Cronaca

Vena del Gesso romagnola, attesa per la visita della commissaria per la candidatura Unesco

Vena del Gesso romagnola, attesa per la visita della commissaria per la candidatura Unesco

Dovremmo finalmente esserci. La visita annunciata è slittata di qualche giorno, ma da lunedì 21 a domenica 28 novembre la commissaria slovena Gordana Beltram, chiamata a valutare l’iter e il procedimento per la candidatura a patrimonio mondiale dell’umanità della Vena del gesso, sarà sul territorio. Una settimana di incontri e confronti con le comunità locali che hanno portato all’attenzione mondiale questa emergenza geologica, naturalistica e speleologica unica nel suo genere.

La situazione, soprattutto sul territorio riolese e casolano, ma anche in altre realtà del reggiano e bolognese, sembra ci siano malumori tra i portatori d’interesse locali, rimane comunque tesa. Da una parte, infatti, ci sono i promotori, funzionari del Parco, speleologi, alcuni rappresentanti dell’università e qualche funzionario regionale, che fanno parte del comitato tecnico scientifico che ha avuto il compito di redigere il dossier di candidatura, che a seguito di cambiamenti e procedure in chiaroscuro tenute nell’iter approvativo del documento ufficiale, si sono trovati di fronte a un fuoco incrociato proveniente dai sindacati dei lavoratori dello stabilimento della Saint-Gobain, dall’amministrazione comunale casolana e, in ultimo, dagli agricoltori. Questi infatti a più riprese hanno evidenziano anomalie, un mancato e trasparente confronto con loro nel metodo adottato. La commissaria, quindi, potrebbe trovarsi in un ambiente che se dal punto di vista paesaggistico e naturalistico trasmette serenità, dal punto di vista umano, produttivo e quindi sociale potrebbe riservare qualche effervescenza dialettica. Basti riprendere alcuni passaggi di un comunicato ufficiale rilasciato dalla Coldiretti per comprenderne la portata. «Saremo chiamati ad esprimerci su una proposta di istituzione di cui non conosciamo contenuti, obbiettivi e perimetrazione. A fronte di ciò – scrivono gli agricoltori – una domanda sorge spontanea: a titolo preventivo non c’è stato nessun tipo di consultazione, non è stato fatto nessun confronto, non abbiamo ricevuto lo studio di proposta, come potremo fornire quel parere che dovrebbe nascere da una attenta disamina della proposta stessa?».

Le premesse battagliere ci sono tutte, visto che il parco della Vena del Gesso, ricompreso all’interno della candidatura Unesco, si sviluppa per il 90% del suo spazio in proprietà private.

Gli incontri che la commissaria terrà sul territorio, con amministratori, non sono però resi pubblici per quanto concerne orari e luoghi. Quello che si sa è che oltre agli ecologisti e ambientalisti, la Beltram dovrebbe incontrare nel suo soggiorno perlustrativo, anche gli amministratori e soprattutto i portatori di interesse, quindi sindacati, associazioni di categoria, agricoltori, che sul futuro della tenuta socio-economica del territorio non mancheranno di far sentire la loro voce. (r.cr.)

Nella foto di venadelgesso.it la cava di Monte Tondo

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