Posts by tag: telefonia mobile

Cronaca 17 Dicembre 2019

Nuovo digitale terrestre: Come si fa a sapere se la tv è compatibile?

«Sul nuovo digitale terrestre c’è ancora molta confusione. Molti si rivolgono a noi pensando che il cambiamento sia imminente. In realtà, si parla del 2021» spiega Antonello Garramone, direttore del punto vendita imolese Comet, la catena bolognese di elettrodomestici presente a Imola fin dai primi anni ’90. Garramone assieme a Fabio Pisani, addetto al reparto tv, hanno accettato di chiarire i nostri dubbi sull’argomento.

Come si fa a sapere se il proprio televisore è compatibile con il nuovo sistema di codifica o se è necessario un nuovo decoder?
«Per legge, le tv e i decoder prodotti a partire da gennaio 2017 sono già predisposti per ricevere il segnale del nuovo digitale terrestre. Alcuni marchi hanno cominciato a produrli anche prima, a partire da luglio 2016. Si calcola che circa il 30-40 per cento delle tv nelle case degli italiani siano già idoneee».

Come facciamo a sapere se la tv o il decoder che abbiamo acquistato negli ultimi due anni rientra effettivamente in questa categoria?
«Alcuni marchi, come ad esempio Sony, riportano sulla confezione e sul libretto di istruzioni l’anno di produzione. In alternativa, è possibile verificare se il modello di tv o decoder posseduto è presente nell’elenco pubblicato online sul sito dgtvi.tivu.tv, che riporta i prodotti di nuova generazione. Va però detto che tale elenco non è esaustivo, dato che mancano i modelli immessi sul mercato più di recente».

Se decidiamo di acquistare una tv o un decoder quali sigle dobbiamo assicurarci che siano riportate sul prodotto?
«Occorre verificare che sull’imballaggio sia riportata la sigla Dvb-T2 Hevc 10 bit». (lo. mi.)

L”intervista completa sul numero del Sabato sera del 12 dicembre

Nuovo digitale terrestre: Come si fa a sapere se la tv è compatibile?
Cronaca 17 Dicembre 2019

Il nuovo digitale terrestre rivoluziona (ancora) le tv

In Emilia Romagna l’ente deputato al controllo del sistema delle comunicazioni è il Corecom, acronimo di Comitato regionale per le comunicazioni. Inserito nell’organizzazione regionale, svolge alcune funzioni delegate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) come, ad esempio, la gestione delle controversie tra i consumatori e gli operatori di telefonia mobile. L’attuale presidente, Stefano Cuppi, in passato ha contribuito anche alla redazione del piano di transizione dal sistema analogico al digitale terrestre in Emilia Romagna e Marche.

Cuppi, da dove nasce l’esigenza di questo nuovo digitale terrestre, a soli dieci anni dal passaggio dall’analogico al digitale?
«L’esigenza nasce da un accordo mondiale avvenuto nel 2015 all’interno dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu), in pratica l’Onu delle telecomunicazioni, con sede a Ginevra. L’Itu ha infatti stabilito di assegnare ai servizi di telefonia mobile alcune frequenze finora destinate ai servizi di trasmissione radio e tv, quelle comprese tra i 694 e i 790 megahertz (MHz). Questo in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia centrale. In precedenza tale decisione era già stata presa per le altre macro-regioni, ovvero Americhe e Asia-Pacifico. Secondo l’Itu la scelta di armonizzare la banda dei 700 MHz su scala mondiale dovrebbe aiutare ad accelerare lo sviluppo di tecnologie per la comunicazione mobile compatibili fra loro».

Il riferimento è al 5G?
«Sì, ai servizi di telefonia mobile di quinta generazione. La decisione dell’Itu è stata recepita dalla Comunità europea, che ha fissato per tutta l’Europa come termine ultimo di liberazione della banda giugno 2020. L’Italia però ha una alta densità di emittenti: il numero delle tv locali italiane supera quello delle tv locali di tutti i Paesi europei. L’Italia ha quindi chiesto una proroga, che è stata concessa, fino al 30 giugno 2022, data in cui deve essere concluso il processo di liberazione della banda». (lo. mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 12 dicembre

Il nuovo digitale terrestre rivoluziona (ancora) le tv
Cronaca 24 Luglio 2019

Antenne per la telefonia mobile: via libera a un nuovo impianto e a quattordici aree di ricerca

Quattordici richieste di aree di ricerca e una richiesta di nuovo impianto in un’area già individuata. Sono i piani di sviluppo per l’installazione di antenne presentati dei gestori della telefonia mobile al Comune di Imola e approvati dal Consiglio comunale ieri sera.

Iliad Italia ha presentato undici richieste di aree di ricerca nelle vie Chiesa di San Prospero, dei Ciliegi, Sellustra, stazione di Ponticelli, Suore e Tenni, nel quartiere Campanella, e nelle zone Montanara, Ortignola, Saffi e dell’autostrada A14.
Wind ha presentato due richieste di aree di ricerca nelle frazioni di Ponticelli e di San Prospero.
Vodafone ha presentato una richiesta di area di ricerca nella zona della fornace.
Tim ha presentato una richiesta di nuovo impianto in via Coralli.

Non è detto che tutte le are di ricerca e le richieste di siti puntuali approvati portino poi all’installazione vera e propria delle antenne e che ciò avvenga nel corso del 2019.
L’approvazione data dal Comune è un primo via libera, al quale devono poi seguire altria dempimenti autorizzativi, compresa una relazione di impatto elettromagnetico da parte diArpae-Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna. (r.cr)

Antenne per la telefonia mobile: via libera a un nuovo impianto e a quattordici aree di ricerca
Cronaca 30 Giugno 2019

Antenne per la telefonia mobile, incontro con i cittadini, Iliad continua a chiedere nuovi impianti

Incontro pubblico domani, lunedì 1 luglio, alle ore 20.30 nella sala del Consiglio comunale, in municipio (ingresso da piazza Matteotti, 1° piano) per la presentazione del cosiddetto “piano antenne”, ovvero la mappatura aggiornata in base alle richieste pervenute durante l”anno da parte degli operatori per nuovi impianti di telefonia mobile. Richieste che vengono accolte o bocciate dal Comune in base al regolamento comunale, voluto dall’allora Giunta Manca nel 2014 e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.

All”incontro saranno presenti l’assessore allo Sviluppo economico, Patrik Cavina, e il consigliere delegato all’Innovazione tecnologica, Ermete Guerrini. Attualmente nel piano 2019 (per il quale è possibile presentare osservazioni entro il 5 luglio) ci sono 15 richieste di aree di ricerca di cui ben 11 da parte di Iliad Spa. La società francese arrivata l”anno scorso sul mercato nostrano propondo tariffe a basso costo grazie a servizi forniti solo online. Anche a Imola molti hanno già attivato delle connessioni. Iliad ha beneficiato di alcune frequenze e di una parte degli impianti di Wind e 3, ma sta realizzando anche una propria rete.

L’Amministrazione comunale, come prevede il regolamento, ha individuato le aree del territorio definite come maggiormente idonee per l’installazione degli impianti, finalizzate prevalentemente alla minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagneticie ha valutato i programmi annuali presentati dai gestori, con il compitodi verificare il rispetto dei criteri di localizzazione, verificare la possibilità di coordinamento nelle localizzazioni richieste, prediligendo ove possibile il cositing, pianificare il monitoraggio dei campi elettromagnetici sulla base degli sviluppi proposti. Sulla base del regolamento e di queste valutazioni, il Comune ha proposto, ad esempio, per ben 7 nuove richieste il cositing (cioè la condivisione della localizzazione) e in tre casi spostamenti o modifiche. In particolare, c”è sempre pendente da anni il trasloco dell”antenna Vodafone dalla zona del Palagenius ad uno spazio più a ridosso della ferrovia.

Durante l”incontro verranno riproposte anche le risultanze dei controlli effettuati sugli impianti di telefonia mobile in tema di emissioni elettromagnetiche. L’Arpae monitora ogni anno gratuitamente tre siti cittadini sui quali sono installate una o più antenne. L”anno scorso, dopo l”analogo incontro pubblico organizzato dall”assessore Cavina appena insediatosi, fu chiesto di controllare viale Guerrazzi, via Saffi e via Aspromonte. Da notare che un anno fa i cittadini presenti furono appena cinque, segno evidente che in questi anni sembrano essersi dissolti molti dei timori in materia del pur serio problema dell”elettrosmog.

Il piano è consultabile nel sito del Comune http://www.comune.imola.bo.it/aree-tematiche/territorio/telefonia-mobile/materiali/piano-di-sviluppo-2019. (l.a.)

Antenne per la telefonia mobile, incontro con i cittadini, Iliad continua a chiedere nuovi impianti
Cronaca 25 Luglio 2018

Iliad sbarca a Imola, fioriscono le antenne: nove impianti e 14 aree di ricerca per il 2018

Quest’anno dai gestori di telefonia mobile sono arrivate richieste per ben 14 aree di ricerca e 9 nuovi impianti veri e propri. L’unica area di ricerca che è stata esclusa è quella ripresentata da Wind in via Garibaldi, bocciata come già avvenuto nel 2016 e nel 2017 perché «in centro storico e pertanto su immobili vincolati e classificati Beni culturali» quindi in violazione delle norme urbanistiche comunali. Sono state accolte, però, due aree di ricerca, sempre in centro storico, in via Emilia e in via Appia perché si tratta di microcelle, piccoli impianti a bassa emissione elettromagnetica per le quali occorre solo una comunicazione all’ente e nessuna autorizzazione. Alla luce del Regolamento comunale, voluto dall’allora Giunta Manca quattro anni fa e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, sono state anche proposte ai gestori alcune modifiche alle localizzazioni scelte, in sostanza proponendo l’accorpamento con antenne già esistenti o su siti di proprietà pubblica.

Nonostante il fiorir di antenne (o meglio di impianti) che ci aspetta sono lontani i giorni delle polemiche e dei timori per i rischi alla salute dati dall’inquinamento elettromagnetico. Lunedì 23 appena cinque persone hanno partecipato all’incontro organizzato dalla giunta sul tema. «Evidentemente il Regolamento funziona…» ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico e vicesindaco Patrik Cavina.

Cinque anni fa, invece, la notizia di tredici domande di nuovi impianti portò ad una burrascosa e affollata assemblea con centinaia di cittadini. Era il momento del passaggio all’Internet veloce per smartphone e tablet, un passaggio tecnologico che richiedeva aggiustamenti nelle infrastrutture. L’assessore all’Ambiente Davide Tronconi propose il famoso Regolamento che venne condiviso da tutti i partiti. Già l’anno successivo, comunque, le richieste di nuove antenne scesero a cinque e solo tre si tradussero in pratica. Nel 2017 furono appena tre. Lo stesso Tronconi, però, nel luglio scorso avvertiva che la tregua sarebbe finita a breve. Alle porte c’era l’ennesimo cambiamento tecnologico per passare al 5G che promette una maggiore quantità di dati ma si correla ad una riduzione delle coperture, quindi reti più fitte di impianti a microcelle o small cells. Piccole antenne, meno invasive, che concorrono comunque ad aumentare l’inquinamento elettromagnetico in città.

A questo si aggiunge lo sbarco in Italia del quarto gestore telefonico Iliad Spa, che si affianca a Vodafone, Tim e Wind-3. La società francese propone tariffe a basso costo grazie a servizi forniti solo online. Anche a Imola molti hanno già attivato delle connessioni. Iliad ha beneficiato di alcune frequenze e di una parte degli impianti di Wind e 3, ma sta realizzando anche una propria rete. Su Imola chiede ben cinque aree di ricerca e nove nuovi impianti per il solo 2018. Federica Degli Esposti, responsabile Sie per il Comune di Imola, conferma: «Ci hanno detto che siamo uno dei territori più interessanti per lo sviluppo e sui quali investiranno di più».

Oggi nell’imolese abbiamo 54 impianti per telefonia mobile attivi su 37 pali più una microcella. Il Consiglio comunale oggi pomeriggio ha approvato la mappa delle localizzazioni. Ha votato a favore la maggioranza (M5s), contro il gruppo Imola guarda avanti-Cappello, astenuti Pd, Lega e il gruppo Patto per Imola-Palazzolo. (l.a.)  

Altri particolari e l’elenco completo delle nuove antenne con ogni singola specifica sul “sabato sera” in edicola dal 26 luglio. 

Nella foto il palo con le antenne per telefonia mobile in via Aspromonte  

Iliad sbarca a Imola, fioriscono le antenne: nove impianti e 14 aree di ricerca per il 2018

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