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Cronaca 8 ottobre 2018

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie

Quest’anno, in occasione della Festa nazionale dei nonni, l’Auser raddoppia. Oltre al concorso di disegno «Cari nonni», giunto alla sua decima edizione e rivolto agli alunni delle scuole d’infanzia ed elementari, l’associazione di volontariato impegnata a incentivare i rapporti intergenerazionali propone un concorso, in questo caso letterario, riservato agli studenti delle scuole medie del circondario.

«Volevamo allargare la nostra platea – spiega la vicepresidente di Auser Imola, Maria Flaminia Codronchi Torelli – perché ci interessa che i ragazzi più grandi sappiano che esistiamo e per favorire il confronto e lo scambio fra generazioni. In passato abbiamo organizzato diverse iniziative nelle scuole, ma sempre elementari, oltre a incontri di approfondimento sul rapporto genitori-figli e sulla dislessia. Quest’anno abbiamo scelto di proporre un nuovo progetto, nell’intento di stimolare la lettura e la scrittura grazie anche a tre premi individuali, tre computer portatili, acquistati grazie al contributo della Fondazione cassa di risparmio di Imola. Se poi le risorse ce lo permetteranno, metteremo in palio anche buoni per l’acquisto di libri, da destinare agli elaborati ritenuti comunque meritevoli».

Nel dettaglio, il concorso invita gli studenti a declinare il tema «Mano nella mano. Cari nonni vi scrivo» attraverso testi in prosa o poesia. «Mi darò da fare – promette la vicepresidente – affinché vengano premiate la fantasia e la creatività, qualità che aiutano a crescere e a cogliere il lato nascosto delle cose».

Le opere in prosa non dovranno superare le 6 mila battute, mentre le poesie non dovranno superare i 33 versi, «anche se non saremo proprio così fiscali» sottolinea la Codronchi. Il termine per la consegna degli elaborati alla sede di Auser Imola (in via Amendola) è il 17 novembre.

Per il concorso riservato alle scuole dell”infanzia e alle primarie, il tema scelto per il 2018 è «Fiori per voi Cari nonni». Entro il 10 novembre ogni classe partecipante dovrà consegnare a una delle sedi Auser di Imola o Castel San Pietro un colorato manifesto a tema, delle dimensioni di 70 per 100 centimetri. Per ogni categoria (scuole d’infanzia e scuole primarie) verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio in buoni per l’acquisto di materiale didattico. (lo.mi.)

Per informazioni: www.auserimola.it.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto la premiazione dell”anno scorso

«Cari nonni» compie 10 anni e raddoppia, da quest'anno il concorso dell'Auser si estende ai ragazzi delle medie
Cronaca 19 settembre 2018

Servizio civile, 43 posti disponibili negli enti del circondario per ragazze e ragazze sotto i 29 anni

Sono 53.363 i posti disponibili per i giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliono partecipare al servizio civile, un’esperienza utile e qualificante per la propria crescita personale e per incrementare le proprie competenze. Fino al 28 settembre è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 5.408 progetti che si realizzeranno tra il 2018 e il 2019 su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Tre i progetti promossi quest’anno dagli enti del territorio circondariale imolese. Il progetto Culturando, che mette a disposizione 10 posti e permetterà ai giovani volontari di operare nelle varie realtà culturali degli enti aderenti: ovvero le biblioteche comunali di Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza, Imola, Medicina, Mordano e preso l’ufficio cultura spettacolo e politiche giovanili del Comune di Imola.

Il progetto Accogliere ed informare si propone invece di favorire la conoscenza e l’accessibilità dei servizi rivolti ai cittadini; 16 i posti disponibili presso i Comuni di Castel San Pietro, Castel Guelfo, Mordano, Dozza, presso gli sportelli sociali dell’Azienda servizi alla persona del Circondario imolese e presso l’Azienda Usl.

Infine Conoscersi, che permetterà ai volontari di operare nel mondo scolastico a supporto di alunni in difficoltà; 17 i posti disponibili presso gli uffici scuola di Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza, Imola, Medicina, Mordano, l’Azienda servizi alla persona del Circondario imolese e l’Azienda Usl.

Per informazioni consultare i siti internet degli enti proponenti i progetti oppure, per una panoramica sui progetti, consultare il sito www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Servizio civile, 43 posti disponibili negli enti del circondario per ragazze e ragazze sotto i 29 anni
Cronaca 16 settembre 2018

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti

Nel 2016 il premio “100% italiano” era andato a Judith Wade, fondatrice e amministratore delegato della rete Grandi giardini italiani che raccoglie le meraviglie verdi d’Italia. Nel 2017 a riceverlo era stato il compianto Gino Girolomoni, precursore e padre dell’agricoltura biologica in Italia. Sabato sera della scorsa settimana, in occasione dell’evento Sapori in Villa, nell’ambito della 28ª Festa del contadino a Sasso Morelli, la Clai ha consegnato il premio alla cooperativa sociale Giotto di Padova.

Creata nel 1986 da alcuni giovani laureati e laureandi in Scienze agrarie e forestali con lo scopo di creare opportunità di lavoro, la cooperativa padovana offre oggi un’ampia gamma di servizi (dalla manutenzione del verde alle pulizie, dalla custodia di parcheggi alla gestione di collegi universitari, ai servizi di ristorazione), occupando 400 persone, tra cui disabili fisici o psichici e detenuti da reinserire nella società. Un modello di economia sociale guardato e studiato a livello internazionale.

«Avere ricevuto un riconoscimento per l’impegno nella promozione della cultura e del lavoro ci riempie di orgoglio – ha commentato il presidente della cooperativa sociale, Nicola Boscoletto -, anche per il fatto che questo riconosci-mento arriva da una importante realtà imprenditoriale cooperativa, la Clai, che negli anni ha creato valore dal punto di vista lavorativo e umano».

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la cerimonia di consegna

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti
Cultura e Spettacoli 11 settembre 2018

“Senza di me non vali niente', l'11 settembre alle 17.45 a Imola si parla di violenza verbale e psicologica sulle donne

L”associazione PerLeDonne organizza l”11 settembre, alle 17.45, alla Biblioteca comunale di Imola (via Emilia 80) la presentazione del libro edito da Aracne editrice Senza di me non vali niente a cura di Elisa Rossi (ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il dipartimento di Studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia).

La curatrice dialogherà con Alessia Alpi, docente di Scienze umane, Carmen La Rocca, responsabile del Centro antiviolenza dell’associazione PerLeDonne, Vittorio Lega, membro del gruppo maschile OltreAdamo, Maria Grazia Saccottelli, responsabile del consultorio Ausl di Imola.

Precederà il dibattito l’intervento dell’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini.

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 6 settembre

Nella foto principale il vecchio logo dell”associazione, nell”altra il logo attuale

“Senza di me non vali niente', l'11 settembre alle 17.45 a Imola si parla di violenza verbale e psicologica sulle donne
Cronaca 5 settembre 2018

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà

Resteranno aperti ancora un mese a Medicina i termini per presentare domanda di contributo in relazione al bando per le famiglie colpite dalla crisi. Il bando è stato indetto anche nel 2018 dal Comune per offrire ai nuclei in difficoltà un sostegno in attesa del pieno reinserimento nel mondo del lavoro.

Le domande devono essere presentate entro le 17.45 del 2 ottobre a mano all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1) oppure tramite Pec indirizzata a comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per ottenere il contributo straordinario di 1.000 euro dal Fondo comunale di solidarietà (34.000 euro a disposizione) occorre possedere i seguenti requisiti: cittadinanza italiana o di un altro Stato Ue oppure extra Ue in regola con il permesso di soggiorno, residenza a Medicina da almeno due anni (dal 2 ottobre 2016), reddito Isee non superiore a 22.000 euro, essere in stato di disoccupazione o in cassa integrazione.

Sono invece esclusi i lavoratori stagionali, stagionali agricoli, il personale subordinato o parasubordinato della pubblica amministrazione, i proprietari di immobili (almeno al 50%) o titolari di altri diritti reali nella stessa percentuale, coloro che abbiano venduto beni immobili nell”ultimo quinquennio (sempre almeno al 50%), i disoccupati di lungo termine, chi ha perso lo status di disoccupato per qualsiasi causa e i pensionati.

Per maggiori informazioni si può fare riferimento ai Servizi alla Persona al numero 051 6979247.

La foto panoramica è tratta dal sito del Comune di Medicina

Medicina, tutte le informazioni per richiedere il contributo straordinario del Fondo comunale di solidarietà
Cronaca 4 settembre 2018

“L'estate di Elisa': così una ragazza dozzese con la sindrome di Down cresce in autonomia

L’estate è il tempo della maturazione, ma per Elisa Visani è anche il simbolo del proprio percorso di crescita personale nonché il marchio registrato (L’estate di Elisa, appunto) con cui stampa i propri disegni su oggetti in ceramica che poi vende ai mercatini dell’artigianato: un girasole a metà che sembra anche un sole. Il traguardo è una delle tappe del progetto che Elisa, trentenne dozzese con la sindrome di Down, segue da sei anni.

Si tratta del Progetto Abilità ideato dalle psicologhe Lorenza Tosarelli e Caterina Martelli dello studio castellano di psicologia, psicoterapia e danza terapia Terramare. «Un progetto di inclusione sociale che fa seguito alla Dichiarazione dei diritti delle persone disabili firmato dalle Nazioni Unite nel 1975 – spiega Lorenza Tosarelli -. Il percorso psicologico include attività per l’autonomia della persona tra cui danzaterapia, stage di psicodramma e attività di Milieu Therapy con la pittura espressivo-umanista che sviluppa nella persona, disabile o non, la propria personale capacità espressiva e di relazione sociale, grazie ad un consolidarsi del senso di sè».

Per le persone con sindrome di Down, che a causa di una anomalia cromosomica differiscono nella capacità di comunicazione, questo tipo di attività sono utili per attivare un processo di costruzione dell’identità e quindi di comunicazione ad espressione di se stessi. «All’inizio del percorso psicologico abbiamo puntato molto sulle abilità personali, come la gestione del proprio spazio quotidiano e del tempo, per aumentare il senso di autoefficacia della ragazza. L’obiettivo è l’autonomia di Elisa – continua Lorenza Tosarelli -. Poi, durante un gruppo intensivo di psicoterapia con psicodramma, Elisa ha rielaborato tramite la pittura ed ha realizzato una Via Lattea bellissima, mostrando una capacità che secondo la pedagogista Rita Tosarelli, che collabora con lo studio castellano Terramare, era sviluppabile.

Così Elisa ha seguito un percorso di pittura,con l’aiuto della pedagogista, che le ha permesso, al tempo stesso, di conoscere e utilizzare tecniche pittoriche e di aumentare le sue capacità espressive. I suoi lavori sono migliorati molto nel tempo e sono bellissimi».Il pensiero delle psicologhe non è influenzato dall’affetto o dal lavoro insieme. I disegni, tra cui fiori, stelle, paesaggi e tramonti, animali, sono incisivi e colorati, in un certo senso fanno compagnia. «Mi piace disegnare, ma mi piace di più vendere i lavori fatti con i miei disegni» spiega Elisa. Grazie ad una intuizione dell’architetto castellano Marco Prodi, che col proprio studio grafico collabora al progetto delle dottoresse, i disegni di Elisa sono stampati su una collezione di oggetti in carta e ceramica locale: dalle tazze ai portapenne, dai quaderni agli appoggia mestolo.

Con i propri oggetti Elisa si propone quale hobbista ai mercatini artigianali della zona. «L’obiettivo non è certo il puro e semplice guadagno, quanto piuttosto la possibilità di realizzare qualcosa di concreto e rendere Elisa sempre più autonoma, anche nella gestione delle ricevute e dei resti e nella capacità di relazionarsi con la gente» precisa la Tosarelli.

Il progetto è patrocinato e sostenuto in parte dalla onlus di volontariato psicologico Uomo e Societàdi Prato,di cui Lorenza Tosarelli è socia fondatrice. (mi.mo.) 

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto Elisa Visani con la madre Morena e la dottoressa Tosarelli

“L'estate di Elisa': così una ragazza dozzese con la sindrome di Down cresce in autonomia
Cronaca 4 settembre 2018

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'

Sarà inaugurata ufficialmente venerdì 7 settembre la comunità diurna «Franca Ongaro Basaglia», funzionante da aprile nei locali del complesso «Lolli». Il bando per l’affidamento del vecchio centro diurno sanitario gestito dall’Ausl è stato fatto nel 2017 e l’aggiudicazione è andata alla Cooperativa sociale Tragitti. La comunità dispone di un massimo di 20 posti, è aperta di norma dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, ma osserva aperture straordinarie il sabato, la domenica o nelle ore serali in base a progetti e attività specifiche. Vi lavorano quattro operatori e un coordinatore, che si alternano in base ai turni: uno più dello standard stabilito dalla Regione.

Patrizia Turci, presidente della cooperativa Tragitti, riconosce un merito all’Ausl, quello di non avere fatto un’aggiudicazione al massimo ribasso. «La nostra ottica e la nostra filosofia – spiega la Turci – si riassumono con questa espressione: autodeterminazione della persona. Tutte le attività che svolgiamo, quelle in continuità con il periodo precedente e quelle che abbiamo avviato noi, si programmano ragionandole con le persone che frequentano la comunità. Si tratta dunque di condivisioni, sulla base degli interessi e dei bisogni, non di organizzazione a priori».

Ciascun ospite è inserito dal centro di Salute mentale ed è titolare di un progetto riabilitativo individuale calibrato su di lui. A questo punto, continua la presidente, «la comunità, al suo interno e dopo un periodo di osservazione e conoscenza, elabora un ulteriore progetto che contiene analisi dei bisogni, obiettivi specifici, interventi. Il progetto, in un’ottica di empowerment, è condiviso con la persona ma anche con il Dsm, l’utente e i suoi familiari, insomma con tutte le persone coinvolte nel percorso di cura. Formalmente la condivisione si sostanzia con la firma di tutte le parti».

Le attività svolte, è opportuno sottolinearlo, non sono l’obiettivo, bensì altrettanti strumenti per per-seguire il fine che è l’autonomia, la risocializzazione della persona. «Esiste un concetto nella lingua inglese che non è traducibile perfettamente in italiano: la parola è recovery – dice ancora Patrizia Turci -. Possiamo spiegarlo così: non si tratta tanto di un percorso di guarigione clinica, ma di un percorso dinamico e individuale attraverso cui la persona si prende la responsabilità della propria vita, attivando tutte le risorse che le permettono di viverla pienamente. La persona sviluppa cioè quelle strategie che permettono non solo di tenere sotto controllo i sintomi ma anche di combattere l’esclusione sociale. Qui sta un altro punto qualificante del nostro modo di lavorare, che è l’integrazione con il territorio. In un momento difficile, in cui si intensificano gli attacchi alla legge 180, è importante riaffermare questa volontà. La comunità non si chiude, non fa tutto all’interno, ma usa strumenti e infrastrutture del territorio».

Questa filosofia viene applicata interagendo con quanto accade in città. Durante Imola in Musica, ad esempio, è stato organizzato un concerto all’interno della comunità, per permettere alla comunità di essere attraversata dalla città, ma accade anche il contrario. Con l’attività artistica, una di quelle svolte in continuità perché era praticata anche all’epoca del centro diurno e si avvale dell’apporto di un maestro d’arte, ci sono sbocchi esterni, attraverso le mostre e la vendita dei quadri.

«Abbiamo già organizzato una mostra alla Casa della salute di Castel San Pietro, inaugurata dal sindaco Fausto Tinti e stiamo lavorando a un’altra mostra a Medicina, nella Casa della salute locale – elenca la Turci -. Stiamo prendendo contatto con associazioni del territorio, con la “Van Gogh” già collaboriamo, perché garantisce la commercializzazione dei quadri e permette di dare ulteriore senso al lavoro svolto nel laboratorio di pittura. Con la vendita dei quadri le persone possono avere anche un’entrata. Io c’ero quando ancora esisteva l’ospedale dell’Osservanza: anche allora i pazienti dipingevano, ma i disegni venivano buttati. Oggi si mettono in mostra, si portano fuori e se qualcuno è interessato se ne ricava qualcosa. Non stiamo parlando di redditi alti, ma di dignità. Un quadro è finito addirittura in Inghilterra». (r.c.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto alcuni dipinti realizzati dagli ospiti della comunità diurna

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'
Economia 3 settembre 2018

Lavo&Lavoro, la lavanderia che offre un'opportunità di riscatto anche ai detenuti della Dozza

Lavare i panni sporchi come metafora di riscatto sociale. Al carcere di Bologna la metafora è ora realtà grazie al progetto “Lavo&lavoro” realizzato e gestito dalla cooperativa sociale “I Quattro Castelli”, con sede legale a Castel San Pietro e stabilimento produttivo a Toscanella di Dozza. Un progetto che punta a garantire un futuro diverso per chi è costretto a vivere dietro mura invalicabili in attesa di aver saldato il proprio debito con la società.

Core business della cooperativa nata nel 2004 è la lavanderia industriale, nella quale lavorano 26 persone, di cui circa la metà con disabilità o disagio sociale. A questi si sono aggiunti da alcune settimane due detenuti del carcere bolognese della Dozza quali operatori della nuova lavanderia interna al carcere nata sulle ceneri della precedente grazie al progetto e all’investimento della cooperativa. Si tratta complessivamente di 450 mila euro sostenuti da un finanziamento di 35 mila euro da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Bologna e dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, cui va aggiunto un finanziamento da 285 mila euro rimborsabile in sette anni da parte di Banca Etica. Il resto dell’investimento è stato coperto dalla cooperativa.

«La nuova lavanderia è dotata di macchinari per il lavaggio sanitario della biancheria e degli indumenti – spiega Nicola Sandri, socio della Quattro Castelli e responsabile del progetto in carcere -. Significa che la biancheria sporca in entrata e quella pulita in uscita sono trattate in settori diversi, separati da una barriera sanitaria in plexiglas che impedisce la contaminazione biologica fra tessuti. Inoltre abbiamo installato un depuratore che recupera circa il 60 per cento delle acque di processo da utilizzare nelle prime fasi dei successivi lavaggi e lavoriamo con la tracciabilità degli indumenti tramite chip e codici a barre per la garanzia del cliente e del nostro lavoro. Infine utilizziamo detersivi biologici. A pieno regime saremo in grado di nettare dieci quintali di indumenti al giorno su turno unico».

Quando le commesse saranno tali da far funzionare l’impianto a pieno regime, lavoreranno per la cooperativa sei detenuti, selezionati in collaborazione con l’ufficio educativo del carcere sulla base della disponibilità, della condotta e della durata della pena. Essendo la formazione professionale fra gli obiettivi del progetto, saranno «privilegiati» i detenuti con pena medio-breve. «Puntiamo a formare le persone che partecipano al progetto dando loro competenze lavorative spendibili una volta usciti dal carcere, presso lavanderia industriale o self service – spiega Sandri -. Inoltre il progetto punta ad annullare almeno in parte il debito economico dei detenuti, che altrimenti potranno saldare solo al termine della pena. Per questo una parte dello stipendio, che ammonta a circa 900 euro al mese per un part timedi 35 ore, viene trattenuta dall’amministrazione della casa circondariale».

Il presidente della Quattro Castelli, Roberto Accorsi, ha fortemente voluto il progetto da quando, nel 2014, la cooperativa ha tenuto un corso professionale proprio dentro al carcere della Dozza, nella preesistente lavanderia, equipaggiata solo per soddisfare le esigenze del carcere. Oggi, invece, la nuova lavanderia non solo copre le necessità interne ma lavora anche con una commessa esterna dell’azienda Servizi ospedalieri, titolare del contratto per il lavaggio degli indumenti degli anziani delle case di riposo e residenze di Asp Città di Bologna.  (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto il personale della lavanderia

Lavo&Lavoro, la lavanderia che offre un'opportunità di riscatto anche ai detenuti della Dozza
Cronaca 17 agosto 2018

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione

Sei residente a Medicina, studente, disoccupato sotto i 35 anni oppure hai più di 60 anni e sei già in pensione? Allora puoi fare domanda per ottenere la concessione di un orto sociale da parte del Comune di Medicina.

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi e ci sarà tempo fino al 7 settembre alle 12 per presentare domanda.

I lotti di terreno che il Comune medicinese mette a disposizione sono 18 e si trovano in via delle Fragole. Per partecipare, oltre ad essere residente a Medicina, avere tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti oppure più di 60 anni e non possedere un”occupazione, occorrono anche altri requisiti: l”assenza di situazioni di morosità sia nei confronti del Comune sia degli enti che svolgono servizi per conto del Comune e il fatto di non avere a disposizione altri terreni o orti coltivabili.

La domanda potrà essere recapitata a mano e consegnata all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio, 1), oppure spedita a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Comune di Medicina – Via Libertà 103, oppure tramite Pec all”indirizzo comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per informazioni: Servizi Scolastici e Politiche Sociali tel. 051 6979247; e-mail: serviziallapersona@comune.medicina.bo.it.

La foto è tratta dal sito del Comune di Medicina

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione
Cronaca 6 agosto 2018

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro

Per il settimo anno consecutivo il Comune di Medicina pubblica un bando per sostenere le famiglie medicinesi più colpite dalla crisi economica. Si tratta di un contributo una tantum di mille euro per ogni nucleo familiare che sarà erogato sulla base di una graduatoria. Complessivamente l’ente locale ha stanziato 34 mila euro del Fondo di solidarietà.

«Abbiamo sostanzialmente confermato la cifra inserita lo scorso anno (erano 35 mila euro, ndr) – dice l’assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava -. Questo bando vuole offrire un aiuto alle famiglie che stentano a riprendere un normale iter lavorativo».

Tre i requisiti fondamentali. Primo, una certificazione Isee non superiore ai 22 mila euro annui (relativa ai redditi del 2016). Secondo, essere residenti nel comune di Medicina da almeno due anni continuativi (quindi dal 2 ottobre 2016). Terzo, essere lavoratori che nel periodo dall’1 gennaio 2017 al 2 ottobre 2018 sono o continuano ad essere disoccupati causa licenziamento, sia nel caso di lavoratori con contratto a tempo indeterminato che determinato (purché con contratto assimilabile a lavoro dipendente di almeno sei mesi).

E’ possibile far domanda anche nel caso delle dimissioni purché ci sia stata la mancata corresponsione di almeno tre mensilità dello stipendio. Valgono anche la cassa integrazione a zero ore mensili e la mobilità. Infine, può far domanda chi è disoccupato di lungo termine, ma ha avuto nel periodo dall’1 luglio 2016 al 2 ottobre 2018 un rapporto di lavoro assimilabile al lavoro dipendente della durata di almeno 22 settimane, anche se non continuative, oppure ha beneficiato di ammortizzatori sociali. Inoltre il lavoratore deve aver già presentato al Centro per l’impiego la dichiarazione di immediata disponibilità (Did).

Le domande dovranno pervenire all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali del Comune oppure all’indirizzo di posta elettronica certificata comune.medicina@cert.provincia.bo.it entro le ore 17.45 di martedì 2 ottobre. Per informazioni rivolgersi all’ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio 1, telefono 051/6979247). La modulistica si può scaricare anche sul sito www.comune.medicina.bo.it. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”assessore alle Politiche sociali, Dilva Fava

Medicina, il Comune aiuta le famiglie con un bonus da mille euro per chi perde il lavoro

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