Cronaca

A Marco Gasparri il premio “Imprenditori per il bene comune'

A Marco Gasparri il premio “Imprenditori per il bene comune'

L’imolese Marco Gasparri, amministratore delegato di Aepi Industrie, ha ricevuto il premio “Imprenditori per il bene comune” nell’ambito della nona edizione del Festival della Dottrina sociale, svoltosi a Verona dal 21 al 24 novembre.
Quest’ultima edizione ha avuto come tema “Essere presenti: polifonia sociale”. Tante, infatti, le voci udite, in linea con la «polifonia» del titolo, che hanno disegnato una rete di eccellenze e di esperienze positive.

Come quella vissuta da Marco Gasparri, riassunta nella motivazione del premio: «E’ il riconoscimento all’imprenditore capace di lasciarsi cambiare dal bene e di restituirlo rispondendo ai bisogni del territorio. L’impegno in Confindustria, nell’ospedale di Montecatone, nella scuola paritaria muta il suo modo di vivere le relazioni e le persone, dentro e fuori l’impresa. Così la leadership  dell’automazione industriale diviene anche leadership nel cambiamento e nell’innovazione a servizio della comunità».

Esperienza raccontata dallo stesso Gasparri nel video Crescere come imprenditori e come uomini, postato sul sito del festival. «Ho 57 anni – esordisce – faccio l’imprenditore, l’amministratore di società. Non faccio solo questo. Attualmente sono presidente della delegazione imolese di Confindustria, consigliere di una scuola paritaria (la San Giovanni Bosco di Imola, Ndr), presidente della Fondazione Montecatone Onlus e vicepresidente del Montecatone rehabilitation institute».
Tanti ruoli che si traducono in una quotidianità sempre piena di appuntamenti da far quadrare. «Diciamo che la mia settimana normale viene divisa tra quattro mattine di un paio d’ore a Montecatone, più un pomeriggio dove normalmente riesco a stare a Montecatone tutto il tempo; poi sono in azienda e mediamente dedico una mezza giornata alla settimana alle vicende confindustriali».
Poi, ovviamente, c’è la famiglia. E «poi – tiene ad aggiungere Gasparri, sorridendo sornione – sono un motociclista, perché in Romagna i motori sono come i cappelletti: in ogni casa c’è un motore, in ogni casa c’è una signora che fa la sfoglia».

L”articolo completo sul numero del Sabato sera del 5 dicembre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

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