di maggio. La settimana scorsa ha partecipato all’evento di formazione per i volontari dei prossimi equipaggi organizzato a Bologna. «Mettersi in gioco in prima persona è stata un’esperienza importante e forte – racconta -. Durante il mio periodo a bordo non abbiamo fatto soccorsi diretti. Ma “battere” il mare in cerca di vite da salvare e vedere la linea dell’orizzonte qua e là spezzata da resti di barche e giubbini di salvataggio galleggianti, per chissà quale motivo, è stato molto toccante». (mi.mo.)

Il servizio completo è pubblicato su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto la bimba di due anni che si trovava tra le 30 persone soccorse l”8 maggio

Il 21 maggio con il comitato “Pace e Diritti' un incontro sull'esperienza dei volontari sulla nave “Mare Jonio'

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