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Il Civ ai tempi del Coronavirus

Il Civ ai tempi del Coronavirus

A causa della situazione emergenziale nazionale per via della pandemia da Coronavirus, la Federazione Italiana Moto ha deciso di cancellare la prima tappa del Campionato Italiano Velocità CIV in calendario il 25-26 aprile nel circuito del Mugello.

Gli altri cinque round sono in programma a maggio, giugno, luglio, settembre e ottobre, ma tecnicamente solo questi ultimi due (rispettivamente Mugello e Vallelunga) si trovano fuori dalla deadline dell’emergenza ad oggi ipotizzata dal Governo, che è la fine di luglio. Cosa succederebbe se finita la fase di domiciliazione forzata la vita riprendesse ad andare avanti normalmente ma a scaglioni? Ovvero prima le imprese, poi le attività commerciali e solo dopo i campionati sportivi? Ovvero, cosa succederebbe al Campionato Italiano Velocità se saltassero anche Imola, lacrima del Mugello e Misano?

All’ipotesi di un campionato a due soli round o del recupero di altre tappe ravvicinate tra agosto e ottobre potrebbe essere affiancata da un’altra ipotesi spolverata dagli anni Novanta: il gran finale a prova unica. Una gara, un vincitore, un titolo.

Fra i team iscritti al Civ che caldeggiando questa ipotesi c’è il castellano Green Speed, iscritto al Civ con il giovane pilota Simone Saltarelli (e al Civs con il pluri-campione Massimiliano Magnani). “Se anche altre gare del Campionato Italiano Velocità dovessero saltare a causa dell’emergenza Codiv-19 – spiega il team manager Simone Steffanini – una buona idea risolutiva potrebbe essere quella di tornare indietro nel tempo a 30 anni fa, quando il finale di campionato nazionale si disputava in una unica gara in cui giocarsi il tutto per tutto. Così non si perderebbe del tutto la stagione 2020 comunque già compromessa e non si lascerebbe vuoto un anno di albo d’oro. Il titolo assegnato al pilota che vince un’unica gara sarebbe anche più realistico che disputare due o tre tappe e veder vincere non il più veloce ma magari il più efficace. Senza contare che si permetterebbe ai team di risparmiare nell’ottica di una crisi di mercato che a caduta toccherà tutti i settori e che potrà compromettere anche la stagione 2021”.

Ai tempi del Coronavirus, anche nel motociclismo la parola d’ordine è “resistere”.

mi.mo

 

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