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Cronaca 31 Maggio 2019

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»

«A causa del gioco la mia vita è stata letteralmente spezzata – racconta Alessandro, nome di fantasia di un sessantatreenne imolese che ha avuto gravi problemi di gioco d’azzardo -. Per i problemi e per la vergogna molti rapporti di lavoro e di amicizia si sono chiusi, ancora oggi non me la sento di frequentare certi luoghi che hanno a che fare con la mia vita prima dei problemi con il gioco. Per fortuna ho ancora la famiglia. Quando mi chiedono perché sono finito nel tunnel del gioco, la verità è che a me piace giocare, in senso ludico però. I giochi d’azzardo cosiddetti legali, che lo sono ma forse non dovrebbero esserlo, sono studiati apposta per appassionare e tenere “incollate” le persone. Io li ho fatti tutti tranne le macchinette, le slot machines. E oggi ne sono uscito solo in parte, il gioco “mi chiama” ancora ma non ho più potere finanziario (in sostanza non gestisce liberamente il denaro, ndr), togliermi questo “diritto” fa parte del mio percorso riabilitativo che continua ancora nonostante io non giochi più da otto anni, dopo averlo fatto per oltre dieci. Oltre ai problemi psicologici il gioco mi ha causato dei problemi fisici dovuti allo stress. Per questo, secondo me, il giocatore che gioca per piacere è inguaribile. Forse l’unica soluzione potrebbe essere la creazione di luoghi dove giocare senza azzardo, in sicurezza, dove sfogare le energie che altrimenti possono essere incanalate in strade pericolose e dannose, come quella che ho seguito io».

Stefano Gardenghi, del Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl, precisa: «l’astinenza da gioco dà stress e sbalzi emotivi che portano fino al suicidio». A questa problematica, vera e propria malattia, è stato dato il nome di ludopatia. «La dipendenza da gioco d’azzardo è quella con cui abbiamo più spesso a che fare e al tempo stesso quella che crea più vergogna nelle persone coinvolte», racconta Luca Gabbi, direttore della Caritas diocesana di Imola, che lo scorso anno ha assistito 27 persone per problemi di gioco e undici nuclei famigliari le cui economie erano state gravemente intaccate dalle conseguenze del gioco di un famigliare.

A Imola esistono anche due realtà di auto mutuo aiuto contro le dipendenze da gioco d’azzardo. Il primo è un gruppo di Giocatori anonimi a sostegno di chi vive il problema direttamente, l’altro è quello dei Famigliari dei giocatori anonimi che offre aiuto a chi subisce la ludo-patia (dipendenza patologica dal gioco) di qualcun altro. I gruppi di sostegno si ritrovano, in sale separate, al civico 51 di via Pambera ogni lunedì dalle ore 21 alle 23, ma per partecipare è necessario prima prendere contatto telefonicamente chiamando il cell. 3669767970 per i Giocatori anonimi, il cell. 3406594023 per i Famigliari giocatori anonimi. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nelle foto da sinistra: Stefano Gardenghi del Servizio dipendenze patologiche dell”Ausl e Luca Gabbi direttore della Caritas diocesana di Imola

Ludopatia, la testimonianza di una vittima: «La mia vita letteralmente spezzata a causa del gioco»
Cronaca 31 Maggio 2019

Il Comune di Imola ha concesso la proroga per spostarsi alle sale giochi troppo vicine ai luoghi sensibili

Altri sei mesi di tempo per le sale gioco o scommesse che si trovano a meno di 500 metri da luoghi sensibili, cioè scuole, centri di aggregazione e luoghi di culto. Poi dovranno spostarsi altrove o chiudere. Questo ha deciso Imola in base alla delibera numero 68 approvata dalla Giunta regionale a gennaio. I Comuni, che hanno la responsabilità dell’applicazione della legge regionale 5 del 2013 per il contrasto del gioco d’azzardo patologico (ludopatia), compreso monitoraggio e gestione delle localizzazioni, possono decidere se applicare sul proprio territorio la proroga oppure procedere con i tempi già stabiliti con le notifiche.

Imola ha optato per la proroga, recependola con un atto di Giunta. L’assessore a Legalità e Sicurezza Andrea Longhi ha motivato così la scelta: «Per evitare ricorsi o strascichi giudiziari e comunque contemperare tra interessi contrapposti ma entrambi previsti dalla Costituzione, ovvero il diritto di salute e il diritto di esercizio delle attività economiche». La mappatura delle aree sensibili e delle sale gioco, secondo le direttive regionali, è stata fatta dalla precedente Amministrazione Manca. In tutto sono sette quelle in zone vietate. Il conto alla rovescia per il trasferimento o la chiusura parte dalla notifica del provvedimento da parte del Comune, sarebbe terminato il 21 luglio. Ora hanno altri sei mesi di tempo.

Anche altri Comuni del territorio stanno recependo la delibera di proroga. Uno di questi è Ozzano Emilia che ha una sola attività di sala gioco esclusivo in località Maggio, sulla via Emilia, che entro lo scorso 31 gennaio doveva delocalizzare o chiudere per via della vicinanza ad un luogo sensibile. Si tratta della sala scom-messe che fa capo alla Gamenet Entertainment. L’azienda ha deciso comunque di traslocare a Castel Bolognese in via Martiri di Felisio 54, lo stabile dove un tempo trovava posto il bowling. L’autorizzazione a costruire è stata già recepita da entrambi i Comuni. Medicina, al contrario, ha deciso di non recepire la delibera per la proroga sulle delocalizzazioni ma, va detto, sul suo territorio non ha sale dedicate al gioco esclusivo a meno di 500 metri da luoghi sensibili. Anche a Castel San Pietro c’è una sala scommesse che per la legge è troppo vicina ad un luogo sensibile, il centro anziani Scardovi di via Mazzini. A questo esercizio va applicato l’obbligo di chiusura o delocalizzazione, ma per il momento non sembra che la Giunta Tinti abbia recepito la delibera regionale di proroga. (mi.mo.)

Ulteriori approfondimenti in materia sono su «sabato sera» del 30 maggio

Il Comune di Imola ha concesso la proroga per spostarsi alle sale giochi troppo vicine ai luoghi sensibili

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