Cronaca

Il nuovo digitale terrestre rivoluziona (ancora) le tv

Il nuovo digitale terrestre rivoluziona (ancora) le tv

In Emilia Romagna l’ente deputato al controllo del sistema delle comunicazioni è il Corecom, acronimo di Comitato regionale per le comunicazioni. Inserito nell’organizzazione regionale, svolge alcune funzioni delegate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) come, ad esempio, la gestione delle controversie tra i consumatori e gli operatori di telefonia mobile. L’attuale presidente, Stefano Cuppi, in passato ha contribuito anche alla redazione del piano di transizione dal sistema analogico al digitale terrestre in Emilia Romagna e Marche.

Cuppi, da dove nasce l’esigenza di questo nuovo digitale terrestre, a soli dieci anni dal passaggio dall’analogico al digitale?
«L’esigenza nasce da un accordo mondiale avvenuto nel 2015 all’interno dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu), in pratica l’Onu delle telecomunicazioni, con sede a Ginevra. L’Itu ha infatti stabilito di assegnare ai servizi di telefonia mobile alcune frequenze finora destinate ai servizi di trasmissione radio e tv, quelle comprese tra i 694 e i 790 megahertz (MHz). Questo in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia centrale. In precedenza tale decisione era già stata presa per le altre macro-regioni, ovvero Americhe e Asia-Pacifico. Secondo l’Itu la scelta di armonizzare la banda dei 700 MHz su scala mondiale dovrebbe aiutare ad accelerare lo sviluppo di tecnologie per la comunicazione mobile compatibili fra loro».

Il riferimento è al 5G?
«Sì, ai servizi di telefonia mobile di quinta generazione. La decisione dell’Itu è stata recepita dalla Comunità europea, che ha fissato per tutta l’Europa come termine ultimo di liberazione della banda giugno 2020. L’Italia però ha una alta densità di emittenti: il numero delle tv locali italiane supera quello delle tv locali di tutti i Paesi europei. L’Italia ha quindi chiesto una proroga, che è stata concessa, fino al 30 giugno 2022, data in cui deve essere concluso il processo di liberazione della banda». (lo. mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 12 dicembre

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