Posts by tag: MotorImola

Motosapiens 16 Marzo 2019

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi

Dopo Misano e Mugello, anche Imola entra a far parte del calendario della scuola federale di avviamento alla guida su minimoto della Fmi, un progetto dedicato a bambini e bambine fra i 6 e i 12 anni. La Nannelli Riders Academy, dal nome del pilota di Superbike e Supersport Gianluca Nannelli, sarà ad Imola per ben 20 date da marzo a ottobre.

«Si tratta di un progetto ludico-formativo per familiarizzare con le due ruote – spiega Nannelli – che punta non solo alla passione sportiva ed eventualmente agonistica ma anche alla sicurezza in previsione di un probabile futuro come utente della strada sulle due ruote, ad esempio con il ciclomotore. Proprio per il suo carattere di avvicinamento alla moto in maniera sana e consapevole, il costo dell’attività è di 49 euro a data, comprensivo del noleggio di tutto il materiale, più dieci euro di assicurazione medica».

Come detto potranno partecipare all’esperienza in pista (esattamente nel paddock 2) tutti i bambini e le bambine dai 6 ai 12 anni, imolesi e non. Il corso base insegnerà la posizione corretta di piedi e gomiti, l’attenzione a tenere o sguardo lontano, l’utilizzo combinato di gas e freno: nozioni base tutt’altro che inutili. Al corso base, che può essere ripetuto quando volte il bambino desidera, seguirà all’occorrenza un corso avanzato. Lo scopo del progetto è infatti tanto quello di formare futuri motociclisti responsabili o nuove promesse del motorsport, quanto rendere accessibile a tutti un primo approccio sicuro al mondo delle due ruote attraverso un’attività ludica e formativa al tempo stesso.

Il progetto ha già coinvolto oltre 600 bambini ad oggi. La novità più recente è l’acquisizione di nuove minimoto elettriche per sensibilizzare anche sulle tematiche ambientali.

«Siamo orgogliosi di accogliere questa nuova esperienza anche ad Imola, dopo anni di ricerca del giusto progetto per sostenere l’avviamento al motorsport sul Santerno – commenta il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense -. La speranza è quella di diventare una fucina di nuovi grandi piloti di domani».

IL CALENDARIO COMPLETO ALL’AUTODROMO DI IMOLA

Marzo: 17, 23

Aprile: 6, 14, 27

Maggio: 22, 29

Giugno: 6, 29, 30

Luglio: 6, 11, 19

Agosto: 1, 7

Settembre: 16, 23

Ottobre: 15, 21

Per informazioni e prenotazioni: scuola.motociclismo@federmoto.it

mi.mo

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi
Motosapiens 15 Marzo 2019

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro

Per la prima volta ad Imola (ma anche per la prima volta fuori Belluno, dove nasce l’evento quest’anno alla quinta edizione), la mostra fotografica “Vite in piega” con immagini inedite dai mondiali MotoGP e Superbike firmate dai fotografi Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro fa tappa non lontano dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, nel cuore delle colline imolesi produttrici di vini.

L’appuntamento, che unisce territorio e terra ma anche le passioni per l’enogastronomia e il motorsport, è in calendario per il prossimo sabato 23 marzo dalle 15 presso il Podere Naretta di via Ghiandolino 20 (Imola) di Patrizia Suzzi, che oltre ad essere sommelier fa anche parte del gruppo Marshal’s Team di Imola come commissario di percorso, spesso in pista vestita di arancione. Suo l’invito mosso agli organizzatori Nicola Da Canal (tecnico SBK), Silvio Sanson (art director) ed Elisa Antoniazzi che hanno così deciso per l’edizione imolese della mostra.

La mostra fotografica sarà corredata da moto, cimeli e memorabili dal mondo delle due ruote. Diversi piloti hanno inoltre già dato disponibilità di presenza, per un pomeriggio a tutto tondo all’insegna del motociclismo locale, italiano ed internazionale.

L’invito al pomeriggio di vino e moto è libero e gratuito per tutti gli appassionati di motori. In loco sarà possibile anche degustare i vini prodotti nella cantina “motoristica”. L’evento è legato, da tradizione, ad una raccolta fondi a scopo benefico.

mi.mo

Nelle foto. La mostra 2016 all’Hotel Astor; gli organizzatori e fotografi

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro
Motosapiens 2 Febbraio 2019

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola. Questo è il titolo dell’evento che si svolge sabato 9 febbraio al centro sociale La Stalla, in via Serraglio 20/B, dalle 14 alle 18 organizzato dal Motoclub racing Imolese #96 in collaborazione con Motosapiens e il cartellone di eventi CooperAttivaMente.
Dopo la rassegna che ebbe grande successo nel 2018 sulla BBFT, storica moto imolese che tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 calcò le piste nelle classi 50 ed 80 grazie alla grande passione dei fratelli Tosi e di un gruppo di amici, la curiosità di capire e soprattutto conoscere o ricordare quei momenti davvero importanti per il motociclismo è stata davvero tanta. E proprio Alfio Tosi, nel ricordare il compianto fratello Ivo, ha tenuto a sottolineare che la loro passione partiva da Sesto Imolese (da dove venivano) e furono in qualche modo contagiati dalla grande determinazione di un pilota, Domenico Battilani, che li accompagnò dalle prime scorribande alle gare.
Insomma, in un certo senso, abbiamo allargato l’obiettivo su un periodo davvero pieno di fermento non solo in città, ma anche in tutto l’estesissimo territorio imolese. Qualcuno, in gergo televisivo, potrebbe parlare di spin-off, ovvero le serie derivate da un filone principale di successo, ma con la differenza che queste storie sono tutte uguali, o meglio hanno tutta la loro importanza racchiusa, nel nostro caso, nella sigla PCB (Pasotti, Cricca, Bacchilega) e nei cognomi Cannas ed appunto Battilani. Per questo motivo la rassegna fra moto e storia di quest’anno voluta da Coop Bacchilega e Motoclub Racing Imolese #96 si intitola: PCB, Cannas e Battilani, il motociclismo vincente attorno a Imola.
Il marchio PCB racchiude, come già anticipato, l’esperienza di tre appassionati di Sesto Imolese (purtroppo Cricca è scomparso prematuramente a seguito di un incidente sul lavoro) che fino alla fine degli anni ’70 idearono parti ciclistiche complete, elaborarono motori, sempre nell’alveo della cilindrata 50, poi culminata con una pregevole realizzazione di una 80 centimetri cubici che tuttavia non corse mai. Ancora oggi il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati a mezzi d’epoca.
Passando a Cannas, proprio quest’anno si celebrano i 40 anni di una impresa che ha dell’incredibile, ovvero la contemporanea vittoria di un titolo tricolore nelle moto ed uno nelle auto. Era il 1979 e l’aretino Gian Franco Sabatini si aggiudicò il campionato nella TT3 con la Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas (all’anagrafe Paolo, Roberto e Carlo), ed allo stesso tempo il bolognese Bruno Montanari vinse la Formula 4, campionato aperto a vetture con motori di derivazione motociclistica. Cannas poi è legato anche ad una pregevole realizzazione di un 500 2 tempi 4 cilindri dotato di pregevoli innovazioni per l’epoca ma che purtroppo non poté prendere il volo agonistico per i problemi di budget, in un periodo dove le case giapponesi arrivarono nella massima classe senza badare a spese.
Infine, ma non per ultimo, Domenico Battilani. Dalla sua un titolo Junior nel 1974, ma sicuramente, oltre alle doti di pilota dimostrate nell’epopea del passaggio dai circuiti stradali agli impianti moderni, Battilani è stato vicino come meccanico, ma anche consigliere, a grandissimi piloti come Tarquinio Provini, Massimo Matteoni, Teuvo Lansivuori e Jarno Saarinen, nomi questi ultimi che all’inizio degli anni ’70 portarono una ventata di novità e curiosità attorno ad un motociclismo che stava cambiando e che era sempre con meno frontiere e tutto il movimento imolese protagonista in casa e nel mondo.
m.r.
Nelle foto: in copertina, il trio (da sinistra) Bacchilega, Pazzaglia e Pasotti a Misano; Sabatini sulla Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas; Domenico Dattilani in pista
PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio
Motosapiens 27 Dicembre 2018

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Sono quelli con la divisa arancione, senza di loro non si scende in pista: sono i marshal, o commissari di percorso (o pista) o ancora ufficiali di gara (o pista), professionalità specializzate nella sicurezza in pista. I marshal, distribuiti su tutto il tracciato in corrispondenza delle curve e delle varianti, non solo segnalano eventuali incidenti o altri eventi in corso in pista con le apposite bandiere, ma intervengono anche per ripristinare la sicurezza del tracciato, recuperare i mezzi incidentali, pulire la pista; inoltre sono loro ad autorizzare gli interventi del personale medico per il soccorso di eventuali feriti.

Forse non lo sapevate, le bandiere che possono essere utilizzate in pista sono una decina!

Ma come si diventa marshal?

I commissari di pista per le gare automobilistiche sono gestiti dall’Aci, mentre quelli per le gare motociclistiche dalla Fmi. Per questo per diventare marshal sono necessarie licenze diverse per le diverse gare, auto o moto. Per entrare in possesso della licenza, dunque, è necessario seguire i corsi organizzati dalle varie federazioni e i relativi corsi di aggiornamento continuo. Per partecipare ad un corso per il conseguimento di una nuova licenza è necessario iscriversi ad un club o motoclub con regolare tessera annuale (che garantisce l’assicurazione per l’attività in pista) ed essere in possesso di certificato medico di idoneità sportiva non agonistica (nuova disposizione a partire dal 2019). Possono esercitare l’attività di marshal tutte le persone fra i 18 e i 68 anni compiuti che siano in possesso delle caratteristiche precedentemente elencate. Ma attenzione: essere marshal è sicuramente un lavoro specializzato, ma si tratta pur sempre di un’attività volontaria non retribuita bensì solamente rimborsata.

Marshal è pura passione per il motorsport!

SAVE THE DATE. Per i veri interessati, a gennaio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è previsto un nuovo corso per max quaranta nuove licenze. Per maggiori informazioni è necessario contattare il Marshal’s Team Imola: commissari@autodromoimola.it, infomarshalsteam@gmail.com.

mi.mo.

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)
Motosapiens 6 Dicembre 2018

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri

Il secolo scorso è il momento storico in cui la motocicletta è prima stata inventata ed ha iniziato poi a diffondersi sempre più come mezzo di trasporto semplice ed economico. Ma è intorno alla motocicletta che un numero sempre maggiore di persone la sceglie per uno strano e forte sentimento di passione, non solo per la sua utilità. E insieme alle motociclette, nascono i motociclisti e i Motoclub.

Fra i primi in Italia nasce il Motoclub Santerno Checco Costa, fondato prima come Reale Associazione Motoristica Imolese grazie ad un gruppo auto organizzato di amici con la passione per le due ruote, che il 4 ottobre 1926 dà vita al motoclub che negli anni cambia più nomi, prima mc Imola poi mc Santerno; infine viene titolato allo storico presidente Checco Costa, padre del fondatore della Clinica Mobile.

Allora come oggi, fra gli ambiti di maggior interesse vi è l’attività mototuristica. Per ben cinque volte, infatti, il Motoclub Santerno vince il Campionato Europeo Fmi di Mototurismo grazie ai tanti chilometri macinati anno per anno.

Allora come oggi, il mc Santerno premia con la medaglia d’oro gli iscritti che raggiungono i centomila chilometri percorsi con il Motoclub. Ai 21 motociclisti di tutte le età già premiati quest’anno si sono aggiunti Luciano Bianconcini e Mirko Ceroni (nelle foto sotto). La storia del Motoclub Santerno è davvero una storia scritta sulla strada.

LE FOTO:

IL VIDEO: fra i premiati anche il Dottor Costa con un riconoscimento al merito per la Clinica Mobile. 

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri
Motosapiens 4 Novembre 2018

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

I piloti e le moto sono sempre ed inevitabilmente i protagonisti del mondo delle corse, dalla MotoGP al Civ. Ci mettono il manico, la faccia, la sensibilità tecnica, la vita. Ma non lavorano da soli: anche se non sembra, il motociclismo resta uno sport di squadra, di team. Ne abbiamo parlato con un team manager da anni impegnato nel mondo delle due ruote, Simone Steffanini, team manager bolognese (esattamente di Castel San Pietro Terme) del proprio team Green Speed motorizzato Kawasaki Italia, impegnato da anni al livello nazionale e non solo.

Chi è Simone Steffanini. Classe 1974, Steffanini è nel mondo delle moto dal 1994.Ha ricoperto vari ruoli, creandosi una carriera ricca di esperienze e soddisfazioni fino a decidere di fondare il proprio team. Fra e cose che ricorda con piacere ed emozione: il lavoro al fianco del preparatore bolognese Alberto Gubellini, gli anni come responsabile della moto di Cristiano Migliorati, il periodo di lavoro nel team di Davide Bulega (padre del più noto Niccolò), l’ottimo lavoro con il team Puccetti poi arrivato a vincere titoli mondiali, il Team Italia con Riccardo Russo e il titolo italiano Stock600 e l’esordio mondiale, il mondiale con Roberto Rolfo…Poi nel 2016 nasce il Team Green Speed.

Prima domanda, d’obbligo visto che il lavoro non ti mancava: perché un team tutto tuo?

Volevo essere libero nelle scelte tecniche dei fornitori ed anche sul modus operandi con cui affrontare le gare. Ho dovuto imparare un lavoro diverso, accanto a quello che sapevo già fare: le pubbliche relazioni e la ricerca di sponsor, competenze difficili da acquisire e che prendevano tempo al motivo per cui avevo deciso di fondare il mio team, il lavoro tecnico a modo mio. Ma devo ammettere che avere il mio tema regala anche grandi soddisfazioni, ad esempio l’appoggio che mi danno le aziende di settore che mi avevano conosciuto come tecnico significa che lavoro bene. E poi l’immensa soddisfazione per la wild card mondiale a Imola nel 2016, per una piccola realtà appena nata non era uno step ovvio!

Il tuo rapporto con i piloti?

Come team manager la mia sfida è sempre stata quella di lanciare giovani piloti, farli crescere, portarli ad essere pronti per sfide più grandi di quelle che potevo offrire io. Ad esempio ho portato Canducci al team ufficiale Kawasaki nel 2017. Ho lanciato Malone e Leotta, quest’ultimo vicecampione di Coppa Italia. Ma ho anche fatto correre piloti del calibro di Anthony West come wild card nel Civ, Rolfo nel campionato velocità in salita… La stagione appena finita è stata travagliata, non tanto per i risultati che ci vedono comunque 4 volte vincitori in altrettante gare nazionali…

La prossima stagione, invece, come sarà?

Ci stiamo lavorando. Sul piatto ci sono diverse prove del mondiale Supersport600 con un pilota italiano di assoluto valore nazionale, al fine di passare in pianta stabile al mondiale nel 2020. Ma stiamo lavorando anche per disputare campionati in ambito nazionale sempre con piloti giovani ed impiegando la nuova versione del Kawasaki Zx636.

Perché scommettere su piloti giovani?

Faccio quello che faccio più per passione che per lavoro, significa che devo divertirmi oltre a lavorare bene. La mia storia è sempre stata legata ai giovani ed è la strada che preferisco. Ritengo che sia più bello vincere con chi non ha mai vinto piuttosto che accontentarsi. La sfida è avere obiettivi competitivi: fare meglio della stagione precedente dando il massimo indipendentemente dalla posizione assoluta.

Come vedi il bacino di piloti italiani?

In Italia abbiamo ottimi talenti che faticano ad emergere a causa di una scarsa personalità più che della mancanza di talento. Il talento da solo non basta, bisogna aver voglia di mettersi in gioco con un po’ di sana fame di vittorie. La voglia di vincere fa la differenza ma oggi per troppi giovani è più importante dire che si è piloti piuttosto che dimostrare di esserlo.

Quali sono i limiti e i problemi di avere un proprio team?

Soprattutto limiti economici. Il motociclismo è uno sport di nicchia e i budget necessari sono elevati.

Secondo te gli organizzatori fanno abbastanza per promuovere il Civ?

No. Anche se è il massimo campionato nazionale viene comunemente considerato un campionato minore. Secondo me ci vorrebbe innanzitutto l’ingresso libero per il pubblico, avere più spettatori aiuta in termini di attenzione del pubblico e della stampa. Sulla stampa, poi, gli organizzatori dovrebbero investire per chiedere una maggiore presenza di giornali e tv: solo raccontando storie la gente si appassiona, e di belle storie il motociclismo è pieno a tutti i livelli.

E la Federazione, dal canto suo, cosa potrebbe fare?

La Federazione dovrebbe tornare un po’ indietro nel tempo, a quello che si faceva negli anni Novanta: appoggiare i team e non i singoli piloti, perchè i piloti crescono solo se hanno alle spalle delle buone squadre fatte da persone dalla comprovata esperienza in pista. E poi razionalizzare impegni e costi, ad esempio togliendo il giovedì in pista nei weekend di gara, cosa che aiuterebbe anche il pilota a lavorare più efficacemente e prepararsi più velocemente nell’ottica dei campionati superiori dove si gira poco e si deve essere in bolla subito. Quanto ai costi, poi, bisognerebbe abbassare i costi di iscrizione magari aprendo anche a circuiti più piccoli per rendere lo sport più capillare sul territorio nazionale. Il campionato inglese dimostra che correre in circuiti meno prestigiosi di quelli più noti non danneggia la spettacolarità delle tappe! Inoltre ritornare all’uso libero della benzina e liberalizzare le gomme, mentre ora siamo tutti obbligati a fare acquisti dagli sponsor dei campionati a prezzo superiori di un amatore che compra benzina e gomme! È assurdo: faccio pubblicità e paghiamo. Dal 2019 avremo l centralina unica in diverse categorie, il che significa un ulteriore aumento dei costi. È necessario che la federazione sia più lungimirante sui costi che sostengono i team, sono i team che vanno aiutati, sostenuti, in tutte le maniere possibili, anche sostenendo le squadre che portano in pista piloti famosi o stranieri come strategia di crescita del campionato.

mi.mo

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed
Motosapiens 4 Ottobre 2018

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross

Per la crossista castellana ventenne Andrea Giorgia Grazia, da Castel San Pietro a Imola c’è lo spazio di un salto, quello fatto per partecipare alla tappa conclusiva del mondiale cross femminile quale wild card locale.

«Sono una crossista giovane – racconta la Andrea#997, corro solo da tre anni mentre molte ragazze iniziano ben prima. Purtroppo mi sono appassionata alla moto solo recentemente, un po’ per caso, ma questo non mi ha impedito di dare sfogo alla mia nuova passione correndo nei campionati regionale e italiano, divertendomi e togliendomi anche qualche soddisfazione. La soddisfazione più grande? Disputare una prova mondiale e farlo sul circuito di casa realizzato ad Imola per il finale del campionato 2018. Una grandissima emozione: la mia prima esperienza mondiale e in casa, fra l’affetto di tanti amici venuti a trovarmi e l’agitazione per la prestazione agonistica. Mi sono divertita tanto ma ho anche fatto molti errori, spegnendo addirittura la moto in gara2 mentre mi giocavo la terzultima posizione. Ad ogni modo il risultato è migliore del previsto e non posso essere che contenta e carica per la prossima stagione. Sono arrivata penultima in classifica ma fra le prime quanto a felicità. E devo ringraziare per il sostegno la mia famiglia e Davide Degli Esposti, pilota supercross che mi ha allenata proprio con l’obiettivo Imola-mondiale».

Quest’anno prima il cambio di moto, quattro mesi fa da Kawasaki ad Honda, poi un infortunio hanno complicato la stagione della giovane, che si è comunque classificata in quinta posizione nel campionato regionale dell’Emilia Romagna ed ha solcato qualche podio in trofei Uisp amatoriali.

Ora che hai trovato il giusto feeling con una nuova moto, dopo che comunque con la Kawasaki ti eri laureata campionessa regionale, che obiettivi ti poni per la prossima stagione?

«Con la Honda 250 mi sento alla grande. Voglio partecipare al campionato italiano e dare il massimo, disputando forse qualche gara di regionale come allenamento ma senza puntare al titolo già ottenuto in passato – spiega -.  E poi vorrei partecipare di nuovo alla tappa imolese del mondiale, al momento prevista per il 22 settembre prossimo, e magari trovare il budget per iscrivermi anche alle altre due tappe italiane in programma per la prossima stagione mondiale, in Trentino e in Lombardia».

mi.mo

Foto: Massy Momard e Paolo Costa

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross
Motosapiens 26 Settembre 2018

Crescere motociclisti… (LE FOTO)

Crescere motociclisti… Con Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e il consiglio di zona Coop Alleanza 3.0.

Una quarantina di bambini fra i 7 e i 12 anni hanno avuto l’opportunità, lo scorso sabato 22 settembre al centro sociale Tozzona, di provare la moto in sicurezza e con l’ausilio degli istruttori specializzati della Federazione Motociclistica Italiana all’interno di un evento di promozione del motociclismo ideato e promosso dagli attori di cui sopra.

Ad arricchire il pomeriggio di motociclismo consapevole la presenza dell’ufficio di educazione stradale della PM di Imola, il centro di formazione sanitaria bolognese Medicalife e l’associazione Motorlab, al cui progetto per la sicurezza “Adotta una curva” sono stati devoluti i 130 euro raccolti nello speciale pomeriggio dedicato alle due ruote.

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Foto di Massy Momard

Crescere motociclisti… (LE FOTO)
Motosapiens 20 Settembre 2018

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)

A 7-12 anni si può dare sfogo alla giovane passione per la moto dei bambini (e delle bambine!) in diversi modi e maniere: in piedi sul divano a vedere la MotoGp, portandoli dal vivo alle gare nazionali, europee o mondiali (facendo sempre attenzione al loro giovane udito), caricandoli in moto con tutti i presidi di sicurezza del caso (casco, paraschiena, sellino adattato), regalandogli modellini di tutte le case motoristiche ed altri “motogiochi”… Ma anche facendo loro provare la prima vera moto!

“Sfortunatamente” il motociclismo è uno sport costoso e che richiede grandi doti di pazienza e devozione. Fortunatamente esiste la possibilità di provare la moto anche a costo zero, grazie alla Federazione Motociclistica Italiana che ha ideato il progetto Hobby Sport e agli attori che di volta in volta sostengono il progetto per sostenere il motociclismo vero.

Crescere motociclisti, dunque, si può, dai 7 anni. L’occasione è Evolutio, evento di promozione del motociclismo a partire dai più piccoli ideato da Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e Consiglio di zona di Coop Alleanza 3.0. La data da salvare in agenda è sabato 22 settembre, dalle 15 alle 18, presso il centro sociale Tozzona di Imola. Nel corso del pomeriggio, gratuitamente, i bambini e le bambine interessati potranno provare la (prima) moto adatta per le loro esigenze, seguiti passo passo da istruttori Fmi qualificati e con tutte le protezioni del caso, per un pomeriggio di sport motoristico!

A tutti i piccoli partecipanti sarà poi offerta una merenda Coop, mentre i grandi, con o senza moto al seguito, potranno godere dello speciale aperitivo in compagnia dei numerosi ospiti presenti al terzo motoaperaduno Motosapiens. Fra questi: l’Ufficio di educazione stradale della Polizia Municipale di Imola, il centro di formazione sanitaria Medicalife di Bologna (con dimostrazioni e gadget per la salute), la special division del team Sk Racing con piloti diversamente abili e Bacchilega Editore con i migliori libri sulle due ruote ad Imola.

>>>La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti<<<

Per info: motosapiens@sabatosera.it.

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)
Motosapiens 19 Settembre 2018

Ducatisti per Montecatone

Un giro in moto tra le curve della Vena del Gesso romagnola fino a Montecatone, sulle colline di Imola, per pranzare con i volontari della Casa di accoglienza Anna Guglielmi. Una domenica particolare dedicata sia al divertimento sia alla solidarietà, che domenica 16 settembre ha visto uniti ben quattro club Ducati dell’Emilia Romagna (Desmo Owners Club) per un centinaio di partecipanti. 

L’idea partita dal Doc Ente Tutela Pomponi Romagnoli (Etpr) di Ravenna ha coinvolto il DemoRomagnaDoc di Rimini, il Doc Borgo Panigale di Bologna e il Moto Club La Diamantina di Ferrara. Ciascuno con un gruppo di soci motociclisti. Alla fine della giornata sono stati raccolti ben 2.075 euro per la Casa di accoglienza Anna Guglielmi, la cooperativa sociale Onlus che dal 1987 offre accoglienza alberghiera alle famiglie che devono assistere per lunghi periodi i loro cari ricoverati presso il Montecatone Rehabilitation Institute Spa oppure ai pazienti che effettuano terapie in day hospital. La Casa è inoltre il luogo dove pazienti e famiglie sperimentano le autonomie acquisite durante il percorso riabilitativo prima del rientro a casa, svolgendo le attività della vita quotidiana in un ambiente interamente accessibile e attrezzato a misura di tutti. La struttura ospedaliera imolese è centro d’eccellenza specializzato nella cura delle persone con lesioni midollari o gravi cerebrolesioni, nonché unità spinale di riferimento per la Romagna e l’Emilia Est (Ferrara).

I protagonisti:

Tommaso Sangiorgi, presidente dei 130 soci dell’Etpr, non ha dubbi: «Quando riusciamo nel nostro piccolo a fare beneficenza è sempre un piacere. Montecatone è una realtà del nostro territorio che conosciamo bene perché i motociclisti, purtroppo, da sempre hanno un rapporto particolare con questo ospedale. Dare una mano a chi ha bisogno è giusto, se poi si tratta di motociclisti ci fa ancora più piacere». 

Michela Amerighi, presidente dei 340 soci del DesmoRomagnaDoc, aggiunge: «Il nostro club è nato proprio a fini benefici e tutti gli anni, a seconda delle disponibilità della cassa, abbiamo scelto un ente della nostra zona da aiutare  per l’acquisto di arredi o altro, ad esempio il Centro 21 che si occupa di famiglie di ragazzini con disabilità. Io faccio l’infermiera quindi conosco bene la realtà di Montecatone e l’idea dell’Etpr ci è piaciuta moltissimo, mi sa che dovremo ripeterla l’anno prossimo…»

Stessi toni soddisfatti per Elena Sarti, presidente dei 540 soci del Doc Borgo Panigale: «Abbiamo accolto subito la proposta di fare qualcosa insieme tra club. Un’idea bellissima. Conosco Montecatone perché un nostro ex presidente del club vi è stato curato dopo un incidente. Ed è anche per questo che ho detto subito che dovevamo partecipare ad un evento del genere». 

Roberto Vezzani, presidente dei circa 170 soci del Motoclub La Diamantina Doc, aggiunge: «E’ la prima volta che partecipiamo ad un’iniziativa del genere insieme ad altri club ed è stata davvero una bella esperienza. Soprattutto a Montecatone, che finora conoscevano, purtroppo, solo per quanto vissuto da amici motociclisti che avevano avuto un incidente ed erano stati curati qua».

Una giornata piacevole anche per i volontari e gli operatori della Casa di accoglienza e per le famiglie ospiti nella struttura, che si sono detti contenti del momento di convivialità e divertiti dalla presenza colorata delle moto che hanno rallegrato la domenica. Per tutti le parole della presidente della Onlus Claudia Gasperini: «Un grazie immenso ai club che hanno deciso di aiutarci venendo fin quassù da varie parti della regione. La vitalità e l’allegria che ci hanno regalato ha trasformato una domenica qualunque in un momento di incontro e di vicinanza. Un grazie davvero di cuore per l’amicizia ed il preziosissimo aiuto».

ms

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