È morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, Imola lo premiò col Garganello d’Oro. La storia e l’intervista
È morto all’età di 76 anni Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food e Terra Madre. Il decesso dello scrittore, promotore di una cultura gastronomica migliore e sostenibile, è avvenuto ieri nella sua casa a Bra. Si deve a Petrini anche l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo così come è stato co-fondatore delle Comunità Laudato sì ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Imola conserva un legame speciale con “Carlin” Petrini, nel 2004, nell’ambito del Baccanale gli fu assegnato il Garganello d’Oro, premio dedicato alla promozione della cultura del cibo. Fu un riconoscimento, consegnato dall’allora sindaco Massimo Marchignoli e dall’assessore Valter Galavotti, a una visione che ha saputo parlare al mondo partendo dalle comunità locali, dai produttori, dalle tradizioni e dalla qualità dei territori. Nell’intervista sul “sabato sera” dell’epoca, Petrini spiegava che “mangiare è un atto agricolo” e che è una questione non più classista ma culturale: “Dovremmo incominciare a sentirci dei co-produttori, l’antagonismo tra produttori e consumatori, va superato. Le scelte di questi ultimi orientano il mercato e gli stili produttivi”. Un’altra notazione era sulla fretta e il mangiare, visto il nome della sua associazione: “Il tempo libero è diventato una corvée, tra palestre, corsi di yoga, di arti marziali o di inglese”
“Petrini ha cambiato il modo di pensare il cibo – ricorda il sindaco Maroc Panieri -: non solo come nutrimento o consumo, ma come cultura, relazione, territorio, giustizia sociale, tutela della biodiversità e responsabilità verso il futuro. Oggi – continua il sidnaco – ricordiamo un intellettuale civile, un visionario concreto, una persona capace di trasformare il piacere del cibo in un pensiero politico e culturale alto, sempre legato alla dignità delle persone e alla cura della terra”.
red.cr.
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Nella foto Carlo Petrini con il Garganello d’Oro insieme all’allora sindaco Massimo Marchignoli, scomparso nel 2020, e all’assessore alla Cultura Valter Galavotti
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