Cronaca

Coronavirus, Venturi: “A Medicina cominciamo la profilassi sperimentale volontaria sui positivi”

Coronavirus, Venturi: “A Medicina cominciamo la profilassi sperimentale volontaria sui positivi”

Il commissario regionale all’Emergenza Coronavirus Sergio Venturi l’ha annunciato questa sera nel consueto aggiornamento su dati e novità organizzative: comincerà da Medicina la profilassi basata sull’assunzione di farmaci, concordati con gli infettivologi del Sant’Orsola insieme all’Ausl di Imola, che coinvolgerà positivi  sintomatici.

Una “sperimentazione farmacologica mai fatta prima che se darà qualche elemento positivo estenderemo anche al resto del territorio di Bologna e della regione. Le Aziende sanitarie hanno siglato accordi con infettivologi e medici di famiglia per poterlo fare”.

La profilassi non sarà obbligatoria ma volontaria, ed è rivolta a tutti i residenti del comune – non solo della zona rossa – che si trovano in isolamento a casa con sintomi da Covid-19. I potenziali interessati saranno chiamati presso gli ambulatori. “Sarà una garanzia in più per le persone – assicura Venturi -. Invece di stare chiusi nei fortini, gli ospedali, ora siamo noi che contrattacchiamo per rompere l’assedio altrimenti le battaglie non si vincono”. (l.a.)

6 Comments

  • Sono di parere favorevole che si comincia a fare qualcosa di positivo

  • Bene. Condivido l’iniziativa e spero possa portare buoni risultati

  • Sono d accordo

  • Bene condivido l’iniziativa esperto possa portare buoni risultati Ri

  • Non trovo corretto questo tipo di sperimentazione venga fatta da casa e non negli ospedali dove ci sono tanti tipi di medici pronti ad intervenire in caso di necessità. Fatto da casa, le persone sono abbandonate a se stesse. Se ci sono effetti collaterali cosa fanno? A chi si rivolgono? Ci sarà un soccorso tempestivo? Io non ritengo questo, una buona soluzione. Ripeto la SPERIMENTAZIONE VA FATTA IN ISPEDALE. Grazie Lucia Zorzan Medicina

  • L’ospedale è il posto meno adatto dove inviare persone asintomatiche. Le Unità di controllo, ben equipaggiate, saranno disponibili. Ma , proprio ipotizzando l’esistenza di persone con idee diverse, è stata data importanza al consenso informato. Si tratta di fare da cavie in un esperimento, con uso di farmaci conosciuti, ma mai utilizzati con questa indicazione. Una occasione da non perdere, a mio parere. Di cui dobbiamo ringraziare l’Università, la ASL, e i medici di medicina generale che si sono messi a disposizione

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