Posts by tag: MotorImola

Motosapiens 28 Settembre 2019

Motorsport and life, la nuova rivista fotografica di Mirco Lazzari

Dalle piste ai libri, dai libri alla rivista. I migliori scatti del fotografo Mirco Lazzari, una delle più grandi firme della fotografia sportiva in ambito motociclistico, da oggi si possono ammirare non solo nei libri che ha pubblicato e nelle mostre che organizza o dove è invitato, ma anche in un vero e proprio magazine che realizza in prima persona e in collaborazione con il suo staff ed entourage tecnico e artistico.

La rivista in questione, nuova di zecca, si chiama ML, come Mirco Lazzari ma anche come Motorsport&Life, i due mondi distinti e separati ma anche connessi e interconnessi cui la rivista dà spazio attraverso gli scatti del grande fotografo.

“Io e il mio team avevamo bisogno di questo progetto per continuare ad evolverci, sviluppare le nostre idee e provare piacere nel fare quello che per noi è la cosa più bella al mondo, raccontare – scrive Mirco nell’editoriale del primo numero della rivista, che a partire dal numero di ottobre avrà cadenza mensile -. Attraverso il linguaggio fotografico, il magazine parla del mondo a tutto tondo, il motorsport che rimane la nostra passione, ma anche quel mondo che abbiamo l’opportunità di girare e fotografare ogni giorno attraverso il nostro lavoro. Gli scatti proposti non si limitano alle sole piste ma vanno oltre, cercano di trasmettere il nostro punto di vista su ciò che vediamo”.

Gli ingredienti delle foto che sono e saranno pubblicate in ML sono la ricerca, ovvero quell’evoluzione dello stile fotografico di Mirco e i suoi, e la curiosità che gli ha trasmetto il maestro Angelo Orsi. La rivista di Mirco Lazzari, originario di Imola ma cittadino del mondo, è disponibile qui. Fra i capitoli del primo numero della rivista, uno è dedicato alla tappa imolese del Mondiale MXGP.

mi.mo

foto di Mirco Lazzari

Motorsport and life, la nuova rivista fotografica di Mirco Lazzari
Motosapiens 5 Settembre 2019

Mondiale Supersport 300, il team Gp Project punta sul giovane pilota imolese Andrea Longo

Sul finale di stagione, per la precisione a tre gare dal termine, il team Kawasaki Gp Project di Spoleto, impegnato nel Mondiale Supersport 300, ha ingaggiato un nuovo pilota in ottica di crescita, sviluppo del team e del settore giovanile del motociclismo: il giovane imolese Andrea Longo, originario di Bagnara di Romagna.

Diciannove anni appena compiuti, nella sua pur giovane carriera Longo ha fatto esperienze a tutto tondo, ma sempre nel mondo della velocità. Letteralmente cresciuto fra le due ruote, con il padre e il nonno piloti, il giovane inizia a competere nel 2015 con la Premoto3 del Campionato Italiano Velocità, dunque passa alla Moto3 nel 2016 e l’anno successivo alla Supersport 300 nazionale. Nel 2018 partecipa alla R3 Cup e, nel finale di stagione, partecipa al «Civ» in sostituzione di un altro pilota.

Anche la stagione 2019 è iniziata nel campionato italiano Supersport 300 in cui ha corso fino alla recente tappa di Misano, prima di trovare l’occasione di esordire nel campionato del mondo insieme al team spoletino Kawasaki Gp Project. In questo finale di campionato, Longo affiancherà i piloti della squadra del team manager Alessio Altai, con i quali condividerà il box e dai quali potrà imparare molto. «Partecipare al Mondiale sarà una bellissima esperienza, indipendentemente dal risultato per me sarà importante anche per conoscere nuove piste mai affrontate prima – commenta il pilota Andrea Longo, che frequenta il quinto anno dell’istituto superiore Ipsia di Lugo e la palestra del collega di Superbike Ayrton Badovini, a Castel Bolognese, per gli allenamenti -. Probabilmente sarà un finale di stagione tutto in salita, dato che non conosco né la moto, né i tracciati da affrontare, ma voglio dare il massimo e migliorare provando a crescere fin da subito».

Longo vivrà dunque il suo esordio mondiale sulla Ninja 400 del team Kawasaki Gp Project questo fine settimana in Portogallo, sul tracciato di Portimao, all’interno del programma della Superbike che include la terzultima prova del campionato mondiale delle moto di più piccola ciclindrata a 4 tempi.

«Il team Kawasaki Gp Project, già partner del progetto Talenti Azzurri d’Italia in passato ed oggi struttura direttamente supportata da Kawasaki Italia, osserva da sempre una politica in favore dei giovani piloti meritevoli – spiega il team manager Alessio Altai – Di fatto l’ingaggio di Andrea Longo non è fine a se stesso, ma vale come l’inizio di un percorso che vorremmo continuare anche il prossimo anno, dopo questa sperimentazione iniziale. Se le ultime prove in calendario daranno riscontri positivi, soprattutto in termini di impegno e prospettive di crescita, si potrà ragionare assieme nell’ottica di confermare il giovane Longo anche per il prossimo anno».

«Questo nuovo progetto con il pilota imolese Andrea Longo è possibile anche grazie alla disponibilità dell’azienda Mt Distribution di Bologna – aggiunge il direttore marketing Cristian Marocchi -, impresa che con il marchio Tekk è leader nella produzione di veicoli elettrici e prodotti hi-tech. Una realtà bolognese che affonda le proprie radici nella Motorvalley e promuove il proprio brand nel motociclismo insieme al team Kawasaki Gp Project in favore delle giovani promesse del motociclismo. Per Longo, infatti, questa opportunità ha il valore di una specie di borsa di studio, possibile grazie all’impegno che il giovane pilota ha espresso in tutto il proprio percorso formativo nel motociclismo, prima con le minimoto e passando poi alle Pre-Gp, fino a salire sulle motociclette vere e proprie».

Nella foto: il giovane Andrea Longo con il collega e campione Ayrton Badovini

Mondiale Supersport 300, il team Gp Project punta sul giovane pilota imolese Andrea Longo
Motosapiens 4 Luglio 2019

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!

Questa è una storia vera di motori e passione, una storia come forse non se ne vedono più tante in un mondo, quello delle due ruote, che negli anni si è trasformato da luogo di passioni leggendarie ad un settore prettamente economico, fatto di business e budget e giri di denaro.

E’ la storia di Andrea Poggi e dei suoi amici, in comune la passione per i motori, una passione innata in chi ha le radici nella Motorvalley e soprattutto nell’Imola dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, teatro internazionale di competizioni su due e quattro ruote che hanno fatto la storia del motorsport.

Andrea Poggi è pilota di moto part time, accanto al lavoro come idraulico e al ruolo di genitore. La passione per le due ruote è così forte che continua nonostante l’età che avanza e le spese che aumentano. E’ esperto in pista e nel box, ma a volte la classe e le competenze non bastano. “Da qualche anno i costi per partecipare ad una singola tappa del campionato italiano, fra iscrizioni della Federmoto e componenti permesse, sono molto aumentati – spiega Poggi -. Parlo di cifre a tre zeri, in pratica il motociclismo è diventato uno sport per ricchi e non più per appassionati. Senza uno sponsor o più non puoi semplicemente scendere in pista e trovare aziende e realtà disposte a sponsorizzare il motociclismo, oggi, è dura. C’è chi ha paura dei ciarlatani che negli anni hanno causato seri buchi economici, e chi semplicemente non è interessato a sport senza pallone, diciamo”.

Ma la passione, quella vera, è una componente che fortunatamente ancora caratterizza tante persone comuni per le quali il pilota che scende in pista su una moto lucente, vestito di casco e tuta-armatura, che affronta il caldo come la pioggia, quel pilota è ancora il cavaliere errante senza paura e senza macchia di un tempo, come i piloti raccontati nel film “I fidanzati della morte”.

Così Poggi ha trovato un gruppo di amici che si sono stretti intorno al pilota per farlo scendere in pista come wild card del National Trophy 1000 per la tappa “di casa” del Civ. “Li ringrazio tutti – elenca -: Mirella e Massimiliano Monti, Nicola Masato, Federico Cavrini, Gabriele Motta, ma anche America Graffiti, Motosapiens e tutti quelli che hanno partecipato alla cena di autofinanziamento per sostenere le spese di questa tappa imolese che è stata difficile per alcuni problemi alla moto ma che ho comunque concluso guadagnando un punto con la quindicesima posizione”. Un punto che, condiviso con gli amici che lo hanno sostenuto e perfino seguito in pista come meccanici e tecnici improvvisati e perfino ombrellini, è stato festa grande.

“E’ stata una bella gara, certo poteva andare meglio – continua Poggi – ma mica male considerato che al box eravamo un idraulico, un elettricista ed un escavatorista”. Oltre a metterei propri loghi sulla Ducati di Poggi, gli amici hanno partecipato alla tappa imolese del Civ non solo come spettatori delle gare in programma ma direttamente in prima persona e come mai prima, fra pista e box. “Mi hanno aiutato ad arrivare fino alla fine della gara – ammette – perchè per i problemi che sentivo alla moto sarei stato tentato a fermarmi.. E invece siamo andati a punto”. Un punto al lieto fine della storia delta tappa 2019 del Civ di Imola.

La video-photogallery di Francesco Di Pasquale 

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!
Motosapiens 24 Aprile 2019

“Vite in piega' a Imola, la mostra fotografica di Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro – il video-racconto

La prima volta fuori Belluno (dove è nato l’evento quest’anno alla quinta edizione) della mostra fotografica Vite in piega con immagini inedite dai mondiali MotoGP e Superbike firmate dai fotografi Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro ha fatto tappa ad Imola, non lontano dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari cuore del motorsport locale, esattamente al Podere Naretta di Patrizia Suzzi, marshal e sommelier.

L’appuntamento, promosso dalla padrona di casa e dagli organizzatori Nicola Da Canal (tecnico SBK), Silvio Sanson (art director) ed Elisa Antoniazzi, è andato in scena il 23 marzo scorso, per un pomeriggio di grande passione motoristica ed enogastronomica al tempo stesso.

>>>Per chi c’era e per chi non c’era, ecco il video-racconto della mostra a Imola con le foto degli organizzatori e dei fotografi presenti!!!

mi.mo.

“Vite in piega' a Imola, la mostra fotografica di Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro – il video-racconto
Motosapiens 16 Marzo 2019

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi

Dopo Misano e Mugello, anche Imola entra a far parte del calendario della scuola federale di avviamento alla guida su minimoto della Fmi, un progetto dedicato a bambini e bambine fra i 6 e i 12 anni. La Nannelli Riders Academy, dal nome del pilota di Superbike e Supersport Gianluca Nannelli, sarà ad Imola per ben 20 date da marzo a ottobre.

«Si tratta di un progetto ludico-formativo per familiarizzare con le due ruote – spiega Nannelli – che punta non solo alla passione sportiva ed eventualmente agonistica ma anche alla sicurezza in previsione di un probabile futuro come utente della strada sulle due ruote, ad esempio con il ciclomotore. Proprio per il suo carattere di avvicinamento alla moto in maniera sana e consapevole, il costo dell’attività è di 49 euro a data, comprensivo del noleggio di tutto il materiale, più dieci euro di assicurazione medica».

Come detto potranno partecipare all’esperienza in pista (esattamente nel paddock 2) tutti i bambini e le bambine dai 6 ai 12 anni, imolesi e non. Il corso base insegnerà la posizione corretta di piedi e gomiti, l’attenzione a tenere o sguardo lontano, l’utilizzo combinato di gas e freno: nozioni base tutt’altro che inutili. Al corso base, che può essere ripetuto quando volte il bambino desidera, seguirà all’occorrenza un corso avanzato. Lo scopo del progetto è infatti tanto quello di formare futuri motociclisti responsabili o nuove promesse del motorsport, quanto rendere accessibile a tutti un primo approccio sicuro al mondo delle due ruote attraverso un’attività ludica e formativa al tempo stesso.

Il progetto ha già coinvolto oltre 600 bambini ad oggi. La novità più recente è l’acquisizione di nuove minimoto elettriche per sensibilizzare anche sulle tematiche ambientali.

«Siamo orgogliosi di accogliere questa nuova esperienza anche ad Imola, dopo anni di ricerca del giusto progetto per sostenere l’avviamento al motorsport sul Santerno – commenta il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense -. La speranza è quella di diventare una fucina di nuovi grandi piloti di domani».

IL CALENDARIO COMPLETO ALL’AUTODROMO DI IMOLA

Marzo: 17, 23

Aprile: 6, 14, 27

Maggio: 22, 29

Giugno: 6, 29, 30

Luglio: 6, 11, 19

Agosto: 1, 7

Settembre: 16, 23

Ottobre: 15, 21

Per informazioni e prenotazioni: scuola.motociclismo@federmoto.it

mi.mo

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi
Motosapiens 15 Marzo 2019

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro

Per la prima volta ad Imola (ma anche per la prima volta fuori Belluno, dove nasce l’evento quest’anno alla quinta edizione), la mostra fotografica “Vite in piega” con immagini inedite dai mondiali MotoGP e Superbike firmate dai fotografi Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro fa tappa non lontano dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, nel cuore delle colline imolesi produttrici di vini.

L’appuntamento, che unisce territorio e terra ma anche le passioni per l’enogastronomia e il motorsport, è in calendario per il prossimo sabato 23 marzo dalle 15 presso il Podere Naretta di via Ghiandolino 20 (Imola) di Patrizia Suzzi, che oltre ad essere sommelier fa anche parte del gruppo Marshal’s Team di Imola come commissario di percorso, spesso in pista vestita di arancione. Suo l’invito mosso agli organizzatori Nicola Da Canal (tecnico SBK), Silvio Sanson (art director) ed Elisa Antoniazzi che hanno così deciso per l’edizione imolese della mostra.

La mostra fotografica sarà corredata da moto, cimeli e memorabili dal mondo delle due ruote. Diversi piloti hanno inoltre già dato disponibilità di presenza, per un pomeriggio a tutto tondo all’insegna del motociclismo locale, italiano ed internazionale.

L’invito al pomeriggio di vino e moto è libero e gratuito per tutti gli appassionati di motori. In loco sarà possibile anche degustare i vini prodotti nella cantina “motoristica”. L’evento è legato, da tradizione, ad una raccolta fondi a scopo benefico.

mi.mo

Nelle foto. La mostra 2016 all’Hotel Astor; gli organizzatori e fotografi

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro
Motosapiens 2 Febbraio 2019

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola. Questo è il titolo dell’evento che si svolge sabato 9 febbraio al centro sociale La Stalla, in via Serraglio 20/B, dalle 14 alle 18 organizzato dal Motoclub racing Imolese #96 in collaborazione con Motosapiens e il cartellone di eventi CooperAttivaMente.
Dopo la rassegna che ebbe grande successo nel 2018 sulla BBFT, storica moto imolese che tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 calcò le piste nelle classi 50 ed 80 grazie alla grande passione dei fratelli Tosi e di un gruppo di amici, la curiosità di capire e soprattutto conoscere o ricordare quei momenti davvero importanti per il motociclismo è stata davvero tanta. E proprio Alfio Tosi, nel ricordare il compianto fratello Ivo, ha tenuto a sottolineare che la loro passione partiva da Sesto Imolese (da dove venivano) e furono in qualche modo contagiati dalla grande determinazione di un pilota, Domenico Battilani, che li accompagnò dalle prime scorribande alle gare.
Insomma, in un certo senso, abbiamo allargato l’obiettivo su un periodo davvero pieno di fermento non solo in città, ma anche in tutto l’estesissimo territorio imolese. Qualcuno, in gergo televisivo, potrebbe parlare di spin-off, ovvero le serie derivate da un filone principale di successo, ma con la differenza che queste storie sono tutte uguali, o meglio hanno tutta la loro importanza racchiusa, nel nostro caso, nella sigla PCB (Pasotti, Cricca, Bacchilega) e nei cognomi Cannas ed appunto Battilani. Per questo motivo la rassegna fra moto e storia di quest’anno voluta da Coop Bacchilega e Motoclub Racing Imolese #96 si intitola: PCB, Cannas e Battilani, il motociclismo vincente attorno a Imola.
Il marchio PCB racchiude, come già anticipato, l’esperienza di tre appassionati di Sesto Imolese (purtroppo Cricca è scomparso prematuramente a seguito di un incidente sul lavoro) che fino alla fine degli anni ’70 idearono parti ciclistiche complete, elaborarono motori, sempre nell’alveo della cilindrata 50, poi culminata con una pregevole realizzazione di una 80 centimetri cubici che tuttavia non corse mai. Ancora oggi il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati a mezzi d’epoca.
Passando a Cannas, proprio quest’anno si celebrano i 40 anni di una impresa che ha dell’incredibile, ovvero la contemporanea vittoria di un titolo tricolore nelle moto ed uno nelle auto. Era il 1979 e l’aretino Gian Franco Sabatini si aggiudicò il campionato nella TT3 con la Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas (all’anagrafe Paolo, Roberto e Carlo), ed allo stesso tempo il bolognese Bruno Montanari vinse la Formula 4, campionato aperto a vetture con motori di derivazione motociclistica. Cannas poi è legato anche ad una pregevole realizzazione di un 500 2 tempi 4 cilindri dotato di pregevoli innovazioni per l’epoca ma che purtroppo non poté prendere il volo agonistico per i problemi di budget, in un periodo dove le case giapponesi arrivarono nella massima classe senza badare a spese.
Infine, ma non per ultimo, Domenico Battilani. Dalla sua un titolo Junior nel 1974, ma sicuramente, oltre alle doti di pilota dimostrate nell’epopea del passaggio dai circuiti stradali agli impianti moderni, Battilani è stato vicino come meccanico, ma anche consigliere, a grandissimi piloti come Tarquinio Provini, Massimo Matteoni, Teuvo Lansivuori e Jarno Saarinen, nomi questi ultimi che all’inizio degli anni ’70 portarono una ventata di novità e curiosità attorno ad un motociclismo che stava cambiando e che era sempre con meno frontiere e tutto il movimento imolese protagonista in casa e nel mondo.
m.r.
Nelle foto: in copertina, il trio (da sinistra) Bacchilega, Pazzaglia e Pasotti a Misano; Sabatini sulla Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas; Domenico Dattilani in pista
PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio
Motosapiens 27 Dicembre 2018

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Sono quelli con la divisa arancione, senza di loro non si scende in pista: sono i marshal, o commissari di percorso (o pista) o ancora ufficiali di gara (o pista), professionalità specializzate nella sicurezza in pista. I marshal, distribuiti su tutto il tracciato in corrispondenza delle curve e delle varianti, non solo segnalano eventuali incidenti o altri eventi in corso in pista con le apposite bandiere, ma intervengono anche per ripristinare la sicurezza del tracciato, recuperare i mezzi incidentali, pulire la pista; inoltre sono loro ad autorizzare gli interventi del personale medico per il soccorso di eventuali feriti.

Forse non lo sapevate, le bandiere che possono essere utilizzate in pista sono una decina!

Ma come si diventa marshal?

I commissari di pista per le gare automobilistiche sono gestiti dall’Aci, mentre quelli per le gare motociclistiche dalla Fmi. Per questo per diventare marshal sono necessarie licenze diverse per le diverse gare, auto o moto. Per entrare in possesso della licenza, dunque, è necessario seguire i corsi organizzati dalle varie federazioni e i relativi corsi di aggiornamento continuo. Per partecipare ad un corso per il conseguimento di una nuova licenza è necessario iscriversi ad un club o motoclub con regolare tessera annuale (che garantisce l’assicurazione per l’attività in pista) ed essere in possesso di certificato medico di idoneità sportiva non agonistica (nuova disposizione a partire dal 2019). Possono esercitare l’attività di marshal tutte le persone fra i 18 e i 68 anni compiuti che siano in possesso delle caratteristiche precedentemente elencate. Ma attenzione: essere marshal è sicuramente un lavoro specializzato, ma si tratta pur sempre di un’attività volontaria non retribuita bensì solamente rimborsata.

Marshal è pura passione per il motorsport!

SAVE THE DATE. Per i veri interessati, a gennaio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è previsto un nuovo corso per max quaranta nuove licenze. Per maggiori informazioni è necessario contattare il Marshal’s Team Imola: commissari@autodromoimola.it, infomarshalsteam@gmail.com.

mi.mo.

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)
Motosapiens 6 Dicembre 2018

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri

Il secolo scorso è il momento storico in cui la motocicletta è prima stata inventata ed ha iniziato poi a diffondersi sempre più come mezzo di trasporto semplice ed economico. Ma è intorno alla motocicletta che un numero sempre maggiore di persone la sceglie per uno strano e forte sentimento di passione, non solo per la sua utilità. E insieme alle motociclette, nascono i motociclisti e i Motoclub.

Fra i primi in Italia nasce il Motoclub Santerno Checco Costa, fondato prima come Reale Associazione Motoristica Imolese grazie ad un gruppo auto organizzato di amici con la passione per le due ruote, che il 4 ottobre 1926 dà vita al motoclub che negli anni cambia più nomi, prima mc Imola poi mc Santerno; infine viene titolato allo storico presidente Checco Costa, padre del fondatore della Clinica Mobile.

Allora come oggi, fra gli ambiti di maggior interesse vi è l’attività mototuristica. Per ben cinque volte, infatti, il Motoclub Santerno vince il Campionato Europeo Fmi di Mototurismo grazie ai tanti chilometri macinati anno per anno.

Allora come oggi, il mc Santerno premia con la medaglia d’oro gli iscritti che raggiungono i centomila chilometri percorsi con il Motoclub. Ai 21 motociclisti di tutte le età già premiati quest’anno si sono aggiunti Luciano Bianconcini e Mirko Ceroni (nelle foto sotto). La storia del Motoclub Santerno è davvero una storia scritta sulla strada.

LE FOTO:

IL VIDEO: fra i premiati anche il Dottor Costa con un riconoscimento al merito per la Clinica Mobile. 

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri
Motosapiens 4 Novembre 2018

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

I piloti e le moto sono sempre ed inevitabilmente i protagonisti del mondo delle corse, dalla MotoGP al Civ. Ci mettono il manico, la faccia, la sensibilità tecnica, la vita. Ma non lavorano da soli: anche se non sembra, il motociclismo resta uno sport di squadra, di team. Ne abbiamo parlato con un team manager da anni impegnato nel mondo delle due ruote, Simone Steffanini, team manager bolognese (esattamente di Castel San Pietro Terme) del proprio team Green Speed motorizzato Kawasaki Italia, impegnato da anni al livello nazionale e non solo.

Chi è Simone Steffanini. Classe 1974, Steffanini è nel mondo delle moto dal 1994.Ha ricoperto vari ruoli, creandosi una carriera ricca di esperienze e soddisfazioni fino a decidere di fondare il proprio team. Fra e cose che ricorda con piacere ed emozione: il lavoro al fianco del preparatore bolognese Alberto Gubellini, gli anni come responsabile della moto di Cristiano Migliorati, il periodo di lavoro nel team di Davide Bulega (padre del più noto Niccolò), l’ottimo lavoro con il team Puccetti poi arrivato a vincere titoli mondiali, il Team Italia con Riccardo Russo e il titolo italiano Stock600 e l’esordio mondiale, il mondiale con Roberto Rolfo…Poi nel 2016 nasce il Team Green Speed.

Prima domanda, d’obbligo visto che il lavoro non ti mancava: perché un team tutto tuo?

Volevo essere libero nelle scelte tecniche dei fornitori ed anche sul modus operandi con cui affrontare le gare. Ho dovuto imparare un lavoro diverso, accanto a quello che sapevo già fare: le pubbliche relazioni e la ricerca di sponsor, competenze difficili da acquisire e che prendevano tempo al motivo per cui avevo deciso di fondare il mio team, il lavoro tecnico a modo mio. Ma devo ammettere che avere il mio tema regala anche grandi soddisfazioni, ad esempio l’appoggio che mi danno le aziende di settore che mi avevano conosciuto come tecnico significa che lavoro bene. E poi l’immensa soddisfazione per la wild card mondiale a Imola nel 2016, per una piccola realtà appena nata non era uno step ovvio!

Il tuo rapporto con i piloti?

Come team manager la mia sfida è sempre stata quella di lanciare giovani piloti, farli crescere, portarli ad essere pronti per sfide più grandi di quelle che potevo offrire io. Ad esempio ho portato Canducci al team ufficiale Kawasaki nel 2017. Ho lanciato Malone e Leotta, quest’ultimo vicecampione di Coppa Italia. Ma ho anche fatto correre piloti del calibro di Anthony West come wild card nel Civ, Rolfo nel campionato velocità in salita… La stagione appena finita è stata travagliata, non tanto per i risultati che ci vedono comunque 4 volte vincitori in altrettante gare nazionali…

La prossima stagione, invece, come sarà?

Ci stiamo lavorando. Sul piatto ci sono diverse prove del mondiale Supersport600 con un pilota italiano di assoluto valore nazionale, al fine di passare in pianta stabile al mondiale nel 2020. Ma stiamo lavorando anche per disputare campionati in ambito nazionale sempre con piloti giovani ed impiegando la nuova versione del Kawasaki Zx636.

Perché scommettere su piloti giovani?

Faccio quello che faccio più per passione che per lavoro, significa che devo divertirmi oltre a lavorare bene. La mia storia è sempre stata legata ai giovani ed è la strada che preferisco. Ritengo che sia più bello vincere con chi non ha mai vinto piuttosto che accontentarsi. La sfida è avere obiettivi competitivi: fare meglio della stagione precedente dando il massimo indipendentemente dalla posizione assoluta.

Come vedi il bacino di piloti italiani?

In Italia abbiamo ottimi talenti che faticano ad emergere a causa di una scarsa personalità più che della mancanza di talento. Il talento da solo non basta, bisogna aver voglia di mettersi in gioco con un po’ di sana fame di vittorie. La voglia di vincere fa la differenza ma oggi per troppi giovani è più importante dire che si è piloti piuttosto che dimostrare di esserlo.

Quali sono i limiti e i problemi di avere un proprio team?

Soprattutto limiti economici. Il motociclismo è uno sport di nicchia e i budget necessari sono elevati.

Secondo te gli organizzatori fanno abbastanza per promuovere il Civ?

No. Anche se è il massimo campionato nazionale viene comunemente considerato un campionato minore. Secondo me ci vorrebbe innanzitutto l’ingresso libero per il pubblico, avere più spettatori aiuta in termini di attenzione del pubblico e della stampa. Sulla stampa, poi, gli organizzatori dovrebbero investire per chiedere una maggiore presenza di giornali e tv: solo raccontando storie la gente si appassiona, e di belle storie il motociclismo è pieno a tutti i livelli.

E la Federazione, dal canto suo, cosa potrebbe fare?

La Federazione dovrebbe tornare un po’ indietro nel tempo, a quello che si faceva negli anni Novanta: appoggiare i team e non i singoli piloti, perchè i piloti crescono solo se hanno alle spalle delle buone squadre fatte da persone dalla comprovata esperienza in pista. E poi razionalizzare impegni e costi, ad esempio togliendo il giovedì in pista nei weekend di gara, cosa che aiuterebbe anche il pilota a lavorare più efficacemente e prepararsi più velocemente nell’ottica dei campionati superiori dove si gira poco e si deve essere in bolla subito. Quanto ai costi, poi, bisognerebbe abbassare i costi di iscrizione magari aprendo anche a circuiti più piccoli per rendere lo sport più capillare sul territorio nazionale. Il campionato inglese dimostra che correre in circuiti meno prestigiosi di quelli più noti non danneggia la spettacolarità delle tappe! Inoltre ritornare all’uso libero della benzina e liberalizzare le gomme, mentre ora siamo tutti obbligati a fare acquisti dagli sponsor dei campionati a prezzo superiori di un amatore che compra benzina e gomme! È assurdo: faccio pubblicità e paghiamo. Dal 2019 avremo l centralina unica in diverse categorie, il che significa un ulteriore aumento dei costi. È necessario che la federazione sia più lungimirante sui costi che sostengono i team, sono i team che vanno aiutati, sostenuti, in tutte le maniere possibili, anche sostenendo le squadre che portano in pista piloti famosi o stranieri come strategia di crescita del campionato.

mi.mo

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

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