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Motociclismo paralimpico, podio tutto italiano nell’International Bridgestone Handy Race 600

Motociclismo paralimpico, podio tutto italiano nell’International Bridgestone Handy Race 600

I più forti piloti diversamente abili sono italiani. A confermarlo è la classifica finale del campionato International Bridgestone Handy Race classe 600, chiuso lo scorso weekend a Magny Cours all’interno della tappa della Superbike che ha anche assegnato il quinto titolo mondiale a Rea.

Lorenzo Picasso, Cristian Fassi, Maximilian Sontacchi. Questo il trio salito sul tetto del mondo al termine di una gara prima asciutta, poi bagnata, quindi interrotta. Il finale di stagione in Francia segue le altre tappe ospitate all’intero di MotoGP e Coppa FMI a maggio ed agosto, prima a LeMans poi al Mugello. Tre prove che, oltre a permettere il sogno delle due ruote a centauri diversamente abili da tutto il mondo, hanno puntato i riflettori sullo sport paralimpico e nel dettaglio sul motociclismo diversamente abile. Ma non diversamente motociclista.

Perché dunque il motociclismo paralimpico? Scrive Paralympicsriders:
– Perché la moto è simbolo di libertà, indipendenza, coraggio. E correre in moto significa rimettersi in moto, anche metaforicamente, sotto tutti i punti di vista.
– Perché lo sport motociclistico è una delle massime interazioni uomo-macchina, uomo-tecnologia. Gli uomini hanno sempre cercato di accrescere i loro sensi e le loro capacità attraverso gli strumenti e la tecnologia, di potenziarsi grazie alle macchine, alle protesi, a dispositivi di vario tipo, estensioni dei sensi.

I commenti. Temerari, li ha chiamati Sky. E’ una cosa veramente romantica, ha detto di questi piloti Valentino Rossi. Sono dei matti veri, è stato il commento di Paolo Simoncelli. E ancora: Sono qui a ricordarci che tutto è possibile, Mattia Pasini; Li ho visti fare cose che non mi sarei mai immaginato, Niccolò Canepa; Veramente hanno le palle, Dario Marchetti.

Loro. Che con la passione e determinazione degli sportivi veri salgono in moto, nonostante le difficoltà, per scendere in pista, nonostante tutto.

mi.mo

Foto: Maximilian Sontacchi by Massy Momard

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